Grottammare
| Grottammare comune | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Alessandro Rocchi (liste civiche di centro-sinistra) dal 15-5-2023 |
| Territorio | |
| Coordinate | 42°59′20.76″N 13°52′05.05″E |
| Altitudine | 4 m s.l.m. |
| Superficie | 17,66 km² |
| Abitanti | 15 850[1] (31-5-2026) |
| Densità | 897,51 ab./km² |
| Comuni confinanti | Acquaviva Picena, Cupra Marittima, Ripatransone, San Benedetto del Tronto |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 63066 |
| Prefisso | 0735 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 044023 |
| Cod. catastale | E207 |
| Targa | AP |
| Cl. sismica | zona 2 (sismicità media)[2] |
| Cl. climatica | zona D, 1 591 GG[3] |
| Nome abitanti | grottesi[4] o grottammaresi[5] |
| Patrono | san Paterniano |
| Giorno festivo | 10 luglio |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |

Grottammare (Le Grottë in dialetto locale[6]) è un comune italiano di 15 850 abitanti[1] della provincia di Ascoli Piceno nelle Marche.
Nota località balneare della Riviera delle Palme,[7] il suo nucleo storico originario, che conserva l'antico incasato del Paese Alto, fa parte del circuito de I borghi più belli d'Italia.[8][9][10]
Geografia fisica
[modifica | modifica wikitesto]Territorio
[modifica | modifica wikitesto]Situato lungo il litorale del mare Adriatico, a nord della foce del fiume Tesino, il centro abitato di Grottammare si estende sulla costa sino alle pendici delle colline retrostanti, sulle quali sorge il nucleo storico del Paese Alto. L'intenso sviluppo urbanistico determina l'espansione della città sia verso la foce del Tesino sia lungo il suo corso verso l'interno.
A sud della foce del fiume si sviluppa il quartiere Ischia, divenuto nel tempo una delle aree più densamente popolate del comune, la quale forma un unico agglomerato urbano in continuità con la confinante San Benedetto del Tronto.[11] Il territorio comunale si estende per 18,24 km² e presenta una conformazione di collina litoranea, con un'altitudine compresa tra lo zero altimetrico e i 275 m s.l.m..[12]
Il territorio comunale è attraversato dal 43º parallelo nord dell'emisfero boreale.[13]
Clima
[modifica | modifica wikitesto]Grottammare gode di un clima particolarmente benigno, con inverni relativamente temperati ed estati calde, ma non afose. La temperatura media annua è di circa 15 °C mentre le precipitazioni sono generalmente comprese fra i 600 e i 700 mm. Qui di seguito riportiamo le medie mensili del decennio 1967-1977[14]:
| Mese | Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Anno |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Temperatura media (°C) | 7,6 | 8,6 | 9,7 | 12,5 | 17,0 | 20,5 | 23,5 | 23,3 | 20,2 | 16,2 | 12,4 | 8,3 | 15,0 |
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Origini ed epoca medievale
[modifica | modifica wikitesto]Il territorio di Grottammare presenta tracce di insediamenti antropici risalenti al Neolitico; sul suolo comunale è stata inoltre rinvenuta una necropoli picena databile tra il VII secolo a.C. e il V secolo a.C..
Nel corso del Medioevo il borgo fu un possesso dell'abbazia di Farfa, per poi essere concesso in feudo alla città di Fermo da Aldobrandino I d'Este. Tra il XIII secolo e il XVI secolo la fortezza fu a lungo contesa nelle guerre confinarie tra le municipalità di Fermo e Ascoli Piceno. L'assetto definitivo della cinta muraria fortificata del Paese Alto risale proprio al XVI secolo, un'epoca caratterizzata da aspri conflitti con le comunità vicine e dalle incursioni dei pirati saraceni.
L'espansione costiera e l'epoca moderna
[modifica | modifica wikitesto]A partire dal XVIII secolo si avviò l'espansione del centro urbano verso la pianura costiera. L'impianto urbanistico della nuova città marina venne progettato nel 1214 dall'architetto di scuola lombarda Pietro Augustoni, su commissione di papa Pio VI.
Il disegno urbano della marina ricalca la pianificazione ortogonale di matrice romana: il sistema si sviluppa sull'intersezione di due assi viari principali, identificabili nell'asse nord-sud costituito dalle odierne vie Marconi e Cairoli (fungenti da cardo) e in quello est-ovest di corso Mazzini (avente funzione di decumano). Il punto di incrocio e coordinazione delle direttrici si inserisce nella centrale piazza Pericle Fazzini, concepita come foro e fulcro della città nuova.
Dall'Unità d'Italia all'epoca contemporanea
[modifica | modifica wikitesto]Sotto il profilo della storia risorgimentale e nazionale, Palazzo Laureati ospitò un incontro di rilievo tra Vittorio Emanuele II e una delegazione di notabili partenopei, i quali offrirono formalmente al sovrano sabaudo la corona del Regno delle Due Sicilie.[15]
Nel 1863 il territorio comunale fu collegato alla linea ferroviaria litoranea verso Ancona e l'Abruzzo; l'avvento dei trasporti su rotaia impresse un forte impulso allo sviluppo economico, turistico e demografico della cittadina.
Nel corso della prima guerra mondiale, il 23 giugno 1916, il centro abitato venne cannoneggiato dal mare da due cacciatorpediniere della Marina austro-ungarica, successivamente costrette alla ritirata dall'intervento difensivo di un treno armato della Regia Marina.[16] Durante la seconda guerra mondiale la città subì invece ripetuti bombardamenti aerei da parte delle forze alleate.[17]
Monumenti e luoghi d'interesse
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Architetture religiose
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- Chiesa di San Martino
Venne fondata dai monaci benedettini dell'abbazia di Farfa presumibilmente tra l'VIII secolo e il IX secolo. Situato fuori dal nucleo storico antico, nell'omonima località, l'edificio venne eretto sulle fondamenta di un tempio di epoca romana dedicato alla dea Cupra.[18] La presenza della struttura è attestata a partire dal X secolo, quando si trovava al centro di un più ampio complesso monastico provvisto di competenze giurisdizionali e religiose su un vasto territorio.
La chiesa presenta una fabbrica in stile romanico. Al suo interno si conserva un affresco databile tra il XII secolo e il XIII secolo raffigurante la Madonna del Latte, mentre sull'altare maggiore è collocato un dipinto murario staccato — databile tra il XV e il XVI secolo — che rappresenta la *Crocifissione con la Madonna, un papa e un santo vescovo*. L'apparato decorativo comprende anche un crocifisso su tavola risalente al XVII secolo.[19] All'interno dell'edificio è conservata un'epigrafe romana che attesta il restauro del primitivo tempio pagano da parte dell'imperatore Adriano:
Presso questo luogo di culto si celebra tradizionalmente la rievocazione storica e religiosa della Sacra Giubilare, indetta esclusivamente nelle annate in cui il 1º luglio cade di domenica. La solennità affonda le proprie radici storiche nella tradizione secondo cui, nel 1175, papa Alessandro III — durante il viaggio di ritorno da Venezia dopo una tappa ad Ancona — fu costretto a rifugiarsi con la propria flotta nel porto di Grottammare a causa di una violenta tempesta. Accolto dai monaci del monastero di San Martino, il pontefice assistette alle festività autunnali della comunità e, colpito dalla devozione dei fedeli, decretò con bolla papale l'indulgenza plenaria per chiunque visitasse la chiesa il 1º luglio nelle annate coincidenti con la domenica; tale privilegio spirituale fu confermato da papa Pio VII nel 1803.[21] A seguito della sequenza sismica del Centro Italia del 2016, la struttura è stata temporaneamente chiusa al pubblico in attesa degli interventi di consolidamento.
