Ingeborg Bachmann

Ingeborg Bachmann, nota anche come Ruth Keller (Klagenfurt, 25 giugno 1926 – Roma, 17 ottobre 1973), è stata una poetessa, scrittrice e giornalista austriaca.
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Figlia[1] di Olga Haas e Mathias Bachmann, Ingeborg nacque nel 1926 in Carinzia, nel cui capoluogo, Klagenfurt, trascorse l'infanzia e l'adolescenza. Dopo i primi studi, negli anni del dopoguerra frequentò le università di Innsbruck, Graz e Vienna dedicandosi agli studi di giurisprudenza e successivamente in germanistica, che concluse discutendo una tesi su (o meglio, contro) Martin Heidegger, dal titolo La ricezione critica della filosofia esistenziale di Martin Heidegger.
Suo maestro fu il filosofo e teoretico della scienza Victor Kraft[2] (1890-1975), ultimo superstite del Circolo di Vienna, da cui i membri, in conseguenza dell'assassinio di uno di loro (Moritz Schlick) da parte di un fanatico nazista e dell'ostilità in seguito dimostrata dal regime politico post Anschluss, erano dovuti fuggire. Nell'epoca dello studio ebbe modo di intrattenere contatti diretti con Paul Celan, Ilse Aichinger e Klaus Demus.[3]
Presto Bachmann divenne redattrice radiofonica[4] presso l'emittente viennese Rot-Weiss-Rot (Rosso-Bianco-Rosso), per la quale compose nel 1952 la sua prima opera radiofonica, Un negozio di sogni. Il suo debutto letterario avvenne in occasione di una lettura presso il Gruppo 47. Da allora divenne una stella luminosa della letteratura in lingua tedesca[5]. Nel 1953, all'età di 27 anni, ricevette il premio letterario del Gruppo 47[6] per la raccolta di poesie Il tempo dilazionato.
In collaborazione con il compositore Hans Werner Henze produsse il radiodramma Le cicale e il libretto per la pantomima danzata L'idiota nel 1955 e il libretto per l'opera Il Principe di Homburg nel 1960. Nel 1956 pubblicò la raccolta di poesie Invocazione all'Orsa maggiore, conseguendo il Premio Letterario della Città di Brema (Bremer Literaturpreis) e iniziando un percorso di drammaturgia per la televisione bavarese.
Dal 1958 al 1963 Ingeborg Bachmann intrattenne una relazione con l'autore Max Frisch. Nel 1958 apparve il radiodramma Il buon Dio di Manhattan, insignito l'anno successivo del Premio Audio dei Ciechi di Guerra[7]. Del 1961 è la raccolta di racconti Il trentesimo anno, a sua volta insignito dal Premio per la Critica della Città di Berlino. Nel 1964 le viene consegnato il Premio Georg Büchner[8] e nel 1968 il Premio nazionale austriaco per la Letteratura[9].
La produzione[5] di Ingeborg Bachmann prosegue con la pubblicazione nel 1971 del romanzo Malina, diventato un film di Werner Schroeter del 1991, interpretato da Isabelle Huppert, Mathieu Carrière e Can Togay. Il romanzo è stato concepito come la prima parte di una trilogia chiamata "Cause di morte" (Todesarten) rimasta incompiuta e di cui rimangono dei frammenti: Il libro Franza e Il libro Goldmann. Dal primo dei due frammenti, Xaver Schwarzenberger ha ricavato il film Franza (1986). Nel 1972 fu invece data alle stampe l'ultima opera prima della morte di Bachmann: la raccolta di racconti Tre sentieri per il lago, a cui venne attribuito il Premio Anton Wildgans[10].
