Luigi Coccanari

Luigi Coccanari (Tivoli, 10 marzo 1820 – Tivoli, 27 marzo 1912[1]) è stato un avvocato, patriota e politico italiano.
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Nato in un'antica famiglia patrizia di Tivoli [2], figlio di Paolo e Margherita Serra, compì i primi studi in ambito famigliare e poi presso i Gesuiti, terminò gli studi superiori nella sua città natale, si laureò poi in Diritto all’Università di Roma nel 1842 [3]. Rientrato a Tivoli dopo il periodo universitario, aiutò lo zio Filippo in qualche pratica di curia[4], cercando nello stesso tempo di vivacizzare la settecentesca Colonia degli Arcadi Sibillini[5], accademia che lui considerava ridotta a semplice congrega per esercitazioni letterarie[6] e fondò anche una Filodrammatica; spesse volte le sue attività furono riprovate dall'autorità politica.[7] L'elezione del pontefice Pio IX (Giovanni Maria Mastai Ferretti), avvenuta il 16 giugno 1846, suscitò all'inizio grandissime speranze e un clima di euforia in Italia e in Europa, poiché venne percepito come un Papa liberale in grado di conciliare la Chiesa con le aspirazioni nazionali risorgimentali, soprattutto per l'amnistia per i reati politici del 16 luglio 1846, che fu uno dei primi atti del suo governo, liberando 849 persone dalle carceri, inclusi detenuti politici imprigionati durante il pontificato di Gregorio XVI. Questo gesto creò un enorme impatto emotivo e politico. Sempre sull'onda di questo entusiasmo, in occasione di un transito di Pio IX a Tivoli il 14 ottobre 1846, un coro di giovani tiburtini cantò al Papa un inno composto da Luigi Coccanari, in cui si accennava ancora all'amnistia come segnale di un'età novella [8]. Considerato capo del movimento liberale nella sua città natale, proprio a lui si rivolse il dottore e giornalista Giuseppe Meucci per sollecitare l'invio della bandiera e della rappresentanza tiburtina per la solenne dimostrazione d'affetto che si preparava per l'anniversario dell'elezione di Pio IX il 17 giugno 1847. [9]Il 22 luglio 1847 Coccanari chiese alla magistratura tiburtina la possibilità di poter costituire una Guardia Civica, sul modello di altre città dello Stato Pontificio e la richiesta fu prontamente accolta [10].
Tuttavia le speranze riposte in Pio IX cessarono bruscamente nel 1848 quando, con l'allocuzione Non semel[11] del 29 aprile, il pontefice frenò gli entusiasmi dichiarando di non poter partecipare a una guerra contro la cattolicissima Austria, deludendo tutti i liberali italiani e trasformandosi ai loro occhi da fervida speranza a simbolo della reazione e del tradimento delle istanze. La delusione colpì anche Coccanari che, seguendo il suo ideale di considerare la cultura del popolo come base della rigenerazione nazionale, caldeggiò l'istituzione a Tivoli di un Circolo Popolare, simile a quello visto e da lui frequentato a Roma [12]
Dopo l'assassinio del primo ministro dello Stato Pontificio Pellegrino Rossi (15 novembre 1848), la situazione a Roma precipitò, spingendo il Papa, vestito da semplice prete, a lasciare la città per rifugiarsi a Gaeta, nel Regno delle Due Sicilie sotto la protezione di Ferdinando II di Borbone. L'assenza del Papa portò alla proclamazione della Repubblica Romana (9 febbraio 1849). Le elezioni per la Costituente Romana, che erano avvenute il 21 gennaio 1849, avevano visto eletto [13] tra i deputati della Comarca tiburtina anche Luigi Coccanari [14] che aveva preso parte il 5 febbraio all'inaugurazione dell'Assemblea Costituente come Deputato più giovane [15]e in quella seduta preliminare venne nominato Segretario insieme ad altri tre, scelti tra i rappresentanti più giovani dell'Assemblea stessa [16]. Intanto nella notte tra l'8 e il 9 febbraio 1849 l'Assemblea Costituente proclamò solennemente la Repubblica Romana, sancendo la fine del potere temporale del pontefice.
