Pinocchio (film 1940)
Pinocchio è un film d'animazione del 1940 diretto da registi vari.
Prodotto da Walt Disney Productions e basato sul romanzo di Carlo Collodi Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino, è il secondo Classico Disney. Con questo nuovo film Walt Disney sperava di ripetere il successo ottenuto tre anni prima con Biancaneve e i sette nani, ma lo scoppio della seconda guerra mondiale nel 1939 non permise di raggiungere il risultato desiderato. Fu comunque il film col maggiore incasso del 1940. Walt Disney, inoltre, stava lavorando allo stesso tempo a un progetto più ambizioso, Fantasia, uscito nello stesso anno di Pinocchio.
La sceneggiatura venne scritta da Aurelius Battaglia, William Cottrell, Otto Englander, Erdman Penner, Joseph Sabo, Ted Sears e Webb Smith, adattando il libro di Collodi. Narra del vecchio falegname e artigiano Geppetto che intaglia un burattino di legno di nome Pinocchio, il quale viene portato in vita dalla Fata Azzurra, che gli dice che potrà diventare un bambino vero se si dimostrerà «bravo, coraggioso, disinteressato»: così iniziano le avventure del burattino, che coinvolgono molti incontri con una serie di loschi personaggi che, secondo il Grillo Parlante (la coscienza di Pinocchio), rappresentano la tentazione e la disonestà.
La produzione fu supervisionata da Ben Sharpsteen e Hamilton Luske, e le sequenze del film vennero dirette da Norman Ferguson, T. Hee, Wilfred Jackson, Jack Kinney e Bill Roberts. Pinocchio fu una conquista rivoluzionaria nel settore degli effetti animati, dando movimento realistico a veicoli, macchinari ed elementi naturali come pioggia, fulmini, neve, fumo, ombre e acqua. Grazie ai suoi risultati significativi nelle tecniche di animazione, è spesso considerato il capolavoro tecnico e definitivo di Disney.
Le analisi critiche di Pinocchio lo identificano come un racconto morale che insegna ai bambini i benefici del duro lavoro e dei valori della classe media. Anche se ha ricevuto il plauso della critica ed è diventato il primo film d'animazione a vincere un Premio Oscar competitivo, vincendone due (per la migliore colonna sonora e per la migliore canzone, When You Wish Upon a Star, in italiano Una stella cade), fu inizialmente un fiasco al botteghino, principalmente a causa della seconda guerra mondiale, che interruppe i mercati europei e asiatici. Alla fine realizzò un profitto nella sua riedizione del 1945 e, nonostante sia narrativamente e graficamente molto cupo, è considerato uno dei più grandi film d'animazione mai realizzati, con una rara valutazione del 100% sul sito web Rotten Tomatoes. Il film e i personaggi sono ancora presenti nella cultura popolare, apparendo in vari parchi Disney e in altre forme di intrattenimento. Nel 1994 Pinocchio è stato aggiunto al National Film Registry degli Stati Uniti per essere considerato «culturalmente, storicamente o esteticamente significativo».[1]
Un film live-action Disney del 2000, intitolato Geppetto e raccontato dal punto di vista di quest'ultimo, è stato distribuito direttamente in televisione. Nell'aprile 2015 è entrato ufficialmente in fase di sviluppo un adattamento live-action: le riprese sono iniziate a marzo 2021 e si sono concluse in aprile; è stato distribuito su Disney+ l'8 settembre 2022 ed è stato stroncato dalla critica e dal pubblico.
Trama
[modifica | modifica wikitesto]Il Grillo Parlante canta la canzone Una stella cade, poi si rivolge al pubblico in veste di narratore e inizia a raccontare la sua storia, avvenuta tempo fa, riguardo a un desiderio che si avvera: la storia di Pinocchio.
Una sera, vagabondando senza meta, il Grillo Parlante arriva in un piccolo villaggio italiano, dove entra incuriosito nella bottega del falegname e artigiano Geppetto, un uomo anziano che vive da solo con i suoi due animali domestici: il gatto Figaro e la pesciolina Cleo. Egli sta costruendo un burattino di legno che, a lavoro concluso, decide di chiamare Pinocchio. Poco prima di andare a dormire, Geppetto esprime a una stella chiamata "stella dei desideri" il desiderio che Pinocchio possa diventare un bambino vero. Quella notte, la stella scende dal cielo e assume le sembianze della Fata Azzurra. Ella dona la vita a Pinocchio, trasformandolo in un burattino animato, e gli spiega che, se vorrà diventare un bambino vero, dovrà dimostrare di essere «bravo, coraggioso e disinteressato» e imparare a distinguere il bene dal male seguendo la sua coscienza. La fata nomina quindi il Grillo Parlante come coscienza di Pinocchio. Geppetto si sveglia e scopre con sorpresa che il suo desiderio si è avverato.
Il giorno dopo, Geppetto manda Pinocchio a scuola come tutti gli altri bambini. Ma, lungo la strada, l'ingenuo burattino viene ingannato da due truffatori, il Gatto e la Volpe, che lo invitano a unirsi allo spettacolo dei burattini che si terrà quella sera al teatro del burattinaio Stromboli, detto Mangiafuoco, invece di andare a scuola. Sebbene il Grillo Parlante tenti di riportarlo sulla retta via, Pinocchio si reca allo spettacolo, divenendone l'attrazione principale e riscuotendo un clamoroso successo. Dopo lo spettacolo, Pinocchio viene rinchiuso in una gabbia da Mangiafuoco, il quale intende portarlo in giro per il mondo. Il Grillo Parlante, accorso sul posto, cerca invano di liberare Pinocchio. Appare poi la Fata Azzurra, che chiede spiegazioni a Pinocchio. Quest'ultimo però mente sull'accaduto, facendo crescere il suo naso a dismisura, finché non si pente. La fata quindi rimette a posto il naso a Pinocchio e lo libera, ma lo avverte che sarà l'ultima volta che potrà aiutarlo.
Nel frattempo, alla Locanda dell'Aragosta Rossa il Postiglione ingaggia il Gatto e la Volpe per portargli i ragazzi disobbedienti in modo che lui li conduca al Paese dei balocchi, un'isola famigerata e proibita dalle autorità. Prima che Pinocchio e il Grillo arrivino a casa di Geppetto, il burattino viene nuovamente ingannato dal Gatto e dalla Volpe, che lo convincono di essere stressato e che l'unico rimedio sia riposarsi andando al Paese dei balocchi. Durante il tragitto a bordo della diligenza del Postiglione, Pinocchio fa amicizia con Lucignolo, un ragazzo delinquente. Anche il Grillo si mette in viaggio verso il Paese dei balocchi per non perdere di vista Pinocchio.
Arrivati al Paese dei balocchi, Pinocchio, Lucignolo e gli altri ragazzi si abbandonano a ogni genere di comportamento inappropriato. Il Grillo Parlante trova poi Pinocchio e Lucignolo che giocano a biliardo. Dopo un diverbio decide di andarsene, quando scopre che i ragazzi del Paese dei balocchi sono destinati a trasformarsi in asini, come punizione per aver disobbedito ai genitori, e che in seguito il Postiglione e i suoi scagnozzi li venderanno come bestie da soma. Pinocchio, dopo aver assistito alla trasformazione di Lucignolo in asino, con l'aiuto del Grillo riesce a fuggire mezzo trasformato con orecchie e coda d'asino, prima che possa fare la stessa fine dell'amico.
Pinocchio e il Grillo arrivano a casa di Geppetto, ma non trovano nessuno. Poco dopo, la Fata Azzurra manda una colomba che lascia cadere un messaggio ai loro piedi. Leggendolo, i protagonisti scoprono che Geppetto, dopo aver saputo che Pinocchio era stato portato al Paese dei balocchi, si è avventurato in mare per andare a cercarlo e salvarlo, venendo però inghiottito da una gigantesca e mostruosa balena. Determinato a salvare suo padre, il burattino si tuffa nel mare, insieme al Grillo Parlante. Viene presto inghiottito dalla balena, dove si ricongiunge con Geppetto, felice di rivederlo.
Pinocchio dà fuoco a della legna presente nello stomaco della balena per indurla a starnutire ed espellerli. I due riescono a uscire, ma la balena furibonda si getta al loro inseguimento. Il burattino riesce a salvare il padre dall'annegamento e a condurlo verso una grotta, dove la balena si schianta nel tentativo di ucciderli, ma sfortunatamente Pinocchio muore durante il salvataggio. Tornati a casa, Geppetto, Cleo, Figaro e il Grillo piangono sul corpo esanime di Pinocchio. Avvalorando il sacrificio del burattino, la Fata Azzurra gli ridona la vita e stavolta lo trasforma in un bambino vero, tra la gioia della sua famiglia. Il Grillo Parlante, uscito dalla finestra, ringrazia la Fata, che gli dona un distintivo per il suo ruolo di coscienza, come da lui desiderato all'inizio dell'avventura.
