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Taipana

Coordinate: 46°15′N 13°20′E
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Taipana
comune
(IT) Taipana, (SL) Tipana[1]
Taipana – Stemma
Taipana – Bandiera
Taipana – Veduta
Taipana – Veduta
La chiesa della SS. Trinità a Monteaperta
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
RegioneBERJAYA Friuli-Venezia Giulia
ProvinciaBERJAYA Udine
Amministrazione
SindacoAlan Cecutti (centrodestra) dal 12-6-2017 (2º mandato dal 13-06-2022)
Lingue ufficialiitaliano, sloveno[1]
Territorio
Coordinate46°15′N 13°20′E
Altitudine478 m s.l.m.
Superficie65,44 km²
Abitanti532[2] (28-2-2026)
Densità8,13 ab./km²
Frazionivedi elenco
Comuni confinantiAttimis, Caporetto (Kobarid) (SLO), Faedis, Lusevera, Nimis
Altre informazioni
Cod. postale33040
Prefisso0432
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT030113
Cod. catastaleG736
TargaUD
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)[3]
Cl. climaticazona F, 3 305 GG[4]
Nome abitanti(IT) taipanesi
(SL) Tipanjan[5]
(dialetto tersko) Tipanjeni[5]
Patronosan Giuseppe e san Mattia
Giorno festivo19 marzo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Taipana
Taipana
Taipana – Mappa
Taipana – Mappa
Posizione del comune di Taipana nella ex provincia di Udine
Sito istituzionale

Taipana (in dialetto tersko e in sloveno Tipana[6][1][7], in passato Tajpana[8][9][10], in friulano Taipane[7]) è un comune italiano di 532 abitanti[2] del Friuli-Venezia Giulia. Fino al 1931[11] il comune prendeva il nome dell'odierna frazione di Platischis. Popolarmente, il territorio prende il nome "Valli dell'orso"[12].

Geografia fisica

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Taipana sorge a 478 m s.l.m. tra i primi rilievi delle Prealpi Giulie, con territorio comunale nei bacini del torrente Cornappo e del fiume Natisone.

Il comune é caratterizzato dalla zona climatica F[13]. Il clima è sub-continentale con estati sommariamente calde e inverni rigidi. Sul territorio comunale sono diffuse forme di carsismo.

Origine del nome

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Il toponimo deriverebbe dalla corruzione del latino [fundus] OCTAVIANUS, poi OCTAIVUS, quindi OCTAIPUS. Con il nome Teypana venne indicata la sede della Vicinia, una forma antica del Comune attuale[12]. Attestazioni: Teipana in Monti (1808)[14]. Gli studi di Jan Baudouin de Courtenay attestarono il toponimo Tijpana in dialetto tersko[5].

La storia del comune di Taipana si intreccia con quella della Pieve di Nimis e di Tricesimo fino alla creazione della parrocchia risiedente a Taipana nel 1896. La prima fonte scritta che attesta l'esistenza del toponimo Taipana (citato con il nome Taypana) risale ad un atto notarile depositato il 20 luglio 1320 presso la pieve di Nimis in cui si accerta che " Presentibus… Leonardus filius Marini de Taypana… medietas vertat presbitero… in dicta Ecclesia.

Sotto la giurisdizione del Patriarcato di Aquileia, nel 1493 il vicario nella Diocesi di Aquileia Girolamo Cendatu chiese "Agli uomini ed ai Comuni delle Ville di Ramandolo, Torlano, Valmontana, Cergneu inferiore e superiore, Taipana, Monteaperta, Chialminis e Savorgnano [...] di pagare entro 15 giorni le spese sostenute nella fabbricazione della casa d'abitazione del signor vostro Pievano, e vi mettiate d'accordo con quelli di Nimis"[15].

Durante la Repubblica di Venezia, Taipana e le frazioni vicine assunsero importanza e si svilupparono come ville. Il sisma del 1511 distrusse molti centri abitati dell'attuale provincia di Udine.

BERJAYA
Mappa censuaria del centro abitato di Platischis del 1843 (Borgo di Sopra).
BERJAYA
Mappa censuaria del centro abitato di Platischis del 1843 (Borgo di Sotto).

Durante il Regno d'Italia Napoleonico, il comune fece parte del Cantone di Faedis del Distretto di Cividale (Dipartimento di Passariano)[14]. Le frazioni vennero raggruppate nella "vicinia" (l'assemblea dei capi famiglia) di Taipana.

Dal 1815 entrò a far parte del Regno Lombardo-Veneto. Nel 1843 terminarono i lavori di rilievo catastale e a Milano vennero approvate le mappe censuarie della zona, diventando effettive. Le frazioni di Platischis (con Prosenico e Campo di Bonis), Taipana, Debellis, Montemaggiore (con Sregnabardo) e Monteaperta (con Cornappo) furono Comuni censuari autonomi[16].

Nel 1866 la Provincia del Friuli, comprendente Platischis, diventò parte del Regno d'Italia con il plebiscito del 21 e 22 ottobre. Nel 1878 il Consiglio Provinciale di Udine approvò una proposta, su iniziativa di deputati, per il distacco delle frazioni di Monteaperta, Debellis e Cornappo dal Comune di Platischis e aggregazione alle frazioni di Lusevera[17]. Nel 1884, la sede del Municipio venne spostata da Platischis a Taipana[18], suscitando polemiche tra il sindaco e la popolazione [19][20].

Nel 1886 alcuni grandi boschi comunali vennero divisi e assegnati in lotti agli abitanti di Prossenicco e Platischis[21][22] con contratto di livello fino al 1974, anno in cui gli assegnatari divennero proprietari per legge[23].

Si ha notizia che nel giugno dell'anno 1900 ci fu presenza di tifo nel borgo Coos di Taipana, a causa dell'acqua contaminata prelevata dalla fontana del borgo, il che causò un morto[24]. Nel 1903 "Il Friuli" riportò la lettera di un abitante di Taipana in cui denunciò la situazione precaria del cimitero[25].

Nella primavera del 1904, l'ispettorato dei telegrafi di Venezia attivò un nuovo ufficio telegrafico a Nimis[26]. Essendone il comune di Platischis sprovvisto, sarà l'ufficio telegrafico più vicino fino all'arrivo del collegamento telefonico. Nel 1909, l'on. Ugo Ancona promise agli elettori del comune, senza darne seguito, "l'attuazione d'un servizio automobili Nimis-Taipana-Monteaperta-Platischis, e viceversa o l'impianto d'un filo telefonico lungo la valle del Cornappo"[27].

Nel marzo 1915 il Corriere del Friuli riportò disordini in municipio invaso da donne e lavoratori alla costruzione delle strade del comune per richiedere pane e lavoro[28]. Gli operai per la costruzione di un tronco della strada Taipana-Platischis scioperarono per la paga giornaliera di Lire 1,80 ritenuta insufficiente[29]. A distanza di qualche mese venne attivato il primo collegamento telefonico, con il resto del Friuli, per il capoluogo Platischis e la frazione Taipana (oltre a Lusevera e Pradielis)[30]. Le frazioni di Cornappo e Debellis dovettero attendere oltre maggio 1960 per l'attivazione di un telefono pubblico[31].

Prima Guerra Mondiale (1915-1918)

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Con lo scoppio della Grande Guerra nel 1914 il comune vide la presenza di soldati del Regio Esercito Italiano già a partire dall'autunno di quell'anno. Questi reparti, soprattutto alpini, furono impegnati nel miglioramento e nella sistemazione delle mulattiere e dei sentieri circostanti e nella ricognizione della zona di confine. Nel 1915 il territorio comunale fu attraversato dai reparti italiani che avanzavano in direzione del Monte Stol e di Caporetto. Tra il 1915 e il 1917[32] fu migliorata notevolmente la viabilità, con la costruzione della nuova strada Taipana-Bergogna e la realizzazione, per scopi militari, del ponte "Vittorio Emanuele III" sul fiume Natisone. Nell'ottobre 1917 tutta l'area di Taipana fu coinvolta dalle battaglie della ritirata di Caporetto e in particolare tra il 26 e il 27 ottobre 1917 ci furono importanti scontri fra la 60ª e 50ª Divisione italiana e le truppe austro-ungariche del Gruppe Krauss[33]. Profughi di guerra provenienti da Segusino (Veneto) trovarono rifugio in questo comune nel dicembre 1917[34]. Con la ritirata delle truppe italiane il comune divenne zona di occupazione austro-tedesca sino al novembre 1918, quando a seguito della vittoriosa Battaglia di Vittorio Veneto l'esercito italiano riuscì a liberare il Friuli. La Brigata Como (probabilmente il 24o battaglione) fu la prima ad entrare nel comune[35].

