Corato
| Corato comune | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Città metropolitana | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Corrado Nicola De Benedittis (DemoS) dal 05-10-2020 (2º mandato dal 30-05-2026) |
| Territorio | |
| Coordinate | 41°09′N 16°24′E |
| Altitudine | 232 m s.l.m. |
| Superficie | 169,35 km² |
| Abitanti | 46 817[1] (31-5-2026) |
| Densità | 276,45 ab./km² |
| Comuni confinanti | Andria (BT), Bisceglie (BT), Ruvo di Puglia, Trani (BT) |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 70033 |
| Prefisso | 080 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 072020 |
| Cod. catastale | C983 |
| Targa | BA |
| Cl. sismica | zona 3 (sismicità bassa)[2] |
| Cl. climatica | zona D, 1 545 GG[3] |
| Nome abitanti | coratini |
| Patrono | san Cataldo[4] |
| Giorno festivo | 10 maggio[4] |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Corato (Quaratë nel dialetto locale[5]) è un comune italiano di 46 817 abitanti[1] della città metropolitana di Bari in Puglia.
Geografia fisica
[modifica | modifica wikitesto]Il centro abitato è situato a 232 metri sul livello del mare. Il territorio comunale, con una superficie di 167,73 km², si estende sulle pendici orientali delle Murge. Prevalentemente roccioso o semi-roccioso, è caratterizzato da ampi spazi aperti nei quali domina la vegetazione spontanea, interrotti da aree coltivate prevalentemente a vigneto, oliveto, mandorleto e seminativo.
La vegetazione prevalente è la steppa o para-steppa; vi sono, inoltre, lembi di boschi di querce a roverella e pinete in particolar modo nella Murgia Serraficaia (673 m s.l.m.) e a San Magno (480 m s.l.m.).
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Preistoria
[modifica | modifica wikitesto]La zona di Corato è stata abitata sin dalla tarda Età del bronzo, come testimoniano le emergenze archeologiche in località San Magno, a circa 15 km dalla città. In questa zona è stata riportata alla luce una necropoli italica di tombe a tumulo, complete di corredi funebri principalmente composti da vasellame e monili in ferro che testimoniano scambi commerciali e culturali con altre zone del Mar Mediterraneo[6]. Altro pregevole testimone della storia più antica di Corato è il Dolmen sito in località Chianca dei Paladini, risalente al XIV secolo a.C.[7]
Età classica
[modifica | modifica wikitesto]Le origini dell'attuale centro abitato di Corato si collocano nel III secolo a.C., durante il periodo repubblicano di Roma, quando Scipione l'Africano premia i reduci della conquista di Cartagine, concedendo loro diversi territori in Puglia. Uno di loro, un certo Caius Oratus, avrebbe avuto in qualità di patrizio romano una zona su cui fece sorgere un villaggio al quale avrebbe dato il nome facendolo derivare dal suo. Il nome nei secoli oscilla fra Coratus, Coratum, Curati (in epoca normanno-sveva), Quarata e Quadrata (in epoca spagnola e ducale; si ricordi il breve ducato di Bisceglie di cui Corato fu parte), finché in epoca borbonica la cittadina assume il nome ufficiale di Corato. Anticamente la città era percorsa da un tratto interno della via Traiana: l'abitato romano sarebbe confermato dall'originale pianta quadrata (da cui probabilmente il nome della città, secondo alcuni studiosi).
Fin dalla sua fondazione nel III secolo a.C. fino alla caduta dell'Impero romano d'occidente, il villaggio di Corato faceva parte del territorio della vicina Ruvo di Puglia, all'epoca florida polis greca e poi municipium romano, in epoca greca era conosciuta come Ρυψ (Rhyps, pron: Rüps), poi Rubi, in età romana.[8]
Corato era inizialmente una piccola comunità contadina che adorava divinità boscherecce o della fertilità, ma grazie alla trionfale predicazione di San Pietro e San Paolo essa divenne ben presto comunità cristiana che adorava i primissimi santi fra i quali San Vito e Santa Lucia, in onore della quale si allestiva il "falò di Santa Lucia", tradizione ancora viva nel terzo millennio.
Medioevo
[modifica | modifica wikitesto]Corato, che mantenne nel tempo la sua caratteristica contadina e pastorale, fu nel V secolo teatro delle scorrerie barbariche dei Visigoti di Alarico e in seguito delle orde saracene che portavano massacri e distruzione. A questo proposito gli abitanti di Corato edificarono una torre lungo la via che saliva dal porto di Trani e un'altra detta "Turris Longa" in posizione dominante avanzata che aveva piuttosto una funzione di avvistamento.
Nell'XI secolo Corato come tutta la Puglia fu preda dei Normanni. Trani fu dominata dal conte Drogone, mentre Pietro il Normanno prese possesso dell'abitato coratino nel 1046. In quest'anno fu fondata ufficialmente la città di Corato e insieme all'atto di fondazione Pietro il Normanno ordinò ai capi maestri di erigere quattro torri, delle quali restano oggi labili tracce, e relative mura. Lo sviluppo continua, confermato anche dal geografo arabo El Edrisi, che ne descrive alcune specialità nel 1155:
La città rimane fedele a Corradino di Svevia anche dopo la morte di Federico II nel 1250, e alla conquista di Carlo I d'Angiò ottiene il motto di "Cor sine labe doli" (in lingua latina "Cuore senza macchia di infamia"), riportato ancora oggi nello stemma civico.[9]
Età moderna
[modifica | modifica wikitesto]I Borbone nel XVI secolo dominano Corato e la zona circostante, fino ad un modesto tentativo d'insurrezione ad opera del cittadino Federico Quinto nel 1799. Infeudata pochi anni dopo alla famiglia Carafa duchi di Andria e conti di Ruvo, nel 1503 la città assiste alla celeberrima disfida di Barletta, infatti il combattimento ebbe luogo tra Corato e Andria in territorio di Trani, Contrada Sant'Elia, allora sotto il dominio dei Veneziani. Un grande fervore economico ed edilizio coinvolge poi la città a partire dalla salita di Gioacchino Murat in poi, fino a proseguire con l'unità d'Italia.