Morte
[modifica | modifica wikitesto]La sera del 26 settembre 1973, nella sua casa romana di via Giulia, Ingeborg Bachmann incendiò accidentalmente la sua vestaglia di nylon con la brace della propria sigaretta durante un attacco di torpore, verosimilmente indotto dai barbiturici che stava assumendo come tranquillanti per superare un periodo di stress da superlavoro[11]. Benché vigile al momento del trasporto all'ospedale Sant'Eugenio, struttura specializzata nel trattamento delle ustioni, subì danni renali cui fece seguito un'intossicazione ematica che la portarono alla morte il 17 ottobre[12]. Ingeborg Bachmann fu sepolta il 25 ottobre 1973 nel cimitero di Klagenfurt-Annabichl. A lei è dedicato il concorso letterario che annualmente si tiene nella città natale, in coincidenza della sua nascita, e l'istituto d'istruzione superiore di Tarvisio in Friuli-Venezia Giulia.
Opere
[modifica | modifica wikitesto]Raccolte poetiche
[modifica | modifica wikitesto]- Alle Tage, 1952
- Die gestundete Zeit, 1953.
- Invocazione all'Orsa Maggiore (Anrufung des Großen Bären, 1956), trad. e cura di Luigi Reitani, Milano, SE, 1994; Nota di Hans Höller, Collana Biblioteca n.752, Milano, Adelphi, 2023, ISBN 978-88-459-3828-3.
- Poesie (Gedichte), traduzione di Maria Teresa Mandalari, Parma, Guanda, 1978.
- Non conosco mondo migliore (Ich weiss keine bessere Welt), traduzione di Silvia Bortoli, Milano, Guanda, 2004.
- Letzte, unveröffentlichte Gedichte, Entwürfe und Fassungen. Edition und Kommentar von Hans Höller. Suhrkamp, Frankfurt am Main 1998, ISBN 3-518-40951-4.
- Ich weiß keine bessere Welt. Unveröffentlichte Gedichte. Herausgegeben von Isolde Moser, Heinz Bachmann und Christian Moser. Piper, 2000, ISBN 3-492-04255-4.
Prose
[modifica | modifica wikitesto]- Das Honditschkreuz, 1944. In: Werke. Band 2. Piper, München 1978, ISBN 3-492-02774-1, S. 489–598.
- Briefe an Felician, 1945. Mit acht Kupferaquatinta-Radierungen von Peter Bischof. Piper, München 1991, ISBN 3-492-03585-X.
- Die Fähre, 1946. In: Werke. Band 2. Piper, München 1978, ISBN 3-492-02774-1, S. 10–14.
- Der Kommandant, 1947. In: Werke. Band 2. Piper, München 1978, ISBN 3-492-02774-1, S. 28–38.
- Im Himmel und auf Erden, 1949. In: Werke. Band 2. Piper, München 1978, ISBN 3-492-02774-1, S. 15–18.
- Das Lächeln der Sphinx, 1949. In: Werke. Band 2. Piper, München 1978, ISBN 3-492-02774-1, S. 19–22.
- Die Karawane und die Auferstehung, 1949. In: Werke. Band 2. Piper, München 1978, ISBN 3-492-02774-1, S. 23–27.
- Auch ich habe in Arkadien gelebt, 1952. In: Werke. Band 2. Piper, München 1978, ISBN 3-492-02774-1, S. 38–40.
- Ein Geschäft mit Träumen, 1952. In: Werke. Band 2. Piper, München 1978, ISBN 3-492-02774-1, S. 41–47.
- Portrait von Anna Maria, 1956. In: Werke. Band 2. Piper, München 1978, ISBN 3-492-02774-1, S. 48–58.
- Der Schweißer, 1959. In: Werke. Band 2. Piper, München 1978, ISBN 3-492-02774-1, S. 59–75.
- Der Hinkende, 1959. In: Werke. Band 2. Piper, München 1978, ISBN 3-492-02774-1, S. 76–81.
- Il trentesimo anno (Das dreißigste Jahr. Erzählungen, 1961), traduzione di Clara Schlick, Milano, Feltrinelli, 1963; traduzione di Magda Olivetti, Milano, Adelphi, 1985.
- Der Tod wird kommen, 1965. In: Werke. Band 2. Piper, München 1978, ISBN 3-492-02774-1, S. 266–276.
