Teheran
| Teheran città | |
|---|---|
| (FA) تهران | |
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Provincia | Teheran |
| Shahrestān | Teheran |
| Circoscrizione | Centrale |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Alireza Zakani (SPIR) dal 2-9-2021 |
| Territorio | |
| Coordinate | 35°41′N 51°25′E |
| Altitudine | da 1 120 a 1 670 m s.l.m. |
| Superficie | 686 km² |
| Abitanti | 9 729 740[1] (2025) |
| Densità | 14 183,29 ab./km² |
| Altre informazioni | |
| Lingue | persiano |
| Cod. postale | 13ххх-15ххх e 11111 – 19999 |
| Prefisso | 021 |
| Fuso orario | UTC+3:30 |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Teheran (AFI: /teeˈran/[2]; in persiano تهران, Tehrân, /tehˈɾɒːn/ · ) è la capitale dell'Iran. Situata nel nord del paese, ai piedi dei monti Elburz, la città dà anche il nome alla provincia di cui è capoluogo. Teheran ha visto la sua popolazione aumentare progressivamente da quando è diventata capitale, in seguito al cambio della dinastia nel 1786, e con 15 800 000 abitanti stimati nel 2025 nell'area metropolitana è la più grande città dell'Iran e di tutta l'Asia occidentale.[1]
La crescita demografica è dovuta principalmente al miglioramento delle condizioni di vita e all'azione d'attrazione esercitata sulla popolazione delle province limitrofe. Essa ha subito una forte accelerazione a partire dal 1974, a seguito dell'aumento dei prezzi del petrolio nel corso della prima crisi petrolifera, quando la periferia della città si è estesa molto velocemente. Teheran ospita quasi la metà delle attività industriali del paese, soprattutto legate al settore automobilistico, delle apparecchiature elettriche ed elettroniche, delle armi, del tessile, dello zucchero, del cemento e dei prodotti chimici.
Geografia fisica
[modifica | modifica wikitesto]Territorio
[modifica | modifica wikitesto]Teheran si trova in una pianura che digrada verso sud, ai piedi dei monti Elburz. La città è posta ad un'altitudine di 1 100 metri sul livello del mare nella parte sud, a 1200 m nel centro e a 1700 m nel nord. La città e i suoi sobborghi coprono una superficie di 86 500 ettari.[3]
La fondazione della città era stata inizialmente limitata a due zone che possedevano le caratteristiche di pianura: la superiore, composta di ghiaia grossolana e permeabile, e la zona inferiore, composta da depositi alluvionali sottili e più impervia. La regione in cui è stata costruita Teheran è un luogo di transizione tra il deserto sterile (kavir) e la catena montuosa di Elburz.[4]
La città non dispone di importanti risorse idriche, e si trova equidistante da due bacini che raccolgono l'acqua proveniente dalle montagne più a monte. Questi due bacini sono quelli di Karaj, ad ovest, e Jājerud, una trentina di chilometri ad est, che alimenta Varamin e villaggi circostanti. Tra le zone urbane di Karaj e Varamin esisteva in passato una sola grande città, Ray, posta sulla strada tra i due bacini.[4]
Il centro di Teheran si sviluppa intorno alla piazza Imam Khomeini e allo sterminato bazar. La zona intorno al centro è composta principalmente da quartieri popolari, mentre le zone più benestanti si trovano a nord, assieme alla maggior parte delle ambasciate straniere. L'urbanizzazione degli ultimi anni ha portato ad un'espansione incontrollata fino alle pendici dell'Alborz, complice anche la tarda promulgazione di leggi che proteggessero il delicato ecosistema montuoso.
Di rilevante importanza è anche la Torre Milad, situata al centro-nord della metropoli, che è tra le più alte torri autoportanti del mondo, ed è parte dello skyline di Teheran.



Clima
[modifica | modifica wikitesto]Secondo la classificazione climatica di Köppen, il clima di Teheran è di tipo steppico. Esso è in gran parte definito dalla posizione geografica della città, con le alte montagne a nord e il deserto a sud.
