eSwatini
| eSwatini | |
|---|---|
| (SS) Siyinqaba
(IT) Noi siamo la fortezza | |
| Dati amministrativi | |
| Nome completo | Regno di eSwatini |
| Nome ufficiale | (SS) Umbuso weSwatini (EN) Kingdom of eSwatini |
| Lingue ufficiali | Swati, inglese[1] |
| Capitale | Mbabane: capitale amministrativa (68 010 ab. / 2017); Lobamba: capitale legislativa (11 000 ab. / 2017) |
| Politica | |
| Forma di governo | Monarchia assoluta diarchica[2] |
| Re | Mswati III |
| Regina Madre | Ntfombi Tfwala |
| Primo ministro | Russell Dlamini |
| Indipendenza | dal Regno Unito, 6 settembre 1968 |
| Ingresso nell'ONU | 24 settembre 1968 |
| Superficie | |
| Totale | 17 363 km² (153º) |
| % delle acque | 0,9% |
| Popolazione | |
| Totale | 1 160 164 ab. (2020) (151º) |
| Densità | 67 ab./km² |
| Tasso di crescita | 1,04% (2020)[3] |
| Nome degli abitanti | swati[4] |
| Geografia | |
| Continente | Africa |
| Confini | Sudafrica, Mozambico |
| Fuso orario | UTC+2 |
| Economia | |
| Valuta | lilangeni dell'eSwatini |
| PIL (nominale) | 3 972[5] milioni di $ (2020) (157º) |
| PIL pro capite (nominale) | 3 424,3 $ (2020) (117º) |
| PIL (PPA) | 9 724 milioni di $ (2020) (157º) |
| PIL pro capite (PPA) | 8 380 $ (2020) (119º) |
| ISU (2021) | 0,597 (medio) (144º) |
| Fecondità | 2,96 (2020)[6] |
| Consumo energetico | 1,296 kWh/ab. anno |
| Varie | |
| Codici ISO 3166 | SZ, SWZ, 748 |
| TLD | .sz |
| Prefisso tel. | +268 |
| Sigla autom. | SD |
| Lato di guida | Sinistra (↑↓) |
| Inno nazionale | Nkulunkulu Mnikati wetibusiso temaSwati |
| Festa nazionale | 19 aprile |
![]() | |
| Evoluzione storica | |
| Stato precedente | |
L'eSwatini ([ɛswáˈtʼiːni]), ufficialmente Regno di eSwatini[7] (noto fino al 2018 come Swaziland o anche con il nome Ngwane, adottato alla proclamazione dell'indipendenza, meno usato[8]), è uno Stato indipendente dell'Africa meridionale.
È una delle tre monarchie dell'Africa, insieme al Marocco e al Lesotho. Si trova sul fianco orientale dei monti dei Draghi e confina con il Mozambico a est e con il Sudafrica a nord, ovest e sud. Non ha sbocco sul mare e dista circa 80 km dall'oceano Indiano. Estendendosi a un massimo di 200 km da nord a sud e 130 km da est a ovest, eSwatini è uno dei paesi più piccoli in Africa. Nonostante ciò, il suo clima e la sua topografia sono molto vari, vanno dal clima mite e di montagna dell'Alto Veld, a quello caldo e arido del Basso Veld.
La popolazione dello Stato è composta principalmente dall'etnia Swazi, e la lingua maggiormente utilizzata è lo swati (chiamato siSwati dai nativi). Gli Swazi stabilirono il loro regno nella seconda metà del diciottesimo secolo sotto il comando di Ngwane III.[9]
Etimologia
[modifica | modifica wikitesto]Il nome significa "terra degli Swazi", dal nome della principale etnia del paese, gli swazi; stesso significato aveva il nome precedente Swaziland, coniato dall'inglese.[10] Siccome la "e" in "eSwatini" è una preposizione in lingua swati, il nome della nazione si scrive correttamente con la e minuscola e la S maiuscola, nonostante questo fatto venga spesso ignorato, scrivendo "Eswatini" in concordanza con l'ortografia italiana dei nomi propri.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Storia antica
[modifica | modifica wikitesto]In eSwatini sono stati rinvenuti resti umani e manufatti risalenti a oltre 100 000 anni fa. Le prime popolazioni dell'area, come nel resto dell'Africa del Sud, furono boscimani e ottentotti.
La colonizzazione bantu e la nascita degli swazi
[modifica | modifica wikitesto]Apparsi probabilmente già prima dell'anno 1000, i Bantu provenienti dall'Africa centrale incominciarono nei secoli successivi una lenta ma continua migrazione verso est e verso sud, giungendo anche nell'eSwatini, da cui nel XVII secolo cacciarono definitivamente i boscimani. I primi gruppi bantu a colonizzare l'area furono Nguni e sotho. Gli odierni swazi discendono dal gruppo nguni, da cui si diversificarono a partire dal XVIII secolo, con la fondazione del primo regno swazi da parte di re Ngwane III. In questo periodo incominciò ad affermarsi il clan Dlamini, tuttora molto influente.
Le guerre contro gli zulu
[modifica | modifica wikitesto]Il re Sobhuza I, succeduto a Ngwane III, dovette fronteggiare l'espansionismo zulu. Il conflitto si concluse con un netto ridimensionamento del regno swazi, limitato alla valle dell'Ezulwini. L'alleanza stretta tra boeri e zulu fece sì che gli swazi si alleassero con i britannici. Dopo ulteriori rovinosi scontri con boeri e zulu, nel 1877 il clan Dlamini assunse il potere invocando la protezione del Regno Unito, che nel 1881 proclamò ufficialmente il protettorato.
Il protettorato britannico e la prima fase del regno di Sobhuza II
[modifica | modifica wikitesto]Protetti dai britannici, gli swazi poterono consolidare il loro regno nei confini attuali. Alla fine del XIX secolo re Mbadzeni promosse una politica di riavvicinamento ai boeri, e nel 1894 firmò un patto con la repubblica boera del Transvaal. Nonostante questo ravvicinamento, allo scoppio delle guerre anglo-boere lo Swaziland si schierò nettamente con i britannici, godendo anche dei frutti della vittoria inglese.
