close
Vai al contenuto

Seonjo di Joseon

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Seonjo
선조
宣祖
BERJAYA
Ritratto del re Seonjo
Re di Joseon
In carica12 agosto 1567 
6 marzo 1608
PredecessoreMyeongjong
SuccessoreGwanghaegun
Nome templareSeonjong (선종?, 宣宗?), Seonjo (선조?, 宣祖?)
(conferiti rispettivamente nel 1608 e nel 1616)
Nomi postumiRe Hyeonmun Uimu Seongye Dalhyo il Grande (현문의무성예달효대왕?, 顯文毅武聖睿達孝大王?)
NascitaStanza Indalbang, Palazzo Dojeong, Hanseong, 6 dicembre 1552
MortePalazzo Haeng, Hanseong, 6 marzo 1608 (55 anni)
Luogo di sepolturaMongneung, Dongguneung, Guri
Casa realeYi
DinastiaJeonju Yi
Padre
Madre
Consorte
Figlitra gli altri:
ReligioneConfucianesimo coreano

Seonjo (선조?, 宣祖?, SŏnjoMR), nome personale Yi Yeon (이연?, 李昖?, I YŏnMR), (Hanseong, 6 dicembre 1552Hanseong, 6 marzo 1608) è stato il quattordicesimo re di Joseon.

Promosse il confucianesimo e, all'inizio del suo regno, tentò di introdurre delle riforme. In seguito acquisì notorietà per i dissidi politici che caratterizzarono il suo regno e per la sua debole leadership durante leinvasioni giapponesi della Corea[1].

Infanzia e gioventù

[modifica | modifica wikitesto]

Seonjo nacque con il nome di Yi Yeon nel 1552 a Hanseong (oggi Seul). Era il terzo figlio del principe Deokheung (덕흥군?), a sua volta figlio del re Jungjong e della nobile consorte reale Chang del clan Ansan An (창빈 안씨?). Gli fu conferito il titolo di principe Haseong.

Quando re Myeongjong morì giovane e senza eredi, il principe Haseong era il primo nella linea di successione e quindi, per decisione della corte reale, fu incoronato re nel 1567, all'età di 16 anni[1][2]. Suo padre ebbe quindi il il titolo postumo di grande principe interno (대원군, Daewongun), titolo onorifico conferito al padre di un re non erede diretto del re precedente[3].

Primi anni di regno (1567–1575)

[modifica | modifica wikitesto]

Seonjo si impegnò nel miglioramento delle condizioni di vita della popolazione e nella ricostruzione dello Stato, segnato dal dilagare della corruzione politica durante i caotici regni di Yeonsangun e Jungjong. Incoraggiò gli studiosi Sarim, che erano stati perseguitati dagli aristocratici conservatori in quattro diverse purghe tra il 1498 e il 1545. Seonjo continuò le riforme politiche del re Myeongjong e favorì molti famosi studiosi confuciani, tra cui Yi Hwang, Yi I, Chŏng Ch'ŏl e Yu Sŏngnyong[1].

Seonjo riformò anche il sistema degli esami di ammissione nella pubblica amministrazione, in particolare l'esame di qualificazione per funzionari civili. Questo esame verteva principalmente sulla letteratura, non sulla politica o sulla storia: Seonjo ordinò che il sistema fosse riformato aumentando l'importanza di queste ultime materie. Riabilitò la reputazione di alcuni studiosi giustiziati, tra i quali Cho Kwangjo, morto durante la terza purga dei letterati del 1519. Denunciò le azioni di aristocratici corrotti, in particolare Nam Kon, che aveva istigato la purga che ebbe luogo durante il regno di Jungjong e aveva contributo al dilagare della corruzione. Questi atti valsero al re il rispetto della popolazione e il Paese poté godere di un breve periodo di pace[1][4].

Scontri tra fazioni (1575-1592)

[modifica | modifica wikitesto]
BERJAYA Lo stesso argomento in dettaglio: Fazioni politiche durante il periodo Joseon.

Tra gli studiosi chiamati da Seonjo a far parte del governo c'erano Sim Ŭigyŏm e Kim Hyowŏn. Sim, parente della regina, era un rigido conservatore[5], mentre Kim, figura di spicco della nuova generazione di funzionari, invocava riforme liberali[6]. Gli studiosi che sostenevano Seonjo cominciarono a dividersi in due fazioni, guidate rispettivamente da Sim e Kim. La fazione di Sim viveva nella parte occidentale della città, mentre i seguaci di Kim si riunivano nella parte orientale: le due fazioni cominciarono così ad essere chiamate fazione degli Occidentali e fazione degli Orientali. Questo sistema politico basato su due fazioni durò 200 anni e, in seguito, contribuì al crollo della dinastia Joseon[2][4].