Periodo interbellico

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Nel 1920, la Cappellania di Platischis venne smembrata dalla Parrocchia di Attimis ed eretta in Vicaria autonoma[36].Nello stesso anno, i quotidiani dell'epoca documentarono una grave situazione, che coinvolse l'allora sindaco del comune di Platischis per fatti di malagestione comunale, avvenuti durante e dopo il primo conflitto mondiale[37][38][39][40][35][41]. Il consiglio comunale dette le dimissioni[42] e il Comune fu commissariato[43]. Nel maggio 1920, "Il Friuli" documenta tafferugli che hanno coinvolto il commissario prefettizio[44]. Lo stesso qotidiano riportò lo stato di esasperazione della popolazione con la denuncia all'Autorità Giudiziaria di Giuseppe Cinali, che nel mese di giugno aizzò la folla a Platischis/Taipana contro il Commissario Prefettizio, "minacciandolo di far incendiare il municipio se non si fosse provveduto al pagamento dei sussidi"[45].

Nell'ottobre 1921 "Il Friuli" riportò la presenza di ammalati gravi nelle frazioni di Platischis e Montemaggiore, con il recidivarsi di malattie intestinali dovute a contaminazioni delle falde acquifere. Denunciò, inoltre, l'assenza di controlli sanitari dell'Autorità comunale sulle concimaie[46].

La Banca Cattolica di Udine[47] iniziò a presenziare con un recapito in Platischis nel 1922 per diventare filiale negli anni successivi[48][49].

Nel 1931 il podestà del comune di Platischis chiese e ottenne autorizzazione a cambiarne la denominazione in comune di Taipana[11].

Seconda Guerra Mondiale (1940-1945)

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Durante la seconda guerra mondiale il territorio del Comune fu coinvolto nella guerra partigiana contro le forze di occupazione tedesche. Tra il 1943 e il 1945 ci furono sporadici scontri che videro coinvolti unità delle Brigate Garibaldi e Osoppo[50], reparti partigiani sloveni contro reparti tedeschi, cosacchi e forze italiane della RSI. Il territorio fu zona d'azione del IX Korpus jugoslavo, dislocato a Platischis e coinvolto nell'Eccidio di Porzus.

Il 28 novembre 1946 Taipana venne allacciata alla rete elettrica dalla Società Elettrica del Cornappo[51]. Nel 1947 i collegamenti telefonici risultarono interrotti[52] e venne riattivato il servizio autocorse dagli Eredi Picco per il tratto Debellis-Nimis-Udine[53], sospeso per il danneggiamento dei ponti sul Cornappo dovuto alla guerra. Nello stesso anno, sempre la Società Elettrica del Cornappo allacciò Platischis e le frazioni vicine alla rete elettrica[54][55].

Guerra Fredda

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BERJAYA
Cartello di divieto ad effettuare riprese e osservazioni, con apparecchi di ogni tipo, sulla fascia confinaria orientale del Friuli-Venezia Giulia, durante la Guerra Fredda.

Nel dopoguerra, trovandosi al confine con la Jugoslavia in piena Guerra Fredda, il comune fu soggetto alle operazioni dell'organizzazione O[56] e della Gladio[57][58]. Non era permessa l'osservazione con binocoli e la rappresentazione con disegni o su pellicola (ad esempio, fotografie e uso di cineprese) dei territori limitrofi al confine (soprattutto nei pressi di installazioni militari). Solitamente un cartello specifico ammoniva tale divieto, a partire dagli anni '50 fino agli anni '90 (caduta del regime comunista in Jugoslavia). Nel comune vennero edificate opere di difesa militare facenti capo al 52° Reggimento fanteria d’arresto Alpi[59].

Terremoto del Friuli 1976

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Nel 1976 il comune fu devastato dal terremoto del Friuli, che provocò enormi crolli e danni in particolare nelle frazioni di Monteaperta, Cornappo e Montemaggiore. La ricostruzione richiese l'adeguamento sismico degli edifici che resistettero alle scosse ma si perdettero le caratteristiche originali di alcune costruzioni di pregio storico ed architettonico (ad esempio, le chiese di Monteaperta e Cornappo, il 95% delle case a Monteaperta), anche per l'assenza di una cultura del recupero. [60] Nella frazione di Platischis, la locanda "alla Frontiera" venne abbattuta. [61]

Periodo post-terremoto

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Nel 1979, la giunta comunale affidò agli speleologi, parte del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico[62], un prefabbricato situato nei pressi di Prossenicco. Nel 1987 il sindaco mise il prefabbricato ex scuola elementare in Taipana a disposizione degli speleologi, spostandovi la sede locale da Prossenicco.

Dopo vent'anni di chiusura, il 23 aprile 2022 riaprì il negozio di alimentari a Taipana con l'insegna in friulano "La Buteghe di Taipane" [63][64].

Nel mese di ottobre 2025, l'amministrazione guidata dal sindaco Alan Cecutti, fece coprire la scritta bilingue "Comune di Taipana / Tipajski Komun" apposta sul municipio, da una nuova insegna luminosa riportante solamente la dicitura italiana [65][66], in violazione della legge dello Stato n.38 del 2001 [67]. Iniziativa simile nel 2019, riportata nella cronaca del periodico Novi Matajur, fu l'acquisto dello scuolabus recante la sola dicitura in italiano e l'installazione di tabelle, all'ingresso delle frazioni, con le denominazioni in sloveno riprodotte con minore dignità grafica (caratteri più piccoli) [68]. Nel mese di marzo 2026, la stessa amministrazione, chiese lo sgombero del prefabbricato gestito dal Centro Ricerche Carsiche "C. Seppenhofer", comportando così la chiusura dell'unico rifugio speleologico in regione, senza proporre alternative. [69]

Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con DPR del 13 marzo 1989[70].

Lo stemma comunale si presenta d'argento, mantellato di rosso, con un orso bruno, rappresentante tipico della fauna delle Alpi Giulie, ritto, tenente con la zampa un ramo di tiglio. Come per la vicina Lusevera il tiglio, secondo la tradizione slovena, è l'albero sacro nonché simbolo della vita. La forma triangolare del mantellato simboleggia i rilievi alpini, con i colori argento e rosso dell’Austria, alla quale è stato lungamente soggetto il territorio[12].

Il gonfalone è un drappo interzato in palo di nero, di bianco e di rosso.

Medaglia d'oro al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria
«In occasione di un disastroso terremoto, con grande dignità, spirito di sacrificio ed impegno civile, affrontava la difficile opera di ricostruzione del tessuto abitativo, nonché della rinascita del proprio futuro sociale, morale ed economico. Splendido esempio di valore civico e d'alto senso del dovere, meritevole dell'ammirazione e della riconoscenza della Nazione tutta. Eventi sismici 1976.»
 12 dicembre 2002[71]

Monumenti e luoghi d'interesse

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Il borgo medioevale di Prossenicco, edificato a partire dal 1211 e rimasto miracolosamente in piedi dopo il catastrofico sisma del 1976, ospita una decina di case superstiti con le facciate in pietra a sbalzo. Anche la chiesa della Ss. Trinità di Monteaperta ospita lacerti di affreschi di Gian Paolo Thanner, risalenti al 1520. Nei pressi, un sasso reca, secondo la leggenda, l'impronta del piede della Madonna. Nella frazione di Monteaperta, varie cappelle, santuari e fontane, alcune case di architettura rurale tipica (Borgo di Sotto, casa antica del Poiacco, casa Pascolo in Val Calda) e i resti di alcuni vecchi mulini (Borgo di Sopra, Al Ponte).

Architetture religiose

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Taipana (capoluogo)

BERJAYA
La chiesa di San Mattia Apostolo (capoluogo)

Monteaperta (frazione)

BERJAYA
Chiesa di San Michele Arcangelo (Monteaperta)

Cornappo (frazione)

  • chiesa della Beata Maria Vergine del Rosario (Blažena Devica Marija Rožnovega venca)

Prossenicco (frazione)

Platischis (frazione)

  • chiesa di San Giovanni Battista (Sv. Janez Krstnik)

Montemaggiore (frazione)

  • chiesa di San Michele Arcangelo (Sv. nadangel Mihael)

Architetture civili

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  • Rovine del mulino ad acqua

Montemaggiore

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  • Ponte romano, anche detto "di Napoleone" (Montemaggiore)link
BERJAYA
Ponte romano, anche detto "di Napoleone" (Montemaggiore)

Architetture militari

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Sul territorio comunale sono presenti parti del sistema difensivo costruito durante la Guerra Fredda. [72][59]

  • Fortini/bunkers militari in località "la Scaletta" (non aperto al pubblico): casermetta, postazioni M1, M2, M3, P1 e P2
  • Fortini/bunkers militari in località "Zore" (non aperto al pubblico): casermetta, postazioni M5, M6 (Pridolina) e M7
  • Fortini/bunkers militari in località "Campo di Bonis" (non aperto al pubblico): postazioni M1, M2, M3, M4, P1 e P2

Aree naturali

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Il vasto comune di Taipana, pressoché incontaminato (anche a causa della scarsa presenza di attività industriali), offre una vasta gamma di località d'interesse naturalistico e paesaggistico conservatesi nei secoli intatte fino a noi, collegate da una folta rete di sentieri naturalistici e sterrati perfettamente percorribili, costellate da salti d'acqua e da sorgenti e grotte, meta di escursioni e studio da parte di geologi e da parte del Touring Club Italiano. Nel Comune sono inoltre presenti numerosissime specie di piante, come orchidee, rare sul territorio Italiano. La ricchezza floro-faunistica del comune è fra le più grandi nelle regioni limitrofe; ragion per cui si sta provvedendo all'apertura del parco nazionale del Gran Monte, attualmente parco naturale comunale del Gran Monte che raccoglierà più del 70% del territorio comunale.

