Kunlun
| Monti Kunlun | |
|---|---|
| Stato | |
| Provincia | Tibet, Qinghai e Xinjiang |
| Altezza | Muztag, 7 723 m s.l.m. |
| Coordinate | 36°N 84°E |
| Mappa di localizzazione | |
I monti Kunlun (cinese: 昆仑山S, Kūnlún ShānP, K'un-lun ShanW) sono un vasto sistema montuoso dell'Asia centrale meridionale, esteso da ovest a est per circa 2000 km, dal Pamir, in Tagikistan, fino al passo Kunlun e alle catene montuose adiacenti della parte centrale della provincia del Qinghai, ossia i monti Burhan Budai, Bayan Har e A'nyêmaqên (Amne Machin), nella Cina orientale. La larghezza della catena varia considerevolmente, ma raramente supera i 200 km. Nella loro parte occidentale, i monti Kunlun formano un vero e proprio bastione che separa l'altopiano del Tibet dal bacino del Tarim, nella Cina occidentale; una diramazione settentrionale dei monti Altun Shan (Altyn Tagh) prosegue verso est questo allineamento strutturale.
Geografia fisica
[modifica | modifica wikitesto]Il versante meridionale dei monti Kunlun si eleva a non più di 1500 m al di sopra dell'altopiano del Tibet, che a sua volta presenta un'altitudine media di circa 4600 m. Visti dalla prospettiva delle oasi disposte lungo i margini meridionali del deserto del Takla Makan, che si estende a nord delle montagne, tuttavia, i Kunlun formano un imponente bastione che blocca ogni via di accesso alle brulle distese ghiacciate delle propaggini più occidentali della Regione Autonoma cinese del Tibet.
Morfologia
[modifica | modifica wikitesto]Per gran parte del loro allineamento, i monti Kunlun sono costituiti da due o tre catene parallele, piuttosto che da un singolo crinale. Ciò è particolarmente evidente nel settore occidentale. Presso i monti Sarykol, dove i Kunlun si distaccano dal Pamir, una biforcazione montuosa diretta verso est, detta dei monti Muztagata, ospita attualmente alcune delle vette più alte della catena, come il monte Kongur (7719 m) e il monte Muztagata (7546 m). Una biforcazione maggiore si snoda subito a sud della città-oasi di Qiemo (Cherchen); qui i monti Altun si separano, dirigendosi verso nord-est, dai monti Arkatag, all'altezza del monte Muztag (Muztagh), che, con i suoi 7723 m, costituisce la vetta più elevata dei Kunlun. Verso est, la cimosa settentrionale dei Kunlun diviene il margine meridionale del vasto ed elevato bacino del Qaidam (Tsaidam). Alte vallate, con occasionali laghi salati, costellano la parte mediana dei monti Kunlun.
La cresta più elevata della catena principale nella parte occidentale dei Kunlun è il monte Keriya, alto 7120 m. Alcuni picchi che superano i 6000 m interrompono il profilo delle propaggini centrali e orientali della catena, tra cui il monte Muztag e il monte Bukadaban (6860 m). La pianura sottostante si eleva a oltre 4900 m; per questo motivo, questi monti non hanno l'imponenza di altre grandi catene dell'Asia. La zonazione dei suoli presenta una struttura piuttosto semplice, con suoli steppici e desertici, ma anche suoli di tipo alpino, che risultano prevalenti. Il contenuto di sostanza organica è basso, e pantani, brughiere e depressioni saline sono comuni alle quote inferiori. L'erosione eolica ha portato alla formazione di sparse dune di sabbia.
Geologia
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Le principali strutture di piega e le rocce granitiche dei monti Kunlun risalgono a circa 250 milioni di anni fa, un'epoca in cui si formarono numerose catene montuose dell'emisfero orientale. Le depressioni interne dei Kunlun, tuttavia, sono strutture relativamente recenti nel loro insieme, essendosi formate a partire da depositi che non superano i 26 milioni di anni di età; solo la maggiore di esse, il bacino del Qaidam, contiene una spessa copertura sedimentaria, all'interno della quale depositi giurassici (databili approssimativamente tra 200 e 145 milioni di anni fa) rappresentano gli strati più antichi. I monti Kunlun costituiscono inoltre una regione caratterizzata da movimenti crostali geologicamente recenti, e una considerevole attività sismica è tuttora presente, associata prevalentemente al sistema di faglie trascorrenti dei monti Altun.
