Patti
| Patti comune | |
|---|---|
| Città di Patti | |
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Città metropolitana | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Carmelo Gianluca Bonsignore (lista civica Insieme per un'altra Patti) dall'11-10-2021 |
| Territorio | |
| Coordinate | 38°08′20.04″N 14°57′53.32″E |
| Altitudine | 157 m s.l.m. |
| Superficie | 50,08[1] km² |
| Abitanti | 12 700[2] (28-2-2026) |
| Densità | 253,59 ab./km² |
| Frazioni | Camera, Case Nuove Malluzzo, Case Nuove Russo, Gallo, Madoro, Marinello, Mongiove, Moreri, Provenzani, San Cosimo, Scala, Scarpiglia, Sorrentini, Tindari |
| Comuni confinanti | Gioiosa Marea, Librizzi, Montagnareale, Montalbano Elicona, Oliveri, San Piero Patti |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 98066 |
| Prefisso | 0941 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 083066 |
| Cod. catastale | G377 |
| Targa | ME |
| Cl. sismica | zona 2 (sismicità media)[3] |
| Cl. climatica | zona B, 895 GG[4] |
| Nome abitanti | pattesi |
| Patrono | santa Febronia |
| Giorno festivo | ultima domenica di luglio |
| Motto | (LA) Tyndarium et Pactarum urbs nobilissima et magnanima (IT) Tindari e Patti, città nobilissima e magnanima |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Patti è un comune italiano di 12 700 abitanti[2] della città metropolitana di Messina, in Sicilia.
Si trova al centro dell'omonimo golfo che va da capo Milazzo a capo Calavà. È il quinto comune più popoloso della città metropolitana di Messina, dopo il capoluogo e i centri di Barcellona Pozzo di Gotto, Milazzo e Capo d'Orlando. La città, oltre a essere sede storica di numerose istituzioni, uffici amministrativi e servizi d'interesse pubblico, è anche sede di distretto giudiziario e sede vescovile della diocesi di Patti, una delle più antiche di Sicilia, che comprende i 41 comuni dell'area messinese da Oliveri a Tusa. Il comune di Patti fa parte del Consorzio Intercomunale Tindari-Nebrodi.[5]
Geografia fisica
[modifica | modifica wikitesto]Territorio
[modifica | modifica wikitesto]Clima
[modifica | modifica wikitesto]Grazie alla sua posizione al centro dell'omonimo golfo, Patti gode del clima mediterraneo.
Origini del nome
[modifica | modifica wikitesto]L'origine del toponimo Patti è generalmente ricondotta al greco antico Ἐπακτήν (Epaktḗn), termine interpretabile come «luogo presso le acque», «sulla sponda» o «tra le acque», con probabile riferimento alla posizione dell'abitato fra i torrenti Provvidenza e Acquafico, lungo la costa tirrenica della Sicilia nord-orientale.[6]
L'etimologia greca è condivisa da numerosi studiosi e dalla tradizione storiografica locale, sebbene non esistano fonti antiche che documentino in maniera inequivocabile il momento in cui tale denominazione entrò in uso.[7]
Le indagini archeologiche condotte nel territorio comunale hanno inoltre dimostrato che l'area era frequentata già in età protostorica. In particolare, la necropoli della contrada Monte e gli altri rinvenimenti effettuati nel comprensorio documentano una continuità insediativa compresa fra il XV e l'VIII secolo a.C., ben precedente alla fondazione della vicina colonia greca di Tindari.[8][9]
Alcuni studiosi hanno inoltre ipotizzato che il territorio di Patti possa identificarsi con l'antico porto di Nauloco (Naulochos), ricordato dalle fonti classiche e teatro della celebre battaglia navale del 36 a.C. tra le flotte di Ottaviano Augusto e Sesto Pompeo. Tale identificazione, tuttavia, rimane oggetto di dibattito storiografico e non ha ancora trovato un consenso unanime nella comunità scientifica.[10]
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Le più antiche frequentazioni del territorio
[modifica | modifica wikitesto]Il territorio dell'odierna Patti presenta testimonianze di frequentazione umana risalenti alla protostoria. Le indagini archeologiche condotte nel comprensorio, in particolare nelle contrade Monte, Polline, Monte Russo, Perrera e lungo la fascia costiera, hanno restituito numerosi reperti riferibili ad un arco cronologico compreso tra il XV e l'VIII secolo a.C., documentando una continuità di occupazione che precede di diversi secoli la fondazione della vicina colonia greca di Tindari.[11][12]
Tra i rinvenimenti di maggiore interesse figurano le necropoli a grotticella artificiale dell'età del Bronzo, i resti di insediamenti sulle alture che dominano il golfo e numerosi materiali ceramici attribuibili alle popolazioni indigene dei Siculi. Tali evidenze attestano l'esistenza di comunità stabilmente insediate nel territorio ben prima della colonizzazione greca della costa tirrenica nord-orientale della Sicilia.[13]
A partire dal IV secolo a.C. il territorio rientrò nella sfera d'influenza della polis di Tindari, fondata nel 396 a.C. da Dionisio I di Siracusa come colonia militare destinata al controllo della costa tirrenica. L'entroterra pattese partecipò così allo sviluppo economico e agricolo della città, mantenendo un ruolo strategico anche durante la successiva dominazione romana.[14]
Di particolare rilievo risulta la cosiddetta Villa romana di Patti Marina, complesso residenziale edificato tra il III e il IV secolo d.C. e ampliato in età tardoantica, caratterizzato da raffinati mosaici policromi, ambienti termali e articolati spazi di rappresentanza. Il sito costituisce una delle più importanti testimonianze dell'insediamento romano lungo la costa tirrenica siciliana ed è oggi compreso nell'area archeologica regionale.[15]
La progressiva decadenza di Tindari, determinata dal susseguirsi di fenomeni franosi che interessarono il promontorio fra la tarda età romana e l'alto Medioevo, favorì il progressivo spostamento della popolazione verso gli insediamenti sorti sulle colline prospicienti il golfo. Sebbene la tradizione locale identifichi in tali trasferimenti l'origine dell'abitato di Patti, la consistenza e le modalità di questo processo non sono ancora ricostruibili con certezza sulla base delle evidenze archeologiche disponibili.[16]
Alcuni studiosi hanno inoltre proposto di identificare il territorio pattese con l'antico porto di Nauloco (Naulochos), ricordato dalle fonti classiche quale teatro della battaglia navale del 36 a.C. tra Ottaviano Augusto e Sesto Pompeo. L'ipotesi, fondata su considerazioni topografiche, archeologiche e toponomastiche, rimane tuttavia oggetto di dibattito e non rappresenta un'acquisizione condivisa dalla comunità scientifica.[17]
La fondazione normanna e la nascita della città medievale
[modifica | modifica wikitesto]L'attuale città di Patti ebbe origine nel quadro della riorganizzazione politica ed ecclesiastica della Sicilia avviata dai Normanni dopo la conquista dell'isola. In tale contesto il gran conte Ruggero I di Sicilia promosse la rifondazione del territorio, favorendo il ripopolamento delle aree costiere e l'istituzione di importanti fondazioni monastiche destinate a consolidare il controllo del nuovo potere e a favorire la latinizzazione religiosa dell'isola.[18][19]