All'inizio gli Occidentali si guadagnarono il favore del re, poiché Sim era imparentato con la regina e godeva anche di un ampio sostegno da parte della nobiltà più ricca. Il loro atteggiamento nei confronti delle riforme e l'indecisione di Sim aiutarono però gli Orientali a prendere il potere, facendo cadere gli Occidentali in disgrazia. Le riforme furono accelerate durante il primo periodo di influenza degli Orientali, ma poi molti di essi cominciarono a sollecitare un rallentamento del processo di riforma. Per questo motivo gli Orientali si divisero a loro volta nelle fazioni dei Settentrionali e dei Meridionali. Yu Sŏngnyong guidò la fazione dei Meridionali, mentre quella dei Settentrionali si divise ulteriormente a causa delle divergenze su molte questioni: la fazione dei Settentrionali "maggiore" divenne estremamente liberale nei suoi obiettivi di riforma, mentre quella “minore” era meno riformista, ma comunque più aperta alle riforme rispetto a quella meridionale[2].

Le divisioni politiche causarono l'indebolimento della Stato, anche perché le dimensioni dell'esercito erano uno dei punti all'ordine del giorno delle riforme. Yi I, un conservatore neutrale, esortò il re ad aumentare le dimensioni dell'esercito per prepararsi alle future invasioni dei jurchen e dei giapponesi. Entrambe le fazioni respinsero però i suggerimenti di Yi I e le dimensioni dell'esercito furono ulteriormente ridotte, poiché molti credevano che il periodo di pace sarebbe durato a lungo. I jurchen e i giapponesi approfittarono di questa opportunità per espandere la loro influenza nell'Asia orientale, dando origine alla guerra Imjin e alla fondazione della dinastia Qing, eventi che avrebbero portato alla devastazione della penisola coreana[4].

Seonjo ebbe molte difficoltà nel gestire le nuove minacce. Inviò molti abili comandanti militari sul fronte settentrionale, mentre nel sud dovette affrontare i leader giapponesi Oda Nobunaga, Toyotomi Hideyoshi e Tokugawa Ieyasu. Quando Toyotomi Hideyoshi unificò il Giappone, i giapponesi dimostrarono ben presto di essere la minaccia più grave, tanto che molti coreani cominciarono a temere che questi ultimi potessero conquistare il loro Paese. Molti funzionari coinvolti nella difesa del regno esortarono il re a inviare dei delegati a Toyotomi Hideyoshi, con l'obiettivo principale di scoprire se questi stesse o meno preparando un'invasione della Corea. Le due fazioni governative non riuscirono però a trovare un accordo su questa grave questione e quindi fu raggiunto un compromesso: ciascuna fazione inviò un proprio dlegato a Toyotomi Hideyoshi. Quando i delegati tornarono in Corea, i loro rapporti causarono solo ulteriori polemiche e confusioni[1][2][4]. Hwang Yun-gil, della fazione degli Occidentali, riferì che Toyotomi Hideyoshi stava radunando un gran numero di truppe[7], mentre Kim Sŏngil, della fazione degli Orientali, disse al re che secondo lui quelle grandi forze non erano destinate alla guerra contro la Corea, in quanto Toyotomi Hideyoshi intendeva utilizzarle per completare rapidamente le sue riforme e per reprimere il banditismo nelle campagne[8]. Poiché all'epoca gli Orientali avevano maggiore voce in capitolo nel governo, le relazioni di Hwang furono ignorate e Seonjo decise di non prepararsi alla guerra, anche se Toyotomi Hideyoshi, come risultava evidente da una sua lettera a Seonjo, mostrava chiaramente il suo interesse per la conquista dell'Asia[7][9]. Le lotte intestine nella corte Joseon e la ribellione di Chŏng Yŏrip del 1589, che portò alla purga di oltre 1.000 studiosi affiliati alla fazione degli Orientale, resero Joseon impreparata ad affrontare le imminenti invasioni giapponesi.

Guerra Imjin (1592–1598)

[modifica | modifica wikitesto]
BERJAYA Lo stesso argomento in dettaglio: Invasioni giapponesi della Corea (1592-1598).