Nel 1921, il nuovo re Sobhuza II (1899-1982), inaugurò una fase di investimenti economici, aprendo in maniera netta il paese agli investimenti stranieri (soprattutto inglesi e sudafricani). Sobhuza promosse inoltre lo sviluppo agricolo, sulla base di vere e proprie economie di scala, incentivando la grande proprietà terriera.
Negli anni sessanta incominciò a svilupparsi nel paese un movimento antibritannico guidato dal principe Dumisa Dlamini, lo Ngwane National Liberatory Congress (NNLC). Questo movimento risultò tuttavia sempre sconfitto alle elezioni dal partito costituzionalista filobritannico Imbokodvo National Movement (INM).
L'indipendenza e la seconda fase del regno di Sobhuza II
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1968 Sobhuza II dichiarò l'indipendenza dal Regno Unito nell'ambito del Commonwealth e modificò la costituzione, introducendo la monarchia costituzionale. A questo mutamento politico si oppose un forte partito assolutista, e la conseguente tensione politica portò a gravi scontri nel paese. Dopo cinque anni di crisi, nel 1973 Sobhuza II decise di sciogliere il parlamento e i partiti politici. Nel giro di cinque anni, la successiva "dittatura reale" riuscì a disarmare le fazioni e pacificare il regno.
Nel 1978, risolta la crisi, Sobhuza II tornò a elaborare una nuova costituzione, che conferiva al parlamento il potere amministrativo ma non quello legislativo.
Nell'ultima fase del suo regno Sobhuza II definì anche la politica estera dello Swaziland come fortemente filosudafricana, stringendo un'alleanza economica e militare con Pretoria e segnalandosi anche per la persecuzione di fuoriusciti dell'African National Congress nel suo territorio.
La reggenza e il regno di Mswati III
[modifica | modifica wikitesto]
Sobhuza II morì nel 1982. In base alle norme dinastiche vigenti nel paese, la sua morte diede inizio a un periodo di reggenza nell'attesa che il Liqoqo (il "Consiglio della Corona") designasse il successore. La reggenza venne inizialmente affidata alla regina Dzeliwe ("La Grande Elefantessa"), e dal 1983 alla regina Ntfombi. Nel frattempo, le elezioni del 1983 premiarono gli assolutisti del Tibiyo.
Nel 1986 venne incoronato il nuovo re, il diciottenne Makhosetive, che assunse il nome di Mswati III. Questi incominciò il proprio regno con l'avvicinamento al clan Dlamini, formalizzato dall'incarico di primo ministro a Sotja Dlamini, sostituito nel 1989 da Obert Dlamini.
Con la caduta dell'apartheid in Sudafrica nel 1991, lo Swaziland modificò la propria posizione in politica estera, prendendo le distanze dal nuovo Sudafrica. Fra le conseguenze di questa nuova situazione vi fu la rivendicazione da parte di Mswati III di alcuni territori limitrofi allo Swaziland e appartenenti al Sudafrica (2000).
Nel 2001, in parte con motivazioni legate alla lotta all'AIDS, Mswati III ha introdotto la legge della castità, che impone la castità femminile fino al compimento del ventiquattresimo anno di età. Sono anche state concesse deroghe per alcune giovani spose.
Nel 2006 il re ha promulgato una nuova costituzione che introduce la monarchia assoluta. Il parlamento ha ora solo poteri consultivi. I partiti politici sono sciolti: la costituzione ammette solo l'associazionismo apartitico.
Nel 2018, in occasione del suo cinquantesimo compleanno, il re ha cambiato il nome del paese da Swaziland a eSwatini.[11]
Geografia
[modifica | modifica wikitesto]L'eSwatini è un piccolo Stato (17363 km²) dell'Africa australe privo di sbocchi al mare. Il suo territorio ha forma quasi circolare e confina in gran parte con il Sudafrica (340 km), salvo un tratto di 105 km a est con il Mozambico.
Morfologia
[modifica | modifica wikitesto]
Il paese si distende su un altopiano che digrada leggermente da ovest verso est, salvo risalire leggermente presso il confine con il Mozambico. Il territorio si suddivide in tre aree geografiche ben distinte, chiamate localmente Veld (in afrikaans "campi").
Esse sono:
- Alto Veld, a ponente, zona montuosa con vette che salgono fino a 1860 m (Monte Emlemle). Esso è attraversato da profonde valli ricoperte da foreste. In quest'area si trovano le capitali (Mbabane e Lobamba) e la valle di Ezulwini;
- Medio Veld, al centro del regno, area collinare (700 m circa) con praterie ubertose. Manzini ne è il centro più importante;
- Basso Veld, a est, zona piana costituita da savane e piantagioni che, presso il confine con il Mozambico, si eleva in dolci colline.
Idrografia
[modifica | modifica wikitesto]I fiumi dell'eSwatini provengono tutti dal Transvaal e attraversano il paese da ovest verso est per gettarsi poi nell'oceano Indiano. I fiumi principali sono il Komati, lo Mbuluzi (Umbuluzi), lo Nggwavuma (Ingwavama) e lo Mkondo-Usutu.
Clima
[modifica | modifica wikitesto]Il clima è temperato caldo, con un'umidità e una piovosità che diminuiscono radicalmente spostandosi dall'Alto al Basso Veld. La media annuale delle precipitazioni ammonta infatti a ovest a quasi 2000 mm e a est a 500 mm. Le temperature si mantengono piuttosto stabili senza raggiungere usualmente valori estremi. Durante la stagione calda, la temperatura media è di 23 °C (febbraio) mentre durante i mesi più freddi, può scendere sino a 12 °C (luglio).