Età contemporanea
[modifica | modifica wikitesto]Nel maggio 1922, a causa dell'innalzamento idrogeologico della falda freatica sottostante la città, si verificò un gravissimo crollo che interessò alcuni quartieri della città. Questo causò la perdita di numerosi palazzi storici, tra i quali il Palazzo Nuovo o Ducale che sorgeva al centro della città vecchia[10].
Negli anni '50 e '60 un gran numero di coratini emigrò verso il nordovest, in particolare a Torino dove costituirà una comunità di un certo rilievo.
Il 5 febbraio 2006 con oltre il 70% dei votanti al referendum consultivo fra i cittadini coratini ha respinto l'ingresso nell'istituenda provincia di Barletta-Andria-Trani. L'affluenza è stata di circa il 40%, e nonostante il non raggiungimento del quorum, la decisione è stata confermata dal consiglio comunale.[senza fonte]
Simboli
[modifica | modifica wikitesto]Lo stemma del Comune di Corato è stato approvato con decreto del capo del Governo del 7 aprile 1937.[11]
Riconoscimento di città
[modifica | modifica wikitesto]Con decreto del Presidente della Repubblica, il giorno 30 maggio 2026 corato è diventata città[12]
Monumenti e luoghi d'interesse
[modifica | modifica wikitesto]Architetture religiose
[modifica | modifica wikitesto]Chiesa di Santa Maria Maggiore
[modifica | modifica wikitesto]Chiesa matrice del paese, chiamata popolarmente "il Duomo", è menzionata per la prima volta in un documento dell'XI secolo; l'aspetto attuale, tuttavia, è quello che l'edificio ha assunto dopo vari rifacimenti dovuti al terremoto del 1627 e a un intervento di restauro del XIX secolo che ha cancellato quasi ogni traccia dell'impianto originale. La facciata esterna, sulla quale sono chiaramente visibili le stratificazioni e le modifiche di cui sopra, presenta una lunetta ad altorilievo raffigurante una Deesis. A sinistra del portale, a ridosso dell'intersezione col torrione del campanile, a 2,43 m da terra, vi è una lastra lapidea rettangolare in pietra calcarea (ca. 1,88 m di lunghezza per 1,03 m di altezza), circondata da una cornice e sormontata da tre piccoli archi a tutto sesto[13]: su di essa sono appena visibili i resti scolpiti di un rilievo (ora quasi del tutto abraso) raffigurante l'ascensione al cielo di Alessandro Magno, tema iconografico di grande fortuna nell'arte medievale e (soprattutto di ambito romanico pugliese) e nell'arte bizantina. Dell'originario rilievo sono leggibili solo le due esche infilzate sulla punta delle due lance[13].
All'interno si può ammirare un prezioso busto-reliquiario d'argento che ritrae il patrono della città San Cataldo, nonché un prezioso affresco della Madonna di Costantinopoli risalente al 1559, tornato alla luce in tempi recenti dopo esser stato murato per diversi secoli.
Santuario della Madonna Greca
[modifica | modifica wikitesto]Uno dei più importanti luoghi di culto della città, sede della parrocchia omonima, è molto importante per il paese poiché strettamente legata ad alcuni avvenimenti di notevole rilevanza per la sua storia; vi si custodisce inoltre una presunta immagine acheropita ed è il luogo di sepoltura della Venerabile Luisa Piccarreta.
Chiesa Maria SS. del Monte Carmelo
[modifica | modifica wikitesto]La chiesa di Santa Maria del Carmine è sede dell'omonima confraternita. Sulla facciata a bugnato rustico si apre un semplice portale architravato, mentre la parte alta, terminata in tempi più recenti, ha un coronamento a timpano. L'edificio, realizzato nella seconda metà del XVIII secolo, ha subito rifacimenti negli anni Trenta del XX secolo, come conferma la data del 1936 rilevabile sul portale laterale.
L'interno, di modeste dimensioni, ha conservato l'aspetto originario, anche se la coloritura degli intonaci è di fine '900. La chiesa, a navata unica, coperta a botte unghiata, presenta tre cappelle per lato, scandite da arcate. All'interno dell'ampia abside si aprono due portali simmetrici; alcune paraste e un marcato cornicione soprastante segnano l'invaso della navata e dell'abside. Nell'ancona del presbiterio è conservata una statua settecentesca raffigurante la Madonna del Carmine. L'apparato decorativo è formato da elementi a stucco e legno dorato.
La controfacciata ospita un pregevole organo realizzato nel 1760 dall'organaro barese Pietro De Simone, racchiuso in una cassa di risonanza lignea finemente decorata.
Chiesa dei Cappuccini [14]
[modifica | modifica wikitesto]Intitolata alla Risurrezione di Gesù Cristo, la chiesa fu edificata nel 1756. La comunità dei frati minori Capuccini è documentata a Corato sin dal 1591; l'autorizzazione alla costruzione del convento risale invece al 1594, e fu finanziata dalla famiglia Carafa, conti di Ruvo di Puglia e duchi di Andria (di cui Corato è feudo)[15]. Dalla prima metà del XIX secolo la rettoria dei Cappuccini ospita le Suore della Carità dell'Immacolata Concezione, dette 'Suore di Ivrea'. La Chiesa dei Cappuccini è il centro del culto coratino di santa Rita da Cascia, della Madonna del Pozzo e di san Pio da Pietrelcina.
L'edificio si caratterizza per un ampio vestibolo d'ingresso con volta a crociera e per una sacrestia affrescata. La chiesa custodisce una tela del pittore fiammingo Gaspar Hovich della fine del XVI secolo, e una pala di altare di Giovanni Antonio Oppido Materano. Entrambe provengono dalla Chiesa 'Monte di Pietà', andata distrutta in seguito al disastro idrogeologico del 1922.
