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Ponticelli

Coordinate: 40°51′45″N 14°19′48″E
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BERJAYA Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Ponticelli (disambigua).
Ponticelli
BERJAYA
Villa Romana
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione  Campania
CittàBERJAYA Napoli
CircoscrizioneMunicipalità VI
Data istituzione2 gennaio 1926
Codice postale80147
Superficie9,11 km²
Altitudine51 m s.l.m.
Abitanti52 284 ab.
Densità5 739,19 ab./km²
Nome abitantiponticellesi
Mappa dei quartieri di
Mappa dei quartieri di

Ponticelli è un quartiere di Napoli, situato nella zona orientale della città. Insieme ai quartieri di Barra e San Giovanni a Teduccio, costituisce la municipalità VI.

Confina a nord con i comuni di Casoria e Volla, a est con Cercola, a sud con il quartiere Barra e a ovest col quartiere Poggioreale.

«Sotto gli Angioini erano due villaggi contigui, uno detto Ponticellum magnum, e l'altro Ponticellum piczolum. [...] Dopo gli Angioini di questi due casali se ne formò uno solo, [...]»

A pochi chilometri dal centro di Napoli, si trovano i quartieri di San Giovanni a Teduccio, Barra e Ponticelli. Cadono in una zona fertilissima, un tempo bagnata dal fiume Sebeto e uno dei Regi Lagni, ove si estendevano i casali di Terzio, il nucleo più antico di Ponticelli, quelli di Ponticelli Minore e Maggiore, ognuno indipendente e con un proprio ricevitore o collettore fiscale, come attesta una pergamena notarile di acquisti di poderi agrari dell'anno 804 da parte dei monaci napoletani di San Sergio e Bacco, e attraversati da un ponticello in legno sul lagno in località Terzio.

I monaci nel 917 costruirono il primo mulino ad acqua per la macina del grano, un secondo mulino nel 949 e un terzo nel 951. Mantennero la proprietà dei fondi per molti anni, non essendoci feudatari come invece nei Casali limitrofi.

Nella zona, in località Tufarelli, sono state trovate tracce di insediamenti preesistenti, come la villa di Caius Olius Ampliatus.

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Basilica santuario di Santa Maria della Neve

La citazione più antica di una chiesa in zona Ponticelli è quella di chiesa di Santa Maria delle Grazie a Porchiano. Infatti, da un documento datato 10 giugno 994 si apprende dell'esistenza, nel casale di Porchiano, di una schola e di una chiesa dedicata a Santa Maria[2]: «[...] Gregorius filius q. Iohannis de Paulu [...] a Porclanum promittit d. Stephano ven. abbati monasterii Ss. Severini et Sossii [...] propter integrum fundum [che confinava] ab alio latere parte occidentis padule de illa schola et ecclesia S. Marie».[3]. La chiesa di S. Maria fu estaurita dal XII al XV secolo[4], gestita dalla confraternita laica dei Maestri Sellai di Napoli. Nel XVI sec. il Casale di Porchiano venne assorbito da quello di Ponticello e la chiesa divenne una cappella rurale.

Documenti storici testimoniano la presenza nella zona di antichi insediamenti romani e influenze religiose fenicie venute alla luce negli ultimi anni. Nel periodo della costruzione di palazzi presso via Bartolo Longo conseguente al terremoto dell'Irpinia del 1980 sono state rinvenute due ville rustiche, una delle quali completamente dissotterrata. Tale villa appartenente ad un discendente di un veterano di Silla, Caius Olius Ampliatus, era dedita alla produzione e commercio di cereali e vino. La villa in questione fu sepolta (è stato rinvenuto lo scheletro di un villano) in seguito all'eruzione del Vesuvio del 79 d.C.; probabilmente era una fattoria divisa in pars rustica e pars urbana. Nel sotterraneo di questa villa è stato ritrovato lo scheletro di un uomo in posizione rannicchiata con le mani sul volto, e un anello fuso su un dito (a causa della temperatura della lava incandescente). Costui era probabilmente uno schiavo di quarant'anni, sdentato (a causa della malnutrizione) e con diverse fratture, sorpreso dall'eruzione.

È a partire dall'XI secolo che compaiono le prime fonti storiche su "Ponticello", probabilmente solo un piccolo agglomerato di case rustiche con i loro fondi da coltivare.[5]

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Chiesa di Santa Croce

Nella prima metà del XIII secolo l'espansione dell'abitato vide anche la costruzione della più antica basilica-santuario vesuviana: la Basilica santuario di Santa Maria della Neve, che in seguito sarà abbellita da un gran numero di opere d'arte.