Popolazione
[modifica | modifica wikitesto]Demografia
[modifica | modifica wikitesto]
La popolazione totale è stata stimata in 1 130 000 abitanti nel 2006, per una densità di 65 abitanti per chilometro quadrato. Il vero flagello del paese è l'AIDS: l'eSwatini è il paese più colpito del mondo, con una percentuale di sieropositivi sulla popolazione adulta superiore al 40%. Ciò ha causato un'aspettativa di vita estremamente bassa, di 31 anni per gli uomini e 32 per le donne.[12] La mortalità infantile supera l'88 per mille. L'analfabetismo nel 2005 era al 20,8%, mentre due anni prima si attestava al 23,3%, segnando quindi un miglioramento.
Etnie
[modifica | modifica wikitesto]Gli swazi, una popolazione del gruppo bantu, costituiscono circa l'84% della popolazione. A questi si aggiungono altri gruppi bantu (soprattutto zulu e sotho), che complessivamente rappresentano circa il 12%. Il resto è da suddividersi tra bianchi di origine anglosassone, boeri, indiani, meticci (incroci tra bianchi e asiatici) e mulatti (incroci tra bianchi e bantu).
Le diverse etnie dell'eSwatini sono da sempre ben integrate tra loro, come dimostrano le feste per il genetliaco del re (19 aprile), durante le quali anche i non swazi, bianchi compresi, si uniscono alle danze tradizionali.
Lingue
[modifica | modifica wikitesto]Le lingue ufficiali sono l'inglese e lo swati (siswati),[1] parlati da gran parte della popolazione. Di uso comune è anche l'afrikaans.
Religioni
[modifica | modifica wikitesto]Le religioni più praticate sono: il protestantesimo (35%), l'AmaZioni (30%), il cattolicesimo (25%). Seguono minoranze come l'islam (1%) e l'induismo (0,15%).[13]
- Cristianesimo: 60%
- Protestantesimo: 35%
- Cattolicesimo: 25%
- AmaZioni: 30%
- Islam: 1%
- Induismo: 0,15%
- Altro: 8,85%
Ordinamento dello Stato
[modifica | modifica wikitesto]Monarchia
[modifica | modifica wikitesto]
In base alla nuova Costituzione del 2005 l'eSwatini è una monarchia assoluta.[14] Il re, attualmente re Mswati III, salito al trono nel 1986 dopo la morte di suo padre re Sobhuza II nel 1982 e un periodo di reggenza. Secondo la costituzione del paese, il Ngwenyama è un simbolo di unità e dell'eternità della nazione Swazi.[15] Per tradizione, il re regna insieme a sua madre (o a un sostituto rituale), la Ndlovukati (lett. 'elefantessa'). Il primo è considerato il capo amministrativo dello Stato e la seconda il capo spirituale e nazionale dello Stato, con un potere reale che controbilanciava quello del re, ma durante il lungo regno di Sobhuza II, il ruolo della Ndlovukati divenne più simbolico.[16]
Il re nomina il primo ministro tra i membri del Parlamento e nomina anche il resto dei ministri, che compongono il gabinetto presieduto dal re. Con l'aiuto di un consiglio consultivo, nomina inoltre la maggioranza dei senatori e una minoranza dei legislatori alla camera bassa del Libandla (Parlamento). La costituzione consente al re di nominare alcuni membri del Parlamento per rappresentare interessi particolari. Questi interessi particolari sono rappresentati da cittadini che potrebbero essersi candidati alle elezioni ma non sono stati eletti, o che potrebbero non essersi candidati affatto. Ciò avviene per bilanciare le opinioni in Parlamento. Gli interessi particolari possono essere rappresentati da persone di un determinato genere o razza, persone con disabilità, membri di spicco della comunità imprenditoriale, della società civile, studiosi e capi tribù.[17]
Parlamento
[modifica | modifica wikitesto]Il Parlamento bicamerale dello Swaziland, o Libandla, è composto dal Senato (30 seggi; 10 membri nominati dalla Camera dell'assemblea e 20 nominati dal monarca; con mandato quinquennale) e dalla Camera dell'assemblea (65 seggi; 10 membri nominati dal monarca e 55 eletti a suffragio universale; con mandato quinquennale).

Le elezioni si tengono ogni cinque anni dopo lo scioglimento del Parlamento da parte del re. Le ultime elezioni si sono tenute il 29 settembre 2023.[18] Le votazioni si svolgono in modo non partitico. Tutte le procedure elettorali sono supervisionate dalla Commissione elettorale e dei confini.[19]
Cultura politica
[modifica | modifica wikitesto]Al momento dell'indipendenza dello Swaziland, il 6 settembre 1968, lo Swaziland adottò una costituzione basata sul modello Westminster. Il 12 aprile 1973, il re Sobhuza II la annullò per decreto, assumendo i poteri supremi in tutte le questioni esecutive, giudiziarie e legislative.[20] Le prime elezioni non partitiche per la Camera dell'assemblea si tennero nel 1978 e furono condotte sotto i tinkhundla come circoscrizioni elettorali determinate dal re, e istituirono un comitato elettorale nominato dal re per sovrintendere alle elezioni.