Nel 1591, dopo il ritorno dei delegati dal Giappone, Toyotomi Hideyoshi inviò i propri delegati in visita a Seonjo e chiese il permesso di attraversare la penisola coreana per invadere la Cina, dichiarando di fatto guerra al regno di Joseon. Il re rimase sorpreso e, dopo aver rifiutato la richiesta giapponese, inviò una lettera a Pechino per avvertire i cinesi che i giapponesi si stavano effettivamente preparando per una guerra su vasta scala contro Corea e Cina. Seonjo ordinò inoltre la costruzione di numerose fortezze nelle regioni costiere meridionali, dove inviò i generali Sin Rip e Yi Il per affronatre i giapponesi. Mentre i coreani erano impegnati nei preparativi, i giapponesi fabbricarono moschetti per molti dei loro soldati e mobilitarono guerrieri da tutto il Paese[9][10].

Il 13 aprile 1592, 700 navi giapponesi con a bordo 18.700 soldati al comando di Konishi Yukinaga invasero la Corea. Konishi Yukinaga bruciò il forte di Busan e quello di Dongnae, uccise i comandanti Chŏng Pal e Song Sanghyŏn e marciò verso nord fino a Hanyang. Il giorno successivo, Katō Kiyomasa e Kuroda Nagamasa, al comando rispettivamente di 22.800 e 11.000 soldati, sbarcarono in Corea e marciarono anch'essi verso Hanyang, supportati dalla flotta giapponese guidata da Todo Takatora e Kuki Yoshitaka. Il generale Yi Il affrontò Katō Kiyomasa nella battaglia di Sangju, che fu vinta dai giapponesi. Yi Il riunì quindi le sue forze con quelle del generale Sin Rip e si scontrò con le truppe di Konishi Yukinaga nella battaglia di Chungju, nella quale fu sconfitto. Seonjo nominò il generale Kim Myeong-won comandante in capo e feldmaresciallo, con l'ordine di difendere la capitale. Quando i giapponesi cominciarono a invadere la città, si trasferì a Pyongyang. In seguito, poco prima della caduta di Pyongyang in mano giapponese, si trasferì ancora più a nord, nella città di confine di Uiju. Mentre il re era assente dalla capitale, molte persone che avevano perso fiducia nel governo saccheggiarono il palazzo reale e incendiarono numerosi edifici pubblici, tra cui il Gyeongbokgung[9][10]. Durante il soggiorno a Uiju Seonjo scrisse il primo documento pubblico del governo Joseon redatto esclusivamente in hangul, anziché in hanja. Gli storici ritengono che il re abbia scelto deliberatamente l'hangul per garantire che i cittadini comuni potessero comprendere il messaggio e per impedire ai giapponesi di capirlo[11].

Se l'esercito continuava a perdere uomini e battaglie, la marina guidata dall'ammiraglio Yi Sun-sin sconfisse invece più volte la flotta giapponese e inflisse gravi danni alle navi da rifornimento nemiche. Mentre la marina coreana bloccava i rifornimenti, le forze Ming arrivarono su richiesta di Seonjo e cominciarono a respingere i giapponesi verso sud, riconquistando infine Pyongyang. Konishi Yukinaga bloccò con successo l'avanzata cinese nella battaglia di Byeokjegwan e tentò nuovamente di spingere i coreani verso nord[12], ma il colpo decisivo fu inferto nella battaglia di Hangju, dove il generale Gwon Yul sconfisse i giapponesi nonostante l'inferiorità numerica coreana[13]. I giapponesi decisero quindi di avviare negoziati di pace, anche se entrambe le parti continuavano a combattere. Un mese prima di tornare a Hanyang, Seonjo scrisse un editto in hangul, nel quale stabiliva che chiunque avesse catturato forze giapponesi in battaglia, segnalato movimenti di truppe di invasori o salvato prigionieri coreani avrebbe ricevuto il titolo di funzionario governativo indipendentemente dalla classe sociale[14]. Durante i negoziati, le forze coreane riconquistarono Hanseong. Poiché i palazzi erano stati tutti rasi al suolo, Seonjo fece restaurare una delle antiche dimore della famiglia reale e la ribattezzò Deoksugung, rendendola uno dei palazzi ufficiali[15].

