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Sistema-mondo

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L'analisi dei Sistemi-mondo è un metodo di ricerca multidisciplinare che studia i fenomeni storici, economici, politici e sociali su scala globale. Nata negli anni Settanta, si colloca tra la storia globale e le teorie sociali post-coloniali di ispirazione marxista, rappresentando un'evoluzione della teoria della dipendenza.[1]

Al centro di questo approccio vi è il concetto di sistema-mondo, l'unità di analisi usata per spiegare i processi storici su larga scala.[2] I sistemi-mondo sono definiti così non perché comprendono necessariamente l'intero globo, ma perché sono mondi autonomi rispetto a ciò che è esterno a essi.[3]

L'obiettivo di questa prospettiva è quello di analizzare la storia economica e sociale per comprendere fenomeni come l'economia globale, la nascita e la distribuzione geografica del capitalismo, il colonialismo, l'imperialismo e la colonialità.[4]

I principali teorici di questo metodo sono i sociologi Immanuel Wallerstein, Giovanni Arrighi,[5] Andre Gunder Frank,[6] e l'economista Samir Amin[7] (scherzosamente chiamati “la banda dei quattro”[8]). Altri autori rilevanti sono Oliver Cox, Christopher Chase-Dunn e Li Minqi.[9]

La definizione di sistema-mondo è stata fornita da Wallerstein nel 1973.[10] [11] Le basi metodologiche e concettuali provengono dalla seconda generazione della scuola degli Annales, rappresentata da Fernand Braudel, dalla tradizione marxista, di cui in particolare è stato recuperato il concetto di egemonia di Antonio Gramsci, e dagli esponenti della teoria della dipendenza. Le riflessioni economiche sono state invece influenzate da Karl Polanyi e Nikolai Kondratieff.[12]

La ripresa del metodo dalla Scuola delle Annales

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BERJAYA Lo stesso argomento in dettaglio: Nouvelle Histoire.

L'analisi dei sistemi-mondo è profondamente influenzata dai concetti di économies-monde e longue durée sviluppati dallo storico Fernand Braudel e ripresi pressoché integralmente dagli accademici dei sistemi-mondo.[13]

  • Il termine économie-monde indica un'unità geografica ed economica che può essere descritta come un sistema che al suo interno è profondamente interconnesso, ma risulta autonomo e autosufficiente dal resto del pianeta.[14] L’attenzione di Braudel per un concetto che possa riferirsi contemporaneamente ad aspetti economici, sociali e culturali è stata fondamentale affinché gli accademici dei sistemi-mondo sviluppassero un approccio multidisciplinare. Questa visione ha inoltre permesso agli studiosi di superare l'analisi centrata sugli Stati-nazione, focalizzandosi invece su sistemi economici, sociali e culturali più ampi.[15]
  • Il concetto di longue durée si riferisce al fatto che non tutti i fenomeni storici avvengono con la stessa velocità: l’analisi storica non si può limitare allo studio di eventi o decenni isolati, ma deve considerare i processi storici di natura sociale ed economica come parte di una dinamica continua e interconnessa, rintracciabile solo attraverso una prospettiva di lungo periodo.[16]

È il contributo della scuola degli Annales che fa sì che l’analisi dei sistemi-mondo, da ipotesi sociologica e politologica, possa essere a buon diritto considerata un modello di riferimento per l’interpretazione storica: lo spazio di un ‘mondo’ e il tempo di una ‘lunga durata’ si combinano per formare un particolare sistema-mondo.[17]

Il rapporto tra Braudel e Wallerstein fu anche personale: i due si incontrarono durante un ciclo di seminari su Civiltà materiale, economia e capitalismo, XV-XVIII secolo e Braudel ebbe modo di leggere in anteprima e commentare The modern World-System vol I.[18] Il debito accademico fu così importante che l'accademia scientifica fondata per proseguire la ricerca attraverso l'analisi dei sistemi-mondo fu chiamata Fernand Braudel Center in suo onore.[19]

Il superamento della teoria della dipendenza

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BERJAYA Lo stesso argomento in dettaglio: Teoria della dipendenza.

L'analisi dei sistemi-mondo amplia le critiche dei teorici della dipendenza verso le teorie degli stadi.[20] Come nella teoria della dipendenza, l'analisi dei sistemi-mondo utilizza i concetti di "nucleo" e "periferia" per descrivere paesi con un peso maggiore o minore nell’economia globale: per entrambe le scuole questo peso non è il risultato di uno sviluppo capitalistico più o meno avanzato, ma l'esito dei rapporti di forza che ogni Stato-Nazione è riuscito a costruire all'interno del sistema capitalista.[21]

Due invece sono le differenze tra gli accademici dei sistemi-mondo e i teorici della dipendenza:

  • i primi sostengono che il capitalismo sia un sistema mondiale e la divisione del lavoro sia internazionale.[22] Ciò significa che i capitalisti degli Stati-Nazione del nucleo non sfruttano solo i lavoratori dei paesi periferici, ma tutti coloro che occupano le posizioni più basse della gerarchia economica globale.[23] La redistribuzione cruciale tra nucleo e periferia riguarda il plusvalore complessivamente prodotto dalla divisione internazionale del lavoro e non solo i trasferimenti di risorse umane e materiali da un paese periferico verso quello centrale.[24]
  • l'analisi dei sistemi-mondo non si limita a riprendere le acquisizioni principali della teoria della dipendenza, come la consapevolezza che l'influenza economica e tecnologica dei paesi più ricchi sui paesi più poveri determina la creazione di strutture economiche squilibrate, ma ha ampliato il pensiero facendo riferimento all'egemonia, un concetto preso in prestito dalla tradizione marxista. Questo concetto mira ad evidenziare che il dominio dei paesi più ricchi non è solo di natura economica, ma anche politica e culturale, e che proprio in virtù di questa influenza sociale, politica e culturale, i paesi più ricchi mantengono il controllo del sistema globale, aumentando le disuguaglianze con i paesi poveri.[25]

Il debito dal concetto di egemonia culturale

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BERJAYA Lo stesso argomento in dettaglio: Egemonia culturale.