Fino alle elezioni del 1993, il voto non era segreto, gli elettori non erano registrati e non eleggevano direttamente i rappresentanti. Invece, gli elettori eleggevano un collegio elettorale passando attraverso un cancello designato per il candidato prescelto mentre i funzionari li contavano. Successivamente, nel luglio 1996, il re Mswati III nominò una commissione di revisione costituzionale, composta da capi tribù, attivisti politici e sindacalisti, per esaminare le proposte del pubblico e redigere proposte per una nuova costituzione. Successivamente, nel luglio 1996, il re Mswati III nominò una commissione di revisione costituzionale, composta da capi tribù, attivisti politici e sindacalisti, per esaminare le proposte del pubblico e redigere proposte per una nuova costituzione.[21]
Le bozze furono pubblicate per commenti nel maggio 1999 e nel novembre 2000. Queste furono fortemente criticate dalle organizzazioni della società civile in Swaziland e dalle organizzazioni per i diritti umani altrove. Nel dicembre 2001 fu annunciata una squadra di 15 membri incaricata di redigere una nuova costituzione; si diceva che diversi membri di questa squadra fossero vicini alla famiglia reale.[22]
Elezioni
[modifica | modifica wikitesto]Le candidature si svolgono nei villaggi. Il giorno della candidatura, il nome del candidato viene alzato a mano e il candidato accetta o rifiuta la candidatura. Se accettato, il candidato deve avere il sostegno di almeno dieci membri di quel villaggio. Le candidature riguardano la posizione di membro del Parlamento, capo del collegio elettorale (Indvuna) e membro del comitato esecutivo del collegio elettorale (Bucopho). Il numero minimo di candidati è quattro e il massimo è dieci.[23]
Le elezioni primarie si svolgono anche a livello di villaggi. Avvengono a scrutinio segreto. Durante le elezioni primarie, agli elettori viene data l'opportunità di eleggere il membro del comitato esecutivo (Bucopho) per quel particolare villaggio. Anche i candidati al Parlamento e il capo della circoscrizione vengono eletti da ogni villaggio. Le elezioni secondarie e finali si svolgono nelle varie circoscrizioni chiamate tinkhundla. I candidati che vincono le elezioni primarie nei villaggi sono considerati candidati per le elezioni secondarie a livello di tinkhundla o di circoscrizione. I candidati con la maggioranza dei voti diventano vincitori e diventano membri del Parlamento o capi della circoscrizione.[24][25] Secondo gli indici di democrazia V-Dem del 2023, l'eSwatini è al 9° posto nella classifica più bassa a livello mondiale e al 2° posto nella classifica più bassa delle democrazie elettorali in Africa.[26]
Sistema giudiziario
[modifica | modifica wikitesto]Il sistema giudiziario in eSwatini è un sistema duale. La Costituzione del 2005 ha istituito un sistema giudiziario basato sul modello occidentale, composto da quattro tribunali regionali dei magistrati, un'Alta Corte e una Corte d'Appello (la Corte Suprema), indipendenti dal controllo della corona. Inoltre, i tribunali tradizionali (tribunali Swazi o tribunali consuetudinari) si occupano di reati minori e violazioni del diritto e delle consuetudini tradizionali Swazi.[27] I giudici sono nominati dal re e sono solitamente espatriati dal Sudafrica.[28] La Corte Suprema, che ha sostituito la precedente Corte d'Appello, è composta dal presidente della Corte Suprema e da almeno altri quattro giudici della Corte Suprema. L'Alta Corte è composta dal presidente della Corte Suprema e da almeno quattro giudici dell'Alta Corte.[29] I presidenti della Corte Suprema sono stati:
- 1967–1970: Sir Isadore Victor Elgan
- 1970–1972: Sir Philip Pike[30]
- 1972–1973–?: Roland Hill
- ?–1974–1983–?: Charles Nathan
- 1985–1991: Nicholas Robin Hannah[31]
- 1998–2002: Stanley Sapire
- 2002–2007: Jacobus Annandale (ad interim)
- 2007–2010: Richard Banda[32]
- 2010–2015: Michael Ramodibedi[33]
- 2015–in carica: Bheki Maphalala[34]
Forze armate
[modifica | modifica wikitesto]
L'esercito dell'Eswatini (Umbutfo Eswatini Defence Force) viene utilizzato principalmente durante le proteste interne, con alcuni compiti di frontiera e doganali. L'esercito non è mai stato coinvolto in un conflitto straniero.[35] Il re è il comandante in capo delle forze di difesa e il ministro effettivo del Ministero della Difesa.[7] Le forze di difesa contano circa 3.000 effettivi, di cui l'esercito è la componente più numerosa.[36] Esiste una piccola forza aerea, utilizzata principalmente per il trasporto del re, nonché di merci e personale, per la ricognizione del territorio con funzioni di ricerca e soccorso e per la mobilitazione in caso di emergenza nazionale.[8]
Politica estera
[modifica | modifica wikitesto]L'eSwatini è membro delle Nazioni Unite, del Commonwealth delle nazioni, dell'Unione africana, del Mercato comune dell'Africa orientale e meridionale e della Comunità di sviluppo dell'Africa meridionale.[37][38][39][40][41] Nel 2019 era l'unico paese africano ad aver mantenuto legami con Taiwan e non con la Cina.[42]
Nel luglio 2025, gli Stati Uniti hanno deportato 5 uomini in eSwatini con l'accordo del governo Swazi. Un portavoce del governo di eSwatini ha riferito che i deportati sono stati detenuti in isolamento, ma si è rifiutato di identificare l'ubicazione degli istituti penitenziari in cui erano detenuti o i dettagli dell'accordo tra gli Stati Uniti e il governo Swazi.[43] Entro ottobre 2025, altri dieci deportati erano stati inviati dagli Stati Uniti in eSwatini e il Ministro delle Finanze dell'eSwatini ha confermato che il governo aveva ricevuto 5,1 milioni di dollari dagli Stati Uniti nell'ambito di un accordo per fungere da luogo di deportazione da un paese terzo.[44]
Suddivisione amministrativa
[modifica | modifica wikitesto]L'eSwatini è diviso in quattro distretti, a loro volta suddivisi in tinkhundla; questi ultimi si suddividono ulteriormente in imiphakatsi.