L'atto che segna convenzionalmente la nascita della città medievale è la fondazione del monastero benedettino del Santissimo Salvatore, istituito nel 1094 per volontà del conte Ruggero e della moglie Adelasia del Vasto. Il monastero, affidato ai monaci dell'Ordine di San Benedetto, ricevette vaste proprietà fondiarie e numerosi privilegi, assumendo ben presto un ruolo religioso, economico e amministrativo di primaria importanza per l'intero comprensorio.[20][21]
Attorno al monastero si sviluppò progressivamente un nuovo abitato, favorito anche dal graduale declino della vicina Tindari, ormai interessata da fenomeni di dissesto geomorfologico che ne avevano ridotto l'importanza politica ed economica. La presenza dell'abbazia, insieme alla posizione dominante sul golfo, rese Patti uno dei principali centri della costa tirrenica nord-orientale durante l'età normanna.[22]
Nel 1131 Ruggero II di Sicilia elevò il monastero a sede vescovile, istituendo la diocesi di Patti e Lipari. La nuova circoscrizione ecclesiastica, posta inizialmente sotto un unico vescovo, comprendeva un vasto territorio della costa tirrenica e delle isole Eolie, contribuendo in maniera determinante alla crescita del centro urbano. La diocesi unita sarebbe rimasta tale fino al 1399, quando, per decisione di papa Bonifacio IX, le sedi di Patti e di Lipari furono definitivamente separate, dando origine a due distinte diocesi.[23][24]
Durante il XII secolo Patti consolidò la propria funzione di centro ecclesiastico e amministrativo, favorita dalla presenza del monastero, della cattedrale e degli uffici vescovili. Alla crescita religiosa si accompagnò quella civile, con la formazione di un abitato fortificato sviluppatosi lungo il crinale della collina, secondo un impianto urbanistico adattato alla morfologia del territorio e destinato a caratterizzare il centro storico fino all'età contemporanea.[25]
L'importanza ormai raggiunta da Patti è testimoniata anche dalle cronache relative alla morte dell'imperatore Federico II di Svevia. Deceduto nel 1250 presso Castel Fiorentino, in Puglia, il suo corpo, durante il trasferimento verso Palermo, sostò nella cattedrale di Patti prima della definitiva sepoltura nella cattedrale del capoluogo siciliano. L'episodio evidenzia il prestigio religioso e istituzionale che la città aveva ormai acquisito nell'ambito del Regno di Sicilia.[26]
Patti città demaniale nel Regno di Sicilia
[modifica | modifica wikitesto]Tra il XIII e il XV secolo Patti consolidò il proprio ruolo di centro politico, amministrativo ed ecclesiastico della costa tirrenica nord-orientale della Sicilia. Grazie alla presenza della sede vescovile e alla posizione strategica lungo le principali vie di comunicazione tra Messina e Palermo, la città assunse una crescente importanza all'interno del Regno di Sicilia, mantenendo per lunghi periodi lo status di città demaniale, dipendente direttamente dalla Corona anziché da un'autorità feudale.[27]
La condizione demaniale garantiva alla comunità cittadina una serie di privilegi amministrativi, fiscali e giudiziari, oltre alla possibilità di eleggere annualmente i propri giurati, magistrati incaricati dell'amministrazione municipale e dei rapporti con il sovrano. Tale ordinamento favorì lo sviluppo delle istituzioni civiche e contribuì alla formazione di un ceto dirigente locale composto da notabili, ecclesiastici e mercanti.[28]
Nel corso della Guerra del Vespro (1282-1302), come gran parte della Sicilia nord-orientale, Patti aderì alla causa aragonese contro gli Angioini. La città continuò successivamente a svolgere un'importante funzione strategica durante le lunghe guerre dinastiche che interessarono il Regno nel XIV secolo, ospitando funzionari regi e contingenti militari destinati al controllo del territorio dei Nebrodi e della costa tirrenica.[29]
Durante il regno di Ludovico d'Aragona, nel 1355, Patti fu affidata al controllo del nobile Vinciguerra d'Aragona, nominato capitano della città nell'ambito della riorganizzazione militare promossa dalla Corona durante la guerra civile siciliana. Dopo la morte del sovrano, l'incarico fu mantenuto anche sotto Federico IV di Sicilia, che nel 1359 confermò a Vinciguerra numerosi possedimenti, tra i quali il Castello di Patti e il castello di Tindari.[30]
Nel corso del XV secolo Patti conobbe una fase di stabilità politica e di crescita economica, favorita dal consolidamento dell'amministrazione aragonese e dallo sviluppo delle attività agricole e commerciali del suo vasto territorio. L'importanza raggiunta dalla città fu riconosciuta dal re Alfonso V d'Aragona, che le attribuì gli appellativi onorifici di urbs nobilissima et magnanima, successivamente entrati nella tradizione civica pattese e ancora oggi ricordati nella memoria storica locale.[31]
Parallelamente si rafforzò il ruolo delle principali istituzioni religiose cittadine. Alla cattedrale e al monastero del Santissimo Salvatore si affiancarono nuovi enti ecclesiastici che contribuirono alla crescita culturale ed economica del centro urbano, facendo di Patti uno dei principali poli religiosi della Sicilia nord-orientale nel tardo Medioevo.[32]
Patti nell'età spagnola
[modifica | modifica wikitesto]Con l'inizio della dominazione della Corona d'Aragona e, successivamente, della Monarchia spagnola, Patti consolidò il proprio ruolo di centro amministrativo, religioso e commerciale della costa tirrenica messinese. Tra il XVI e il XVII secolo la città conobbe una significativa crescita demografica e urbanistica, favorita dalla presenza della sede vescovile, dalle attività portuali e dagli intensi rapporti commerciali con le isole Eolie, Messina e Palermo.[33][34]
Nel 1222 era stato fondato il convento di San Francesco, tra i più antichi insediamenti francescani della Sicilia. Secondo una consolidata tradizione locale, la posa della prima pietra sarebbe avvenuta alla presenza di sant'Antonio da Padova durante il suo viaggio nell'isola; tale episodio, tuttavia, non trova conferma nella documentazione coeva e viene generalmente considerato di carattere agiografico.[35]
Il momento più drammatico dell'età moderna fu rappresentato dal saccheggio del 1544, quando la città venne assalita dalla flotta ottomana guidata dal corsaro Khayr al-Din Barbarossa, impegnato in una vasta campagna militare lungo le coste dell'Italia meridionale e della Sicilia. L'abitato fu incendiato e saccheggiato, numerosi edifici subirono gravi danni e parte della popolazione fu costretta a rifugiarsi nell'entroterra per sfuggire alla cattura e alla deportazione.[36][37]