Grotte naturali (per speleologi)

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  • Grotta di Taipana
  • Grotta pod Lanišče (Monteaperta)
  • Grotta pod Lonišče (tra Subit e Prossenicco)
  • Cascata del mulino
  • Cascata Cukula

Evoluzione demografica

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Abitanti censiti[73]

BERJAYA
BERJAYA
L'emigrante (di F. Maschio)

Lingue e dialetti

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Storicamente la popolazione del comune è quasi esclusivamente di madrelingua slovena. È infatti diffuso il dialetto tersko. Dai censimenti linguistici nei primi decenni del XX secolo risultò sempre una percentuale di famiglie o di persone che parlavano abitualmente un dialetto o la lingua slovena superiore al 95%. Anche le stime nel dopoguerra relative alla popolazione di madrelingua slovena furono superiori al 90%, fatta eccezione per la stima del gruppo di studio "Alpina" riferita al 1974, che ascrisse alla componente linguistica slovena il 65% della popolazione, con un 30% di madrelingua italiani e un 5% di friulani.[74]

Censimenti Stime[74]
Lingua 1901[75][76] 1911[77] 1921[78] 1952[79] 1971[80] 1974[81] 1983[82]
Sloveno 95,6% (fam.) 96,9% (fam.) 95,6% 93% 92,9% 65% 98%

Nel 2001 è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge n.38[67] per la tutela della minoranza slovena del Friuli-Venezia Giulia. Taipana è compreso nella lista[83][84] dei comuni ai quali si applicano i principi descritti da detta legge. Pertanto, le insegne pubbliche (incluse quelle stradali) attualmente contengono la corrispondente denominazione delle località in dialetto tersko e in sloveno (art.10)[1][85]. La stessa prescrizione si applica per i documenti amministrativi ufficiali. Le varianti linguistiche locali sono protette dalla L.R. 16 novembre 2007, n. 26[86]. Lo statuto comunale promuove iniziative volte alla valorizzazione e mantenimento della lingua slovena sul territorio comunale, e alla collaborazione e interscambio culturale con le comunità confinanti slovene. Inoltre, i consiglieri comunali possono esprimersi in lingua slovena durante le sedute[87]. La scritta bilingue Comune di Taipana / Tipajski Komun del Municipio[88] contiene la denominazione in dialetto tersko[5][89].

Nelle frazioni è diffusa la parlata del dialetto tersko[90], con pronuncia localmente variabile [91][88][92][93][94]. Il friulano viene parlato prevalentemente nella zona del taipanese[95][96] e di Monteaperta, data la conformazione del territorio che ha favorito e favorisce scambi e rapporti con il vicino comune friulano di Nimis.


  • Centro Ricerche Carsiche "C. Seppenhofer" Aps[97][98], con sede a Gorizia (GO). Dal 2003 al 2026 gestì il rifugio speleologico a Taipana, presso il prefabbricato delle ex scuole elementari. Dal 1979, il C.R.C. non smise di promuovere il territorio comunale con articoli su stampa locale, libri, conferenze, incontri e collaborazioni nazionali ed internazionali, diventando così presidio culturale e sociale[69]. Nel 1987, il C.R.C. organizzò il 7mo Triangolo dell'Amicizia, al quale parteciparono speleologi dalla vicina Carinzia, dell'odierna Slovenia e dall'Isontino. Nel mese di luglio 2017, il Centro ha ospitato ragazzi provenienti dal Texas (USA)[99] attraverso il programma "Interchange" e con intervento del Children's International Summer Villages di Gorizia. Contribuì anche alla ricognizione, sul territorio comunale, degli anfratti dovuti al carsismo e successiva catalogazione al Catasto grotte della Regione FVG[100].

Nel capoluogo è presente un plesso scolastico con scuola d'infanzia e primaria, che offre l'insegnamento dello sloveno come seconda lingua comunitaria[101].

Nel capoluogo ha sede il coro misto Naše vasi, fondato a Taipana nel 1989 e derivato dall'omonima associazione culturale (Kulturno društvo Naše vasi) nata nel 1977[103]. Il repertorio spazia da canti popolari a canti sacri tradizionali in dialetto sloveno. Direttori, in ordine di successione: Anton Birtič (alla fondazione), David Klodič e Davide Tomasetig.

Geografia antropica

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Altre località del territorio

  • Sredgnobardo[105][106] (in sloveno Srednje Brdo[107]), a Sud di Montemaggiore.
  • Campo di Bonis (Buona[senza fonte]).

A partire dal secondo dopoguerra, per il notevole incremento del fenomeno migratorio dovuto alle scarse potenzialità di occupazione locale, è iniziato il calo demografico su tutto il comune. Nonostante ciò, oltre alle strutture ricettive turistiche, alcune piccole realtà produttive continuano a resistere sul territorio comunale. Sono diffuse su tutto il territorio comunale imprese forestali per la raccolta e trasporto di legname boschivo e società agricole (coltivazione e allevamento), alcune con annesso agriturismo.

Amministrazione

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Repubblica italiana (dal 1946)
Sindaci eletti direttamente dai cittadini (dal 1993)[108] Note
Nominativo Partito Coalizione Mandato
Inizio Fine
Alan Cecutti Indipendente L. civiche-Noi il fiume e la montagna 12 giugno 2022 in carica
L. civiche-Noi il fiume e la montagna 23 giugno 2017 12 giugno 2022
Maurizio Malduca
(Commissario prefettizio)
29 agosto 2016 12 giugno 2017
Claudio Grassato Indipendente L. civiche-Uniti per Rinascere 26 maggio 2014 29 agosto 2016 Dimessosi anticipatamente
Elio Berra Indipendente L. civiche-Uniti per Rinascere 08 giugno 2009 26 maggio 2014
L. civiche-Un Futuro Insieme 14 giugno 2004 08 giugno 2009
L. civiche-Uniti per Rinascere 14 giugno 1999 14 giugno 2004
Marisa Filippig Indipendente L. civiche-Centro Sinistra 24 aprile 1995 14 giugno 1999
Sindaci eletti dal Consiglio comunale (1946-1993)
Nominativo Partito Mandato
Inizio Fine
Armando Noacco [108] Democrazia Cristiana 12 giugno 1990 24 aprile 1995
29 maggio 1985 25 maggio 1990
Livio Michelizza [109] ? ? ?
Fortunato Tommasino [110] ? 1975? ?
Vittorio Noacco [111] ? 1964? ?
omissis
Regno d'Italia (1861-1946)
Sindaci del periodo costituzionale transitorio (1944-1946) Note
Nominativo Partito Mandato
Inizio Fine
Giuseppe Berra [112] 1945 ?
G. Facchini [113] 1945? 1945? sede comunale temporanea a Tarcento (UD)
Giuseppe Berra [112] 1944? ?
omissis
Podestà nominati dal governo (1926-1945)
Nominativo Partito Mandato
Inizio Fine
Luigi Filippig [114] PNF 1938 ?
C. M. Filippig [115]

(Commissario prefettizio)

1936? ?
A. Comelli [116] PNF 1932? ?
Cesare Bastianutti [117] PNF 1927? ? la denominazione ufficiale diventa "Comune di Taipana" [11]
omissis
Sindaci (1889-1926)
Nominativo Partito Mandato
Inizio Fine
Marco Blasoni [43][118][44]

(Commissario prefettizio)