Personaggi
[modifica | modifica wikitesto]- Pinocchio: è il protagonista del film, un burattino di legno intagliato da Geppetto e trasformato in una marionetta vivente, e alla fine del film in un bambino vero dalla Fata Azzurra. È animato da Milt Kahl.
- Il Grillo Parlante (Jiminy Cricket): coprotagonista del film, è un grillo antropomorfo (più simile a un omino, del grillo conserva quasi nulla tranne la pelle verde e le due antenne sotto il cappello) vagabondo che viene assunto come "coscienza" di Pinocchio. È il narratore della storia. Porta un frac logoro, rimesso a nuovo dalla magia della Fata, e usa un ombrello come paracadute. È animato da Ward Kimball.
- Geppetto: falegname e artigiano che costruisce Pinocchio, esprimendo poi il desiderio che diventi un bambino vero. È animato da Art Babbitt.
- Figaro: gattino bianco e nero di Geppetto. È animato da Eric Larson.
- Cleo: pesciolina rossa di Geppetto. Prova un amore inizialmente non ricambiato per Figaro. È animata da Eric Larson.
- La Fata Azzurra (The Blue Fairy): bellissima fata che dà vita a Pinocchio, lo aiuta durante le sue avventure e lo resuscita sotto forma di bambino vero alla fine del film. Nel film non ha i capelli turchini, ma biondi. È animata da Jack Campbell.
- Il Gatto e la Volpe (Gideon e John Worthington "Honest John" Foulfellow): gli antagonisti secondari del film, rispettivamente un tonto gatto muto e un furbo volpone loquace, entrambi antropomorfi e vestiti con abiti consumati da gentiluomini. Sono due noti imbroglioni, squattrinati e infidi, che traviano due volte Pinocchio: prima al teatro di Stromboli detto Mangiafuoco, poi al Paese dei balocchi per conto del Postiglione. Allo stesso tempo, si fanno a loro volta imbrogliare dai "soci in affari". Sono entrambi analfabeti e, all'interno del film, rappresentano la tentazione e la disonestà, nonché la fine che si fa senza un'istruzione adeguata. Sono animati da John Lounsbery.
- Stromboli detto "Mangiafuoco" (Stromboli): uno dei tre antagonisti principali (insieme al Postiglione e a Monstro la Balena) del film, è un avido e crudele burattinaio che, dopo aver comprato Pinocchio dal Gatto e dalla Volpe, costringe il burattino a esibirsi al fine di fare soldi. In originale parla con un forte accento italiano, ma viene definito "zingaro" dalla Volpe, probabilmente per il fatto di viaggiare di città in città con il suo carro. Si dimostra terribilmente avaro, poiché offre a Pinocchio un inutile pezzo di metallo senza valore come pagamento e paga al Gatto e alla Volpe un misero ammontare di denaro (che i due, tuttavia, considerano "molto", come si evince dal dialogo col Postiglione) dopo che gli hanno consegnato il protagonista, una marionetta parlante e vivente senza fili. È stato a lungo l'unico cattivo del film a far parte della linea ufficiale del franchise dei Cattivi Disney, assieme a Monstro la Balena. È animato da Bill Tytla.
- Il Postiglione (The Coachman): uno dei tre antagonisti principali (insieme a Monstro la Balena e Mangiafuoco) del film, è un cocchiere misterioso, malvagio, sinistro, probabilmente non umano e temuto perfino dai suoi servitori, il Gatto e la Volpe. Possiede e gestisce il Paese dei balocchi. Trae soddisfazione e profitto dal trasformare i ragazzi indisciplinati in asini, per poi venderli ai circhi e alle miniere di sale per grosse somme. È l'unico cattivo del film a non far parte della linea ufficiale dei Cattivi Disney, nonché l'unico a non avere un'interazione su schermo con Pinocchio. In originale parla con accento cockney tipico di Londra. Il suo aspetto ricorda quello di Charles Laughton nel film La taverna della Giamaica di Alfred Hitchcock. È animato da Charles A. Nichols.
- Lucignolo (Lampwick): un antagonista minore del film, è un teppistello nullafacente che Pinocchio incontra e con cui fa amicizia sulla strada per il Paese dei balocchi. Ha un carattere diffidente e spocchioso, diventando particolarmente ostile nei confronti del Grillo Parlante, che deride chiamandolo "saltafossi" (o "cavalletta" nella versione originale) o lanciandogli contro le palline da biliardo. Si trasforma in asino mentre fuma, beve birra e gioca con Pinocchio. Il suo destino resta ignoto. È animato da Fred Moore.
- Monstro la Balena (Monstro the Whale): uno dei tre antagonisti principali (assieme a Mangiafuoco e al Postiglione) del film, è una gigantesca e mostruosa balena che inghiotte Pinocchio, Geppetto, Figaro e Cleo. Dopo la loro fuga, li insegue furiosamente, ma alla fine si schianta contro una scogliera nel tentativo di ucciderli. È animato da Wolfgang Reitherman.
Produzione
[modifica | modifica wikitesto]Sviluppo
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Carlo Collodi, giornalista ed educatore italiano, iniziò nel 1881 a scrivere una serie di racconti intitolata La storia di un burattino, apparsa nel Giornale per i bambini e pubblicata in forma di libro nel 1883 con il titolo Le avventure di Pinocchio.[2] La prima traduzione inglese comparve negli Stati Uniti nel 1892. Come notato da Jacqueline Rose, analogamente a Peter e Wendy di J. M. Barrie, la storia originale venne rapidamente alterata dagli adattamenti, come confermarono R. Wunderlich e P. Morrisey in The Desecration of Pinocchio in the United States, una pubblicazione della conferenza annuale della Children's Literature Association del 1981.[3][4] Così, nel 1904, la romanziera Emily Gray pubblicò una traduzione "riveduta" del testo di Collodi.[2] Seguirono rapidamente altri adattamenti, letterari e cinematografici.
La storia di Pinocchio avrebbe dovuto essere adattata in un film d'animazione in Italia nel 1936 con il titolo Le avventure di Pinocchio, ma il lungometraggio non vide mai la luce a causa di difficoltà produttive e della mancanza di finanziamenti.[5] Anche una versione teatrale di Yasha Frank venne presentata nel giugno del 1937 a Los Angeles, benché il testo non sarebbe stato pubblicato fino all'aprile del 1939. In questo adattamento, Pinocchio diventa un innocente incapace di commettere qualsiasi malefatta.[2]
L'idea di utilizzare il romanzo di Collodi per realizzare un lungometraggio animato sembra essere stata suggerita a Disney, a differenza di quanto avvenne con Biancaneve. In una lettera datata 8 aprile 1935 a Walt Disney, K. Evers, un'amica di famiglia, propose l'uso della storia di Pinocchio per un film, anche se non ancora come lungometraggio.[6] Il 4 luglio dello stesso anno, il giornalista e scrittore italo-francese Joseph-Marie Lo Duca suggerì anch'egli, in una lettera indirizzata a Disney, l'idea di un adattamento cinematografico animato della storia di Pinocchio.[6] Disney incontrò Lo Duca nell'estate del 1935, durante un viaggio in Europa[6] volto a recuperare fonti di ispirazione per i suoi film, tra cui Biancaneve e i sette nani.[7]
Per realizzare il suo adattamento del romanzo di Collodi, Disney acquisì diverse versioni e traduzioni dell'opera e chiese anche a una delle sceneggiatrici interne, Bianca Majolie, di eseguirne una propria traduzione.[6][8]
Pre-produzione
[modifica | modifica wikitesto]Il progetto del film venne ripreso nel settembre 1937, durante la produzione di Biancaneve e i sette nani, quando l'animatore Norman Ferguson portò nuovamente all'attenzione di Walt Disney una versione tradotta del libro di Collodi. Dopo aver letto il libro, «Walt si stava rompendo le budella dall'entusiasmo», come disse Ferguson.[9][10] Pinocchio doveva essere il terzo film dello studio, dopo Bambi. Tuttavia, a causa di difficoltà nell'adattare la storia e animare realisticamente gli animali, Pinocchio venne anticipato nella produzione, mentre Bambi fu messo in attesa.[11] Il lavoro iniziò con gli schizzi di Gustaf Tenggren e Albert Hurter. Christopher Finch fece notare che in questo periodo Frank Thomas, Milt Kahl e Ollie Johnston furono assegnati all'animazione di Pinocchio, realizzando circa 46 metri di animazione sulla voce di Ted Sears.[12]