I distretti sono:
Città principali
[modifica | modifica wikitesto]Istruzione
[modifica | modifica wikitesto]L'istruzione in eSwatini inizia con l'istruzione prescolare per i neonati, prosegue con l'istruzione primaria, secondaria e superiore per l'istruzione e la formazione generale, e prosegue con università e college a livello terziario. L'istruzione prescolare è solitamente destinata ai bambini di 5 anni o meno; dopodiché, uno studente può iscriversi a una scuola primaria in qualsiasi parte del paese. I centri di cura e istruzione della prima infanzia assumono la forma di scuole materne o punti di assistenza di quartiere. Nel paese, il 21,6% dei bambini in età prescolare ha accesso all'istruzione della prima infanzia.[45] L'istruzione primaria inizia all'età di sei anni. Si tratta di un programma di sette anni che culmina con un esame di fine scuola primaria in settima elementare, una valutazione a livello locale amministrata dal Consiglio degli Esami attraverso le scuole.[46]
Il sistema di istruzione secondaria e superiore è un programma quinquennale diviso in tre anni di scuola secondaria di primo grado e due anni di scuola secondaria di secondo grado. Al termine della scuola secondaria di primo grado, gli studenti devono superare un esame pubblico esterno (Junior Certificate) per poter accedere alla scuola secondaria di secondo grado. Questo esame è amministrato dal Consiglio degli Esami dello Swaziland. Al termine della scuola secondaria di secondo grado, gli studenti sostengono un esame pubblico, lo Swaziland General Certificate of Secondary Education e l'International General Certificate of Secondary Education, accreditato dal Cambridge International Examination. Alcune scuole offrono il programma di studi avanzati nel loro curriculum.[47]
Ci sono 830 scuole pubbliche, tra cui scuole primarie, secondarie e superiori.[48] Ci sono anche 34 scuole private riconosciute e altre 14 scuole private non riconosciute. Il maggior numero di scuole si trova nella regione di Hhohho. L'istruzione è gratuita a livello primario, principalmente dalla prima alla quarta elementare, ed è gratuita anche per i bambini orfani e vulnerabili, ma non è obbligatoria.[49] Nel 1996, il tasso netto di iscrizione alla scuola primaria era del 90,8%, con parità di genere a livello primario.
Nel 1963, la Waterford School, successivamente denominata Waterford Kamhlaba United World College of Southern Africa, fu fondata come la prima scuola multirazziale dell'Africa meridionale. Nel 1981, la Waterford Kamhlaba entrò a far parte del movimento United World Colleges come primo United World College nel continente africano, e l'unico UWC africano fino al 2019, quando l'UWC East Africa in Tanzania si unì al movimento.[50]
Università
[modifica | modifica wikitesto]L'Università dell'eSwatini, la Southern African Nazarene University e l'eSwatini Medical Christian University sono gli istituti che offrono istruzione universitaria nel paese. Un campus della Limkokwing University of Creative Technology si trova a Sidvwashini (Sidwashini), un sobborgo di Mbabane. Il Ngwane Teacher's College e il William Pitcher College sono i college di formazione per insegnanti del paese. Il Good Shepherd Hospital di Siteki ospita il College for Nursing Assistants.[51][52] L'Università dell'eSwatini è l'università nazionale, istituita nel 1982 con un atto del Parlamento e con il re dell'eSwatini come suo rettore (chancellor), e ha sede a Kwaluseni con campus aggiuntivi a Mbabane e Luyengo.[53] La Southern African Nazarene University di Manzini è stata istituita nel 2010 come fusione del Nazarene College of Nursing, del College of Theology e del Nazarene Teachers College.[54][55]
L'Università Cristiana Medica dell'eSwatini,[56] focalizzata sulla formazione medica, è stata fondata nel 2012 ed è la più recente università dell'eSwatini.[57] Si trova a Mbabane.[58] Il campus dell'Università Limkokwing è stato aperto a Sidvwashini a Mbabane nel 2012.[59] Il principale centro per la formazione tecnica in eSwatini è l'eSwatini College of Technology.[60] Altri istituti tecnici e professionali includono il Gwamile Vocational and Commercial Training Institute a Matsapha, il Manzini Industrial and Training Centre a Manzini, il Nhlangano Agricultural Skills Training Centre e il Siteki Industrial Training Centre.
Oltre a queste istituzioni, il regno possiede anche l'eSwatini Institute of Management and Public Administration (SIMPA)[61] e l'Institute of Development Management (IDM). SIMPA è un istituto di gestione e sviluppo di proprietà del governo, mentre IDM è un'organizzazione regionale presente in Botswana, Lesotho ed Eswatini, che offre formazione, consulenza e ricerca in ambito gestionale. Il Poole College of Management della North Carolina State University è una scuola gemella di SIMPA.[62] Il Mananga Management Centre è stato fondato a Ezulwini come Mananga Agricultural Management Centre nel 1972, in qualità di centro internazionale per lo sviluppo manageriale, offrendo formazione a dirigenti di livello medio e superiore.
Economia
[modifica | modifica wikitesto]Il PIL complessivo, a parità di potere d'acquisto, è ammontato nel 2012 a 6 174 milioni di dollari, 157º posto nel mondo, pari a 5 719 dollari pro capite. L'eSwatini ha dunque un reddito pro capite superiore alla media africana, e un'economia abbastanza diversificata. L'agricoltura può disporre dell'11% del territorio nazionale ed è favorita da un suolo fertile; il settore primario occupa il 40% della popolazione attiva e contribuisce per il 12% alla formazione del PIL nazionale, una parte non alta se si considera il numero di addetti. Buona parte delle terre sono organizzate infatti secondo i costumi tribali e sono scarsamente produttive: esse vengono messe in comune e la suddivisione del loro frutto spetta ai capitribù. Diverso il discorso delle grandi proprietà terriere, costituite sovente da piantagioni monocolturali di canna da zucchero o mais: esse sono gestite con metodi molto avanzati e professionali. L'estrazione mineraria (ad esempio la miniera di Ngwenya) occupa da tempo un ruolo rilevante nell'apparato economico degli swazi, ma oggi risulta meno importante di un tempo. Esauritesi le miniere di ferro, si estraggono principalmente amianto, diamanti e carbone. Altra importante forma di reddito è offerta dal turismo, alimentato quasi solo da turisti sudafricani; e proprio il Sudafrica è il maggior partner commerciale, con l'88% delle importazioni e il 52% delle esportazioni. Pochi i rapporti economici con altri Stati, salvo delle piccole importazioni dal Giappone, l'1,7% di quelle totali, e delle consistenti esportazioni, quasi il 20%, verso l’Europa, in particolare il Regno Unito. Questo quadro delinea una bilancia commerciale in passivo, al contrario di quella dei pagamenti, in attivo.