La ricostruzione che seguì interessò sia il sistema difensivo sia il tessuto urbano. Le fortificazioni cittadine vennero rafforzate secondo le nuove esigenze della guerra d'artiglieria, mentre furono restaurati la cattedrale, gli edifici pubblici e numerosi complessi religiosi. In quegli stessi decenni Patti consolidò ulteriormente la propria funzione di centro amministrativo del territorio dei Nebrodi.[38]
Una tappa fondamentale nella storia culturale della città fu l'istituzione del Seminario vescovile di Patti, fondato in applicazione dei decreti del Concilio di Trento, che avevano imposto a ciascuna diocesi la creazione di un istituto destinato alla formazione del clero. Il seminario pattese divenne rapidamente uno dei principali centri di istruzione ecclesiastica della Sicilia nord-orientale, richiamando studenti provenienti da gran parte della Val Demone e contribuendo alla formazione della classe dirigente religiosa del territorio.[39]
Tra il XVII e il XVIII secolo la città continuò ad espandersi all'interno della cinta muraria medievale, arricchendosi di nuovi edifici religiosi, palazzi nobiliari e opere pubbliche. L'economia era fondata prevalentemente sull'agricoltura, in particolare sulla coltivazione dei cereali, della vite e dell'olivo, cui si affiancavano la pesca, il piccolo commercio marittimo e le attività artigianali, favorite dalla presenza dello scalo costiero di Patti Marina.[40]
Nel corso dell'età spagnola Patti mantenne il proprio ruolo di uno dei principali centri religiosi della Sicilia tirrenica, funzione che avrebbe conservato anche durante la successiva dominazione borbonica, grazie alla presenza della diocesi, del capitolo della cattedrale e delle numerose istituzioni monastiche sorte nel territorio cittadino.[41]
Dall'età borbonica all'Unità d'Italia
[modifica | modifica wikitesto]Le riforme amministrative introdotte nel Regno di Sicilia durante il primo Ottocento determinarono un ulteriore rafforzamento del ruolo istituzionale di Patti. In seguito all'abolizione del sistema feudale nel 1812 e alla successiva riorganizzazione territoriale del Regno delle Due Sicilie, la città divenne capoluogo dell'Distretto di Patti, una delle principali circoscrizioni amministrative della provincia di Messina. Il distretto comprendeva gran parte del territorio dei Nebrodi e della costa tirrenica nord-orientale, confermando la centralità amministrativa che Patti esercitava ormai da secoli.[42][43]
Nel corso del XIX secolo la città consolidò ulteriormente il proprio ruolo quale sede degli uffici governativi, della diocesi e delle principali istituzioni scolastiche della zona occidentale della provincia messinese. L'attività amministrativa si affiancava a un'economia prevalentemente agricola, fondata sulla coltivazione dell'olivo, della vite, degli agrumi e dei cereali, nonché sulla pesca e sui traffici marittimi che gravitavano intorno allo scalo di Patti Marina.[44]
Con la Spedizione dei Mille del 1860 e l'annessione della Sicilia al nascente Regno d'Italia, Patti mantenne il proprio ruolo di centro amministrativo, divenendo capoluogo del Circondario di Patti, istituito nell'ambito della provincia di Messina. La presenza del tribunale, del carcere mandamentale, della compagnia dei Carabinieri Reali, degli istituti scolastici e degli uffici statali contribuì a consolidare la funzione della città quale principale polo amministrativo dei Nebrodi occidentali.[45]
Nella seconda metà dell'Ottocento Patti conobbe una graduale espansione urbanistica oltre il nucleo medievale. L'apertura di nuove arterie, tra cui l'attuale via XX Settembre, favorì la nascita di quartieri esterni alla cinta muraria e la sistemazione delle future piazze Guglielmo Marconi e Mario Sciacca, attorno alle quali si svilupparono edifici pubblici, strutture scolastiche e nuove residenze della borghesia cittadina. Alla stessa epoca risalgono la realizzazione della Villa Comunale Umberto I, del teatro cittadino e del nuovo ospedale, opere che contribuirono a ridefinire il volto urbano della città.[46]
Il Novecento e l'età contemporanea
[modifica | modifica wikitesto]Tra la fine del XIX e i primi decenni del XX secolo Patti consolidò la propria funzione di centro commerciale e amministrativo dell'area tirrenica messinese. L'economia cittadina era sostenuta soprattutto dall'agricoltura, dalla pesca, dal commercio e dalla produzione artigianale, tra cui rivestiva una certa importanza la lavorazione della ceramica, destinata anche ai mercati extraregionali.[47]
Durante la seconda guerra mondiale il territorio pattese fu interessato, come gran parte della costa nord-orientale siciliana, dalle operazioni militari che seguirono lo sbarco in Sicilia del luglio 1943. Pur non subendo distruzioni paragonabili a quelle registrate in altri centri dell'isola, la città risentì delle conseguenze economiche e sociali del conflitto e del successivo processo di ricostruzione.[48]
Nel secondo dopoguerra Patti conobbe una fase di intensa espansione edilizia. Il tradizionale nucleo storico, sviluppatosi per secoli sul rilievo collinare, iniziò progressivamente a saldarsi con la borgata costiera di Patti Marina attraverso la realizzazione di nuovi quartieri residenziali, infrastrutture e servizi pubblici. Lo sviluppo interessò in particolare l'area di San Antonino, corso Matteotti, via Orti e le zone poste a monte della linea ferroviaria, modificando profondamente l'assetto urbano della città.[49]
Nel corso della seconda metà del Novecento Patti ha progressivamente rafforzato la propria vocazione quale centro amministrativo, scolastico e sanitario del comprensorio dei Nebrodi, mantenendo il ruolo di sede vescovile e di importante polo di servizi per il territorio circostante. Parallelamente si è sviluppato il settore turistico, favorito dalla valorizzazione del centro storico, della Villa romana di Patti Marina, del vicino Santuario della Madonna del Tindari e del patrimonio naturalistico e balneare del golfo di Patti, oggi tra le principali risorse economiche della città.[50]
Simboli
[modifica | modifica wikitesto]- Stemma
Lo stemma della Città di Patti si presenta bandato d'argento e d'azzurro di dodici pezzi, alla sbarra attraversante del primo, col capo di Sicilia. Lo scudo è accollato ad un'aquila ad ali spiegate e coronata ed è sormontato da una corona ad otto punte di cui cinque visibili; il tutto sotto un nastrino a svolazzo nel quale è inserito il motto: Tyndarium et Pactarum Urbs Nobilissima et Magnanima.[51]
- Gonfalone

Il gonfalone è un drappo di azzurro al palo di bianco.
- Bandiera
La bandiera è un drappo di azzurro e di argento, caricato al centro dello stemma cittadino.
- Motto
Il motto cittadino è Tyndarium et Pactarum urbs nobilissima et magnanima, ovvero Tindari e Patti, città nobilissima e magnanima.