Le piccole amministrazioni dei 4 casali indipendenti risalgono al 1236. Bisognerà attendere il 1497 perché si uniscano divenendo un unico casale, Ponticelli.

Tra il XV e il XVI secolo il territorio risultava articolato in due siti urbani distinti, "Ponticellum magnum" e "Ponticellum parvum", che poi si fusero in un unico villaggio assumendo per questo la denominazione plurale di "Ponticelli" com'è documentato nella numerazione dei villaggi di Napoli del 1497.[6]

Nel 1628 il poeta napoletano Domenico Basile tradusse in napoletano la favola pastorale "Il Pastor Fido" scritta dal poeta Battista Guarini nel 1590, ambientandola nelle campagne di Porchiano.

Nel 1647 la popolazione di Ponticelli aveva raggiunto le 1 400 unità, in gran parte contadini, braccianti agricoli, artigiani, ecclesiastici.[7]

Nel 1782 l'avvocato Michele de Jorio protesse giuridicamente Ponticelli dalle ingerenze della chiesa di Napoli e del comune di Casavatore, tanto che fu acclamato quando ritornò in visita nel 1788 con il fratello don Giuseppe vescovo di Samaria, per benedire le nuove campane della chiesa della Madonna della Neve.

Ponticelli ha avuto un importante ruolo durante la rivoluzione napoletana del 1799: vi furono infatti eseguite le condanne a morte inflitte dai repubblicani a tredici uomini fedeli a Ferdinando IV.[8] Durante la Repubblica Napoletana del 1799, Ponticelli contava 4 183 abitanti. Il paese fu occupato dalla Compagnia di artiglieria da campagna del capitano Pietro Colletta, dopo che i popolani ebbero bruciato la bandiera giacobina e l'albero della Libertà, dopo aver assalito la guardia civica repubblicana.

BERJAYA
Ogni anno, nel mese di agosto, è tradizione popolare innalzare un carro in onore della Madonna di Ponticelli, la Madonna della Neve.

Colletta fucilò 13 ponticellesi presi che appoggiarono i sanfedisti il 13 giugno, le rivolte filo borboniche di Portici e di Barra, e confiscò la statua d'oro di San Rocco dalla chiesa. Una delegazione di ponticellesi ne richiese però fortemente la restituzione, come pure la liberazione di altri ostaggi. Il reparto repubblicano pensò dunque di ripiegare su Napoli.

Età contemporanea

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Nel corso dell'Ottocento, durante il periodo borbonico, l'amministrazione comunale di Ponticelli era composta da dieci decurioni ed era affiancata da una guardia urbana formata da 19 militi.

Nel 1861, in viale Margherita, fu istituita una caserma dei Carabinieri composta da cinque militari al comando di un maresciallo.

A seguito dell'eruzione del Vesuvio del 26 aprile 1872, il sindaco di Massa di Somma, Domenico Riccardi, tentò senza successo di annettere la contrada Petrone al proprio comune. Nel 1877 andò in porto, invece, l'aggregazione della Contrada Ponte della Cercola del Comune di San Sebastiano al Vesuvio e della Contrada Caravita del Comune di Pollena Trocchia al territorio del Comune di Massa di Somma che, in quel medesimo anno, cambiò il nome in Cercola (ricostituito poi nel 1988)[9].

Storicamente casale di Napoli, Ponticelli fu comune autonomo fino al 1925.[10] L'anno successivo, in seguito alla riorganizzazione amministrativa nota come "Grande Napoli", promossa dal regime fascista, fu annesso al comune di Napoli insieme ad altri comuni limitrofi; ultimo sindaco del comune fu Vincenzo Aprea.[11]

Durante la seconda guerra mondiale, il 25 luglio 1943, gruppi antifascisti locali, tutti iscritti al clandestino Partito Comunista Italiano, presero d'assalto la sede rionale fascista in piazza Municipio. Durante la susseguente occupazione nazista 34 innocenti morirono per rappresaglia da parte dei soldati nazisti. Il quartiere si distinse nella Resistenza contro i nazifascisti, tanto da diventare il 26 settembre 1943 il primo quartiere in Europa a liberarsi dai soldati nazisti, dando inizio alle Quattro giornate di Napoli.[12][13][14]

Nel secondo dopoguerra ebbe inizio un processo di intensa urbanizzazione, favorito anche dalle politiche edilizie promosse dal sindaco Achille Lauro e dai programmi di edilizia popolare come INA-Casa e INCIS. La popolazione crebbe rapidamente, raggiungendo circa 70 000 abitanti già nel 1967, in concomitanza con l'inaugurazione del rione INCIS.