Ambiente
[modifica | modifica wikitesto]L'eSwatini possiede numerosi parchi e riserve naturali. In questo paese è forte il principio di compartecipazione tra pubblico e privato nella gestione dei beni floro-faunistici.
Un primo tipo di parco naturale è costituito dalla riserva statale che ha al suo interno una o più proprietà private di dimensioni variabili (possono anche coincidere con l'intero parco), che si occupano di gestire direttamente il patrimonio naturalistico e il turismo relativo, sulla base delle direttive dello Stato, che mantiene sulla riserva pieno potere decisionale. La proprietà terriera si fa carico delle spese di controllo e gestione degli animali, del mantenimento in buone condizioni di strade e piste e dell'accoglienza dei turisti. In cambio, essa riceve i proventi del turismo e le sovvenzioni statali. Tra i parchi più interessanti di questa tipologia si hanno lo Hlane Game Reserve, ove si può osservare il raro rinoceronte bianco, il Malolotja Nature Reserve Mkhaya e lo Mlawula Nature Reserve, ove si trovano vari serpenti particolari, come il mamba nero o il cobra sputante, oltre a 350 specie di uccelli, tra cui la rondine blu, il rarissimo ibis calvo, la gru blu, varie aquile e avvoltoi.
Un secondo tipo di parco è la riserva privata, ove l'intera organizzazione gestionale spetta al proprietario terriero, solitamente unico (più raramente in consorzio). Lo Stato si limita a riscuoterne una modesta tassazione e a svolgere controlli. Sovente questo tipo di parco presenta residenze molto lussuose che prevedono per i turisti attrattive non solo di natura paesaggistico-ambientale, ma anche sociale (gare sportive, convegni, concerti, banchetti e simili). Tra le riserve private più importanti si hanno Singita, Motswari, Londolozi, Inyati, Sabi Sabi, e Makalali.
Cultura
[modifica | modifica wikitesto]Arte
[modifica | modifica wikitesto]Le forme artistiche principali dell'eSwatini sono la musica e la danza, che possono essere considerate paradigmatiche dei suoni e movimenti tipici bantu. Non mancano scuole artigianali di manifatture e utensileria di un certo prestigio, nella cui produzione si distingue la fabbricazione di monili e armi, in particolare scudi e frecce. Esiste un Consiglio Nazionale (eSwatini National Council of Arts and Culture) che si cura di preservare le arti swazi e promuove numerose iniziative tra cui mostre e congressi.
Produzione letteraria
[modifica | modifica wikitesto]Tra il XX e il XXI secolo, nel quadro di una produzione letteraria nazionale, ricordiamo la figura della scrittrice e attivista per i diritti delle donne swazi Sarah Mkhonza, Patricia McFadden, Gladys Lomafu Pato e Regina Twala.
Musica
[modifica | modifica wikitesto]Riguardo alla musica country ricordiamo il duo Dusty and Stones [63].
Sport
[modifica | modifica wikitesto]Molto diffusi gli sport tradizionali, di derivazione guerresca, come il lancio del giavellotto o il tiro con l'arco. Recentemente si è assistito inoltre al diffondersi del rugby, insegnato con successo da allenatori sudafricani. Diffusi inoltre, tra i ceti sociali abbienti, il cricket e il golf. Il calcio non ha ancora raggiunto un livello professionale. La nazionale di calcio ha fatto il suo esordio il 1º maggio 1968 contro il Malawi e finora non si è mai qualificata a un torneo internazionale.
Cucina
[modifica | modifica wikitesto]Tradizioni
[modifica | modifica wikitesto]Tra le tradizioni popolari più importanti degli swazi si hanno le feste nazionali, caratterizzate da antiche usanze. Oltre al Genetliaco del Re (19 aprile), si hanno il Genetliaco del Re Padre, ossia del re precedente all'attuale (22 luglio), e l'Umhlanga ("danza del giunco", 1º settembre) che si protrae per più giorni. In questa occasione, decine di migliaia di giovani donne in età da matrimonio, sfilano in abiti tradizionali di fronte al re, cercando di attirare la sua attenzione. In queste occasioni il sovrano sceglie di norma almeno una moglie da aggiungere al suo harem (nel paese è infatti ammessa e talora favorita la poligamia).
Altra importante cerimonia è l'Incwala ("primi frutti", 16 dicembre). In quest'occasione i bemanti ("uomini istruiti") portano piante, acqua di fiume e spuma alla reggia. Il re accoglie questi uomini, danza innanzi a loro e, se lo ritiene opportuno, mangia una zucca, segno che indica l'inizio del raccolto. L'Incwala non si celebra sempre il 16 dicembre. La data varia in accordo a ragioni che non vengono spiegate al pubblico, ma approssimativamente avviene tra l'ultima settimana di dicembre e la prima di gennaio.[64]
Infine si hanno la Festa della Bandiera (25 aprile), il Somhlolo (ovvero la Festa dell'Indipendenza, 6 settembre) e il Natale (25 dicembre), da tempo acquisito nelle usanze swazi come festa nazionale. Ecco un elenco più dettagliato:
Festività nazionali
[modifica | modifica wikitesto]| Data | Nome | Significato |
|---|---|---|
| 19 aprile | Compleanno del Re | Giorno del compleanno del re Mswati III di eSwatini (1968) |
| 25 aprile | Giorno della Bandiera Nazionale | Giorno in cui la Bandiera dell'eSwatini fu issata per la prima volta, nel 1967 |
| 22 luglio | Giorno del Compleanno del Re (Sobhuza II) | Giorno del compleanno del sovrano Sobhuza II dell'eSwatini, 1899 |
| 6 settembre | Somhlolo Day (o Independence Day) | Festa nazionale: Giorno dell'indipendenza dal Regno Unito, nel 1968 |
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 Eswatini, in The World Factbook, Central Intelligence Agency. URL consultato il 9 aprile 2021.
