close
Vai al contenuto

India Song

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
India Song
BERJAYA
Mathieu Carrière, Didier Flamand, Vernon Dobtcheff, Delphine Seyrig e Claude Mann in una scena del film
Titolo originaleIndia Song
Lingua originalefrancese
Paese di produzioneFrancia
Anno1975
Durata120 min
Rapporto4:3
Generedrammatico
RegiaMarguerite Duras
SceneggiaturaMarguerite Duras
FotografiaBruno Nuytten
MontaggioSolange Leprince
MusicheCarlos d'Alessio
Interpreti e personaggi

India Song è un film del 1975 diretto da Marguerite Duras.

Ambientata a Calcutta nel 1937, durante la stagione dei monsoni, la vicenda si svolge in un contesto segnato dalla diffusione endemica della lebbra nel subcontinente indiano e dal clima opprimente della città coloniale. Protagonista della storia è Anne-Marie Stretter, moglie dell’ambasciatore francese in India, con il quale è sposata da diciassette anni. Figlia di un padre francese e di una madre veneziana, Anne-Marie nacque a Venezia con il nome di Ana-Maria Guardi e vi trascorse l’infanzia e la giovinezza, distinguendosi come musicista di talento. Le sue aspirazioni artistiche furono tuttavia abbandonate dopo il primo matrimonio, contratto all’età di diciotto anni, che la condusse a Savannakhet, in Laos, al seguito del marito, funzionario dell’amministrazione coloniale. Incapace di adattarsi a quella vita, lo lasciò in seguito all’incontro con Stretter, allora impegnato in un’ispezione lungo il Mekong.

Dopo il secondo matrimonio, Anne-Marie trascorse diciassette anni in diverse capitali asiatiche, prima di stabilirsi definitivamente a Calcutta. Qui intrattiene una relazione extraconiugale con Michael Richardson, uomo d’affari britannico, rapporto che il marito accetta tacitamente. L’esistenza nella città indiana è descritta come monotona e soffocante, aggravata dal caldo umido e dalla pioggia incessante dei monsoni. Presso l’ambasciata francese si tiene un ricevimento al quale partecipano, tra gli altri, il nuovo ambasciatore austriaco e il viceconsole di Lahore, trasferito a Calcutta come misura disciplinare dopo aver sparato contro alcuni lebbrosi e aver tentato il suicidio. Quest’ultimo, presentato come un uomo che non ha mai avuto relazioni sentimentali, sviluppa un’ossessione per Anne-Marie. Durante il ricevimento danza con lei e la supplica di poter restare con lei durante la notte, ma viene respinto. In seguito a un acceso sfogo emotivo, nel quale proclama il proprio amore, viene allontanato con la forza dall’ambasciata.

Il giorno successivo Anne-Marie, Michael Richardson, l’ambasciatore austriaco, Georges Crawn (amico intimo della donna) e un giovane ospite dell’ambasciata si recano nelle isole del delta, dove si trova la villa dell’ambasciatore. Il viceconsole li segue separatamente e li raggiunge all’hotel “Prince of Wales” per la cena. Anne-Marie e Michael, accomunati da una profonda disillusione nei confronti della loro vita, avevano in precedenza tentato il suicidio insieme e stretto un patto di non interferenza qualora uno dei due avesse deciso di togliersi la vita. Quella sera il gruppo abbandona Anne-Marie, che trascorre la notte su una panchina in un parco; il suo cappotto da sera viene successivamente ritrovato sulla spiaggia. La narrazione si conclude con le dimissioni del viceconsole, avvenute poco tempo dopo questi eventi. Michael Richardson rientra in Inghilterra in seguito alla morte di Anne-Marie e vi muore a sua volta.

La particolarità del film è la desincronizzazione tra ciò che Duras chiama «il film delle voci» e «il film delle immagini».[1] I personaggi non parlano mai in sincrono e le loro parole non sono accompagnate da alcun movimento delle labbra. «India Song potrebbe essere considerato come ciò che oggi è noto come cinema lento, sebbene il termine non fosse ancora stato inventato nel 1975. Ciò che è certo è che non c'è nulla di casuale in tutto questo; tutto nel film è abbastanza pianificato e deliberato. Duras ha prodotto prima la colonna sonora e poi ha girato le immagini per accompagnarla; questa è una procedura che non viene quasi mai utilizzata nel cinema (di solito le immagini vengono prima e la colonna sonora è calibrata per adattarsi alla traccia dell'immagine). (I video musicali, che non esistevano ancora nel 1975, sono l'unica forma contemporanea in cui le immagini sono abbinate a suoni preesistenti, invece del contrario)».[2]

Girato nel 1974, benché ambientato a Calcutta, gli esterni del film sono stati girati a Boulogne-Billancourt, nella banlieue di Parigi, e più precisamente al castello Rothschild.

È stato scritto che partendo dal film Détruire, dit-elle la regista fa un «tentativo un po' macchinoso di rompere gli schemi narrativi e di inventare un personale linguaggio cinematografico» e «che i successivi Jaune le soleil, Nathalie Granger, India song, Baxter, Vera Baxter e Le camion non faranno che modificare e perfezionare fino a raggiungere, specie negli ultimi film, una sicurezza strutturale di grande originalità e interesse».[3]

  1. Il cinema di Marguerite Duras, in Il Post, 13 maggio 2024. URL consultato l'11 marzo 2025.
  2. Steven Shaviro, Canzone dell'India (Marguerite Duras, 1975), in La teoria di Pinocchio, 3 febbraio 2021. URL consultato l'11 marzo 2025.
  3. Sandro Toni, Duras, Marguerite, in Oscar Studio, Alfonso Canziani (a cura di), Cinema di tutto il mondo, i registi e le loro opere, n. 65, Milano, Mondadori, novembre 1978, p. 122.

Collegamenti esterni

[modifica | modifica wikitesto]
  Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema