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Niardo

Coordinate: 45°58′36″N 10°20′03″E
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Niardo
comune
Niardo – Stemma
Niardo – Bandiera
Niardo – Veduta
Niardo – Veduta
Panorama di Niardo
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
RegioneBERJAYA Lombardia
ProvinciaBERJAYA Brescia
Amministrazione
SindacoIvan Markus (lista civica “Niardo con voi”) dal 10-6-2024
Territorio
Coordinate45°58′36″N 10°20′03″E
Altitudine443 m s.l.m.
Superficie22,16 km²
Abitanti1 947[1] (31-5-2026)
Densità87,86 ab./km²
FrazioniCrist, Gera Bassa
Comuni confinantiBraone, Breno, Losine
Altre informazioni
Cod. postale25050
Prefisso0364
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT017118
Cod. catastaleF884
TargaBS
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)[2]
Cl. climaticazona E, 2 843 GG[3]
Nome abitantiniardesi
Patronosant'Obizio
Giorno festivoprima domenica di maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Niardo
Niardo
Niardo – Mappa
Niardo – Mappa
Posizione del comune di Niardo nella provincia di Brescia
Sito istituzionale

Niardo (Gnàrt in dialetto camuno[4]) è un comune italiano di 1 947 abitanti[1], della Val Camonica, provincia di Brescia in Lombardia.

«C'è differenza tra l'essere cittadino di Niardo e avere nelle vene il sangue niardese»
BERJAYA
Il territorio di Niardo in Val Camonica

Geografia fisica

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BERJAYA
Niardo veduta aerea

Altimetricamente il territorio è compreso tra le quote di circa 300 m del fondovalle del fiume Oglio all’altezza della confluenza del torrente Fa e la quota di 2674 m della line di cresta compresa tra il monte Stabio ed il monte Frerone.

I dati provenienti dalla stazione meteorologica di Breno indicano, in base alla media trentennale di riferimento 1961-1990, che la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a -1,0 °C, mentre quella del mese più caldo, luglio, è di +20,5 °C.

BRENO Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. media (°C) 3,87,110,414,819,123,026,425,321,915,810,35,65,514,824,916,015,3
T. min. media (°C) −5,8−3,40,03,98,112,114,514,110,65,70,9−3,5−4,24,013,65,74,8

Origini del nome

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Si pensa che il nome derivi da un composto del germanico warda, preceduto dall'aggettivo nova (da cui il restringimento di no- in ni-), oppure dal composto di novus + il germanico bart (fortificazione).

È possibile anche una derivazione dal nome proprio di origine germanica Niward.

BERJAYA Lo stesso argomento in dettaglio: Storia della Valle Camonica.

Non sono state rinvenute importanti testimonianze di insediamenti preistorici nel territorio di Niardo.


In epoca longobarda il paese acquisì il nome di Niardo, mentre nel 774 Carlo Magno donò l'intera Valle Camonica al monastero francese di Tours, che riscuoteva le decime anche nel territorio del borgo.

La prima attestazione scritta del paese risale al 970 con il nome di Gnardo, denominazione che rimase in uso per circa novecento anni.

In questo periodo Niardo dipendeva dalla Pieve di Cividate, importante centro religioso e amministrativo della valle.

I toponimi del paese sono indicativi: i termini latini come Sommavilla (derivato da Imavillae- per indicare la parte sommitale del centro abitato) e Codrobe (da quadrivio, ovvero 'incrocio di quattro strade'), sono esemplificativi.


Intorno all'anno Mille la famiglia Rodondesco si stabilì a Niardo. Tra i suoi membri più illustri vi fu Costanzo, nato nel 1066, che partecipò alle lotte tra Guelfi e Ghibellini schierandosi con la parte guelfa. Ferito in battaglia, abbandonò la vita militare e si ritirò come eremita nei pressi di Nave, dove trascorse il resto della sua vita.

Nello stesso periodo nacque la Vicinia di Niardo, uno dei primi esempi di autogoverno della Valle Camonica. Creata per limitare il potere dei feudatari, inizialmente amministrava i beni comuni, come boschi, mulini, segherie, fucine e alpeggi, ma con il tempo si trasformò in un vero organo amministrativo, anticipando la futura istituzione comunale. Era guidata da Consoli eletti annualmente dai capifamiglia e affiancati dai Reggenti; le votazioni avvenivano tramite palline, poiché gran parte della popolazione era analfabeta.