La messa prefestiva celebrata in questa chiesa è tradotta in lingua dei segni italiana.
Chiesa Madonna delle Grazie
[modifica | modifica wikitesto]La chiesa rurale detta “Chiesa di Bracco” perché sita sulla vecchia via tra Corato e Ruvo in contrada Bracco,a 1 km dal centro abitato, è inserita nel complesso edilizio del XVIII secolo che costituiva l'antico convento francescano. La chiesa risulta esistente sin dal 1599[16]. Intorno al 1864 il convento passò al Comune e fu messo in vendita; la chiesa subì numerose modifiche nel corso dei secoli, fino a perdere l'aspetto originario.
Nel 1997, la Curia Arcivescovile di Trani curò il restauro della chiesa. L'interno della chiesa fu liberato dall'intonaco, portando alla comparsa di due grossi pilastri in pietra e di una volta in pietra e tufo. Il pavimento avvallato fu riportato al livello originario.
La Chiesa di Bracco è dedicata alla Madonna delle Grazie, la quale gode di ben due feste annuali, il 2 luglio e l'8 settembre; durante quest'ultima viene allestito un carro trainato dai buoi che porta in processione l'effigie della Madonna.
Chiesa/neviera di san Magno
[modifica | modifica wikitesto]In agro di Corato, a circa 15 km dall'abitato, in prospicienza dell'antica necropoli di san Magno sorge l'antica chiesa/neviera dedicata a san Mangone (o san Magno). La chiesa risale al XII secolo e la sua esistenza è attestata in un documento del 1128, detto Donazione di San Magno[17], nel quale viene registrata la sua donazione al Capitolo della Chiesa Matrice di Corato da parte del conte Goffredo. In tale documento la chiesa viene chiamata di Santa Maria Maggiore o di San Mangone, in riferimento all'ormai scomparso villaggio che sorgeva nell'area. Nel XIX secolo l'edificio fu compreso in una masseria fortificata.
La chiesa, dalle forme molto semplici, ha la particolarità di essere dotata di una neviera, ossia di un ambiente sotterraneo dove durante l'inverno veniva immagazzinata la neve per evitarne lo scioglimento e poterne disporre anche nelle stagioni calde[18].
Architetture civili
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- Palazzo di Città: sede del municipio dal 1877, era precedentemente un convento dei frati Minori Osservanti di San Cataldo. Oltre al prospetto in stile ottocentesco, gli interni presentano un chiostro cinquecentesco con archi ogivali tardo-gotici su pilastri, con diverse finestre a due livelli in stile barocco e nella parte superiore l'orologio civico. Fino al 2009 al suo interno erano conservati il bassorilievo della Madonna del Latte, probabilmente del 1548 di Paolo da Cassano ed un affresco della Pietà della scuola ferrarese del XVI secolo; attualmente le opere sono conservate nel Museo della Città e del Territorio della città[19].
- Palazzo delle Pietre Pizzute (Palazzo Patroni Griffi o De Mattis): palazzo cinquecentesco con portale ornato da tredici bugne piramidali, con in alto lo stemma dei conti Patroni Griffi. La sua costruzione si ritiene risalga al 1492, come probabile sede di un centro studi aperto sull'onda della scoperta dell'America. È probabile che i suoi progettisti trassero spunto dal Palazzo dei Diamanti di Ferrara per la sua realizzazione.
- Palazzo La Monica Vecchio: è una grande costruzione con un prospetto duplice e diversi portali ottocentesco e rinascimentale, con una balaustra superiore.
- Palazzo ex Pretura in Piazza Sedile: ex convento restaurato di recente.
- Palazzo Catalano: piccola fabbrica popolare risalente al 1598, con al primo piano un affresco con una scena di caccia e al secondo piano un'iscrizione con il nome del fondatore, Antonio Catalano.
- Palazzo Gioia: edificato sul castello più antico della seconda metà dell'Ottocento, con il portale a destra coprente due rilievi con gli emblemi della famiglia Carafa.
- Palazzo ex Biblioteca Comunale: risalente al XVII secolo.
- Palazzo Santarella: il palazzo è stato edificato da Luigi Santarella applicando le sue nozioni sul cemento armato ed è uno dei primi esempi di costruzione in Italia con l'uso di questo materiale.
- Monumento ai Caduti: in Piazza Vittorio Emanuele, opera dello scultore coratino Franco De Palma; eretto nel 1956 ha sostituito il vecchio monumento fatto smantellare nel 1941 per fonderne il contenuto da destinare alle produzioni belliche del periodo.
Siti archeologici
[modifica | modifica wikitesto]- Chianca dei Paladini: un dolmen dell'età del Bronzo costruita con tre lastre megalitiche (le cosiddette chianche, da cui il nome) ed una quarta ricoprente; la leggenda racconta sia il risultato di una competizione fra giganti.
- Sepolcri di San Magno: tumuli risalenti all'età protostorica, circa VII secolo a.C. nella contrada omonima.
Società
[modifica | modifica wikitesto]Evoluzione demografica
[modifica | modifica wikitesto]Abitanti censiti[20]

Lingue e dialetti
[modifica | modifica wikitesto]Il dialetto coratino è una variante del dialetto barese. Esso si configura come un dialetto a metà strada tra la fascia murgiana e la fascia sud-ovest barese. Ad esempio, si riscontrerà nan (tipico dei dialetti murgiani ed assente nell'hinterland barese), ma poi sàpe (tipico dell'hinterland barese ed assente nei dialetti murgiani, dove spesso l'apertura è in é, quindi sépe, séipe, o a volte si chiude in è, quindi sèpe).