Il concetto di egemonia, sviluppato dal filosofo marxista Antonio Gramsci, ha avuto un ruolo cruciale nello sviluppo dell'analisi dei sistemi-mondo. Gramsci definisce l'egemonia come la capacità di una classe o di uno Stato di esercitare un dominio non solo economico e politico, ma anche culturale, imponendo i propri valori e idee come universali e naturali.[26] In questo modo, il potere egemonico non si basa solo sulla forza (militare ed economica), ma anche sul consenso popolare e sull'influenza culturale: l'egemonia è il dominio esercitato da uno Stato sul sistema-mondo, tale dominio permette alla potenza egemonica di definire le regole del gioco internazionale a proprio vantaggio.[27] Per gli analisti dei sistemi-mondo, ad esempio, il sistema economico capitalista viene rafforzato dal liberismo in economia politica, dal pensiero liberale in politica interna, dall’ideologia dell’autodeterminazione e della sovranità dei popoli in politica internazionale: tutte costruzioni ideologiche che si sono affermate sotto l’egida degli Stati Uniti d’America, l’attuale potenza egemonica.[28]

Nell'analisi dei sistemi-mondo, Wallerstein applica il concetto di egemonia per spiegare la dinamica di scontro tra le potenze globali nel tentativo di ottenere e mantenere il predominio; l’egemonia è ritenuta infatti storicamente instabile e soggetta a sfide da parte di altre potenze emergenti che cercano di rovesciare lo status quo: le guerre sono -in questo contesto- interpretate come la diretta conseguenza della lotta per l’egemonia (la guerra dei Sette Anni tra Francia e Inghilterra; la Seconda Guerra Mondiale tra Inghilterra e Stati Uniti contro il Terzo Reich).[29]

Fondamenti economici

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BERJAYA Lo stesso argomento in dettaglio: Antropologia economica e Onde di Kondratiev.

Dal punto di vista economico Wallerstein, come Karl Marx, individua nel processo di accumulazione del capitale il motore principale dell'economia capitalista. Si discorsa però dalla teoria marxista ortodossa perché integra nell’analisi dei sistemi-mondo le prospettive di Karl Polanyi e Nikolai Kondratieff.

  • Seguendo le tesi esposte da Polanyi in La Grande Trasformazione, gli analisti dei sistemi-mondo contestano la nozione del capitalismo come prodotto di uno sviluppo economico deterministico e rifiutano -di conseguenza- l'idea che esista un unico percorso inevitabile verso di esso.[30] In aperta polemica con i filosofi classici, entrambe le scuole di pensiero affermano invece che il capitalismo si è sviluppato esclusivamente grazie all'intervento attivo e alla protezione degli Stati-Nazione.[31] Polanyi contribuisce all'analisi dei sistemi-mondo anche definendo tre tipi di economie (di reciprocità, di redistribuzione e di mercato) che Wallerstein utilizzerà per distinguere i diversi assetti economici delle tre categorie di sistema-mondo.[12]
  • Nikolai Kondratieff, economista russo, ha descritto l'andamento ciclico dell'economia capitalista attraverso le fasi A di espansione e le fasi B di stagnazione o recessione. Mentre la teoria marxista ortodossa prevede che la contraddizione tra capitale e lavoro porterà inevitabilmente al collasso del capitalismo, Kondratieff e successivamente Wallerstein sostengono che le crisi economiche non sono un punto di rottura definitivo, ma parte integrante del processo di accumulazione del capitale.[32] Wallerstein, influenzato da queste letture, ritiene quindi che il conflitto capitale-lavoro non si risolverà semplicemente con una crisi economica, ma richiederà anche una crisi ideologica e politica, durante la quale le basi culturali e sociali che sostengono il capitalismo saranno messe in discussione.[33]

Definizione di sistema mondo

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Il sistema-mondo è un concetto che descrive un sistema sociale al cui interno esistono connessioni politiche, economiche e culturali. L’idea di "sistema" deriva dalla teoria dei sistemi: l’immagine più comune per spiegare il concetto è quella di un organismo composto da parti strettamente interconnesse attraverso regole interne, che dipendono l'una dall'altra per funzionare.[34]

Nel sistema-mondo, le "parti" sono rappresentate dalle istituzioni sociali, formali e informali, che variano a seconda del contesto storico. Per esempio nell’età carolingia le parti del sistema-mondo erano le marche, le contee e i ducati; nel sistema-mondo moderno le parti sono gli Stati-Nazione. Queste istituzioni, anche se diverse, interagiscono tra loro seguendo regole interne: nell’epoca carolingia le regole erano i rapporti feudali; oggi sono le politiche interstatali e le leggi internazionali.[4]

Ogni sistema-mondo è unico perché al suo interno esiste una e una sola divisione del lavoro che rende le varie aree interdipendenti e complementari: nessuna è autosufficiente, ma ciascuna è specializzata in una funzione economica e dipende dalle altre per beni, servizi, risorse o manodopera. Un esempio evidente è quello dell’Impero Romano, nel quale alcune regioni come l’Egitto e l’Africa Proconsolare si occupavano di produrre e distribuire il grano per quasi tutte le altre regioni dell’Impero.[35]

Questa divisione del lavoro ha conseguenze politiche, sociali e culturali: le specializzazioni economiche determinano le gerarchie di potere all’interno del sistema-mondo e modellano le relazioni tra le sue parti.[36] Il legame economico è quindi essenziale per comprendere l'unità del sistema-mondo, ma deve essere analizzato anche attraverso le sue conseguenze sociali e politiche.[37] Ad esempio, un’economia basata sulla redistribuzione delle risorse interne non può fiorire senza un potere centrale forte e organizzato che garantisca il funzionamento della raccolta e della distribuzione delle risorse. [38]

Secondo alcuni studiosi, diversi sistemi-mondo possono coesistere senza interagire significativamente, come fu per l’Impero Romano e quello Cinese nel primo secolo d.C. Tuttavia, quando le interazioni tra sistemi-mondo diventano rilevanti, questi possono fondersi o entrare in conflitto, generando un nuovo sistema-mondo.[39]

Mini-sistema, Imperi-mondo, Sistema-mondo Moderno

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I sistemi-mondo si dividono storicamente in tre principali modelli: mini-sistema, imperi-mondo e il sistema-mondo moderno.