Il clima può essere generalmente descritto come mite in primavera, caldo e secco in estate, temperato in autunno, e freddo in inverno. Essendo una grande città, con significative differenze altimetriche tra i vari distretti, è da segnalare come il tempo sia spesso più fresco lungo le pendici collinari a nord, rispetto alle zone pianeggianti del sud. L'estate è generalmente calda e secca con pochissime precipitazioni, con un'umidità relativa generalmente bassa, anche se le notti sono fresche. La maggior parte della precipitazioni cade nel periodo compreso tra il tardo autunno e la metà della primavera. Il mese più caldo è luglio (la media della temperatura minima è di 23 °C, la temperatura media massima è di 36 °C), mentre il mese più freddo è gennaio (la temperatura media minima −1 °C, temperatura media massima di 8 °C).[5]
| Teheran (1981-2010)[6] | Mesi | Stagioni | Anno | ||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | ||
| T. max. media (°C) | 8,5 | 11,1 | 16,2 | 22,3 | 28,2 | 34,3 | 36,9 | 35,8 | 31,6 | 24,6 | 15,7 | 10,2 | 9,9 | 22,2 | 35,7 | 24,0 | 23,0 |
| T. min. media (°C) | 1,3 | 3,0 | 7,2 | 12,6 | 17,6 | 22,5 | 25,2 | 24,6 | 20,7 | 14,8 | 7,8 | 3,2 | 2,5 | 12,5 | 24,1 | 14,4 | 13,4 |
| T. max. assoluta (°C) | 19,6 | 24,4 | 30,3 | 33,4 | 37,0 | 42,2 | 43,0 | 42,4 | 38,4 | 33,4 | 26,4 | 21,0 | 24,4 | 37,0 | 43,0 | 38,4 | 43,0 |
| T. min. assoluta (°C) | −15,0 | −13,0 | −8,0 | −4,0 | 2,4 | 5,0 | 14,0 | 13,0 | 9,0 | 2,8 | −7,2 | −13,0 | −15,0 | −8,0 | 5,0 | −7,2 | −15,0 |
| Precipitazioni (mm) | 31,7 | 32,9 | 42,5 | 34,8 | 14,0 | 2,3 | 2,3 | 1,4 | 0,9 | 13,6 | 30,9 | 31,8 | 96,4 | 91,3 | 6,0 | 45,4 | 239,1 |
| Giorni di pioggia | 4,8 | 5,4 | 5,9 | 5,2 | 3,7 | 0,8 | 0,5 | 0,3 | 0,2 | 2,5 | 4,9 | 5,3 | 15,5 | 14,8 | 1,6 | 7,6 | 39,5 |
| Nevicate (cm) | 24,0 | 11,6 | 1,7 | 0,1 | 0,0 | 0,0 | 0,0 | 0,0 | 0,0 | 0,0 | 0,0 | 7,3 | 42,9 | 1,8 | 0,0 | 0,0 | 44,7 |
| Giorni di neve | 5,1 | 2,9 | 1,1 | 0,1 | 0,0 | 0,0 | 0,0 | 0,0 | 0,0 | 0,0 | 0,4 | 2,7 | 10,7 | 1,2 | 0,0 | 0,4 | 12,3 |
| Umidità relativa media (%) | 57 | 51 | 43 | 39 | 31 | 25 | 25 | 26 | 28 | 36 | 50 | 58 | 55,3 | 37,7 | 25,3 | 38 | 39,1 |
| Ore di soleggiamento mensili | 176,0 | 178,0 | 208,0 | 232,0 | 284,0 | 339,0 | 344,0 | 344,0 | 305,0 | 254,0 | 181,0 | 164,0 | 518,0 | 724,0 | 1 027,0 | 740,0 | 3 009,0 |
Origini del nome
[modifica | modifica wikitesto]L'origine del nome Tehran è ancora in fase di discussione e sono disponibili diverse interpretazioni. Un'etimologia popolare è che il nome della città derivi da Tah + rān, che significa "coloro che cacciano o sparano".[7] Per il generale Albert Houtum-Schindler, è una derivazione del termine Tir-ān, basato sull'elemento Tir che ha il significato di "pianura, piana desertica", che è rapportato a Shemrān da Schindler.[8] Lo storico e linguista Kasravi Ahmad ha la stessa opinione e contrappone Tahrān ("luogo caldo") a Shemrān ("luogo fresco").[9] L'orientalista Vladimir Fëdorovič Minorskij propone a sua volta un'altra spiegazione basata sul significato di tah, che significa "fondo, profondità" in alcuni dialetti in Iran, che potrebbe essere associato con il nome della città di Ray, il che significherebbe che con Teheran si intende "dietro Ray".[10] Xavier de Planhol, professore emerito di geografia, sottolinea nell'Encyclopædia Iranica che queste proposte sembrano congetture ed è inutile cercare l'origine del nome della città. Anche l'ortografia del suo nome è cambiata, poiché prima del XX secolo, Teheran era scritto con una ﻃ, mentre ora con ﺕ, che si suppone meglio rappresenti la pronuncia dei suoi abitanti.[4]
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Origini
[modifica | modifica wikitesto]Teheran nacque come villaggio a sette o otto chilometri dalla storica città di Ray. Fu uno dei primi villaggi a nord-est di questa città in cui gli abitanti si rifugiavano nella Shemiran, Qasran e ai piedi del Alborz per sfuggire al calore del deserto del sud. Tracce di insediamento risalente al neolitico e anche periodi precedenti (come rinvenuto nel sito di e-Cheshma Ali, situato nel centro di Ray).
