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Afidna

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Afidna
Afidne
Afidna
Mura dell'acropoli di Afidne
Informazioni generali
Nome ufficiale(GRC) Ἄφιδνα
(GRC) Ἀφίδναι
Dipendente da
Amministrazione
Forma amministrativaDemo
Rappresentanti16 buleuti
Cartografia
BERJAYA
Afidna è in alto a destra

Afidna (in greco antico Ἄφιδνα?, Áphidna) o Afidne (in greco antico Ἀφίδναι?, Aphídnai) era un demo dell'Attica distante più di 120 stadi da Atene (circa la metà di Maratona e un po' meno di Decelea), situato tra Decelea e Ramnunte.[1]

Ad Afidna secondo la mitologia il re di Atene Teseo portò Elena dopo averla rapita, affidandola all'amico Afidno, dal quale veniva fatto derivare il nome di Afidna; quando i Dioscuri invasero l'Attica per riprendere la sorella Elena, furono condotti ad Afidna (dagli abitanti di Decelea o dallo stesso Decelo, irritato dall'orgoglio di Teseo, secondo la versione di Erodoto[2]; da Academo secondo la versione di Plutarco[3]), riuscirono ad espugnare la roccaforte, la rasero al suolo e raggiunsero l'obiettivo di riportare a Sparta la sorella, prendendo come schiava anche la madre di Teseo, Etra.[4][5][6]

Strabone, citando Filocoro, afferma che Afidna era una delle dodici città fondate in Attica dal mitico re di Atene Cecrope,[7] e che in seguito Teseo aveva unito nella città di Atene.

Secondo William Martin Leake Afidna, arroccata sul monte Cotroni, in base ai ritrovamenti archeologici era probabilmente fortificata.

Nel 2001 Afidnes contava 2 543 abitanti.

  1. Demostene, Sulla corona, 38.
  2. Erodoto, 73.2, in Storie, IX.
    «Quando anticamente i Tindaridi, per riavere Elena, avevano invaso l’Attica con un grande esercito e mettevano sottosopra i demi, non sapendo dove fosse rifugiata Elena, si narra che allora i Decelei secondo alcuni, Decelo in persona secondo altri, indignato per la tracotanza di Teseo e temendo per la sorte dell’Attica intera, rivelò loro ogni cosa e li condusse ad Afidna, che Titaco, uno del luogo, consegnò a tradimento ai Tindaridi.»
  3. Plutarco, Teseo, 32.3, in Vite parallele.
    «Avendo i cittadini risposto che essi non l’avevano né sapevano dove fosse stata lasciata [Elena], [i Tindaridi] mossero guerra. Academo, allora, che in qualche modo era venuto a conoscere la cosa, indicò il suo nascondiglio in Afidne.»
  4. Plutarco, Teseo, 34.1, in Vite parallele.
    «Dicono che Etra, la madre di Teseo, fatta prigioniera, fu condotta a Sparta e che di là andò a Troia insieme con Elena.»
  5. Diodoro Siculo, Bibliotheca historica, IV, 63, 3-5.
  6. Pausania, I, 17, 5.
  7. Strabone, IX, 1, 20.
Fonti primarie
Fonti secondarie

Altri progetti

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Collegamenti esterni

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  • (EN) Aphidna, su ancientworlds.net. URL consultato il 27 ottobre 2020 (archiviato dall'url originale il 12 agosto 2014). (fonte usata)
Controllo di autoritàVIAF (EN) 5792152331610603260009
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