1920 ?
Giovanni Sedola [119] 1914 1920
Andrea Moderiano [120] ? ?
Mattia Simiz [121] ? ?
Giuseppe Coos [122] 1905 1908?
Giuseppe Noacco [123] fine ‘800 1904?
omissis
Sindaci nominati dal governo (1861-1889)
Nominativo Partito Mandato
Inizio Fine
Giuseppe Gasparutto [124] 1882? 1884? sede municipale trasportata da Platischis a Taipana [18]
Filippo Tommasino [125] 1873 1875
Giovanni Michelizza [126] 1870 1872
omissis
  1. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Verifica del grado di attuazione delle disposizioni ai sensi dell’art. 10 della Legge di tutela n. 38/2001 in materia di insegne pubbliche e toponomastica (PDF), su consiglio.regione.fvg.it.
  2. 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  3. Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  4. Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  5. 1 2 3 4 Liliana Spinozzi Monai, Il Glossario del dialetto del Torre di Jan Baudouin de Courtenay (PDF), su bos.zrc-sazu.si, 2009.
  6. 1 2 3 4 5 6 (SL, EN) Commissione per la standardizzazione dei nomi geografici (Governo della Repubblica di Slovenia), Standardizzazione ufficiale dei nomi geografici in sloveno (anno 2007) (PDF), su gov.si, 2007.
  7. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Barbara Cinausero, Ermanno Dentesano e Franco Finco, Nons furlans di lûc = Nomi friulani di luogo : repertorio toponimico italiano-friulano, Società Filologica Friulana, 2004.
  8. (SL) D. Dolenc, Grenak priokus (PDF), in Glas (Kranj), 14 settembre 1993.
  9. (SL) Črtomir Zoreč, Beneška Slovenija, naša Deveta dežela... (PDF), in Glas (Kranj), 13 aprile 1976.
  10. 1 2 3 4 (EN) Lavo Čermelj, Venetian Slovenia (PDF), Yugoslav Institute for International Affairs, 1946.
  11. 1 2 3 REGIO DECRETO 15 ottobre 1931, n. 1382, su www.gazzettaufficiale.it. URL consultato il 6 giugno 2026.
  12. 1 2 3 Comune di Taipana – (UD), su araldicacivica.it. URL consultato il 26 ottobre 2023.
  13. assoclima.it zone_climatiche.pdf
  14. 1 2 Amministrazione napoleonica, Dipartimento del Passariano, in Giornale di Passariano, 04/02/1808 n.5.
  15. Documento storico (dal latino), datato a Udine 22 giugno 1493, in Il Cittadino Italiano, 22-23/10/1900.
  16. Mappe censuarie del Regno Lombardo-Veneto, Milano 1843
  17. Consiglio Provinciale, in Il Cittadino Italiano, 29-30/08/1878.
  18. 1 2 REGIO DECRETO 8 giugno 1884, n. 2412, su www.gazzettaufficiale.it. URL consultato il 6 giugno 2026.
  19. La Patria del Friuli, "Comunalia", 04/03/1884
  20. La Patria del Friuli, 29/09/1884
  21. I lotti comunali, in Il Friuli, 07/07/1888.
    «Agostino Candolini, ora Segretario del Comune di Tarcento, era nei tempi andati Segretario del nostro Comune. Siccome è anche perito agrimensore, egli si è fatto dare l'incarico di dividere i beni comunali delle frazioni di Platischis a di Prossenicco. Tra ambe le frazioni i lotti risultarono duecentotrentadue, parte grandi e parte piccol. Secondo le prescrizioni dell'Autorità superiora si tennero le subaste nell’aprile 1886, dopo seguiti gl'incanti vennero gli aggiudicatari immessi nel possesso dei rispettivi lotti, si pagarono i relativi importi, e si depositarono par le spese del contratto lire venticinque per i lotti grandi e lire venti per i piccoli. Meno pochi, i quali furono ammessi a fare il deposito dopo l'asta, non venne rilasciata quietanza ai rispettivi deliberatari, eppure si tratta di una somma di circa cinquemila lire. Il Candolini ha portato con se tutte le carte e rifiuta di consegnarle al Sindaco, sebbene, diss'egli, né lo abbia richiesto. Il Candolini pretende sia fatta una riconfinazione più regolate e per questo rifiuta di consegnare le carte. Essendo carte di ragione del Municipio, ci pare che l’Autorità prefettizia potrebbe e dovrebbe obbligare il Candolini a consegnarle al Sindaco, lasciando che noi se ne faccia ogni creduto uso. Sono due anni che i deliberatari attendono di farei contratti senza i quali è impedita la libera disposizione della loro proprietà. O per poca energia del Sindaco, o per colpa del Candolini, è un fatto cha i frazionisti di Platischis e di Prossenicco soffrono danno da questi ritardi, che non accennano a finire. Due consiglieri comunali.»
  22. Spiegazione necessaria., in Il Friuli, 10/07/1888.
    «Riceviamo la seguente con preghiera di pubblicazione: On. sig. Direttore, La prego ad inserire in risposta al Comunicato da Platischis 6 luglio corr. inserito nel n. 161 del reputatissimo di Lei giornale: I due consiglieri, stante il loro diritto d'interpellare il sindaco, dovevano essere meglio informati. Essi sanno che la consegna dei lotti venne da me compiuta nell'estate 1886, come sanno che, ad istanza della maggioranza degli acquirenti, il Consiglio comunale incaricavami di apporre confini intermedi, pei lotti nei quali le accidentalità del terreno non permettono di vedere le intere linee divisorie. Non ignorano poi le cause varie che impedirono l’effettuazione di tale lavoro nell'estate 1887. Il lavoro di tavolo, che rimane da compiersi, cioè la divisione dei tipi mappali, per accordi presi fin dal 1885, spetta per iutiero(?) all’ing. Coletti. E certamente esso avrebbe soddisfatto nel passato inverno, qualora la copia della mappa del Comune, sulla quale doveva lavorare, per espresso ordine dell’Autorità comunale, non fosse stata richiamata dal Sindaco fin dal settembre 1887 e trattenuta fino alla metà del passato maggio. Ed a tale riguardo devo osservare che se il Municipio, invece di mandare un sì a mezzo d'insolere(?), avesse concertato serialmente col Coletti, a quest'ora tutto sarebbe finito. Quanto ai depositi, i due consiglieri dovrebbero ricordarsi che l'avviso di licitazione(?) obbligava I concorrenti ad eseguirli in casa comunale e a offrire la prova al Presidente. Fu allo scopo di risparmiare loro viaggi e spese che il Sindaco ritirò il denaro, che pochi giorni dopo venne consegnato per intiero all'Esattore. Dichiaro per ultimo che a me nulla più resta da fare riguardo a tale operazione e che non mi oppongo alla consegna degli atti, quando v'acconsenta il Coletti a si venga a liquidazione di conti. Udine, 9 luglio 1888. Candolini Agostino.»
  23. LEGGE 7 gennaio 1974, n. 3 - Normattiva, su www.normattiva.it. URL consultato il 20 marzo 2026.
  24. Civis romanus, Dalla Provincia - Taipana, in Il Cittadino Italiano, 12-13/06/1900.
  25. Interessi e Cronache Provinciali - Taipana, in Il Friuli, 06/11/1903.
    «Un po' di storia. — Se dappertutto i! mondo civile si è sempre pensato a tenare con un po' di decoro i cimiteri, non così noi nel villaggio di Taipana, dove il Cimitero è una rovina. Le mura di cinta in più il portone sgangherato è quasi sempre aperto in modo che gli animali ed i monelli scorrazzano liberamente, le posse dei poveri defunti quasi totalmente abbandonate. Insufficiente a contenere i decessi (senza bisogno di epidemie), i cadaveri vengono interrati sopra altri non consunti, tanto che il locale sanitario ha dovuto più volta far chiudere le fosse che si stava praticando. Quando pel passato non v’era un medico, le fosse venivano fatte ad una profondità di un metro per cui nella vicina borgata si sentiva il fetore dei cadaveri: si aggiunga che manca la casa mortuaria e il custode. E dire che le autorità locali non hanno mai pensato a rimediare a tanta…miseria. (firmato: C.G.)»
  26. Cronaca Provinciale - Nimis, Ufficio telegrafico, in La Patria del Friuli, 19/02/1904.
  27. Di qua' e di la' dal Tagliamento - Taipana - A proposito di elezioni, in Il Piccolo Crociato, 08/03/1909.
  28. Platischis - Dimostrazioni e minacce, in Patria del Friuli, 28/03/1915.
    «Una malintenzionata ciurma di donne impazzite e forsennate invadeva il municipio mentre il consiglio trovasi in seduta, domandando pane e lavoro. Ad esse si aggiunsero pure i loro compaesani addetti alla costruzione del tronco stradale sopra il paese. Muniti di forti randelli e di sassi organizzarono una dimostrazione. “I disordini sarebbero stati gravissimi ed eccezionali se non ci fosse stata la benemerita e la truppa fatta venire espressamente da Debellis”. Così il Corriere del Friuli dal quale togliamo la notizia lasciando i commenti, certi che l’autorità prefettizia vorrà provvedere.»
  29. Platischis - Agitazione operaia, in La Nostra Bandiera, 07/03/1915.