Il nome di Teheran è citato in scritti storici, come quelli di Yaqut, che cita la città nel 1220, e di Zakariyyā Mohammad Qazvini, risalenti al 1275. Entrambi la descrivono come una "città commerciale" (qurā) e persino come "città commerciale importante (qariya kabira), suddivisa in dodici distretti (mahaleh).
L'economia della città a quel tempo era basata sul commercio di frutta e verdura che crescevano nei giardini della città, irrigati con sistemi tradizionali (come qanat e kariz) con le acque provenienti dalle montagne vicine.
Emergere delle funzioni urbane
[modifica | modifica wikitesto]Teheran accresce la sua importanza dopo la distruzione di Ray da parte dei Mongoli nel 1228. Teheran stessa soffre l'invasione, ma il declino di Ray spinge i suoi abitanti a trasferirsi nella città, che offre maggiori opportunità con i suoi giardini e canali di irrigazione. Nel 1340, Hamdallah Mostawfi descrive Teheran come una "piccola grande città". Nel XIV secolo, Varamin è la più grande città della provincia che consiste di quattro dipartimenti, tra cui Teheran. Ray entra a far parte del distretto di Teheran, e la superiorità di Teheran su Ray sembra risalire a questo periodo.
Don Ruy González de Clavijo, un ambasciatore castigliano, fu probabilmente il primo europeo a visitare Teheran, soggiornando nel luglio 1404, durante un viaggio verso Samarcanda (allora capitale mongola). La descrisse come una grande città con una residenza reale. Ray venne descritta invece come una città abbandonata.
A partire dal periodo timuride, la città di Teheran inizia a svilupparsi verso nord.
Trasformazione in capitale
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Shah Tahmasp I, secondo sovrano della dinastia dei Safavidi, fece costruire tra il 1553 e il 1554 un bazar e una cinta muraria con 114 torri (a seconda del numero di sure del Corano).[4] La scelta dei Safavidi ricadde su Teheran per molteplici ragioni: il fatto che un antenato dei Safavidi, Sayyed Hamza fosse stato sepolto a Ray, e che Teheran per diversi secoli fosse stato un rifugio per gli sciiti sono stati sicuramente elementi importanti, ma furono soprattutto situazioni storiche che portarono alla fortificazione della città. Shah Tahmasp era stato costretto a spostare la sua capitale da Tabriz a Qazvin a causa della minaccia ottomana. La città fortificata di Teheran, 150 km a est di Qazvin, quindi, forniva un rifugio in caso di pericolo.[4] Xavier de Planhol sottolineò come la cinta muraria fosse eccessiva e sproporzionata rispetto alle esigenze di una piccola città: era estesa per oltre 8 km di lunghezza, circondo una regione di 4,50 km², mentre la popolazione non superava i 15-20000 abitanti.
Durante l'epoca safavide, Teheran era il centro amministrativo regionale, ospitando un beğlerbeği e un governatore provinciale. Tuttavia, la città non disponeva né di moschee, ne altri elementi di urbanizzazione dei Safavidi.
Shah Abbas II risiederà un paio di volte a Teheran, facendosi costruire una residenza conosciuta come Chāhār bāgh. Shāh Suleymān fece erigere un segretariato imperiale (Divān Khāneh) nel centro della città (Chenārestān). Fu in questo luogo che l'ambasciatore del sultano ottomano Ahmed III incontrò nel 1721 Sultan Husayn, ultimo sovrano della dinastia Safavide prima dell'invasione dell'Afghanistan. Alla fine del XVIII secolo, Teheran non era più una piccola città di provincia, ma aveva già guadagnato importanza per i governanti persiani.
Nel 1722 le truppe di Mir Mahmoud Hotaki invasero Esfahan e tutta la Persia entrò in un periodo di disordini, che colpì anche Teheran e la sua regione.