Con Biancaneve e i sette nani (1937) e le Sinfonie allegre, Walt Disney e il suo staff avevano già adattato fiabe europee dei fratelli Grimm o di Charles Perrault, spesso espandendo la storia originale.[2] Secondo Jerry Beck, la sfida principale del film non fu la tecnica, ma la sceneggiatura: gli autori dovevano scrivere un'opera di intrattenimento che preservasse lo spirito della storia originale, caratterizzata da un antieroe irascibile, molti cattivi e pochissimi momenti felici o comici.[13] Per questo motivo lo sviluppo non fu semplice: il lavoro prodotto nei primi cinque mesi di animazione, basato sullo sviluppo psicologico e grafico iniziale dei personaggi, non venne apprezzato da Disney, che ordinò di ricominciare da zero sia la sceneggiatura sia l'animazione,[14] mentre il budget aveva già raggiunto i 500.000 dollari.[15] The New York Times riportò, il 12 giugno 1938, che erano stati eliminati 701,04 metri di pellicola a causa della decisione di Walt. Alcuni storici, tra cui Steven Watts[16], Girveau e Bob Thomas, concordano sul fatto che il lavoro scartato corrispondesse a circa sei mesi e comprendesse character design, storyboard e prime animazioni. Walt Disney decise di interromperlo perché riteneva che «non funzionasse», a causa della «mancanza di personaggi accattivanti [come quelli] che fecero di Biancaneve e i sette nani un successo immediato».[8][17]
Una nota interna, datata 9 giugno 1937, invitava gli artisti ad assistere allo spettacolo di Yasha Frank.[6] Dopo aver visto questo nuovo approccio, Disney chiese alla sua squadra di ripartire da nuove basi.[9] Tuttavia, per via del lavoro necessario a finalizzare Biancaneve e i sette nani, previsto per il Natale del 1937, il primo incontro ufficiale per definire la storia di Pinocchio ebbe luogo solo il 24 marzo 1938;[6] Girveau indica lo stesso mese come inizio della produzione.[8] La versione Disney, come lo spettacolo di Frank, si orientò verso il moralismo parentale del ventesimo secolo.[6]
Aspetto grafico
[modifica | modifica wikitesto]Secondo Christopher Finch, i due artisti che hanno maggiormente influenzato il film sono Gustaf Tenggren e Albert Hurter, entrambi già al lavoro su Biancaneve e i sette nani.[18][19]
L'illustratore svedese Gustaf Tenggren aveva il compito di conferire al film un look europeo attraverso i suoi schizzi.[20][21] Secondo Finch, la sua influenza si riflette nell'aspetto generale dell'opera,[18] e Robin Allan sottolinea la tipica atmosfera dark del Nord Europa.[22] Tra le produzioni di Tenggren figurano gli schizzi del ventre della balena, l'aspetto della Fata Turchina e soprattutto gli interni del laboratorio di Geppetto,[21] ispirati ai suoi ricordi d'infanzia nella casa del nonno, scultore del legno.[23]

Anche se la storia dovrebbe svolgersi in Italia, il villaggio di Pinocchio – situato ai piedi delle montagne e caratterizzato da un'architettura che privilegia il legno – è molto più vicino a quello bavarese (più probabilmente il Trentino-Alto Adige o Bassano del Grappa), senza dubbio a causa delle origini di Tenggren.[24] Allan rileva analogie con la cittadina di Rothenburg ob der Tauber, compresi il cammino di guardia, la Galgengasse[25] e la Forge de Gerlach, che ricorda la roulotte di Mangiafuoco.[26] Tenggren fu a sua volta influenzato da artisti come Arthur Rackham, Edmund Dulac, John Bauer e dall'art pompier.[27] Bruno Girveau nota che gli inglesi Arthur Rackham e Walter Crane, nel 1899, e lo svedese John Bauer, nel 1902, realizzarono acquerelli di Rothenburg, le cui riproduzioni fanno parte degli archivi Disney.[28]
Secondo Allan, le prospettive amplificate delle scene di strada ricordano quelle angolari delle opere del pittore Thomas Hart Benton, mentre il rendering nitido dei dettagli richiama i paesaggi di Grant Wood.[29] I lavori preparatori di Tenggren, disegni o tempere, sono oggi in gran parte in collezioni private o non sono sopravvissuti,[29] ma diversi dipinti e studi per la modellazione dei set sono conservati negli archivi Disney.[30]
Lo svizzero Albert Hurter, che aveva già contribuito al look europeo di Biancaneve, partecipò anche a Pinocchio. Gran parte dei suoi disegni è andata perduta, ma, secondo John Russell Taylor, la sua influenza è visibile nel look «gotico e grottesco preso in prestito dai libri d'illustrazione europei».[31] Molto del suo lavoro riguardò la creazione di elementi decorativi – carillon, orologi e giocattoli di legno – la cui impronta svizzero-tedesca è stata sottolineata da Allan.[24] Grant riporta che durante la produzione Hurter realizzava tra i 50 e i 100 schizzi al giorno con lo scopo di «fornire idee».[4] Secondo Finch, la sua influenza emerge in un paesaggio «ricco di dettagli che popolano quasi ogni scena» e nel character design.[18]
Oltre a questi due artisti, l'aspetto grafico del film deve molto alla squadra del layout (scenografia), diretta da Charles Philippi e Hugh Hennesy, che «portarono la loro arte a nuovi livelli di creatività»,[18] e in particolare al contributo di Ken Anderson. Per le decorazioni, gli artisti utilizzarono colori a pigmenti opachi invece dei tradizionali acquerelli trasparenti già impiegati in Biancaneve.[32]

Disney introdusse tuttavia numerosi elementi ispirati alla cultura statunitense. Per la sala da biliardo del Paese dei balocchi, ad esempio, i progettisti si ispirarono alla forma di una biglia nº 8 con accanto una stecca, modellandola sugli edifici Trylon e Perisphere, simboli della Fiera Internazionale di New York del 1939-1940.[33] Lo spettacolo di Mangiafuoco, invece, richiama lo stile del vaudeville:[34] Pinocchio vi balla con marionette di culture diverse – un'olandese, una francese con ballerine di can-can e una russa.[34] Nel film era prevista anche la presenza di una marionetta tradizionale raffigurante una ballerina babinga dell'Ubangi, ma venne eliminata prima della distribuzione a causa del calo d'interesse del pubblico statunitense per questa cultura.[34] Il numero del Grillo su Fai una fischiatina include un esercizio da funambolo, un passaggio di sega musicale e una parata.
Reparto dei modelli
[modifica | modifica wikitesto]Per scegliere l'aspetto finale del personaggio di Pinocchio, Walt Disney chiese l'assistenza di Joe Grant, progettista-modellista dello studio.[8] La rivista The Hollywood Reporter annunciò il 20 maggio 1938 la creazione di un nuovo reparto per la progettazione e produzione di modelli dei personaggi. Grant, assistito da Jack Miller e dall'ingegnere-marionettista Bob Jones, progettò statuette di personaggi e ambientazioni, per la prima volta in un Classico Disney.[8] Secondo Allan, tuttavia, esse furono realizzate dal solo Bob Jones.[35]
I modelli comprendevano oggetti di tutte le dimensioni: dalle piccole statuette dei personaggi fino a repliche funzionali di giocattoli e orologi.[35] Nell'autunno del 1938 la squadra si ampliò con lo scultore Carlo Cristodora, l'ingegnere Ted Kline e un team di pittori guidato da Helen Nerbovig McIntosh.[36] Il primo realizzava prove in argilla che servivano al secondo per creare uno stampo e una quindicina di riproduzioni in gesso, successivamente lucidate e verniciate dalla squadra della terza.[36]
In aggiunta a queste statuette, Bob Jones realizzò 175 marionette vere e proprie per lo sviluppo del personaggio di Pinocchio.[37]
Sviluppo dei personaggi
[modifica | modifica wikitesto]Pinocchio
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Per il suo protagonista, Collodi scelse una marionetta, erede della tradizione italiana e della commedia dell'arte.[34] I primi schizzi di Pinocchio, eseguiti da Albert Hurter, erano basati sulle illustrazioni di Carlo Chiostri e Attilio Mussino per l'Arlecchino della commedia dell'arte, di cui si può avere una panoramica nello spirito della candela nella Sinfonia allegra La falena e la fiamma (1938).[35]
Una parte dell'animazione iniziò su questa versione clownesca di Pinocchio.[35] Frank Thomas e Ollie Johnston, due dei Nine Old Men, precisarono che il personaggio aveva le mani in legno in un pezzo unico, un cappello basso con una piuma – simile a quello di Peter Pan o di Robin Hood – e una personalità pretenziosa.[38] David Koenig accomuna questa versione alla marionetta Charlie McCarthy di Edgar Bergen,[39] che sarebbe apparsa in Bongo e i tre avventurieri (1947). Bob Thomas aggiunse che il burattino era «animato con movimenti semplici, quasi automatizzati, e il suo volto mancava d'espressione. Senza coscienza, faceva il male in completa innocenza».[17]
