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Laurea professionalizzante

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La laurea professionalizzante, in Italia, è un titolo accademico rilasciato dalle università, di durata triennale, finalizzato a ridurre i tempi dell'inserimento nel mondo del lavoro e che non consente l'accesso alle lauree magistrali.[1]

Fortemente volute dai presidenti degli ordini professionali[1], sono state istituite durante il governo Gentiloni con decreto del Ministero dell'università e della ricerca del 24 maggio 2018, n. 92 dopo alcuni mesi di lavori preliminari a fine del 2017 coordinati dal ministro Valeria Fedeli[2] con lo scopo di facilitare l'inserimento degli studenti nel mondo del lavoro e l'accesso ad alcune professioni. A fine 2020, il ministro Gaetano Manfredi dichiarò chiusa la sperimentazione, emanando un decreto nel quale venivano elencate le prime tre lauree professionalizzanti.[3]

Secondo i dati sulle immatricolazioni relativi all'anno accademico 2023/24, le lauree professionalizzanti registrano uno scarso numero di iscritti, ed evidenziano altre criticità; in particolare, per alcune professioni, è sufficiente il diploma secondario oppure post-secondario non universitario (Istituto tecnico superiore) per trovare lavoro.[1]

L'attività formativa prevede tramite un tirocinio professionalizzante, ossia tirocinio pratico-valutativo (TPV), sulla base di accordi quadro di cui al decreto interministeriale n. 683 del 24 maggio 2023, per non più di 40 ore a settimana per l'acquiszione di un massimo di 48 crediti formativi universitari,[4] con eventuale assunzione del tirocinante presso una impresa o l'ente in caso di valutazione positiva del tirocinio effettuato. L'esistenza di ciascun corso di laurea è condizionata al raggiungimento e mantenimento di una serie di requisiti, tra cui un obiettivo fissato all'80% di studenti che trovano lavoro entro un anno dal conseguimento del titolo,[5] secondo l'indicatore di valutazione periodica relativo agli sbocchi occupazionali entro un anno dal conseguimento del titolo di studio (in periodo di pandemia di COVID-19 tale soglia era stata abbassata al 60%).[6]

Le lauree professionalizzanti, che hanno classe di laurea L-P01 o L-P02 o L-P03, permettono di sostenere un apposito esame di abilitazione per l'esercizio delle professioni abbinate a ciascuna classe di laurea.[7][8]

Classi dei corsi

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ClasseDenominazione
L-P01Professioni tecniche per l'edilizia e il territorio
L-P02Professioni tecniche agrarie, alimentari e forestali
L-P03Professioni tecniche industriali e dell'informazione

Voci correlate

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Collegamenti esterni

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