Guizotia
Guizotia Cass., 1829[1] è un genere di piante angiosperme dicotiledoni della famiglia delle Asteraceae, sottofamiglia Asteroideae, tribù Millerieae e sottotribù Milleriinae.[2][3]
Etimologia
[modifica | modifica wikitesto]Il nome del genere è stato dato in onore di Pierre Guizot (1787–1874) storico e politico francese.[4]
Il nome scientifico del genere è stato definito dal botanico Alexandre Henri Gabriel de Cassini (1781-1832) nella pubblicazione "Dictionnaire des Sciences Naturelles, dans lequel on traite méthodiquement des différens êtres de la nature, considérés soit en eux-mêmes, d'aprés l'état actuel de nos connoissances, soit relativement à l'utilité quén peuvent retirer la médecine, l'agriculture, le commerce et les arts. Strasbourg. Edition 2'" (Dict. Sci. Nat., ed. 2. [F. Cuvier] 59: 237, 247-248) del 1829.[5]
Descrizione
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Guizotia abyssinica

Guizotia jacksonii

Guizotia abyssinica

Guizotia scabra
Portamento. Le specie di questo genere sono delle erbe annuali o perenni, ma anche degli arbusti o suffrutici.[6][7][8][9][4]
Fusto. La parte aerea in genere è eretta o strisciante, semplice o ramosa. Altezza media: 20-200 cm.
Foglie. Le foglie lungo il caule sono disposte in modo opposto (eventualmente sono alternate nella parte distale della pianta) e sono picciolate o perfogliate variamente alate o con auricole. La lamina ha una forma da lineare a lanceolata, ovata o deltata. La nervatura può essere triplinervata, qualche volta pentanervata, raramente con nervature di tipo pennato. I margini sono interi o dentati. La superficie è glabra o pubescente anche per ghiandole punteggiate (almeno nella parte abassiale della foglia).
Infiorescenza. Le sinflorescenze sono composte da capolini disposti in posizione terminale, sono solitari o raggruppati in cime corimbose. I capolini, di tipo radiato, sono formati da un involucro, con forme da emisferiche a campanulate, composto da 10-13 brattee dimorfe e persistenti, al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori di due tipi: fiori del raggio e fiori del disco. Le brattee esterne (5-6) sono ampie, erbacee, quelle più interne sono brevi e strette con consistenza da scariosa a membranacea; le brattee sono disposte su 2 serie. Il ricettacolo ha una forma convessa ed è provvisto di pagliette a protezione della base dei fiori; le pagliette possono avere la forma di un cappuccio con striature rossastre. Diametro degli involucri: 10-15 mm.
Fiori. I fiori sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Si distinguono in:
- fiori del raggio (esterni): da 6 a 18; sono femminili e fertili; la forma è ligulata (zigomorfa);
- fiori del disco (centrali): sono più numerosi (oltre 100) con forme brevemente tubulose e attinomorfe; sono ermafroditi.
- */x K , [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio[10]
- fiori del raggio: la forma della corolla alla base è più o meno tubulosa-imbutiforme, mentre all'apice è ligulata con tre lobi; le corolle sono colorate di giallo;
- fiori del disco: la forma è tubulare; i tubi sono corti e le gole hanno una forma a imbuto o campanulata; la parte apicale ha 5 lobi (raramente sono tetrameri) con forme variabili da delta a lanceolate-ovali; i colori sono giallo con canali di resina rossi.
- Androceo: l'androceo è formato da 5 stami con filamenti liberi e antere saldate in un manicotto circondante lo stilo. Le appendici delle antere sono ovate e possono avere tricomi ghiandolari. Le teche delle antere sono scure. Il tessuto dell'endotecio delle teche delle antere ha per lo più degli ispessimenti polari (raramente sono radiali). Il polline è sferico con un diametro medio di circa 25 micron; è tricolporato (con tre aperture sia di tipo a fessura che tipo isodiametrica o poro) ed è echinato (con punte sporgenti).