- Libro del deserto (Der Tod wird kommen, 1965), traduzione di Anna Pensa, Napoli, Cronopio, 1999. [confluito ne Il libro Franza]
- Besichtigung einer alten Stadt, 1965. In: Werke. Band 2. Piper, München 1978, ISBN 3-492-02774-1, S. 277–282.
- Il libro Franza (Der Fall Franza, 1966, 1979), traduzione di Magda Olivetti e Luigi Reitani, Milano, Adelphi, 2009. [comprende e amplia Il caso Franza, traduzione di Magda Olivetti, Milano, Adelphi, 1988]
- Malina (Malina. Roman, 1971; scritto nel 1967), traduzione di Maria Grazia Manucci, Milano, Adelphi, 1973.
- Requiem für Fanny Goldmann (Entstanden 1966/67), 1972. In: Werke. Band 3. Piper, München 1978, ISBN 3-492-02774-1, S. 483–554. Einzelausgabe als Der Fall Franza / Requiem für Fanny Goldmann. Piper, München 1979, S. 151–192, ISBN 3-492-02436-X; in Il caso Franza. Requiem per Fanny Goldmann, traduzione di Magda Olivetti, Milano, Adelphi, 1988.
- Tre sentieri per il lago e altri racconti (Simultan. Neue Erzählungen, 1968-1972), traduzione di Amina Pandolfi, Milano, Adelphi, 1980.
- „Todesarten“-Projekt. Kritische Ausgabe. Unter Leitung von Robert Pichl herausgegeben von Monika Albrecht und Dirk Göttsche. Piper, München 1995, ISBN 3-492-04991-5.
- Römische Reportagen. Piper, München/Zürich 1998, ISBN 3-492-04028-4.
- Il sorriso della sfinge (Die Fähre, Im Himmel und auf Erden, Das Lächeln der Sphinx), traduzione di Antonella Gargano, Roma, Lucarini, 1991; Napoli, Cronopio, 2011.
Trasmissioni radiofoniche
[modifica | modifica wikitesto]- Die Radiofamilie, 1952/1953.
- Ein Geschäft mit Träumen, 1952.
- Römische Reportagen, 1954/1955.
- Die Zikaden, 1955.
- Der gute Gott von Manhattan, 1958.
- Das dreißigste Jahr, 1961.
- Il buon Dio di Manhattan (Der gute Gott von Manhattan: ein Geschäft mit Träumen), traduzione di Sergio Molinari, Milano, Il Saggiatore, 1961; traduzione di Cinzia Romani, Milano, Adelphi, 1991. [contiene i radiodrammi Il buon Dio di Manhattan, Un negozio di sogni e Le cicale]
- Quel che ho visto e udito a Roma (Was ich in Rom sah und hörte), traduzione di Kristina Pietra e Anita Raja, Macerata, Quodlibet, 2002.
Libretti
[modifica | modifica wikitesto]- Ein Monolog des Fürsten Myschkin, 1952.
- Der Prinz von Homburg, 1960. In: Werke. Band 1. Piper, München 1978, ISBN 3-492-02774-1, S. 331–374.
- Der junge Lord, 1965. In: Werke. Band 1. Piper, München 1978, ISBN 3-492-02774-1, S. 375–436.
- Zwischentexte zur konzertanten Aufführung des Freischütz, 1967. In: Werke. Band 1. Piper, München 1978, ISBN 3-492-02774-1, S. 437–442.
Saggi
[modifica | modifica wikitesto]- La ricezione critica della filosofia esistenziale di Martin Heidegger (Die kritische Aufnahme der Existenzialphilosophie Martin Heideggers), Introduzione di Eugenio Mazzarella, traduzione di Silvia Cresti, Napoli, Guida, 1992. [Dissertazione, 1949; a cura di Robert Pichl, 1985]
- Versuch über Heidegger, 1952. In: Kritische Schriften. Herausgegeben von Monika Albrecht und Dirk Göttsche. Piper, München 2005, S. 3, ISBN 3-492-04707-6.