Idrografia e ghiacciai
[modifica | modifica wikitesto]I monti Kunlun fanno parte di quella regione dell'Asia centrale in cui i corsi d'acqua defluiscono esclusivamente verso bacini interni, in particolare verso i bacini del Tarim e del Qaidam a nord e verso i bacini dell'altopiano del Tibet a sud. Solo le propaggini più orientali della catena, dove sono situate le sorgenti dello Huang He (fiume Giallo), ospitano sistemi idrografici che convogliano le loro acque verso l'oceano.
Sui Kunlun si distinguono due reti fluviali: da un lato i maggiori torrenti che hanno origine nel Karakoram sud-occidentale e nel Tibet meridionale, i quali attraversano la catena dei Kunlun incidendo una serie di gole, e dall'altro i piccoli corsi d'acqua che drenano le pendici delle catene periferiche. I fiumi principali formano lunghe valli sinuose; alcuni di essi riforniscono d'acqua, utilizzata per l'irrigazione, le oasi situate lungo la cimosa settentrionale dei Kunlun.
Sebbene ricevano anche un contributo dalle precipitazioni, i fiumi dei Kunlun sono alimentati soprattutto dalle nevi e dai ghiacciai. La loro portata varia pertanto secondo le stagioni; il 60-80% dei corsi d'acqua è attivo unicamente nei mesi estivi, quando all'intenso scioglimento nivale e glaciale si unisce il massimo delle precipitazioni. L'elevata evaporazione delle acque di fusione ha favorito la formazione di estese superfici saline.
Malgrado l'elevata altitudine della catena, sui Kunlun sono presenti pochi ghiacciai, a causa dell'estrema aridità del clima; la copertura nevosa persiste quasi esclusivamente nei profondi canali e nei crepacci delle vette più elevate. I ghiacciai compaiono generalmente solo al di sopra dei 7000 m di quota. Essi si distinguono per la forte pendenza e per la scarsa produzione di acque di fusione.
Clima
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I monti Kunlun sono quasi completamente isolati dall'influenza dei monsoni provenienti dagli oceani Indiano e Pacifico. Essi sono invece soggetti in modo persistente alle masse d'aria continentali, che determinano forti escursioni termiche sia annuali sia giornaliere. Le condizioni più aride si riscontrano nel settore centrale della catena; nei settori occidentale e orientale, tuttavia, il clima risulta relativamente più moderato.
Nelle aree più secche dei Kunlun le precipitazioni annue sono inferiori ai 50 mm nelle colline pedemontane e pari a circa 100–150 mm alle quote più elevate; in prossimità dei massicci del Pamir e del Tibet l'ammontare annuo delle precipitazioni può raggiungere circa 460 mm. Nei settori inferiori delle montagne, in particolare lungo le pianure settentrionali, la temperatura media di luglio è compresa tra 25 e 28 °C e quella di gennaio non scende al di sotto di -9 °C; nei settori superiori della catena e lungo il margine con il Tibet, la temperatura media di luglio è invece inferiore a 10 °C e in inverno può scendere frequentemente fino a -35 °C o anche oltre.
L'escursione termica diurna estremamente accentuata alle alte quote favorisce intensi processi di alterazione per gelo-disgelo, responsabili della produzione di ingenti quantità di materiali fini di tipo loessico. Un'altra caratteristica dei Kunlun è rappresentata dai venti molto forti, particolarmente frequenti in autunno; quelli che interessano il bacino del Qaidam sono fra i più intensi.
Flora e fauna
[modifica | modifica wikitesto]Le condizioni desertiche o, nel migliore dei casi, steppiche che prevalgono lungo l'intera catena dei Kunlun limitano fortemente lo sviluppo della vegetazione. Gran parte della superficie è occupata da deserti ghiaiosi. Occasionali pozze di acqua stagnante forniscono pascolo e risorsa idrica ad alcuni ungulati selvatici, come la gazzella tibetana e l'antilope tibetana (chiru), nonché a grandi mandrie di asini selvatici (kiang) e a piccoli gruppi di yak selvatici. Sulle più umide montagne occidentali, gli argali (Ovis ammon) pascolano nelle praterie d'alta quota. Sulle rupi sovrastanti, bharal (Pseudois nayaur), urial del Ladakh e stambecchi si incontrano sporadicamente nelle propaggini occidentali. I boschetti di salici che si sviluppano lungo i corsi d'acqua ospitano frequentemente orsi bruni, mentre i lupi sono diffusi in gran parte della regione; il leopardo delle nevi, invece, è raro. Numerosi anseriformi migratori sostano sui laghi durante le migrazioni stagionali.
