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Porpora

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BERJAYA Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Porpora (disambigua).
Rosso porpora
Coordinate del colore
HEX#AE262B
sRGB1
(r; g; b)
(174; 38; 43)
CMYK2
(c; m; y; k)
(30; 100; 100; 0)
HSV
(h; s; v)
(358°; 78%; 68%)
Riferimento
Fantetti & Petracchi[1][2][3]
1: normalizzato a [0-255] (byte)
2: normalizzato a [0-100] (%)
Porpora di Tiro chiara
Coordinate del colore
HEX#4B0049
sRGB1
(r; g; b)
(75; 0; 73)
CMYK2
(c; m; y; k)
(50; 100; 0; 60)
HSV
(h; s; v)
(302°; 100%; 29%)
Riferimento
Gallego & Sanz[2][4][5]
1: normalizzato a [0-255] (byte)
2: normalizzato a [0-100] (%)
Porpora di Tiro
Coordinate del colore
HEX#31002F
sRGB1
(r; g; b)
(49; 0; 47)
CMYK2
(c; m; y; k)
(50; 100; 0; 80)
HSV
(h; s; v)
(302°; 100%; 19%)
Riferimento
Gallego & Sanz[2][4][5]
1: normalizzato a [0-255] (byte)
2: normalizzato a [0-100] (%)

La porpora è un pigmento di origine animale, conosciuto fin dall'antichità, la cui scoperta viene fatta risalire alla civiltà fenicia.[6]

Da essa deriva il colore porpora, termine che indica in realtà un'ampia gamma di tonalità che variano dal rosso (rosso porpora) al blu-viola (porpora di Tiro).

BERJAYA
Varie tinte di porpora e vari muricidi.

Il pigmento si estrae dal murice comune, un mollusco gasteropode appartenente alla famiglia dei Muricidi. Viene secreta da una ghiandola, come liquido vischioso di colore violaceo e già nell'antichità veniva utilizzata per la colorazione delle stoffe. In età imperiale rappresentava il colore per eccellenza.

In realtà, soprattutto all'epoca, la porpora poteva avere diverse sfumature di colore, in base alla preparazione. Il più ricercato era sempre il colore rosso porpora come conosciuto oggi, simile al colore del sangue e del fuoco. Per riuscire a tingere anche una sola veste occorrevano migliaia di esemplari.

Inoltre era un colore molto resistente ai lavaggi: era quindi preziosissima e solo in pochi potevano esibire in pubblico questo colore. Per lungo tempo fu riservata all'uso sacerdotale e regale, ma in seguito venne utilizzata anche dagli aristocratici romani per abbellire le proprie vesti. I primi a produrre la porpora furono i Fenici. La lavorazione della porpora costituì la fortuna delle città di Tiro e Sidone, quindi di numerose città greche, italiane, spagnole e nordafricane. Questa tecnica andò perduta, almeno in Europa, dal periodo che va dal pieno Medioevo al 1833, quando venne riscoperta da Bartolomeo Bizio[7].

Nella mentalità antica il colore è qualcosa di connaturato alle cose che lo possiedono; il nome porpora pertanto è stato dato alle secrezioni organiche dei molluschi, non tanto a una specifica lunghezza d'onda o a un qualsivoglia codice operativo; dire che una veste è "color porpora" può significare che è di un colore che, a seconda di come è trattata la secrezione, può andare da un arancione a un viola, passando per sfumature rosse o brunastre: porpora è quindi un "colore" a cui corrispondono molte "tinte" effettive e l'effetto del colore è in primo luogo quello di evocare meriti economici e spirituali[8].

In inglese e in altre lingue oggi purple (letteralmente "porpora") indica un colore viola, ovvero intermedio tra rosso e blu. L'origine di questo slittamento semantico è da ricercarsi nello Standard Color Card of America, pubblicato nel 1916, nel quale purple venne considerato una tonalità più intensa di violet e per tutte le tinte che sono mescolanze di rosso e violetto, ma non visibili nello spettro, fu scelta l'etichetta di purple.[9] Di converso, violet ha continuato a indicare il colore spettrale violetto corrispondente a una lunghezza d'onda di circa 380-450 nm[10].

Per antonomasia con la parola porporato si usa indicare il cardinale, prelato della chiesa cattolica,[11][12] anche se oggi i cardinali stessi vestono una tonalità di rosso chiamata rosso cardinale.

Nomi alternativi

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Il pigmento è anche noto come:

  • Ostro sidonio
  • Ostrum
  • Porpora di Bisanzio
  • Porpora di Palermo
  • Porpora di Tiro
  • Purpura
  • Purpurina
  • Tyria purpura
  1. Simona Fantetti e Claudia Petracchi, Il dizionario dei colori. Nomi e valori di quadricromia, Bologna, Zanichelli, ottobre 2001, ISBN 88-08-07995-3.
  2. 1 2 3 Free Color Converter, su nixsensor.com. URL consultato il 28 maggio 2018.
  3. RGB to HSV color conversion, su rapidtables.com. URL consultato il 16 maggio 2018.
  4. 1 2 (ES) Rosa Gallego e Juan Carlos Sanz, Guía de coloraciones, Madrid, Tursen / H. Blume, 2005, ISBN 84-89840-31-8.
  5. 1 2 Color conversion, su rapidtables.com. URL consultato il 28 maggio 2018.
  6. Porpora, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
  7. La riscoperta della porpora ad opera di Bartolomeo Bizio di F. Ghiretti, Atti del convegno di studio, La Porpora. Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti, 1998, pag 17-27, ISBN 88-86166-64-8.
  8. Riccardo Falcinelli, Porpora simbolico, in Cromorama, Torino, Einaudi, 2017, p. 67, ISBN 978-88-06-23593-2.
  9. Aloys John Maerz e M. Rea Paul, A Dictionary of Color, New York, McGraw-Hill Book Company, 1930, pp. 175-176, OCLC 1409005207.
  10. (EN) J. W. G. Hunt (1980). Measuring Color. Ellis Horwood Ltd. ISBN 0-7458-0125-0.
  11. porporato, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
  12. garzantilinguistica.it, https://www.garzantilinguistica.it/ricerca/?q=porporato.

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Collegamenti esterni

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