    «Sabato gli operai dell’impresa Piemonte che costruisce un tronco della nuova strada Taipana – Platischis scioperarono causa le mercedi irrisorie – lire 1.80 al giorno per un muratore sono troppo poche: - tutti lo dicono. E la cosa risalta ancora di più per il fatto che l’impresa Fratelli Tullio – e questo va segnalato a suo onore – continua a pagare ai propri operai le mercedi che si usavano praticare prima della guerra. Se può l’impresa Tullio perché’ deve essere impossibile all’impresa Piemonte?»
  30. A volo d'uccello - A Nimis, in La Nostra Bandiera, 11/04/1915.
  31. Ente Friuli nel Mondo, Notizie in Breve da tutto il Friuli - Valli del Natisone e Torre - Taipana, in Friuli nel Mondo, 05/1960.
  32. La caduta del Montemaggiore di Andrea Vazzaz. Gaspari Editore, Udine 2022..
  33. https://www.gasparieditore.it/la-caduta-del-monte-maggiore.
  34. Luca Nardi, IL PROFUGATO DI QUERO E VALDOBBIADENE: STORIA DI UNA FUGA (PDF), in UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA - Tesi di Laurea triennale, AA 2011-2012.
  35. 1 2 Interessi e Cronache del Friuli – Platischis - Polemica...sindacale, in Il Friuli, 07/03/1920.
    «Finalmente, dopo tanti sforzi, viaggi, consulti singhiozzi abbiamo una voce del Sindaco, che è un giochetto da scaricabarili. E si è definito patriota perché ha dato tre figli alla guerra, che glieli ha, però, restituiti, mentre tante vedove non ebbero restituito l’unico figlio, mentre tante famiglie, anche di Platischis, diedero da quattro ad otto figli alla guerra. Il nostro Sindaco, oltre a quei tre, diede anche tre profughi, e tre (cioè lui, moglie e figlio maggiore) commerciarono sotto il dominio austriaco. Tre volte tre... Patriottismo a parte, dunque. Qui si ricorda, a proposito di guerra, che il Sindaco fu chiamato ad Attimis dal Comando 11.o Bersaglieri per la questione del pagamento dei buoni d’alloggiamento, mentre non si sa dove è andata a finirla la sabbia, i sacchi dl cemento e le ferramenta destinati alle riparazioni del diroccati, mal sani ed infetti acquedotti di Platischis? Ci parli piuttosto dell’eroico viaggio, che il Sindaco fece Il giorno 26 ottobre 1917 quando egli andò a Tarcento e Nimis per fare del grossi acquisti; per prelevare i sussidi militari dell’ottobre affinchè non andassero perduti nel Tagliamento. Si parli come il Sindaco servì di guida ai pontieri austriaci per le case a levare i pavimenti per ricostruire il ponte della Scaletta, per poscia, di accordo col Comando Germanico, farsi un buono onde trasportare in casa sua tavole avvanzate alla Scaletta, mentre i poveri proprietari furono obbligati a dormire per terra, a scassinare gli armadi per fabbricare le casse ai morti. Si parli della premura che usò il Sindaco Sedola nel rifornirsi di vino e grappa per farne commercio con coloro che invece con quei quattrini avrebbero dovuto provvedere del grano in prospettiva della fame che si avvicinava, mentre il Sindaco aveva del suo grano in abbondanza, ancora del vecchio, da vendere a suo tempo, per le numerose e rosse corone nei bei chiari di luna. Informi il Sindaco perchè nel giugno 1918 anzichè N. 10 (dieci) vacche richieste da Platischis ne partirono 45 mentre egli aveva bene imboscate le sue due in altro paese! Informi dei suoi viaggi eroici e patriottici, che fece durante l’anno d’occupazione insieme alla moglie e figlia di notte e di giorno, per il Friuli ed attraverso le montagne col traffico di pannine e vestiti. Non fu forse per l’egoismo, incuranza, trascuratezza sua che il Comando austriaco di Gemona affidò la reggenza del Comune di Platischis alla Gendarmeria locale onde sfruttare meglio la già esaurita popolazione, e che poscia i compagni dell’amministrazione Comunale poterono a stento ricuperare la reggenza del Comune dagli artigli della Gendarmeria? Come è che il Patriotta Sedola non sì oppose mai ad alcuna requisizione, mentre appena sospeso lui, colui che ne teneva le veci ottenne tosto che la retta settimanale del burro, che doveva fornire il Comune di Platischis fosse ribassato di una terza parte, ossia da Kg. 75 a Kg. 50? Spieghi il Sindaco Patriotta come essendo stato incaricato dal Consiglio Comunale, con altri rappresentanti di Frazioni, a portarsi in cerca di grano attraverso i paesi del Friuli; mentre gli altri fecero le provviste possibili per le loro Frazioni; il Sindaco Sedola si perdette in cerca di vestiti per il proprio traffico, li consegnò in un altro paese, e notte tempo, per non essere scoperto, li passò oltre il vecchio confine in Austria, ritornando al paese con le mani vuote di grano fra la povera gente che moriva di fame. Il giorno 5 novembre 1918, mentre la popolazione di Platischis, con indescrivibile gioia apprendeva la sospirata notizia, che gli eroici e baldi eserciti Italiani avevano rotto il fronte al Piave e venivano a liberarci, il Sindaco Zuanochio sì fece rilasciare un permesso dagli austriaci per seguirli fino a Caporetto. A che fare? Chiedetelo al Sindaco Sedola, al Patriotta di oggi. A lui che non presenziò il 6 novembre al collocamento del Tricolore sul campanile di Platischis, che mancò di partecipare all’apparecchio di archi, bandiere e fiori per accogliere l’arrivo degli Italiani, della Brigata Como. (firmato: il picchio)»
  36. Cronaca ecclesiastica, in Il Friuli, 13/05/1920.
  37. Il sindaco Zuanochio - II segretario “Marzocco - La Giunta contro il sindaco, il sindaco d'accordo con la Giunta ecc. ecc., in Il Friuli, 01/02/1920.
    «Tra le sorgenti del Torre e del Natisone, alle falde del Gran Monte, il passeggero trova il Comune di Platischis, glorioso per la sua amministrazione comunale. Ha per sindaco un cotale chiamato Zuanochio, che sa firmarsi Sedola; oste, negoziante, carbonaro ecc. ecc. Per Segretario, un glorioso reduce degli Arditi, che fino tempo fa si divertiva di comparire in ufficio in divisa: cravatta nera, giubba aperta; baffi arruffati, ecc. ecc., adornare le pareti dell’Ufficio Municipale in luogo di quadri con la rivoltella e la sciabola di sottotenente. La sua campagna di guerra la passò sul porto di Genova: di ritorno vide il Montello, il Piave, il Grappa ed ora si delizia di contemplare il Monte Nero, il Rombon ecc. ecc. Funge da assessore anziano il vecchio Micheligh, con mandato di firmare tutte le carte, che il segretario gli presenta sotto il naso. Coprì la carica di Sindaco, dopo aver imparato da un ex segretario a far la firma. Si racconta, che nei beati tempi del suo sindacato, “avendo saputo, che in un’osteria si ballava ordinò la sospensione del ballo; ma l’oste gli presentò la regolare licenza firmata di sua mano, e dovette tacere. Da questi tre gloriosi personaggi vengono rette le sorti del Comune con direttive non comuni. Scoppiata la guerra Europea il nostro provvido Governo pensò a soccorrere i comuni bisognosi con del grano; al Comune di Platischis ne accordò per L. 16.000. Il Sindaco, da esperto commerciante, pensò subito per un’equa distribuzione, procurando un deficit al Comune di circa L. 9 mila. La questione si trascinò in consiglio per lunghi mesi, venne nominato un Commissario, ma venne la provvida invasione a distruggere registri, documenti, ecc. e più nessuno ne parlò, né ne parla. I sussidi alle famiglie dei militari per il mese di ottobre 1918 e se non sbaglio anche parte di settembre restano ancora da pagare. Il segretario ha ritirate le migliaia di lire; ma non fece a tempo da distribuirli, e, sempre causa l'invasione, nella confusione della fuga li dimenticò in ufficio insieme ai registri; restò la moglie però a custodirli. Prima che il nemico potesse prendere possesso dell’ufficio comunale alcuni spiriti veramente patriottici decisero di non lasciare in possesso del barbaro alcun documento e con le forche gettarono dalle finestre i registri di stato civile e anagrafe, e progetti di scuole e cimiteri, e quello che più premeva, registri di delibere, registri di contabilità, documenti, ricevute ecc. Venuta la liberazione, dopo la nostra gloriosa vittoria, il Sindaco Zuanochio, che gli austriaci avevano deposto per incapacità, impavido riprese il suo posto per nuove fortune; il segretario pure, sebbene il consiglio gli avesse dato un voto di sfiducia, di nuovo sedette al suo tavolo. Il R. Governo giustamente, rivolse il suo primo pensiero ai paesi liberati e inviò loro generi alimentari affidando la distribuzione alle autorità municipali. Che cuccagna! Sorrise il Sindaco Zuanochio e ordinò subito che tutti i generi arrivassero a casa sua per un’equa distribuzione. La R. Prefettura reclamò più volte il pagamento