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Pietro Podrecca

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BERJAYA
Pietro Podrecca

Pietro Podrecca (in sloveno Peter Podreka; San Pietro al Natisone, 16 febbraio 1822Rodda, 4 novembre 1889) è stato un presbitero, scrittore e poeta sloveno con cittadinanza italiana.

Figlio di Michele e di Teresa Corincigh, dopo aver terminato gli studi elementari a Cividale del Friuli e quelli liceali a Udine viene ordinato sacerdote nel 1848, esercitando il proprio ministero sacerdotale nella Slavia friulana: pur fautore dell'uso poetico del dialetto favorì l'uso dello sloveno standard nelle omelie e produsse un catechismo sloveno per l'arcidiocesi di Udine durante il mandato di Giuseppe Luigi Trevisanato, che sostituì numerosi libelli nei più svariati dialetti: tuttavia negli ultimi anni della sua vita si allontanò dallo standard, ritenendolo troppo vicino alla lingua croata.[1][2] Fu anche amico di Hrabroslav Volarič ed ebbe una comunicazione produttiva con lo slavista polacco Jan Niecisław Baudouin de Courtenay.[1][3]

A livello identitario, Podrecca mutò le proprie posizioni con il passare del tempo: nel 1848, solidale con gli sloveni che speravano nella ricostituzione della Repubblica di Venezia e delle sue autonomie scrisse la poesia "Cara Italia" (in sloveno Predraga Italija), pubblicata poi dal parente garibaldino Carlo, in cui dipingeva l'Italia che spezzava le sue catene, ma quando nel 1866 anche il Friuli passa all'Italia e invece della tutela delle autonomie e della comunità slovena si esprime il desiderio della sua eliminazione scrisse "La Slovenia e sua figlia nella Slavia Veneta" (in sloveno Slovenija in njena hčerka na Beneške) , un dialogo ideale tra una donna slovena e la sua figlia esiliata nel veneziano, dove esprime ideali panslavi.[3]

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Controllo di autoritàVIAF (EN) 307418930 · SBN TSAV302156 · CONOR.SI (SL) 13230435