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Messalina Venere imperatrice

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Messalina Venere imperatrice
BERJAYA
Spiros Focas e Belinda Lee in una scena
Lingua originaleitaliano
Paese di produzioneItalia
Anno1960
Durata96 min
Rapporto2,35:1
Genereepico, storico, avventura
RegiaVittorio Cottafavi
SceneggiaturaEnnio De Concini, Mario Guerra, Carlo Romano, Duccio Tessari
ProduttoreEmo Bistolfi
Casa di produzioneCineproduzione Emo Bistolfi
FotografiaMarco Scarpelli
MontaggioLuciano Cavalieri
Effetti specialiEros Bacciucchi
MusicheAngelo Francesco Lavagnino
TruccoPiero Mecacci
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali

Messalina Venere imperatrice è un film del 1960 diretto da Vittorio Cottafavi.

Storia di intrighi che vede protagonisti Pretoriani e Nobili in sanguinoso conflitto per la successione ad Imperatore dopo la morte di Caligola. Protagonista e simbolo epocale è Messalina e Claudio, designato imperatore, si rende conto del peso da sostenere per guidare il destino dell'impero. I pretoriani l'hanno messo sul trono, ma gli aristocratici tenteranno di rovesciarlo. I primi stabiliscono che Messalina sarà la sposa si dell'imperatore, la ragazza è ancora una Vestale accompagnata dalla saggia Vipidia dalla quale si stacca in una prima ribellione a ogni regola che la porterà in seguito a una vita determinata da scelte arbitrarie e, soprattutto, alla soppressione fisica di chi è di ostacolo alle sue scelte determinate sempre dall'ambizione e dal piacere. I Nobili, guidati da Caio Silio, intendono uccidere Messalina la cui appartenenza a una famiglia patrizia non significava che fosse adatta al ruolo destinatole. Quale sicario viene scelto Marcello, che sarà sedotto e quindi ucciso lui stesso da un altro sicario di Messalina. L'ascesa dell'imperatrice sarà caratterizzata da una iterazione implacabile sotto il segno dell'ambizione cui corrisponde una discesa verso il basso dove la storia poi la classificherà in modo permanente. Il punto debole della sua ambizione è lo stesso individuato da lei nei riguardi degli altri, l'amore, o comunque qualcosa che interrompeva la sua bramosia di potere, verso Lucio Marcello. In ciò Messalina sarà frustrata, essendo egli, pur pietoso e affettuoso verso di lei, innamorato profondamente di Silvia, una ragazza del popolo che è legato alla nascente religione cristiana. Messalina sarà uccisa da Narciso, inviato dallo stesso imperatore e marito per convincerla ad abbandonare tutto e tornare ad essere felici insieme, durante la sanguinosa rivolta contro il depravato ambiente da lei creato. Lucio Marcello non riesce a fermare il pugnale di Narciso. Si reca quindi da Silvia e dalla sua gente per costruire una nuova vita.

Gli interni vennero girati negli stabilimenti di Cinecittà. Tra gli esterni si identificano: le cascate di Monte Gelato, luogo della battaglia tra i pretoriani e i soldati di Claudio; nelle scalinate del palazzo della Civiltà Italiana, a Roma, sono state girate diverse scene.[1]

Duccio Tessari partecipò in qualità di aiuto regista.

La revisione di commissione impose il taglio di due scene: la scena nella quale appare Messalina che esce nuda dal bagno (dietro il sipario di velo) e la scena nella quale Messalina, avvolta nel lenzuolo, nel quale si asciuga, apre il lenzuolo ed abbraccia Lucio. Nonostante il taglio di queste due scene, la visione del film venne vietata ai minori di 16 anni.[2]

La prima scena summenzionata è comunque presente nelle edizioni distribuite home-video.

Distribuzione

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Venne distribuito a partire dal 12 marzo 1960.

Il film incassò 317 milioni di lire.[3]

«Il tono quasi avventuroso della vicenda, l'eccessiva abbondanza di delitti e di stragi, la falsa impostazione di alcuni caratteri, fanno sì che il film possa puntare soltanto sulla spettacolarità di alcune sequenze anziché sull'interesse che la storia può suscitare. Belinda Lee si fa notare per una certa mancanza di regalità e per alcuni suoi atteggiamenti un po' troppo moderni da 'vamp'.»

In Francia al film mitologico e storico italiano fu data molta considerazione. Nel 1961 su Cahiers du cinéma n. 131 sono tre gli articoli che gli vengono dedicati ed è come se i critici francesi tentassero «di mandare le legioni di Cleopatra e i compagni di Ercole a sbaragliare le squadre neorealiste». La Messalina di Cottafavi emerge nella ricca rosa costituita da «centinaia di titoli interessanti per varie ragioni».[5] Tra le qualità di Messalina Venere imperatrice troviamo quella della performance discreta di una Lia Angeleri nel ruolo di Vipidia, un'attrice in quegli anni sulla cresta dell'onda a teatro[6]; di una Paola Pitagora nel ruolo dell'ancella torturata prima della grande popolarità ottenuta con I promessi sposi; di una Ida Galli qui istintivamente talentuosa nell'interpretare Silva, una ragazza di un popolo giovane che diventa protagonista della vicenda filmica.[7]

  1. LOCATION VERIFICATE: Messalina Venere imperatrice (1960), davinotti.com
  2. Fascicolo revisorio di Messalina Venere imperatrice, cinecensura,com
  3. Dizionario del cinema italiano: Dal 1945 al 1959, Di Roberto Chiti, Roberto Poppi, pag. 228-229
  4. CRITICA DI MESSALINA, VENERE IMPERATRICE, comingsoon.it
  5. Gian Piero Brunetta, Storia del cinema italiano. Volume quarto, n. 4, Roma, Editori Riuniti, ottobre 1993, pp. 395-397.
  6. archivio.teatrostabiletorino.it, https://archivio.teatrostabiletorino.it/archivi/media/collectiveaccess/images/3/6/0/6489_ca_object_representations_media_36080_original.pdf.
  7. fondazionecsc.it, https://www.fondazionecsc.it/evento/il-fascino-elegante-di-ida-galli/.

Collegamenti esterni

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