Tradizioni e folclore
[modifica | modifica wikitesto]Importanti sono le celebrazioni di agosto per la festa del patrono locale, San Cataldo, che secondo la tradizione, nel 1483 salvò il paese da una grave pestilenza.[senza fonte]
Cultura
[modifica | modifica wikitesto]Media
[modifica | modifica wikitesto]A Corato viene edito il mensile Lo Stradone[21] fondato nel 1979 da padre Emilio D'Angelo. Da gennaio 2020 è stato incorporato da Coratolive.it[22]
Teatro
[modifica | modifica wikitesto]La decisione di costruire un teatro a Corato fu deliberata dal Consiglio Decurionale nel 1838, ma solo nel 1872 si scelse il sito definitivo, corrispondente al Giardino Comunale di San Cataldo. Il teatro fu costruito sotto l'allora sindaco e deputato "progressista" del Parlamento regio Giuseppe Patroni Griffi, avo dell'omonimo commediografo. La costruzione fu portata a termine in meno di due anni e il teatro venne inaugurato il 1 dicembre 1874; con la sua capienza di 500 posti fu il più grande Teatro della Puglia fino alla costruzione del Teatro Petruzzelli.
Stilisticamente il Teatro era un esempio di costruzione neoclassica ottocentesca; la sala disponeva di 70 palchi suddivisi in tre ordini più loggione, e il sistema d'illuminazione era considerato tra i migliori dopo quelle del Petruzzelli e del Teatro Piccinni di Bari. La facciata principale, sormontata da un fregio raffigurante una maschera ed una lira, presentava un portico carrozzabile scandito da archi e lesene; da esso si accedeva al vestibolo, al botteghino e a una piccola sala da caffè. Dal vestibolo si dipartivano due scalinate di pietra che portavano ai piani superiori. Il teatro era riccamente decorato con stucchi, stoffe pregiate e rilievi dorati; il palcoscenico comprendeva un sipario dipinto da Giovanni Ponticelli, rappresentante la Disfida di Barletta.
Nella seconda metà del XX secolo il teatro fu rimodernato e adibito a sala da cinema, con la perdita totale dei decori ottocenteschi. Rimasto chiuso per oltre trent'anni, tra il 2007 e il 2012 l'edificio è stato sottoposto a un restauro che ha ripristinato parzialmente le forme del Teatro all'Italiana; è stato inoltre rinvenuto e rimontato il sipario storico. La sala comprende oggi circa 600 posti e ospita regolarmente una stagione di prosa, concerti e spettacoli vari[23].
Ha inoltre sede a Corato l'I.T.A.C.A., la prima accademia d'arte drammatica pugliese riconosciuta dalla Regione Puglia, gemellata con la LAMDA di Londra e impegnata nella formazione di giovani attori e registi. Attualmente è diretta da Nicola Vero.
Musica
[modifica | modifica wikitesto]Forte è anche la tradizione bandistica, in comune con la maggior parte dei comuni vicini quali Ruvo di Puglia, Bisceglie, Trani, Molfetta, sin dagli inizi del Novecento fino ai giorni nostri.
Cinema
[modifica | modifica wikitesto]A Corato sono stati girati i seguenti film:
- nel 1979 la commedia sexy La liceale seduce i professori, con Gloria Guida, Alvaro Vitali, Donatella Damiani e il pugliese Lino Banfi.[24]
- nel 1992 Io speriamo che me la cavo, di Lina Wertmüller con Paolo Villaggio.
- nel 2000 Albania blues di Nico Cirasola
- nel 2006 Bastardi di Andres Alce Meldonado.
Cucina
[modifica | modifica wikitesto]Corato è famosa per il consumo regolare di carne equina. Un primo piatto tipico è infatti il ragù con braciole (involtini) di carne d'asino o cavallo, con cui in genere si condiscono le orecchiette (strascenàte in dialetto coratino). La pignatta di trippa e il calzone (una focaccia ripiena di cipolle cotte a vapore, olive nere, acciughe sotto sale e uva sultanina) sono invece tipici secondi o piatti unici. Si producono formaggi a pasta filata quali la scamorza, i nodini e la burrata, quest’ultima originaria della limitrofa Andria. Fra i dolci tipici natalizi si ricordano le cartellate con vincotto o miele, il marzapane, il sasanello e i taralli alla vaniglia, mentre per le festività pasquali è consuetudine preparare la scarcella.
Economia
[modifica | modifica wikitesto]L'economia è prevalentemente agricola anche se non sono molti i terreni fertili essendo questi ultimi estesi prevalentemente verso la murgia, più fredda e meno favorita. Negli ultimi anni, vi è stato anche un impulso verso il settore artigianale, della piccola industria e del terziario avanzato. La particolare tradizione agricola ha permesso la creazione di un grosso polo agro-alimentare che estrinseca le sue attività produttive preminenti in diversi settori: quello lattiero-caseario con la presenza di numerosi laboratori a conduzione familiare; quello oleicolo: Corato è la patria dell'olio extra vergine ottenuto dalla molitura della Coratina, “Cultivar Coratina o racioppa di Corato”; quello vinicolo: questo comparto usufruisce della presenza di circa 2.000 ettari di vigneti per la produzione di uva da tavola (rappresentata dalle varietà uva baresana, regina bianca, Italia primus e cardinale) e di uva da vino (rappresentata dalle varietà: moscato bianco, sangiovese, nero di uva di Troia, pampanuto, bombino nero, montepulciano); settore alimentare: con importanti industrie molitorie (tra le altre Casillo, uno dei principali produttori a livello mondiale) e di lavorazione della pasta (Granoro e "Riscossa") nonché i tarallifici ("La Spiga" e "Fiore di Puglia"), che assicurano un'elevata produzione di specialità alimentari conosciute sull'intero territorio nazionale ed estero.
Infrastrutture e trasporti
[modifica | modifica wikitesto]Corato è servita da una stazione posta sulla ferrovia Bari-Barletta, gestita dalla Ferrotramviaria, che ricalca il tracciato della precedente tranvia a vapore.