Sotto la dinastia Zand Teheran divenne un centro militare mentre le dinastie Qadjar e Zand lottavano per prendere il potere nel paese. Tra il 1755 e il 1759 Muhammad Karim Khan volle fare di Teheran la capitale del paese, e fece costruire degli edifici entro le mura cittadine (Khalvat-e Karim Khan, per esempio). Il quartiere reale acquisisce tutte le caratteristiche dell'Arg, quartiere reale fortificato.[11] Infine, Karim Khan preferì porre la capitale a Shiraz.
Alla morte di Karim Khan nel 1779, Teheran viene disputata tra Qafur Khan (fedele agli Zand) e Agha Mohammad Khan Qajar. La città cadde nelle mani di un alleato dei Qajar nel 1785, e Agha Mohammad Khan Qajar, il primo re della dinastia, entra in città il 12 marzo 1786 e ne fa la sua capitale.[11] Lo status di capitale della Persia era conseguente ad una preoccupazione di tipo geostrategica: con i russi a minacciare il confine settentrionale e i turkmeni nel nord-est. Teheran godeva di una posizione privilegiata, al crocevia tra est ed ovest, ai piedi degli Alborz e lungo le strade che portavano alle oasi della Persia centrale e ai bacini di Fars.
Nel 1797 Teheran ha ancora l'aspetto di una città nuova, e con pochi abitanti. Un viaggiatore europeo, G.E. Olivier parla di una città con 15 000 abitanti, 3 000 soldati, e che ricopre una superficie di 7,50 km² di cui solo per metà edificati, il resto è ancora occupato da giardini e frutteti.[12].

Fath Ali Shah (1797-1834) è il principale costruttore di Teheran. Abbellisce l'Arg, e fa costruire l'Emarat Bādgir e il Takht-e Marmar ("trono di marmo") all'interno di esso. Costruì molti altri importanti edifici come la moschea dello Scià (Masjed-e Shah) e il palazzi di Negarestan e di Lalezar. La città attira un numero sempre maggiore di abitanti e la popolazione raddoppia in 20 anni. Tuttavia, nel 1834, alla fine del suo regno, molte costruzioni non sono ancora completate.[11]
Sotto Muhammad Shah Qajar (1834-1848) hanno luogo le prime edificazioni al di fuori delle mura. Le residenze reali sono costruite nel nord della città.
Nasser al-Din Shah Qajar (1848-1896) fa diventare realmente Teheran da capoluogo di provincia a capitale. Nel 1868 la città ha di 155 736 abitanti, concentrati nei quartieri più vecchi.[13] Nel 1870-1871 distrusse l'antica fortificazione per la costruzione di una nuova. Il nuovo muro presentava la forma di ottagono irregolare di 19,2 km di circonferenza, e punteggiato da 12 porte monumentali con ceramiche decorate. Nasser al-Din Shah ristruttura molti edifici e i qanat per l'approvvigionamento dell'acqua. Alla fine del regno di Shah Nasser al-Din, Teheran si estendeva su 18,25 km²
Nei primi anni del XX secolo, Teheran conta quasi 250 000 abitanti, la maggior parte dei quali si trovava al di fuori delle mura.[14]
XX secolo e capitale dei Pahlavi
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Con l'avvento al potere di Shah Reza Pahlavi nel 1925, lo Stato diventa un attore importante nell'architettura di Teheran, dove la modernizzazione è una parte integrante del programma voluta dal nuovo re per il suo paese.[15] Le mura costruite da Shah Nasseredin vengono distrutte nel 1932 e sostituite da ampi viali rettilinei. Una sola delle porte rimane. Lo Shah Reza fa appello ad architetti stranieri e iraniani per la costruzione di molti edifici durante gli anni 1930. Tra essi Marcoff Nikolai che costruì il liceo Alborz, André Godard che costruì il Museo Nazionale d'Iran, Maxime Siroux per alcune facoltà dell'Università di Teheran, Mohsen Forugh per la Banca e-Melli e la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Teheran, Vartan Avanessian per il complesso residenziale Reza Shah e la Scuola per gli orfani Vartan. Fra gli altri edifici costruiti in quegli anni vi furono l'ufficio postale, l'ufficio di polizia, il Ministero degli Affari Esteri, la stazione, e così via.
Con l'espansione e la modernizzazione della città, la sua superficie raggiunse i 46 km², undici volte la dimensione durante Fath Ali Shah. Le nuove strade della città consentono il traffico veicolare e trasformano il tessuto urbano.
Nel 1943 la città ospita la conferenza di Teheran, in cui si riunisce il presidente statunitense Franklin Delano Roosevelt, il capo di Stato sovietico Iosif Stalin e il primo ministro britannico Winston Churchill. Questa conferenza prefigura le decisioni che saranno prese alla Conferenza di Jalta. Essa garantirà l'indipendenza e l'integrità territoriale del paese.