Onorificenze
[modifica | modifica wikitesto]Monumenti e luoghi d'interesse
[modifica | modifica wikitesto]Architetture religiose
[modifica | modifica wikitesto]Basilica cattedrale di San Bartolomeo
[modifica | modifica wikitesto]Nella basilica cattedrale (secolo XI), nella cappella barocca in marmo policromo di santa Febronia, è il sarcofago rinascimentale della regina Adelasia del Vasto, moglie del gran conte Ruggero I d'Altavilla e madre di Ruggero II primo re di Sicilia. La regina, dopo il disastroso matrimonio con Baldovino I di Gerusalemme, volle ritirarsi a Patti dove visse gli ultimi anni della sua vita e morì nel 1118. Pregevoli i capitelli normanni del portale principale.
La Cattedrale è stata costruita per volere del Gran Conte Ruggero I° di Altavilla su una precedente Abbazia di origine bizantina della quale sono emersi i resti durante l'ultimo restauro. Il Gran Conte la volle dedicata al SS. Salvatore e l'affidò ai monaci benedettini; è dedicata a S. Bartolomeo Apostolo.
La Basilica Cattedrale con il prospetto principale di chiara origine normanna, è il risultato dell'ampliamento di una Chiesa bizantina i cui resti sono venuti alla luce dopo l'ultimo restauro, oggi visibili attraverso tratti di pavimento a vetro.
Sotto il Sagrato un'imponente galleria, oggi adibita ad area espositiva, testimonia il periodo dell'ampliamento del tempio.

Santuario di Tindari
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Il Santuario di Tindari si trova all'estremità orientale del promontorio, a strapiombo sul mare, in corrispondenza dell'antica acropoli, dove una piccola chiesa era stata costruita sui resti della città abbandonata. La statua della Madonna Nera, scolpita in legno di cedro, vi venne collocata in epoca imprecisata, forse giunta qui dall'Oriente in seguito al fenomeno dell'iconoclastia, nell'VIII-IX secolo. La chiesa, distrutta nel 1544 dai pirati algerini, venne ricostruita tra il 1552 e il 1598 e il santuario venne ampliato dal vescovo Giuseppe Pullano con la costruzione di una nuova chiesa più grande che fu consacrata nel 1979. La festa del santuario si svolge ogni anno tra il 7 e l'8 settembre.
Siti archeologici
[modifica | modifica wikitesto]Tindari
[modifica | modifica wikitesto]È uno dei siti archeologici e devozionali più visitati e celebri della Sicilia. La città di Tindari venne fondata da Dionisio di Siracusa nel 396 a.C. come colonia di mercenari siracusani che avevano partecipato alla guerra contro Cartagine, nel territorio della città sicula di Abacaenum (Tripi), e prese il nome di Tyndaris, in onore di Tindaro, re di Sparta e sposo di Leda, padre putativo di Elena e dei Dioscuri, Castore e Polluce. Durante la prima guerra punica, sotto il controllo di Gerone II di Siracusa, fu base navale cartaginese, e nelle sue acque si combatté nel 257 a.C. la battaglia di Tindari, nella quale la flotta romana, guidata dal console Aulo Atilio Calatino, mise in fuga quella cartaginese. Con Siracusa passò in seguito nell'orbita romana e fu base navale di Sesto Pompeo. Presa da Augusto nel 36 a.C., che vi dedusse la colonia romana di Colonia Augusta Tyndaritanorum, una delle cinque della Sicilia, Cicerone la citò come nobilissima civitas. Nel I secolo d.C. subì le conseguenze di una grande frana, mentre nel IV secolo fu soggetta a due distruttivi terremoti. Sede vescovile, venne conquistata dai Bizantini nel 535 e cadde nell'836 nelle mani degli Arabi, dai quali venne distrutta. I resti della città antica si trovano nella zona archeologica, in discreto stato di conservazione, per lo scarso interesse di un reimpiego dei blocchi di pietra arenaria di cui erano costituiti.
I primi scavi si datano al 1838-1839 e furono ripresi tra il 1960 e il 1964 dalla Soprintendenza archeologica di Siracusa e ancora nel 1993, 1996 e 1998 dalla Soprintendenza di Messina, sezione dei beni archeologici. Sono stati rinvenuti mosaici, sculture e ceramiche, conservati in parte presso il museo locale e in parte presso il Museo archeologico regionale di Palermo.

L'impianto urbanistico, risalente probabilmente all'epoca della fondazione della città, presentava un tracciato regolare a scacchiera. Si articolava su tre decumani, strade principali (larghezza di 8 m), correvano in direzione sud-est - nord-ovest, ciascuno ad una quota diversa, e si incrociavano ad angolo retto e a distanze regolari con i cardini, strade secondarie e in pendenza (larghezza 3 m). Uno dei decumani rinvenuti nello scavo, quello superiore doveva essere la strada principale della città: costeggia ad una estremità il teatro, situato più a monte e scavato nelle pendici dell'altura, e all'altra estremità sfocia nell'agorà, oltre la quale, nella zona più elevata, occupata dal Santuario della Madonna Nera, doveva trovarsi l'acropoli. Tindari è anche luogo di devozione e pellegrinaggi per via del culto dell'antica Madonna nera che si tramanda da secoli.
Sui monti Russo e Perrera sono stati rinvenuti reperti archeologici scavati nella roccia, manufatti e pavimenti in coccio pesto, riconducibili all'esistenza di una complessa struttura a guardia di un porto. Le indagini geologiche e le ricostruzioni storiche fanno supporre che in quel sito potrebbe essere localizzato il Nauloco, porto costruito dagli esuli di Troia ed utilizzato fino al XVI secolo, presso il quale, nel 36 a.C. Ottaviano sconfisse definitivamente Pompeo. I restauri nella chiesa di Sant'Ippolito e nella cattedrale hanno permesso di portare al luce resti di chiese forse antecedenti al periodo bizantino.
Villa romana di Patti
[modifica | modifica wikitesto]La Villa di Patti, è una residenza extraurbana di epoca romana. Nel corso degli anni settanta due importanti scoperte hanno gettato nuova luce sulla realtà del latifondo tardo romano, consentendo di collocare in una più chiara prospettiva storica anche la grande villa del Casale di Piazza Armerina. La villa romana di Patti è stata scoperta nel 1973, durante i lavori di costruzione di un tratto d'autostrada, quando due piloni hanno distrutto parte del lato nord della villa a 6 km di distanza da Tindari. Anche se le operazioni di scavo sono tuttora in corso e molti vani attendono di essere scavati fino al livello del pavimento, la configurazione generale della villa è piuttosto chiara.
La parte esplorata corrisponde al nucleo centrale della villa, con al centro una corte a peristilio intorno alla quale ruota la zona residenziale della villa. I vani maggiormente rappresentativi, tipici dell'edilizia privata tardoantica, sono costituiti dall'aula absidata, che si apre al centro dell'ala ovest e dal triconco, vero punto focale dell'ala sud, che dal peristilio guarda verso il mare. Il mosaico dell'aula absidata è andato distrutto, ma le pavimentazioni del peristilio e quelli del triconco sono in eccellente stato di conservazione.