- Gineceo: l'ovario è infero uniloculare formato da 2 carpelli. Lo stilo è unico e con due stigmi nella parte apicale. Gli stigmi dei fiori del disco sono fusi insieme oppure divergenti con superfici stigmatiche parallele; quelli dei fiori del raggio sono sempre divergenti. Le appendici sono da assenti a ben sviluppate con superficie papillosa.
Frutti. I frutti sono degli acheni privi di pappo. La forma dell'achenio è compressa oppure obcompressa, può essere anche prismatica con 4 angoli; la superficie è nera e glabra (a volte lucente).
Biologia
[modifica | modifica wikitesto]Riproduzione . Questa specie si riproduce per impollinazione tramite il vento (impollinazione anemogama) o insetti.
Dispersione. La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria) o da altri animali (zoocoria); gli uncini delle brattee dell'involucro si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta.
Distribuzione e habitat
[modifica | modifica wikitesto]Le specie di questo genere sono distribuite in Africa (aree equatorali); altrove è introdotta e naturalizzata.[3]
Sistematica
[modifica | modifica wikitesto]La famiglia delle Asteraceae (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite in 1720 generi.[11] La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.[2][8][9]
Specie
[modifica | modifica wikitesto]Il genere comprende 7 specie:[3]
- Guizotia abyssinica (L.f.) Cass.
- Guizotia arborescens Friis
- Guizotia jacksonii (S.Moore) J.Baagøe
- Guizotia scabra (Vis.) Chiov.
- Guizotia schimperi Sch.Bip.
- Guizotia villosa Sch.Bip. ex A.Rich.
- Guizotia zavattarii Lanza
Sinonimi
[modifica | modifica wikitesto]Sono elencati alcuni sinonimi per questa entità:[3]
- Ramtilla DC.
- Veslingia Vis.
Filogenesi
[modifica | modifica wikitesto]La sottoribù Milleriinae, all'interno della tribù, occupa un clade insieme alla sottotribù Espeletiinae e presenta alcune caratteristiche particolari: le brattee dell'involucro sono dimorfiche, gli acheni sono glabri e privi di pappo, inoltre gli acheni dei fiori del raggio non sono racchiusi dalle brattee più interne dell'involucro.[9]
Le affinità tassonomiche del genere Guizotia sono problematiche; il genere in precedenti trattazioni è stato collocato nelle Coreopsidinae, Melampodiinae e Verbesininae.[4] Un recente studio[12] ha tuttavia dimostrato che alcune specie delle sottotribù Verbesininae e Coreopsidinae sono filogeneticamente distanti da Guizotia. Lo studio ha inoltre posizionato le specie del genere di questa voce nel "core" della sottotribù, e all'interno del genere sono stati individuati due subcladi evolutivi distinti.
Alcuni caratteri distintivi del genere:[9]
- le brattee più esterne dell'involucro sono ampie, con forme spiraleggianti o simili a un cappuccio;
- sia le brattee dell'involucro che le pagliette del ricettacolo sono striate di rossastro;
- le piante sono relative alle zone tropicali dell'Africa.
Il numero cromosomico delle specie di Guizotia è: 2n = 30.[4]
Specie spontanee italiane
[modifica | modifica wikitesto]Elenco delle specie presenti in Italia:[3][13]
- Guizotia abyssinica (L.f.) Cass. - Guizotia: l'altezza massima della pianta è di 1-2 m; il ciclo biologico è annuo; la forma biologica è terofita scaposa (T scap); il tipo corologico è Africa Orientale (Etiopia); l'habitat tipico sono gli incolti e i ruderi; in Italia è una specie rara ma presente più o meno su tutto il territorio fino ad una quota di 600 m s.l.m..
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ (EN) Guizotia Cass., su The International Compositae Alliance (TICA). URL consultato il 9 luglio 2026 (archiviato il 9 luglio 2026).
- 1 2 (EN) The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 181, n. 1, 2016, pp. 1–20.
- 1 2 3 4 5 (EN) Guizotia, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 18 marzo 2026.
- 1 2 3 4 (EN) Guizotia, su www.eFloras.org, Flora of North America. URL consultato il 9 luglio 2026 (archiviato l'11 aprile 2009).
- ↑ (EN) The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato l'8 luglio 2026.