  • Mini-sistema: sono i più limitati sia dal punto di vista geografico che politico-istituzionale. La divisione del lavoro è molto ridotta e l’economia si basa su scambi non monetari (economia del dono o di sussistenza). Questi mini-sistemi sono tipici delle società pre-agricole, dove il lavoro è distribuito principalmente all'interno di una comunità di tipo tribale.[40] Esempi contemporanei di mini-sistemi sono difficili da rintracciare: un esempio passato è la comunità delle Isole Trobriand, studiata da Bronisław Malinowski, ma anche le cosiddette tribù mai contattate possono rientrare a buon titolo in questo modello.
  • Impero-mondo: è un sistema nel quale un'unica autorità politica gestisce e distribuisce le risorse economiche in tutto il suo territorio, fungendo spesso anche da centro culturale o religioso. Gli Imperi-mondo si distinguono dal sistema-mondo moderno perché possiedono un’economia di tipo redistributivo e una divisione del lavoro su scala regionale. Degli esempi di Imperi-mondo sono la Cina della dinastia Han, l’Impero Ottomano, ma anche il Terzo Reich: strutture sociali nelle quali il potere centrale garantiva l'integrazione economica e politica attraverso il dominio militare e amministrativo.[41]
  • Sistema-mondo moderno o economia-mondo capitalista: è il sistema-mondo attuale, emerso a partire dal XVI secolo, che si fonda su un'economia di tipo capitalista e su una divisione del lavoro su scala globale.[42] Dal punto di vista politico, il sistema moderno ha una struttura multistatale e policentrica che è nata con i trattati di Westfalia del 1648. In quel contesto venne sancita l’importanza del riconoscimento reciproco della sovranità e dell’autonomia di ciascuno Stato-Nazione con l'obbiettivo di costruire un sistema di riconoscimento politico internazionale e di tutelare ciascun paese dalle ingerenze politiche esterne.[43] L’economia del sistema-mondo moderno si distingue dalle altre per la presenza di un mercato libero, nella quale la produzione e la circolazione del capitale non sono controllate da un unico centro politico, ma da una molteplicità di attori economici.[44] L’accumulazione continua di capitale ha portato il sistema-mondo moderno ad espandersi, conquistando progressivamente il globo: si è così formata una divisione internazionale del lavoro nella quale non tutte le aree del mondo godono delle stesse risorse economiche e quindi degli stessi privilegi politici e sociali.[45] I rapporti economici sono caratterizzati da scambi ineguali e da una forte dipendenza: gli Stati-Nazione più sviluppati formano il nucleo del sistema e godono dei maggiori vantaggi economici, mentre le periferie e le semiperiferie, cioè gli Stati meno sviluppati, ne sono penalizzati e subiscono lo sfruttamento delle loro risorse umane e materiali.[46]

Nucleo, semiperiferia e periferia

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Nelle loro argomentazioni, gli studiosi dei sistemi-mondo fanno riferimento agli "Stati-nazione" del nucleo, della semiperiferia e della periferia, ma queste etichette sono in realtà semplificatorie[47]. È fondamentale ricordare che la definizione non può essere concepita come eterna: non solo gli Stati-nazione possono cambiare posizione all'interno del sistema-mondo, ma anche all'interno degli stessi Stati-nazione possono coesistere regioni più nucleari e più periferiche.[48]

  • Stati-Nazione del nucleo: gli Stati-Nazione del nucleo sono quelli che in un dato momento storico, occupano la posizione dominante nel sistema-mondo perché producono beni ad alto valore aggiunto grazie all’alto livello di sviluppo tecnologico. Nel sistema-mondo contemporaneo sono i paesi industrializzati o attivi nei settori della logistica, delle comunicazioni e della finanza. Mantengono la propria posizione privilegiata attraverso il controllo delle relazioni economiche globali e le politiche mondiali e spesso hanno adottato o adottano pratiche di colonialismo, imperialismo o neocolonialismo per preservare il proprio status.[49]
  • Stati-Nazione semiperiferici: Gli Stati-Nazione semiperiferici occupano una posizione intermedia tra il nucleo e la periferia. Questi paesi mostrano caratteristiche miste: hanno una certa capacità produttiva e industriale, ma non sono economicamente e tecnologicamente avanzati come i paesi del nucleo. Ne consegue che scambiano prodotti ad alto valore aggiunto con gli Stati-Nazione periferici, ma vendono anche prodotti a basso valore aggiunto agli Stati-Nazione del nucleo.[50] I paesi semiperiferici svolgono un ruolo cruciale nel sistema-mondo perché fungono da "cuscinetto" tra il centro e la periferia, contribuendo alla stabilità del sistema: partecipano allo sfruttamento della periferia e contemporaneamente subiscono l’influenza e lo sfruttamento da parte del nucleo. Questa posizione intermedia permette una certa mobilità economica e politica, potendo talvolta aspirare a migliorare la propria posizione nel sistema-mondo.[51]
  • Stati-Nazione periferici: Gli Stati-Nazione periferici occupano la posizione più debole nel sistema-mondo moderno. Sono caratterizzati da economie con una bassa industrializzazione e quindi capaci di fornire quasi esclusivamente materie prime e prodotti a basso valore aggiunto. Spesso il bilancio statale dipende fortemente o integralmente dalle esportazioni, questi paesi partecipano all'economia-mondo in modo subordinato ed hanno un accesso limitato ai mercati finanziari e alle tecnologie più moderne. Sono Stati-Nazione tendenzialmente molto indebitati e pertanto subiscono l’influenza economica e politica del nucleo e della semiperiferia, che sfruttano le loro risorse naturali e la manodopera a basso costo.[52]

