Grotta di Ciccio Felice
| Grotta di Ciccio Felice | |
|---|---|
| Stato | |
| Regione | |
| Province | |
| Comuni | Avezzano |
| Profondità | ~ 10 m |
| Uso abitativo | Paleolitico superiore |
| Data scoperta | 1940 ca. |
| Esplorazione | 1956 |
| Coordinate | 41°59′44.5″N 13°25′23.7″E |
La grotta di Ciccio Felice è un sito archeologico in una cavità naturale che si apre sul versante orientale del monte Salviano nel territorio comunale di Avezzano, in Abruzzo[1][2][3]. Dista poche decine di metri dalla grotta Afra e circa seicento metri dai cunicoli di Claudio[4].
Scavi
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L'importanza della grotta fu rivelata nella prima metà del Novecento quando gli avezzanesi Giuseppe Pennazza e Loreto Orlandi divulgarono il ritrovamento e la presenza nella grotta di ex voto e manufatti fittili, di mura in opera poligonale e delle mensae di epoca preromana ricavate dal fondo roccioso del riparo, una delle quali forse utilizzata per effettuare l'antico rito magico-religioso dell'incubazione[5]. Le notizie scientifiche relative alla prima ispezione del 1947 nella grotta di Ciccio Felice risalgono invece al 1948; il soprintendente del museo nazionale preistorico etnografico Luigi Pigorini, l'archeologo Pietro Barocelli dopo una prima ricognizione effettuata in grotta insieme ad Antonio Mario Radmilli, rese noti i primi risultati scientifici sulla base dei quali, attraverso ulteriori scavi e ricerche che si sono succeduti nel corso del XX secolo, sono state ricostruite in buona parte le vicende dell'uomo preistorico e le modalità del suo stanziamento nel territorio del Fucino relativamente agli ultimi 20.000 anni[6].
Descrizione
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La grotta, preceduta da un riparo sottoroccia, presenta una profondità di circa 10 metri, una larghezza pari a circa 23 e un'altezza che varia dai 2 ai 4 metri. La caverna è affiancata a poca distanza dalla grotta Afra, un riparo di più piccole dimensioni ispezionato nel 1948 ed esplorato nel 1956[2][7].
Dal sito di interesse archeologico sono emersi vari strumenti per la caccia e frammenti litici risalenti al Paleolitico superiore (Epigravettiano) e all'Eneolitico, oltre a numerose tracce strutturali riferibili all'Età del ferro e materiali ceramici databili IV-I secolo a.C. Elementi e frammenti di ex voto oltre a variegate statuette si riferiscono ai riti dei Marsi in onore delle locali divinità, in particolare della dea Angizia, il cui santuario era situato nel vicino sito archeologico di Lucus Angitiae. Altri materiali databili dopo il I secolo d.C. riportano all'avvento anche nell'area fucense del processo di romanizzazione dei popoli italici[8].
La cavità venne successivamente utilizzata come un santuario durante il lungo periodo che va dal VII fino al I secolo a.C.[9]. Al pari delle altre grotte presenti nel territorio del Fucino servì in antichità per scopi cultuali[10], attività forse identificabili con il culto degli antenati[11]. Nel periodo bassomedievale ospitò la chiesetta rupestre dedicata a san Felice[2][12]. Il vicino villaggio di San Felice alle Grotte di Claudio nel corso del XIV secolo contribuì a trasformare la villa avezzanese nel castrum medievale[5], processo che ebbe inizio dopo la battaglia di Tagliacozzo vinta da Carlo I d'Angiò, a cui seguì la probabile distruzione e certamente la crisi e l'abbandono di Albe e del nucleo di Pietraquaria[13].
La grotta venne utilizzata nel 1943 e 1944 da una parte dei cittadini avezzanesi come luogo di rifugio per scampare ai bombardamenti aerei delle unità militari anglo-americane durante la seconda guerra mondiale. Gli attacchi, preannunciati dalla sirena antiaerea, funzionante e presente sul tetto del palazzo municipale, causarono una distruzione pari a circa il 70% del patrimonio architettonico appena ricostruito dopo il disastroso terremoto del 1915[14].
Attraverso il sentiero "Cammino della Pace", inaugurato nel 2024, si possono raggiungere dai Cunicoli di Claudio le vicine grotte Afra e di Ciccio Felice[15].
