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Gnocchi

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BERJAYA Disambiguazione – "Gnocco" rimanda qui. Se stai cercando altri significati, vedi Gnocchi (disambigua) o Gnocco (disambigua).
Gnocchi
BERJAYA
Gnocchi di ricotta con burro e salvia
Origini
Luogo d'origineItalia (bandiera) Italia
DiffusioneMondiale
Dettagli
Categoriaprimo piatto
Ingredienti principali
  • patate
  • farina
  • uova
[1]

Gli gnocchi sono un tipo di pasta tipico della cucina italiana diffuso nel mondo.[1][2]

Gli gnocchi derivano dalle semplici pallottole che fin dai tempi più remoti venivano impastate con sola acqua e farine varie, per poi essere abbrustolite o fritte. Una tipologia primitiva di gnocchi è attestata nei banchetti rinascimentali della Lombardia: si chiamavano zanzarelli ed erano impastati con mollica di pane, latte e mandorle tritate, assieme ad altri ingredienti che ne determinavano la differente colorazione. Vi erano quindi gli zanzarelli verdi, impastati con bietola e spinaci, e quelli gialli, realizzati con l'aggiunta di zucca o di zafferano[3]. Un altro tipo di gnocchi erano invece i malfatti, tipici della Toscana e impastati con uova, carne di pollo tritata oppure carote.

Nel XVIII secolo, con l'importazione delle patate dall'America, si diffuse la ricetta con cui oggi sono più conosciuti e apprezzati, descritti nei ricettari a partire dalla seconda metà del Ottocento[4]. Il termine gnocchi viene probabilmente dal longobardo knohhil, "nodo"; dallo stesso termine deriverebbe knödel, parola di origine mitteleuropea con cui si indica una pietanza molto simile ma non del tutto identificabile con gli gnocchi, consumata anche in Trentino e Friuli col nome italianizzato canederli.

In altri paesi dell'Europa sono diffuse pietanze simili agli gnocchi: oltre ai già citati knodel, è ad esempio il caso della Polonia, dove sono diffusi degli gnocchi dalla forma a rombo che prendono il nome di kopytka (lett. "piccoli zoccoli"). Tipici di Austria e Germania soono invece i Leberknodel, al cui impasto si aggiunge del fegato di bovino.

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Gnocchi di patate

La base per la ricetta degli gnocchi è un impasto di acqua e farina di frumento o di semola. Si possono anche adoperare diversi tipi di farina, come quella di castagne; oppure può essere aggiunta della ricotta, che addolcirà notevolmente il prodotto. Nella variante maggiormente diffusa, vi si aggiungono delle patate a pasta gialla lessate e schiacciate con un passaverdure.

L'impasto viene lavorato fino a ottenere una consistenza soda ed elastica; gli si fa assumere la forma di un cordolo allungato, poi si procede a tagliarlo in tocchetti cilindrici da 1-2 cm di lunghezza. Generalmente vi vengono passati sopra i rebbi di una forchetta o un apposito strumento (il rigagnocchi), per creare delle scanalature che favoriranno una cottura uniforme e tratterranno meglio il condimento[1]. All'impasto di base, con o senza patate, possono essere addizionati zucca, spinaci o altre verdure passate, che conferiranno agli gnocchi sapori e colori diversi. Comunemente all'impasto non viene aggiunto il sale, ma in alcune regioni è uso comune addizionare una piccola quantità di spezie. Gli gnocchi vengono poi immersi in abbondante acqua bollente e salata per pochi minuti, finché non vengono a galla.

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Gnocchi di patate

Tra le molte varianti, notevoli sono gli gnocchi preparati con un impasto di acqua e semolino, soprannominati alla romana ma consumati in tutta l'Italia centrale. Gli gnocchi alla romana hanno forma e dimensioni distintive: sono infatti tagliati a disco, con un diametro di 3-4 cm e uno spessore di 0,5-1 cm [2].

Gli gnocchi sono tra le paste preparate a livello industriale. La forma con cui essi vengono normalmente industrializzati è quella con le patate, anche se nell'impasto degli gnocchi destinati alla distribuzione la percentuale di tale ingredienti è molto ridotta: viene in genere addizionata solo la fecola, e non il tubero lessato. Vengono venduti anche gli gnocchi "alla romana", in appositi cilindri di plastica, mentre le varianti di sola farina sono praticamente inesistenti; negli ultimi anni, alcuni pastifici propongono invece gnocchi con farina integrale o con un ripieno di formaggio, pomodoro o altre verdure.