Amministrazione
[modifica | modifica wikitesto]Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune[25].
| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 30 dicembre 1806 | 11 febbraio 1807 | Michele Lops | Sindaco | ||
| 12 febbraio 1807 | 3 maggio 1807 | Vincenzo La Picciarella | Sindaco | ||
| 4 maggio 1807 | 26 agosto 1807 | Filippo Cianciaruso | Sindaco | ||
| 27 agosto 1807 | 29 maggio 1808 | Nicola Maria Azzariti | Sindaco | ||
| 30 maggio 1808 | 27 aprile 1809 | Gaetano Iacobbi | Sindaco | ||
| 28 aprile 1809 | 4 gennaio 1810 | Vito Antonio Ripoli | Sindaco | ||
| 5 gennaio 1810 | 12 gennaio 1811 | Mauro Roselli | Sindaco | ||
| 13 gennaio 1811 | 31 dicembre 1811 | Luigi Zezza | Sindaco | ||
| 1º gennaio 1812 | 27 ottobre 1813 | Saverio Quercia | Sindaco | ||
| 28 ottobre 1813 | 7 febbraio 1814 | Pasquale Capano | Sindaco | ||
| 8 febbraio 1814 | 3 giugno 1817 | Vito Antonio Ripoli | Sindaco | ||
| 4 giugno 1817 | 22 febbraio 1821 | Giuseppe Sassi | Sindaco | ||
| 23 febbraio 1821 | 10 aprile 1821 | Nicola Maria Azzariti | Sindaco | ||
| 11 aprile 1821 | 11 febbraio 1822 | Giuseppe Sassi | Sindaco | ||
| 12 febbraio 1822 | 1º febbraio 1828 | Nicola Maria Azzariti | Sindaco | ||
| 2 febbraio 1828 | 23 luglio 1834 | Raffaele Azzariti | Sindaco | ||
| 24 luglio 1834 | 9 gennaio 1837 | Vito Domenico Capano | Sindaco | ||
| 10 gennaio 1837 | 17 marzo 1843 | Carmine Perrone Capano | Sindaco | ||
| 18 marzo 1843 | 16 marzo 1847 | Antonio Azzariti | Sindaco | ||
| 17 marzo 1847 | 11 dicembre 1847 | Beniamino Mancini | Sindaco | ||
| 12 dicembre 1847 | 13 maggio 1849 | Michele Quinto | Sindaco | ||
| 14 maggio 1849 | 28 giugno 1853 | Carlo Friuli | Sindaco | ||
| 29 giugno 1853 | 14 agosto 1860 | Niccolò Gioia | Sindaco | ||
| 15 agosto 1860 | 1º ottobre 1860 | Giuseppe Lamonica | Sindaco | ||
| 2 ottobre 1860 | 15 marzo 1865 | Stanislao Quinto | Sindaco | ||
| 16 marzo 1865 | 17 novembre 1866 | Filippo Tarantini | Sindaco | ||
| 18 novembre 1866 | 27 febbraio 1867 | Ludovico Gioia | Sindaco | ||
| 28 febbraio 1867 | 4 giugno 1867 | Gioacchino Guastamacchia | Sindaco | ||
| 5 giugno 1867 | 13 ottobre 1867 | Luigi Martinelli | Sindaco | ||
| 14 ottobre 1867 | 17 luglio 1875 | Giuseppe Patroni Griffi | Sindaco | ||
| 18 luglio 1875 | 30 marzo 1876 | Francesco Antonio Capano | Sindaco | ||
| 31 marzo 1876 | 26 giugno 1876 | Giuseppe Patroni Griffi | Sindaco | ||
| 23 giugno 1876 | 9 agosto 1876 | Camillo Grossi | Sindaco | ||
| 10 agosto 1876 | 7 ottobre 1876 | Giuseppe Ferrante | Sindaco | ||
| 8 ottobre 1876 | 2 aprile 1877 | Stanislao Quinto | Sindaco | ||
| 3 aprile 1877 | 5 luglio 1879 | Stefano Sottani | Sindaco | ||
| 6 luglio 1879 | 14 ottobre 1881 | Stanislao Quinto | Sindaco | ||
| 15 ottobre 1881 | 13 novembre 1882 | Francesco Saverio Tarantini | Sindaco | ||
| 14 novembre 1882 | 1º dicembre 1882 | Tommaso Addario | Sindaco | ||
| 2 dicembre 1882 | 22 marzo 1883 | Francesco Saverio Tarantini | Sindaco | ||
| 23 marzo 1883 | 31 luglio 1884 | Francesco Saverio Tarantini | Sindaco | ||
| 1º agosto 1884 | 12 settembre 1884 | Cataldo De Benedictis | Sindaco | ||
| 13 settembre 1884 | 3 marzo 1885 | Vitantonio Lamonica | Sindaco | ||
| 4 marzo 1885 | 22 ottobre 1887 | Vitantonio Lamonica | Sindaco | ||
| 23 dicembre 1887 | 20 gennaio 1888 | Francescantonio Capano | Sindaco | ||
| 21 gennaio 1888 | 8 ottobre 1888 | Giuseppe Patroni Griffi | Sindaco | ||
| 9 ottobre 1888 | 22 dicembre 1890 | Giuseppe Patroni Griffi | Sindaco | ||
| 23 dicembre 1890 | 22 gennaio 1891 | Tito Carnevali | Sindaco | ||
| 23 gennaio 1891 | 9 marzo 1891 | Vito Saraceni | Sindaco | ||
| 10 marzo 1891 | 11 settembre 1892 | Francesco Saverio Tarantini | Sindaco | ||
| 12 settembre 1892 | 22 marzo 1893 | Michele Romano | Sindaco | ||
| 23 marzo 1893 | 18 maggio 1895 | Francesco Saverio Tarantini | Sindaco | ||