Nel corso dell'XI e XII secolo Niardo acquisì una crescente importanza. La Vicinia fu riconosciuta ufficialmente attraverso specifiche convenzioni e, già intorno al 1100, il paese ottenne il privilegio di possedere il fonte battesimale, conquistando una notevole autonomia religiosa e amministrativa rispetto alla Pieve di Cividate. Ciò consentì alla comunità di gestire direttamente sacerdoti, decime e donazioni.

Nello stesso periodo gli Umiliati fondarono due conventi, contribuendo allo sviluppo economico del territorio grazie soprattutto alla lavorazione della lana.

Nel XII secolo è riportata una lotta tra Breno e Niardo per il possesso del monte Stabio.[6]


Nel 1168 Graziadio di Niardo fu eletto Console della Valle Camonica, una delle più prestigiose cariche civili dell'epoca. Suo figlio Obizio partecipò nel 1191 alla battaglia della Malamorte; dopo essere sopravvissuto al crollo del ponte sul fiume Oglio, decise di rinunciare alla carriera militare e di dedicarsi alla vita religiosa come oblato del monastero di Santa Giulia.

Con il suo patrimonio finanziò la costruzione del ponte Minerva, che permise di attraversare il fiume senza dover pagare i pesanti pedaggi imposti dalla Curia.

In questo periodo la famiglia Obizi era schierata con i Ghibellini, mentre Niardo fu coinvolto nelle violente lotte contro i Guelfi. Dopo il massacro di Iseo il Vescovo di Brescia scomunicò i partecipanti all'eccidio, tra cui il feudatario di Niardo Romelio, anche se tale provvedimento non ebbe conseguenze concrete.


Nel XIV secolo la Valle Camonica passò sotto il dominio dei Visconti di Milano, che favorirono la fazione ghibellina e ridussero il potere feudale della Curia. La pace stipulata nel 1397 durò poco e le lotte ripresero rapidamente.

La famosa pace generale che si era tenuta al ponte di Minerva a Breno, ratificata solennemente e pomposamente con grandi giuramenti nel 1397, durò ben poco e le faide ripresero tanto che nel 1403, la rocca di Niardo, che sorgeva sul "Dos del Castel", divenne il rifugio abituale di quel Baroncino Nobili da Lozio, che molte volte, lontano dalle sue terre nella stretta e ben difesa valle di Lozio, proprio dal castello niardese partiva per le sue cruente spedizioni e per le numerose scorrerie che tanti lutti e danni materiali produssero tra i Ghibellini.

Nel 1428 la Valle fu conquistata dalla Repubblica di Venezia. Dopo la pace di Lodi il dominio veneziano divenne definitivo e portò un lungo periodo di stabilità politica. Pur limitando molti privilegi feudali, Venezia rispettò diverse tradizioni locali e favorì lo sviluppo economico. A Niardo si diffusero segherie, falegnamerie e fucine, attività che costituirono la base dell'economia del paese per diversi secoli. In questo periodo si distinsero anche i membri della famiglia Recaldini, tra cui Giacomo e Orazio, che ricoprirono più volte la carica di sindaco della Valle Camonica.


Nel 1478 Giacomo Recaldini (Jacobus Recaldinus) da Niardo fu sindaco della Valle Camonica. Orazio Recaldini (Horatius Recaldinus) ricoprì la stessa prestigiosa carica nel 1596, nel 1603 e nel 1609.

Dalla fine del XV secolo il paese divenne terra di conquista, prima arrivarono i Francesi e poi gli Spagnoli che portarono anche nel XVII secolo epidemie di peste.

Tra il XVI e il XVII secolo Niardo fu colpito da numerose difficoltà. La peste del 1530 provocò molte vittime, mentre quella del 1630, diffusa dai Lanzichenecchi, decimò la popolazione. A queste si aggiunsero le devastanti alluvioni dei torrenti Re, Fa e Cobello, che causarono ingenti danni a case e officine. La Repubblica di Venezia intervenne sospendendo le tasse e inviando aiuti alla popolazione.

Durante questo periodo si consolidò anche il culto dei santi locali. Le reliquie di San Costanzo furono trasferite a Nave, mentre quelle di San Obizio tornarono definitivamente a Niardo nel 1798, dove sono ancora oggi venerate.

