close
Vai al contenuto

Nino Galizzi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
BERJAYA
Nino Galizzi

Nino Galizzi (Bergamo, 12 marzo 1891Bergamo, 20 settembre 1975) è stato uno scultore italiano particolarmente noto per le sue opere che decorano palazzi pubblici nelle città di Milano, Bergamo e Roma.

Nato a Bergamo nel 1891, compie i primi studi alla scuola d'Arte applicata Andrea Fantoni e all'Accademia Carrara di Bergamo -dove è allievo del pittore Ponziano Loverini.[1] per poi passare a Roma e Firenze. Allo scoppio della prima guerra mondiale presta servizio militare per quasi sei anni combattendo su molto fronti Italiani, in Macedonia, Serbia e Grecia, guadagnandosi decorazioni al valore. Al termine del periodo bellico Galizzi riprende lo studio e il lavoro e soggiorna a Roma e Parigi, Milano, Roma e Bergamo. Partecipa a importanti esposizioni nazionali come la XXIV° Biennale di Venezia (1948), la Quadriennale di Roma, la Permanente di Milano e insegna plastica presso l'Accademia Carrara di Bergamo.[2]

Muore a Bergamo il 20 settembre 1975.

Nino Galizzi fu particolarmente attivo nella realizzazione di sculture che adornano palazzi pubblici fabbricati negli anni Trenta, Quaranta e Cinquanta; in particolare si possono ricordare:

  • L'Italia Etrusca e L'Italia Romana, 1931, Palazzo delle Poste di Bergamo
  • il bassorilievo Il Serio, 1935, Sentierone (Bergamo)
  • Sonno e sogno, 1936, Camera di Commercio - Bergamo
  • il bassorilievo La giustizia di Bruto, marmo rosa, 1938, Palazzo di Giustizia - Milano
  • il bassorilievo Crocefisso, 1940, Ospedale Niguarda Ca' Granda - Milano
  • i bassorilievi I lavoratori della terra e i costruttori e La famiglia, i tributi e i lavoratori, 1945, Palazzo degli Uffici Statali - Bergamo
  • Eolo re dei venti e delle stagioni, 1966, Villa Monteverdi - Bratto
  • Dafne e Cloe o l'amore pastorale, 1959, Cassa di Risparmio PP.LL. - Alassio
  • La pietà e La deposizione al cimitero di Bergamo.

Alcune sue sculture sono fruibili presso il Museo villa Bassi Rathgeb di Abano Terme.

  1. Pinetti, Angelo, Ponziano Loverini con 80 illustrazioni, Bergamo, Istituto Italiano d'Arti Grafiche, 1930.
  2. Nino Galizzi, su Nino Galizzi Scultore, ninogalizzi.it (archiviato il 18 agosto 2022).
  • G. Nicodemi, Lo scultore Nino Galizzi, Clusone 1933, Arti Grafiche Giudici
  • G. Visentini, Nino Galizzi sculture, Bergamo 1933, Edizioni Cronache
  • Nicodemi - Visentini - Galmozzi - Borgese, Quattro studi sulla scultura di Nino Galizzi, Milano 1945, Officine grafiche Esperia
  • B. Belotti, Storia di Bergamo e dei bergamaschi, Bergamo 1959, Poligrafiche Bolis
  • M.N. Varga, Nino Galizzi - Frammenti, Milano 1960, Esperia
  • G. Visentini - R. Birolli - A. Pica, 7 sculture di Nino Galizzi a Palazzo Strozzi di Firenze, Bergamo 1967, Industrie Grafiche Cattaneo
  • C.L. Ragghianti, Nino Galizzi - sculture, Cinisello Balsamo 1972, Amilcare Pizzi Editore
  • G. Anzani, Nino Galizzi scultore: tra secessione e classicismo. Catalogo mostra postuma, Torre Boldone 1988, Edizioni Grafital

Altri progetti

[modifica | modifica wikitesto]
Controllo di autoritàVIAF (EN) 20478385 · ISNI (EN) 0000 0000 1350 4508 · GND (DE) 118882104