Il Coccanari venne nominato il 16 febbraio relatore nella Commissione per l'esame delle petizioni, che numerose affluivano da tutte le città della novella Repubblica Romana. L'attacco contro la repubblica Romana, portato dai Francesi e dai Borbonici, spinse l'Assemblea ad organizzare la sua difesa e il Coccanari fu incaricato[17] con lettera a firma di Aurelio Saffi del 3 maggio 1849 di organizzare nel territorio di Tivoli e dei paesi vicini delle bande armate contro le truppe napoletane. Con la battaglia di Velletri del 19 maggio 1849 tra le truppe della Repubblica Romana guidate da Giuseppe Garibaldi e quelle del Regno delle Due Sicilie di Ferdinando II cessò il pericolo di invasione dal sud e divenne inutile perciò l'organizzazione della guerriglia e tutte le forze furono richiamate a Roma per difendere la città dalle truppe francesi. Il Coccanari e gli altri deputati dell'Assemblea, si sparsero per la città per sostenere la resistenza del popolo. Cadde infine la Repubblica Romana il 4 luglio 1849 e il Coccanari lasciò molte testimonianze di quei fatti.
Si rifugiò poi a Tivoli e il 21 luglio presentò le sue dimissioni da Capitano della Guardia Nazionale al magistrato Francesco Bulgarini[18], preparandosi a fuggire dalla città per un periodo di tempo imprecisato, aspettandosi il bando come membro dell'Assemblea Costituente della Repubblica Romana. Nonostante il Coccanari con una ritrattazione del 28 agosto 1849 avesse dichiarato di voler essere fedele suddito ed obbediente figlio alla nostra Santa Romana Chiesa[19] l'amnistia di Pio IX del 12 settembre 1849 escludeva i membri del Governo provvisorio della Repubblica Romama, i membri dell'Assemblea Costituente che avevano preso parte alle deliberazioni dell'Assemblea stessa, i membri del Triumvirato e del Governo e i capi dei Corpi militari. Coccanari, nonostante la ritrattazione, era naturalmente escluso, come membro dell'Assemblea, dal perdono del pontefice e minacciato del carcere se entro il 1 ottobre non avesse varcato i confini dello Stato Pontificio. Coccanari, nel frattempo, il giorno dopo la ritrattazione, si era sposato con Anna Rossi [20] e proprio la ritrattazione era stato il mezzo per farlo riaccostare alla Chiesa e per poter celebrare il rito nuziale. [21].
Coccanari chiese allora all'autorità francese il passaporto per sé e per la sua giovane moglie. Si imbarcarono, insieme ad altri venti deputati della Costituente, a Civitavecchia sul battello "Le Tartare", che li sbarcò a Tolone e da lì poterono recarsi a Marsiglia e più volte Coccanari fece richiesta al Regno di Sardegna per un passaporto per la città di Genova, dove avrebbe potuto mettere a frutto la sua pratica come avvocato o come insegnante di materie letterarie. La moglie Anna poté finalmente lasciare Marsiglia per Tivoli nel mese di maggio 1851, portando il figlio di pochi mesi, mentre Coccanari poté fissare la sua residenza a Genova, dove aveva ottenuto un posto di insegnante presso il Collegio Reale di Marina e a Genova lo raggiunse la moglie nell'agosto 1852. Dimorarono a Genova fino al 1860, con vita tranquilla e aliena dalla politica. Anche lui, fervido repubblicano, comprese che l'unità d'Italia si poteva compiere solo con la Monarchia Sabauda e aderì prontamente alla Società Nazionale fondata da Daniele Manin nel 1857.