La città si sviluppa fortemente dopo la seconda guerra mondiale, in particolare a partire dagli anni 1960. Nel 1966 la famiglia reale abbandona il distretto reale del centro di Teheran per spostarsi a Niavaran. Rey e Shemiran diventano periferia di Teheran, alla quale città vengono amministrativamente raggruppate nello stesso anno.
Trasformazione in metropoli
[modifica | modifica wikitesto]Seguendo la tendenza iniziata nel XIX secolo, la parte sud continuò ad accogliere le classi più povere, la parte nord quelle più ricche, e la parte orientale le classi medie. La zona industriale di Karaj si sviluppò molto rapidamente lungo la prima autostrada costruita in Iran. L'espansione economica che seguì il boom petrolifero del 1974 accelerò lo sviluppo urbano di Teheran.
Durante il periodo della rivoluzione iraniana si espansero ulteriormente le periferie, anche con la costruzione di nuove abitazioni senza licenza, o edificazioni su terreni acquistati senza formalità.[14] Nel maggio 1985 Teheran venne colpita per la prima volta dall'inizio della guerra tra Iran e Iraq. Altri attacchi avvennero nel 1988[16].
La città è stata oggetto di vari attentati terroristici nel corso degli anni, l'ultimo dei quali è avvenuto nel giugno 2017.
Monumenti e luoghi d'interesse
[modifica | modifica wikitesto]Architetture religiose
[modifica | modifica wikitesto]Tra i siti religiosi più importanti della città vanno ricordati la Grande Mosalla nel quartiere di Abbasabad, ancora incompiuta e progettata da Parviz Moayyed-Ahd,[17] e il mausoleo di Ruhollah Khomeini situato lungo la strada per l'aeroporto internazionale.[18]
A partire dagli anni sessanta alcuni architetti hanno tentato di reinterpretare gli spazi religiosi della città in chiave non convenzionale: si menziona a tal proposito il Namaz Khaneh realizzato da Kamran Diba e sito ai margini del parco Laleh, di fronte all'ingresso del Museo dei tappeti. Si tratta di una sala a cielo aperto per la preghiera e la contemplazione organizzata attraverso due recinti concentrici, con muri in cemento armato.[19]
Architetture civili
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- Il palazzo del Golestan, un tempo residenza reale dei Qajar, è un complesso di edifici organizzati attorno a un giardino, i primi dei quali risalgono all'epoca safavide e vennero rimaneggiati durante la dinastia Zand. Nel tardo Settecento venne costruito il Divan Khaneh (la Sala del Takht-e Marmar),[20] dove è conservato il Trono di Marmo, disegnato su ispirazione del Trono del Pavone che Nader Shah trafugò nell'India moghul e che venne poi smembrato sulla via del ritorno dall'Afghanistan.[21]
- Il palazzo Saadabad, residenza di Reza Shah di modeste dimensioni, con interno domestico di gusto francese con stucchi, tendaggi, sedie, tavolini, abat-jour, letti a baldacchino.[21]
- Il palazzo Niavaran, residenza di Mohammad Reza Pahlavi negli ultimi dieci anni prima dell'esilio. Venne progettato da Mohsen Foroughi.[21]
- Il Grande Bazar di Teheran include svariate attività commerciali, sociali, ludiche, religiose e politiche.[22] Si tratta di un'area coperta affiancata da botteghe (dukkan) che si ramifica in percorsi minori.[23]
Altro
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Tra i parchi cittadini si menzionano il Giardino dello scià (Bagh-e Shah) realizzato in stile occidentale in età qajara,[24] il palazzo-giardino di Farmanieh della seconda metà dell'Ottocento e sede dell'Ambasciata italiana,[25] il giardino di Ferdows,[26] il parco del palazzo Saadabad,[27] il parco Razi, il parco Pardisian, il parco Mellat,[28] il parco Jamshidieh, il parco Pahlavi (ex Daneshjoo),[29] e il giardino-museo di arte iraniana con plastici in scala dei principali monumenti del paese.[30]
Due elementi rappresentativi della città sono la torre Azadi e la torre Milad. La prima venne costruita per volere di Mohammad Reza Pahlavi in occasione dei 2500 anni della nascita dell'impero persiano,[31] la seconda invece si trova nel parco Pardisian e venne costruita tra il 2003 e il 2006 per volere dell'allora sindaco Karbaschi. Con i suoi 435 metri è una delle torri delle telecomunicazioni più alte del mondo.[32]
Nella zona centrale di Abbas Abad è sito il ponte Tabiat ("ponte della natura"), un ponte abitato lungo 270 m che collega il parco Abo-Atash con il parco Taleghani.[33]