- ↑ (EN) Diarchie del mondo moderno: Paesi con due governanti o capi di Stato, su WorldAtlas. URL consultato il 27 marzo 2026.
- ↑ datacommons.org, https://datacommons.org/ranking/GrowthRate_Count_Person/Country/africa?h=country%2FSWZ&unit=%25&hl=it.
- ↑ Allegato A5 Elenco degli Stati, dei territori e delle monete, in Manuale interistituzionale di convenzioni redazionali, 22 luglio 2020. URL consultato il 20 settembre 2021.
- ↑ data.worldbank.org, https://data.worldbank.org/indicator/NY.GDP.MKTP.CD?locations=SZ.
- ↑ datacommons.org, https://datacommons.org/ranking/FertilityRate_Person_Female/Country/africa?h=country%2FSWZ&hl=it.
- 1 2 (EN) Africa's last absolute monarch renames Swaziland as 'eSwatini', su Reuters, 19 aprile 2018. URL consultato il 17 maggio 2018.
- 1 2 Swaziland su Enciclopedia | Sapere.it, su www.sapere.it. URL consultato il 27 dicembre 2021.
- ↑ (EN) Philip Bonner, Kings, Commoners and Concessionaries, 1983 [1982], pp. 9-27, ISBN 0521242703.
- ↑ (FR) Le Swaziland retrouve son nom précolonial, l’« Eswatini », in Le Monde.fr, 19 aprile 2018. URL consultato il 23 dicembre 2020.
- ↑ (EN) Swaziland king renames country 'the Kingdom of eSwatini', su bbc.com, 19.04.2018.
- ↑ "Human Development Report 2006," Archiviato l'11 ottobre 2007 in Internet Archive. United Nations Development Programme, pp. 363-366, 9 novembre 2006
- ↑ (EN) Religious Intelligence - Country Profile: Swaziland (Kingdom of Swaziland), su religiousintelligence.co.uk. URL consultato il 5-12-2011 (archiviato dall'url originale il 26 giugno 2008).
- ↑ Our governance, su gov.sz. URL consultato il 16 agosto 2014.
- ↑ The Constitution of The Kingdom of Swaziland Act, 2005, Chapter 1, Section 4(2)
- ↑ Choosing a King, su The Government Of the Kingdom Of Eswatini, 19 marzo 2022. URL consultato il 19 marzo 2022.
- ↑ Constitution of the Kingdom of Eswatini 2005, su constitutions.unwomen.org. URL consultato il 19 aprile 2022.
- ↑ (EN) Eswatini holds parliamentary elections under monarch's control, su Reuters, 29 settembre 2023. URL consultato il 5 Oct 2023.
- ↑ Swaziland: Elections and Boundaries Commission, su eisa.org.za, EISA, 8 marzo 2010. URL consultato il 16 agosto 2014 (archiviato dall'url originale il 16 aprile 2015).
- ↑ Swaziland: Tinkhundla electoral system, su content.eisa.org.za, Electoral Institute for Sustainable Democracy in Africa. URL consultato il 20 luglio 2014 (archiviato dall'url originale il 27 dicembre 2014).
- ↑ Africa South of the Sahara 2004. Psychology Press. 2003. pg. 1096; ISBN 9781857431834
- ↑ Africa South of the Sahara 2004. Psychology Press. 2003. pg. 1097; ISBN 9781857431834
- ↑ Swaziland: Tinkhundla electoral system, su eisa.org.za, EISA. URL consultato il 16 agosto 2014 (archiviato dall'url originale il 16 aprile 2015).
- ↑ Conduct of elections in Swaziland (PDF), su gov.sz. URL consultato il 16 agosto 2014.
- ↑ Swaziland: Electoral system, su eisa.org.za, EISA. URL consultato il 16 agosto 2014 (archiviato dall'url originale il 16 aprile 2015).
- ↑ V-Dem Institute, The V-Dem Dataset, su v-dem.net, 2023. URL consultato il 14 ottobre 2023.
- ↑ Judiciary, su The Government of the Kingdom of Eswatini. URL consultato il 26 settembre 2019 (archiviato dall'url originale l'11 febbraio 2016).
- ↑ Swaziland – Judicial system, su nationsencyclopedia.com, Nations Encyclopaedia. URL consultato il 21 febbraio 2016.
- ↑ The Law and Legal Research in Swaziland, su nyulawglobal.org, Hauser Global Law School Program. URL consultato il 21 febbraio 2016.
- ↑ (EN) Who's who of Southern Africa, su books.google.com, Argus Printing & Publishing Company, 1977.
- ↑ (EN) High Court's longest-serving Judge retires from the bench, su www.namibian.com.na. URL consultato il 1º maggio 2026.
- ↑ The African Parks Network: Board, su african-parks.org. URL consultato il 18 gennaio 2019 (archiviato dall'url originale il 17 agosto 2011).
- ↑ Swaziland government re-appoints controversial chief judge, in The New Age Online, 25 giugno 2012. URL consultato il 18 gennaio 2019 (archiviato dall'url originale il 15 dicembre 2013).
- ↑ Mbongiseni Ndzimandze, Justice Maphalala Confirmed as CJ, in Times of Swaziland, 13 novembre 2015. URL consultato il 18 gennaio 2019 (archiviato dall'url originale il 19 gennaio 2019).
- ↑ Crash diminishes Swaziland's air force, Independent Online (South Africa), 23 novembre 2004. URL consultato il 19 ottobre 2009.
- ↑ SIPRI military expenditure database, su milexdata.sipri.org. URL consultato il 6 luglio 2012 (archiviato dall'url originale il 28 marzo 2010).