I negoziati di pace tra cinesi e giapponesi si conclusero senza successo, a causa dei disaccordi tra le due parti e della falsa rappresentazione dei fatti da parte dei coreani. I giapponesi invasero nuovamente la Corea nel 1597, ma questa volta tutte e tre le nazioni erano pronte alla guerra e i giapponesi non riuscirono ad avanzare con la stessa facilità del 1592. I giapponesi tentarono di conquistare Hanyang sia via terra sia via mare. Todo Takatora riuscì a sconfiggere l'ammiraglio Wŏn Kyun nella battaglia di Chilchonryang[16], ma alla fine la marina coreana dell'ammiraglio Yi Sun-sin sconfisse, con solo 13 navi, la flotta giapponese di Todo Takatora nella battaglia di Myeongnyang. Dopo la morte improvvisa di Toyotomi Hideyoshi, nel 1598, i giapponesi cominciarono a ritirarsi dalla Corea. La battaglia di Noryang segnò la fine della guerra e le ultime unità giapponesi, guidate da Konishi Yukinaga, lasciarono la Corea[4][9][10].

Ultimi anni di regno (1598–1608)

[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante tutti gli sforzi compiuti da Seonjo durante la guerra, come la creazione di strutture per l'addestramento dell'esercito e la riforma delle leggi fiscali (che premiavano le persone con l'aumento della classe sociale, l'esenzione dal lavoro o l'impunità dai crimini in cambio del pagamento di tasse in riso) la guerra lasciò dietro di sé un paese devastato e una popolazione affamata[1]. Dopo la guerra, il desiderio di Seonjo di ricostruire la nazione fu ostacolato dai disordini politici causati dalle lotte tra fazioni politiche e dalla carestia[2]. Il principe ereditario Gwanghaegun, secondo figlio della concubina Kim, aiutò Seonjo nel governo del Paese, ma quando la regina diede alla luce il gran principe Yeongchang, anche la successione divenne oggetto di contesa[17]. Il re Seonjo morì nel 1608.

  • padre naturale: gran principe interno Deokheung (덕흥대원군?; 2 aprile 1530 – 14 giugno 1559)[3]
    • nonno paterno: re Jungjong (조선 중종?; 16 aprile 1488 – 29 novembre 1544)
    • nonna materna: nobile consorte reale Chang del clan Ansan Ahn (창빈 안씨?; 2 settembre 1499 – 7 novembre 1549)
  • padre adottivo: re Myeongjong (조선 명종?; 3 luglio 1532 – 2 agosto 1567)
  • madre naturale: grande principessa interna Hadong del clan Hadong Jeong (하동부대부인 정씨?; 23 settembre 1522 – 24 giugno 1567)
    • nonno materno: Jeong Se-ho, principe interno Hadong (하동부원군 정세호?; 1486–1563)
    • nonna materna: Yi del clan Gwangju Yi (광주 이씨?; 1473 – ?)
  • madre adottiva: regina Insun del clan Cheongsong Shim (인순왕후 심씨?; 7 giugno 1532 – 12 febbraio 1575)