Gli gnocchi vengono tradizionalmente serviti come primo piatto, conditi con sughi, creme, fondute o altri ingredienti. Meno frequentemente costituiscono un piatto unico o il contorno per piatti di carne al sugo; esistono poi degli gnocchi dolci farciti di frutta e/o spolverizzati con zucchero o cannella.

Varianti regionali

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Gli gnocchi sono maggiormente diffusi nelle regioni centrosettentrionali, accompagnati in genere da condimenti molto energetici: l'alimento era infatti consumato principalmente nel periodo invernale, quando le temperature erano particolarmente rigide. Al Sud sono invece diffusi tipi di gnocchi più semplici e con condimenti di magro.

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Gnocchi al Castelmagno e granella di noci tostata

Tipici del Piemonte sono gli gnocchi al Castelmagno e gli gnocchi della Val Varaita di forma allungata e con burro e formaggio toma nell'impasto. Tipici della Val di Fassa sono poi gli gnocchi di polenta, che possono accompagnare il bollito piemontese o sughi di carne grassa.

Valle d'Aosta

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Oltre alla classica ricetta, in questa regione esistono i più ricchi gnocchi della festa, preparati con petto di pollo tritato, patate bollite e burro. Il condimento più diffuso è detto alla bava, una fonduta di fontina a cui possono essere addizionati tuorli d'uovo e panna insieme ad altri formaggi come robiola, toma, grana o gorgonzola. Questo condimento si può utilizzare sia per gli gnocchi normali che per quelli della festa.

In Liguria gli gnocchi al pesto vengono proposti spesso in ristoranti e trattorie al pari delle trofie. Bisogna notare che in lingua ligure il termine trofie indica propriamente gli gnocchi, ed è stato poi esteso al tipico taglio di pasta [5].

A Castel Goffredo, in provincia di Mantova, in occasione del carnevale locale, la tradizionale maschera di Re Gnocco offre ai propri sudditi gnocchi e vino nel corso del venerdì gnoccolaro.

In Veneto, dove sono detti anche "macaroni", gli gnocchi sono molti diffusi. A Verona un piatto di gnocchi con burro e salvia (o con la pastissada, lo stracotto di cavallo tipico della città scaligera) viene tradizionalmente consumato il "Vendri Gnocolàr", giorno della sfilata dei carri di Carnevale. Il Papà del Gnocco è la principale maschera del carnevale scaligero, assimilabile per molti versi a quello lombardo.

Friuli-Venezia Giulia

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Nella cucina friulana, oltre che come primo piatto salato, gli gnocchi sono disponibili anche in una versione dolce: inizialmente preparati come piatto unico, oggi possono essere serviti indifferentemente come primo piatto o dessert. La principale varietà di gnocco dolce è condita con cacao, ricotta affumicata, cedro candito, uva passa, zucchero e cannella.[6][7] Tipici di Trieste sono gli gnocchi di susine, di dimensioni maggiori e ripieni di una o due prugne, serviti con cannella e pangrattato[8].

Emilia - Romagna

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In Romagna gli gnocchi sono chiamati maccheroni di patate.[9] Sono tradizionali anche gli gnocchetti di polenta, piccoli e quadrati tagliati da una sfoglia molto grossa di farina mista frumento-granoturco.[10]. Non vanno confusi con lo gnocco fritto, consumato in tutta la regione: esso non è un formato di pasta, ma una tipica frittella che accompagna salumi e formaggi.

I già citati gnocchi alla romana vengono in genere sbollentati, tagliati in rondelle e disposti in teglia, quindi cosparsi di burro e pecorino o parmigiano e gratinati. Possono essere conditi anche con una fonduta di taleggio, con sugo o con ragù. Nella regione sono poi diffusi gli gnocchi di latte, dalla forma simile e cotti al forno.

Nella città di Roma gli gnocchi rappresentano il piatto tradizionale del giovedì, seguendo il detto "Giovedì gnocchi, Venerdì pesce (o anche "ceci e baccalà"), Sabato trippa" [11]. Ancora oggi sopravvivono osterie e trattorie dove si segue la tradizione.[12][13].