Aree naturali
[modifica | modifica wikitesto]Nel territorio comunale è situata la riserva naturale orientata di Marinello, un paradiso per gli amanti delle escursioni tra la macchia mediterranea e i famosi laghetti salmastri. Dal centro storico, ricco di ottocenteschi palazzi signorili, chiese e caratteristici vicoli medioevali, si gode l'armonioso panorama della riviera di ponente del golfo di Patti, mentre dalla frazione Sorrentini (500 s.m.) lo sguardo spazia su tutto il golfo e sui monti fino all'Etna.
Società
[modifica | modifica wikitesto]Evoluzione demografica
[modifica | modifica wikitesto]Abitanti censiti[53]

Tradizioni e folclore
[modifica | modifica wikitesto]Il culto di Santa Febronia di Patti e altre tradizioni religiose
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Secondo un'antica tradizione, negli anni tramandata dalla chiesa pattese, esisterebbe una Santa Febronia nativa proprio di Patti, che nulla avrebbe a che vedere la storia della martire Febronia di Nisibis. Alcuni agiografi moderni hanno negato ogni fondamento storico a questa presunta santa omonima originaria di Patti che viene venerata anche a Minori, in provincia di Salerno, con il nome di Trofimena, confermando che in realtà si tratterebbe della santa originaria di Nisibis, in Siria. Ad ogni modo, i pattesi da secoli riconoscono la propria santa protettrice in Santa Febronia, definita "patrona e concittadina". La tradizione devozionale, diffusa per via orale, parla della giovinetta Febronia che visse agli inizi del IV secolo d.C. e subì il martirio sotto l'imperatore Diocleziano. Pur appartenendo ad una famiglia agiata di origine pagana, conobbe la fede cristiana e fu battezzata dal vescovo S. Agatone ad una fonte, divenuta poi miracolosa, situata in una località detta per questo "Acqua Santa". La giovane Febronia, abbandonato il paganesimo, si consacrò a Cristo Gesù facendo voto di verginità e, a causa di questa scelta, dovette subire angherie di ogni genere da parte del padre, che già aveva in serbo per lei altri progetti di vita. Per sfuggire infine alla collera paterna si nascose presso le grotte del Mons Iovis, presso l'attuale località di Mongiove. Ma il padre, scopertone il rifugio, la raggiunse e, accecato dall'odio per la fede cristiana, la uccise gettandone il corpo in balia delle onde. Il corpo della martire, trasportato prodigiosamente dal mare, fu rinvenuto da una lavandaia sulla spiaggia di Minori. Da qui la devozione verso la nostra Santa si diffuse rapidamente fra gli abitanti della regione che, per quanto l'abbiano chiamata Trofimena a causa di alterne vicende storiche, ne hanno sempre affermato il legame la cittadina pattese. A Patti, in un'artistica urna d'argento conservata nella cattedrale di San Bartolomeo, si custodiscono diverse reliquie della santa, donate in più occasioni dai minoresi.[54]
Secondo le cronache cittadine più volte, nel corso dei secoli, i pattesi invocarono l'aiuto e l'intercessione di santa Febronia; tra queste occasioni si ricordano: la liberazione dalla peste (nel XVI secolo d.C.), la liberazione dalla tirannia di Ascanio Anzalone nel 1656 e la protezione della popolazione in occasione dei violenti terremoti del 1693, 1908 e 1978.
Ogni anno, il 5 luglio, la cittadina pattese onora la sua santa patrona con i festeggiamenti solenni organizzati dalla curia vescovile, dalla parrocchia cattedrale e dall'amministrazione comunale. Santa Febronia, viene ovviamente annoverata tra i santi protettori della diocesi di Patti.
Istituzioni, enti e associazioni
[modifica | modifica wikitesto]Istruzione
[modifica | modifica wikitesto]- Istituto comprensivo 2 "Luigi Pirandello"
- Istituto comprensivo 3 "Giuseppe Lombardo Radice" - "Vincenzo Bellini"
- Liceo classico-scientifico-linguistico "Vittorio Emanuele III"
- Istituto d'istruzione superiore "Borghese-Faranda" (3 sezioni: tecnico-commerciale, tecnologico-industriale, agraria, liceo scientifico internazionale con orientamento lingua cinese) nato dalla fusione dell'ITGC "Ferdinando Borghese" e dell'IIS "Gepy Faranda"
- Liceo delle scienze umane "San Luigi" già Istituto magistrale (paritario)
- Istituto professionale alberghiero "Alessandro Volta" (paritario)
- Seminario vescovile di Patti
- Istituto teologico diocesano "Mons. Angelo Ficarra" (all'interno sede staccata Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Messina)
- Varie associazioni culturali e ricreative
- Club service come il Rotary e i Lions.
Sanità
[modifica | modifica wikitesto]- Ospedale "Barone Ignazio Romeo"
- ASP Azienda Sanitaria Provinciale - Distretto di Patti (ex USL n. 46 di Patti)
Giustizia e Forze dell'ordine
[modifica | modifica wikitesto]- Tribunale ordinario civile e penale di Patti
- Procura della Repubblica presso il Tribunale di Patti
- Ufficio del Giudice di pace
- Commissariato di Pubblica Sicurezza
- Comando Compagnia dei Carabinieri di Patti
- Tenenza di Guardia di Finanza di Patti
- Corpo Forestale- Distaccamento di Patti
- Vigili del fuoco- Distaccamento provinciale di Patti
- Capitaneria di Porto - Delegazione di spiaggia di Patti
Altri uffici e istituzioni
[modifica | modifica wikitesto]- Servizio Turistico Regionale - Unità Operativa di Patti e Tindari (ex Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo)
- Agenzia delle Entrate - ufficio territoriale di Patti
- INPS - agenzia di produzione di Patti
- INPDAP - ufficio di Patti
- Genio civile - ufficio periferico di Patti
- Consorzio intercomunale Tindari-Nebrodi
- Azienda Regionale Foreste Demaniali - Distaccamento di Patti
- SIAE - mandataria di Patti
Patti nel XXI secolo
[modifica | modifica wikitesto]Rinomata località turistica, ha 12 km di costa interamente balneabili formati da sabbie, faraglioni e grotte. Il lungomare di Marina, lungo circa due chilometri, è una piacevole passeggiata all'ombra di palme e pini a ridosso dell'ampia spiaggia, dotata, nel periodo estivo, di numerosi lidi balneari. Patti è famosa anche per le ceramiche sia d'arte, sia d'uso; oltre ad un grande stabilimento esistono numerosi laboratori in cui è possibile acquistare oggetti realizzati da artigiani locali. Patti è sede vescovile con giurisdizione su 41 comuni (da Oliveri a Tusa). Ospita il Tribunale ordinario civile e penale e la Procura della Repubblica entrambi a servizio di tutto il comprensorio dei Nebrodi da Falcone a Tusa; una sede staccata dell'università di Messina delle facoltà di Giurisprudenza e Scienze della formazione), l'Istituto di formazione teologica per i laici, sezione della Pontificia Università della Santa Croce e il Seminario vescovile; il commissariato di P.S., il comando di compagnia dei carabinieri, la Tenenza della Guardia di Finanza, l'Agenzia delle entrate; la Delegazione dell'ispettorato regionale dell'agricoltura; la sede distaccata della Capitaneria di porto, un distaccamento dei Vigili del Fuoco; l'INPS; l'INPDAP; il Genio civile; il Servizio turistico regionale (ex Azienda soggiorno e turismo di Patti e Tindari); vari istituti scolastici medi superiori e numerosi altri uffici pubblici. Patti è sede dell'omonimo distretto sanitario e dell'ospedale "Barone Ignazio Romeo", attrezzato nosocomio generale con svariati reparti di alta specializzazione.
Cultura
[modifica | modifica wikitesto]Media
[modifica | modifica wikitesto]Stampa
[modifica | modifica wikitesto]A Patti, attualmente, viene pubblicato un mensile d'informazione locale: In Cammino.
Radio
[modifica | modifica wikitesto]A Patti c'è la sede della storica emittente radiofonica radio Marconi, poi diventata Radio Amore Messina. Presente anche Radio Tindari, emittente radiofonica ufficiale della Diocesi di Patti con sede presso il Santuario della Madonna Nera.
Televisione
[modifica | modifica wikitesto]In passato Patti è stata sede anche di due emittenti televisive di genere commerciale, TelePatti e Rete 6, tra le più importanti e storiche del messinese.
Cucina
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La cucina tipica pattese oltre a presentare le caratteristiche e i piatti tipici della gastronomia siciliana offre alcune specialità davvero uniche, specialmente nell'ambito della pasticceria. Specialità culinarie pattesi sono i piatti di mare a base di pesce azzurro come le acciughe a beccafico o marinate. Altri prodotti da gustare sono le tipiche granite (limone, fragola e panna, caffè, nocciola, mandorla, kiwi ecc.) da gustare con brioches calde a colazione; la rosticceria (soprattutto gli arancini con sugo, al burro e alla norma); la pignolata; u piscistoccu a ghiotta (ovvero il pescestocco alla messinese). A Tindari, oltre alla tipica càlia, che si prepara tostando dei ceci, e simenza, che invece, si ricava dai semi di zucca secchi, che subiscono la stessa preparazione della calia, vengono prodotte le cosiddette "collane" di nocciole.
Pasticciotti di carne e Cardinali
[modifica | modifica wikitesto]Vera specialità dolciaria della cucina pattese sono i pasticciotti di carne e i cardinali. Le origini di queste ricette affondano nella tradizione dolciaria dell'antico monastero di Santa Chiara, meglio conosciuto come monastero della Sacra Famiglia, fondato a Patti nel 1407 dal vescovo Filippo Ferrerio. Nelle cucine del monastero venivano preparati questi dolci le cui ricette sono state tramandate poi dalle giovani che lo frequentavano fino alle ultime generazioni di pasticceri pattesi (tra questi le famiglie Galante e Aiello).[55] I pasticciotti di carne sono dei dolci con un ripieno particolare contenente carne di vitellina, mandorle tostate, spezie e aromi. Esternamente si presentano di forma tonda, ricoperti da abbondante zucchero al velo e con sulla sommità un decoro a base di zucchero cristallino rosso. Si tratta di una vera specialità, infatti sono rarissime le preparazioni dolciarie in Sicilia che presentino come ingrediente principale la carne di vitella. Il sapiente amalgama di mandorle e aromi rende il sapore del ripieno davvero particolare. I cardinali sono invece dei dolci a base di mandorla ricoperti da una glassa bianca e con decorazioni di zucchero cristallino rosso (secondo la tradizione tre striature fatte in senso trasversale sulla sommità). Questi due dolci tipici vengono ancora prodotti secondo l'antica ricetta (o con qualche variazione) e venduti nelle principali pasticcerie della cittadina. Altri dolci e biscotti tipici sono: le friciulette (o nuvolette), le cudduredde, le zuccarate e gli ossi 'i mortu (o scardellini), questi ultimi tipici del periodo della ricorrenza di Ognissanti e del 2 novembre.
Vino Mamertino DOC
[modifica | modifica wikitesto]Patti, insieme a pochi altri comuni dell'area tirrenica messinese, è zona di produzione del Mamertino, un vino DOC istituito con decreto dello 03/09/2004 pubblicato sulla gazzetta ufficiale dell'11/09/04 n 214. Il Mamertino, insieme al Faro e alla Malvasia delle Lipari, rappresenta l'eccellenza riconosciuta della produzione vitivinicola della provincia di Messina.[56]
Olio d'oliva Valdemone DOP
[modifica | modifica wikitesto]Il territorio pattese, per la sua felice posizione e il clima mite, è sempre stato vocato alla coltivazione dell'olivo e alla produzione dell'olio extravergine.
Eventi
[modifica | modifica wikitesto]Il Festival di Tindari, uno dei più antichi d'Italia e, chiaramente, della Sicilia, nasce nel 1956, con la riapertura al pubblico, dopo secoli di silenzio scenico, del Teatro Greco Romano di Tindari e la rappresentazione dell'Aiace di Sofocle, per la regia di Michele Stilo.
Negli anni il festival è diventato uno degli eventi più seguiti della stagione estiva siciliana ospitando il meglio del teatro italiano, della musica nazionale e internazionale e aprendosi a collaborazioni con i maggiori teatri italiani di lirica e prosa; a Tindari sono stati ospiti i nomi più prestigiosi del teatro e della musica.
Gli spettacoli a Tindari, che si tengono prevalentemente nei mesi di luglio e agosto, nel tempo hanno assunto sempre più le caratteristiche di un vero e proprio festival, sin dalla prima direzione artistica di Massimo Piparo (1995).
Dal 1996 al 2000 è Paolo Gazzara ad assumere la guida del festival. Nel 2004 la rassegna è stata arricchita da una nuova sezione dedicata al teatro di ricerca.
La rassegna, organizzata dalla Città di Patti e dall'Assessorato Regionale del Turismo, è inserita nel calendario regionale delle manifestazioni e, dal 2012, assume il nome ufficiale di Tindari Festival sotto la direzione artistica di Anna Ricciardi che ha inserito una sezione di musica lirica e la sezione "Palcoscenico Aperto" con la rappresentazione di alcuni spettacoli anche in altri luoghi storico-monumentali della città di Patti.
Nel 2018 si aggiunge anche uno speciale evento, Tyndaris Augustea, riconosciuto nel 2019 come evento di grande richiamo turistico: si tratta di un evento teatrale itinerante che si svolge all'interno del Parco Archeologico di Tindari ed ha come tema conduttore il racconto mitico della Tindari Antica. Dal 2010 si svolge annualmente la Notte per la Cultura[57][58], manifestazione, classificabile come Notte bianca, che ha l'obiettivo di far conoscere e promuovere il centro storico di Patti organizzando in una serata del mese di agosto visite guidate gratuite per gruppi di visitatori, durante le quali vi è la possibilità di ascoltare la storia dei luoghi attraversati, di visitare luoghi storico-monumentali, mostre e installazioni, allestite per l'occasione, e di assistere a performance artistiche (teatrali, musicali, di danza). La Notte per la Cultura si è caratterizzata per alcuni aspetti sicuramente innovativi; è probabilmente la prima manifestazione in Sicilia a far uso di elementi digitali per migliorare l’esperienza del visitatore; sin dal 2010 è stato utilizzato un QR-Code per far visualizzare sugli smart phone dei visitatori una mappa digitale interattiva dove poter seguire la manifestazione attingendo ad informazioni supplementari costituite da immagini con didascalie, video e, successivamente, dal 2014, con la possibilità per il visitatore di geolocalizzarsi tra i luoghi visitati.