- Chiesa di Sant'Agostino
Collocata lungo la ripida via di collegamento tra la marina e il vecchio incasato, la struttura ha origine cinquecentesca. Al proprio interno custodisce un affresco di Vincenzo Pagani raffigurante la Madonna della Misericordia, oltre ad alcune tavole di scuola crivellesca databili tra il XV secolo e il XVI secolo. Sotto il profilo architettonico, l'edificio presenta un'abside merlata di carattere difensivo e un campanile mozzato; quest'ultimo, secondo la tradizione locale, subì tale riduzione poiché nel convento annesso fu ospitato il monaco agostiniano Martin Lutero durante il suo viaggio verso Roma, poco prima dello scisma protestante. La sobria facciata in laterizio giallo ocra ingloba materiali di spoglio costituiti da antiche pietre incise e lapidi frammentarie.[22]
- Chiesa di Santa Maria dei Monti
La chiesa di Santa Maria dei Monti sorge sulla sommità del colle omonimo, a circa quattrocento metri a ovest dal vecchio incasato. L'ex complesso conventuale francescano, di cui l'edificio fa parte, è oggi noto con la denominazione di "Oasi di Grottammare". L'edificazione della struttura, risalente all'inizio del XVII secolo, si deve all'iniziativa di padre Nicola da Monteprandone dell'ordine dei frati minori riformati.
Sebbene l'area fosse stata individuata fin dal 1614 nel sito di un piccolo santuario mariano trecentesco eretto come ex voto contro la peste (denominato "la Madonna dei Monti"), i frati poterono prendere effettivo possesso della chiesetta e del terreno circostante. A compimento del convento fu eretto il nuovo tempio, progettato in modo da inglobare e preservare l'antica immagine affrescata della Vergine. A seguito di un incendio che distrusse gran parte della decorazione muraria originaria, si conservò unicamente il frammento raffigurante la *Madonna col Bambino*, tuttora custodito nell'abside sopra l'altare maggiore e sottoposto a restauro conservativo nel 2014.[23]
- Chiesa di Santa Lucia

L'edificio venne eretto per volontà di papa Sisto V (Felice Peretti), nato il 13 dicembre 1521 — giorno di santa Lucia — in un'abitazione preesistente sullo stesso sito. La progettazione venne originariamente affidata all'architetto pontificio Domenico Fontana. Il disegno iniziale è documentato da una medaglia bronzea commemorativa esposta presso il Museo Sistino di Grottammare, che raffigura un tempio monumentale diviso in due ordini e preceduto da una grande scalinata. Nelle intenzioni originarie la struttura era concepita come un mausoleo composto da una chiesa inferiore a croce greca (corrispondente all'attuale cripta e unico ingresso odierno) e da una superiore a croce latina rivolta a oriente. L'accesso a quest'ultimo livello si sarebbe sviluppato in corrispondenza di Porta Castello, connettendo visivamente il tempio alla strada per Montalto delle Marche, elevata a diocesi dallo stesso pontefice.[24]
La configurazione finale dell'edificio differisce in modo significativo dal progetto del Fontana. La posa della prima pietra avvenne il 17 aprile 1590 e la morte del pontefice nell'agosto dello stesso anno bloccò temporaneamente il cantiere, che fu riavviato e portato a compimento solo per iniziativa della sorella, Camilla Peretti. La facciata in laterizio, scandita da paraste con elementi decorativi in travertino, è sormontata da un campanile a vela. Il portale d'ingresso presenta un timpano arcuato recante lo stemma araldico dei Peretti e l'emblema papale sistino (un leone rampante con un ramo di pero fruttato, una banda trasversale con stella a otto punte e un trimonzio). L'interno, a pianta quadrata con croce greca inscritta, custodisce altari barocchi, opere pittoriche e un organo del 1752 costruito da Francesco Fedeli.[25]
- Chiesa di San Giovanni Battista
La chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista sorge nel cuore del vecchio incasato, prospiciente piazza Peretti. Progettato e portato a compimento dall'architetto ticinese Pietro Maggi, l'edificio rappresenta un esempio di architettura neoclassica di ispirazione sistina operato in epoca napoleonica.[26][27]
Altri luoghi di culto
[modifica | modifica wikitesto]Nel tessuto urbano moderno e lungo le principali direttrici interne del territorio comunale sorgono ulteriori edifici di culto:[28]
- Chiesa della Madonna della Speranza: sede parrocchiale edificata tra il 2002 al 2005, lungo la strada provinciale Valtesino. La struttura è stata realizzata per sostituire nelle funzioni di chiesa parrocchiale la vicina e storica chiesa di San Martino, divenuta inadeguata a seguito del costante incremento demografico della vallata;[29]
- Chiesa della Gran Madre di Dio: consacrata nel 1976, sorge nel quartiere Ischia, in un'area compresa tra il lungomare e la strada statale 16 Adriatica. Sotto il profilo della giurisdizione ecclesiastica, la porzione più meridionale del medesimo quartiere, a ridosso del confine comunale, rientra invece nella giurisdizione spirituale della vicina chiesa di San Filippo Neri di San Benedetto del Tronto;[30]
- Chiesa di San Pio V: situata nel centro della marina lungo corso Mazzini, l'omonima parrocchia venne formalmente istituita il 10 aprile 1903;[31]
- Chiesa di San Francesco di Paola: fondata nel XVIII secolo unitamente al preesistente convento dei frati minimi, sorge nel settore meridionale del comune. L'edificio, di impianto neoclassico, è storicamente legato alle tradizioni marittime locali e della confinante San Benedetto del Tronto; nello specchio acqueo antistante la chiesa si celebra annualmente, il martedì successivo alla Pasqua, il tradizionale palio dei pescherecci in onore del santo patrono dei marittimi.[32][33]
- Chiesa di San Filippo Neri (situata a San Benedetto del Tronto): sorge nell'immediata zona di confine con il territorio di Grottammare. L'edificio, caratterizzato da un impianto a pianta centrale, richiama nella propria configurazione volumetrica la geometria di uno strobilo (o pigna). La posa della prima pietra avvenne il 2 luglio 1961, mentre la solenne consacrazione fu celebrata il 19 marzo 1967. Sede dell'omonima parrocchia, l'ente estende la propria giurisdizione spirituale sia sul medesimo quartiere sambenedettese sia sui residenti del quartiere Ischia di Grottammare, fungendo da polo religioso intercomunale.[30]
Architetture civili e militari
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- Castello
Le fonti documentarie attestano la presenza di un insediamento fortificato sul colle a partire dall'XI secolo, sebbene l'origine del sito possa risalire ai secoli VIII e IX, connessa alla fondazione della curtis di San Martino da parte dei monaci farfensi. L'ordine monastico protesse il territorio erigendo mura e torri di difesa contro le incursioni dei Saraceni.
L'assetto delle fortificazioni evidenzia una stratificazione edilizia che separa il nucleo apicale più antico dagli stanziamenti successivi disposti lungo le pendici del colle, realizzati in una serie di interventi compresi tra il IX e il XII secolo. Una seconda fase costruttiva, databile tra il XV e il XVI secolo, portò all'edificazione del Torrione della Battaglia con funzioni di difesa dell'abitato e del primitivo scalo portuale, oggi insabbiato.
Nel corso del 1640-43, in occasione della guerra di Castro combattuta tra papa Urbano VIII e il duca di Parma Odoardo Farnese, Grottammare divenne il presidio militare dell'intero litorale compreso tra Ancona e i confini del Regno di Napoli; per tale ragione il castello venne ulteriormente rafforzato e armato con pezzi d'artiglieria.
La fortezza era completata da una torre cilindrica disposta su tre livelli che sorgeva nel punto più alto della rocca, assolvendo anche alla funzione di faro e, probabilmente, di orologio pubblico. Nel 1766 la torre-faro venne parzialmente demolita poiché pericolante, per poi essere definitivamente abbattuta nei primissimi anni dell'XIX secolo.