Durante il XVII sec Niardo fu centro privilegiato del movimento mistico e spirituale, diffusosi in tutta la Lombardia, e in particolare in Valcamonica, dei Pelagini.

Con la dominazione austriaca l'economia del paese entrò in una fase di crisi, soprattutto a causa del declino della lavorazione del ferro, che colpì duramente anche la potente famiglia Recaldini. Le carestie del 1815-1817 e le successive epidemie di tifo e vaiolo peggiorarono ulteriormente la situazione, costringendo molti abitanti a emigrare.

Nel 1844 nacque a Niardo Giovanni Scalvinoni, passato alla storia come il Beato Innocenzo da Berzo, una delle figure religiose più importanti della Valle Camonica.
Nel 1815 divenne parte del Regno Lombardo-Veneto. Il 1859 fu un anno di svolta per il paese, infatti dopo le vittorie dei piemontesi a San Martino e Solferino, il paese diventò parte del Regno d'Italia.

Nel XX secolo Niardo seguì le vicende storiche degli altri paesi della Valle Camonica. A partire dagli anni Settanta il paese conobbe una significativa espansione edilizia, soprattutto verso sud-ovest e lungo la strada statale del fondovalle. Nonostante lo sviluppo urbanistico, il centro storico conserva ancora oggi numerose abitazioni appartenute alle antiche famiglie nobili del borgo.


Alluvioni storiche e contemporanee

Il paese è stato storicamente soggetto a numerose alluvioni, vista la sua collocazione geografica, posto su dei conoidi alluvionali e sovrastato da ripidi pendii da cui discendono una gran quantità di corsi d'acqua confluenti in tre torrenti principali (Cobello, Rè e Fà) che lambiscono il paese: Secondo una tradizione diffusa anche in altri paesi limitrofi, il borgo sorgeva anticamente nei pressi della sovrastante e isolata chiesa di San Giorgio, ma a seguito di un inondazione il paese distrutto venne ricostruito più in basso dove ancor oggi si trova.

-1475 – Piogge ininterrotte provocano alluvioni a Niardo. • 1536 – 27, 28, 29 ottobre – Piogge intense con danni a Niardo (probabilmente a causa di Re, Fa e Cobello).

-1615 – 15 agosto – Alluvione che interessa anche Niardo. •

-1634 – 7 luglio – Alluvione del Palobbia con danni anche alle terre di Niardo.

-1636 – luglio – Inondazione a Niardo da parte dei torrenti laterali (Re, Fa e Cobello).

-1710 – I torrenti Re e Fa inondano l’abitato. • 1738 – ottobre-novembre- Inondazioni a Niardo.

-1739 – 3, 6 dicembre – Inondazioni (probabilmente Re, Fa e Cobello).

-1810 – Il torrente Re investe l’abitato di Niardo con danni ad edifici.

-1815 – Inondazione (probabilmente Re, Fa e Cobello).

-1882 – Esondazione dei torrenti Fa, Re e Cobello con danni a ponti, mulini, fucine e coltivi. •

-1960 – settembre – Esondazione del torrente Fa con occupazione di un alveo abbandonato (che si manterrà attivo fino alle opere realizzate successivamente agli eventi del 1987).

- Il 24 agosto del 1987 alle ore 20.00, il paese fu colpito da una tremenda alluvione che provocò due morti.

-L'alluvione del Luglio 2022 ha colpito il paese a causa dell'esondazione del torrente Re, con enormi colate di fango e detriti che hanno provocato ingenti danni.

Antichi originari

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Questi sono i nomi degli Antichi Originari

  • Bondioni
  • Poli
  • Jore (scomparsi)
  • Calzoni
  • Sacristani
  • Ducoli
  • Romelli

Feudatari locali

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Il 3 dicembre 1374 il vescovo di Brescia Andrea de Aptis investe iure feudi dei diritti di decima nei territori di Niardo Milino Adami di Niardo.[7] Famiglie che hanno ottenuto l'infeudazione vescovile dell'abitato:

Famiglia Stemma Periodo
Adami 1374 - ?
Nobili 1494 - 1600
Bondioni
BERJAYA
1600 - 1946
BERJAYA
Stemma comune di Niardo
BERJAYA
Reliquiario di Sant'Obizio nella parrocchiale Niardo
«Campo di cielo, al sant'Obizio a cavallo, rivolto, impugnante una spada con la punta all'ingiù, il tutto al naturale. Il cavallo passante su campagna di verde. Ornamenti esteriori da Comune.[8]»

Lo stemma adottato richiama la figura del patrono sant'Obizio che Jacopo Malvezzi nel suo Chronicon Brixianum ab origine urbis ad annum usque 1332 vuole nato a Niardo verso il 1150.[10]

Il gonfalone è un drappo di azzurro.