dei generi distribuiti dal Sindaco ma inutilmente; solamente giovedì 15 c.m. posto l'oggetto in consiglio accettò di pagare, piuttosto, che presentarsi in giudizio. All'interrogazione del consigliere Signor Bastianutti circa l’acquisto di medicinali, liquori ecc. per gli ammalati poveri per qualche centinato di lire, rispose di Ignorare, annuisce però di aver prelevata, una volta tanto, una medicina per suo figlio «come prelevavano tutti!». Tutti! Chi? E tutto finì lì. I generi del Consorzio vengono venduti dal Sindaco; con calmiere suo proprio; ed è tutto inutile protestare: “volete così? bene: se non volete andatevene; che io sono il sindaco Zuanochio, intangibile” Ed è così. Si racconta, che il mese passato si presentò a Tarcento a ritirare dal Consorzio il formaggio assegnato per Taipana. Il direttore del Conosorzio lo servì subito, ed il Sindaco Zuanochio tutto contento lo condusse nel suo negozio a Platischis. Qualche giorno dopo si presentò il sig. Berra per prelevare il formaggio destinato per Taipana, ma dovette ritornare a mani vuote per protestare contro il Sindaco Zuanochio; ma a che pro? Il sindaco Zuanochio ha orecchie da mercante! Birbone il Sindaco Zuanochio! la posta la lascia aprire al segretario per poter scusarsi di ignorare le disposizioni prefettizie quando sono odiose; e poter accusare il segretario e l’assessore anziano di non tenerlo alla corrente; come il segretario a sua volta accusa il Sindaco. Arrivano coperte, lenzuola in Municipio. Le riceve in consegna il segretario, le distribuisce da solo: ne chiedono resoconto i consiglieri; ma tutto inutile; ha perso la nota della prefettura; il Sindaco tace e tutto finisce lì. Il segretario nelle ore d’ufficio riceve, baratta, combina pratiche per risarcimento di danni. Le vedove, i genitori orbati dei figli, senza pensione, i cittadini bisognosi di pratiche di ufficio protestano; ma tutto inutile; il Sindaco, l’assessore anziano tacciono, ed il segretario può indisturbato fare i suoi affaroni privati. Il Sindaco Zuanochio e anche oste. Può quanto vuole il R. Prefetto mandare ordini ristrettivi sugli orari e sui balli, che nel Comune di Platischis non sarà mai ascoltato finchè sarà Sindaco l’oste Zuanochio. Si racconta nelle antiche cronache, che in una frazione del Comune in occasione della sagra essendo giunti i RR. CC. si fece grande festa, si uccise un grosso vitello, si ballò per tutta la notte sotto la protezione della benemerita. In un’altra festa si fece una frittata, grande come la luna piena, e si ballò e si bevve per tutta la notte, sempre sotto la protezione benemerita dei RR. CC. Potrei continuare ancora a lungo; amo meglio terminare con una domanda: Che ne pensa la R. Prefettura? Come mai si tollera tutto a Platischis? Non si impone alcun provvedimento d’urgenza?»
  38. Ponzio, Cosas di Platischis, in Il Friuli, 1920 (n.33).
    «Riceviamo da Prossenicco: Il giorno 2 febbraio tutti li ex-soldati reduci dalla guerra si portarono in massa dal sindaco di Platischis signor Zuanochio per chiedergli il sussidio dell’ultima quindicina di ottobre 1917 spettante alle proprie famiglie. Più volte questi gloriosi eroi, che hanno imporporato col sangue delle loro ferite le zolle del Monte Nero, del Sabotino del Grappa e che avevano richiesto il dovuto sussidio alle loro povere mogli e cadenti genitori, che soffrirono con tanta patriottica rassegnazione durante la loro assenza in guerra, ma si ebbero sempre il rifiuto « perché le carte di contabilità del municipio erano state perdute e bruciate dal barbaro ». Ma siccome la bugia ha le gambe corte, gli eroi dì Prossenicco conobbero che le carte non furono asportate e distrutte dai «barbari»; ma maliziosamente dai "barberini" e perciò si recarono dal Sindaco e lo obbligarono a seguirli in Municipio a Taipana. Il sig. Zuanochio cercò sulle prime di liberarsene ma quando questi imposero di seguirli lo avrebbero condotto in carriuola (mezzo di trasporto non tanto indecoroso in carnevale per un commerciante, oste, carbonaio, e per passa tempo, macellaio di pecore e conigli) il Sindaco vistosi l'acqua alle reni forzatamente accondiscese e li seguì al glorioso Municipio di Taipana sempre in affitto! Gli ex-militari di Prossenicco richiamarono i loro sacrosanti diritti, ed il Segretario signor Marzocco, dopo aver sudate due camicie, una per la paura e l’altra per il soverchio lavoro, compilò una lista dei loro nomi per mandarla a chi di dovere per la riscossione dell’arretrata quindicina. I giovani però, stanchi dì essere stati per due anni turlupinati, da chi con la guerra si fece ricco e forse anche col fellare i loro poveri genitori non permisero che lo scritto fosse stato spedito per posta, e tre di loro, delegati dalla Commissione, si recarono personalmente a Udine. Tanta stima e fiducia si nutre da queste popolazioni verso l’attuale amministrazione comunale di Platischis.»
  39. K., Platischis, in quotidiano Il Friuli, Anno II, 1920, n. 42.
    «L'articolo « Cosas di Platischis» ha prodotto i suoi primi ottimi frutti. Difatti il sindaco Zuanochio, f. Sedola con ordinanza del 12 febbraio c.a. rende noto che il giorno 18 c. m. l’esattore comunale si troverà nell’ufficio municipale per il pagamento dei sussidi rimasti da erogare in causa dell’invasione nemica, ed invita tutti gli interessati a presentarsi personalmente «urgendo chiudere la contabilità ». Dopo un anno, e quattro mesi dalla liberazione nemica! Non c’è male. La delibera consigliare circa il pagamento dei generi alimentari da parte del Sindaco Zuanochio del 15 gennaio p. p. suona presso a poco così; « il sindaco Sedola è obbligato a pagare la somma dì L. 4500 circa entro il termine fisso di giorni otto: qualora il Sindaco non versa, entro dato tempo, l’importo resterà sospeso dalla carica di Sindaco, e l’assessore anziano ne è incaricato ad assumere interinalmente la carica ». Sono passati gli otto giorni senza che sia effettuato il pagamento ed il Sindaco Zuanochio continua intangibile nella sua carica. Forse a quest’ora sì sarà deciso a pagare e avrà anche pagato come il Segretario Marzocco ha pensato a disporre per il pagamento dei sussidi, pur di rimanere in carica. E la questione delle L. 9 mila circa del grano resterà ora lettera morta? Nessuna autorità vorrà ricercare i responsabili «i barberini » dello svaligiamento del municipio del documenti più importanti, registri di stato civile, di delibere, di contabilità ecc. ecc. ? Si domanda ancora dove sono i mobili tutti della casa di isolamento per malattie infettive e a che uso servono? Il Sindaco Zuanochio, che li ha sottratti al "barbaro" ne deve sapere qualche cosa in proposito. Benemeriti. — Sì è costituito un comitato per promuovere dal S. S. E. il Ministro delle Terre Liberate un diploma di Benemerenza al sindaco Zuanochio per aver salvato il municipio dal "barbaro nemico», e per la paterna e patriottica opera di beneficenza, prestata ai profughi del Piave, lasciati nella più squallida miseria, costretti a mendicare di porta in porta, fino a Bergogna: ed al Segretario Marzocco per aver in un anno sistemato il municipio in modo inappuntabile. Evviva l’allegria. — In barba ai decreti prefettizi, qui «si continua a ballare, che è un piacer, Una, due, tre armoniche per frazione, i giovanotti di Montemaggiore scendono a Cornappo per divertirsi con quelle giovani, e le giovani di lassù invitano da Taipana, ove era in soprannumero, un'armonica, per divertirsi da sole e con qualche vecchio allegro e la finiscono col prendersi le pedate delle brave mamme. Viva l’allegria! evviva fino a che sarà sindaco l’oste Zuanochio! E Intanto la disoccupazione cresce, il disagio, il malcontento nelle famiglie si fa sempre più sentire.»
  40. Interessi e Cronache del Friuli - Platischis - Il Sindaco accusa il Segretario, in Il Friuli, 26/02/1920.