Dopo pochi mesi, però, Walt Disney – insoddisfatto di questo look troppo "legnoso" – optò per una versione più umana del personaggio.[15][40] Girveau afferma che Frank Thomas si occupò delle espressioni facciali, Fred Moore aggiunse ingenuità al burattino, gli diede proporzioni umane e guanti simili a quelli di Topolino per nascondere le mani di legno, mentre Milt Kahl si ispirò ai movimenti di un bambino vero per ridurre i rimproveri di Walt, smussando l'aspetto troppo rigido.[8]
Allan sostiene che la scelta cadde su una versione più infantile del burattino, spalleggiata da un grillo, costringendo i team di produzione a ripartire da zero.[35] In termini simili, Thomas affermò che «il personaggio fu progettato nuovamente per renderlo più rotondo, più simile a un bambino vero» e che, essendo un personaggio vuoto, «sarebbe stato circondato da figure vivaci e sgargianti, delle quali la più importante è il Grillo Parlante».[17]
Questa metamorfosi è riassunta da Russel Merrit: «Spandendo e ammorbidendo i fili di Pinocchio, espandendo e gonfiando le guance, il pagliaccio-elfo si trasformò in un bambino timido dagli occhi spalancati».[35] Pinocchio ha una piuma sul cappello, segno per Allan dell'americanismo che richiama «eroi rurali come Tom Sawyer, Will Rogers o Elvis Presley».[35] Il personaggio presenta anche tratti tipici dei cartoni animati, come quattro dita, guanti bianchi, occhi grandi, bocca larga e fossette che ricordano Topolino.[41] Queste caratteristiche permisero agli artisti Disney di superare le difficoltà legate all'impassibilità del legno del personaggio originale e, quando necessario, di dargli vita.[35] Nonostante ciò, l'aspetto di Pinocchio rimane più vicino – proprio come il paesaggio – al mondo del Tirolo austriaco che alle creazioni italiane, con mandibola mobile e soprattutto un costume tirolese.[34][42]
Walt Disney scelse Dickie Jones, un ragazzo di 12 anni scoperto in una stazione radio di Dallas mentre si esibiva con un ukulele sotto il soprannome di "Cowboy randonneur", insieme a Hoot Gibson, per prestare la sua «voce da bravo ragazzo» al personaggio.[43]
Anche l'animazione di Pinocchio pose problemi agli artisti, a causa della diversa mobilità tra un ragazzo e una marionetta. Il problema fu in gran parte risolto con l'uso di marionette artigianali.[43] Un esempio evidente è la sequenza da Mangiafuoco, in cui Pinocchio danza compiendo movimenti impossibili per un essere umano.[43] Tale sequenza, completamente animata da Ollie Johnston, è stata definita «mozzafiato» da Girveau.[44] Anche la scena in cui il naso di Pinocchio si allunga fu realizzata da Johnston e, in parte, da Frank Thomas e Les Clark.[45]
Alla fine del film, la marionetta diventa un bambino: i principali cambiamenti consistono nella scomparsa del naso di legno – fonte di simpatia del pubblico per il personaggio[41] – e dei guanti bianchi a favore di mani reali,[43] così come nella sparizione degli occhi sporgenti e nell'ispessimento di collo e articolazioni.
Grillo Parlante
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Il personaggio del Grillo Parlante (Jiminy Cricket nell'edizione originale) è una versione fortemente sviluppata dell'omonimo personaggio minore creato da Collodi.[20] Bob Thomas ha descritto il grillo di Collodi come un «personaggio accidentale»,[17] mentre nel film l'invenzione del «grillo-coscienza» unifica gli elementi della storia.[46] A causa delle sue dimensioni ridotte, contrasta con gli altri personaggi e oggetti del film.[47]
Il suo aspetto iniziale era vicino a quello di un grillo tradizionale, ma Walt Disney, non essendo soddisfatto né di Pinocchio né del Grillo Parlante, chiese a Ward Kimball – dopo un paio di mesi di produzione – di sviluppare una versione più umana dell'insetto,[15][48] «più Jiminy che Grillo».[49] Kimball creò un nuovo personaggio, una versione più rotonda, cortese e gentile della cavalletta del cortometraggio La cicala e la formica (1934)[50] che animò personalmente[17][20][51] insieme a Wolfgang Reitherman e Don Towsley.[18] Kimball ricordò di aver disegnato dodici o quattordici versioni, dalle quali eliminò progressivamente tutte le appendici da insetto; l'unica cosa rimasta di un grillo era il nome.[36] Il personaggio finale appare come «un omino che indossa un corto frac che ricorda delle elitre a riposo, un colletto da dandy inglese, un ombrello, un viso a forma d'uovo senza orecchie, con due peletti sul cranio che ricordano antenne e un naso senza narici».[36]
Il nome Jiminy Cricket fu scelto da Walt stesso.[52] Deriva da un'esclamazione di sorpresa («Jiminy Cricket!» o «Jiminy!»), attestata dall'Oxford English Dictionary dal 1848 e utilizzata, ad esempio, dai nani in Biancaneve e i sette nani (1937).[52] Si tratta di un eufemismo per «Gesù Cristo».[50]
Nel prologo del film, il Grillo Parlante apre il libro della storia di Pinocchio e, di fronte a una pagina che si rifiuta di restare ferma, la blocca con una candela, mentre rivolgendosi allo spettatore pronuncia: «One night, a long time ago...». L'atteggiamento e il discorso del personaggio stabiliscono la sua importanza, presentandolo come «un essere moderno e disinibito di fronte agli oggetti del mondo antico che lo circondano».[53] Tra questi si notano vecchi libri, carillon e giocattoli antichi (alcuni volumi riportano i titoli di due futuri film Disney: Peter Pan e Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie). I suoi abiti, puliti e nuovi nel prologo, diventano rattoppati nella storia narrata in flashback, spingendo Allan a definirlo «uno Yankee alla corte d'Europa, di fronte ai detriti del passato».[53] Il personaggio appare come una miscela di W. C. Fields e Charlie Chaplin: equilibrio e sicurezza del primo, immagine del simpatico vagabondo del secondo.[50]
Grant lo paragona anche a un Don Giovanni, poiché tenta di sedurre più volte i personaggi femminili inanimati della bottega di Geppetto. È inoltre un «compromesso tra il carattere rurale di Disney, sintetizzato da Topolino, e il sofisticato stile urbano allora in voga negli Stati Uniti».[43] Il Grillo non è solo «disinibito davanti agli oggetti»: sembra persino in grado di controllarli, potendo mettere a tacere gli orologi, cavalcare un cavalluccio marino o respirare sott'acqua.[48]
Il Grillo Parlante introdusse due novità in un Classico Disney: fu il primo «piccolo personaggio aiutante che dirige le azioni quando il protagonista non può farlo»,[43] e il primo a rivolgersi direttamente al pubblico.[54] Questo modello sarà seguito da altri personaggi, come il topo Timoteo in Dumbo (1941).[43] Un aspetto importante della sua personalità, gradualmente ridotto nel tempo, fu il linguaggio contemporaneo per gli spettatori degli anni Trenta. Jiminy usava espressioni d'epoca, si riferiva a mestieri oggi scomparsi (ad esempio il dipendente d'ascensore nei grandi magazzini) e citava canzoni popolari dell'epoca, come Little Man You've Had a Busy Day, che parodiava sostituendo «day» con «night». Questi riferimenti non compaiono nell'edizione italiana, per difficoltà di adattamento.[50]
Le sue dimensioni ridotte gli impediscono di interagire facilmente con tutti i personaggi, ma non ha alcuna soggezione nei confronti di figure più grandi. Tenta, per esempio, di aiutare Geppetto a spegnere il dito bruciato di Pinocchio con l'acqua contenuta nel suo cappello-cilindro, inciampando però in una matita quando il burattino immerge il dito nella boccia di Cleo. Vorrebbe anche avvisare Geppetto della fuga di Pinocchio con il Gatto e la Volpe, ma rinuncia considerandolo un atto vile. Non si tira però indietro di fronte a Lucignolo, al quale rivolge severi ammonimenti, pur venendo deriso, e mostra infine un certo debole per la Fata Azzurra.
La voce originale del personaggio è di Cliff Edwards,[33] che lo doppiò fino al 1971 (dal film del 1947 Bongo e i tre avventurieri fino alla serie televisiva Disneyland). Dopo la sua morte, gli subentrarono Eddie Carroll e, successivamente, Phil Snyder.