Le sue richieste e quelle dei suoi genitori, fatte nel 1859, per tornare a Tivoli furono respinte dallo Stato Pontificio. Solo nel novembre 1859 fu concesso alla moglie il trasferimento, disponendo tuttavia un'assidua sorveglianza su di lei. Al principio del 1860 fu concesso a Coccanari di tornare a Tivoli, ritorno subordinato a determinate condizioni: dovette promettere, tra l'altro, di condursi da buono e fedele suddito della santa Sede[22]. Rientrato a Tivoli nell'aprile del 1860 dopo qualche mese fu eletto Capo del Comitato Nazionale di Tivoli e dei paesi circonvicini [23]. Sempre controllato dll'Autorità Pontificia, ai primi di novembre 1861 partì per Torino, dove si fermò per quasi tutto l'anno 1862, collaborando al giornale "Espero" [24], che propugnava il programma della Società Nazionale.
Alla fine di novembre 1862 fu nominato Segretario alla sotto Prefettura di Urbino. L'11 giugno 1863 fu accolto come socio nell'Accademia Urbinate di Scienze, Lettere ed Arti. [25] Nel giugno 1865 fu trasferito alla sotto Prefettura di Rieti, città che nel 1860 era passata dallo Stato Pontificio al Regno di Sardegna. Da Rieti il Coccanari diresse i Comitati della Sabina e del Tiburtino per un'eventuale insurrezione per conquistare Roma. Dopo la fallita spedizione di Garibaldi per liberare Roma, conclusasi con la sconfitta di Mentana, il Coccanari continuò la sua opera di proselitismo e per procacciare armi e munizioni per una rivolta. Intanto l'Accademia Artistica Raffaello di Urbino lo ammetteva tra i suoi soci benemeriti. [26] Il 16 settembre 1870 varcò i confini dello Stato Pontificio e nello stesso giorno Tivoli innalzò la bandiera tricolore insieme ad Arsoli e Subiaco. Il 18 settembre si costituì a Tivoli la giunta provvisoria di governo formata, oltre che dal Coccanari, da Ignazio Leonelli e Luigi Ranzi.
Intanto il 20 settembre 1870 i bersaglieri del Regno d'Italia entravano a Roma. Il Coccanari fece parte della Giunta Provvisoria di Governo che il 1 ottobre 1870 annunciò a Tivoli con un proclama lo svolgimento del Plebiscito per il giorno successivo e certificò poi, a votazione avvenuta, l'annessione al Regno d'Italia, con 1292 voti favorevoli, nessun voto contrario e 332 astenuti, [27]Dopo aver collaborato all'istituzione della Prefettura della nuova provincia di Roma [28], ritornò presso la Prefettura di Perugia. Il 2 febbraio 1872 fu trasferito presso la Prefettura di Roma [29], nel giugno 1876 fu incaricato di reggere la sotto Prefettura di Rieti [30], fu trasferito poi a Mirandola nel 1886 e due anni dopo a Civitavecchia[31], dove la moglie si spense il 18 novembre 1889 [32].
Dopo questa perdita cercò invano di essere trasferito da Civitavecchia a Rieti o in un'altra sede dell'Umbria per stare vicino ai suoi figli. Nel 1893 chiese di essere messo a riposo e si ritirò a Tivoli. Nella sua città natale fu Regio Ispettore dei Monumenti e Scavi nel 1894, Consigliere Comunale dal 26 giugno 1895 al 29 agosto 1911 e dal 4 al 27 marzo 1912 ed infine Sindaco dall'8 novembre 1897 al 17 ottobre 1899[33]. Dopo le dimissioni dalla carica di Sindaco non prese più parte alla vita pubblica. Il 10 marzo 1910, ormai novantenne, rimasto l'unico superstite dell'Assemblea Costituente della Repubblica Romana, fu onorato da Alfredo Baccelli e da tutta l'assemblea della Camera dei deputati del Regno d'Italia a Montecitorio come la vivente immagine del grande prodigio. [34] Il 4 giugno 1911 fu presente, insieme ad altri veterani delle guerre risorgimentali, all'inaugurazione del Vittoriano, il monumento nazionale a Vittorio Emanuele II a Roma. Si spense il 27 marzo 1912 dopo breve malattia.