    «Riceviamo: Ai Giornali «il Friuli» e «il Giornale Udine». Devo una (p)recisa smentita alle insinuazioni e accuse a mio carico pubblicate su codesti giornali. Quanto alla gestione dei generi alimentari trattasi della gestione dei generi mandati dalla Prefettura nei primi tempi della liberazione e distribuiti quasi del tutto gratis; per lo scorso incasso mi sono da tempo offerto di fare la resa di conto; e dipese dal ritardo dell’Ufficio se questa non ebbe luogo prima. La gestione del granoturco del 1915, nel periodo della disoccupazione, venne tenuta dal Segretario Comunale per incarico del Consiglio; il sottoscritto ebbe solo incarico dal Segretario di fare l'acquisto ed è anzi tuttora in credito per tale affare. Anche la gestione dei fondi per sussidi militari 1917 riguarda il Segretario Comunale ch’era incaricato del servizio. Quanto ai processi di favoreggiamento, si vede che il giornale è più Informato di me perché a me nulla consta in proposito. Comunque so di poter rispondere dell’opera mia, so d’aver dato alla Patria tre valorosi figli combattenti e tre profughi; e, quanto alle dicerie di favoreggiamento e di partenza col nemico, noto soltanto che, proprio perché non gradito al nemico, venni esonerato dalla carica di Sindaco fin dal giugno 1918. Tanto per la verità, e pronto a rispondere delle mie azioni di fronte all’Autorità competente. Conto sulla pubblicazione integrale della presente. Con osservanza. Il Sindaco: Sedola Giovanni Il R. Prefetto impressionato per le accuse ripetutamente mosse all’Amministrazione Comunale di Platischis, ha mandato a Taipana, sede del Comune, un funzionario per compiere un’inchiesta nell’operato degli Amministratori. Quanti hanno rivolto accuse al Sindaco al Segretaria Comunale si affrettino a fornire al Commissario prefettizio le più dettagliate e sicure informazioni, cosicché possa farsi finalmente la luce sul caos che regna in quel Comune. Siamo certi che, dal canto suo, l’incaricato della Prefettura non mancherà di eseguire le più accurate indagini senza risparmio di tempo e di interrogazioni, da rivolgersi a persone di tutte le frazioni. II sindaco nella sua lettera non smentisce le irregolarità menzionate nel nostro giornale, ma piuttosto le scarica, sul Segretario del Comune. L’inchiesta, se fatta con tutta coscienza, appurerà di chi sia il torto! N.d.R.»
  41. Interessi e Cronache del Friuli – Platischis - Incredibile ma vero, in Il Friuli, 21/03/1920.
    «Ci scrivono dal comune di Platischis: Ci meraviglia assai, ed è anche una vergogna, come il sindaco Zuanochio dopo tante e si' gravi accuse mossegli dalla stampa della vostra città, continui ancora imperturbato a tenere le redini di questo disgraziato Comune di Platischis. La R. Prefettura aveva promesso di mandare un Commissario per appurare le cose e dare torto al torto e ragione alla ragione —e lo mandò, (un delegato della Prefettura), ma poscìa tosto, lo richiamò, forse per non fare un torto al Sindaco Sedola, prima che avesse potuto, almeno ci dicono, espletare il suo mandato. Molti consiglieri comunali non furono neppure interrogati, e sono forse quelli che potevano fare maggior luce alla verità — diversi assessori non ebbero tempo di spiegare le loro ragioni. A che partita si giuoca? Il fermento fra la popolazione nelle nostre frazioni va accentuandosi sempre più, e se si tarderà ancora a mandare un Commissario energico imparziale — e bravo, che metta le cose a posto in questo Comune, sprovvisto di medico, di levatrice, di acquedotti e di scuole, con cimiteri diroccati ecc. non sappiamo a qual punto di pubblica nervosità si potrà arrivare ed a quali irrimediabili conseguenze. Si dice che la giunta aveva convocato il consiglio comunale per domenica 14 scorso, ma che poi la seduta non sì tenne contrariamente alle disposizioni della Giunta. Perché non si tenne? — Secondo gli impiegati perché avevano molto da fare, soverchiamente occupati. Meno male. Si deduce che la giunta ed il consiglio comunale di Platischis sono soggetti alle decisioni degli Impiegati. Caso raro, davvero: Da ciò si può dedurre il resto. (firmato: un curioso)»
  42. Interessi e Cronache del Friuli - Platischis - Commemorazione dei defunti, in Il Friuli, 25/03/1920.
    «Il Sindaco Zuanochio, l’assessore Michieligh, insieme all’assessore Noacco, attaccati al potre ed al fido Segretario come ostriche allo scoglio, sono (?) Morti di morte violenta, perché’ il Consiglio C. unanime nella seduta di domenica p. p. unanime rassegnò le (?) dimissioni. Questa è la risposta più solenne il Consiglio poteva dare all’auto (?) di scarica barili del Sindaco Zuanochio, e del Segretario Marzocco. Troppi interessi personali assiepano questi Signori tanto da non prevedere la loro fine angosciosa sperata! Il Segretario Sig. Marzocco promesso di far fagotto, appena messa un po’ in ordine la contabilità. È atteso fra qualche giorno un commissario Regio. Prima di dimettersi il Consiglio (?) le posto all’ordine del giorno la proposta della divisione del Comune. Dalla breve discussione venne approvata unanimità tranne l’assessore Noacco impressionato dal moltiplicarsi delle spese; ma, amiamo meglio credere sconvolto nel suo spirito dall’imminente della sua morte politica.»
  43. 1 2 Platischis – La visita del R. Commissario, in Il Friuli, 15/04/1920.
    «Giorni fa fu a trovarci per la prima volta Il nostro Commissario, preceduto però dalla sua brillante fama di uomo operoso, integerrimo ed «imparziale». La popolazione è rimasta ammirata pel tratto suo gentile, pel suo interessamento verso questa nostra negletta frazione, che finalmente, dopo un caos amministrativo troppo lungo ed opprimente, può guardare con fiducia l’avvenire, se non del tutto roseo, pure, meno turbinoso. Egli insieme all’ing. Barbieri visitò il cimitero, un ammasso informe di rovine, l’acquedotto...preistorico, e gli altri lavori necessarissimi nella frazione. Noi ci compiacciamo (finalmente!!) che le suppliche e le minacce di questa popolazione ebbero un’eco, e speriamo che il buio di qualche lustro, ‘si dilegui davanti alla gloriosa luce dei tempi odierni. Ora è tempo di domandare dov’è andato il cemento che fu fornito dal genio militare nell’anteguerra, per la riparazione e costruzione delle vasche, dove finirono i quattrini lasciati dal 38.o Regg. Fant. al Sindaco per il foraggio, che questa frazione avea fornito a quel Reparto: dove si trovano i soldi lasciati dai reparti qui di stanza pel pagamento alloggi dove le 500 lire donate dal Medico Prov. e mille e mille altre cosette, che il nostro ex sindaco cerca di seppellire colla sua…ritirata. All’egregio Commissario l’arduo compito, e l’augurio che riesca a chiarire la intricata posizione lasciata da certi ex amministratori ligi troppo al proprio sistema e al proprio...silenzio. (firmato: un osservatore non interessato.)»
  44. 1 2 Cosas de Platischis, in Il Friuli, 12 giugno 1920.
  45. Interessi e Cronache del Friuli - Platischis, in Il Friuli, 24/06/1920.
  46. Interessi e Cronache del Friuli - Platischis - Malattie infettive, in Il Friuli, 09/10/1921.
  47. Mappa storica - Banca Intesa SP, su mappastorica.intesasanpaolo.com. URL consultato il 17/03/2026.
  48. inserzione pubblicitaria: Banca Cattolica di Udine, in Il Friuli, 14/07/1922.
  49. inserzione pubblicitaria: Banca Cattolica di Udine, in Il Friuli, 16/03/1924.
  50. Primo Cresta, Un partigiano dell'Osoppo al confine orientale, Del Bianco Editore, 1969.
  51. dott. F. Nazzi. Capitolo XI – Situazione morale e religiosa della Valle del Cornappo - Taipana (PDF), su fauna31.wordpress.com. URL consultato il 22/03/2026.
  52. Cronache del Friuli - Taipana - Necessità del paese, in Lotta e lavoro, 20/04/1947.
  53. Taipana - Servizio d'autocorriera, in Libertà, 06/05/1947.
  54. PLATISCHIS - Oggi inaugurazione dell'impianto elettrico, in Libertà, 07/06/1947.
    «Oggi, sabato, giorno memorabile per Platischis, sentinella avanzata del Friuli e dell’Italia, avrà luogo l'inaugurazione della cabina di trasformazione dell'energia elettrica. Saranno presenti S. E. l’Arcivescovo, autorità e rappresentanze civili e politiche della provincia e locali. Questa opera ha richiesto circa un anno di tenace lavoro da parte della forte e sobria popolazione, per la costruzione della cabina e per la linea di palificazione oltremodo lunga. Pur scavalcando arditamente alti quote in linea diretta, nonché ingenti quantitativi di materiale spesse volte prezioso ed introvabile. Ogni ostacolo è stato superato grazie all'impegno veramente encomiabile della benemerita Società elettrica « Cornappo » di Tricesimo.»
  55. TAIPANA. Energia elettrica., in Libertà, 10/06/1947.