I ruderi del castello presentano un basamento costituito da muri a scarpa in laterizio dall'andamento curvilineo. Da questo basamento si elevano i resti di una torre e di una cortina muraria perimetrale che conservano i beccatelli e due feritoie d'artiglieria. A breve distanza si trova una seconda torre, anch'essa impostata su un basamento a scarpa, interamente voltata a botte e provvista di analoghi resti di beccatelli.[34][35]
- Torrione della Battaglia
Edificato intorno al 1540, fa parte delle opere di potenziamento della cinta muraria medievale di Grottammare compiute nel XVI secolo, avviate a seguito dell'invasione e del saccheggio perpetrati dai pirati di Dulcigno. La struttura fu eretta sul versante orientale, in corrispondenza del primitivo scalo portuale, con l'obiettivo di difendere Porta Marina. Dal 2003 l'edificio ospita il Museo Torrione della Battaglia, che espone una cospicua collezione di opere dello scultore Pericle Fazzini.[36][37]
- Torre civica
Ubicata lungo il prospetto orientale di piazza Peretti (Borgo medievale), l'infrastruttura costituisce l'altana monumentale del nucleo storico del Paese Alto. Il manufatto è integrato nel complesso architettonico dell'ex palazzo comunale (noto anche come Palazzo Priorale), corpo di fabbrica che include l'adiacente Teatro dell'Arancio e le logge panoramiche. La torre assolse storicamente la funzione di scandire la vita civile del comune mediante i rintocchi delle proprie campane e l'attivazione dell'orologio pubblico, allorché la sede municipale era stabilita nel vecchio incasato. Sotto il profilo storico, l'intero complesso edilizio venne radicalmente ristrutturato nel 1790 su progetto dell'architetto ticinese Pietro Maggi, sulla base di una preesistente struttura difensiva medievale.
- Lavatoio di Santa Lucia

Situati in prossimità dell'accesso meridionale al vecchio incasato, lungo l'asse viario di via Santa Lucia, i lavatoi pubblici costituiscono un impianto idrico monumentale del borgo risalente all'inizio del XVI secolo.[38]
- Logge dell'Arancio

Le logge traggono la propria denominazione, analogamente all'adiacente teatro, dall'albero di agrumi che un tempo sorgeva al centro della piazza, successivamente intitolata a papa Sisto V (Felice Peretti), nativo del borgo. L'infrastruttura funge da basamento per il corpo di fabbrica del teatro; in origine l'area ospitava un precedente loggiato, presumibilmente connesso all'ex palazzo comunale di epoca medievale. La struttura attuale venne interamente ricostruita nel 1790 su progetto dell'architetto ticinese Pietro Maggi, in concomitanza con l'edificazione del teatro sovrastante.
Nel corso dei restauri del 2003 sono state individuate le tracce delle fondazioni del loggiato originario e le condotte fognarie risalenti al XVIII secolo; contestualmente è stata tamponata la scalinata interna che, partendo dall'arco situato al di sotto della torre civica (anch'esso murato), conduceva direttamente ai locali teatrali.
Sotto il profilo architettonico, tre arcate a tutto sesto immettono dalla piazza all'ambiente coperto, caratterizzato da una volta a crociera sostenuta da tre ordini di pilastri e scandita da costoloni in mattoni a vista. Lungo i paramenti murari laterali sono visibili i resti di antiche aperture tamponate, arricchite da sedute metalliche, mentre sul pavimento in cotto si aprono alcuni lucernari che mettono in luce i resti archeologici preesistenti. L'ordine di archi posteriore, provvisto di balaustra, si affaccia direttamente al di sopra della cinta muraria difensiva, in corrispondenza del primitivo scalo portuale oggi scomparso. La posizione panoramica delle logge offre una visuale sul litorale del mare Adriatico, sulla vicina chiesa di Sant'Agostino, sugli storici giardini delle ville nobiliari e sul moderno centro urbano di Grottammare, estendendosi lungo la linea di costa fino al porto di San Benedetto del Tronto.[39]
- Statua di papa Sisto V
collocata sul prospetto principale del settecentesco Teatro dell'Arancio, affacciato su piazza Peretti, l'opera è ospitata all'interno di una nicchia monumentale che domina il centro della facciata. La scultura, un'imponente fusione in bronzo a figura intera che ritrae il pontefice in cattedra nell'atto di benedire, venne realizzata dallo scultore Stefano Galletti.
Lungomare
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Il lungomare Alcide De Gasperi costituisce uno dei principali assi viari e paesaggistici del litorale cittadino, articolandosi nei due settori settentrionale e meridionale.
Il tratto meridionale si sviluppa in continuità con la porzione finale settentrionale del lungomare di San Benedetto del Tronto, a nord del bacino portuale sambenedettese. Nel corso degli anni duemila l'infrastruttura è stata sottoposta a un organico intervento di riqualificazione urbana, che ha comportato il rifacimento della pavimentazione pedonale e l'inserimento di una passeggiata con pista ciclabile in sede propria.[40][41][42]

La rete ciclabile costiera unisce il litorale sud a quello nord, raccordandosi a meridione con i percorsi ciclabili di San Benedetto del Tronto e a settentrione con quelli di Cupra Marittima. L'itinerario supera il corso del fiume Tesino mediante un ponte ciclopedonale e si collega al lungomare nord, interamente riqualificato nel segmento che conduce a piazza Kursaal. Quest'area è caratterizzata dalla presenza di ampi spazi verdi, arredi urbani in legno e affacci panoramici sulla linea di costa.[43][44]
Sotto il profilo botanico, l'intero tracciato è caratterizzato da filari di alberi di arancio dolce (Citrus sinensis) e da varie specie di palme, tra le quali prevalgono gli esemplari di Phoenix canariensis, Washingtonia e Phoenix sylvestris.[45] Il tratto settentrionale si distingue inoltre per la presenza scenografica di numerosi villini signorili edificati in stile liberty.[46][47][48]
Porte cittadine
[modifica | modifica wikitesto]Nel contesto del vecchio incasato, l'accesso al borgo racchiuso all'interno della cinta muraria era garantito da un sistema difensivo composto da tre porte urbiche:[49]
- Porta Marina: posizionata sul versante orientale dell'incasato di Grottammare Alta, a breve distanza dal Torrione della Battaglia, costituiva lo storico sbocco verso l'antico scalo portuale;
- Porta Castello: situata sul lato occidentale, rappresenta la porta più antica dell'abitato e si inserisce direttamente nel perimetro delle mura;
- Porta Maggiore: costituiva l'ingresso principale al borgo antico. Edificata nel 1529, venne demolita intorno al 1800; i resti archeologici delle sue fondamenta sono stati rinvenuti e messi in luce nel 2015 durante i lavori di riqualificazione urbana di largo Palmaroli.[50][51]
Altro
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Architetture civili
[modifica | modifica wikitesto]Palazzi e monumenti della marina
[modifica | modifica wikitesto]- Fontana monumentale
Situata in piazza San Pio V, al centro del nuovo incasato, venne realizzata su progetto dell'architetto Murri come elemento centrale del prospetto antistante l'omonima chiesa parrocchiale. Caratterizzata da una pianta circolare in travertino, presenta due vasche sovrapposte ornate da protomi leonine e reca scolpito lo stemma araldico cittadino.[52]
- Palazzo Kursaal
Edificato con la primitiva funzione di stabilimento balneare e idroterapico, l'edificio rappresenta un esempio di architettura della Belle Époque. Nel corso degli anni cinquanta del XX secolo la struttura venne riconvertita in sala da ballo e locale pubblico, divenendo uno dei principali centri ricreativi della riviera.[53]
- Palazzo Ravenna
Affacciato lungo la strada statale 16 Adriatica, costituisce uno dei primi corpi di fabbrica realizzati all'interno del piano urbanistico settecentesco del nuovo incasato marino. Il palazzo storico è adibito a sede municipale del comune di Grottammare.[54]
- Palazzo Guerrieri Fenili
Situato nei pressi di piazza San Pio V, costituisce un palazzo signorile appartenuto storicamente alla famiglia Fenili, casato di origini romane stabilitosi nel Piceno.[55]
- Palazzo Laureati
Edificato per volontà del vescovo di Ripatransone Bartolomeo Bacher come residenza estiva e di villeggiatura, l'immobile pervenne successivamente alla famiglia dei marchesi Laureati, che lo elessero a propria dimora nobiliare. Sotto il profilo storico risorgimentale, ospitò l'incontro ufficiale tra il re Vittorio Emanuele II e la delegazione di notabili borbonici giunti a offrirgli la corona del Meridione.[56]
- Palazzo Ottaviani
Costruito nel XVIII secolo e originariamente di proprietà dell'avvocato Giuseppe Ottaviani, l'immobile venne ceduto nel 1979 e destinato, secondo le volontà testamentarie familiari, all'ente assistenziale e benefico dell'Opera Pia Costante Maria.[57]
- Palazzo Paccaroni
Eretto tra il XVIII e il XIX secolo, il palazzo costituiva la residenza urbana della famiglia Paccaroni, appartenente al patriziato della città di Fermo.[58]
Palazzi e ville suburbane
[modifica | modifica wikitesto]- Palazzo Palmaroli
Dimora storica situata all'interno delle mura del vecchio incasato del Paese Alto. L'edificio costituiva la residenza della famiglia Palmaroli, i cui membri si dividevano storicamente tra la nobiltà romana e le proprietà immobiliari nel Piceno.[59]
- Palazzo Scoccia
Ubicato all'interno del nucleo medievale del Paese Alto, il palazzo signorile venne interamente edificato nel XVIII secolo in paramento di laterizio, fungendo da storica sede principale di una delle maggiori famiglie nobiliari locali.