Monumenti e luoghi d'interesse

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Architetture religiose

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Chiesa parrocchiale
BERJAYA
Chiesa di San Giorgio
BERJAYA
Lazzaretto

Le chiese di Niardo sono:[11]

  • Chiesetta di San Giuseppe, struttura barocca, rimaneggiata nell'Ottocento. È posta in località Crist.
  • Duomo di S. Maurizio, ricostruito nei primi anni del XX secolo, contiene un Angelo custode del Fiammenghino.
  • Chiesetta di San Giorgio, del XV secolo.
  • Chiesetta degli Angeli Custodi, edificata attorno al 1650
  • Cimitero edificato agli inizi del XIX secolo, all'interno è presente il mausoleo dedicato ai caduti niardesi delle due guerre mondiali.
  • Lazzaretto degli appestati, costruito durante l'ultima epidemia di peste nei pressi del torrente Fa.
  • La casa natale del beato Innocenzo da Berzo.

All'incrocio di via Molini e quella che veniva chiamata via delle Vigne era posta una santella dedicata al Diavolo che secondo la tradizione imprigionava lo spirito del demonio, nel dialetto niardese era chiamata Santela del Diaol, verrà abbattuta durante il rifacimento e allargamento di via Molini, nonostante la contrarietà del parroco e dei niardesi.

Evoluzione demografica

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Abitanti censiti[12]

BERJAYA

Tradizioni e folclore

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Gli scütüm sono nei dialetti camuni dei soprannomi o nomiglioli, a volte personali, altre indicanti tratti caratteristici di una comunità. Quello che contraddistingue gli abitanti di Niardo è Halhíhe (salsicce)[4] o Bombe.

  • 24 gennaio vigilia della Conversione di Paolo. Tradizionalmente si prediceva quali sarebbero stati i mesi piovosi e quelli poco piovosi intagliando dodici scodelline con le cipolle riempite di sale e lasciate all'aperto durante la notte.[13]
  • Sono molto sentite, soprattutto tra i giovani le rivalità con gli altri comuni, in particolare quelli limitrofi.

La rivalità più forte è quella con Breno che riguarda anche l'ambito calcistico, altre sono quelle contro Ceto, Losine e Braone.

Ogni anno Niardo celebra la solenne festa di Sant'Obizio, San Costanzo e del Beato Innocenzo da Berzo, la prima domenica di maggio. Nelle solenni celebrazioni i Corazzieri di Sant'Obizio scortano l'urna delle reliquie per le vie del paese.

Premio Sant'Obizio

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In occasione dei festeggiamenti del patrono, il sindaco, dal 1980 a nome di tutti i cittadini decide di consegnare il premio Sant'Obizio verso coloro i quali hanno dimostrato un forte impegno durante l'anno trascorso a favore della comunità niardese ma non solo. Un impegno che può riguardare svariati ambiti.

Vincitori premio Sant'Obizio

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Corazzieri di Sant'Obizio

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La storia dice che fu proprio il Santo guerriero nel XII secolo ad istituire questo gruppo di armati, in difesa della gente di Niardo e della Valle Camonica in genere, insidiata pericolosamente da bande di briganti e di banditi. Della Compagnia si persero poi le tracce fino al 1920 quando per rendere più solenni esternamente le celebrazioni a glorificazione del Santo, il rev. Don Franco Betta, tenente colonnello degli alpini, pensò di istituire la Compagnia delle Guardie d'Onore di Sant'Obizio per decorare le funzioni specialmente durante la Santa Messa solenne e la processione. E questo in sostituzione dei due Carabinieri che si era soliti richiedere e che non sempre era possibile ottenere.

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Paggetti

I Paggetti erano giovani di nobile famiglia, che servivano grandi principi e cavalieri, i fanciulli apprendevano le discipline per poi essere promossi a posizioni per la maggior parte militari. Caratterizzati da un abbigliamento tipici del mantello di velluto, ha mantenuto l'essenza di questo spirito e con il desiderio di esaltare la devozione al santo patrono Obizio, Don Franco Betta ricrea i Paggi a Niardo nel gruppo che sostiene il corpo delle Guardie d'onore, diventando un corpo unico al servizio della chiesa.