Ciclicità del sistema-mondo moderno: economia ed egemonia

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Il sistema-mondo moderno, secondo gli analisti dei sistemi-mondo, è caratterizzato da cicli economici ed egemonici. Questi cicli riflettono l’accumulazione capitalista e la competizione costante tra le potenze per il dominio globale.[53]

Ogni ciclo rappresenta un "respiro" dell’economia-mondo: nella fase di crescita economica si assiste allo sviluppo di un nuovo prodotto o di una nuova tecnologia capace di abbassare i costi di produzione con il risultato di veder aumentare il surplus di quella produzione; la fase di stagnazione o recessione arriva quando non è più possibile aumentare i ricavi di quella produzione. Questa alternanza è una caratteristica necessaria dell'economia capitalista: quando il sistema entra in crisi nuove produzioni, innovazioni tecnologiche, espansioni territoriali o azioni di delocalizzazione possono offrire nuove possibilità di accumulazione.[54]

Dato che gli Stati-Nazione rivestono un ruolo fondamentale nell’andamento dell’economia-mondo, secondo gli studiosi dei sistemi-mondo è importante contestualizzare il ciclo economico nel rispettivo ciclo di egemonia politica. Ogni fase di crescita è infatti sostenuta da alcuni Stati-Nazione che dominano un settore produttivo specifico; il declino di tale settore implica di conseguenza il declino del potere di quegli Stati che lo controllavano. Si assiste così alla competizione tra gli Stati del nucleo e quelli semiperiferici, tutti impegnati alla ricerca di nuove produzioni per avviare una nuova fase di crescita. Lo Stato-Nazione che riesce per primo a introdurre una nuova tecnologia o produzione, si afferma come paese egemonico e -se era semiperiferico- entra a far parte dell’economia-mondo come Stato-Nazione del nucleo.[55]

Un esempio storico di questo meccanismo fu il passaggio dell'egemonia dall'Inghilterra agli Stati Uniti. Nel XIX secolo, l'Inghilterra dominava l’economia globale grazie al commercio di beni come cotone, tabacco e , sostenuto dallo sfruttamento coloniale: con il declino di questi settori, l’egemonia britannica fondata sul colonialismo vacillò. Nel frattempo, gli Stati Uniti emersero come nuova potenza grazie a produzioni innovative quali la plastica e l’alluminio, materiali fondamentali per i nuovi consumi di massa del XX secolo. Ex-dominio coloniale, gli USA non applicarono a loro volta un sistema di potere fondato sul colonialismo tradizionale, ma si concentrarono sul controllo delle risorse economiche e tecnologiche necessarie ad estrarre, negli Stati-Nazione periferici, le materie primarie fondamentali per il funzionamento delle nuove produzioni di massa (petrolio, bauxite). Questo nuovo sistema di rapporti, noto come neo-colonialismo, ridefinì di conseguenza le regole del commercio internazionale.[40]