- Villa Azzolino
Situata in posizione collinare, costituisce una delle residenze signorili e suburbane più antiche del territorio comunale. Venne edificata nel XVII secolo su commissione del cardinale Decio Azzolino, segretario di Stato della Santa Sede e consigliere della regina Cristina di Svezia.[60]
- Villa Sgariglia
Ubicata nell'immediato entroterra agrario del settore meridionale del comune, è una monumentale residenza di campagna edificata per l'omonimo casato marchigiano. La villa è celebre per il proprio parco e giardino storico a terrazze gradonate, progettato dall'architetto e scultore barocco Lazzaro Giosafatti.[61]
- Villa Perù
Eretta nei primi anni del XX secolo lungo il viale costiero del lungomare nord, la struttura è un villino signorile sormontato da una torretta belvedere d'angolo. L'edificio risente dei canoni decorativi del primo liberty e si distingue per la vivace tinteggiatura perimetrale in rosso pompeiano.[62]
I villini liberty
[modifica | modifica wikitesto]Il movimento Art Nouveau — noto in Italia prevalentemente come stile liberty o "floreale" — influenzò in modo significativo l'architettura e le arti applicate europee all'inizio del XX secolo. A Grottammare, analogamente ad altre stazioni balneari del litorale adriatico, la diffusione del liberty coincise con lo sviluppo dell'edilizia da diporto e delle residenze estive commissionate dalle famiglie benestanti.[63]
Viale Colombo
[modifica | modifica wikitesto]La maggiore concentrazione di villini storici si sviluppa lungo viale Cristoforo Colombo (già *viale Marino*), asse viario costiero realizzato nel 1900 dall'amministrazione comunale guidata dal sindaco Ricciotti.[63] L'arteria, caratterizzata da lotti quadrangolari che favorirono lo sviluppo in altezza dei corpi di fabbrica, ospita i seguenti edifici (disposti da nord a sud):[63]
- Villa Marucchi: caratterizzata da un paramento perimetrale con tinteggiatura in rosso pompeiano;
- Villino Alessandrini: architettura di impianto montano riadattata al contesto costiero;
- Villino Ida e Villino Ornella;
- Villino Matricardi: considerato l'esempio di maggior pregio del liberty grottammarese. Fu commissionato all'architetto Cesare Bazzani dal produttore di ceramiche Giuseppe Maria Matricardi e decorato con maioliche policrome provenienti dalla manifattura di proprietà dello stesso committente.[64][65] La struttura si distingue per l'elaborazione delle mensole che sostengono il cornicione e per la torretta provvista di colonnine affrescate.[63]
Lungomare della Repubblica
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Procedendo verso il settore meridionale della marina, lungo il lungomare della Repubblica si incontrano ulteriori villini d'epoca:
- Villino De Nardis-Palombari: una delle prime strutture balneari realizzate nel comune;
- Villino Monti: caratterizzato da linee architettoniche ispirate alla morfologia di uno chalet alpino;
- Villino Pontremoli-Modigliani: commissionato nei primi anni del Novecento da Ettore Modigliani, il quale affidò la progettazione all'architetto Gustavo Giovannoni, l'edificio rispecchia fedelmente i canoni decorativi della disciplina floreale;[63]
- Villino Flaiani: provvisto della tipica torretta d'angolo liberty con affaccio terrazzato.
Centro urbano
[modifica | modifica wikitesto]Esempi di architettura liberty sono presenti anche all'interno del tessuto urbano consolidato. In viale Garibaldi sorge il villino Ricci, mentre in piazza Fazzini è umiato il monumentale palazzo delle scuole elementari "Speranza"; quest'ultimo si richiama al linguaggio floreale mediante ampi cornicioni aggettanti e decorazioni plastiche inserite nelle lunette delle finestre a bifora.