Origini del nome
[modifica | modifica wikitesto]Sul nome della grotta si registrano diverse ipotesi; una di queste è collegata al nome di un amministratore locale del XIV secolo, Giovanni Di Ciccio, grazie al quale nel 1372 la località di Penna, contesa da Luco dei Marsi, venne confermata al territorio di Avezzano. Gli abitanti in segno di riconoscenza chiamarono la grotta Ciccio a San Felice, considerando che la "grotta santuario" all'interno ospitava una piccola chiesa rupestre intitolata presumibilmente a san Felice I papa[2][16]. Altre ipotesi legano il toponimo al nome del proprietario della caverna e dei terreni circostanti di località Selva, Francesco Felice Nanni[17] o a quello di un frate laico di Tagliacozzo che durante il periodo rinascimentale vi ritrovò alcune monete d'oro[2][18].
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Servidio, Radmilli, Letta et al., 1977, pp. 82-84.
- 1 2 3 4 5 Giuseppe Grossi, Dal paleolitico all'età del bronzo, su comune.avezzano.aq.it, Comune di Avezzano. URL consultato il 18 ottobre 2024.
- ↑ Grotta Di Ciccio Felice (giacimento in cavità naturale frequentazio, su catalogo.beniculturali.it, Ministero della cultura. URL consultato il 19 febbraio 2026.
- ↑ Mappa - Grotta di Ciccio Felice, su openstreetmap.org, OpenStreetMap. URL consultato il 19 febbraio 2026.
- 1 2 Grossi, 2020, pp. 17-18.
- ↑ Servidio, Radmilli, Letta et al., 1977, p. 55.
- ↑ Roberta Cairoli, Serena Cosentino e Gianfranco Mieli, Grotta di Ciccio Felice, su terremarsicane.it, Terre Marsicane, 18 ottobre 2011. URL consultato il 19 ottobre 2018 (archiviato dall'url originale il 20 ottobre 2018).
- ↑ Campanelli, 2001, pp. 134-137.
- ↑ Servidio, Radmilli, Letta et al., 1977, p. 100.
- ↑ Campanelli, 2001, p. 130.
- ↑ Grossi, 2002, p. 13.
- ↑ Campanelli, 2001, p. 135.
- ↑ Giuseppe Grossi, Il castrum Avezzani, su comune.avezzano.aq.it, Comune di Avezzano. URL consultato il 20 febbraio 2026.
- ↑ Giovanbattista Pitoni, Quando la città finì sotto le bombe, su ilcentro.it, il Centro, 22 maggio 2010. URL consultato il 19 ottobre 2018.
- ↑ Domenica 13 ottobre tornerà fruibile l'antica Grotta di Ciccio Felice…, su comune.avezzano.aq.it, Comune di Avezzano, 8 ottobre 2024. URL consultato il 20 febbraio 2026.
- ↑ Pagani, 1966, vol. 1, p. 63.
- ↑ Belmaggio, 2000, pp. 78-126.
- ↑ Storia di Tagliacozzo. Dalla origine ai giorni nostri con brevi cenni sulla regione marsicana, Giuseppe Gattinara, Tipografia dello stabilimento Scipione Lapi, Città di Castello, 1894, p. 111.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Francesco Belmaggio, Avezzano nel tempo e i suoi sindaci, Avezzano, LCL Stampe Litografiche, 2000, SBN AQ10055482.
- Adele Campanelli, Il tesoro del lago: l'archeologia del Fucino e la Collezione Torlonia, Pescara, Carsa edizioni, 2001, SBN UMC0099815.
- Giuseppe Grossi, Avezzano Historia. Dalla Preistoria al Medioevo, Avezzano, Agesci, 2020, SBN ABR0010483.
- Giuseppe Grossi, Marsica: guida storico-archeologica, Luco dei Marsi, Aleph editrice, 2002, SBN RMS1890083.
- Giovanni Pagani, Avezzano e la sua storia, Casamari, Tipografia dell'Abbazia, 1966, SBN SBL0393481.
- A.Servidio, A.M.Radmilli, C.Letta, G.Messineo, G.Mincione, L.Gatto, M.Vittorini, G.Astuti, Fucino cento anni: 1877-1977, L'Aquila, Roto-Litografia Abruzzo-Press, 1977, SBN IEI0030150.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file sulla grotta di Ciccio Felice
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Sito istituzionale del comune di Avezzano, su comune.avezzano.aq.it, Comune di Avezzano. URL consultato il 19 febbraio 2026.

