close
Vai al contenuto

Santa Maria la Fossa

Coordinate: 41°04′29.47″N 14°08′31.78″E
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Santa Maria la Fossa
comune
Santa Maria la Fossa – Stemma
Santa Maria la Fossa – Bandiera
Santa Maria la Fossa – Veduta
Santa Maria la Fossa – Veduta
Chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo e piazza Europa, 2019
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
RegioneBERJAYA Campania
ProvinciaBERJAYA Caserta
Amministrazione
SindacoNicolino Federico (lista civica Insieme) dal 27-5-2019
Data di istituzione24 marzo 1907[1]
Territorio
Coordinate41°04′29.47″N 14°08′31.78″E
Altitudine16 m s.l.m.
Superficie29,73 km²
Abitanti2 490[2] (28-2-2026)
Densità83,75 ab./km²
FrazioniLa Torre
Comuni confinantiCapua, Casal di Principe, Grazzanise, San Tammaro
Altre informazioni
Cod. postale81050
Prefisso0823
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT061084
Cod. catastaleI247
TargaCE
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)[3]
Cl. climaticazona C, 1 094 GG[4]
Nome abitantiFossatari
Patronosan Restituto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Santa Maria la Fossa
Santa Maria la Fossa
Santa Maria la Fossa – Mappa
Santa Maria la Fossa – Mappa
Posizione del comune di Santa Maria la Fossa nella provincia di Caserta
Sito istituzionale

Santa Maria la Fossa è un comune italiano di 2 490 abitanti[2] della provincia di Caserta, in Campania.

Situato nella Piana dei Mazzoni, sulla riva sinistra del Volturno, il paese è uno dei luoghi d'origine della Mozzarella di bufala Campana DOP.

Citato da Tito Livio con il nome di Fossa Graeca (Ab Urbe condita libri, XXVIII, 46), e oggi conosciuto con il nome di "Mazzoni", il territorio ove sorge Santa Maria la Fossa era famoso nell'antichità per le coltivazioni di rose.[5]

Chiamato originariamente "Fossa", il centro abitato sorse attorno all'anno 1000 come casale della città di Capua e raggiunse il suo massimo sviluppo nel periodo longobardo, nel quale divenne anche uno dei centri più cospicui della “Terra di Cancia”, quella porzione del Principato di Capua compresa "intra viam novam Neapolitanam, et flumen et terram ultra flumen versus mare". Venne denominato Santa Maria Minore detta "Fossa" presumibilmente in seguito alla costruzione, nel 1084, di una chiesa romanico-longobarda dedicata alla Madonna, alla cui viene legata sensibilmente la storia del centro abitato.[6]

Feudo di Riccardo Filangieri, passò per ordine di Carlo I d'Angiò a Guglielmo Stendardo essendo questo feudo, insieme a quelli di Pietrastornina, Quadrapane, Ponticchio, Arienzo, Arpaia, Pomigliano d'Arco, Sant'Antimo, Pipone e Frignano ritornati nelle disposizioni della corona a seguito della ribellione del Filangieri, che aveva seguito le sorti di Corradino di Svevia.

Nel 1525 l'Imperatore Carlo V concesse ai fossatari il privilegio di far pascolare liberamente il bestiame nella zona senza timore di violenza. Per questo motivo, probabilmente, non sono mai state rinvenute tracce di mura intorno all'abitato. Dal Settecento Santa Maria la Fossa fu unificata con i centri di Grazzanise e Brezza e nel 1805 contava appena 500 abitanti.[7]

BERJAYA
Originale della legge che scorporò Santa Maria la Fossa da Grazzanise

Frazione del Comune di Grazzanise fino al 1907, diventò da allora comune autonomo. Il primo sindaco fu Antimo Abbate il quale, ritenendo alcuni cittadini disonorevole il suffisso "la Fossa", fece votare al Consiglio comunale il cambio del nome in "Santa Maria a Volturno". Il nome però non è stato mai effettivamente cambiato.