Monumenti pubblici e sculture
[modifica | modifica wikitesto]Nel tessuto urbano, tra i parchi della marina e gli spazi pubblici del centro moderno, sono collocate diverse opere scultoree e monumenti commemorativi:
- Busto di Luigi Ricciotti: situato all'interno della pineta omonima, è un busto in pietra dedicato alla memoria storica del sindaco Ricciotti, promotore dello sviluppo urbanistico ottocentesco della marina;[66]
- Metamorfosi: opera dello scultore Pericle Fazzini, consiste in una stele bronzea monumentale alta tre metri e mezzo, collocata al centro di piazza Fazzini;[67]
- Monumento all'Unità d'Italia: ubicato all'interno della pineta "Ricciotti", venne realizzato dallo scultore veneziano Vito Pardo in occasione del cinquantenario dell'unificazione nazionale;[68]
- Monumento ai Caduti: situato nel settore occidentale di viale Garibaldi, di fronte al palazzo scolastico "Speranza", costituisce il principale luogo della memoria dedicato ai cittadini grottammaresi scomparsi nel corso della prima e della seconda guerra mondiale;[69]
- Monumento alla vela: scultura in metallo dell'artista locale Cleto Capponi, raffigurante un globo terrestre stilizzato sormontato da una serie di vele profilate;[70]
- Il ragazzo con i gabbiani: celebre scultura di Pericle Fazzini disposta all'ingresso meridionale della pista ciclopedonale costiera che unisce Grottammare a Cupra Marittima;[71]
- Ritratto di Mario Rivosecchi: scultura d'arte figurativa eseguita da Pericle Fazzini e collocata all'interno del parco della Madonnina, dedicata alla memoria del poeta e storico dell’arte grottammarese Mario Rivosecchi;[72]
- Statua di san Pio V: situata nell'omonima piazza San Pio V, di fronte al prospetto principale della chiesa, è un'opera plastica realizzata dallo scultore offidano Aldo Sergiacomi che ritrae a figura intera papa Pio V (Michele Ghislieri), pontefice che istituì la fiera storica cittadina e legò il proprio nome al territorio;[73]
- Monumento al 43º Parallelo: opera scultorea di Francesco Santori realizzata in travertino ascolano e pietra bianca d'Abruzzo. Il monumento, raffigurante il globo terrestre recante al centro una lettera "G" monumentale, sorge in corrispondenza del passaggio geometrico della linea di latitudine sul litorale comunale.[74]
Piazze
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L'assetto urbano della marina settecentesca e del nucleo medievale è scandito da storici spazi pubblici e piazze cittadine:
- Piazza Peretti: situata al centro dell'antico incasato di Grottammare Alta, costituisce il fulcro monumentale del borgo medievale. Di modeste dimensioni, lo spazio pubblico è interamente perimetrato da edifici storici, tra i quali la chiesa di San Giovanni Battista (sede del Museo Sistino), il Palazzo Priorale, l'Altana dell'Orologio, le logge panoramiche e il Teatro dell'Arancio;[75]
- Piazza San Pio V: situata nel centro della marina, prende la propria denominazione dall'omonima chiesa prospiciente. Lo spazio, di medie dimensioni, costituisce un nodo di raccordo urbano ed è caratterizzato dalla presenza centrale della fontana monumentale ottocentesca;
- Piazza Pericle Fazzini: costituisce il baricentro monumentale e commerciale del centro moderno e della marina di Grottammare. È intitolata all'illustre scultore locale Pericle Fazzini, autore della celebre Resurrezione collocata all'interno dell'aula Paolo VI nella Città del Vaticano;
- Piazza Kursaal: area pubblica affacciata sul litorale marino che trae la propria denominazione dallo storico e adiacente edificio in stile belle époque. Caratterizzata da un'estesa pavimentazione in travertino ascolano, accoglie elementi a verde con pini e palme e ospita una moderna fontana artistica a raso;[76]
- Piazza Carducci: situata nel quartiere Ischia, a ridosso del confine comunale con San Benedetto del Tronto, è configurata come uno spazio geometrico a pianta quadrata con angoli curvilinei. L'arredo vegetale ospita esemplari di tigli e pini d'Aleppo, arricchiti da alberi di Jacaranda; funge da principale polo di aggregazione sociale della zona meridionale del comune, densamente popolata.[77]
Orologi storici
[modifica | modifica wikitesto]Grottammare custodisce un importante patrimonio di storici dispositivi per la misurazione del tempo, sia meccanici sia solari, concentrati principalmente nel nucleo medievale del Paese Alto e nei pressi della marina:[78][79][80]
- Orologio solare di piazza Peretti: situato sul prospetto settentrionale dell'omonima piazza, al di sopra dell'Osteria dell'Arancio, è una meridiana ad ora italica risalente al XIX secolo;
- Orologio del Teatro dell'Arancio: ordigno meccanico da torre a pendolo, realizzato nel 1844 dall'orologiaio Pietro Mei;[81]
- Orologio della chiesa di San Pio V: meccanismo a pendolo da torre, opera dell'orologiaio bolognese Antonio Galli;
- Orologio di Palazzo Citeroni: ordigno meccanico da torre a pendolo costruito nel 1922 dall'orologiaio Edoardo Marconi.[82]
Parchi e aree verdi
[modifica | modifica wikitesto]Il tessuto urbano moderno e le pendici del colle ospitano diverse aree verdi pubbliche e giardini storici alberati:
- Belvedere del Castello: l'antico borgo medievale del Paese Alto, situato in posizione collinare a ridosso del litorale, ospita due principali punti di osservazione panoramica: il belvedere sottostante le logge di piazza Peretti e il punto apicale situato all'interno del parco di Monte Castello. Entrambe le postazioni offrono una visuale che si estende sull'intera Riviera delle Palme e sul bacino del mare Adriatico.
- Parco urbano del Primo Maggio: situato nel centro cittadino della marina, è un'ampia area verde attrezzata provvista di strutture sportive e spazi per il fitness all'aperto;[83]
- Parco delle Rimembranze: giardino monumentale della memoria storica cittadina, situato a ridosso del perimetro del borgo medievale;[84]
- Parco della Madonnina: area verde pubblica collinare disposta lungo i sentieri d'accesso a Grottammare Alta, storicamente impiegata per ospitare allestimenti culturali e rievocazioni in costume d'epoca;[85][86]
- Pineta Ricciotti: storico parco litoraneo caratterizzato da una fitta copertura di alberi ad alto fusto, intitolato alla memoria del sindaco Luigi Ricciotti, al cui interno sono collocati importanti monumenti scultorei cittadini;[87]
- Terrazza sul mare: area verde e arena panoramica all'aperto disposta sul lungomare litoraneo, adibita a polo per rassegne cinematografiche estive, concerti ed eventi di divulgazione scientifica ed astronomica;[88][89][90]
- Parco di Monte Castello: area verde collinare strutturata attorno ai ruderi dell'antica rocca medievale, che comprende al proprio interno il belvedere panoramico intitolato ad Alceo Speranza.[91]
Società
[modifica | modifica wikitesto]Evoluzione demografica
[modifica | modifica wikitesto]Abitanti censiti[92]

Etnie e minoranze straniere
[modifica | modifica wikitesto]Al 31 dicembre 2024 la popolazione straniera era di 984 persone, pari al 6,18% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti:[93]:
- Albania 224
- Romania 130
- Tunisia 51
- Cina 48
- Bangladesh 45
- Ucraina 40
- Polonia 39
- Nigeria 38
- India 26
Lingue e dialetti
[modifica | modifica wikitesto]A Grottammare si parla un dialetto di tipo aso-truentino, che nel corso della storia è stato fortemente influenzato prima da parte del dialetto fermano e oggi più italianizzato. Il dialetto grottammarese con il passare del tempo ha perciò subito diversi cambiamenti, e oggi è molto diverso da come era in passato. Le caratteristiche del dialetto grottammarese che sono rimaste invariate nel tempo sono:
- Metafonesi sannita monottongata (alcuni esempi: tìmbë per "tempo", fùchë per "fuoco");
- Monottongazione (alcuni esempi: mëstìrë per "mestiere", vàttë vì per "vattene via");
- Caduta della -a finale (alcuni esempi: la bàrchë per "la barca", la càsë per "la casa");
- Assimilazione dei nessi consonantici "-l + consonante" senza sonorizzazione (alcuni esempi: atë per "alto", fazë per "falso", pucì per "pulcino").
In passato tuttavia erano presenti dei particolari frangimenti vocalici, che stravolgevano l'assetto vocalico del dialetto grottese, i frangimenti erano:
- -ì diventava -é-, ad esempio marétë per "marito", féjë per "figlio", cunéjë per "coniglio";
- -é- diventava -à-, ad esempio nàrë per "nera", vëdà per "vedere", stràttë per "stretta", sàmë per "siamo": un fenomeno analogo si riscontra tuttora nel dialetto teramano;
- -à- diventava -ò-, ad esempio mòrë per "mare", candò per "cantare", salòmë per "salame", melaròngë per "arancio (simbolo di Grottammare)";
- -ù- diventa -ó-, ad esempio lónë per "luna", lópë per "lupo", fërtónë per "fortuna";
- -ó- diventa -à-, ad esempio càrtë per "corta", càrrë per "correre", allàrë per "allora".
Oggi questi cambiamenti delle vocali toniche sono quasi del tutto scomparsi, permanendo sporadicamente le sole aperture di "u" in "ó" e di "i" in "é", come a San Benedetto.