Tra gli anni cinquanta e ottanta il quartiere subì una profonda trasformazione urbanistica, perdendo gran parte della sua originaria connotazione rurale. Anche i corsi d'acqua storicamente presenti nel territorio - il Sebeto e i Regi Lagni - scomparvero progressivamente.

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Chiesa di Santa Caterina Volpicelli

Il terremoto dell'Irpinia del 1980 determinò la realizzazione di nuovi insediamenti abitativi per accogliere gli sfollati, tra cui il Parco Evangelico e il complesso dei cosiddetti "Bipiani". I successivi interventi di ricostruzione portarono a un'ulteriore espansione edilizia e allo sviluppo della rete stradale, contribuendo alla definitiva configurazione del quartiere come area periferica densamente popolata.[15]

Lo stanziamento di fondi per la ricostruzione post terremoto ha prodotto l'edificazione di quasi tutto il territorio disponibile sia con l'implementazione della rete stradale - con la costruzione di intere nuove arterie, in alcuni tratti anche sopraelevate, per rendere più agile il movimento tra i quartieri della "periferia est" di Napoli, il nuovo Centro direzionale da un lato ed i comuni indipendenti del circondario vesuviano dall'altro - sia mediante l'edilizia di ricostruzione post-terremoto.

Degno di nota è il Massacro di Ponticelli.

Nel primo ventennio del XXI secolo, in attuazione di un piano di riqualificazione della periferia[16][17], sono stati ultimati in questo quartiere il Palazzetto dello Sport in via Argine[18], ed i parchi di verde pubblico De Simone[19] e Fratelli De Filippo[20], l'Ospedale del Mare[21].

Monumenti e luoghi d'interesse

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Istituzioni, enti e associazioni

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BERJAYA
La Stazione di Ponticelli dellaFerrovia Circumvesuviana.

È situato nel quartiere il moderno Ospedale del Mare.

Parco dei Murales

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INWARD - Osservatorio sulla Creatività Urbana ha avviato numerose attività nel complesso popolare di via Merola, ora conosciuto come "Parco dei Murales", meta di turisti appassionati di arte di strada.

Nel 2004 fu girato tra le strade del quartiere Certi bambini, diretto da Andrea e Antonio Frazzi. A Ponticelli sono state girate inoltre numerose scene del film La guerra di Mario, regia di Antonio Capuano, ed è stato interamente ambientato il film Nevia, diretto da Nunzia De Stefano.[23]

A Ponticelli si sono svolte riprese della serie Gomorra, tratta dal best seller di Roberto Saviano.

Il nome del quartiere è legato a molti romanzi contemporanei[24], tra i quali Palazzokimbo (Neri Pozza, 2016) di Piera Ventre[25] e Cagliosa (Ortica Editrice, 2019) di Giuseppe Franza[26].

Il romanzo d'inchiesta La paranza dei bambini di Roberto Saviano, edito da Feltrinelli, è parzialmente ambientato nel quartiere.

Lungo il tratto di via Argine ricadente nel quartiere sono presenti aziende tra cui l'Hitachi Rail STS, la Whirlpool e un Centro Commerciale, il Sole 24 (un tempo Neapolis, Auchan[27]).

Infrastrutture e trasporti

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Nel quartiere, su via Argine, c'è l'uscita Ponticelli-Barra della SS 162 dir, nella quale si entra uscendo allo svincolo Corso Malta della Tangenziale di Napoli.

Ponticelli è raggiungibile tramite l'uscita Ponticelli-San Giorgio a Cremano dell'Autostrada A3 e l'uscita Napoli Centro Direzionale (direzione Cercola) dell'Autostrada A1 al km 758.

Sono presenti sul territorio sette stazioni della Ferrovia Circumvesuviana, come parte del Servizio ferroviario metropolitano di Napoli:

Mobilità urbana

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I trasporti urbani di Ponticelli sono gestiti da ANM:

La società calcistica SSC Campania Ponticelli, che negli anni Ottanta del secolo scorso ha militato in Serie C1 e C2, aveva la propria sede in via Argine, presso lo stadio Partenopeo.

La piscina del centro sportivo comunale di via Prota Giurleo è in gestione al Circolo Canottieri Napoli[28].

La A.S.D. Nippon Club, società sportiva di cui è allievo Christian Parlati, vincitore della medaglia d'argento ai campionati Mondiali di judo del 2022, ha sede in via Argine.