Opere
[modifica | modifica wikitesto]- Il perdono. Decimaquinta distribuzione con una strofe a Pio IX di Luigi Coccanari (PDF), Roma, 1846.
- Bellezze tiburtine narrate da un proscritto, 1854 (PDF), in Atti e Memorie della Società Tiburtina di Storia e d’Arte, XII-XIII, 1942-1943, pp. 195-231.
- Parole dette nel camposanto di Perugia per l'annuale commemorazione dei morti del 20 giugno 1859 e 14 sett. 1860, Perugia, 1868.
- Parole che nel camposanto di Perugia diceva l’avvocato Luigi Coccanari e il Municipio pubblicava ricorrendo nel 20 giugno 1870 l’annuale commemorazione dei morti 20 giugno 1859 e 14 settembre 1860 e tornando alla terra nativa le reliquie del barone Pompeo Danzetta caduto sui campi di Cornuda per la libertà e indipendenza d'Italia, Perugia, 1870.
- Per la festa dello Statuto Nazionale: 3 giugno 1877, Rieti, 1877.
- Discorso pronunciato in Torri di Sabina il giorno 13 ottobre 1878 nella occasione della Festa della Società operaia e della premiazione degli alunni delle Scuole elementari, Terni, 1878.
- Discorso pronunciato in Poggio Mirteto il giorno 11 Novembre 1877 in occasione dell'inaugurazione di una lapide commemorativa ai sabini caduti nelle patrie battaglie, Siena, 1878.
- Ai reduci delle patrie battaglie, alle società operaie del circondario di Rieti, il sotto prefetto cav. Luigi Coccanari ricordo del 2 giugno 1882 quando Giuseppe Garibaldi ascese fra gl'immortali, Rieti, 1882.
- Discorso del sotto prefetto di Rieti cav. avv. Luigi Coccanari per la solenne inaugurazione dei monumenti a re Vittorio Emanuele, al generale Giuseppe Garibaldi, ai reatini caduti nelle patrie battaglie solennizzata in Rieti. 20 settembre 1883, Rieti, 1883.
- Per la verità, Rieti, 1884.
- Le acque dell’Aniene in riguardo a Tivoli ed agl’interessi nazionali. Considerazioni a difesa dell’utile e del bello., Mirandola, 1888.
- Anna Coccanari: 18 novembre 1889 : morta in Civitavecchia, Tivoli., 1889.
- Tivoli. Frammenti di un carme scritto nel 1846, Tivoli, 1894.
- Patria e dovere, Tivoli, 1897.
- Tivoli. Frammenti di un carme scritto nel 1845, Tivoli, 1899.
- Contratto per la concessione del servizio d'illuminazione elettrica pubblica e privata alla Società delle Forze Idrauliche, Tivoli, 1899.
- A ciascuno il suo, Chieti, 1900.
- Il 20 settembre 1870. Cronaca e documenti per la storia tiburtina, Tivoli, 1900.
- Replica di Luigi Coccanari ex sindaco di Tivoili al Cav. Enrico Tani, Tivoli, 1900.
- Presso il feretro del benemerito Cittadino di Tivoli Ignazio Serra (PDF), Tivoli, 1902.
- Capitale e lavoro, socialismo, patria, Tivoli, 1902.
- Per le acque dell'Aniene. Ai miei concittadini, Tivoli, 1903.
- Ai Cittadini di Tivoli (PDF), Tivoli, 1903.
- Monografie tiburtine, Tivoli, 1904.