Un'altra caratteristica del dialetto grottammarese è l'uso del doppio inventari vocalico, fenomeno derivato dall'influenza fermana, e di cui alcuni esempi sono: lu tìmbë bbùnu per "il tempo buono", lu cà nìru per "il cane nero", lu mòrë còlmu per "il mare calmo", li frëchì bìlli per "i bambini belli", la mammë bbòna per "la mamma buona", l'acquë calla per "l'acqua calda", issu è bravu per "lui è bravo".
Il dialetto attuale di Grottammare si presenta in sintesi non troppo distante dal sanbenedettese, in quanto le influenze fermane appaiono regredite, a differenza della vicina Cupra Marittima, dove sono molto più evidenti: lì infatti le vocali finali -u, -i ed -a negli aggettivi tendono a mantenersi molto più salde.
Religione
[modifica | modifica wikitesto]Nel comune sono presenti cinque parrocchie.
Tradizioni e folclore
[modifica | modifica wikitesto]- Sacra Giubilare (1º luglio, solo nelle annate in cui coincide con la domenica): solennità religiosa e rievocazione storica istituita per volere di papa Alessandro III. Il pontefice, di ritorno via mare da Ancona dopo la stipula della Pace di Venezia con Federico Barbarossa, fu costretto a rifugiarsi con la propria flotta a Grottammare a causa di una tempesta. Accolto dai monaci del monastero di San Martino durante i festeggiamenti autunnali della comunità, il papa rimase colpito dalla devozione popolare e decretò, con bolla papale del 1177, l'indulgenza plenaria per chiunque visitasse la chiesa parrocchiale il 1º luglio nelle annate coincidenti con la domenica;[94]
- Processione del Cristo Morto (Venerdì Santo): sacra rappresentazione a cadenza triennale legata ai riti della Settimana Santa, documentata stabilmente a partire dal 1738. La manifestazione si articola in una solenne processione che attraversa le principali vie cittadine, animata da centinaia di figuranti in costume d'epoca che recano i simboli della Passione di Cristo;[95]
- Festa di Sant'Aureliano martire (prima domenica dopo Pasqua): storica festività religiosa e fiera popolare rionale istituita in onore del santo martire, le cui reliquie sono venerate nel territorio comunale;[96][97]
- Festa di San Paterniano (mese di luglio): festa patronale della città celebrata in onore di san Paterniano. Il momento culminante delle celebrazioni si raggiunge al termine della messa solenne, concelebrata dai parroci del comune, e della successiva processione che attraversa le vie del centro con il simulacro del santo; l'evento è tradizionalmente accompagnato dallo sparo di numerosi mortaretti. Secondo un'antica credenza popolare legata alla cultura agraria locale, il forte rumore provocato dalle deflagrazioni avrebbe la proprietà di disperdere le perturbazioni atmosferiche, scongiurando le grandinate estive che metterebbero a rischio i raccolti della zona;[98]
- Palio del pattino (fine luglio): competizione remiera costiera istituita nel 1999 e disputata su tradizionali mosconi in legno condotti da due rematori per ciascun equipaggio. La gara si svolge nello specchio acqueo antistante lo storico palazzo del Kursaal lungo un percorso regolamentato di 5 miglia marine; in occasione della competizione, il tessuto urbano si suddivide in 14 rioni storici, contraddistinti da stemmi e colori propri. La manifestazione è intitolata alla memoria del giovane vogatore grottammarese Maurizio Pignotti;[99][100]
- Fiera di San Martino (11 novembre): storica fiera campionaria e mercato popolare di antiche origini rurali. L'evento, originariamente incentrato sullo scambio di prodotti agricoli e bestiame in concomitanza con la scadenza dei contratti agrari, costituisce una delle maggiori rassegne fieristiche della riviera, estendendosi lungo le principali vie del centro urbano con espositori, artigiani e stand commerciali.[101]
Cultura
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Biblioteche
[modifica | modifica wikitesto]- Biblioteca "Mario Rivosecchi"
Istruzione
[modifica | modifica wikitesto]- Scuola dell'infanzia Capoluogo;
- Scuola Elementare Parificata;
- Scuola Media Statale G.Leopardi;
- Istituto Antonio Locatelli;
- Istituto d'Istruzione Superiore Fazzini-Mercantini;
- Istituto Fazzini;
- Istituto Virgo Lauretana;
- IC Leopardi plesso Speranza;
- Skill Academy Grottammare.
Musei
[modifica | modifica wikitesto]Il polo espositivo dei Musei Civici di Grottammare si articola in diverse sedi collocate tra il centro urbano e il borgo antico, coordinate all'interno di un unico sistema museale comunale:[102]
- Museo dell'illustrazione contemporanea (MIC): ospitato nei locali Kursaal sul lungomare, conserva una vasta collezione di opere grafiche, illustrazioni, caricature e manifesti umoristici di rilevanza nazionale, fungendo da polo d'appoggio per le attività del festival *Cabaret Amoremio!*;[103]
- Museo Torrione della Battaglia: situato all'interno della fortificazione cinquecentesca di Grottammare Alta, accoglie un'importante collezione monografica di bronzi, modelli in gesso, disegni e opere grafiche del celebre scultore Pericle Fazzini;[104]
- Museo Il Tarpato: allestito nelle stanze della seicentesca casa natale del pittore Giacomo Pomili (noto con lo pseudonimo di Il Tarpato), raccoglie le tele, i quadri e le opere pittoriche dell'artista grottammarese, caratterizzate da uno stile naïf di matrice metafisica;[105][106]
- Sala museale "Gianni Ottaviani": spazio espositivo permanente dedicato al pittore, inventore e poliedrico artista locale Gianni Ottaviani, che espone le creazioni plastiche e le invenzioni brevettate dell'autore piceno.[107]
Teatri
[modifica | modifica wikitesto]Il comune vanta una consolidata tradizione nelle arti sceniche, favorita dalla presenza di due storici complessi teatrali di differente concezione architettonica:
- Teatro dell'Arancio: edificato alla fine del Settecento sul sito del preesistente palazzo comunale medievale, sorge integrato al perimetro murario sul lato occidentale di piazza Peretti, nel borgo antico. Censito tra i 73 teatri storici delle Marche, ha una capienza di 100 posti e presenta una facciata caratterizzata da una nicchia monumentale che ospita la statua bronzea di papa Sisto V, opera di Stefano Galletti;[108]
- Teatro delle Energie: capiente struttura da 400 posti a sedere inaugurata alla fine degli anni novanta a seguito di un intervento di archeologia industriale e riqualificazione urbana di un'ex fabbrica dismessa, costituisce il maggiore spazio per la produzione teatrale, i concerti e i congressi del centro moderno.[109]
Cucina