  1. Laura Di Fiore e Marco Meriggi, World history: le nuove rotte della storia, Roma, Laterza, 2011, ISBN 9788842096535.
  2. (EN) Immanuel Wallerstein, Hold the Tiller Firm: On Method and the Unit of Analysis, in Comparative Civilizations Review, vol. 30, n. 30, 1° aprile 1994, pp. 72-80.
  3. Immanuel Wallerstein, Glossario, in Comprendere il mondo. Introduzione all'analisi dei sistemi-mondo [World-Systems Analysis: An Introduction], traduzione di Marina Errico, 7ª ed., Trieste, Asterios, settembre 2021 [settembre 2006], p. 140, ISBN 978-88-95146-75-1.
    «Un sistema-mondo non è il sistema del mondo, ma un sistema che è un mondo e che può essere, e molto spesso lo è stato, localizzato in un'area che non copre l'intera superficie del globo»
  4. 1 2 Immanuel Wallerstein, Il sistema mondiale dell'economia moderna: l'agricoltura capitalistica e le origini del sistema mondiale dell'economia europea nel 16° secolo [The Modern World-System I: Capitalist Agriculture and the Origins of the European World-Economy in the Sixteenth Century], traduzione di Panzieri G., Panzieri D., vol. 1, Bologna, Il Mulino, 1º agosto 1982 [1974], ISBN 8-815-21711-8.
  5. Pubblicazione di riferimento:Giovanni Arrighi, Il lungo XX secolo. Denaro, potere e le origini del nostro tempo, Milano, Il Saggiatore, 2014, ISBN 9788842819035.
  6. Pubblicazione di riferimento: (EN) Andre G. Frank e Barry K. Gills, The World System: Five Hundred Years or Five Thousand?, Londra, Routledge, 1993, ISBN 9780415076784.
  7. Pubblicazione di riferimento:Samir Amin, Per un mondo multipolare, traduzione di N. Augeri, Milano, Edizioni Punto Rosso, 2006, ISBN 8883510593.
  8. (EN) Andre Gunder Frank, Immanuel and Me Without Hyphen, in Journal of World-System Research, vol. 6, n. 2, 26 agosto 2000, pp. 218-19, DOI:10.5195/jwsr.2000.224.
  9. (EN) Salvatore Babones e Christopher Chase-Dunn (a cura di), Routledge Handbook of World-Systems Analysis, New York City, Routledge, 2012, ISBN 978-0-203-86342-8.
  10. (EN) Gregory P. Williams, Intermission I: Immanuel Wallerstein's new pair of glasses, in Contesting the global order: the radical political economy of Perry Anderson and Immanuel Wallerstein, New York City, State university of New York Press, 2020, pp. 91-97, ISBN 978-1-4384-7965-1.
  11. (EN) Immanuel Wallerstein, The Tasks of Historical Social Science: An Editorial, in Review (Fernand Braudel Center), vol. 1, n. 1, 1977, pp. 3-7, ISSN 0147-9032 (WC · ACNP).
  12. 1 2 (EN) Gregory P. Williams, Ideational Lineages, in Contesting the global order: the radical political economy of Perry Anderson and Immanuel Wallerstein, New York City, State university of New York Press, 2020, pp. 37-53, ISBN 978-1-4384-7965-1.
  13. Immanuel Wallerstein, Le origini storiche dell'analisi dei sistemi-mondo, in Comprendere il mondo. Introduzione all'analisi dei sistemi-mondo [World-Systems Analysis: An Introduction], traduzione di Marina Errico, 7ª ed., Trieste, Asterios, settembre 2021 [settembre 2006], pp. 19-45, ISBN 978-88-95146-75-1.
  14. Fernand Braudel, Civiltà materiale, economia e capitalismo. Le strutture del quotidiano (secoli xv-xviii) [Civilisation matérielle, économie et capitalisme (xv°-xviii° siècle)], traduzione di Corrado Vivanti, Torino, Einaudi, 2006 [1979], p. 12, ISBN 9788806180201.
    «una parte del pianeta economicamente autonoma, essenzialmente autosufficiente, i cui legami e scambi interni le conferiscono un certo grado di unità organica»
  15. Immanuel Wallerstein, Le origini storiche dell'analisi dei sistemi-mondo, in Comprendere il mondo. Introduzione all'analisi dei sistemi-mondo [World-Systems Analysis: An Introduction], traduzione di Marina Errico, 7ª ed., Trieste, Asterios, settembre 2021 [settembre 2006], p. 38, ISBN 978-88-95146-75-1.
    «L'analisi dei sistemi-mondo implicò innanzi tutto la sostituzione della usuale unità di analisi, che era lo Stato nazionale, con un'unità di analisi definita "sistema-mondo"»
  16. (EN) Fernand Braudel, History and the Social Sciences: The Long Duration, in Political Research, Organization and Design, vol. 3, n. 6, 1960, pp. 3-13, DOI:10.1177/000276426000300601.
  17. (EN) Richard E. Lee, The Structures of Knowledge: Conceptualizing the Sociocultural Arena of Historical Capitalism, in Salvatore Babones e Christopher Chase-Dunn (a cura di), Routledge Handbook of World-Systems Analysis, New York, Routledge, 2012, p. 104, ISBN 978-0-203-86342-8.
    «Gli studiosi del sistema-mondo moderno riconoscono nella longue durée del capitalismo storico, un "mondo" unico e unitario, che funge da loro unità di analisi.»
  18. (EN) Carlos Aguirre Rojas, The World-System Analysis Perspective. An Interview with Immanuel Wallerstein, in Immanuel Wallerstein, Carlos Aguirre Rojas e Charles C. Lemert (a cura di), Uncertain Worlds. World-systems Analysis in Changing Times, New York, Routledge, 15 Febbraio 2014, pp. 21-22, ISBN 9-781-59451979-6.
  19. Fernand Braudel Center on JSTOR, su jstor.org.
  20. (EN) Chamsy el-Ojeili, Reflections on Wallerstein: The Modern World-System, Four Decades On, in Critical Sociology, vol. 41, n. 4-5, 2015, pp. 679-700, DOI:10.1177/0896920513497377.
  21. (EN) Immanuel Wallerstein, The Rise and Future Demise of the World Capitalist System: Concepts for Comparative Analysis, in Comparative Studies in Society and History, vol. 16, n. 4, p. 392, DOI:10.1017/S0010417500007520.
    «Le strutture economiche dei paesi sottosviluppati odierni non sono la forma che una società "tradizionale" assume quando entra in contatto con le società "sviluppate", né una fase preliminare della "transizione" verso l'industrializzazione. Sono piuttosto il risultato del coinvolgimento [di uno Stato] nell'economia-mondo in qualità di area periferica produttrice di materie prime, o, come afferma Frank riferendosi al Cile, "il sottosviluppo... è il prodotto necessario di quattro secoli di capitalismo stesso”.»
  22. (EN) Immanuel Wallerstein, World-System Analysis. The Second Phase, in Review (Fernand Braudel Center), vol. 13, n. 2, Research Foundation of State University of New York, 1990, pp. 287-293, ISSN 0147-9032 (WC · ACNP).
  23. Schouten, P, Theory Talk #13: Immanuel Wallerstein on World-Systems, the Imminent End of Capitalism and Unifying Social Science (PDF), in Theory Talks, 8 aprile 2008.
    «Il rapporto centro-periferia è un rapporto di produzione: esistono processi produttivi centrali e processi produttivi periferici, ed entrambi sono presenti in tutti i paesi.»
  24. (EN) Donald A. Clelland, Surplus drain and dark value in the modern world-system, in Salvatore Babones e Christopher Chase-Dunn (a cura di), Routledge Handbook of World-Systems Analysis, New York, Routledge, 2012, p. 198, ISBN 978-0-203-86342-8.
    «I pensatori fondatori [dell'analisi dei sistemi-mondo] (..) sostengono che la causa principale dell'impoverimento e della dipendenza delle aree periferiche sia il drenaggio del surplus, finalizzato all'accumulo di ricchezza e potere da parte delle aree centrali.»
  25. (EN) Immanuel Wallerstein, Africa in a Capitalist World, in Issue: A Journal of Opinion, vol. 3, n. 3, 1973, pp. 1-11, DOI:10.2307/1166701.