- Rilievi e proposte sullo schema di transazione presentato dalla Commissione Governativa per le acque derivate dall'Aniene, Tivoli, 1906.
- Albori poetici e ricordi, Tivoli, 1906.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Registro degli Atti di Morte del Comune di Tivoli, parte prima, n. 45, p. 13.
- ↑ I suoi antenati, partigiani dei Colonna, avevano preso parte attiva nelle lotte contro gli Orsini nel XVI secolo. Bulgarini 1848, p. 18. Inoltre i Cocanari (all'epoca questo era il loro cognome) risultavano grandi proprietari terrieri. del Re 1, p. 68 e 74.
- ↑ Giuseppe Cascioli, Gli uomini illustri o degni di memoria della città di Tivoli (PDF), in Studi e Fonti per la Storia della regione Tiburtina, III, 1928, pp. 472-477. Itala Terzano, Luigi Coccanari, in Atti e Memorie della Società Tiburtina di Storia e d'Arte, XI-XII, 1931-1932, pp. 217-261.Itala Terzano, Luigi Coccanari, in Atti e Memorie della Società Tiburtina di Storia e d'Arte, XIII-XIV, 1933-1934, pp. 69-155.
- ↑ Lettera di L. Coccanari a G. Del Re, Marsiglia 10 ottobre 1850, Terzano 1931-1932, p. 223.
- ↑ Camillo Pierattini, A Tivoli dall'Accademia degli Agevoli agli Arcadi Sibillini (sec. XVI-XIX), in Lunario Romano, 1989, pp. 63-82.
- ↑ Taceva da molti anni la nostra Accademia letteraria ed io, giovane sospinto da ferdidissima volontà di procurare cultura e decoro alla Patria, mi associai ad altri pochi i quali pur desideravano che la nostra Accademia si ridestasse. Nel novembre del 1843 si tenne la prima adunanza della restaurata Accademia. Esordii con un'ode «Il progresso» parola condannata allora e paurosa quanto la parola «rivoluzione», e fu un miracolo che non passassi dall'aula municipale al carcere come reo di fellonia e sovvertitore della gioventù chiamandola a ribellione. Albori poetici e ricordi, p. 7
- ↑ Terzano 1931-1932, p. 224.
- ↑ Il perdono 1846, p. 16.
- ↑ Terzano 1931-1932, p. 227-228.
- ↑ Terzano 1931-1932, p. 228-229.
- ↑ []
- ↑ Terzano 1931-1932, p. 231-232.
- ↑ Elenco dei Deputati dell'Assemblea Costituente della Repubblica Romana
- ↑ Il Collegio elettorale comprendeva Tivoli, Subiaco, Palestrina, Albano e Castelnuovo di Porto. Coccanari risultò l'ottavo degli eletti con 1040 voti Del Re 1899, p. 16.
- ↑ La sua nomina ufficiale era avvenuta il 26 gennaio 1949. Alcuni documenti 1893, p. 4-5
- ↑ Coccanari viene ricordato tra coloro che fecero parte di molte commissioni, e contribuirono grandemente a preparare i lavori dell'Assemblea Cossu 1923, p. 148.
- ↑ Alcuni documenti 1893, p. 5-6
- ↑ Terzano 1931-1932, p. 253.
- ↑ Pacifici 1978, p. 191-192 Testo parte in latino e parte in italiano.
- ↑ Del Re 1899, p. 29.
- ↑ Pacifici 1978, p. 186
- ↑ Terzano 1933-1934, p. 78
- ↑ Alcuni documenti 1893, p. 7.
- ↑ L'Espero fu fondato nel 1853 da G. A. Cesana, C. Piacentini e V. Bersezio. Rimasto sotto la direzione di Paolo Emilio Nicoli, assorbì nel 1862 il settimanale lafariniano Piccolo corriere d'Italia, e si chiamò Espero-Piccolo corriere d'Italia, poi solo Espero.