| 19 maggio 1895 | 5 dicembre 1895 | Filippo Bolis | Sindaco | ||
| 6 dicembre 1895 | 4 maggio 1896 | Beniamino Quinto | Sindaco | ||
| 5 maggio 1896 | 24 giugno 1896 | Nicolò Bavaro | Sindaco | ||
| 25 giugno 1896 | 3 gennaio 1901 | Francesco Bucci | Sindaco | ||
| 4 gennaio 1901 | 26 luglio 1901 | Giuseppe Sforza | Sindaco | ||
| 27 luglio 1901 | 10 dicembre 1902 | Beniamino Quinto | Sindaco | ||
| 11 dicembre 1902 | 27 dicembre 1902 | Francesco Lauria | Sindaco | ||
| 28 dicembre 1902 | 11 settembre 1904 | Antonio Bucci | Sindaco | ||
| 12 settembre 1904 | 1º agosto 1906 | Vincenzo Ripoli | Sindaco | ||
| 2 agosto 1906 | 29 gennaio 1907 | Enrico Flores | Sindaco | ||
| 30 gennaio 1907 | 16 luglio 1914 | Francesco Saverio Tarantini | Sindaco | ||
| 17 luglio 1914 | 4 agosto 1915 | Gugliemo Schiralli | Sindaco | ||
| 5 agosto 1915 | 20 agosto 1915 | Pasquale Andriani | Sindaco | ||
| 21 agosto 1915 | 13 settembre 1915 | Diodato Mangieri | Sindaco | ||
| 14 settembre 1915 | 18 settembre 1915 | Pasquale Andriani | Sindaco | ||
| 19 settembre 1915 | 26 novembre 1915 | Diodato Mangieri | Sindaco | ||
| 27 novembre 1915 | 8 dicembre 1915 | Giovanbattista Franceschini | Sindaco | ||
| 9 dicembre 1915 | 29 luglio 1916 | Diodato Mangieri | Sindaco | ||
| 30 luglio 1916 | 2 febbraio 1919 | Ubaldo Bellini | Sindaco | ||
| 3 febbraio 1919 | 4 aprile 1919 | Gabriele De Santis | Sindaco | ||
| 5 aprile 1919 | 15 giugno 1919 | Emilio Petrocelli | Sindaco | ||
| 16 giugno 1919 | 20 giugno 1919 | Pasquale Andriani | Sindaco | ||
| 21 giugno 1919 | 31 agosto 1919 | Emilio Petrocelli | Sindaco | ||
| 1º settembre 1919 | 28 settembre 1919 | Tommaso Bruni | Sindaco | ||
| 29 settembre 1919 | 30 marzo 1920 | Emilio Petrocelli | Sindaco | ||
| 31 marzo 1920 | 14 aprile 1920 | Tommaso Bruni | Sindaco | ||
| 15 aprile 1920 | 29 giugno 1920 | Emilio Petrocelli | Sindaco | ||
| 30 giugno 1920 | 27 luglio 1920 | Tommaso Bruni | Sindaco | ||
| 28 luglio 1920 | 19 novembre 1920 | Emilio Petrocelli | Sindaco | ||
| 20 novembre 1920 | 13 agosto 1922 | Federico Quinto | Sindaco | ||
| 14 agosto 1922 | 1º dicembre 1922 | Michele Losapio | Sindaco | ||
| 2 dicembre 1922 | 23 febbraio 1923 | Michele Losapio | Sindaco | ||
| 24 febbraio 1923 | 21 febbraio 1927 | Vincenzo Ripoli | Sindaco | ||
| 22 febbraio 1927 | 5 novembre 1928 | Vincenzo Ripoli | Sindaco | ||
| 6 novembre 1928 | 19 giugno 1929 | Giacinto Perrone | Sindaco | ||
| 20 giugno 1929 | 1º maggio 1931 | Vito Gioia | Sindaco | ||
| 2 maggio 1931 | 23 luglio 1931 | Nicola Quinto | Sindaco | ||
| 24 luglio 1931 | 2 novembre 1931 | Giuseppe Carenza | Sindaco | ||
| 3 novembre 1931 | 14 luglio 1938 | Giuseppe Carenza | Sindaco | ||
| 15 luglio 1938 | 25 maggio 1939 | Giovanni Carcaterra | Sindaco | ||
| 26 maggio 1939 | 3 novembre 1940 | Filippo Azzariti | Sindaco | ||
| 4 novembre 1940 | 26 novembre 1940 | Antonio Sarno | Sindaco | ||
| 27 novembre 1940 | 21 marzo 1941 | Filippo Azzariti | Sindaco | ||
| 22 marzo 1941 | 24 aprile 1941 | Riccardo Della Gatta | Sindaco | ||
| 25 aprile 1941 | 3 luglio 1941 | Filippo Azzariti | Sindaco | ||
| 4 luglio 1941 | 6 novembre 1941 | Fabio Vischi | Sindaco | ||
| 7 novembre 1941 | 23 giugno 1942 | Fabio Vischi | Sindaco | ||
| 24 giugno 1942 | 14 maggio 1943 | Edgardo Monetti | Sindaco | ||
| 15 maggio 1943 | 23 marzo 1944 | Sabino Tandoi | Sindaco | ||
| 24 marzo 1944 | 30 aprile 1944 | Gaetano Chieffo | Sindaco | ||
| 1º maggio 1944 | 1º marzo 1945 | Gaetano Chieffo | Sindaco | ||
| 2 marzo 1945 | 9 maggio 1946 | Giuseppe Casalino | Sindaco | ||
| 2 maggio 1946 | 9 giugno 1946 | Antonio Addario | Sindaco | ||
| 10 giugno 1946 | 15 settembre 1947 | Francesco Testini | Sindaco | ||
| 16 settembre 1947 | 17 giugno 1948 | Giovanni Ripoli | Sindaco | ||
| 18 giugno 1948 | 28 luglio 1952 | Cataldo Tota | Sindaco | ||
| 29 luglio 1952 | 6 febbraio 1953 | Cataldo Calducci | Sindaco | ||