Società
[modifica | modifica wikitesto]La città è segregata e polarizzata: i quartieri settentrionali, in particolare Niavaran, Zafaraniyeh, Darrous, Sa'adat Abad e Shahrak-e Gharb sono principalmente altoborghesi e hanno un'anima laica e liberale; i quartieri meridionali sono invece più popolari e tendenzialmente più tradizionalisti, religiosi e conservatori.[34][35]
Cultura
[modifica | modifica wikitesto]Istruzione
[modifica | modifica wikitesto]Biblioteche
[modifica | modifica wikitesto]A Teheran ha sede la Biblioteca nazionale dell'Iran
Università
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A Teheran hanno sede le seguenti università:
Musei
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Teheran vanta numerosi musei, molti dei quali vennero istituiti durante la dinastia Pahlavi, in particolare con il patrocinio di Farah Diba, e altri dopo la rivoluzione islamica. Molte aree museali trovano spazio in edifici già destinati ad altro, come l'ex carcere della SAVAK o il caveau della Banca Centrale della Repubblica Islamica dell'Iran, altre invece nelle antiche residenze qajare, tra cui il Museo del tempo, del cinema, del vetro e della ceramica[20] e la Casa e museo Moghadam.[21] Il Palazzo Farahbad ospita il Museo della Marina.[24]
Il Museo dell'antico Iran, parte del Museo nazionale dell'Iran, è il museo più antico del paese e venne costruito nel 1937.[21] Accanto a esso vi è il Museo dell'arte e dell'archeologia islamica, istituito dopo la rivoluzione.[37]
Il Museo dei tappeti venne realizzato nel 1978 dall'architetto Abdol-Aziz Mirza Farmanfarmaian su commissione di Farah Diba e possiede una vasta collezione di tappeti persiani: tappeti realizzati dai nomadi, tappeti urbani, tappeti per la corte reale e quelli risalenti a Ottocento e Novecento destinati per l'esportazione verso l'Europa e gli Stati Uniti.[37]
Si menziona anche il Museo Reza Abbasi, contenente oggetti di epoca preislamica, come coppe dorate a forma di testa di ariete o di cavallo del periodo achemenide, e preziose miniature di epoca islamica. Il Museo di arte contemporanea contiene la collezione di Farah Diba[38] stimata per un valore tra i tre e i cinque miliardi di dollari, con opere di Bacon, Rothko, Pollock, De Kooning, Picasso, Van Gogh, Munch, Mirò, Dalì, Kandinskij e Warhol.[39]
Nel caveau della Banca centrale si trova il Museo dei gioielli, che raccoglie acquisti, regalie e bottini di guerra a partire dall'era safavide. Sono esposti narghilè, armi, bardature, scudi, cinture, flaconi, spade, pennacchi, tabacchiere, tutto rigorosamente ingioiellato. Tra i pezzi più iconici della collezione vi è il Globo di gioielli, un planisfero decorato con più di 50 mila pietre preziose: la maggior parte dei paesi è decoraata con i rubini, il mare con gli smeraldi e l'Iran con i diamanti.[39]
Dopo la rivoluzione sono stati istituiti il Museo di arti religiose Imam Ali, il Museo della difesa nazionale incentrato sulla guerra Iran-Iraq, il Museo Ebrat sito nell'ex carcere della SAVAK, luogo di detenzione per gli oppositori dei Pahlavi, e il Museo del Corano.[40]
Si menzionano anche il Museo di antropologia di Teheran e il Museo della stazione di servizio.[41]
Teatri
[modifica | modifica wikitesto]Geografia antropica
[modifica | modifica wikitesto]Urbanistica
[modifica | modifica wikitesto]Teheran ha acquisito la sua fisionomia nella seconda metà del Novecento, secondo un modello urbano improntato all'idea di città elaborata dal Movimento Moderno. Tra gli anni 1979 e 1982 si assistette ad una crescita disordinata del tessuto urbano, specie nelle aree periferiche, al di là di ogni regolamentazione. Nei quartieri settentrionali si stanziarono i più ricchi, mentre a sud i più poveri.[14]
Le abitazioni più antiche della città appartengono al periodo qajaro. Ne sono rimaste poche ma alcune sono state trasformate in musei e dunque sono visitabili.[14] Nella loro successione queste case definivano un tessuto urbano compatto ma allo stesso tempo poroso, laddove gli spazi urbani erano uniti dal vuoto delle corti, delle moschee, delle madrase e dei caravanserragli.[42]
