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Gallina (Reggio Calabria)

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Gallina
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione  Calabria
CittàBERJAYA Reggio Calabria
CircoscrizioneXIV
Superficie25,43 km²

Gallina (Iaddhìna in dialetto reggino) è la XIV circoscrizione del comune di Reggio Calabria. Ha un'estensione territoriale di 25,43 km² e al 31 dicembre 2007 contava una popolazione di 7 283 abitanti.[1]

Il territorio della circoscrizione di Gallina, comprendente i rioni di Gallina, Arangea, Armo, Puzzi, Lutrà e Aretina, confina a nord con la XII circoscrizione (Cannavò - Mosorrofa - Cataforio), a sud con la XIII circoscrizione (Ravagnese), a ovest con la VII (San Giorgio - Modena - San Sperato) e a est con il comune di Cardeto.

Gallina sorse nel 1783 dalle ceneri di Motta Sant'Agata, situata sulla sponda destra del torrente Sant'Agata, distrutta dal forte terremoto del 5 febbraio. La ricostruzione post-sisma non avvenne sullo stesso sito, ma per la nuova città, totalmente ridisegnata, furono scelti i "piani di Gallina", un pianoro posto a 235 m s.l.m. lontano dai monti; ma la "Nuova città di Sant'Agata in Gallina" non portò alla rinascita del paese, che anzi vide un progressivo spopolamento. Durante il periodo napoleonico iniziò un periodo di benefici influssi per tutto il territorio, che vide inoltre un allargamento dei propri confini giurisdizionali: i paesi sotto la giurisdizione di Sant'Agata furono il comune di Sant'Agata in Gallina (che si chiamerà ufficialmente Gallina dal 1861) con le frazioni di Puzzi, Croce Valanidi, Ravagnese, Arangea, San Gregorio, il comune di Cataforio con le frazioni di San Salvatore, Armo, Mosorrofa, Vinco, Cardeto e Pellaro. Nel 1844 il re Ferdinando II delle Due Sicilie decise che ogni comune doveva dotarsi di una biblioteca circondariale, così anche Gallina si dotò della propria, anche se buona parte dei 5 262 abitanti del comune, nel 1850, era analfabeta; nel 1878 venne costruita la prima farmacia. Dopo la nascita del Regno d'Italia venne istituito il Consiglio comunale e introdotta la lira. Le condizioni del comune, dal terremoto del 1783, erano comunque critiche e, sebbene ci fosse stato un ripopolamento che aveva portato la cittadinanza ad arrivare agli 8 068 abitanti, la situazione si aggravò dopo il terremoto del 1908, che portò alla morte di 464 persone nel comune.

La composizione demografica e culturale della frazione di Vinco ha visto un importante mutamento a partire dal 1951. In seguito alla catastrofica alluvione dell'Aspromonte, Vinco ha ospitato la popolazione sfollata da Africo Vecchio e da Casalnuovo. Quest'ultimo borgo traeva le sue origini storiche dai primi stanziamenti di soldati italo-albanesi (arbëreshë) del XV secolo, integratisi nel tempo con la locale comunità di rito greco-bizantino. A causa di questi flussi migratori, la frazione di Vinco ha assunto un'identità culturale unica, unendo le tradizioni locali con quelle dei nuovi abitanti diventando così una comunità con una popolazione maggiormente di origine arbereshe. Questa migrazione ha portato nel paese influenze culturali e storiche di matrice greco-albanese; pur non essendo una colonia storica originaria, la comunità mantiene vive tutt'oggi le tradizioni, i racconti e le memorie familiari del territorio aspromontano. [2][3]

Il 12 febbraio 1927 il podestà di Reggio Calabria Zerbi chiese l'attuazione della Grande Reggio, che fu approvata da Benito Mussolini con Decreto del 7 luglio 1927: Gallina (all'epoca con una popolazione di 14 000 abitanti) venne quindi conurbata a Reggio Calabria, divenendo uno dei sobborghi periferici della città.

Nel 1978, con la delibera n° 57 del 30 marzo, il comune di Reggio Calabria viene diviso in 15 circoscrizioni di decentramento e Gallina ne è la nº 14.

Il nome di Gallina, secondo lo storico tedesco Gerhard Rohlfs, deriva dall'omonimo proprietario terriero della zona, ma questa affermazione non fu mai provata storicamente.

Oggi qualcuno avanza l'ipotesi che il nome sia stato dato dai greci dell'Ellade (Grecia), in quanto il loro capoluogo è "Killini" e, come in quella provincia esistono le località di Loutrà e Pirgos, anche nei pressi di Gallina vi sono le stesse località, denominate appunto Pirgo e Lutrà.

C'è chi avanza un'ulteriore ipotesi: che Gallina sia stata denominata dai greci con il termine "Galinòs", che significa "calmo", "tranquillo", proprio come era il luogo ai tempi dell'arrivo dei greci a Reggio.

La stessa radice e ugual significato li si ritrova nel nome dalla ninfa nereide Galena ( in greco Galênê o Galênaiê). Figlia di Nereo e di Doride e personificazione del "mare calmo" potrebbe aver avuto qui dimora per sorvegliare le coste dello Stretto. Il nome Galena sarebbe divenuto Galìna cambiato dal dialetto in Gallina.

Altra origine possibile del toponimo Gallina è suggerita dal significato del sumero "gal", che sta per "divinità". In sumero "urigallu" era infatti il servitore ("ur") della divinità ("gallu"). Nell'area della Calabria ulteriore sono numerosi i toponimi riconducibili alle lingue delle popolazioni di origine orientale che nell'età del bronzo (e forse prima) l'abitarono. Esempi sono "Apsia", "Melle", "Melicucco" e altri. Anche il toponimo "Gallico" è leggibile in modo analogo: "ki" è suffisso sumero di località.[4]

  1. XIV - Gallina | Città di Reggio Calabria, su comune.reggio-calabria.it. URL consultato il 18 gennaio 2011 (archiviato dall'url originale il 30 giugno 2013).
  2. I Libri di Bruno Palamara, su www.africo.net. URL consultato il 12 giugno 2026.
  3. Ferruccio Maradei, De Albanensium seu Græcorum peculiari cura habenda. La condizione religiosa dei fedeli italo-albanesi nella Calabria post-tridentina. Profili storico-giuridici, in Stato, Chiese e pluralismo confessionale, 6 giugno 2023, DOI:10.54103/1971-8543/20258. URL consultato il 12 giugno 2026.
  4. v. Tripodi Giacomo, Atti Accademia Peloritana dei Pericolanti vol. 87, 2011
  • Gerhard Rohlfs, Dizionario toponomastico ed onomastico della Calabria (1978)
  • Da Sant'Agata a Gallina, di A. Bertucci, edizione Mapograf (1988)
  • Corrado Alvaro, Cronache di Africo, Reggio Calabria, 1951.
  • Vito Teti, Il senso dei luoghi. Memoria e storia dei paesi abbandonati, Roma, Donzelli, 2004.
  • Domenico Zangari, ''Le colonie italo-albanesi di Calabria: storia e demografia'', Napoli, 1941.

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