- Il dicibile e l'indicibile. Saggi radiofonici (Der Mann ohne Eigenschaften, 1952 - Sagbares und Unsagbares - Das Unglück und die Gottesliebe - Die Welt Marcel Prousts), traduzione di Barbara Agnese, Milano, Adelphi, 1998.
- Ludwig Wittgenstein. Zu einem Kapitel der jüngsten Philosophiegeschichte, 1953. In: Kritische Schriften. Herausgegeben von Monika Albrecht und Dirk Göttsche. Piper, München 2005, S. 55–74, ISBN 3-492-04707-6.
- Die Welt Marcel Prousts. Einblicke in ein Pandämonium, 1958. In: Kritische Schriften. Herausgegeben von Monika Albrecht und Dirk Göttsche. Piper, München 2005, S. 218–241, ISBN 3-492-04707-6.
- Die Wahrheit ist dem Menschen zumutbar. Rede zur Verleihung des Hörspielpreises der Kriegsblinden, 1959. In: Kritische Schriften. Herausgegeben von Monika Albrecht und Dirk Göttsche. Piper, München 2005, S. 246–248, ISBN 3-492-04707-6.
- Letteratura come utopia. Lezioni di Francoforte (Frankfurter Vorlesungen, 1959; in: Kritische Schriften, 2005), traduzione di Vanda Perretta, Milano, Adelphi, 1993.
- Probleme zeitgenössischer Dichtung. Frankfurter Poetikvorlesungen, 1960. In: Kritische Schriften. Herausgegeben von Monika Albrecht und Dirk Göttsche. Piper, München 2005, S. 252–349, ISBN 3-492-04707-6.
- Reflexionen über Berlin, 1963. In: Kritische Schriften. Herausgegeben von Monika Albrecht und Dirk Göttsche. Piper, München 2005, S. 399–401, ISBN 3-492-04707-6.
- Luogo eventuale (Ein Ort für Zufälle. Rede zur Verleihung des Georg-Büchner-Preises, 1964), con tredici disegni di Günter Grass (1965), traduzione di Bruna Bianchi, Milano, Edizioni delle donne, 1981; Milano, SE, 1992.
- Thomas Bernhard. Ein Versuch, 1969. In: Werke 4. Piper, München 1978, S. 361–364, ISBN 3-492-02774-1.
- Rede zur Verleihung des Anton-Wildgans-Preises, 1972. In: Werke 4. Piper, München 1978, S. 294–297, ISBN 3-492-02774-1.
- Kritische Schriften. Herausgegeben von Monika Albrecht und Dirk Göttsche. Piper, München 2005, ISBN 3-492-04707-6.
- Male oscuro. Aufzeichnungen aus der Zeit der Krankheit. Herausgegeben von Isolde Schiffermüller und Gabriella Pelloni. Piper, München; Suhrkamp, Berlin 2017, ISBN 978-3-518-42602-9.
- A occhi aperti. Saggi, discorsi, scritti vari (Die Wahrheit ist dem Menschen zumutbar, 1978), collana Piccola Biblioteca n.820, traduzione di Barbara Agnese, Milano, Adelphi, 2025, ISBN 978-88-459-4010-1.
Epistolari
[modifica | modifica wikitesto]- "Non siamo stati bravi". Lettere 1958-1972 („Wir haben es nicht gut gemacht“, 2002), carteggio con Max Frisch, traduzione di Cristina Vezzaro ed Emilia Benghi, Milano, Feltrinelli, 2026.
- Lettere da un'amicizia (Briefe einer Freundschaft, 2004), carteggio con Hans Werner Henze, a cura di Hans Höller, traduzione di Francesco Maione, Torino, EDT, 2008.
- Lettere a Felician (Briefe an Felician), traduzione di Antonella Moscati, Roma, Nottetempo, 2008.
- Troviamo le parole. Lettere 1948-1973 (Herzzeit. Der Briefwechsel, 2008), carteggio con Paul Celan, traduzione di Francesco Maione, Roma, Nottetempo, 2010.
- Diario di guerra (Kriegstagebuch. Mit Briefen von Jack Hamesh an Ingeborg Bachmann, 2010), traduzione di Elisabetta Dell'Anna Ciancia, Milano, Adelphi, 2011.
