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Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

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Il Dito di Caprivi, anche detto Lembo o Striscia di von Caprivi o anche solo Caprivi (in tedesco Caprivizipfel; in inglese Caprivi Strip; in in afrikaans Kaprivistrook; in portoghese Faixa de Caprivi) è un territorio della Namibia nordorientale, caratteristico per i suoi confini politici estremamente innaturali che non tengono alcun conto di divisioni etnico-geografiche. La sua città principale è Katima Mulilo.

Con una superficie di più di 19000 km², il Dito di Caprivi è suddiviso tra le regioni namibiane dello Zambesi e del Kavango Orientale. Questo saliente si protende dal territorio namibiano verso nordest per 450 km di lunghezza e soli 35 km di larghezza, fino a raggiungere le rive del fiume Zambesi, allargandosi allora nuovamente fino a oltre 100 km e rimanendo circondato da quattro paesi: Angola, Zambia, Botswana e Zimbabwe. Con Zambia e Botswana la Namibia forma una triplice frontiera presso l'isola di Impalila, punto più orientale del Dito di Caprivi, mentre 150 metri più a est comincia il territorio dello Zimbabwe.

Prima dell'arrivo degli europei, la zona faceva parte di vasti potentati africani, come il Regno dei Barotse e il Regno dei Makololo, che si combatterono durante buona parte del XIX secolo. Il Dito di Caprivi deve la sua esistenza e la sua forma peculiare al colonialismo europeo, di cui è ancora uno dei principali esempi esistenti. Durante la spartizione dell'Africa, il Regno Unito e l'Impero tedesco stipularono nel 1890 il trattato di Helgoland-Zanzibar, con cui i britannici cedevano ai tedeschi una stretta striscia di territorio dell'Africa meridionale per collegare l'Africa Tedesca del Sud-Ovest al fiume Zambesi, al fine di stabilire una via navigabile attraverso l'Africa centrale passando per il lago Tanganica.

Anche dopo la fine dell'era coloniale, la situazione politica del Dito di Caprivi non è mutata: con la sconfitta della Germania nella prima guerra mondiale, il Dito fu amministrato prima dal Regno Unito e infine dal Sudafrica, fino all'indipendenza della Namibia nel 1990, senza che i suoi peculiari confini variassero. Al dominio piuttosto blando esercitato da tedeschi e britannici fece da contraltare l'amministrazione sudafricana, che oppresse le popolazioni locali con l'istituzione dell'apartheid e dei bantustan, portando quindi il Dito ad essere teatro della guerra di indipendenza namibiana. Passato alla Namibia, nel Dito scoppiò allora il conflitto del Caprivi causato da movimenti indipendentisti, sconfitti dal governo namibiano solo dopo una lunga lotta nel primi anni 2000. Da allora il Dito di Caprivi è una meta turistica in ascesa, soprattutto per l'ecoturismo nei suoi grandi parchi naturali di Nkasa Rupara, Mudumu e Bwabwata.

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Voci di qualità

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Lino Coluccio Salutati (Stignano, Buggiano, 16 febbraio 1331Firenze, 4 maggio 1406) è stato un politico e letterato italiano, considerato una figura culturale di riferimento dell'umanesimo a Firenze, in qualità di discepolo del Boccaccio e precettore di Poggio Bracciolini e Leonardo Bruni.

Considerato uno dei più importanti uomini di governo tra la fine del XIV e gli inizi del XV secolo, Coluccio Salutati, nei suoi trent'anni di cancelliere della Repubblica di Firenze, svolse un importantissimo ruolo diplomatico nel frenare le ambizioni del duca di Milano Gian Galeazzo Visconti, intenzionato a creare uno Stato comprendente l'Italia centro-settentrionale. Oltre all'impegno politico, il Salutati svolse un importante ruolo nella diffusione dell'umanesimo petrarchesco e boccacciano, divenendone l'esponente più importante e il praeceptor della prima generazione degli umanisti. Il suo lascito più importante presso i posteri fu la codificazione "civile" dell'umanesimo, cioè l'uso dello spirito e dei valori dell'antichità classica all'interno dell'agone politico internazionale. Grazie a Salutati (autore tra l'altro di un vastissimo epistolario e di trattati politici, filosofici e letterari), difatti, il mito della florentina libertas, cioè di quel complesso di valori inneggianti alla libertà promosso dall'ordinamento politico fiorentino, accrebbe enormemente sotto il suo cancellierato, e fu utilizzato quale strumento diplomatico per accrescere il prestigio di Firenze presso gli altri Stati della Penisola.