Tra il primo e il secondo conflitto mondiale è da ricordare l'attività dell'Opera Nazionale Combattenti: si assegnarono ai reduci di guerra terreni sottoposti ai programmi di bonifica per ricompensarli del servizio reso e per rilanciare la produzione agricola. Il territorio fu dotato di strade, di servizi comunitari e di unità residenziali produttive e case coloniche. Venne ricostruita l'opera di foce dei Regi Lagni, migliorata l'arginatura del Volturno e vennero installate idrovore per garantire la fruibilità dei terreni più bassi in occasione di eventi atmosferici cririci.[8]

Durante la seconda guerra mondiale la cittadina fu protagonista di sanguinosi scontri tra le forze armate tedesche e quelle americane. Nel 1943 il centro abitato fu minato e numerose case vennero incendiate. Nello stesso anno fu minato il ponte sul canale Fiumarella che collega Grazzanise e Santa Maria la Fossa. I bombardamenti aerei distrussero gran parte dell'abitato, il campo di volo di Grazzanise e la polveriera di Carditello che dista solo quattro chilometri dal paese. Un violento combattimento aereo provocò poi l'abbattimento di due velivoli dell'aviazione tedesca (uno dei quali cadde nell'area prospiciente la masseria Palummara). Anche la chiesa dedicata alla Madonna Assunta fu parzialmente distrutta insieme al campanile, riedificato più tardi a distanza dalla struttura principale. Il 1º giugno del 1944 Arturo Giusti fu nominato primo sindaco del dopoguerra dal Comitato di Liberazione. Lo stesso Giusti fu poi rieletto nel 1946 dal Consiglio comunale. In tale anno ebbe inizio la ricostruzione e l'acquisto dell'insediamento agro-zootecnico "Balzana" da parte della Cirio contribuì a dare lavoro e alla ripresa economica della cittadina.[9] Nei primi anni '90 con il fallimento della Cirio, la proprietà passò nelle mani di un imprenditore nell'organico del clan dei Casalesi e attualmente, dopo il complesso iter giudiziario che si è concluso solo nel maggio del 2017, è sede del complesso "Agrorinasce".[10][11]

Nel 2008 in località Ferrandelle è stata realizzata dal Commissariato di Governo la discarica omonima, un sito provvisorio da 500 000 tonnellate di rifiuti attrezzato per consentire la rimozione dei rifiuti giacenti nelle strade della Campania a seguito dell'ennesima emergenza. L'area, estesa circa 60 ettari, era stata in gran parte confiscata qualche anno prima al boss della camorra Francesco Schiavone ed era destinata ad ospitare una fattoria della legalità.[12][13] Il sito, a seguito delle opportune bonifiche, è stato destinato a sede del CEDA "Pio La Torre", un polo ambientale e tecnologico con un impianto di biogas per il trattamento dei reflui zootecnici e un'isola ecologica.[14]

Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con DPR del 10 gennaio 1951.[15] Sullo sfondo azzurro dello stemma comunale è raffigurato un bue passante sulla campagna di verde, accompagnato in capo da due spighe di grano d'oro passate in decusse e sormontate da una stella di sei raggi, anch'essa d'oro.[16] Il gonfalone è un drappo di azzurro.[15]

Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose

[modifica | modifica wikitesto]
  • Chiesa di Maria Santissima Assunta: venne edificata nel 1084 da alcuni signori capuani che la dotarono di ingenti benefici, conserva chiari lineamenti romanico-longobardi tra i quali appaiono cenni gotici. La facciata, "a capanna composita", fa intravedere dall'esterno la suddivisione interna delle navate, tre in tutto. Al suo interno ci sono molti affreschi e statue lignee. La struttura del campanile è staccata dal corpo dell'edificio.[17]
BERJAYA
Cappella della Madonna delle Grazie
  • Cappella della Madonna delle Grazie: era in origine una cappella privata, eretta nel 1940, di proprietà della locale famiglia Giusti. In seguito è stata donata dalla stessa famiglia alla Parrocchia. L'edificio sacro presenta la classica facciata a capanna: la struttura liscia e compatta è rinserrata da lesene che sostengono un frontone triangolare in aggetto al cui centro si inserisce un rosone entro una cornice modanata. Al centro della facciata si apre un unico portale rettangolare sovrastato dall'immagine della Madonna delle Grazie in marmo scolpito. Al colmo si erge un pilastrino con campana in evidenza.[18]
  • Cappella del Camino: Originariamente chiamata Cammino, probabilmente è la cappella più antica del Comune, datata 1690. Si trova nella frazione La Torre, al piano terra di in un edificio in stato di abbandono dell'omonima masseria. Presenta una piana rettangolare con volta a botte. Ospita una statua rappresentante la Madonna dell'albero.[19][20]
BERJAYA
Cappella di Sant'Antuono
  • Cappella di Sant'Antuono: eretta nel 1864 e dedicata ad Antonio di Padova, ha una pianta quadrata e un altare in marmo dietro al quale vi è la tomba di famiglia dei proprietari. L'edificio versa in cattive condizioni, trovandosi oltre l'argine del fiume e perciò per alcuni mesi all'anno l'edificio viene invaso dall'acqua.[21]
  • Cappella di Sant'Antonio Abate: è ubicata sul corso principale del paese, al piano terra di un edificio. Originariamente, tra il 1911 e il 1925, era situata al primo piano in attesa del completamento dei lavori. La cappella presenta una pianta quadrata e una volta a botte. Dietro l'altare è posizionata la statua lignea di Sant'Antonio datata 1911; sotto è presente una statua del Cristo morto, posto in una teca.[22]

Architetture civili

[modifica | modifica wikitesto]
BERJAYA
Monumento ai caduti di Santa Maria La Fossa
  • Monumento ai caduti: Edificato negli anni 50 del novecento in Piazza Europa alla sinistra del campanile, il monumento ai caduti è un'opera commemorativa a pianta simmetrica, configurata come una struttura a tre fornici ad arco a tutto sesto, addossata a una parete di fondo e leggermente rialzata rispetto al piano stradale tramite una breve scalinata centrale in pietra. L'architettura, dalle linee sobrie e razionali, ospita all'interno tre lapidi marmoree commemorative che riportano i nomi dei cittadini deceduti durante i conflitti del Novecento: La lastra di sinistra: Dedicata ai caduti della prima guerra mondiale ("Caduti della guerra 1915-1918"). La lastra centrale: La più ampia, dedicata alle vittime civili dei conflitti ("Vittime civili 1940-1945"), sormontata da un rilievo decorativo raffigurante un festone o una ghirlanda legata da nastri. La lastra di destra: Dedicata ai caduti della seconda guerra mondiale ("Caduti in guerra 1940-1945"). Il monumento è al centro di una radicata tradizione civile e religiosa locale che si tiene annualmente il 14 agosto, in concomitanza con l'inizio dei festeggiamenti in onore di Maria Santissima Assunta in Cielo. Secondo l'usanza, subito dopo l'uscita della sacra immagine dalla chiesa e la sua collocazione sul carro trionfale, si svolge la cerimonia di omaggio ai caduti. Il rito prevede la deposizione di una corona d'alloro, seguita dall'esecuzione del Silenzio fuori ordinanza da parte della banda musicale e dalle note dell'Inno di Mameli; solo al termine di questo momento solenne il carro e il corteo dei fedeli si muovono per dare inizio alla processione vera e propria.