[modifica | modifica wikitesto]La tradizione enogastronomica di Grottammare riflette fedelmente i tratti culturali del litorale adriatico e della vicina marineria di San Benedetto del Tronto. Le specialità e i piatti tipici locali sono storicamente basati sulla pesca e sull'impiego del pescato fresco, interpretato in preparazioni costiere tra le quali spiccano il tradizionale brodetto alla sambenedettese e i piatti di frittura di paranza.[110][111]
Sotto il profilo agricolo e agrumicolo, il territorio comunale è celebre per la coltivazione e la tutela dell'arancia bionda del Piceno, presidio agrario locale che costituisce la produzione di agrumi più settentrionale d'Italia. Secondo la storiografia e la tradizione orale locale, gli alberi di arancio dolce vennero introdotti lungo la costa nel corso dell'epoca moderna da ciurme e marinai di origine siciliana, attecchendo stabilmente grazie al particolare microclima protetto della collina litoranea.[112][113][114][115]
Cinema e televisione
[modifica | modifica wikitesto]Il territorio comunale è stato più volte prescelto come ambientazione per produzioni cinematografiche, televisive e cortometraggi di rilevanza nazionale:
- Cinema
- Il maestro (2025): lungometraggio diretto da Andrea Di Stefano e interpretato da Pierfrancesco Favino. Diverse sequenze della pellicola sono state girate nel territorio comunale, interessando in particolare i campi del locale circolo tennis "F. Beretti";[116][117]
- Cortometraggi
- Anna (2020): cortometraggio a sfondo sociale diretto da Vincenzo Palazzo e interpretato da Daria Morelli. L'opera, interamente girata tra i vicoli del Paese Alto e il litorale di Grottammare, ha ricevuto ampi riconoscimenti nei festival internazionali del settore, celebrando nel 2025 il proprio primo lustro dal debutto ufficiale;[118]
- Televisione
- Mio papà (2014): regia di Giulio Base, con Giorgio Pasotti e Donatella Finocchiaro, la pellicola è ambientata nella vicina Riviera delle Palme, tra San Benedetto del Tronto e Grottammare.[119]
- Scomparsa (2017): serie televisiva diretta da Fabrizio Costa e interpretata da Vanessa Incontrada e Giuseppe Zeno. Le riprese esterne, effettuate nel corso dell'estate 2016, hanno coinvolto diversi scorci del lungomare e del centro cittadino.[120]
Eventi
[modifica | modifica wikitesto]- Festival Liszt: nell'estate del 1868 il celebre pianista e compositore ungherese Franz Liszt soggiornò a Grottammare, ospite del conte Fenili. In ricordo del grande musicista, dal 2003 nella cittadina si tiene ogni anno una rassegna musicale curata dalla Fondazione Musicale Gioventù d'Italia che ospita importanti pianisti internazionali e giovani talenti del pianoforte.[Chiarire con fonti terze autorevoli la rilevanza "almeno nazionale" della manifestazione][121][122][123]
- Cabaret Amoremio!: istituito nel 1985, è il festival nazionale dell'umorismo più antico d'Italia, organizzato con cadenza annuale dal comune di Grottammare. La manifestazione si articola storicamente in un concorso dedicato ai nuovi comici emergenti del panorama nazionale e nella partecipazione di ospiti di rilievo della comicità italiana, culminando con l'assegnazione del prestigioso premio "Arancia d'oro" alla carriera.[124]
Media
[modifica | modifica wikitesto]- Giornale
- Riviera Oggi
Geografia antropica
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Borgo medievale
[modifica | modifica wikitesto]Il nucleo storico antico, denominato anche Vecchio Incasato, sorge in posizione collinare a 126 m s.l.m. a ridosso del litorale adriatico e conta una popolazione residente di circa 180 abitanti; la località è inserita stabilmente nel circuito de I borghi più belli d'Italia.[8][125][126]
Il tessuto urbano si sviluppa attorno a piazza Peretti, sulla quale si affacciano la chiesa di San Giovanni Battista, il Palazzo Priorale, l'Altana dell'Orologio, il settecentesco Teatro dell'Arancio, un loggiato monumentale e un belvedere panoramico.[127]

A breve distanza è situata la seicentesca chiesa di Santa Lucia, attribuita all'architetto Lattanzio Ventura e edificata per volontà di papa Sisto V. Lungo il camminamento delle mura storiche è possibile visitare il restaurato Torrione della Battaglia, struttura militare del XVI secolo che ospita al proprio interno il *Museo Torrione della Battaglia*, incentrato su una cospicua collezione di opere dello scultore Pericle Fazzini.[128][129][130]
Economia
[modifica | modifica wikitesto]Il comparto economico di Grottammare è storicamente incentrato sulle attività terziarie e sulla vocazione turistica del territorio, favorita dalle caratteristiche climatiche che agevolano lo sviluppo dell'arancio dolce, assunto a emblema del comune. Insieme a San Benedetto del Tronto e Cupra Marittima, la cittadina costituisce uno dei poli della Riviera delle Palme e ottiene dal 1998 il riconoscimento della Bandiera blu.[131]
Il comune dispone di una sviluppata rete ricettiva distribuita lungo i circa cinque chilometri di litorale sabbioso. Il comparto accoglie numerosi stabilimenti balneari e oltre cento strutture ricettive suddivise tra complessi alberghieri, residence, bed and breakfast e villaggi turistici.[132]
L'economia locale è integrata dall'industria conserviera e metalmeccanica, dal settore ortofrutticolo e dal comparto del vivaismo floroivaistico, specializzato in particolare nella produzione e commercializzazione dell'alloro.[133] Tra le attività produttive tradizionali si segnala infine l'artigianato manifatturiero, legato storicamente all'arte del merletto a fuselli e del pizzo.[134]
Infrastrutture e trasporti
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Strade
[modifica | modifica wikitesto]L'asse viario longitudinale principale del territorio è costituito dalla strada statale 16 Adriatica, la quale attraversa il centro urbano e la marina. Storicamente sviluppatasi a ridosso del litorale e ampliata alla fine del XIX secolo, la statale funge da asse portante per il tessuto commerciale moderno, parallelamente all'adiacente viale Cristoforo Colombo. Il comune è inoltre collegato alla rete autostradale nazionale mediante il proprio casello di Grottammare, situato lungo l'autostrada A14.
Ferrovie
[modifica | modifica wikitesto]La cittadina è servita dalla stazione di Grottammare, impianto passeggeri sprovvisto di scalo merci situato lungo la ferrovia Adriatica. La linea ferroviaria a ridosso del litorale venne solennemente inaugurata nel [], fornendo un decisivo impulso alla transizione economica del comune dall'agricoltura e dalla pesca tradizionale verso l'edilizia da diporto e il turismo balneare d'inizio Novecento.
Mobilità urbana
[modifica | modifica wikitesto]Il sistema di trasporto pubblico urbano e i collegamenti interurbani con le località del comprensorio e dell'entroterra piceno sono garantiti da autoservizi di linea gestiti dalla società START.