La Fata Azzurra
[modifica | modifica wikitesto]Il personaggio della Fata Azzurra, disegnato e animato da Jack Campbell,[55] è fisicamente ispirato a Marjorie Belcher, già modella per Biancaneve, mentre la sua voce è quella di Evelyn Venable, «di timbro dolce e puro».[50][56][57][58] Venable fu anche la modella per il logo della Columbia Pictures.[58] Le battute vennero registrate più volte, frase per frase, e i tecnici del suono le assemblarono nelle intonazioni scelte da Disney.[59]
È l'unica manifestazione di un «aspetto un po' romantico nel film» e «un deliberato tentativo di offrire una presenza femminile».[50] «Accattivante ma non glamour», secondo il desiderio di Walt Disney,[50][58] la Fata rappresenta un certo ideale femminile degli anni Trenta, definito da Hollywood, dalla moda, dalla pubblicità e dall'industria cosmetica,[50] incarnato da attrici come Jean Harlow.[60] Per Grant è una «bionda di bellezza virginale», ma ha notato che alcuni autori hanno falsamente attribuito al personaggio una somiglianza con Marilyn Monroe, che all'epoca aveva appena 14 anni.[59]
Tenggren aveva abbozzato una versione più piccola ed eterea rispetto a quella finale, ma con un abbigliamento simile: un abito trattenuto da una spilla sul petto.[61] La sua fata aveva una stella tra i capelli biondi sciolti, un abito lungo e semplice circondato da un alone pallido, e un «look progettato per il volo, evidenziato da vestiti galleggianti che accentuavano la sua leggerezza».[61][62]
La versione definitiva del film presenta invece una fascia blu, tipica degli anni Trenta, che raccoglie i capelli biondo perossido come appena usciti dal parrucchiere, un abito blu semi-trasparente e brillante, ottenuto con una tecnica poi soprannominata «polvere Disney».[61] Allan la descrive come «più grande, più grossa, più pesante»[61] rispetto al modello di Tenggren.
Mangiafuoco
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Mangiafuoco (Stromboli nella versione originale e anche in quella italiana), nonostante il nome italiano, evoca la caricatura di un classico zingaro. Ispirato all'attore Charles Judels, scelto per la sua «interpretazione del caratteristico nitrito di frustrazione», il personaggio, animato da Bill Tytla, è stato spesso criticato «per i troppi movimenti, che lo rendono difficile da seguire sullo schermo». Tuttavia, per Thomas e Johnston «nessun personaggio animato finora ha espresso meglio una personalità completa, ricca e volatile»: si tratta di «un italiano che dà libero sfogo alle sue emozioni». Grant lo definisce un «patrigno malvagio», versione maschile della classica matrigna cattiva della fiabe.
Secondo Finch, il personaggio «ha un'enorme presenza muscolare che riempie lo schermo con la sua infamia» ed «ogni sua mossa è inganno». Tytla, che spesso animava figure muscolose, si impegnò nel coordinare ogni movimento, rendendo «brillantemente presenti gli occhi, la bocca, i gesti e tutte le azioni secondarie», in «modo estremamente potente e pericoloso».
Per Allan, il «riferimento etnico con un implicito antisemitismo non può essere ignorato», proprio come la caricatura zingara. Ciò si traduce nella presenza di oggetti di connotazione rom nella carovana di Stromboli, nei suoi movimenti esagerati, nel suo atteggiamento e nelle sue azioni; le sue espressioni facciali e la sua ossessione per la ricchezza ne fanno, secondo questa lettura, una caricatura ebraica. L'accusa di antisemitismo è stata avanzata da Richard Schikel, ma «nell'interesse di equità su Disney» essa è stata rivolta anche contro un membro dello studio.
Sceneggiatura
[modifica | modifica wikitesto]A differenza di Biancaneve, che era un racconto che gli sceneggiatori potevano espandere e con cui potevano sperimentare, Pinocchio si basava su un romanzo con una trama più rigida; per questo la sceneggiatura subì cambiamenti molto drastici prima di raggiungere la sua forma definitiva.[11][63] Nel romanzo originale, Pinocchio è una creatura fredda, scortese e ingrata, che respinge spesso la compassione e impara le lezioni solo attraverso brutali punizioni.[11] Gli autori decisero di modernizzare il personaggio, raffigurarandolo come un ragazzo saggio alla Charlie McCarthy, ma turbolento come il burattino del libro.[63]
L'animazione iniziò nel gennaio 1938, mentre la storia era ancora in sviluppo.[11] Le prime scene animate da Frank Thomas e Ollie Johnston mostrano un Pinocchio con l'aspetto di un vero burattino di legno: lungo naso appuntito, berretto con visiera e mani di legno non articolate.[11] Walt Disney, tuttavia, non era soddisfatto del lavoro svolto. Riteneva che fosse impossibile provare simpatia per un personaggio del genere e ordinò l'immediata sospensione della produzione.[11][63] Fred Moore ridisegnò il personaggio per renderlo più attraente, ma il design conservava ancora un aspetto troppo "legnoso".[11]
Il giovane e decisivo animatore Milt Kahl pensava che Thomas, Johnston e Moore fossero «troppo ossessionati dall'idea che questo ragazzo fosse un burattino di legno», e sosteneva che bisognasse «dimenticare che era un burattino e ottenere un grazioso ragazzino; è sempre possibile disegnare le articolazioni di legno in seguito».[11] Hamilton Luske lo incoraggiò a dimostrare le sue idee animando una sequenza di prova.[11] Kahl realizzò quindi una scena in cui Pinocchio, sott'acqua, cerca suo padre.[11] In quella sequenza ridisegnò il personaggio facendolo sembrare più un bambino vero: cappello tirolese da ragazzino, guanti da cartone animato a quattro dita, corpo più morbido. Le uniche parti di lui che ancora lo facevano apparire come un burattino erano le braccia, le gambe e il piccolo naso. Walt approvò la scena e invitò gli sceneggiatori a sviluppare Pinocchio come una personalità più innocente, ingenua e timida, in linea con il design di Kahl.[63]
Ben presto, però, Disney si rese conto che il nuovo Pinocchio risultava troppo impotente e troppo facilmente sviato dai personaggi ingannevoli. Per questo, nell'estate del 1938 Walt e il suo team di sceneggiatori introdussero il personaggio del grillo.[11] Nel romanzo, infatti, il grillo è una figura minore che fa una ramanzina a Pinocchio e viene poi ucciso da una martellata,[63] ma Disney lo trasformò in Jiminy, un personaggio che avrebbe guidato Pinocchio nelle scelte giuste.
Inizialmente il grillo era rappresentato come un insetto realistico, con gambe dentate e lunghe antenne, ma Walt voleva qualcosa di più simpatico.[11] Ward Kimball, che aveva passato mesi ad animare la "sequenza della zuppa" in Biancaneve (poi tagliata per motivi di ritmo), era sul punto di lasciare lo studio. Walt lo convinse a restare, premiandolo con la supervisione dell'animazione del Grillo Parlante.[63] Kimball progettò così un personaggio dal design completamente nuovo, che descrisse come «un omino con una testa d'uovo e senza orecchie».[11] «L'unica cosa che lo rende un grillo è il fatto che noi lo chiamiamo così», scherzò in seguito Kimball.[64]
Casting
[modifica | modifica wikitesto]A causa del grande successo di Biancaneve, Walt Disney volle voci più celebri per Pinocchio, che fu il primo film d'animazione a utilizzare star come doppiatori.[10] Il Grillo Parlante fu interpretato da Cliff Edwards, cantante popolare che aveva introdotto la canzone Singin' in the Rain. Edwards era anche attore a Broadway e apparve in film come Hollywood che canta e Those Three French Girls; ebbe inoltre una piccola parte in Via col vento.
Il personaggio di Pinocchio fu doppiato dal giovane attore Dickie Jones, già apparso in Mr. Smith va a Washington e Partita d'azzardo. L'attore di musical Walter Catlett, noto per classici come Susanna! ed È arrivata la felicità, prestò la voce alla Volpe. Christian Rub doppiò Geppetto, il cui design era anche una caricatura dello stesso Rub.[63] Frankie Darro, che aveva recitato in Wild Boys of the Road e in film come The Phantom Empire e Un giorno alle corse, diede la voce a Lucignolo. Evelyn Venable, già modella per il logo della Columbia Pictures, interpretò la Fata Azzurra, mentre Charles Judels doppiò due antagonisti: Mangiafuoco e il Postiglione.
Un altro doppiatore coinvolto fu Mel Blanc, celebre come voce di numerosi personaggi dei cartoni Looney Tunes e Merrie Melodies della Warner Bros. Inizialmente venne assunto per doppiare il Gatto, ma fu poi deciso che il personaggio dovesse restare muto, come Cucciolo in Biancaneve, la cui mimica ispirata a Harpo Marx lo aveva reso uno dei più popolari e comici del film. Tutti i dialoghi registrati da Blanc vennero eliminati, tranne un singhiozzo che si sente per tre volte nel corso della pellicola.
Animazione
[modifica | modifica wikitesto]Durante la produzione del film venne istituito il reparto dei modelli dei personaggi, guidato da Joe Grant.[63] Il reparto era responsabile della costruzione di modelli tridimensionali in argilla dei personaggi, noti come maquettes. Questi venivano poi consegnati agli animatori per mostrare come un personaggio dovesse essere disegnato da ogni angolazione.[63] I modellisti realizzarono anche modelli funzionanti degli orologi a cucù di Geppetto, del carro zingaresco di Mangiafuoco e della carrozza del Postiglione.