Evoluzione demografica

[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[23]

BERJAYA

Tradizioni e folclore

[modifica | modifica wikitesto]

Il fuoco di Sant'Antonio

[modifica | modifica wikitesto]

Questo momento, che si svolge il 17 gennaio, è caratterizzato dall'accensione di un falò, il quale assume un ruolo simbolico importante nel rito della comunità. Questa antica pratica incarna il desiderio di lasciarsi alle spalle gli avvenimenti e le esperienze del passato, aprendo le porte al nuovo anno con una volontà rinnovata. In parallelo all'accensione dei falò, avviene la benedizione degli animali, somministrata direttamente dal sagrato della chiesa.[24]

Arriffa e festa della Madonna Assunta

[modifica | modifica wikitesto]

La solenne processione della statua ha luogo il 14 di agosto, durante la quale l'immagine secra viene trasporatata su di un carro riccamente addobbato. Tale evento è preceduto, la prima domenica di agosto, dall'Arriffa: un carro, sempre addobbato, attraversa le strade del paese e la cittadinanza partecipa a questo rito offrendo doni e prodotti, che possono comprendere prodotti agricoli, oggetti artigianali, fiori e altri doni simbolici, collocati sul carro. La raccolta dei doni culmina in un'asta serale con i prodotti offerti dagli abitanti.[25][26]

Furto della statua della Madonna

[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la leggenda, in una notte buia dei tempi passati, dei ladri provenienti dal paese vicino di Grazzanise si intrufolarono nella Chiesa dell'Assunta. Il loro obiettivo era la statua della Madonna, ornata con tutti gli ori e gli argenti che rappresentavano i voti dei fedeli. I ladri riuscirono a prendere la statua e caricarla sulle loro spalle. I ladri iniziarono il loro cammino verso il cimitero, dove una strada conduce da Santa Maria la Fossa a Grazzanise. Tuttavia, lungo il tragitto, la statua diventò improvvisamente tanto pesante che i ladri furono costretti a fermarsi e a posarla a terra. Allora i ladri tentarono di prendere gli ori e gli argenti legati alla statua ma le loro mani furono immediatamente scottate e si misero a sanguinare. Questo evento sconvolse i ladri, costringendoli a fuggire e a lasciare indietro la statua che avevano tentato di rubare.[27]

BERJAYA
L'edificio scolastico in stile umbertino

Nel Comune è presente una succursale dell'Istituto comprensivo di Grazzanise con scuola dell'infanzia, scuola primaria e secondaria di primo grado.[28]

La principale attività economica è rappresentata dalla produzione di prodotti ortofrutticoli; sono largamente praticate anche le attività zootecniche: l'allevamento di bufale da latte, in particolare, è alla base della produzione di latticini, primo fra tutti la mozzarella di bufala.[29]

Amministrazione

[modifica | modifica wikitesto]
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
20 novembre 1994 29 novembre 1998 Alfonso Perillo Lista di area governativa Sindaco
29 novembre 1998 13 giugno 1999 Fulvio Papa Centro-sinistra e liste civiche Sindaco
13 giugno 1999 8 giugno 2009 Bartolomeo Abbate Lista civica di destra Sindaco Due mandati
8 giugno 2009 27 maggio 2019 Antonio Papa Lista civica
Le Rose
Sindaco Due mandati
27 maggio 2019 in carica Nicolino Federico Lista civica
Insieme
Sindaco Due mandati

[30]

Nel comune ha sede una società calcistica fondata nel 2023, la "ASD Santa Maria la Fossa".[31]

