Palladij Kafarov

Pëtr Ivanovič Kafarov, detto Palladij (in russo Пётр Иванович Кафаров?; in russo Палладий?; Čistopol', 16 settembre 1817 – Marsiglia, 6 dicembre 1878[1]), è stato un sinologo russo.
Eminente archimandrita della chiesa ortodossa russa, fu autore di un rinomato dizionario cinese-russo e contribuì alla definizione di un metodo per lo studio della sinologia. Le sue opere di sinologia, storia mongola, Buddismo e letteratura cinese godono di grande considerazione tra gli orientalisti.[2]
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Pëtr Ivanovič Kafarov nacque nel governatorato di Kazan' dall'arciprete Ivan Grigor'evič Kafarov e da sua moglie Marija Ivanovna. Dopo aver conseguito il diploma alla Scuola teologica di Čistopol' nel 1832 proseguì gli studi presso il Seminario teologico di Kazan' (1832-1837) e poi presso l'Accademia teologica di San Pietroburgo (1837-1838). Una volta completati gli studi presentò una petizione al Santo Sinodo per essere ammesso alla XII Missione ecclesiastica ortodossa guidata dell'archimandrita Polikarp Tugarinov.[2]
Nell'agosto del 1839 prese i voti monastici e assunse il nome di Palladij. Dal 1840 al 1847 trascorse il suo primo periodo in Cina, dove si dedicò allo studio della lingua e della letteratura cinese e del Buddismo, e ne approfittò per apprendere le lingue mongola e tibetana con l'aiuto di Vasilij Pavlovič Vasil'ev.[2] Nel 1848 venne ordinato archimandrita e fu messo a capo della XIII Missione spirituale a Pechino. Per dieci anni nella capitale cinese si dedicò attivamente a osservazioni astronomiche, alla raccolta di esemplari vegetali e animali, alla ricerca sull'agricoltura e sull'artigianato dei cinesi e dei mongoli, alla traduzione di numerose opere orientali e alla stesura di un saggio storico sul Buddismo antico. Raccolse parecchio materiale sulla rivolta dei Taiping, avendoci egli stesso assistito in prima persona, e fornì consulenze a svariati diplomatici e funzionari, come quando l'ambasciatore russo Evfimij Vasil'evič Putjatin si valse del suo aiuto nelle negoziazioni con la dinastia Qing. Palladij Kafarov partecipò anche alle fasi finali della ratifica dei trattati di Tientsin del 1858.[3]
Una volta rientrato in Russia, Kafarov venne mandato a Roma dal 1860 al 1864 in veste di rettore della chiesa dell'ambasciata russa, dove strinse amicizia con molti famosi artisti e liberali suoi conterranei. Simpatizzò con il movimento garibaldino e fu affascinato dalle opere del socialista utopista Robert Owen, di cui condivideva gran parte delle idee. A Roma imparò l'italiano e lavorò all'opera Pis'ma iz Rima ("Lettere da Roma") dedicata allo studio dell'antichità cristiana.[3]
Dal 1865 al 1878 rientrò a Pechino nell'ambito della Missione ortodossa. In questo periodo si dedicò al lavoro editoriale: compilò il suo Dizionario cinese-russo, scrisse un commentario a Il Milione di Marco Polo e tradusse e pubblicò in russo fonti cinesi tuttora utilizzate dagli studiosi come I viaggi di un alchimista di Li Zhichang e la Storia segreta dei Mongoli. Pubblicò anche numerose opere in merito alle religioni diffuse in Cina (Buddismo, Cristianesimo e Islam), alla storia delle relazioni della Cina con altri popoli e alle relazioni russo-cinesi.[3]