Poiché animare un veicolo in movimento realistico era complesso, Disney ricorse alla tecnica del rotoscope, inventata dai fratelli Fleischer, allora principali concorrenti dello studio. Con questa tecnica vennero riprese in live-action le maquettes del carro di Mangiafuoco in un set in miniatura mediante animazione stop motion. Ogni fotogramma del filmato veniva poi stampato come modello (photo-stats), ricalcato dagli animatori su fogli di carta animata e successivamente trasferito su rodovetri, che venivano sovrapposti agli sfondi insieme ai personaggi per ottenere la ripresa completa con la rostrum camera.[63]
Nonostante la resistenza iniziale di Disney all'uso del rotoscope (aveva accettato a malincuore di impiegarlo in Biancaneve tre anni prima), egli finì per accogliere la tecnologia, purché usata con criterio.[65] Per Pinocchio furono girate numerose riprese live action con attori che recitavano le scene. A differenza di Biancaneve, però, non vennero semplicemente ricalcate: sarebbero infatti risultate rigide e innaturali. Gli animatori le usarono invece come guida, studiando i movimenti umani e incorporandone le pose nell'animazione, ma esagerandole leggermente.[63] Questa tecnica venne definita live action reference piuttosto che rotoscope. Un po' di rotoscope fu comunque impiegato per animare la Fata Azzurra.
Pinocchio rappresentò un traguardo innovativo anche sul fronte degli effetti animati. A differenza dei character animators, che si occupano della recitazione dei personaggi, gli animatori degli effetti crearono tutto ciò che si muove ma non è un personaggio: veicoli, macchinari, fenomeni naturali (pioggia, fulmini, neve, fumo, ombre, acqua) ed effetti fantastici, come la polvere di fata.[63] L'influente animatore astratto Oskar Fischinger – attivo soprattutto su Fantasia – contribuì, ad esempio, agli effetti della bacchetta della Fata Azzurra.[66]
L'animatore Sandy Strother tenne un diario sul suo anno di lavoro agli effetti d'acqua di Pinocchio, che comprendevano schizzi, increspature, bolle, onde e l'illusione della profondità sottomarina. Per rendere credibile il mare, gli animatori aggiungevano più dettagli alle onde in primo piano e progressivamente meno a quelle sullo sfondo. Dopo essere stati tracciati sui rodovetri, i disegni venivano ricalcati con matite blu e nere per dare all'acqua un aspetto scultoreo.[63] Per risparmiare tempo e denaro, le forme furono mantenute impressionistiche. Pinocchio fu uno dei primi film d'animazione con effetti altamente realistici ed è tuttora considerato dagli specialisti come una delle opere Disney con i migliori effetti mai realizzati.[63]
Colonna sonora
[modifica | modifica wikitesto]Le canzoni di Pinocchio furono composte da Leigh Harline e Ned Washington, mentre Harline e Paul J. Smith curarono la musica di scena. La colonna sonora vinse l'Oscar: Una stella cade (When You Wish Upon a Star nella versione inglese) ottenne l'Academy Award alla migliore canzone ed è divenuta l'inno ufficiale della Disney.
Album
[modifica | modifica wikitesto]L'album uscì il 9 febbraio 1940 ed era descritto come una «registrazione della colonna sonora originale della produzione Disney Pinocchio». Secondo la Walt Disney Records, «è la prima volta che l'espressione colonna sonora originale fu usata per riferirsi a una registrazione da film disponibile in commercio». La prima edizione comprendeva solo tre tracce: Una stella cade, Fai una fischiatina e Mai mi legherai. L'album venne ripubblicato nel 2006 in versione completa.
Di seguito, le tracce dell'edizione italiana:
- Una stella cade - 3:14
- Il burattino - 5:45
- Sequenza dell'orologio - 0:54
- Motivo del gattino - 0:40
- La Fata Azzurra - 3:27
- Fai una fischiatina - 1:36
- Vecchio Geppetto - 4:43
- Andando a scuola - 4:18
- Hi-Diddle-Dee-Dee - 1:40
- Mi dispiace - 1:36
- Mai mi legherai - 2:23
- Il truce Mangiafuoco - 2:27
- Riunione triste - 3:21
- Lezioni di bugie - 2:31
- Mi piace la pianola - 0:49
- Verso il Paese dei balocchi - 4:45
- Il Grillo arrabbiato - 1:19
- Trasformazione - 3:49
- Messaggio della Fata Azzurra - 1:29
- Al salvataggio - 0:33
- Cavalloni - 1:28
- Motivo sconsolato - 1:42
- Mostro si sveglia - 2:03
- La casa della balena - 3:18
- Un bimbo in carne ed ossa - 1:41
Distribuzione
[modifica | modifica wikitesto]Data di uscita
[modifica | modifica wikitesto]Pinocchio debuttò a New York il 7 febbraio 1940, dopo una proiezione a Los Angeles. Due giorni dopo, la RKO Radio Pictures distribuì il film in tutti gli Stati Uniti, il 23 febbraio. In Italia arrivò il 18 dicembre 1947.[67]
In occasione della distribuzione globale del 1940, Disney organizzò un evento promozionale particolare per la première. Alcuni figuranti di bassa statura, vestiti con costumi e maschere da burattino, furono posizionati su un piccolo balcone per salutare la folla.[68] Tuttavia, a causa delle alte temperature e delle bevande servite durante l'evento, nel tardo pomeriggio i figuranti, provati e in stato di ebbrezza, si tolsero i costumi e si comportarono in modo non consono, generando scalpore tra i presenti.[69]
Date di uscita internazionali
[modifica | modifica wikitesto]- 23 febbraio 1940 - Stati Uniti d'America
- 26 febbraio - Brasile (Pinóquio)
- 13 marzo - Argentina (Pinocho)
- 13 maggio - Regno Unito
- 16 maggio - Australia
- 22 giugno - Canada
- 10 luglio - India
- 14 luglio - Nuova Zelanda
- 19 luglio - Messico (Pinocho)
- 7 ottobre - Portogallo (Pinóquio)
- 3 febbraio 1941 - Svezia
- 22 marzo - Palestina
- 20 novembre - Iran
- 21 dicembre - Ungheria
- 12 febbraio 1942 - Cile
- 3 aprile - Iraq
- 13 maggio - Svizzera
- 12 novembre - Egitto
- 19 dicembre - Turchia
- 31 gennaio 1943 - Finlandia (Pinokkio)
- 7 febbraio 1944 - Spagna (Pinocho)
- 22 maggio 1946 - Francia
- 13 giugno - Belgio
- 5 settembre - Norvegia
- 19 dicembre - Hong Kong
- 18 dicembre 1947 - Italia[67]
- 23 giugno 1949 - Perù
- 15 luglio - Paesi Bassi
- 25 maggio 1950 - Danimarca
- 23 maggio 1951 - Germania Ovest
- 1º aprile 1952 - Austria (Die Abenteuer des Pinocchio)
- 17 maggio - Giappone (Pinokio)
- 7 ottobre - Filippine
- 14 maggio 1954 - Guyana
- 10 luglio 1962 - Madagascar
- 7 ottobre 1962 - Polonia (Pinokio)
- 23 marzo 1967 - Libano
- 13 marzo 1971 - Arabia Saudita
- 17 agosto 1976 - El Salvador
- 20 marzo 1982 - Gabon
- 6 ottobre 1985 - Kuwait
- 24 aprile 2000 - Grecia
Con la riedizione di Biancaneve e i sette nani nel 1944 nacque la tradizione di riproporre i Classici Disney ogni sette-dieci anni. Pinocchio fu ridistribuito nelle sale americane nel 1945, 1954, 1962, 1971, 1978, 1984 e 1992. Le prime due riedizioni furono gestite dalla RKO (1945 e 1954), mentre dal 1962 la distribuzione passò alla divisione interna Buena Vista Distribution. La riedizione del 1992 venne restaurata digitalmente, con pulizia e rimozione dei graffi dai negativi originali fotogramma per fotogramma, eliminazione delle distorsioni della colonna sonora e rivitalizzazione del colore.
In Italia Pinocchio fu ridistribuito nel 1956, 1963, 1977 e 1984.
Edizione italiana
[modifica | modifica wikitesto]Ci sono alcune differenze sostanziali nei nomi dei personaggi dell'edizione italiana rispetto all'originale. Infatti, data la già scarsa fedeltà del film al romanzo di Collodi, in Italia si è cercato (per quanto possibile) di ridare ai personaggi i nomi usati nel libro. Questo perché nell'edizione originale erano stati cambiati i nomi di molti personaggi (a buona parte di essi è stato dato un nome proprio, cosa che invece è piuttosto rara nel libro). Ecco i cambiamenti operati:
- Il Grillo Parlante in originale si chiama Jiminy Cricket, mentre in italiano viene usato il nome di Collodi.