- ↑ Alcuni documenti 1893, p. 10-11
- ↑ Alcuni documenti 1893, p. 18
- ↑ Del Re 1899, p. 23-25.
- ↑ Alcuni documenti 1893, p. 23
- ↑ Alcuni documenti 1893, p. 28-30
- ↑ Alcuni documenti 1893, p. 35
- ↑ Con Regio Decreto del 13 maggio 1888 fu promosso da sotto Prefetto di seconda classe alla prima classe, in Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia, 6 luglio 1888, n. 159.
- ↑ Registro degli Atti di Morte del Comune di Civitavecchia, n. 215, p. 54
- ↑ Mario Marino, Sindaci, consiglieri e assessori del Comune di Tivoli (novembre 1870-febbraio 2008), Tivoli, 2008, p. 26.
- ↑ Pacifici 1978, p. 184.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Per la sua famiglia: Francesco Bulgarini, Notizie storiche, antiquarie, statistiche ed agronomiche intorno all'antichissima città di Tivoli e suo territorio, Roma, 1848. Ristampa anastatica, Sala Bolognese, 1998; Antonio del Re, Dell’Antichità Tiburtine, a cura di Roberto Borgia, vol. 1, Tivoli, 2023 [1618].
- Alcuni documenti di vita civile e politica di Luigi Coccanari (PDF), Civitavecchia, 1893.
- Raffaele Del Re, Tivoli e il Risorgimento, a cura di Roberto Borgia, Tivoli, 2024 [1899].
- Maria Cossu, L'Assemblea Costituente Romana del 1849, Roma, 1923.
- Ersilio Michel, Coccanari Luigi, in Dizionario del Risorgimento Nazionale, II, Milano, 1930, pp. 712-713.
- Itala Terzano, Luigi Coccanari, in Atti e Memorie della Società Tiburtina di Storia e d'Arte, XI-XII, 1931-1932, pp. 217-261.
- Itala Terzano, Luigi Coccanari, in Atti e Memorie della Società Tiburtina di Storia e d'Arte, XIII-XIV, 1933-1934, pp. 69-155.
- Adolfo Scalpelli, La candidatura di Silvio Spaventa nelle elezioni del 1874 a Tivoli e due lettere di Luigi Coccanari (PDF), in Atti e Memorie della Società Tiburtina di Storia e d'Arte, XXXVIII-XIX, 1955-1956, pp. 151-164.
- Vincenzo Giovanni Pacifici, La “ritrattazione” di Luigi Coccanari (PDF), in Atti e Memorie della Società Tiburtina di Storia e d’Arte, LI, 1978, pp. 183-192.
- Vincenzo Giovanni Pacifici, Luigi Coccanari mittente e destinatario di lettere inedite sulle vicende del 1867 (PDF), in Atti e Memorie della Società Tiburtina di Storia e d'Arte, LV, 1982, pp. 217-266.
- Vincenzo Giovanni Pacifici, Un nuovo episodio nella vita di Luigi Coccanari: il sofferto trasferimento da Rieti a Mirandola (PDF), in Atti e Memorie della Società Tiburtina di Storia e d'Arte, LXII, 1989, p. 229-235.
- Andrea Proietti, Il sottoprefetto Luigi Coccanari nelle lettere inedite a Luigi Pianciani (PDF), in Atti e Memorie della Società Tiburtina di Storia e d'Arte, LXX, 1997, pp. 195-231.
- Vincenzo Giovanni Pacifici, L’attività di Luigi Coccanari nei documenti essenziali del suo fascicolo personale (PDF), in Atti e Memorie della Società Tiburtina di Storia e d'Arte, LXXX, 2007, pp. 137-140.
- Gianni Andrei, Personaggi della storia di Tivoli, seconda edizione, Tivoli, 2020, p. 24.
- Roberto Borgia, Storia di Tivoli ad uso degli studenti, Tivoli, 2026, p. 162-163.
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