| 7 febbraio 1953 | 10 febbraio 1959 | Francesco Cifarelli | Sindaco | ||
| 11 febbraio 1959 | 3 febbraio 1961 | Giuseppe Nicola Vangi | Sindaco | ||
| 4 febbraio 1961 | 13 dicembre 1961 | Domenico Calvi | Sindaco | ||
| 14 dicembre 1961 | 3 marzo 1963 | Mario Curci | Sindaco | ||
| 4 marzo 1963 | 9 gennaio 1964 | Antonio Recchia | Sindaco | ||
| 10 gennaio 1964 | 28 gennaio 1965 | Pasquale Saracino | Sindaco | ||
| 29 gennaio 1965 | 1º settembre 1966 | Michele Patruno | Sindaco | ||
| 2 settembre 1966 | 20 settembre 1967 | Giuseppe Maiullari | Sindaco | ||
| 21 settembre 1967 | 15 luglio 1968 | Michele Patruno | Sindaco | ||
| 16 luglio 1968 | 5 dicembre 1969 | Domenico Calvi | Sindaco | ||
| 6 dicembre 1969 | 20 marzo 1973 | Michele Bovino | Sindaco | ||
| 21 marzo 1973 | 21 ottobre 1974 | Michele Bovino | Sindaco | ||
| 22 ottobre 1974 | 26 novembre 1978 | Sergio Quatela | Sindaco | ||
| 27 novembre 1978 | 25 febbraio 1981 | Mario Modesti | Sindaco | ||
| 26 febbraio 1981 | 5 novembre 1983 | Mario Modesti | Sindaco | ||
| 6 novembre 1983 | 5 settembre 1986 | Cataldo Bevilacqua | Sindaco | ||
| 6 settembre 1986 | 9 agosto 1987 | Vincenzo Caterino | Sindaco | ||
| 10 agosto 1987 | 30 settembre 1988 | Aldo Sciscioli | Sindaco | ||
| 1º ottobre 1988 | 19 ottobre 1990 | Aldo Sciscioli | Sindaco | ||
| 20 ottobre 1990 | 1º settembre 1992 | Aldo Sciscioli | Sindaco | ||
| 2 settembre 1992 | 21 ottobre 1992 | Aldo Sciscioli | Sindaco | ||
| 22 ottobre 1992 | 22 febbraio 1993 | Antonio Nunziante | Comm. straordinario | [26] | |
| 23 febbraio 1993 | 20 giugno 1993 | Carlo Striccoli | Comm. straordinario | [26] | |
| 21 giugno 1993 | 11 maggio 1997 | Luigi Di Gennaro | Movimento Sociale Italiano | Sindaco | [26] |
| 12 maggio 1997 | 15 dicembre 1998 | Luigi Di Gennaro | Alleanza Nazionale | Sindaco | [26] |
| 16 dicembre 1999 | 30 aprile 2000 | Giuditta Montanari | Comm. pref. | [26] | |
| 1º maggio 2000 | 1º luglio 2002 | Ruggiero Maria Fiore | L'Ulivo | Sindaco | [26] |
| 2 luglio 2002 | 28 maggio 2003 | Antonio Nunziante | Comm. straordinario | [26] | |
| 29 maggio 2003 | 14 aprile 2008 | Luigi Perrone | Casa delle Libertà | Sindaco | [26] |
| 15 aprile 2008 | 19 gennaio 2013 | Luigi Perrone | Il Popolo della Libertà | Sindaco | [26] |
| 19 gennaio 2013 | 1º luglio 2013 | Biagio De Girolamo | Comm. pref. | [26] | |
| 12 giugno 2013 | 13 novembre 2013 | Renato Bucci | Sindaco | [26] | |
| 13 novembre 2013 | 30 maggio 2014 | Maria Filomena Dabbicco | Comm. straordinario | [26] | |
| 30 maggio 2014 | 11 ottobre 2018 | Massimo Mazzilli | Indipendente di centro-destra[27] | Sindaco | [26] |
| 10 giugno 2019 | 22 luglio 2019 | Pasquale D'Introno | Fratelli d'Italia[28] | Sindaco | [26] |
| 23 luglio 2019 | 4 ottobre 2020 | Paola Maria Bianca Schettini | Comm. straordinario | [26] | |
| 5 ottobre 2020 | 29 maggio 2026 | Corrado Nicola De Benedittis | Democrazia Solidale[29] | Sindaco | [26] |
| 30 maggio 2026 | in carica | Corrado Nicola De Benedittis | Democrazia Solidale[29] | Sindaco | [26] |
Gemellaggi
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Grenoble, dal 1999; una grande comunità coratina vi è presente sin dall'inizio del XX secolo.
Muro Lucano, dal 2015[30]
Sport
[modifica | modifica wikitesto]Ha sede nel comune la società di calcio U.S.D. Corato Calcio 1946, che ha disputato campionati dilettantistici regionali. Attualmente la squadra è iscritta nel campionato di Eccellenza Pugliese, girone A, in fase di recessione nel campionato Promozione.
Ha sede in città l'A.S.D. Olimpia Pallacanestro Corato, società di basket femminile, fondata nel 1999, mentre in campo maschile la squadra di pallacanestro cittadina è l'A.S. Basket Corato, fondata nel 1962, che ha raggiunto in passato la Serie B2. Nella stagione sportiva 2017-2018 ha conseguito la promozione in Serie B, terzo livello nazionale della pallacanestro.