    «L'economia-mondo capitalista si fonda su una divisione del lavoro che coinvolge il suo nucleo, la sua semiperiferia e la sua periferia, in modo tale che vi sia uno scambio diseguale tra le regioni, ma anche una dipendenza, sia economica che politica, di tutte le regioni dalla perpetuazione di tale scambio diseguale»
  26. Antonio Gramsci, Quaderni dal carcere, a cura di Valerio Gerratana e Istituto Gramsci, Torino, Einaudi, 2014, ISBN 9-788-80622344-1.
  27. Immanuel Wallerstein, L'ascesa del sistema degli Stati: Stati-nazione sovrani, colonie e sistema interstatale, in Comprendere il mondo. Introduzione all'analisi dei sistemi-mondo [World-Systems Analysis: An Introduction], traduzione di Marina Errico, 7ª ed., Trieste, Asterios, settembre 2021 [settembre 2006], p. 93, ISBN 978-88-95146-75-1.
    «Ciò che ci consente di definire le potenze egemoniche è il fatto che, per un certo periodo, sono state in grado di fissare le regole del gioco nel sistema interstatale di dominare l'economia mondo (nella produzione, nel commercio e nella finanza), di imporsi politicamente riducendo al minimo l'uso della forza militare (di cui comunque disponevano in gran quantità) e di formulare il linguaggio culturale con cui si analizzava il mondo.»
  28. (EN) Immanuel Wallerstein e Sharon Zukin, 1968, Revolution in the World-System: Theses and Queries., in Theory and Society, vol. 18, n. 4, luglio 1989, pp. 431-449, DOI:10.1007/BF00136434.
  29. (EN) Immanuel Wallerstein, The Three Instances of Hegemony in the History of the Capitalist World-Economy, in The Essential Wallerstein, New York City, The New Press, 2000, pp. 253-263, ISBN 1-565-84585-4.
  30. (EN) Gregory P. Williams, Special Contribution: Interview with Immanuel Wallerstein Retrospective on the Origins of World-Systems Analysis, in Journal of World-Systems Research, vol. 19, n. 2, 26 agosto 2013, pp. 202-210, DOI:10.5195/jwsr.2013.491.
  31. Immanuel Wallerstein, Il sistema-mondo moderno come economia-mondo capitalistica. Produzione, plusvalore e polarizzazione, in Comprendere il mondo. Introduzione all'analisi dei sistemi-mondo [World-Systems Analysis: An Introduction], traduzione di Marina Errico, 7ª ed., Trieste, Asterios, settembre 2021 [settembre 2006], p. 50, ISBN 978-88-95146-75-1.
    «Il mercato totalmente libero funge da ideologia, da mito, e da influsso vincolante, ma mai dalla realtà quotidiana. Una delle ragioni per le quali esso non costituisce una realtà quotidiana e che un mercato completamente libero, qualora dovesse mai esistere, renderebbe impossibile l'incessante accumulazione di capitale. Questo può apparire un paradosso, poiché è senz'altro vero che il capitalismo non può funzionare senza mercati, ed è anche vero che i capitalisti affermano abitualmente di essere a favore di mercati liberi. Ma di fatto i capitalisti hanno bisogno non di mercati totalmente liberi, ma piuttosto di mercati che siano solo parzialmente liberi.»
  32. (EN) Immanuel Wallerstein, Long Waves as Capitalist Process, in Review (Fernand Braudel Center), vol. 7, n. 4, 1984, pp. 559-575, ISSN 0147-9032 (WC · ACNP).
  33. (EN) Immanuel Wallerstein e Ferenc Miszlivetz, "WE ARE IN THE SITUATION OF RELATIVE FREE WILL" An Interview with Immanuel Wallerstein, in Society and Economy, vol. 32, n. 1, 2010, pp. 137-148, DOI:10.1556/SocEc.32.2010.1.10.
  34. Immanuel Wallerstein, Glossario, in Comprendere il mondo. Introduzione all'analisi dei sistemi-mondo [World-Systems Analysis: An Introduction], traduzione di Marina Errico, 7ª ed., Trieste, Asterios, settembre 2021 [settembre 2006], p. 151, ISBN 978-88-95146-75-1.
    «Letteralmente, un sistema interconnesso di un certo tipo, con regole interne di funzionamento e un qualche genere di continuità.»
  35. (EN) Peter S. Wells, Production Within and Beyond Imperial Boundaries: Goods, Exchange, and Power in Roman Europe, in Journal of World-Systems Research, vol. 2, n. 1, 1992, pp. 419–443, DOI:10.5195/jwsr.1996.90.
  36. (EN) Mikhail Balaev, Economic-political interaction in the core/periphery hierarch, in Salvatore Babones e Christopher Chase-Dunn (a cura di), Routledge Handbook of World-Systems Analysis, New York, Routledge, 2012, p. 224, ISBN 978-0-203-86342-8.
    «Questa natura ineguale del commercio non solo riproduce, ma rafforza anche la struttura gerarchica del sistema interstatale: gli Stati centrali rimangono al vertice della gerarchia e traggono vantaggio dallo sfruttamento degli Stati periferici. Attraverso il commercio internazionale, i paesi ricchi diventano più ricchi e quelli poveri più poveri.»
  37. (EN) Immanuel Wallerstein, World-Systems Analysis, in The Essential Wallerstein, New York City, The New Press, 2000, p. 134, ISBN 1-565-84585-4.
    «La tesi dell'analisi del sistema-mondo è chiara. I tre presunti ambiti dell'azione collettiva umana - quello economico, quello politico e quello sociale o socioculturale - non sono autonomi. Non hanno una logica “separata”.»
  38. Immanuel Wallerstein, L'ascesa del sistema degli Stati: Stati-nazione sovrani, colonie e sistema interstatale, in Comprendere il mondo. Introduzione all'analisi dei sistemi-mondo [World-Systems Analysis: An Introduction], traduzione di Marina Errico, 7ª ed., Trieste, Asterios, settembre 2021 [settembre 2006], p. 73, ISBN 978-88-95146-75-1.
    «Le nuove monarchie erano strutture centralizzanti. Cercavano ossia di assicurare che le strutture di potere regionali fossero effettivamente subordinate alla superiorità del monarca. E cercavano di farlo attraverso il consolidamento (in realtà attraverso la creazione) di una burocrazia civile e militare. Elemento ancor più cruciale, cercarono di rafforzarsi assicurandosi importanti poteri di imporre le tasse grazie a un adeguato apparato di funzionari effettivamente preposto alla riscossione di tributi.»
  39. (EN) Leonid Grinin and Andrey Korotayev, The Afroeurasian world-system. Genesis, transformations, characteristics., in Salvatore Babones e Christopher Chase-Dunn (a cura di), Routledge Handbook of World-Systems Analysis, New York, Routledge, 2012, pp. 28-38, ISBN 978-0-203-86342-8.
  40. 1 2 (EN) Immanuel Wallerstein, The Rise and Future Demise of the World Capitalist System: Concepts for Comparative Analysis, in Comparative Studies in Society and History, vol. 16, n. 4, pp. 387-415.
  41. Immanuel Wallerstein, Glossario, in Comprendere il mondo. Introduzione all'analisi dei sistemi-mondo [World-Systems Analysis: An Introduction], traduzione di Marina Errico, 7ª ed., Trieste, Asterios, settembre 2021 [settembre 2006], p. 140, ISBN 978-88-95146-75-1.
    «Un impero-mondo (come l'impero romano o la Cina Han) è una grande struttura burocratica con un unico centro politico e una divisione assiale del lavoro, ma con una molteplicità di culture»
  42. Immanuel Wallerstein, Il sistema-mondo moderno come economia-mondo capitalistica. Produzione, plusvalore e polarizzazione, in Comprendere il mondo. Introduzione all'analisi dei sistemi-mondo [World-Systems Analysis: An Introduction], traduzione di Marina Errico, 7ª ed., Trieste, Asterios, settembre 2021 [settembre 2006], p. 48, ISBN 978-88-95146-75-1.
    «Un'economia-mondo e un sistema capitalistico procedono insieme. Poiché le economie-mondo mancano del cemento unificante di una struttura politica complessiva o di una cultura omogenea, ciò che le tiene insieme è l'efficacia della divisione del lavoro.»