Dal 2014 nel Golfo di Patti si svolge la manifestazione musicale Indiegeno Fest in diverse location: Patti Marina, centro storico di Patti (in alcune edizioni in coincidenza con la Notte per la Cultura), Teatro Greco di Tindari e Riserva di Marinello. Negli anni hanno partecipato diversi artisti del panorama nazionale, tra cui Carmen Consoli, Tosca, Daniele Silvestri, Niccolò Fabi, Afterhours, Eugenio Finardi, Boosta, Luca Barbarossa, Carl Brave, Franco126, The Zen Circus e Levante. La manifestazione ha vinto due volte il riconoscimento del MEI come miglior festival Italiano nel 2015 e nel 2017.
Altre manifestazioni importanti sono:
Il Gran carnevale storico Pattese, prima edizione nel 1962, delle cui origini si ha notizia già nel XVI e XVII sec. (Pitrè)
Tante sono le feste religiose esterne: La festa della patrona santa Febronia che ricorre l'ultima domenica di luglio; la processione delle varette che si volge il venerdì santo, durante la quale vengono portate a spalla dai giovani della città per le strette vie del centro storico, undici complessi statuari artistici di pregevole fattura in legno. La processione della Madona Annunziata che vede sfilare anche dei bambini (angioletti) e delle bambine (verginelle) carichi d'oro.
Geografia antropica
[modifica | modifica wikitesto]Urbanistica
[modifica | modifica wikitesto]Importante e ricco di monumenti il centro storico, che mantiene intatto il tessuto viario medievale. Sono ancora visibili i resti della terza cinta muraria (XIV secolo), una delle sei porte dello stesso periodo ed una porta della seconda cinta (XI secolo). Numerosi i musei, le chiese e i palazzi, che racchiudono opere d'arte del Serpotta, del Gagini, del Catalano, del Novelli, A. De Saliba, Guglielmo Borremans, Antonio Vanella e di altri ancora.
Nel territorio di Patti si trovano i resti dell'antica Tyndaris (IV secolo a.C.) con il famoso teatro greco; nel centro cittadino quelli della villa romana (III secolo d.C.), con pregevoli mosaici; di una vasta necropoli con tombe a grotticelle in contrada Monte (X-VIII secolo a.C.). In contrada San Cosimo sono stati rinvenuti reperti risalenti al XXII/XX secolo a.C. e due necropoli una del IX secolo con tombe a grotticelle ed un'altra con tombe a cappuccino sul limitrofo monte della vigna. Inoltre è interessata da presenze archeologiche tutta la zona a valle del nuovo ospedale (Acquafico).
Frazioni
[modifica | modifica wikitesto]Patti Marina
[modifica | modifica wikitesto]Nato come borgo marinaro in cui erano floride le attività legate alla pesca e alla produzione di ceramiche, grazie alla presenza di molte fornaci sul territorio, la Marina è integrata nel tessuto urbano cittadino. Caratterizzata da un lungomare e ampie spiagge, la zona di Patti Marina è frequentata meta turistica soprattutto nei mesi estivi oltre ad essere fonte di attrazione per i più giovani vista la presenza di numerose attività ricettive, ritrovi e luoghi d'intrattenimento.
Amministrazione
[modifica | modifica wikitesto]Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.
| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 27 giugno 1988 | 16 novembre 1992 | Vincenzo Musmeci | Democrazia Cristiana | Sindaco | [59] |
| 16 novembre 1992 | 7 giugno 1993 | Remo Addamo | Democrazia Cristiana | Sindaco | [59] |
| 8 giugno 1993 | 15 dicembre 1997 | Salvatore Olivo | Partito Democratico della Sinistra | Sindaco | [59] |
| 15 dicembre 1997 | (sfiduciato) 4 febbraio 2000 | Salvatore Olivo | centro-sinistra | Sindaco | [59] |
| febbraio 2000 | novembre 2000 | Commissario straordinario | Sindaco | [59] | |
| 11 dicembre 2000 | 13 giugno 2006 | Giuseppe Venuto | centro-sinistra | Sindaco | [59] |
| 13 giugno 2006 | 14 giugno 2011 | Giuseppe Venuto | centro-sinistra | Sindaco | [59] |
| 14 giugno 2011 | 5 giugno 2016 | Giuseppe Mauro Aquino | coalizione civica | Sindaco | [59] |
| 5 giugno 2016 | 11 ottobre 2021 | Giuseppe Mauro Aquino | coalizione civica | Sindaco | [59] |
| 11 ottobre 2021 | in carica | Gianluca Bonsignore | lista civica | Sindaco | [59] |
Gemellaggi
[modifica | modifica wikitesto]Altre informazioni amministrative
[modifica | modifica wikitesto]Il comune di Patti fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali: regione agraria n.8 (Colline litoranee di Patti)[60].
Sport
[modifica | modifica wikitesto]Dopo le recenti affermazioni che avevano consentito alla Pallacanestro Patti di raggiungere la terza serie nazionale di basket (B1), la medesima per sopravvenute difficoltà di carattere economico è sparita dal panorama cestistico di rilievo. Attualmente sono attivi il Patti Basket, squadra maschile, militante nel campionato di Divisione Regionale 1 e l'Alma Basket, squadra femminile, che milita nel campionato di serie A2.
Nel calcio, l'Unione Sportiva Pattese è arrivata a disputare il campionato di serie D, nella stagione 1979/80, per poi essere radiata. In seguito la Polisportiva Patti, rinominata Patti Calcio, è riuscita a conquistare il traguardo del Campionato Nazionale Dilettanti nella stagione 1996/1997, prima della radiazione. Attualmente a rappresentare i colori Cittadini vi sono la Nuova Rinascita Patti e il Comprensorio del Tindari, che disputano il campionato di Promozione 2025/2026, insieme al ricostituito Patti Calcio che disputa il campionato di Seconda Categoria 2025/2026.
Di Patti sono il campione d'Europa, con la maglia della Juventus, Michelangelo Rampulla e il pluri-campione del mondo di motocross Antonio Cairoli. Sono pure attive scuole di karate e di pugilato.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Dati Istat 2015, su demo.istat.it. URL consultato il 13 febbraio 2016 (archiviato dall'url originale il 26 gennaio 2021).
- 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
- ↑ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
- ↑ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
- ↑ Pagina 118 e seguenti, Abate Francesco Sacco, "Dizionario geografico del Regno di Sicilia", Dizionario geografico del Regno di Sicilia composto dall'abate Francesco... - Google Libri, Palermo, Reale Stamperia, 1800
- ↑ Patti, su Consorzio Tindari Nebrodi. URL consultato il 2 luglio 2026.