  1. Legge 24 marzo 1907, n. 123, su patrimonioacs.cultura.gov.it, 24 marzo 1907. URL consultato il 1º aprile 2026.
  2. 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  3. Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  4. Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  5. {{la}} Tito Livio, ''Ab Urbe condita libri'', XXVIII, 46.
  6. Santa Maria la Fossa : Arte, Storia e cultura, su www.provinciacaserta.com. URL consultato il 30 marzo 2026.
  7. UOD Genio Civile di Caserta (PDF), su pucampania.it. URL consultato il 30 marzo 2026.
  8. UOD Genio Civile di Caserta (PDF), su pucampania.it. URL consultato il 30 marzo 2026.
  9. UOC Genio Civile di Caserta (PDF), su pucampania.it. URL consultato il 30 marzo 2026.
  10. Emma Buondonno, Il Borgo Rurale della Balzana di Santa Maria La Fossa., 2017. URL consultato il 30 marzo 2026.
  11. 054 a 115. Complesso agricolo denominato ‘La Balzana’, S. Maria La Fossa (CE)., su www.agrorinasce.org. URL consultato il 30 marzo 2026.
  12. Francesca Pilla, La bufala delle discariche e le mine di Ferrandelle, su il manifesto, 1º febbraio 2008. URL consultato il 30 marzo 2026.
  13. di NOI Consumatori · 14 maggio 2009, Discarica di Ferrandelle: un milione di metri cubi di rifiuti, su Noi Consumatori - Movimento Anti-Tax, 14 maggio 2009. URL consultato il 30 marzo 2026.
  14. Santa Maria La Fossa, in località “Ferrandelle” un polo ambientale e tecnologico all’avanguardia, su www.centroambiente.org. URL consultato il 30 marzo 2026.
  15. 1 2 Santa Maria la Fossa, su Archivio Centrale dello Stato. URL consultato il 27 aprile 2024.
  16. Bozzetti di stemma e gonfalone del Comune di Santa Maria la Fossa, su ACS, Raccolta dei disegni degli stemmi di comuni e città. URL consultato il 28 settembre 2024.
  17. Chiesa di Maria Santissima Assunta in Cielo, su BeWeB - Beni Ecclesiastici in Web. URL consultato il 30 marzo 2026.
  18. Cappella della Madonna delle Grazie, su BeWeB - Beni Ecclesiastici in Web. URL consultato il 30 marzo 2026.
  19. Cappella Madonna dell’albero, su Comune di Santa Maria la Fossa. URL consultato il 30 marzo 2026.
  20. UOC Genio Civile di Caserta (PDF), su pucampania.it.
  21. UOC Genio Civile di Caserta (PDF), su pucampania.it. URL consultato il 30 maggio 2026.
  22. UOC Genio Civile di Caserta (PDF), su pucampania.it. URL consultato il 30 marzo 2026.
  23. Dati tratti da:
  24. Il fuoco di Sant’Antonio, su Comune di Santa Maria la Fossa. URL consultato il 30 marzo 2026.
  25. CasertaNews 12 agosto 2013 17:39, La processione dellAssunta tra fede e folklore, su CasertaNews. URL consultato il 30 marzo 2026.
  26. Arriffa della Madonna Assunta, su Comune di Santa Maria la Fossa. URL consultato il 30 marzo 2026.
  27. Furto della statua della Madonna, su Comune di Santa Maria la Fossa. URL consultato il 30 marzo 2026.
  28. Istituto Comprensivo Statale "Grazzanise", Sede Via Umberto – S.M. La Fossa, su https://www.istitutocomprensivograzzanise.it/, 7 luglio 2023. URL consultato il 30 marzo 2026.
  29. L'oro bianco, simbolo del Paese :, su Fondazione Qualivita, 23 luglio 2014. URL consultato il 30 marzo 2026.
  30. Dati prelevati dal sito Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali
  31. A.S.D. SANTA MARIA LA FOSSA, Partita IVA: 04746890617, Fatturato, Dipendenti, PEC, su www.ufficiocamerale.it. URL consultato il 30 marzo 2026.

Altri progetti

[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni

[modifica | modifica wikitesto]
Controllo di autoritàVIAF (EN) 266802872 · LCCN (EN) n2008046654 · GND (DE) 7594302-5 · BNF (FR) cb16652052s (data)
  Portale Campania: accedi alle voci di Wikipedia che parlano della Campania