- La Fata Azzurra in originale si chiama The Blue Fairy, quindi il nome viene tradotto. Questo perché nel libro si chiama "La fata dai capelli turchini", ma nel film la fata è bionda con un vestito azzurro.
- Il Gatto e la Volpe in originale si chiamano rispettivamente Gideon e John Worthington "Honest John" Foulfellow, mentre in italiano vengono usati i nomi di Collodi.
- Mangiafuoco in originale si chiama Stromboli (un omaggio all'Italia). Tale nome è usato anche in italiano, ma solo nella scena in cui la Volpe ne legge il nome su un manifesto. Questa è però l'unica scena in cui viene chiamato così, poiché in Italia gli viene dato il soprannome "Mangiafuoco" (versione rimodernata del nome "Mangiafoco" usato da Collodi).
- Il Postiglione in originale si chiama The Coachman, ma nel libro di Collodi viene chiamato "Il conduttore del carro" o "L'Omino di burro". Nel doppiaggio italiano del film si usa un termine più breve, ma ricercato (comunque viene nominato una volta sola).
- Lucignolo in originale si chiama Lampwick, mentre in italiano viene usato il nome di Collodi.
- Il Paese dei Balocchi in originale si chiama "Pleasure Island", letteralmente "Isola del piacere" o "Isola del peccato", mentre in Italia viene utilizzato il nome di Collodi.
- La balena in originale ha un nome, Monstro, mentre in italiano no.
Doppiaggio
[modifica | modifica wikitesto]La versione italiana del film venne curata da Alberto Liberati con la collaborazione di Roberto De Leonardis. Il doppiaggio, diretto da Mario Almirante, venne eseguito negli stabilimenti Fono Roma con la partecipazione della C.D.C. nel 1947.[70]
Pinocchio è il Classico Disney più vecchio a non essere stato ridoppiato, conservando ancora oggi le voci italiane originali. Esso venne parzialmente cambiato nella riedizione del 1963, quando la voce di Riccardo Billi che canta "Una stella cade" venne sostituita da quella di Bruno Filippini a causa della bassa qualità audio; tale versione venne poi utilizzata anche nelle due riedizioni successive e nella VHS dell'ottobre 1987. Per la VHS del marzo 1993, invece, l'intero audio d'epoca venne restaurato, ritornando alla versione di Billi.[70]
Edizioni home video
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VHS
[modifica | modifica wikitesto]La prima edizione VHS del film in Italia uscì nell'ottobre 1987 per il noleggio e due anni dopo fu distribuita per la vendita, mantenendo invariata la data sul retro. Una nuova edizione VHS venne pubblicata nel marzo 1993 e seguita poi da altre nuove edizioni uscite nell'agosto 1997, nel maggio 2002[71] e infine il 16 aprile 2003 insieme alla terza edizione DVD.
DVD
[modifica | modifica wikitesto]La prima edizione DVD del film in Italia uscì il 4 aprile 2000, distribuito dalla Warner Home video. Questo, come altri DVD Disney distribuiti dalla Warner, era privo di contenuti speciali.
La seconda edizione DVD uscì il 30 maggio 2001. Il DVD presenta il formato video 4:3.
La terza edizione DVD uscì il 16 aprile 2003. Si tratta di un'edizione speciale che si differenzia dalle due precedenti.
La quarta edizione DVD (in due dischi) è uscita il 1º aprile 2009, insieme alla prima edizione BD, come 13º e ultimo titolo delle Walt Disney Platinum Editions. Questa edizione è uscita in occasione del 70º anniversario del film e rispetto alla precedente è dotata di contenuti speciali completamente nuovi.
Blu-Ray
[modifica | modifica wikitesto]La prima edizione BD è uscita il 1º aprile 2009, come 13º e ultimo titolo delle Walt Disney Platinum Editions, in occasione del 70º anniversario del film. Fu il secondo film della serie ad uscire in BD dopo La bella addormentata nel bosco. L'edizione comprende due dischi BD e un DVD che contiene solo il film e i due video musicali.
Accoglienza
[modifica | modifica wikitesto]Incassi
[modifica | modifica wikitesto]Finanziariamente, Pinocchio non fu inizialmente un successo.[72] Gli incassi al botteghino del film furono al di sotto sia del successo senza precedenti di Biancaneve che delle aspettative dello studio.[72][73] Il film era costato 2,3 milioni di dollari (due volte il costo di Biancaneve) e alla fine del 1940 la Disney aveva recuperato solo un milione, incassando, alla fine dell'uscita originale, una cifra variabile fra 1,4 e 1,9 milioni.[74] Questo fu dovuto principalmente al fatto che la seconda guerra mondiale e le sue conseguenze avevano tagliato fuori i mercati europei e asiatici all'estero, e ostacolato il successo internazionale di Pinocchio e di altre uscite Disney durante l'inizio e la metà degli anni quaranta.[72] Joe Grant ricordò che Walt Disney era "molto, molto depresso" in merito agli incassi iniziali di Pinocchio al botteghino.[73]
Nonostante i suoi primi sforzi al box office, una serie di riedizioni negli anni dopo la seconda guerra mondiale si dimostrarono più efficaci, e permisero al film di girare un profitto. Nel 1973 il film aveva già guadagnato 13 milioni di dollari dalla versione iniziale del 1940 e le quattro riedizioni;[75] ulteriori ristampe negli anni successivi hanno portato Pinocchio ad un incasso totale di 84.254.167 dollari.[76]
Critica
[modifica | modifica wikitesto]Sull'aggregatore di recensioni Rotten Tomatoes, il film ha la valutazione più alta del sito, 100%, il che significa che ognuna delle 63 recensioni presenti sono positive, con una valutazione media di 9,1 su 10. Il consenso critico cita: «Ambizioso, avventuroso e talvolta spaventoso, Pinocchio rappresenta probabilmente l'apice delle opere raccolte dalla Disney: è splendidamente realizzato ed emotivamente risonante».[77] Su Metacritic, Pinocchio ha un punteggio ponderato di 99 su 100 basato su 17 recensioni, indicando "il plauso universale".[78] Attualmente è il film d'animazione più apprezzato del sito, nonché il film d'animazione Disney più apprezzato.[79]
Molti storici del cinema considerano questo il film che si avvicina di più alla perfezione tecnica di tutti i film d'animazione Disney.[80] Il critico cinematografico Leonard Maltin ha dichiarato che "con Pinocchio, Disney ha raggiunto non solo l'altezza dei suoi poteri, ma l'apice di ciò che molti critici considerano il regno del cartone animato".[81]
Archer Winsten, che aveva criticato Biancaneve, scrisse: "I difetti che si trovavano in Biancaneve non esistono più. Scrivendo di Pinocchio, sei limitato soltanto dalla tua capacità di esprimere entusiasmo". La canzone del Grillo Parlante, When You Wish Upon a Star, Una stella cade in italiano, divenne un grande successo ed è ancora identificata con il film, e in seguito è diventata la fanfara della stessa Walt Disney Company. Pinocchio vinse anche l'Oscar alla migliore canzone e alla miglior colonna sonora, diventando così il primo film Disney a vincere entrambi i premi. Questo non si verificò di nuovo fino a Mary Poppins nel 1964 e La sirenetta nel 1989.
Nel 1994 Pinocchio venne aggiunto al National Film Registry degli Stati Uniti per essere considerato "culturalmente, storicamente o esteticamente significativo". Il regista Terry Gilliam lo ha selezionato come uno dei dieci migliori film d'animazione di tutti i tempi in un articolo del 2001 scritto per The Guardian,[82] e nel 2005 Time lo nominò uno dei 100 migliori film degli ultimi 80 anni, e poi nel giugno 2011 lo ha nominato il miglior film d'animazione.[83]
Nel giugno 2008, l'American Film Institute rivelò la sua "Ten top Ten" — i migliori dieci film in dieci "classici" generi americani — dopo una votazione di oltre 1.500 persone della comunità creativa. Pinocchio è stato riconosciuto come il secondo miglior film del genere animazione, dopo Biancaneve.[84]
Nel 2014, la rivista Time Out ha nominato Pinocchio il miglior film d'animazione di sempre in una classifica di 100 film d'animazione e a tecnica mista.[85][86]
Il 29 giugno 2018, Pinocchio è stato nominato da IGN il 13° miglior film d'animazione Disney.[87]
Lo psicologo canadese Jordan Peterson ha parlato ampiamente del film nelle sue lezioni, citandolo come un esempio del "modo in cui grandi temi mitologici e archetipici informano e permeano la narrativa".[88] Il critico cinematografico Roger Ebert, aggiungendolo alla sua lista dei "grandi film", ha scritto che il film "non è solo una favola inventata o una favola sciocca, ma una narrazione con profondi riverberi archetipici".[89]
Riconoscimenti
[modifica | modifica wikitesto]- 1941 - Premio Oscar
- 1941 - Premio Hugo
- 1989 - ASCAP Award
- Miglior canzone (When You Wish Upon a Star) a Leigh Harline e Ned Washington
- 2016 - Online Film & Television Association
- Miglior film
Nel 1994 è stato aggiunto alla lista della National Film Registry.
