Starless and Bible Black
| Starless and Bible Black album in studio | |
|---|---|
| Artista | King Crimson |
| Pubblicazione | 29 marzo 1974 |
| Durata | 46:41 |
| Dischi | 1 |
| Tracce | 8 |
| Genere | Rock progressivo |
| Etichetta | Island |
| Produttore | King Crimson |
| Registrazione | gennaio 1974, AIR Studios, Londra (Regno Unito) |
| Formati | LP, MC, CD, download digitale, streaming |
| King Crimson - cronologia | |
| Singoli | |
| |
| Recensione | Giudizio |
|---|---|
| AllMusic |
Starless and Bible Black è il sesto album in studio del gruppo musicale britannico King Crimson, pubblicato il 29 marzo 1974 dalla Island Records.[1]
Descrizione
[modifica | modifica wikitesto]Sebbene fin dal loro esordio i King Crimson avessero sempre utilizzato i concerti come una sorta di laboratorio per sviluppare ed arrangiare i loro pezzi, nonché per crearli ex novo attraverso l'improvvisazione pura, quest'album è il loro primo a obbedire ad una strategia più radicale, che Fripp adotterà altre volte negli anni seguenti: trarre materiale inedito per un nuovo album direttamente dalle registrazioni dei concerti (con precedenza proprio alle improvvisazioni spontanee), abbattendo la separazione fra palco e sala d'incisione e creando di fatto un ibrido tra album dal vivo e album in studio, oltre a immortalare lo sforzo creativo nel momento stesso del suo prodursi, spirito fino ad allora più tipico del jazz che del rock, almeno tradizionalmente.
Su un totale di 46 minuti di durata dell'album, ben 34 sono registrati dal vivo in concerto e solo parte di questi venne successivamente sottoposta a "rifinitura" in studio di registrazione; più in dettaglio:
- The Great Deceiver e Lament sono gli unici due brani dell'album registrati integralmente in studio;[2]
- We'll Let You Know è un'improvvisazione registrata all'Apollo di Glasgow il 23 ottobre 1973 e non contiene sovraincisioni;
- The Mincer è un frammento estratto da una lunga improvvisazione registrata alla Volkshaus di Zurigo il 15 novembre 1973,[3] la parte vocale è sovraincisa in studio;
- Trio, Starless and Bible Black e Fracture furono tutti registrati al Concertgebouw di Amsterdam il 23 novembre 1973. Di essi, soltanto Fracture contiene qualche piccolo intervento di studio (per lo più rifacimenti di parti già presenti nella versione dal vivo) e dei tre è anche l'unico brano non improvvisato (poiché composto da Fripp) e, come tale, fu incluso stabilmente nel repertorio concertistico successivo.[4]
- I primi due minuti di The Night Watch, infine, sono tratti anch'essi dal concerto di Amsterdam, il resto della canzone è registrata in studio. Ciò è dovuto a un guasto tecnico al mellotron di Cross, che aveva reso il resto dell'incisione dal vivo inutilizzabile per l'album. La registrazione integrale è stata resa disponibile soltanto nel 1997 con l'uscita dell'album dal vivo The Night Watch.
Il titolo dell'album cita testualmente l'incipit del dramma Under Milk Wood di Dylan Thomas. La stessa frase ricorre nel testo del brano Starless, scartato da quest'album nella sua versione embrionale e pubblicato in forma ampliata alcuni mesi dopo, sul successivo Red.
Tracce
[modifica | modifica wikitesto]- Lato A
- The Great Deceiver – 4:02 (testo: Richard Palmer-James – musica: John Wetton, Robert Fripp)
- Lament – 4:00 (testo: Richard Palmer-James – musica: Robert Fripp, John Wetton)
- We'll Let You Know – 3:46 (musica: David Cross, Robert Fripp, John Wetton, Bill Bruford)
- The Night Watch – 4:37 (testo: Richard Palmer-James – musica: Robert Fripp, John Wetton)
- Trio – 5:41 (musica: David Cross, Robert Fripp, John Wetton, Bill Bruford)
- The Mincer – 4:10 (testo: Richard Palmer-James – musica: David Cross, Robert Fripp, John Wetton, Bill Bruford)
- Lato B
- Starless and Bible Black – 9:11 (David Cross, Robert Fripp, John Wetton, Bill Bruford)
- Fracture – 11:14 (Robert Fripp)
Formazione
[modifica | modifica wikitesto]Hanno partecipato alle registrazioni, secondo le note di copertina:[5]
- Gruppo
- David Cross – violino, viola, tastiera
- Robert Fripp – chitarra, mellotron, effetti
- John Wetton – basso, voce
- Bill Bruford – batteria, percussioni
- Produzione
- King Crimson – produzione
- Peter Henderson – assistenza tecnica
Classifiche
[modifica | modifica wikitesto]| Classifica (1974) | Posizione massima |
|---|---|
| Regno Unito[6] | 28 |
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ (EN) Sid Smith, HAPPY BIRTHDAY SABB, su DGM Live, 29 marzo 2024. URL consultato il 29 marzo 2024.
- ↑ Lament veniva già eseguita, nella sua forma definitiva, nei concerti precedenti l'incisione dell'album.
- ↑ L'improvvisazione di Zurigo è documentata nel cofanetto The Great Deceiver del 1992 con il titolo The Law of Maximum Distress ed è divisa in due segmenti, che costituiscono rispettivamente i minuti precedenti e seguenti la parte usata per The Mincer, la quale invece - nel cofanetto in questione - curiosamente viene omessa. La stessa traccia dell'album si conclude di colpo, poiché il nastro finì proprio durante l'improvvisazione in questione. Alcuni minuti di essa, quelli in cui il tecnico sostituiva la bobina, andarono così perduti.
- ↑ Altre versioni dal vivo di Fracture si trovano su The Great Deceiver e come bonus track su USA.
- ↑ (EN) Note di copertina di Starless and Bible Black, King Crimson, Island Records, ILPS 9275, LP, 1974.
- ↑ (EN) STARLESS AND BIBLE BLACK by KING CRIMSON, su Official Charts Company. URL consultato il 4 gennaio 2026.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Donato Zoppo, King Crimson. Islands - Testi commentati, Arcana, 2013.
- (EN) Sid Smith, In the Court of King Crimson, Helter Skelter, 2001, ISBN 9781900924269.
- Alessandro Staiti, Robert Fripp & King Crimson, Lato Side Editori, 1982.
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Bruce Eder, Starless and Bible Black, su AllMusic, All Media Network.
- (EN) Starless and Bible Black, su Discogs, Zink Media.
- (EN) Starless and Bible Black, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.
