Leopoldo Prato
| Leopoldo Cesare Prato | |
|---|---|
![]() | |
| Nascita | Pamparato, 3 febbraio 1845 |
| Morte | battaglia di Adua, 1 marzo 1896 |
| Cause della morte | Morto in combattimento |
| Dati militari | |
| Paese servito | |
| Forza armata | Regio Esercito |
| Arma | Fanteria |
| Corpo | Regio corpo truppe coloniali d'Eritrea[1] |
| Specialità | Bersaglieri |
| Anni di servizio | 1862-1896 |
| Grado | Maggiore |
| Guerre | Guerra di Abissinia |
| Battaglie | Battaglia di Adua |
| Decorazioni | vedi qui |
| Studi militari | Scuola Militare di Modena |
| dati tratti da Le Medaglie d’oro al Valore Militare dal 1871 al 1914[2] | |
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Leopoldo Cesare Prato (Pamparato, 3 febbraio 1845 – battaglia di Adua, 1º marzo 1896) è stato un militare italiano, insignito della medaglia d'oro al valor militare alla memoria nel corso della battaglia di Adua[3].
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Nacque a Pamparato, provincia di Cuneo, il 3 febbraio 1845, figlio di Antonio e di Luigia Barberis.[4] Il 5 agosto 1862 si arruolò volontario nel corpo di amministrazione del Regio Esercito con ferma di otto anni, e nel marzo 1864 fu trasferito al 1º Reggimento bersaglieri con il grado di caporale.[5] Fu poi promosso sergente e quindi furiere.[5] Il 1 aprile 1873 fu ammesso a frequentare la Scuola Militare di Fanteria di Modena uscendone sottotenente il 1° agosto 1874, assegnato al 10º Reggimento bersaglieri il 29 dello stesso mese.[5][3] Divenuto tenente nel febbraio 1879, passò al 3º Reggimento bersaglieri di stanza a Messina il 17 maggio 1880, e promosso capitano il 21 marzo 1886 assunse anche l'incarico di carica di aiutante maggiore in prima.[3]
Dal 18 settembre 1887 al 1° agosto 1889 prestò servizio nel Collegio Militare di Messina dapprima come insegnante di geografia, e poi di aiutante maggiore.[5] Il 5 agosto successivo, su sua domanda, partì per l'Africa orientale destinato ai presidi dell'Eritrea come addetto al comando superiore.[5][3] Rimase in Colonia 16 mesi e nel dicembre 1890 ritornò in Patria assegnato al 9º Reggimento bersaglieri.[3] Promosso maggiore a scelta nel 1894 fu mandato al distretto militare di Cagliari.[3][1] Rcevette l'ordine di costituire il 6° Battaglione fanteria d'Africa che il 18 dicembre salpò da Napoli sul piroscafo Adria per Massaua.[4][3] Una volta arrivato il battaglione si portò subito al campo, arrivandovi il 10 gennaio 1896.[3] Il reparto fu assegnato al 3° Reggimento fanteria della 2ª Brigata al comando del generale Vittorio Dabormida.[5]
La sera del 29 febbraio 1896 il reparto si trovava all'avanguardia della colonna, ed iniziò la marcia verso le ore 21:00 e preceduto dai reparti di esploratori indigeni raggiunse proprie posizioni stabilite sul Colle Rebbi Arienni dove le truppe presero posizione.[5] La mattina del 1° marzo il battaglione fu investito in pieno dall'attacco delle truppe scioane del Negus Menelik II che avevano travolto il grosso delle truppe della brigata Dabormida.[5] Nei durissimi combattimenti rimase gravemente ferito quattro volte all'inguine, e rivoltella alla mano continuò a sparare ed a incitare i suoi uomini a resistere.[5] Combattendo tra i suoi soldati cadde mortalmente ferito dalle lance degli avversari, mentre era in corso la ritirata che si protrasse per tutta la giornata e la notte.[4] Fu successivamente insignito della medaglia d'oro al valor militare alla memoria.[6]
Onorificenze
[modifica | modifica wikitesto]Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 3 Annuario militare del Regno d'Italia 1896, p. 39.
- ↑ Carolei, Greganti 1958, p. 44.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 Combattenti Liberazione.
- 1 2 3 Chi era costui.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Digilander Libero.
- ↑ Il Corno d'Africa.
- 1 2 Quirinale - scheda - visto 4 aprile 2025
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Annuario militare del Regno d'Italia 1896, Roma, Enrico Voghera Tipografo Editore, 1896, p. 39.
- Gaetano Carolei e Guido Greganti, Le medaglie d'oro al valor militare dal 1871 al 1914, Roma, Tipografia regionale, 1958, p. 44.
- Giuseppe Puglisi, Chi è? dell’Eritrea. Dizionario biografico, Asmara, Agenzia Regina, 1952.
- M.A. Vitale, L'Italia in Africa. Serie storico militare. Vol.1. L'opera dell'Esercito. Tomo II, Roma, Istituto Poligrafico dello Stato, 1957.
Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Leopoldo Prato
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Prato, Leopoldo Cesare, su Combattenti Liberazione. URL consultato il 31 marzo 2025.
- Prato Leopoldo, su MOVM. URL consultato il 31 marzo 2025.
- Prato, Leopoldo, su Chi era costui. URL consultato il 31 marzo 2025.
- Manlio Bonati, Africa 1887-1897: le medaglie d’oro al Valor Militare, su Il Corno d'Africa. URL consultato il 31 marzo 2025.
- Leopoldo Prato, su Digilander Libero. URL consultato il 31 marzo 2025.