Altri sport
[modifica | modifica wikitesto]- Apulia Scacchi Club, fondata nel 1996, ha militato nel 2008 in serie A2 del Campionato Italiano di scacchi a squadre
- Tiro a Segno Nazionale Corato, fondata nel 1884
- Pol. Libertas Corato, fondata nel 1945 (Atletica)
- Circolo Tennis P. Tandoi, fondato nel 1968
- Gym Progression società di Ginnastica artistica, fondata nel 2017, società che dal 2018 partecipa al campionato di serie C Gold della Federazione Ginnastica Italiana[senza fonte]
- Rugby Corato ASD[31], fondato nel 2014 dalle ceneri della più antica Fiamma Corato attiva dagli anni '80 e '90
Impianti sportivi
[modifica | modifica wikitesto]- Stadio Comunale di Via Gravina.
- Palazzetto dello sport, Palalosito.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
- ↑ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
- ↑ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
- 1 2 Corato, su Tuttitalia. URL consultato il 27 settembre 2022.
- ↑ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani., Milano, Garzanti, 1996, p. 227, ISBN 88-11-30500-4.
- ↑ Necropoli di San Magno Corato - Tesori dell'arte e della storia - Puglia Imperiale Turismo, su pugliaimperiale.com. URL consultato il 30 luglio 2015 (archiviato dall'url originale il 21 settembre 2015).
- ↑ Dolmen Chianca dei Paladini Corato - Tesori dell'arte e della storia - Puglia Imperiale Turismo, su pugliaimperiale.com. URL consultato il 30 luglio 2015 (archiviato dall'url originale il 21 settembre 2015).
- ↑ Marina Silvestrini, Le città della Puglia Romana, 2005, p. 100.
- ↑ Comune di Corato, Corato e la Storia, su comune.corato.ba.it.
- ↑ https://www.ambienteambienti.com/un-secolo-dopo-i-crolli-corato-si-interroga-acque-sotterranee-e-dissesto-cose-cambiato-in-100-anni/
- ↑ Comune di Corato – (BA), su araldicacivica.it. URL consultato il 24 febbraio 2021.
- ↑ Corato ottiene il titolo di città, su CoratoLive.it, 30 maggio 2026. URL consultato il 31 maggio 2026.
- 1 2 Giuseppe Magnini e Luigi Soldano, Un nuovo 'Volo di Alessandro' a Corato, in Puglia, in «engramma, la tradizione classica nella memoria occidentale», n. 124, febbraio 2015, ISBN 978-88-98260-69-0. URL consultato il 30 marzo 2016 (archiviato dall'url originale il 19 aprile 2016).
- ↑ Chiesa dei Cappuccini, su BeWeB - Beni Ecclesiastici in Web. URL consultato il 29 luglio 2026.
- ↑ P. Salvatore da Valenzano, I Cappuccini nella Puglia, Bari 1926, p. 204.
- ↑ “Corato. Testimonianze archeologiche e d'arte nel territorio” di Striccoli, Radina, Silvestri e Gelao a cura della Pro Loco
- ↑ Codice Diplomatico Barsese, vol. IX
- ↑ Neviera di San Magno, l'antica chiesetta rurale in agro di Corato, edificata a ridosso di una quercia secolare, su baritoday.it.
- ↑ Sistema Museo | musei - Museo della Città e del Territorio, su sistemamuseo.it. URL consultato il 29 luglio 2015 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
- ↑ Dati tratti da:
- Popolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (PDF), su ebiblio.istat.it, ISTAT.
- Popolazione residente per territorio – serie storica, su esploradati.censimentopopolazione.istat.it.
Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
- ↑ Lo Stradone, su lostradone.it.
- ↑ Inizia una nuova avventura. Lo Stradone è tornato nelle edicole, su coratolive.it.
- ↑ Teatro Comunale di Corato - Puglia Culture, su pugliaculture.it.
- ↑ Vito Attolini, Alfonso Marrese, Maria Abenante, Cineasti di Puglia. Autori, mestieri, storie, Adda editore, 2006
- ↑ La lista storica degli Amministratori è resa disponibile dalla Redazione LiveNetwork.it, Chi sarà il 139esimo?, su CoratoLive.it, 13 aprile 2008. URL consultato il 15 febbraio 2025.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 Storia amministrativa dell'ente - Comuni - Provincia: BARI (BA) - Comune: CORATO, in Anagrafe degli Amministratori Locali e Regionali, Ministero dell'Interno - Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali. URL consultato il 2 giugno 2026.
- ↑ Con il sostegno di La Puglia prima di tutto, FdI-AN, UDC, FI, lista civica: Città nuova,
Nuovo Centrodestra, Movimento politico Schittulli. - ↑ Con il sostegno di DI e IDeA.
- 1 2 Con il sostegno di Italia in Comune, Partito Democratico, Italia Viva, lista civica: Rimettiamo in moto la città.
- ↑ Muro Lucano, anche Corato gemellato in nome di San Gerardo Maiella, su Regione Basilicata. URL consultato il 15 settembre 2023.
- ↑ Rugby Corato ASD - Home, su rugbycoratoasd.wixsite.com. URL consultato il 17 settembre 2019.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Giuseppe Patroni Griffi, L'amministrazione municipale di Corato, Giannini, Napoli 1876.
- Giovanni Beltrani, I documenti storici di Corato (1046-1327), Commissione di storia patria, 1923.
- V. Gioia, Relazione sulla situazione economica e morale del Comune di Corato, Tip. C. Petrone, 1929.
- Francesco Galise, Corato storia del suo territorio, Tip. Graziani, 1995
- Francesco Galise, Corato sviluppo urbanistico con note architettoniche, Tip. Graziani, 1985
- Vincenzo Acella, La chiesa madre di Corato, Ed. Insieme, 2002.
- Alessandro Desiante, Corato vista da Lussemburgo, ed. Insieme a Manduria, 2025
Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Corato
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Sito ufficiale, su comune.corato.ba.it.
- Goffredo Coppola, Carmelo Colamonico e Vincenzo Verginelli, CORATO, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1931.
- Corato, su sapere.it, De Agostini.
- (EN) Corato, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 168059063 · SBN MUSL000813 · LCCN (EN) n86003852 · J9U (EN, HE) 987007567256805171 |
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