Ramandolo (vino)
| Ramandolo | |
|---|---|
| Disciplinare DOCG | |
| Stato | |
| Regione | |
| Data decreto | 30 novembre 2011 |
| Tipi regolamentati | |
| Fonte: Disciplinare di produzione[1] | |
Ramandolo è un vino DOCG prodotto nella provincia di Udine[1]
Zona di produzione
[modifica | modifica wikitesto]Il territorio del comune di Nimis che comprende la frazione di Ramandolo da cui prende il nome il vino e parte del territorio del comune di Tarcento, tutti in provincia di Udine.
Tecniche produttive
[modifica | modifica wikitesto]Tutte le operazioni di vinificazione e imbottigliamento debbono essere effettuate nella zona delimitata[1], che è la più settentrionale del Friuli e comprende un territorio di alta e media collina (altitudine media 325 m s.l.m.) alle pendici del monte Bernadia (1 732 m) che la protegge dai venti freddi di tramontana. Presenta una temperatura media di 13,6 °C con picchi estivi superiori ai 30 °C ed una elevata piovosità (più di 2 200 mm distribuiti in 130 giorni).[1]
I terreni molto poveri, derivati da marne oceaniche: "Flysch di Cormons" (in friulano "ponca"), presentano elevate pendenze, a volte superiori al 30% e sono sistemati a terrazze molto strette, per cui non sono meccanizzabili e tutte le operazioni colturali devono essere svolte manualmente.[1] Sono da considerarsi inadatti i terreni eccessivamente umidi o insufficientemente soleggiati.:I nuovi impianti ed i reimpianti dovranno avere una densità non inferiore ai 3 000 ceppi/ettaro.
L'appassimento delle uve potrà verificarsi sulla pianta o in locali idonei, sia termocondizionati che a ventilazione forzata.
Nella vinificazione e nell'affinamento è consentito l'uso di botti in legno.
Il declassamento delle uve è consentito solo verso la tipologia "Verduzzo" della DOC Friuli Colli Orientali.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Come riporta il linguista Pavle Merkù nella sua Toponomastica dell'Alta Val Torre, il termine “ramandolo” deriva dallo slavo "Romandolina", lemma derivante dall'unione dei termini di Roman, cioè “latino”, e dolina, cioè valle. Fino a buona parte dell'Ottocento infatti queste zone erano abitate da una massicia minoranza slava che parlava un dialetto protoslavo simile al po nasen luseverense e che indicavano come "valle romana",cioè zona abitata da popolazioni latine, l'attuale frazione di Ramandolo. Secondo altri (Cornelio Cesare Desinan) deriva da Romandulus a sua volta diminutivo di “romandus” con il significato di “romanzo” cioè “friulano” in opposizione a “sloveno”. In effetti la frazione di Ramandolo è proprio al confine linguistico fra gli slavi (a nord) ed i latini (a sud). Le prime notizie documentate del vino ramandolo risalgono al 1893, quando alla II Fiera-concorso dei vini friulani, fu assegnato un attestato di lode ad un vino Ramandolo fuori concorso. (in: Claudio Fabbro -"Alle radici de Ramandolo'")[1]
Disciplinare
[modifica | modifica wikitesto]Precedentemente all'attuale disciplinare questa DOCG è stata più volte modificata:
- Approvata sottozona della DOC Colli Orientali del Friuli con DPR 20.07.1970
- Approvata DOCG con DM 09.10.2001 G.U. 250 - 26.10.2001
- Modificato con DM 13.07.2011 G.U. 172 - 25.07.2011[1]
Tipologie
[modifica | modifica wikitesto]Ramandolo
[modifica | modifica wikitesto]| uvaggio | Verduzzo friulano 100% |
| titolo alcolometrico minimo | 14,00% |
| acidità totale minima | 4,50 g/l. |
| estratto secco minimo | 25,00 g/l |
| resa massima di uva per ettaro | 80 q. |
| resa massima di uva in vino | 65% |
Abbinamenti consigliati
[modifica | modifica wikitesto]Dessert, pasticceria secca a base di mandorle, dolci alle mele, colomba, panettone e dolci della tradizione; formaggi erborinati e stagionati; foie gras a inizio pasto.[senza fonte]
Note
[modifica | modifica wikitesto]Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Ramandolo, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- (EN) Ramandolo, su eAmbrosia, Commissione europea.
- Ramandolo DOP, su Qualigeo.eu, Fondazione Qualivita.
- Ramandolo DOP, in Dizionario dei prodotti DOP e IGP, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2018.
- Consorzio di Tutela del Ramandolo, su ramandolo.it.