In Campania si opera una distinzione tra gli gnocchi di sola farina, detti strangulaprievete e tipici della cucina popolare, e gli gnocchi di patate, riservati un tempo alle classi abbienti. Il giorno in cui vengono tradizionalmente consumati è in questo caso è la domenica; conditi con ragù napoletano e mozzarella e successivamente gratinati al forno, sono chiamati "Gnocchi alla sorrentina".

Sulla Costiera Amalfitana sono diffusi gli Ndunderi, che differiscono dagli gnocchi per l'aggiunta di ricotta all'impasto.

I Malloreddus, taglio di pasta tipico di questa regione, sono noti anche come gnocchetti sardi e vengono preparati con semola e farina e senza l'aggiunta di patate.

Sebbene gli gnocchi non siano molto diffusi, nella zona centromeridionale della regione è diffuso un particolare tipo di gnocchi, di dimensioni molto contenute e dalla forma cilindrica, che vengono serviti con frutti di mare (principalmente cozze o vongole) e un sughetto leggero di pesce.

Le còcule salentine sono una variante degli gnocchi, dai quali si distinguono per le maggiori dimensioni e per l'aggiunta di pane raffermo nell'impasto[14].

Gli gnocchi sono radicati nella cultura italiana, al punto di aver dato origine a una serie di modi di dire. La stessa parola gnocco è adoperata per indicare una persona goffa e ingenua, a motivo del fatto che anziché agire rimanga ferma "come uno gnocco".

Noto è il detto "Ridi, ridi, ché mamma ha fatto gli gnocchi", usato per indicare sarcasticamente un'allegria immotivata e fuori luogo. L'origine di questo modo di dire risiederebbe nel fatto che gli gnocchi siano un piatto tutto sommato semplice, dunque non richiederebbe eccessivo entusiasmo nell'essere mangiato; è stata però proposta almeno un'altra lettura: nell'uso comune, il termine gnocchi potrebbe indicare il denaro, con velata allusione alla prostituzione[15].

  1. 1 2 3 Ricetta Gnocchi di patate, su GialloZafferano.it. URL consultato il 15 ottobre 2015.
  2. 1 2 gnocco, su Vocabolario – Treccani. URL consultato il 15 ottobre 2015.
  3. Giovanni de Rosselli, Epulario qual tratta del modo di cucinare ogni carne ..., 1596, p. 17.
  4. https://ricette.giallozafferano.it/Gnocchi-di-patate.html
  5. Trofie, su paroledigenova.net (archiviato dall'url originale il 24 settembre 2015).
  6. autori vari, Dizionario delle cucine regionali italiane, Slow Food, 2010, p. 317.
  7. Elsa Mazzolini, Alessandra Meldolesi, L'Italia del cioccolato, Touring club, 2004, p. 156.
  8. https://www.radiopuntozero.it/gnocchi-susine-radio-chef/
  9. Gnocchi, su MATTARELLO(A)WAY. URL consultato il 23 dicembre 2021 (archiviato dall'url originale il 23 dicembre 2021).
  10. Gnocc ad pulenta si fasul (gnocchi di polenta con i fagioli) - Santarcangelo di Romagna, su santarcangelodiromagna.info, 10 novembre 2016. URL consultato il 4 dicembre 2025.
  11. Il proverbio sottolinea l'importanza del giovedì come giorno quasi festivo, che necessita d'un piatto elaborato e gustoso in contrapposizione a quello di magro del giorno successivo.
  12. Giovedì gnocchi, venerdì pesce e sabato trippa, perché?, su odealvino.com. URL consultato il 15 ottobre 2015.
  13. Gnocchi . Il piatto che fu giovedì, su la Repubblica.it. URL consultato il 15 ottobre 2015.
  14. https://www.saporideisassi.it/blog/le-cocule-ricetta-tradizionale-del-salento/
  15. https://www.leggo.it/alimentazione/news/ridi_ridi_che_la_mamma_ha_fatto_gli_gnocchi_cosa_significa_video_oggi_19_12_2023-7826129.html?refresh_ce
BERJAYA
Re Gnocco

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