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Lo sapevi che...

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Una torre delle capre è un tipo di capriccio architettonico sviluppato in altezza, dotato di rampe esterne e a più piani, impiegato per ospitare ovini. Il primo esemplare venne costruito nel diciannovesimo secolo presso l'azienda vinicola di Aveleda, vicino a Penafiel, in Portogallo. Dalla seconda metà del Novecento vennero eretti edifici analoghi presso altre aziende agricole in Sudafrica, Argentina, Norvegia, Stati Uniti e Regno Unito. Oggi le torri delle capre sono delle attrazioni turistiche.

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Ricorrenze del 12 maggio

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Mia Martini

Nati...

...e morti

In questo giorno accadde...

Ricorre oggi: la Chiesa cattolica celebra la memoria dei santi Efrem il Siro, Nereo martire, Achilleo, Gualberto di Hainaut e Pancrazio.

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Nelle altre lingue

Di seguito sono elencate le 10 versioni maggiori di Wikipedia (per numero di voci, non necessariamente per qualità o dimensioni totali) e una selezione casuale di altre edizioni con un numero minore di voci:

Le 10 maggiori (al 12 maggio 2026): English (inglese) (7 180 748) · Binisaya (cebuano) (6 115 233) · Deutsch (tedesco) (3 120 912) · Français (francese) (2 757 335) · Svenska (svedese) (2 624 874) · Nederlands (olandese) (2 218 876) · Español (spagnolo) (2 112 135) · Русский (russo) (2 099 861) · Italiano (1 969 064) · Polski (polacco) (1 694 506)

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Lavori in corso

È in corso il Festival delle fonti

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Dagli altri progetti

Questa settimana la voce da tradurre è:

(versione in italiano: Palazzo dell'assemblea nazionale del Kuwait)

Siamo angeli con un'ala sola. Possiamo volare solo restando abbracciati.
Luciano De Crescenzo

Veduta aerea delle rovine di Takht-i-Bahi, un complesso monastico buddista del I secolo d.C. situato in quella che un tempo era l'antica regione indiana di Gandhāra, nell'attuale provincia pakistana settentrionale di Khyber Pakhtunkhwa. Rappresenta un esempio emblematico dell'architettura monastica buddista dell'epoca e le rovine sono state dichiarate Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO nel 1980, che le ha descritte come "eccezionalmente ben conservate". Takht significa "trono" mentre bahi significa "acqua" o "fonte" in lingua persiana/lingua urdu. Il complesso monastico venne chiamato Takht-i-Bahi per il fatto di essere costruito sulla cima di una collina, vicino ad un fiume.

Clusane

È una località che fa parte del comune di Iseo, in Lombardia. Fino al 1927 è stato un comune indipendente. Fin dall'Alto Medioevo, Clusane ospitava un "castrum", che nel XI secolo era già sotto il controllo dei conti di Mozzo o Mozzi, una famiglia di origine franca. Sempre in quel periodo, due monaci della comunità cluniacense furono inviati a Clusane, dove fondarono un priorato. I monaci si occuparono della bonifica dei terreni e della costruzione di strutture agricole. Nel Monastero cluniacense, che oggi corrisponde all'attuale Castello Carmagnola, si sviluppò il nucleo originario del centro storico. Tra i luoghi significativi di Clusane c'è anche la Chiesa Vecchia, un edificio sconsacrato che oggi è stato trasformato in un piccolo teatro.