- ↑ United Nations in Swaziland, su sz.one.un.org. URL consultato il 14 agosto 2018 (archiviato dall'url originale il 14 agosto 2018).
- ↑ Kingdom of eSwatini | The Commonwealth, su thecommonwealth.org, 15 agosto 2013. URL consultato il 14 agosto 2018.
- ↑ Kingdom of Swaziland | African Union, su au.int. URL consultato il 14 agosto 2018 (archiviato dall'url originale il 14 agosto 2018).
- ↑ COMESA Members States – Common Market for Eastern & Southern Africa, in Common Market for Eastern & Southern Africa. URL consultato il 14 agosto 2018 (archiviato dall'url originale il 14 agosto 2018).
- ↑ Southern African Development Community :: Eswatini, su sadc.int. URL consultato il 14 agosto 2018.
- ↑ Larry Madowo, eSwatini – Taiwan's last friend in Africa, su BBC, 14 gennaio 2019. URL consultato il 24 maggio 2021.
- ↑ Men deported by US to Eswatini in Africa will be held in solitary confinement for undetermined time, su Associated Press, Associated Press. URL consultato il 25 novembre 2025.
- ↑ Eswatini confirms receiving $5.1m from the US for accepting deportees, su BBC, BBC. URL consultato il 25 novembre 2025.
- ↑ Early Childhood & Care Education, su gov.sz, 22 settembre 2010. URL consultato il 16 agosto 2014.
- ↑ Primary Education, su gov.sz. URL consultato il 16 agosto 2014.
- ↑ Secondary Education, su gov.sz. URL consultato il 16 agosto 2014.
- ↑ Ministry of Education, School Lists (PDF), su gov.sz, Swaziland Govt. URL consultato il 7 febbraio 2014.
- ↑ 2001 Findings on the Worst Forms of Child Labor, su dol.gov, Bureau of International Labor Affairs, U.S. Department of Labor, 2002. URL consultato il 29 dicembre 2009 (archiviato dall'url originale il 15 maggio 2009).
- ↑ UWC East Africa, su UWC. URL consultato il 20 giugno 2020.
- ↑ Programme: Good Shepherd Hospital, Siteki, Swaziland | CBM International, su cbm.org. URL consultato il 16 agosto 2014 (archiviato dall'url originale il 2 marzo 2016).
- ↑ Hester Klopper, The State of Nursing and Nursing Education in Africa, Sigma Theta Tau, 2012, ISBN 978-1935476849.
- ↑ History | University of Swaziland, su uniswa.sz, 20 ottobre 1975. URL consultato il 16 agosto 2014 (archiviato dall'url originale il 16 dicembre 2013).
- ↑ Church of the Nazarene Africa Region | Africa South, su africanazarene.org. URL consultato il 16 agosto 2014 (archiviato dall'url originale l'8 novembre 2014).
- ↑ Southern Africa Nazarene University launched in Swaziland – Nazarene Communications Network, su ncnnews.com, 28 ottobre 2010. URL consultato il 16 agosto 2014 (archiviato dall'url originale il 16 febbraio 2015).
- ↑ (EN) Founder, su EMCU. URL consultato il 2 agosto 2022 (archiviato dall'url originale il 21 dicembre 2024).
- ↑ Swaziland Christian University » Our Vision and Mission, su scusz.ac. URL consultato il 16 agosto 2014 (archiviato dall'url originale il 7 luglio 2014).
- ↑ Swaziland Christian University » Contact us, su scusz.ac. URL consultato il 16 agosto 2014 (archiviato dall'url originale il 7 luglio 2014).
- ↑ Richard Rooney, Swaziland: Limkokwing Reduces Minister to Tears (Page 1 of 2), su allafrica.com, 15 novembre 2012. URL consultato il 16 agosto 2014.
- ↑ Eswatini College Of Technology – Looking To The Fututre, su www.ecotsz.co.za. URL consultato il 2 agosto 2022 (archiviato dall'url originale il 5 aprile 2023).
- ↑ (EN) Eswatini Institute of Management and Public Administration SIMPA, su simpamdi.business.site. URL consultato il 2 agosto 2022 (archiviato dall'url originale il 5 aprile 2023).
- ↑ Welcome To IDM, su idmbls.com. URL consultato il 16 agosto 2014 (archiviato dall'url originale il 9 novembre 2014).
- ↑ africa-press.net, https://www.africa-press.net/eswatini/all-news/dusty-and-stones-in-new-york-screens.
- ↑ Swaziland Tourism Authority, Incwala Festival, su thekingdomofeswatini.com. URL consultato il 13/02/2021.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- AA.VV., South Africa, Lesotho & Swaziland, Lonely Planet, 2007.
- C. Maroleng, The King's Constitution, in African Security Review, 2003.
- C.P. Potholm, Swaziland: the Dynamics of Political Modernization, Berkeley, University of California Press, 1972.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
[modifica | modifica wikitesto]
Wikinotizie contiene notizie di attualità su Eswatini
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Eswatini
Wikivoyage contiene informazioni turistiche su Eswatini
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Sito ufficiale, su gov.sz.
- Swaziland / eSwatini, Regno di, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- Swaziland, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
- Swaziland, su sapere.it, De Agostini.
- (IT, DE, FR) ESwatini, su hls-dhs-dss.ch, Dizionario storico della Svizzera.
- (EN) John Richard Masson, Eswatini, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- (EN) ESwatini, su Mindat.org.
- (EN) ESwatini, su Comic Vine, Fandom.
- Scheda dello Swaziland dal sito Viaggiare Sicuri - Sito curato dal Ministero degli Esteri e dall'ACI
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 140126183 · ISNI (EN) 0000 0001 2110 7657 · LCCN (EN) n2019008120 · GND (DE) 1225128579 · BNE (ES) XX457056 (data) · BNF (FR) cb11959471p (data) · J9U (EN, HE) 987007268599705171 · NDL (EN, JA) 00571785 |
|---|