L'A.S.D. Napoli Pallavolo, fondata nel 2021, la cui squadra maschile ha vinto la prima edizione della "Coppa Campania" e si è guadagnata la promozione nella serie B, ha sede in via Luigi Volpicella.

  1. Dizionario geografico ragionato del Regno di Napoli, Volume 7, Napoli 1797, su books.google.it.
  2. Bartolomeo Capasso, Monumenta ad Neapolitani Ducatus historiam pertinentia, Vol II parte I reg. 285
  3. Luigi Verolino, Ecclesia S. Maria de Ponticello. Origini di un culto, Il Quartiere edizioni, Napoli 2014, p.13.
  4. Antonio Chiarito, Comento istorico-critico-diplomatico sulla Costituzione De instrumentis conficiendis per curiales dell’Imperador Federigo II, Napoli 1772, pp.147
  5. Giovanni Alagi, Ponticelli, appunti e proposte per una ricerca storica, Ponticelli (Napoli), Barra, 1983, pp. 13-16.
  6. Gennaro Aspreno Rocco, Brevi cenni storici del Comune di Ponticelli, della sua parrocchiale chiesa e del culto che in essa si rende a S. Maria della Neve, Napoli, Sangiovanni e figlio, 1914, pp. 22-23.
  7. Tonia, La storia secolare di Ponticelli, su Lo Speakers Corner, 31 agosto 2017. URL consultato il 25 maggio 2026.
  8. Dal libro dei morti della Chiesa di Maria Santissima della Neve.
  9. Rosario Scarpato, Maria Teresa Tommasiello, Anna Maria De Luca Picione, San Sebastiano al Vesuvio, Storia Tradizioni Immagini, Napoli 1981, pp.43-45
  10. Gazzetta Ufficiale n. 293 del 18 dicembre 1925, recante la pubblicazione del Regio Decreto-Legge del 15 novembre 1925 n. 2183 (Aggregazione al comune di Napoli dei comuni di Barra, Ponticelli, San Giovanni a Teduccio e San Pietro a Patierno)., su augusto.digitpa.gov.it.
  11. Rosalia Gigliano, Alfredo Pepe e Vincenzo Aprea: Trent'anni dell’amministrazione comunale di Ponticelli nelle deliberazioni dei due sindaci (1889-1920) (PDF), Il Quartiere edizioni.
  12. Elisabetta Rota, Le Quattro giornate ebbero inizio a Ponticelli - Informareonline.com, su Informareonline, 30 settembre 2023. URL consultato il 25 maggio 2026.
  13. Tonia, La storia libertaria di Ponticelli, su Lo Speakers Corner, 13 settembre 2017. URL consultato il 25 maggio 2026.
  14. La storia, su www.ic49napoli.edu.it. URL consultato il 25 maggio 2026.
  15. Ponticelli e il terremoto: 40 anni dopo restano il parco Evangelico e i bipiani, su ilmattino.it.
  16. Comune di Napoli - Comune di Napoli - Programmi di recupero urbano - Ponticelli, su comune.napoli.it.
  17. albina.sela, Ponticelli - Comune di Napoli, su comune.napoli.it. URL consultato il 25 maggio 2026.
  18. Comune di Napoli - Grandi Impianti Sportivi - Elenco impianti sportivi, su comune.napoli.it.
  19. google.it, https://www.google.it/maps/@40.8553584,14.3273352,3a,75y,267.21h,82.71t/data=!3m6!1e1!3m4!1sA9sMeSE3W_J8UNnLypSN_A!2e0!7i13312!8i6656.
  20. Comune di Napoli - Il verde a Napoli - Elenco Parchi - Municipalità 6, su comune.napoli.it.
  21. https://www.aslnapoli1centro.it/ospedale-del-mare
  22. esserealtrove.it, https://www.esserealtrove.it/contenuti/napoli/la-cappella-di-santa-valentina/.
  23. MYmovies.it, Nevia, su MYmovies.it. URL consultato il 25 maggio 2026.
  24. Il Gazzettino Vesuviano 17 novembre 2019, su ilgazzettinovesuviano.com.
  25. Piera Ventre, Palazzokimbo, 2018, ISBN 978-88-545-1226-9
  26. Giuseppe Franza, Cagliosa, 2019, ISBN 978-88-970-1190-3
  27. L’Auchan cambia volto, nasce il centro commerciale Neapolis, su internapoli.it.
  28. Ponticelli - Circolo Canottieri Napoli, su circolocanottierinapoli.it.
  • Mario Ferrara, Didattica dei Luoghi. Sguardo su una periferia centrale: Ponticelli, Valtrend Editore, 2007.

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