Altri media
[modifica | modifica wikitesto]Parchi a tema
[modifica | modifica wikitesto]- Molti personaggi di Pinocchio si possono incontrare nei parchi Disney.
- Pinocchio's Daring Journey è una popolare attrazione a Disneyland Park (Anaheim),[90] Tokyo Disneyland[91] e Disneyland Park (Parigi).[92]
- Pinocchio Village Haus è un ristorante al Walt Disney World che serve pizza, pastasciutta e formaggio.[93] Ci sono simili ristoranti anche a Disneyland e Disneyland Paris, con nomi quasi identici.
Altri film
[modifica | modifica wikitesto]- Nel film della Pixar Alla ricerca di Nemo, Marlin e Dory citano il Grillo Parlante nelle loro frasi "Sei... sei la mia coscienza?" e "Sì, sono la tua coscienza".
- Figaro diventerà protagonista di una sua serie di tre cortometraggi prodotti nel 1943, nel 1946 e nel 1947, nel primo appare anche Cleo. Inoltre Figaro appare anche in tre cortometraggi della serie Pluto.
- Il Grillo Parlante sarà uno dei personaggi principali del 9° Classico Disney Bongo e i tre avventurieri, del 1947. Nell'edizione italiana non sarà però doppiato da Carlo Romano ma da Riccardo Billi, che in Pinocchio gli dà la voce solo nella canzone "Una stella cade". Nel film fa un'apparizione anche Cleo, ma nel doppiaggio italiano il Grillo si rivolge a lei dicendo "figliolo".
- Alcuni personaggi (inclusi Pinocchio e il Grillo Parlante) appaiono nel film del 1988 Chi ha incastrato Roger Rabbit.
- In Aladdin, la faccia del Genio (in una scena) si trasforma in quella di Pinocchio, quando Aladdin dice che avrebbe liberato il Genio e lui pensa che il ragazzo stia mentendo. Così, quando egli si trasforma nel burattino, il suo naso è molto lungo. Inoltre, nella serie animata Aladdin, Genio impersona poi Geppetto nella Balena assieme a Figaro e Cleo e ne Il ritorno di Jafar, quando cerca di convincere Iago a seguire la sua coscienza, ha l'aspetto del Grillo Parlante.
- Pinocchio e la Fata Azzurra appaiono nel film Teacher's Pet.
- Pinocchio ha un cameo nella locanda nel film Rapunzel - L'intreccio della torre: in questo film appare infatti una marionetta identica al noto burattino.[94]
- Il viso della Fata Azzurra ricorda molto quello di Biancaneve: questo perché è stato ricalcato sulla stessa attrice con il rotoscope. Inoltre, ne L'inferno di Topolino la Fata, nei panni di Beatrice, è chiamata proprio Biancaneve.
- Nel film della Marvel Avengers: Age of Ultron, la canzone che canta Ultron è la stessa cantata da Pinocchio allo spettacolo di Mangiafuoco: "Mai mi legherai" (I have no strings).
- La scena sottomarina in cui Pinocchio si dirige verso Monstro la Balena spiato da una moltitudine di pesci è stata riutilizzata in Alice nel paese delle meraviglie, nella sequenza del Tricheco e il Carpentiere.
Videogiochi
[modifica | modifica wikitesto]Oltre a l'omonimo videogioco del 1995 per Sega Mega Drive, Game Boy e Super Nintendo basato sul film d'animazione, Pinocchio, Geppetto e Cleo compaiono anche come personaggi nel gioco Kingdom Hearts e l'interno della balena è uno dei mondi visitabili. Il Grillo Parlante ha inoltre il ruolo di cronista dell'avventura, e registra sul suo diario i progressi del gioco in Kingdom Hearts, Kingdom Hearts: Chain of Memories e Kingdom Hearts II.[95] Il mondo di Pinocchio avrebbe dovuto comparire in Kingdom Hearts 358/2 Days, ma è stato omesso a causa di restrizioni di tempo[96][97], mentre la balena è apparsa come boss opzionale nell'edizione Final Mix di Kingdom Hearts Birth by Sleep. In compenso, il mondo ispirato al film appare in Kingdom Hearts 3D: Dream Drop Distance, sotto il nome "Il Paese dei Balocchi", e abitato da versioni alternative di Pinocchio, il Grillo Parlante, Geppetto, Cleo e la balena, e marca la prima apparizione della Fata Azzurra nella serie.
Libri
[modifica | modifica wikitesto]La serie di romanzi Disney A Twisted Tale ha pubblicato una versione alternativa della storia: La Stella dei Desideri (When You Wish Upon a Star), in cui si risponde alla domanda E se la Fata Azzurra non avesse dovuto aiutare Pinocchio. Il libro è stato scritto da Elizabeth Lim ed è edito in Italia dalla Giunti Editore.
Remake live-action
[modifica | modifica wikitesto]- Nel 2000 la Disney ha distribuito il film televisivo Geppetto. Il film vede la storia dal punto di vista del falegname, interpretato da Drew Carey, con alcune differenze dal film originale, come l'assenza della Volpe (Honest John), del Gatto (Gideon) e del Grillo Parlante (Jiminy Cricket).
- L'8 settembre 2022, in occasione del Disney+ Day, è uscito un secondo remake, Pinocchio, in cui Tom Hanks interpreta Geppetto. Il film è stato diretto da Robert Zemeckis.[98][99]
Casi mediatici
[modifica | modifica wikitesto]Ad un certo punto, dopo essere sfuggito a Stromboli, Pinocchio dice "I'd rather be smart than be an actor", che tradotto letteralmente sarebbe "Preferisco essere furbo/sveglio che un attore", ma nella versione italiana la battuta è stata tradotta in "Preferisco essere istruito che attore".[100] Per gli ascoltatori italiani non conoscitori della lingua inglese questo è stato visto come un ipocrita insulto e offesa nei confronti degli artisti scenici e del mondo dello spettacolo visti come persone senza cultura né istruzione.[101] È comunque da ricordare che il film uscì in Italia nel 1947: è probabile che si volesse mettere l'accento sulla necessità di dare priorità all'istruzione (dopo l'esperienza della dittatura fascista e della guerra), necessità rimarcata anche dal forte livello di analfabetismo presente, all'epoca, in molte realtà italiane. Altro punto è quando Pinocchio e Lucignolo sono sul carro diretto verso il Paese dei Balocchi, e Lucignolo dice "Niente scuola né maestri", ma in realtà nella versione originale dice "Niente scuola né poliziotti/sbirri" ("No school, no cops").[102] Da ciò si intuisce che, nella versione originale, Lucignolo è un perfetto esempio di teppista (forse anche con precedenti penali). Inoltre, nonostante abbia chiaramente un nome semplice e dalla pronuncia italiana, Monstro viene sempre chiamato nella versione italiana solo "la balena". La canzone Hi-Diddle-Dee-Dee è la prima in un Classico Disney ad essere cantata da un cattivo.[103][104] Quando uscì il film d'animazione I sogni di Pinocchio nel 1987, fu erroneamente considerato un sequel del Classico Disney, e partirono così le critiche e le controversie, ma la Filmation, casa di produzione del film, vinse comunque la causa, dato che l'opera di Collodi a quei tempi era già di dominio pubblico.[105][106] Paolo Lorenzini, nipote di Collodi, inizialmente criticò aspramente Disney per essere stata poco fedele al romanzo dello zio e chiese al Ministero della Cultura italiano di citarla in giudizio.[107]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ (EN) 25 Films Added to National Registry, su The New York Times, 15 novembre 1994.
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Bibliografia
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- (EN) Jeff Kurtti, Disney Dossiers, New York, Disney Editions, 2006, ISBN 978-1-4231-0055-3.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Sito ufficiale, su d23.com.
- (EN) Lee Pfeiffer, Pinocchio, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- (EN) Pinocchio, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.
- Pinocchio, su INDUCKS.
- (EN) Pinocchio, su Comic Vine, Fandom.
- Pinocchio, su MYmovies.it, Mo-Net s.r.l..
- Pinocchio, su Movieplayer.it, NetAddiction s.r.l..
- Pinocchio, su FilmTv.it, Tiche Italia s.r.l..
- Pinocchio, su Il mondo dei doppiatori.
- (EN) Pinocchio, su IMDb, IMDb.com.
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- (EN) Pinocchio, su Rotten Tomatoes, Fandango Media, LLC.
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- (EN) Pinocchio, su Behind The Voice Actors, Inyxception Enterprises.
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