La Società geografica russa gli affidò l'incarico di guidare una spedizione per studiare l'etnografia e l'archeologia dell'Estremo Oriente. Kafarov partì direttamente da Pechino insieme al topografo Gavril Nachval'nych: i due attraversarono il passo Shanhai fino alla provincia dello Jilin, poi raggiunsero Blagoveščensk lungo il fiume Amur, il fiume Ussuri, il lago Chanka e arrivarono a Vladivostok, dove familiarizzarono con i popoli nordasiatici shiwei e mohe dell'Amur (Hēishuǐ mòhé). Nel territorio del Litorale Kafarov studiò monumenti antichi, scoprì siti di antiche città e fortificazioni e raccolse una grande quantità di informazioni sulla Manciuria, sull'Estremo Oriente e sulla Corea che diedero vita all'opera Istoričeskij očerk Ussurijskogo kraja ("Panoramica storica del territorio dell'Ussuri").[3]
Nel 1878 Kafarov si ammalò e dovette abbandonare la spedizione. Morì nel dicembre 1878 a Marsiglia per un aneurisma. Un paio di mesi dopo la sua salma venne trasferita al cimitero russo di Nizza.[4]
I contributi alla sinologia
[modifica | modifica wikitesto]Il lascito più apprezzato di Palladij Kafarov è il Dizionario cinese-russo, completato dopo la sua morte dal sinologo Pavel Stepanovič Popov (collega di Kafarov a Pechino) e pubblicato nel 1888. Questo dizionario offre una descrizione di 11.868 sinogrammi ed è ancora un importante punto di riferimento per lo studio del cinese. Kafarov volle dare a questo dizionario un carattere enciclopedico, ovvero combinarvi una varietà di informazioni sulla Cina, in particolare, chiarendo i sistemi filosofici e religiosi di quella nazione. L'opera venne ristampata nel 2010 a cura di alcuni docenti della Facoltà di Studi orientali dell'Università di San Pietroburgo.[4]
Kafarov tra l'altro fu l'autore della trascrizione standard del cinese in alfabeto cirillico che viene generalmente accettata in tempi moderni. Egli si basò sul lavoro di Iakinf Bičurin del 1839 e vi apportò alcune modifiche, rendendolo popolare grazie alla pubblicazione del suo dizionario. Fu il primo a tradurre la Storia segreta dei Mongoli in russo, contribuendo significativamente allo sviluppo degli studi sulla Mongolia in patria. Lo studioso V. M. Alekseev gli attribuisce il merito di essere stato il primo studioso ad applicare alla sinologia il metodo di lavorare esclusivamente con le fonti, anziché con le informazioni stereotipate degli enciclopedisti cinesi. Grazie al suo lavoro sulla Storia segreta dei Mongoli, per la prima volta in ambito accademico venne introdotto lo studio sugli olot,[4] un gruppo etnico di matrice russa che nel XIV secolo costituì un reggimento separato di diecimila uomini della Guardia di Pechino.[5]
Opere selezionate
[modifica | modifica wikitesto]- (RU) Žizneopisanie Budy. Trudy členov rossijskoj duchovnoj missi v Pekine. San Pietroburgo, Tipografija Štaba Voenno-Učebnich Zavedenij, 1852.
- (RU) Istoričeskij očerk drevnego Budizma. Trudy členov rossijskoj duchovnoj missi v Pekine, 2 voll. San Pietroburgo, Tipografija Štaba Voenno-Učebnich Zavedenij, 1853.
- (RU) Kitajskaja literatura magometan. San Pietroburgo, Tipografija Imperatorskoj akademii nauk, 1887.
- (RU) Kitajsko-russkij slovar', 2 voll. Pechino, Tipografia Tun-Wen-Guan, 1888
Note
[modifica | modifica wikitesto]Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- (RU) Gennadij Gennad'evič Pikov, Два юбилея: архимандрит палладий (П. И. Кафаров) и его «Словарь», in Вестник Новосибирского государственного университета, История, филология, vol. 11, n. 10, 2012.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Palladij, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 160879624 · ISNI (EN) 0000 0000 8196 3263 · CERL cnp00568637 · LCCN (EN) n87842123 · GND (DE) 122237862 · BNF (FR) cb10741584p (data) · J9U (EN, HE) 987007308600605171 |
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