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Corazzieri di Sant'Obizio
  • L'ultimo weekend di agosto si svolge il Gir de Gnart gara a livello nazionale di Mountain Bike.
  • Il primo fine settimana del mese di maggio si tengono i festeggiamenti del patrono sant'Obizio.
  • Nel mese di ottobre si tiene il Mercàt dei Pom e de le Patate presso il cortile della casa natale del Beato Innocenzo (via Sommavilla).
  • Alla fine del mese di agosto presso la località Crist si svolge la Sagra del Cinghiale

Geografia antropica

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Le frazioni del comune di Niardo sono:

  • Crist
  • Gera

Infrastrutture e trasporti

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  • Scuola Materna Franco Tonolini
  • Scuola Elementare Franco Tonolini
  • Scuola Media Franco Tonolini

Ai piedi del comune di Niardo scorre la Strada statale 42 del Tonale e della Mendola.

La stazione di Niardo-Losine faceva parte della linea ferroviaria Brescia-Iseo-Edolo, ma oggi è stata soppressa.

Centrale idroelettrica

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Turbina pelton nella centrale

Niardo è sede di una centrale idroelettrica di proprietà Enel che utilizza l'acqua del torrente Re per produrre energia.

Nel 1910 la Società Elettrica della Valle Camonica Elva inizia ad edificare la centrale idroelettrica dando vita ad un progetto di qualche anno prima. La centrale utilizza le acque del torrente Re che vengono captate ad un'altezza di 1070 m e vengono condotte da un canale a una diga sita a 1000 m, da questa parte una condotta forzata di 400 mm di diametro e 700 m di lunghezza, che si biforca in altre due condotte di 250 mm di diametro e 800 m di lunghezza; il salto utile è di 550 m. Nella centrale sono installati tre gruppi di turbina Pelton della potenza complessiva 1104 kW e 1265 kVA, l'energia prodotta è di circa 6,5 kV ed è immessa subito nella rete locale. Nei primi anni del XXI secolo la centrale viene ristrutturata dal gruppo Enel. [14]

Canale Edison

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Nella metà del Novecento viene edificato da Edison un canale che raccoglie le acque dei torrenti Cobello, Fa e Re per produrre energia, originariamente il canale era scoperto, il che era molto pericoloso per i cittadini del paese considerata l'immensa portata d'acqua e la forza con la quale discende, per questo sul finire degli anni ottanta il canale venne munito di un tetto in cemento armato.

Amministrazione

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Palazzo del Comune
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1973 1978 Girolamo Bondioni lista civica Sindaco
1978 1983 Ugo Calzoni lista civica Sindaco
1983 1990 Pier Antonio Bondioni lista civica Sindaco
1990 1993 Ugo Calzoni lista civica Sindaco
1993 1995 Mario Cocchi lista civica Sindaco

Di seguito l'elenco dei sindaci eletti direttamente dai cittadini (dal 1995):

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
24 aprile 1995 14 giugno 2004 Mario Cocchi lista civica Sindaco
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Tiziana Pelamatti lista civica Sindaco
8 giugno 2009 10 giugno 2024 Carlo Sacristani lista civica Sindaco
10 giugno 2024 in carica Ivan Markus lista civica Sindaco
  • Italia (bandiera) Reggiolo, dal 2012
  • Messico (bandiera) Città del Messico, dal 2004, con la quale si tengono scambi culturali[senza fonte]

Dall'anno 1000 nel paese iniziò a diffondersi l'utilizzo del mulino ad acqua, gran parte di questi era situata sulle rive del torrente Re di Niardo, tanto che oggi rimangono i nomi di Via Molini e Via Molini Lungovalle, i mulini impiantati erano uno strumento necessario per l'attività economico-produttiva degli abitanti, vi erano i mulini per il malto, i mulini per la forgiatura e verso gli inizi del XIV secolo presero piede i mulini per le segherie, i frantoi e le fonderie. Oggi dei mulini rimane ben poco perché nel corso dei secoli più alluvioni e frane colpirono il paese, modificando il letto dei torrenti e spazzando via anche i mulini. La storia industriale di Niardo è legata in modo particolare anche al ferro che veniva lavorato nei mulini adibiti a fonderia, e con esso venivano prodotte armi e oggetti di uso quotidiano. In tutta la valle erano conosciuti per la loro qualità le lame Taboni prodotte a Niardo artigianalmente fino alla metà del Novecento.