- I. Bachmann - Hans Magnus Enzensberger, „Schreib alles was wahr ist auf“. Der Briefwechsel. Herausgegeben von Hubert Lengauer. Piper, München; Suhrkamp, Berlin 2018, ISBN 978-3-518-42613-5.
- I. Bachmann - Günter Eich - Ilse Aichinger, „halten wir einander fest und halten wir alles fest!“. Briefe (Salzburger Bachmann Edition). Roland Berbig mit Irene Fußl (Hrsg.). Piper, München; Suhrkamp, Berlin 2021, ISBN 978-3-518-42617-3.
- I. Bachmann - Marie Luise Kaschnitz - Hilde Domin - Nelly Sachs, „Über Grenzen sprechend“. Die Briefwechsel. Herausgegeben von Barbara Agnese. Mit einem Vorwort von Hans Höller. Piper, München; Suhrkamp Berlin 2023, ISBN 978-3-518-42609-8.
- I. Bachmann - Heinrich Böll, „Was machen wir aus unserem Leben?“ Herausgegeben von Renate Langer. Mit einem Vorwort von Hans Höller. Köln, Kiepenheuer & Witsch; München, Piper; Berlin, Suhrkamp 2025, ISBN 978-3-518-42606-7.
Interviste
[modifica | modifica wikitesto]- In cerca di frasi vere (Wir müssen wahre Sätze finden. Gespräche und Interviews, 1991), traduzione di Cinzia Romani, Bari, Laterza, 1989.
- Verrà un giorno. Conversazioni romane (Ein Tag wird kommen. Gespräche in Rom, 2005), a cura di Judith Kasper, Genova, Marietti, 2009.
Film su Ingeborg Bachmann
[modifica | modifica wikitesto]- Die Geträumten - film tedesco del 2016 diretto da Ruth Beckermann, avente per soggetto la ventennale corrispondenza fra Paul Celan e Ingeborg Bachmann[13].[14]
- Ingeborg Bachmann - Reise in die Wüste - film tedesco del 2023 diretto da Margarethe von Trotta, avente per soggetto la vita di Ingeborg Bachmann - che visse a Berlino, Zurigo e Roma - il suo rapporto con Max Frisch e il suo viaggio in Egitto[15]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Ingeborg Bachmann, su britannica.com (archiviato dall'url originale il 5 settembre 2015).
- ↑ Kraft, Victor - Enciclopedia, su Treccani. URL consultato il 13 aprile 2026.
- ↑ Il rapporto collaborativo e sentimentale tra Paul Celan ed Ingeborg Bachmann è documentato da uno scambio epistolare pubblicato nel 2008.
- ↑ Karen Achberger (1995). Understanding Ingeborg Bachmann: Understanding Modern European and Latin American Literature, vol. 1. Univ of South Carolina Press. p. 61. ISBN 978-0-872499942.
- 1 2 "Ingeborg Bachmann". jetzt.de (in German). 23 June 2006. Retrieved 25 June 2017.
- ↑ Copia archiviata (PDF), su aracneeditrice.it. URL consultato il 4 settembre 2019 (archiviato dall'url originale il 4 settembre 2019).
- ↑ Hörspielpreis der Kriegsblinden - Bund der Kriegsblinden Deutschlands e.V., su www.kriegsblindenbund.de. URL consultato il 13 aprile 2026.
- ↑ (DE) Georg-Büchner-Preis, su Deutsche Akademie für Sprache und Dichtung. URL consultato il 13 aprile 2026.
- ↑ (DE) Großer Staatspreis für Delugan Meissl, su news.ORF.at, 11 maggio 2015. URL consultato il 13 aprile 2026.
- ↑ Letteratura contemporanea in lingua tedesca - V-Z - Winkler, Josef - Goethe-Institut, su goethe.de (archiviato dall'url originale il 1º febbraio 2017).
- ↑ La scrittrice Inge Bachman [sic] è gravissima all’ospedale, in La Stampa, 3 ottobre 1973, p. 9. URL consultato il 26 febbraio 2017.