Consorti e figli

[modifica | modifica wikitesto]
  • regina Uiin del clan Bannam Park (의인왕후 박씨?; 15 maggio 1555 – 26 luglio 1600)
  • regina Inmok del clan Yeonan Kim (인목왕후 김씨?; 5 dicembre 1584 – 3 agosto 1632)
    • principessa Jeongmyeong (정명공주; 27 giugno 1603 – 8 settembre 1685), undicesima figlia
    • tredicesima figlia (1604–1604)
    • Yi Ui, gran principe Yeongchang (이의 영창대군?; 12 aprile 1606 – 19 marzo 1614), tredicesimo figlio
  • nobile consorte reale Gong del clan Gimhae Kim (공빈 김씨?; 16 novembre 1553 – 13 giugno 1577)
    • Yi Jin, principe Imhae (이진 임해군?; 20 settembre 1572 – 3 giugno 1609), primo figlio
    • principe ereditario Yi Hon (왕세자 이혼?; 4 giugno 1575 – 7 agosto 1641), secondo figlio
  • nobile consorte reale In del clan Suwon Kim (인빈 김씨?; 1555–1613)
    • Yi Seong, principe Uian (이성 의안군?; 1577 – 24 febbraio 1588), terzo figlio
    • Yi Ho, principe Shinseong (이후 신성군?; 6 gennaio 1579 – 8 dicembre 1592), quarto figlio
    • Yi Bu, principe Jeongwon (이부 정원군?; 2 agosto 1580 – 29 dicembre 1619), quinto figlio
    • principessa Jeongsin (정신옹주?; 1583–1653), prima figlia
    • principessa Jeongsuk (정숙옹주?; 1587 – 6 novembre 1627), seconda figlia
    • Yi Gwang, principe Uichang (이광 의창군?; 1589–1645), ottavo figlio
    • principessa Jeongan (정안옹주?; 1590–1660), quinta figlia
    • principessa Jeonghwi (정휘옹주?; 1593 – 15 luglio 1653), sesta figlia
  • nobile consorte reale Sun del clan Gimhae Kim (순빈 김씨?; 1565 – 1647)
    • Yi Bu, principe Sunhwa (이부 순화군?; 10 ottobre 1580 – 18 marzo 1607), sesto figlio
  • nobile consorte reale Jeong del clan Yeoheung Min (정빈 민씨Coreano?; 1567–1626)
    • Yi Gong, principe Inseong (이공 인성군?; 29 ottobre 1588 – 20 maggio 1628), settimo figlio
    • principessa Jeongin (정인옹주?; 1590 – 10 gennaio 1656), quarta figlia
    • principessa Jeongseon (정선옹주?; 1º aprile 1594 – 1º agosto 1674), settima figlia
    • principessa Jeonggeun (정근옹주?; 1598 – 11 luglio 1613), decima figlia
    • Yi Yeong, principe Inheung (이영 인흥군?; 1604–1651), dodicesimo figlio
  • nobile consorte reale Jeong del clan Namyang Hong (정빈 홍씨?; 1563–1638)
    • principessa Jeongjeong (정정옹주?; 1595–1666), ottava figlia
    • Yi Ju, principe Gyeongchang (이주 경창군?; 23 settembre 1596 – 16 gennaio 1654), nono figlio
  • nobile consorte reale On del clan Cheongju Han (온빈 한씨?; 2 novembre 1581 – 10 dicembre 1664)
    • Yi Je, principe Heungan (이제 흥안군?; 1598–1624), decimo figlio
    • Yi Reuk, principe Gyeongpyeong (이륵 경평군?; giugno 1600 – 28 novembre 1673), undicesimo figlio
    • principessa Jeonghwa (정화옹주?; 1604–1667), quattordicesima figlia
    • Yi Gye, principe Yeongseon (이계 영선군?; 21 gennaio 1607 – 24 ottobre 1649), quattordicesimo figlio
  • consorte reale Gwi-in del clan Yeonil Jeong (귀인 정씨?; 1557–1579)
  • consorte reale Suk-ui del clan Dongnae Jeong (숙의 정씨?; 1564–1580)
  • consorte reale Suk-ui del clan Kim (숙의 김씨?)
  • consorte reale Suk-ui del clan Han (숙의 한씨?)
  • consorte reale (deposta) So-won del clan Yun (폐 소원 윤씨?; ? – 1632)
  • dama di corte Kim (상궁 김씨?; ? – 1623)
  • dama di corte Park (상궁 박씨?)
  • sconosciuta
    • quindicesimo figlio (? – 1603)
    • nona figlia (1596–1601)
    • dodicesima figlia (? – 1603)
Genitori Nonni Bisnonni Trisnonni
re Seongjong
(조선 성종?)
re Deokjong
(조선 덕종?)
 
 
regina Sohye del clan Cheongju Han
(소혜왕후 한씨?)
 
re Jungjong
(조선 중종?)
 
regina Jeonghyeon del clan Papyeong Yun
(정현왕후 윤씨?)
Yun Ho
(윤호?)
 
 
Jeon del clan Damyang Jeon
(담양 전씨?)
 
gran principe interno Deokheung
(덕흥대원군?)
 
 
 
 
nobile consorte reale Chang del clan Ansan Ahn
(창빈 안씨?)
 
 
 
 
Seonjo di Joseon  
 
 
 
Jeong Se-ho, principe interno Hadong
(하동부원군 정세호?)
 
 
 
 
grande principessa interna Hadong del clan Hadong Jeong
(하동부대부인 정씨?)
 
 
 
 
Yi del clan Gwangju Yi
(광주 이씨?)
 
 
 
 
 

Nella cultura popolare

[modifica | modifica wikitesto]
Controllo di autoritàVIAF (EN) 58034926 · ISNI (EN) 0000 0000 2530 9099 · LCCN (EN) n85012222 · BNF (FR) cb16103340z (data)
  Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie