Thunnus alalunga
| Alalunga | |
|---|---|
| Stato di conservazione | |
Rischio minimo[1] | |
| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Phylum | Chordata |
| Classe | Actinopterygii |
| Ordine | Scombriformes |
| Famiglia | Scombridae |
| Genere | Thunnus |
| Specie | T. alalunga |
| Nomenclatura binomiale | |
| Thunnus alalunga (Bonnaterre, 1788) | |
| Sinonimi | |
|
Albacora alalonga | |


L'alalunga[4] (Thunnus alalunga Bonnaterre, 1788), conosciuto anche come tonno bianco[5], è un pesce osseo appartenente alla famiglia Scombridae[3].
Distribuzione e habitat
[modifica | modifica wikitesto]L'alalunga ha distribuzione cosmopolita nei mari tropicali, subtropicali e temperati caldi con l'eccezione dell'oceano Pacifico orientale tra la Bassa California e il sud del Perù[1]. Nel mar Mediterraneo la specie è presente con una distribuzione disomogenea: comune ad esempio nelle acque siciliane è comune mentre pare del tutto assente nei mari del Nordafrica. Nel mare Adriatico è piuttosto raro[6]. Nelle acque europee di rado si trova a nord del golfo di Biscaglia[7] anche se è stato occasionalmente incontrato fino alle isole Orcadi[6].
T. alalunga è un pesce pelagico oceanico che occupa le zone epipelagica e mesopelagica. La distribuzione verticale è strettamente legata al regime termico marino: nelle acque tropicali i banchi si trattengono di giorno al di sotto del termoclino e di notte si spostano sopra questo strato mentre in acque temperate vengono frequentate solo le acque al di sopra[1]. Si tratta di una specie abbastanza termofila, può tollerare per brevi periodi temperature di 9,5°C[1] ma di solito non si incontra in acque al di sotto di 14°C[8]. L'alalunga è un pesce del largo che non si avvicina quasi mai alle coste[7]. In inverno si trattiene su acque profonde mentre nella stagione calda si incontra sulla piattaforma continentale[6]. È stato catturato fino a 6oo metri di profondità[2].
Descrizione
[modifica | modifica wikitesto]L'aspetto generale dell'alalunga è molto simile a quelo del tonno rosso. La differenza più evidente sta nelle pinne pettorali, che si prolungano fino alla pinna anale inoltre l'occhio è relativamente più grande e la taglia è molto più piccola[8]. La forma generale è a barile, meno slanciata rispetto a T. thynnus e con il diametro maggiore in corrispondenza dell'inizio della seconda pinna dorsale[7]. Le pinne dorsali sono due, contigue: la prima ha 14 raggi spiniformi, la seconda ha 3 raggi spinosi e 11-12 molli mentre la pinna anale ha 3 raggi spiniformi e 11-12 molli[6]. Sono presenti sul peduncolo caudale delle pinnule sia superiori (8-10) che inferiori (7-9)[7]. Come già accennato le pinne pettorali sono molto lunghe e l'apice supera la seconda dorsale e l'anale[6]. Le pinne ventrali sono invece ridotte. La pinna caudale è grande e biloba con forma a falce[8].
La colorazione è blu scura sul dorso e argentea sui fianchi, le pinne sono grigiastre e la caudale ha un bordo più chiaro. Le pinnule superiori sono giallastre, le inferiori biancastre e tutte hanno il bordo scuro[6].
Raggiunge eccezionalmente 140 cm di lunghezza per oltre 60 kg di peso, comunemente la lunghezza non supera il metro[2].
Biologia
[modifica | modifica wikitesto]La longevità massima nota è di 9 anni[2].
Comportamento
[modifica | modifica wikitesto]L'alalunga è gregaria e forma banchi, talvolta frammisti ad altri Scombridae come il tonnetto striato, il tonno pinna gialla e il tonno australe. Talvolta i banchi si associano a oggetti galleggianti come gruppi di sargassi[2].
Alimentazione
[modifica | modifica wikitesto]La dieta è basata su pesci, cefalopodi e crostacei pelagici come eufausiacei e anfipodi. In minor misura si nutre anche di meduse e crostacei bentonici[9].