- ↑ Strasburger 2007, pag. 860
- ↑ Judd 2007, pag.517
- 1 2 Funk & Susanna 2009, pag. 705.
- 1 2 3 4 Kadereit & Jeffrey 2007, pag. 489.
- ↑ Judd 2007, pag. 520.
- ↑ (EN) Accepted genera of Asteraceae, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 22/02/2026.
- ↑ (EN) Mulatu Geleta, Endashaw Bekele, Kifle Dagne e Tomas Bryngelsson, Phylogenetics and taxonomic delimitation of the genus Guizotia (Asteraceae) based on sequences derived from various chloroplast DNA regions, in Plant Systematics and Evolution, vol. 289, 2010, pp. 77-89.
- ↑ Pignatti 2018, vol. 3, pag. 802
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Joachim Walter Kadereit e Charles Jeffrey, The Families and Genera of Vascular Plants, Volume VIII. Asterales, Berlin, Heidelberg, 2007.
- (EN) Victoria "Vicki" Ann Funk, Alfonso Susanna, Tod F. Stuessy e Randall J. Bayer, Systematics, Evolution, and Biogeography of Compositae (PDF), Vienna, International Association for Plant Taxonomy (IAPT), 2009, ISBN 978-3-9501754-3-1 (archiviato il 17 agosto 2025).
- Judd S.W. et al., Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN 978-88-299-1824-9.
- Eduard Strasburger, Trattato di Botanica. Volume secondo, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, ISBN 88-7287-344-4.
- (EN) Alfonso Susanna, Bruce G. Baldwin, Randall J. Bayer, José Mauricio Bonifacino, Núria Garcia-Jacas, Sterling C. Keeley, Jennifer R. Mandel, Santiago Ortiz, Harold Robinson e Tod F. Stuessy, The classification of the Compositae: A tribute to Vicki Ann Funk (1947–2019), in Taxon, vol. 69, n. 4, 2020, pp. 807-814 (archiviato il 26 febbraio 2025).
- (EN) Jennifer R. Mandel, Rebecca B. Dikow, Carolina M. Siniscalchi, Ramhari Thapa, Linda E. Watson e Victoria Ann “Vicki” Funk, A fully resolved backbone phylogeny reveals numerous dispersals and explosive diversifications throughout the history of Asteraceae, in PNAS - Proceedings of the National Academy of Sciences, vol. 116, n. 28, 17 giugno 2019, pp. 14083-14088 (archiviato il 26 gennaio 2025).
- (EN) Caifei Zhang, Chien-Hsun Huang, Mian Liu, Yi Hu, Jose L. Panero, Federico Luebert, Tiangang Gao e Hong Ma, Phylotranscriptomic insights into Asteraceae diversity, polyploidy, and morphological innovation, in Journal of Integrative Plant Biology (JIPB), vol. 63, n. 7, 2021, pp. 1273-1293 (archiviato il 15 giugno 2025).
- Sandro Pignatti, Flora d'Italia, Bologna, Edagricole, 1982, ISBN 88-506-2449-2.
- Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Seconda edizione., Bologna, Edagricole, 2018.
- (EN) Fabio Conti, Giovanna Abbate, Alessandro Alessandrini e Carlo Blasi, An annotated checklist of the Italian vascular flora, Roma, Palombi Editore, 2005, ISBN 88-7621-458-5 (archiviato il 24 febbraio 2022).
- David Aeschimann, Konrad Lauber, Daniel Martin Moser e Jean Paul Theurillat, Flora alpina, 3 volumi, Bologna, Zanichelli, 2004, ISBN 978-8808071590 (archiviato il 30 giugno 2024).
- Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta, Milano, Federico Motta Editore, 1960.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Guizotia
Wikispecies contiene informazioni su Guizotia
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Guizotia, su Catalogue of Life.
- (EN) Guizotia, su gbif.org, Global Biodiversity Information Facility.
- (EN) Guizotia, su npgsweb.ars-grin.gov.
- (EN) Guizotia, su International Plant Names Index.
- (EN) Guizotia, su ITIS.
- (EN) Guizotia, su WoRMS.
| Controllo di autorità | J9U (EN, HE) 987007547023105171 |
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