Geografia antropica
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Nonostante le estreme condizioni climatiche e morfologiche, i Kunlun e le aree adiacenti offrono dimora a popolazioni stanziali e nomadi. Sulle pendici volte a settentrione si incontrano uiguri, che risalgono dalle oasi sottostanti, e, più raramente, mongoli. A sud, nelle aree settentrionali del Tibet, pastori nomadi tibetani hanno requisito vaste distese di pascoli steppici precedentemente abbandonate. Montanari tagiki e kirghisi occupano i pochi insediamenti nelle profonde vallate delle montagne occidentali adiacenti ai monti Karakoram e Pamir. I cinesi (han) sono presenti in tutta la regione, ma sono per lo più concentrati lungo l'estesa e ben mantenuta rete di strade sterrate costruite a partire dal 1949.
L'irrigazione in poche regioni dà sostentamento a piccole colture cerealicole; d'altro canto, l'allevamento pastorale, in particolare di yak, dzo, pecore, capre e, più raramente, bovini, costituisce l'attività economica principale. Coltivazioni di varietà di frumento ad alto rendimento, orzo, piselli, patate e colza occupano la maggior parte del terreno arabile del Tibet. Il fieno ricavato dalle erbe della regione è scarso in volume ma ricco in nutrienti e proteine.
La strada asfaltata trans-tibetana che va da Dunhuang a Lhasa collega vari insediamenti nel Qinghai. La stessa Golmud, una città moderna sorta sulle distese spazzate dal vento del bacino del Qaidam, è un terminal ferroviario. Anche altre strade importanti che si dipartono dalle oasi del bacino del Tarim penetrano nel massiccio dei Kunlun. I camion riforniscono di ortaggi, materiali da costruzione, carburante e merci varie gli insediamenti più distanti e trasportano materie grezze quali petrolio, carbonato di sodio e carbone dai siti di estrazione alle città vicine.
Lungo la cimosa settentrionale dei monti Kunlun, che costeggia il bacino del Tarim, è passato per secoli il ramo meridionale della Via della seta che, fino al XVI secolo, collegò la Cina con l'Asia centrale e sud-occidentale. Lana e sale erano i prodotti principali trasportati giù lungo le pendici dei Kunlun fino alle oasi che sorgevano ai margini del deserto del Taklamakan. I monaci dei piccoli monasteri buddhisti presenti nella zona consideravano i tibetani della regione alla stregua di servi della gleba, ma le ripetute incursioni dei musulmani provenienti dal nord mantennero tutta la regione dei Kunlun in un perenne stato di mutazione continua.
Le mire dei britannici per sfruttare il potenziale commerciale del Turkestan cinese spinsero vari avventurieri a sondare l'estremità occidentale dei Kunlun, ma fu solo alla fine del XIX secolo che esploratori come lo svedese Sven Anders Hedin raccolsero abbastanza notizie per conoscere a fondo la regione occidentale dei Kunlun. Alcuni viaggiatori sfruttarono il percorso che attraversa da ovest a est il Qinghai, attraverso le propaggini orientali dei Kunlun e Golmud, come una rotta alternativa al corridoio del Gansu. Con la fondazione della Repubblica Popolare della Cina nel 1949, questi territori periferici finirono sotto il controllo centrale, e spedizioni scientifiche cinesi esplorarono l'intera area. Le principali spedizioni cinesi hanno definito la geologia, la glaciologia, il suolo e la vegetazione dei Kunlun. Un altro studio, svolto in cooperazione internazionale, ha concentrato l'attenzione sugli adattamenti fisiologici ed ecologici dei vari gruppi etnici dei Kunlun agli ambienti marginali di alta quota adiacenti alla cimosa meridionale della catena.
A partire dagli anni '80, numerose spedizioni geologiche sono state intraprese da squadre sino-francesi e sino-americane per esaminare l'evoluzione dei monti Kunlun e in particolare la natura dei movimenti tettonici lungo il sistema di faglie degli Altun.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Leonard Clark, Il vento in marcia. Alle sorgenti del Fiume Giallo, Torino, EDT 2025, ISBN 9788859299806 (ed. orig. The Marching Wind, New York, Funk & Wagnalls 1954).
- Stefano Cammelli, Storie di uomini e di fiumi. Lungo le rive del Fiume Azzurro cercando la Cina di ieri e di oggi, Bologna, Il Mulino, 2016, ISBN 978-88-15-26627-9.
Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Kunlun
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- China Tibet Information Centre, su zt.tibet.cn. URL consultato il 13 giugno 2015 (archiviato dall'url originale il 30 settembre 2007).
- Chinaculture, su chinaculture.org. URL consultato il 13 giugno 2015 (archiviato dall'url originale l'8 aprile 2007).
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