Riproduzione
[modifica | modifica wikitesto]Nel Mediterraneo si riproduce in estate; le uova sono pelagiche, misurano 0,84-0,94 mm e sno dotate di una goccia oleosa per favorire il galleggiamento. La larva si schiude dopo circa due giorni ed è lunga 10-15 mm. I giovanili sono simili a quelli del tonno rosso[6].
Predatori
[modifica | modifica wikitesto]Tra i predatori noti dell'alalunga vi sono varie specie di cetacei, squali delle famiglie Lamnidae, Carcharhinidae e Sphyrnidae, marlin e altri tonni come il tonno pinna gialla, il tonno australe e il tonno obeso[10].
Pesca
[modifica | modifica wikitesto]Si pesca con le reti da circuizione e con apposite reti da posta pelagiche o si cattura all'amo con la tecnica della traina. Questa specie viene attratta spruzzando acqua a pioggia dietro la poppa della barca. La carne è bianco rosea e non rossa come quella del tonno rosso, rispetto alla quale viene ritenuta di qualità superiore. Viene anche inscatolata[8].
Conservazione
[modifica | modifica wikitesto]L'alalunga viene pescata attivamente in gran parte del suo areale e in alcuni casi si ha una certa sovrapesca con conseguente riduzione degli stock. La riduzione sembra però piuttosto lieve e localizzata. Considerato l'amplissimo areale occupato dalla specie, in gran parte del quale non c'è sovrapesca, la IUCN la classifica come "a rischio minimo"[1].
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 3 4 5 IUCN
- 1 2 3 4 5 FishBase
- 1 2 WoRMS
- ↑ Decreto Ministeriale n° 175216 del 16 aprile 2025 - Modalità di attribuzione delle denominazioni in lingua italiana delle specie ittiche di interesse commerciale, su masaf.gov.it. URL consultato il 30 aprile 2026.
- ↑ Regolamento (UE) 2017-2107
- 1 2 3 4 5 6 7 Tortonese, 1975, pp. 363-364
- 1 2 3 4 Louisy, 2006, p. 81
- 1 2 3 4 Costa, 1991, p. 22
- ↑ Food items reported for Thunnus alalunga - FishBase
- ↑ Organisms Preying on Thunnus alalunga - FishBase
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Francesco Costa, Atlante dei pesci dei mari italiani, Milano, Mursia, 1991, ISBN 8842510033.
- Patrick Louisy, Guida all'identificazione dei pesci marini d'Europa e del Mediterraneo, a cura di Trainito, Egidio, Milano, Il Castello, 2006, ISBN 888039472X.
- Tortonese E., Osteichthyes: pesci ossei. Vol. 1, collana Fauna d'Italia, Bologna, Calderini, 1975, ISBN 9788870190977.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Alalonga, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- Decio Vinciguerra, ALALONGA, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1929.
- alalunga, su sapere.it, De Agostini.
- (EN) albacore, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- (EN) Thunnus alalunga, su Catalogue of Life.
- (EN) Thunnus alalunga, su Fossilworks.org.
- (EN) Thunnus alalunga, su gbif.org, Global Biodiversity Information Facility.
- (EN) Thunnus alalunga, su ITIS.
- (EN, JA, FR, ES) Thunnus alalunga, su Lista rossa IUCN.
- (EN) Thunnus alalunga, su FishBase. URL consultato il 9 maggio 2026.
- (EN) Bailly, N., Thunnus alalunga, in WoRMS (World Register of Marine Species). URL consultato il 9 maggio 2026.
- (EN) Collette, B.B., Boustany, A., Fox, W., Graves, J., Juan Jorda, M. & Restrepo, V., Thunnus alalunga, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, IUCN, 2020. URL consultato il 9 maggio 2026.
- (EN) Food items reported for Thunnus alalunga, su fishbase.us. URL consultato il 9 maggio 2026.
- (EN) Organisms Preying on Thunnus alalunga, su fishbase.us. URL consultato il 9 maggio 2026.
| Controllo di autorità | J9U (EN, HE) 987007293068105171 |
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