  43. Immanuel Wallerstein, L'ascesa del sistema degli Stati: Stati-nazione sovrani, colonie e sistema interstatale, in Comprendere il mondo. Introduzione all'analisi dei sistemi-mondo [World-Systems Analysis: An Introduction], traduzione di Marina Errico, 7ª ed., Trieste, Asterios, settembre 2021 [settembre 2006], pp. 73-95, ISBN 978-88-95146-75-1.
  44. Immanuel Wallerstein, Il sistema mondiale dell'economia moderna: il mercantilismo e il consolidamento dell'economia-mondo europea (1600-1750) [The Modern World-System, vol. II: Mercantilism and the Consolidation of the European World-Economy, 1600–1750], traduzione di D. Panzieri, vol. 2, Bologna, Il Mulino, 1º agosto 1982 [1980], ISBN 8-815-21712-6.
  45. (EN) Terence K. Hopkins e Immanuel Wallerstein, Patterns of Development of the Modern World-System, in Review (Fernand Braudel Center), vol. 1, n. 2, 1977, pp. 111-145, ISSN 0147-9032 (WC · ACNP).
  46. (EN) Mikhail Balaev, Economic-political interaction in the core/periphery hierarch, in Salvatore Babones e Christopher Chase-Dunn (a cura di), Routledge Handbook of World-Systems Analysis, New York, Routledge, 2012, p. 224, ISBN 978-0-203-86342-8.
    «Nel corso della storia, i paesi più potenti (al centro) hanno creato vari accordi politici per facilitare lo sfruttamento economico degli Stati più deboli (alla periferia) attraverso l'estrazione delle risorse, la divisione del lavoro e il commercio.»
  47. Immanuel Wallerstein, Glossario, in Comprendere il mondo. Introduzione all'analisi dei sistemi-mondo [World-Systems Analysis: An Introduction], traduzione di Marina Errico, 7ª ed., Trieste, Asterios, settembre 2021 [settembre 2006], p. 138-139, ISBN 978-88-95146-75-1.
    «Centro-periferia è una coppia concettuale relazionale, che per la prima volta venne ad essere usata in modo diffuso quando, negli anni Cinquanta, fu adottata da Raul Prebisch e dalla Commissione Economica per l'America Latina delle Nazioni Unite per descrivere la divisione assiale del lavoro dell'economia-mondo»
    «Letteralmente, un sistema interconnesso di un certo tipo, con regole interne di funzionamento e un qualche genere di continuità.»
  48. (EN) Daniel Cunha, Coppering the Industrial Revolution. History, Materiality and Culture in the Making of an Ecological Regime, in Journal of World-System Research, vol. 26, n. 1, 2020, pp. 40-69, DOI:10.5195/JWSR.2020.917.
    «"Centro" e "periferia" non si concretizzano nei molti processi che danno origine alla divisione internazionale del lavoro nell'economia-mondo, ma diventano termini classificatori reificati e il "commercio" diventa l'unica relazione tra loro. In entrambi i casi, spostando l'attenzione dal particolare al generale, è possibile tracciare le relazioni tra le singole unità e la loro formazione, ricostruendo così il tutto ed evitando la reificazione delle parti.»
  49. (EN) Junfu Zhao, Investigating the Asymmetric Core/Periphery Structure of International Labor Time Flows, in Journal of World-Systems Research, vol. 27, n. 1, 2021, pp. 231-264, DOI:10.5195/jwsr.2021.1006.
  50. (EN) Daniel Blinder, Lautaro Zubeldía e Sofya Surtayeva, Covid-19 and Semi-Periphery, in Journal of World-System Research, vol. 27, n. 2, pp. 494–521, DOI:10.5195/jwsr.2021.1049.
  51. (EN) Gregory P. Williams, Ideas Need Institutions, in Contesting the global order: the radical political economy of Perry Anderson and Immanuel Wallerstein, New York City, State university of New York Press, 2020, pp. 67-89, ISBN 978-1-4384-7965-1.
  52. (EN) Walter L. Goldfrank, Paradigm Regained? The Rules Of Wallerstein's World-System Method, in Journal of World-Systems Research, vol. 6, n. 2, 2000, pp. 150-195, DOI:10.5195/jwsr.2000.223.
  53. (EN) Carlos Aguirre Rojas, The World-System Analysis Perspective. An Interview with Immanuel Wallerstein, in Immanuel Wallerstein, Carlos Aguirre Rojas e Charles C. Lemert (a cura di), Uncertain Worlds. World-systems Analysis in Changing Times, Routledge, 15 Febbraio 2014, p. 55, ISBN 9781594519796.
    «Per caratterizzare queste egemonie, ho anche parlato di un ciclo con quattro fasi, lo stesso che si riscontra in altri cicli [economici]: una prima fase ascendente, che è al contempo una lotta tra due potenze, seguita poi da una fase che è generalmente e quasi sempre una "guerra trentennale", in cui lo scontro è già diretto. Poi c'è una fase di vera egemonia da parte della potenza che ha vinto la “guerra dei trent'anni” e, infine, una fase di declino. E dopo questa, c'è un'altra nuova fase di competizione iniziale, che si sviluppa tra le due potenze che lottano per la successione della potenza egemonica ormai in declino.»
  54. Immanuel Wallerstein, Il sistema-mondo moderno come economia-mondo capitalistica. Produzione, plusvalore e polarizzazione, in Comprendere il mondo. Introduzione all'analisi dei sistemi-mondo [World-Systems Analysis: An Introduction], traduzione di Marina Errico, 7ª ed., Trieste, Asterios, settembre 2021 [settembre 2006], pp. 47-71, ISBN 978-88-95146-75-1.
  55. (EN) Terence K. Hopkins e Immanuel Wallerstein, Cyclical Rhythms and Secular Trends of the Capitalist World-Economy: Some Premises, Hypotheses, and Questions, in Review (Fernand Braudel Center), vol. 39, n. 1/4, 2016, pp. 153-170, ISSN 0147-9032 (WC · ACNP).
  • Raccolta di 28 sull'analisi dei sistemi-mondo, originariamente scritti tra il 1960 e il 1998:Immanuel Wallerstein, Alla scoperta del sistema mondo [The Essential Wallerstein], traduzione di S. Bonura, Roma, Manifestolibri, 2003 [2000], ISBN 8872852722.
  • Samir Amin, L'accumulazione su scala mondiale. Critica della teoria del sottosviluppo [L' accumulation à l'échelle mondiale], traduzione di Ronza Robi, Torino, Jaca Book, 1974 [1971].
  • (EN) Andre G. Frank e Barry K. Gills, The World System: Five Hundred Years or Five Thousand?, Londra, Routledge, 1993, ISBN 9780415076784.
  • Giovanni Arrighi, Il lungo XX secolo. Denaro, potere e le origini del nostro tempo [The Long Twentieth Century: Money, Power, and the Origins of Our Time], Milano, Il Saggiatore, 2014 [1994], ISBN 9788842819035.
  • Immanuel Wallerstein e Terence K. Hopkins (a cura di), L'era della transizione. Le traiettorie del sistema-mondo 1945-2025 [The Age of Transition. Trajectories of the World-System, 1945-2025], traduzione di Mauro Di Meglio ed Emanuele Mascelli, Trieste, Asterios, 1997 [1996], ISBN 9788886969123.
  • Immanuel Wallerstein, Geopolitica e Geocultura [Geopolitics and Geoculture], traduzione di Mauro Di Meglio, Trieste, Asterios, 1999 [1991], ISBN 9788886969222.
  • Immanuel Wallerstein, Capitalismo storico e Civiltà capitalistica [Historical Capitalism, with Capitalist Civilization], traduzione di Mauro di Meglio, Trieste, Asterios, 2000 [1995], ISBN 9788886969239.
  • Immanuel Wallerstein, Comprendere il mondo. Introduzione all'analisi dei sistemi-mondo [World-Systems Analysis: An Introduction], traduzione di Marina Errico, Trieste, Asterios, 2006 [2004], ISBN 9788895146751.
  • (EN) Salvatore Babones e Christopher Chase-Dunn (a cura di), Routledge Handbook of World-Systems Analysis, New York City, Routledge, 2012, ISBN 978-0-203-86342-8.
  • Étienne Balibar e Immanuel Wallerstein, Razza nazione e classe. Le identità ambigue [Race nation classe. Les identités ambigües], traduzione di Mauro Di Meglio, Trieste, Asterios, 2020 [1988], ISBN 978-88-9313-139-1.