Mobilità ciclistica
[modifica | modifica wikitesto]Il litorale pianeggiante di Grottammare è interamente percorso in sede propria da una sezione della Pista ciclabile della Riviera delle Palme, asse ciclopedonale costiero integrato nel più ampio corridoio verde della Ciclovia Adriatica, itinerario cicloturistico nazionale in fase di completamento lungo il versante adriatico.[135]
Amministrazione
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| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 1944 | 1946 | Gennaro De Nardis | commissario prefettizio | ||
| 1946 | 1951 | Giulio Piergallini | Sindaco | ||
| 1951 | 1956 | Gennaro De Nardis | Sindaco | ||
| 1956 | 1966 | Luciano Rossi | Sindaco | ||
| 1966 | 1967 | Dante Verusio | - | commissario prefettizio | |
| 1967 | 1973 | Bernardo Vagnoni | Sindaco | ||
| 1973 | 1974 | Primo Silvestri | Sindaco | ||
| 1974 | 1983 | Bernardo Vagnoni | Sindaco | ||
| 1983 | 1985 | Francesco Capponi | Sindaco | ||
| 1985 | 1988 | Mario Sparvieri | Sindaco | ||
| 1988 | 1989 | Giovanni Lucci | Sindaco | ||
| 1989 | 1993 | Monaldo Perotti | Sindaco | ||
| 1993 | 1994 | Mariano Lauri | Sindaco | ||
| agosto 1994 | novembre 1994 | Marisa Marchetti | - | commissario prefettizio | |
| 21 novembre 1994 | 29 novembre 1998 | Massimo Rossi | Solidarietà e partecipazione | Sindaco | |
| 30 novembre 1998 | 25 maggio 2003 | Massimo Rossi | Solidarietà e partecipazione | Sindaco | |
| 26 maggio 2003 | 13 aprile 2008 | Luigi Merli | Solidarietà e partecipazione | Sindaco | |
| 14 aprile 2008 | 26 maggio 2013 | Luigi Merli | Solidarietà e partecipazione | Sindaco | |
| 27 maggio 2013 | 10 giugno 2018 | Enrico Piergallini | Solidarietà e partecipazione | Sindaco | |
| 11 giugno 2018 | 14 maggio 2023 | Enrico Piergallini | Solidarietà e partecipazione | Sindaco | |
| 15 maggio 2023 | in carica | Alessandro Rocchi | Solidarietà e partecipazione | Sindaco | |
Gemellaggi
[modifica | modifica wikitesto]Grottammare è gemellata con:
Sport
[modifica | modifica wikitesto]- Calcio
Ha sede nel comune la storica società di calcio Grottammare Calcio 1899, che ha scritto pagine importanti del calcio regionale. Attualmente la squadra milita nel campionato di Prima Categoria.[140] Ha sempre sede nel comune un'altra società calcistica, la GMD Grottammare che milita in Seconda Categoria.[141]
- Ciclismo
Grottammare ha ospitato partenze di tappa della Tirreno-Adriatico:
- 1982, 5ª tappa, Grottammare-San Benedetto del Tronto, 211 km, vinta da Gerrie Knetemann;
- 1983, 3ª tappa, Grottammare-Paglieta, 210 km, vinta da Moreno Argentin;
- 1986, 5ª tappa, Grottammare-Montegiorgio, 284,6 km, vinta da Roberto Pagnin;
- 1987, 5ª tappa, Grottammare-Monteprandone, 186,5 km, vinta da Sergio Finazzi;
- 1988, 6ª tappa, Grottammare-San Benedetto del Tronto, 82 km, vinta da Adriano Baffi;
- 1989, 6ª tappa, Grottammare-Osimo, 174 km, vinta da Charly Mottet;
- 1990, 7ª tappa, Grottammare-Acquasanta Terme, 178 km, vinta da Eddy Planckaert;
- 1991, 7ª tappa, Grottammare-Ancarano, 184,5 km, vinta da Jesper Skibby;
- 1993, 5ª tappa, Grottammare-Porto Sant'Elpidio, 163 km, vinta da Endrio Leoni;
- 1996, 8ª tappa, Grottammare-San Benedetto del Tronto, 159 km, vinta da Ján Svorada;
- 1997, 7ª tappa, Grottammare-San Benedetto del Tronto, 159 km, vinta da Mario Traversoni;
- 1998, 7ª tappa, Grottammare-San Benedetto del Tronto, 166 km, vinta da Erik Zabel.
- Impianti sportivi
- Bocciodromo comunale;[142]
- Circolo tennis "F.Beretti";[143]
- Grottammare Piscine;[144]
- Impianto sportivo polivalente presso centro commercialele "L’Orologio";
- Parco ciclistico Daniela Calise;[145]
- Pista di Pattinaggio comunale;[146]
- Sporting Village Grottammare;[147]
- Stadio Comunale "Filippo Pirani". [148]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
- ↑ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
- ↑ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
- ↑ grottése, su dizionario-italiano.it. URL consultato il 17 settembre 2023.
- ↑ Comune di Grottammare, su comuni-italiani.it. URL consultato il 17 settembre 2023.
- ↑ AA.VV. Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani., 1996, Milano, Garzanti, p. 319, ISBN 88-11-30500-4.
- ↑ Laura Alberti, Grottammare, cosa vedere nella “perla dell’Adriatico”, su italiani.it, 4 agosto 2021. URL consultato il 27 marzo 2026.
- 1 2 Grottammare - Tra palme e gabbiani, su borghipiubelliditalia.it. URL consultato il 12 luglio 2026.
- ↑ Alessia Merati, “Borgo dei Borghi” 2021: Tropea, in Calabria, ha vinto il titolo di più bello d’Italia - Grottammare (Ascoli Piceno), Marche, su viaggi.corriere.it, 5 aprile 2021. URL consultato il 24 marzo 2026.
- ↑ (EN) Laura Teso, What to see in Grottammare, a beautiful village in Le Marche, su mycornerofitaly.com. URL consultato il 27 marzo 2026.
- ↑ Pier Paolo Flammini, San Benedetto e Grottammare, una sola città che vive peggio per decisioni del 1861, su cronachepicene.it, 23 aprile 2024. URL consultato il 19 gennaio 2025.
- ↑ Grottammare: Clima e Dati Geografici, su comuni-italiani.it.
- ↑ Lungo il 43º parallelo dell'emisfero boreale per scoprire Grottammare il paese Pericle Fazzini, su turismoitalianews.it, 22 luglio 2017.
- ↑ I.S.T.A.T., Statistiche Meteorologiche Roma, 1967-1977 (11 anni rilevati). Dati estratti dagli 11 annuari meteorologici relativi agli anni 1967-1977 e successivamente rielaborati
- ↑ Qui si fece l'Italia, ma guai a dirlo ad alta voce, su rivieraoggi.it, 15 gennaio 2010. URL consultato il 12 luglio 2026.
- ↑ I treni armati della Regia Marina, su marina.difesa.it. URL consultato il 12 luglio 2026.
- ↑ Le tragedie del XX secolo, su paoloturco.it. URL consultato il 12 luglio 2026.
- ↑ Chiesa di San Martino - I luoghi del cuore FAI, su fondoambiente.it. URL consultato il 28 marzo 2026.
- ↑ Chiesa di San Martino, su marchetravelling.com. URL consultato il 23 marzo 2026.
- ↑ L'iscrizione recita: «L'imperatore Cesare Traiano Adriano Augusto, figlio del divino Traiano vincitore dei Partici, nipote del divino Nerva, pontefice massimo, investito della tribunicia potestà per l'undicesima volta, console per la terza volta, con la sua munificenza restaurò il tempio della dea Cupra».
- ↑ Chiesa di San Martino (ca. VIII-IX sec.), su comune.grottammare.ap.it. URL consultato il 24 marzo 2026.
- ↑ Chiesa di Sant’Agostino (XVI sec.), su comune.grottammare.ap.it. URL consultato il 24 marzo 2026.
- ↑ Oasi Santa Maria dei Monti, su visitgrottammare.it. URL consultato il 24 marzo 2026.
- ↑ Chiesa di Santa Lucia, su visitgrottammare.it. URL consultato il 24 marzo 2026.
- ↑ Chiesa di Santa Lucia, su marchetravelling.com. URL consultato il 23 marzo 2026.
- ↑ San Giovanni Battista, su sangiovannibattistagrottammare.it. URL consultato il 12 luglio 2026 (archiviato dall'url originale il 15 giugno 2012).
- ↑ Cristiano Marchegiani, La chiesa di San Giovanni Battista: revival sistino in epoca napoleonica, in Il Museo Sistino di Grottammare. Guida alle opere, con una appendice sui restauri a cura dell'Opificio delle Pietre Dure – Firenze, a cura di Paola Di Girolami, Benedetta Montevecchi, Massimo Papetti, Firenze, Nardini Editore, 2003, pp. 19-25. La chiesa di San Giovanni Battista: revival sistino in epoca napoleonica (PDF), su cristianomarchegiani.it. URL consultato il 12 luglio 2026 (archiviato dall'url originale il 13 marzo 2016).
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Voci Correlate
[modifica | modifica wikitesto]Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Montevecchi B., Di Girolami P., Papetti M. Il Museo Sistino di Grottammare. Nardini Libri, 2003
- Alberto Silvestro. Grottammare. Di storia in storia. Chillemi Libri, 2011.
- Gianluigi Lerza. Opere sistine nel Piceno. Nuova cultura, 2012, pp. 65.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Grottammare
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Sito ufficiale, su comune.grottammare.ap.it.
- Grottammare, su sapere.it, De Agostini.
- Il sito turistico, su visitgrottammare.it.
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