A partire dal secondo periodo qajar[42] si assistette a un'occidentalizzazione, spesso forzata, degli spazi abitativi, per cui la tipologia di casa a corte venne progressivamente abbandonata per venire incontro ai bisogni di un forte inurbamento che richiedeva maggiore densità abitativa. A partire dagli anni trenta del Novecento molti architetti che avevano studiato in Europa progettarono ville per l'alta e media borghesia, e quartieri improntati agli schemi del Movimento Moderno per le classi più povere. A partire dalla metà degli anni cinquanta i quartieri delle nuove espansioni urbane abbandonarono la tipologia della casa a corte in favore delle case a schiera, su due o tre livelli, allineate su una trama di strade orientate per la maggior parte nella direzione est-ovest.[43] Uno dei quartieri costruiti in questo periodo è Kuy-e Narmak.[44]
Negli anni settanta nacque a ovest il quartiere di Shahrak-e Ekbatan, uno dei più grandi insediamenti residenziali del Medio Oriente per la classe media, a nordovest sorse Atisaz con duemilatrecento abitazioni dotate di recinzioni e cancelli, poi fu la volta della gated community di Shahrak-e Gharb, detta anche Shahr-e Qods o "città americana".[45]
A inizio XXI secolo si è assistito alla volontà di risolvere almeno in parte la carenza di abitazioni e fornire alle persone a basso reddito unità abitative attraverso la cessione di terreni gratuiti e crediti a buon mercato tramite il progetto Mehr Housing Project, tuttavia questi quartieri risultano difficilmente accessibili, senza adeguati servizi e infrastrutture.[45]
Economia
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Teheran è il centro economico dell'Iran.[46] La città concentra il 30% della forza lavoro del settore pubblico e il 45% delle grandi imprese industriali dell'intero paese. La maggior parte della restante forza lavoro si distribuisce fra commercio e settore dei trasporti. Fra le principali industrie si includono quelle del settore elettronico, delle armi, dei tessuti, dello zucchero, del cemento e dei prodotti chimici. Teheran è un importante centro per la vendita di tappeti e mobili. A sud della città, nei pressi di Ray, è presente una raffineria di petrolio.
La città dispone di quattro aeroporti, tra cui l'Aeroporto di Mehrabad, l'Aeroporto Internazionale Imam Khomeini, il Ghal'eh Morghi e il Doshan Tapeh.

Infrastrutture e trasporti
[modifica | modifica wikitesto]La capitale è dotata di una rete metropolitana composta da sei linee (più una ferroviaria) e attualmente in espansione. I due aeroporti internazionali che servono la città sono il Mehrabad e l'Imam Khomeyni. A Teheran ha sede la compagnia aerea di bandiera Iran Air.
Amministrazione
[modifica | modifica wikitesto]L'ex presidente della Repubblica Islamica dell'Iran, Mahmoud Ahmadinejad, è stato sindaco di Teheran prima di occupare quell'incarico. Il sindaco di Teheran, Mohammad Bagher Qalibaf, è stato rieletto per un secondo mandato nel maggio 2007.
Qalibaf, appartenente al partito conservatore islamico, si è fatto notare per la sua opposizione al compagno di partito Ahmadinejad, e ne ha sottolineato le difficoltà in politica interna.
Gemellaggi
[modifica | modifica wikitesto]Sport
[modifica | modifica wikitesto]La città di Teheran possiede due importanti squadre calcistiche che militano nella massima serie: Persepolis F.C., ed Esteghlal F.C. Vi è inoltre l'Azadi Sports Complex, che oltre ad ospitare diversi impianti sportivi di vario genere, comprende anche lo Stadio Azadi, che è il più grande in Iran e nel Medio Oriente, ed è utilizzato dalle squadre calcistiche della città.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 Principali città del mondo ordinate per popolazione residente, su world-gazetteer.com. URL consultato il 21 ottobre 2010 (archiviato dall'url originale il 10 gennaio 2010).
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- ↑ (FR) Ahmad Mehdipour Ataie, « La foresterie urbaine et périurbaine au proche-orient. Une étude de cas sur Téhéran » in La foresterie urbaine et périurbaine. Études de cas sur les pays en développement, FAO, Roma, 2001
- 1 2 3 4 5 (EN) Xavier de Planhol, «TEHRAN, a persian city at the foot of the Alborz»,, su iranicaonline.org, Encyclopædia Iranica. URL consultato il 23 dicembre 2015 (archiviato dall'url originale il 17 novembre 2015).
- ↑ Clima di Teheran, su irantour.org. URL consultato il 25 giugno 2009 (archiviato dall'url originale il 10 giugno 2003).
- ↑ World Meteorological Organization Climate Normals for 1991-2020: TehranMehrabadAirport-40754 (CSV), su ncei.noaa.gov, NOAA. URL consultato il 17 marzo 2024 (archiviato dall'url originale il 30 marzo 2024).
- ↑ È l'etimologia suggerita dai testi di Yāqūt nel suo repertorio geografico del Muʿjam al-buldān (L'insieme delle contrade), ed. Wüstenfeld, Beyrouth, III
- ↑ A. Houtum Schindler, Eastern Persian Irak, Londres, John Murray, 1897, p. 131
- ↑ Ahmad Kasravi, Kārvand-e Kasravi, ed. Yahyā Dokā, Téhéran, 1973. pp. 273-83.
- ↑ Vladimir Minorsky, «Teheran», Encyclopædia Iranica, IV, pp. 713-20
- 1 2 3 Reza Moghtader, « Téhéran dans ses murailles (1553 - 1930) », in Téhéran, capitale bicentenaire, pp. 40-49
- ↑ G. E. Olivier, Voyage dans l'empire ottoman, l'Égypte et le Perse, Paris, 1807, t.3, p. 50
- ↑ N. Pakdaman, « Premier recensement de l'Iran », Farhang-e Iranzamin, 20, 1974, p. 324 - 395
- 1 2 3 4 De Cesaris, p. 43.
- ↑ (EN) Mina Marefat, « The protagonists who shaped modern Tehran », in Teheran, capitale bicentenaria
- ↑ (EN) Iran-Iraq War 1980-1988, Iran Chamber Society
- ↑ De Cesaris, p. 113.
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- ↑ De Cesaris, pp. 71-72.
- ↑ (EN) Nafiseh Sharifi, Female Bodies and Sexuality in Iran and the Search for Defiance, Springer International Publishing, 2018, p. 18, ISBN 9783319609768.
- ↑ (EN) Farzaneh Haghighi, Is the Tehran Bazaar Dead? Foucault, Politics, and Architecture, Cambridge Scholars Publishing, 2018, p. 89, ISBN 9781527517790.
- ↑ (EN) Allameh Tabataba'i UNIVERSITY, su atu.ac.ir. URL consultato il 30 dicembre 2021.
- 1 2 De Cesaris, p. 130.
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- 1 2 De Cesaris, p. 132.
- ↑ De Cesaris, p. 134.
- ↑ موزه های نفت تهران, su petromuseum.ir. URL consultato il 20 luglio 2025.
- 1 2 De Cesaris, p. 49.
- ↑ De Cesaris, p. 50.
- ↑ De Cesaris, p. 51.
- 1 2 De Cesaris, p. 54.
- ↑ Teheran, su britannica.com, Enciclopedia britannica. URL consultato il 26 giugno 2009.
- ↑ Info sul gemellaggio dal sito di Los Angeles (archiviato dall'url originale il 4 gennaio 2007).
- ↑ Notizie sul gemellaggio, su payvand.com. URL consultato il 6 settembre 2007 (archiviato dall'url originale l'11 aprile 2020).
- ↑ Info sul gemellaggio dal sito di Pretoria.
- ↑ Info sul gemellaggio su irna.ir (archiviato dall'url originale l'8 marzo 2006).
- ↑ Notizie sul gemellaggio su danwei.org, su danwei.org. URL consultato il 6 settembre 2007 (archiviato dall'url originale il 27 settembre 2005).
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Alessandra De Cesaris, Attraverso Tehran. Spazi, luoghi, architetture (PDF), Nuova serie di architettura, Franco Angeli, 2022, ISBN 9788835133650.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Sito ufficiale, su visitiran.ir.
- Teheran, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- Teheran, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
- (EN) Ali Madanipour, Tehrān, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- (EN) Teheran, in Encyclopædia Iranica, Ehsan Yarshater Center, Columbia University.
- (EN) Teheran, in Jewish Encyclopedia, Funk and Wagnalls.
- (EN) Opere riguardanti Teheran, su Open Library, Internet Archive.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 124320545 · LCCN (EN) n79039626 · GND (DE) 4059304-6 · BNE (ES) XX462367 (data) · BNF (FR) cb11993634d (data) · J9U (EN, HE) 987007559657105171 · NSK (HR) 981005761031009366 |
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