Niardo è stato da secoli il paese più importante della Lombardia per la fabbricazione di oggetti in pelle e calzature tanto che vi era la corporazione dei calzolai detti nel dialetto locale scarpulí, la maestria e la grande cura del lavoro dei calzolai niardesi era conosciuta in tutto l'Impero d'Austria, tanto che la casa reale degli Asburgo ordinava che le scarpe venissero fabbricate proprio a Niardo. Con il passare del tempo il mestiere, causa le grandi fabbriche e l'industrializzazione, è andato via via scomparendo e solo qualche famiglia conserva la tradizione.

Mountain Bike

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Dal 2001 a Niardo si tiene una gara di livello nazionale di mountain bike: il "gir de Gnart", organizzata da niardoforbike.

Diffusa tra i giovani è anche la pallavolo, è presente la società "Niardo Volley".

BERJAYA
La US Niardo allievi

Agli inizi del novecento era stata fondata l'U.S. Niardo, con maglia di colore bianco-blu. La squadra ha sempre giocato nei gironi dilettantistici fino al suo scioglimento alla fine degli anni novanta; il rivale storico è da sempre l'U.S. Breno.

La "spongada" de Gnart

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BERJAYA Lo stesso argomento in dettaglio: Spongada.

La "spongada" è un dolce tradizionale camuno, la ricetta varia di paese in paese; La forma è quella di una pagnotta di circa 150 grammi, dolce, derivata da una lavorazione a due impasti. Al primo impasto, a base di lievito, zucchero, burro, uova, farina bianca e vanillina, si aggiunge, dopo 3 ore di lievitazione, un secondo impasto a base di zucchero, burro/strutto, uova intere, tuorli d'uovo, vanillina, lievito di birra e farina. Dopo un'ulteriore lievitazione di qualche ora, si formano palle di pasta di 150 grammi che si lasciano ulteriormente lievitare fino a raddoppio del volume, si cuociono le focacce per 20-25 minuti a 180 °C, e si ricoprono di zucchero.

Galleria d'immagini

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  1. 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. 1 2 Lino Ertani, Dizionario del dialetto camuno e di toponomastica, Artogne, Tipografia M. Quetti, 1980, p. 165.
  5. Marcello Ricardi e Giacomo Pedersoli, Grande guida storica di Valcamonica Sebino Val di Scalve, Cividate Camuno, Toroselle, 1992, p. 261.
  6. Romolo Putelli, Intorno al castello di Breno: storia di Valle Camonica, Lago d'Iseo e vicinanze da Federico Barbarossa a S. Carlo Borromeo, Brescia, La Nuova Cartografica, 1989 [1915], p. 20.
  7. Roberto Celli, Repertorio di fonti medievali per la storia della Val Camonica, Brescia, Tipolitografia Queriniana, 1984, p. 137, ISBN 88-343-0333-4.
  8. Comune di Niardo, su comuni-italiani.it. URL consultato il 29 dicembre 2007.
  9. Niardo, su araldicacivica.it. URL consultato il 24 gennaio 2021.
  10. Marco Foppoli, Stemmario Bresciano, Provincia di Brescia / Grafo, 2011, p. 214, ISBN 978-88-7385-844-7.
  11. Eugenio Fontana, Terra di Valle Camonica, Brescia, Industrie Grafiche Bresciane, 1984, p. 65.
  12. Dati tratti da:
  13. Atlante Demologico Lombardo, su demologia.it. URL consultato il 12-08-2008.
  14. Home - Enel.it, su enel.it (archiviato dall'url originale il 14 maggio 2012).
  • Roberto Celli, Repertorio di fonti medievali per la storia della Val Camonica, Brescia, Tipolitografia Queriniana, 1984, ISBN 88-343-0333-4.
  • Lino Ertani, Dizionario del dialetto camuno e di toponomastica, Artogne, Tipografia M. Quetti, 1980.
  • Ertani, Vita camuna d'un tempo
  • Queirazza Giuliano Gasca, Giovan Battista Pellegrini (a cura di), Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, Garzanti, 1996.
  • Sant' Obizio e San Costanzo.

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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