I quattro volumi de The Modern World-System:

  • Immanuel Wallerstein, Il sistema mondiale dell'economia moderna: l'agricoltura capitalistica e le origini del sistema mondiale dell'economia europea nel 16º secolo [The Modern World-System I: Capitalist Agriculture and the Origins of the European World-Economy in the Sixteenth Century], traduzione di Panzieri G., Panzieri D., vol. 1, Bologna, Il Mulino, 1º agosto 1982 [1974], ISBN 8-815-21711-8.
  • Immanuel Wallerstein, Il sistema mondiale dell'economia moderna: il mercantilismo e il consolidamento dell'economia-mondo europea (1600-1750) [The Modern World-System, vol. II: Mercantilism and the Consolidation of the European World-Economy, 1600–1750], traduzione di Panzieri D., vol. 2, Bologna, Il Mulino, 1º agosto 1982 [1980], ISBN 8-815-21712-6.
  • Immanuel Wallerstein, Il sistema mondiale dell'economia moderna: l'era della seconda grande espansione dell'Economia-mondo capitalistica (1730-1840) [The Modern World-System, vol. III: The Second Great Expansion of the Capitalist World-Economy, 1730-1840s], traduzione di B. Bellini, vol. 3, Bologna, Il Mulino, 26 ottobre 1995 [1989], ISBN 8-815-05195-3.
  • (EN) Immanuel Wallerstein, The Modern World-System, vol. IV: Centrist Liberalism Triumphant, 1789-1914, vol. 4, Oakland, California, University of California Press, 2011, ISBN 0-520-26761-3.

Voci correlate

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Collegamenti esterni

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