    «Come abbiamo pubblicato sabato scorso ha avuto luogo la solenne inaugurazione dell'impianto elettrico nelle frazioni di Monte Maggiore e di Platischis alla presenza dell'Arcivescovo, del comm. Liceni in rappresentanza del Prefetto, del col. Del Din, dal Magg. Mittoni, dal Cap. Blakston Governatore militare di Gemona. Fra i presenti notati inoltre l’avv. Scrosoppi e il dott. Pelizzari per la Fed. Mutilati ed Invalidi politici; il sig. Fabretti sindaco di Nimis ed il sig. Facchini sindaco di Taipana il quale rendeva gli onori di casa. Dopo la benedizione della cabina di trasformazione impartita da Mons. Arcivescovo ed i vari discorsi di circostanza, esaltanti l’oder(?) tenace della popolazione e lo sferzo veramente encomiabile della Società elettrica Cornappo, assuntrice dei lavori; le Autorità, con a capo il rappresentante del Prefetto guidato dal Consigliere Filippig da Prossenicco, si sono portate al ponte Vittorio sul fiume Natisone che segna il confine del Comune e, in seguito alla delimitazione delle nuove frontiere, confine dello Stato: ed ivi hanno discusso in senso favorevole circa l'assoluta, ed urgente necessità di far intervenire lo Stato con aiuti concreti, onde poter dare atto a lavori da tempo progettati e non potuti realizzare dall'Amministrazione comunale per mancanza di mezzi.»
  56. Capitolo XI – Situazione morale e religiosa della Valle del Cornappo; Prossenicco (PDF), su fauna31.wordpress.com. URL consultato il 14/03/2026.
  57. Elenco dei nomi degli appartenenti alla struttura Gladio (NdR: può essere incompleto) (PDF), su stay-behind.it. URL consultato l'08-3-2026.
  58. Gladio Stay Behind, in Fvg c'erano 200 volontari, su Il Friuli, 14 febbraio 2019. URL consultato l'8 marzo 2026.
  59. 1 2 Bella Italia Armate sponde, 1989
  60. Taipana, a Monteaperta il 95% delle case venne demolito, su Messaggero Veneto, 9 maggio 2016. URL consultato il 4 aprile 2026.
  61. Memoryscapes - Demolizione Locanda "Alla Frontiera" parte V, su memoryscapes.it. URL consultato il 4 aprile 2026.
  62. v. insegna apposta all'ingresso del prefabbricato
  63. Dopo vent’anni a Taipana riapre un negozio di generi alimentari, in Novi Matajur, 28/04/2022.
  64. Lucia Aviani, Apre “La buteghe”, negozio di alimentari e generi di prima necessità: dopo vent’anni a Taipana si torna a fare la spesa in paese., in Messaggero Veneto, 25/04/2022.
  65. Luciano Lister, Taipana/Tipana, passo indietro rispetto alle leggi di tutela della minoranza., in Quindicinale Dom, 15/10/2025.
  66. Lettera da Fabio Michelizza, Perché la luce non è accesa anche per «Tipajski Komun»?, in Quindicinale Dom, 31/10/2025.
  67. 1 2 LEGGE 23 febbraio 2001, n. 38 - Normattiva, su www.normattiva.it. URL consultato il 20 marzo 2026.
  68. A Taipana rischiamo l'isolamento, nessun contatto con la parte slovena. (PDF), in Novi Matajur, 27/11/2019.
  69. 1 2 Maurizio Tavagnutti, E' finita!, in Sopra e sotto il Carso, anno XV, marzo 2026, n. 3, ISSN issn=2704-9159 (WC · ACNP).
  70. Taipana, su Archivio Centrale dello Stato. URL consultato il 26 ottobre 2023.
  71. Comune di Taipana, Medaglia d'oro al merito civile, su Presidenza della Repubblica.
  72. Mappa tematica Google Maps "Sistema Difesa D'Arresto Dopoguerra" di S. Savorgnani: https://www.google.com/maps/d/viewer?mid=1mvexthaBBSvCKEfTdgp_bPg4aiZVEg4&h
  73. Dati tratti da:
  74. 1 2 Milan Bufon, Lo spazio con/diviso (PDF), Aracne editrice, pp. 92-96, ISBN 978-88-255-2570-0.
  75. Censimento della popolazione del Regno d'Italia al 10 febbraio 1901 (PDF), Ministero di agricoltura, industria e commercio, 1903, pp. 385-386.
  76. Libero Fracassetti, La statistica etnografica del Friuli e l'ultimo censimento, in Atti della Accademia di Udine, vol. 9, 1901/1902, pp. 139-146.
  77. Censimento della popolazione del Regno d'Italia al 10 giugno 1911 (PDF), VI, Ministero di agricoltura, industria e commercio, 1915, p. 386.
  78. Censimento della popolazione del Regno d'Italia al 1 dicembre 1921 (PDF), XIX. Relazione generale, Presidenza del Consiglio dei Ministri, 1928, p. 274.
  79. Rilevazione "semi-ufficiale" del Centro di Documentazione della Presidenza del Consiglio
  80. Stima effettuata dal geografo Giorgio_Valussi, vedi Lokar A. e Thomas L., Socioeconomic Structure of the Slovene. Population in Italy., in Papers in Slovene Studies, Society for Slovene., New York, 1977.
  81. Stima del Gruppo di studio "Alpina"
  82. Stima del Governo italiano
  83. D.P.R. 12 settembre 2007, su www.gazzettaufficiale.it. URL consultato il 22 marzo 2026.
  84. Fonti normative - Dettaglio D. P. Reg. 18 dicembre 2008, n. 346, su lexview-int.regione.fvg.it. URL consultato il 29 marzo 2026.
  85. Finco, Franco; Melchior, Luca, Toponimi esposti in lingua minoritaria nella regione Friuli Venezia Giulia: Tra normalizzazione e autopercezione, in apropos [Perspektiven auf die Romania], n. 8, 2022, pp. 119-152, ISSN 2627-3446 (WC · ACNP).
  86. Legge regionale 16 novembre 2007, n. 26, su lexview-int.regione.fvg.it. URL consultato il 20/03/2026.
  87. Statuto comunale di Taipana (UD), su autonomielocali.regione.fvg.it. URL consultato il 30 maggio 2026.
  88. 1 2 [SL] zbor zbirk TAIPANA_TIPANA. Pronuncia dialettale locale di Taipana., su youtube.com. URL consultato il 19 maggio 2026.
  89. Tijpajski Komun sembrerebbe la forma piu corretta secondo il glossario Monai (2009)
  90. (SL) Carta interattiva dei dialetti sloveni, su narecja.si. URL consultato il 21 maggio 2026.
  91. [SL] Legenda Svete Trojice_La leggenda della Ss. Trinità. Pronuncia dialettale locale di Monteaperta, su youtube.com. URL consultato il 19 maggio 2026.
  92. Pronuncia dialettale locale di Prossenicco: [SL] zbor zbirk PROSSENICCO_PROSNID. Pronuncia dialettale locale di Prossenicco., su youtube.com. URL consultato il 19 maggio 2026.
  93. [SL] Spomini an Božične navade iz Plestišč v občini Tipana. Parlata dialettale locale di Platischis., su youtube.com. URL consultato il 19 maggio 2026.
  94. Nel video con la parlata dialettale a Monteaperta, si nota più marcatamente l'influenza del friulano.
  95. Azione Cattolica - Taipana, in Il Piccolo Crociato, 21 febbraio 1904.
    «[...] E' questo il terzo anno che a Taipana, durante il carnevale, si danno rappresentazioni drammatiche, ed in questi tre anni quanto cammino. [...] Ieri sera poi assistemmo, dirò cosi, al non plus ultra. Il dramma Le Pistrine, preceduto da un breve prologo in friulano, non poteva essere meglio rappresentato [...]»
  96. v. insegna friulana del negozio
  97. Pagina ufficiale Centro Ricerche Carsiche "C. Seppenhofer", su facebook.com. URL consultato il 03/04/2026.
  98. Sopra e sotto il Carso, notiziario a cura del Centro Ricerche Carsiche "C. Seppenhofer" di Gorizia., su facebook.com. URL consultato il 03/04/2026.
  99. Ragazzi texani nel rifugio speleologico di Taipana., in Novi Matajur, 12/07/2017.
  100. Catasto grotte Regione FVG, su catastogrotte.regione.fvg.it. URL consultato il 03/03/2026.
  101. Offerta formativa; Naviga il PTOF >> Offerta formativa >> Insegnamenti e quadri orario >> allegato pdf PTOF2025_28, su miurjb18.pubblica.istruzione.it. URL consultato il 22/03/2026.
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  103. Coro misto Naše vasi | coro misto, su Cori Italiani. URL consultato il 22 marzo 2026.
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  105. l territori delle "Ville Slave" di Taipana, PAOLA CIGALOTTO, MARIAGRAZIA SANTORO, 2017
  106. Regione autonoma Friuli Venezia Giulia - cartografia: ricerca alfanumerica, su irdat.regione.fvg.it. URL consultato il 22 marzo 2026.
  107. (SL) Registro dei beni culturali sloveni, su geohub.gov.si.
  108. 1 2 dato Ministero dell'Interno
  109. Taipana, a Monteaperta il 95% delle case venne demolito, su Messaggero Veneto, 9 maggio 2016. URL consultato il 30 maggio 2026.
  110. Friuli nel Mondo, 09/1975
  111. Friuli nel Mondo, 01/1964
  112. 1 2 lettera 26/09/1944 dal Corpo Volontari della Liberta'; lettera indirizzata al Governatoriato Militare Alleato (A.L.G.) del 12/07/1945 e relazione CAO - Governo Alleato del 06/06/1945, Archivio Centrale dello Stato;
  113. lettera al Governo Militare Alleato dalla sede temporanea di Tarcento (UD), 05/06/1945, Archivio Centrale dello Stato
  114. Avvenire d'Italia, 17/07/1938
  115. Avvenire d'Italia, 11/11/1936
  116. ex maresciallo RR. CC.; Avvenire d'Italia, 07/08/1932
  117. Il Commercio Friulano, 11/07/1927
  118. La Nostra Bandiera, 16/05/1920
  119. Il Paese, 17/12/1914
  120. Il Friuli, 09/10/1921
  121. La Patria del Friuli, 14/03/1912
  122. La Patria del Friuli, 15/08/1905
  123. La Patria del Friuli, 26/11/1904
  124. La Patria del Friuli, 22/09/1884
  125. G.U. anno 1874 n.184
  126. G.U. anno 1870 n.37

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