- ↑ Nino Lo Iacono, Nauloco e Diana Facellina. Un'ipotesi sul territorio di Patti fra mitologia, storia e archeologia, Messina, Antonio Siciliano Editore.
- ↑ Michele Fasolo, Tyndaris e il suo territorio. I. Introduzione alla carta archeologica del territorio di Tindari, Roma, GB EditoriA, 2013, ISBN 9788890875519.
- ↑ Michele Fasolo, Tyndaris e il suo territorio. II. Carta archeologica del territorio di Tindari e materiali, Roma, GB EditoriA, 2014, ISBN 9788890875526.
- ↑ Nino Lo Iacono, Nauloco e Diana Facellina. Un'ipotesi sul territorio di Patti fra mitologia, storia e archeologia, Messina, Antonio Siciliano Editore.
- ↑ Michele Fasolo, Tyndaris e il suo territorio. I. Introduzione alla carta archeologica del territorio di Tindari, Roma, GB EditoriA, 2013, ISBN 9788890875519.
- ↑ Michele Fasolo, Tyndaris e il suo territorio. II. Carta archeologica del territorio di Tindari e materiali, Roma, GB EditoriA, 2014, ISBN 9788890875526.
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- ↑ Michele Fasolo, Tyndaris e il suo territorio. I. Introduzione alla carta archeologica del territorio di Tindari, Roma, GB EditoriA, 2013, ISBN 9788890875519.
- ↑ Maria Costanza Lentini, La Villa romana di Patti Marina, Regione Siciliana - Assessorato dei beni culturali.
- ↑ Michele Fasolo, Tyndaris e il suo territorio. I. Introduzione alla carta archeologica del territorio di Tindari, Roma, GB EditoriA, 2013, ISBN 9788890875519.
- ↑ Nino Lo Iacono, Nauloco e Diana Facellina. Un'ipotesi sul territorio di Patti fra mitologia, storia e archeologia, Messina, Antonio Siciliano Editore.
- ↑ Hiroshi Takayama, The Administration of the Norman Kingdom of Sicily, Leida, Brill, 1993, ISBN 9789004098657.
- ↑ Jean-Marie Martin, La Sicilia normanna, Palermo, Sellerio.
- ↑ Ferdinando Maurici, Castelli medievali in Sicilia. Dai Bizantini ai Normanni, Palermo, Sellerio, 1992.
- ↑ Vito Amico, Dizionario topografico della Sicilia, Palermo.
- ↑ Michele Fasolo, Tyndaris e il suo territorio. I. Introduzione alla carta archeologica del territorio di Tindari, Roma, GB EditoriA, 2013, ISBN 9788890875519.
- ↑ Konrad Eubel, Hierarchia Catholica Medii Aevi, I, Monasterii, Regensberg.
- ↑ Gaetano Zito, Le diocesi di Sicilia dalle origini ai nostri giorni, Palermo, Conferenza Episcopale Siciliana.
- ↑ Ferdinando Maurici, L'insediamento medievale nella Sicilia normanna, Palermo, Sellerio.
- ↑ David Abulafia, Federico II. Un imperatore medievale, Torino, Einaudi.
- ↑ Henri Bresc, Un monde méditerranéen. Économie et société en Sicile (1300-1450), Roma, École française de Rome, 1986.
- ↑ Salvatore Tramontana, Il Regno di Sicilia. Uomo e natura dall'XI al XIII secolo, Torino, Einaudi, 1999.
- ↑ Clifford R. Backman, The Decline and Fall of Medieval Sicily, Cambridge University Press, 1995.
- ↑ Francesco San Martino De Spucches, La storia dei feudi e dei titoli nobiliari di Sicilia dalle loro origini ai nostri giorni, VI, Palermo, Scuola tipografica "Boccone del Povero", 1931.
- ↑ Vito Amico, Dizionario topografico della Sicilia, Palermo.
- ↑ Giuseppe Agnello, L'architettura normanna in Sicilia, Firenze, Sansoni.
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- ↑ Salvatore Tramontana, Storia della Sicilia, Palermo, Sellerio, 2000.
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- ↑ Orazio Cancila, Storia della Sicilia moderna, Laterza.
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- ↑ Maurizio Gangemi, La Sicilia contemporanea. Economia e società, Napoli, ESI.
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- ↑ Regione Siciliana - Assessorato dei beni culturali, Piano paesaggistico della provincia di Messina.
- ↑ Giovanni Sardo Infirri, Lo stemma della Città di Patti, in Timeto, n. 1, 1987.
- ↑ Patti, su Archivio Centrale dello Stato. URL consultato il 28 aprile 2024.
- ↑ Dati tratti da:
- Popolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (PDF), su ebiblio.istat.it, ISTAT.
- Popolazione residente per territorio – serie storica, su esploradati.censimentopopolazione.istat.it.
Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
- ↑ Santa Febronia di Patti | Santa Febronia di Nisibis - Febronia di Patti - Trofimena di Minori, su santafebronia.wordpress.com.
- ↑ Pasticciotti di Carne e Cardinali, le due specialità esclusive della pasticceria di Patti | Caffè Galante, su caffegalante.wordpress.com.
- ↑ Disciplinare del vino Mamertino Doc - Nero d'Avola, su stradadelvinomessina.it.
- ↑ Storia della Notte per la Cultura, su openpatti.wordpress.com.
- ↑ Cronaca della prima edizione di Notte per la Cultura nel 2010, su caffegalante.wordpress.com.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 http://amministratori.interno.it/
- ↑ GURS Parte I n. 43 del 2008, su gurs.regione.sicilia.it. URL consultato il 22 maggio 2014.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Filippo Irato, Patti nella storia, Spes 1976.
- Michele Spadaro, Cronaca di Patti dal XVI al XVIII secolo, Intilla Editore 2011.
- Benedetto Mazzara, Leggendario francescano, istorie de Santi, Beati, Venerabili..., Venezia, MDCCXXI
- Michele Fasolo, Tyndaris e il suo territorio I. Introduzione alla carta archeologica del territorio di Tindari, Roma 2013, ISBN 978-88-908755-1-9
- Michele Fasolo, Tyndaris e il suo territorio II. Carta archeologica del territorio di Tindari e materiali, Roma 2014, ISBN 978-88-908755-2-6
- (LA) Giovanni Crisostomo Sciacca, Patti e l'amministrazione del comune nel Medio Evo, Documenti per servire alla storia di Sicilia. Serie 2 6, Palermo, Scuola Tip. Boccone del Povero, 1907. URL consultato il 25 giugno 2015.
- Nino Lo Iacono, Nauloco e Diana Facellina; un'ipotesi sul territorio di Patti fra mitologia, storia e archeologia, A. Siciliano editore, Messina
Voci correlate
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Sito ufficiale, su comune.patti.me.it.
- Santa Febronia di Patti, su santafebronia.wordpress.com.
- La storia dei Pasticciotti di Carne e dei Cardinali, le due specialità esclusive della pasticceria di Patti, su caffegalante.wordpress.com.
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