- ↑ È morta la scrittrice Ingeborg Bachmann, in La Stampa, 18 ottobre 1973, p. 8. URL consultato il 26 febbraio 2017.
- ↑ (EN) Philip Oltermann, Poets' unlikely love letters are turned into critically acclaimed film, su The Guardian, 17 novembre 2016.
- ↑ (EN) Die Geträumten, su IMDb, IMDb.com.
- ↑ (EN) Ingeborg Bachmann - Reise in die Wüste, su IMDb, IMDb.com.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Aldo Giorgio Gargani, Il pensiero raccontato. Saggio su Ingeborg Bachmann, Roma-Bari, Laterza, 1995.
- Maria Grazia Nicolosi, «Addio, voi belle parole...». L'ultima produzione poetica di Ingeborg Bachmann, Udine, Campanotto, 2006.
- Hans Höller, La follia dell'assoluto. Vita di Ingeborg Bachmann, traduzione di Silvia Albesano e Cinzia Cappelli, Milano, Guanda, 2010.
- Camilla Miglio, La terra del morso. L'Italia ctonia di Ingeborg Bachmann, Macerata, Quodlibet, 2012.
- Laura Boella, Le imperdonabili. Milena Jesenská, Etty Hillesum, Marina Cvetaeva, Ingeborg Bachmann, Cristina Campo, Milano-Udine, Mimesis, 2013.
- Helmut Böttiger, Ci diciamo l'oscuro. La storia d'amore tra Ingeborg Bachmann e Paul Celan, traduzione di Alessandra Luise, Vicenza, Neri Pozza, 2019.
- Laura Boella, Con voce umana. Arte e vita nei corpi di Maria Callas e Ingeborg Bachmann, Milano, Ponte alle grazie, 2022.
- Alessandro Petroni, Ecco un'artista. Maria Callas, Ingeborg Bachmann e l'Italia, Roma, Castelvecchi, 2023.
Altri progetti
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Wikiquote contiene citazioni di o su Ingeborg Bachmann
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Ingeborg Bachmann
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Bachmann, Ingeborg, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- P. Ch., BACHMANN, Ingeborg, in Enciclopedia Italiana, III Appendice, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1961.
- (EN) Ingeborg Bachmann, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- Ingeborg Bachmann, su enciclopediadelledonne.it, Enciclopedia delle donne.
- (EN) Opere di Ingeborg Bachmann, su Open Library, Internet Archive.
- (EN) Opere riguardanti Ingeborg Bachmann / Ingeborg Bachmann (altra versione), su Open Library, Internet Archive.
- (EN) Bibliografia di Ingeborg Bachmann, su Internet Speculative Fiction Database, Al von Ruff.
- (EN) Ingeborg Bachmann, su Goodreads.
- Bibliografia italiana di Ingeborg Bachmann, su Catalogo Vegetti della letteratura fantastica, Fantascienza.com.
- (EN) Ingeborg Bachmann, su Discogs, Zink Media.
- (EN) Ingeborg Bachmann, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.
- (EN) Ingeborg Bachmann, su IMDb, IMDb.com.
- (EN) Ingeborg Bachmann, su AllMovie, All Media Network.
- (EN) Ingeborg Bachmann, su AFI Catalog of Feature Films, American Film Institute.
- (DE, EN) Ingeborg Bachmann, su filmportal.de.
- Breve biografia in italiano e sue poesie con testo originale a fronte, su geocities.com. URL consultato il 16 marzo 2009 (archiviato dall'url originale il 31 ottobre 2008).
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 6839 · ISNI (EN) 0000 0001 2275 5250 · SBN CFIV072723 · BAV 495/80817 · Europeana agent/base/60674 · LCCN (EN) n50031127 · GND (DE) 118505602 · BNE (ES) XX1042858 (data) · BNF (FR) cb11889805f (data) · J9U (EN, HE) 987007258031805171 · NSK (HR) 981005670089109366 · NDL (EN, JA) 00432010 · CONOR.SI (SL) 5788003 |
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