Knud Jeppesen
Knud Jeppesen (Copenaghen, 15 agosto 1892 – Riskov, 14 giugno 1974) è stato un musicologo danese.
Insegnante e direttore del Conservatorio di Copenaghen, fu presidente della Società internazionale di musicologia. Compose brevi testi armonici, ma soprattutto fu importante il contributo allo studio e all'analisi della musica rinascimentale, riconosciuti a livello internazionale. In particolare vanno ricordate due opere: The Style of Palestrina and the dissonance' (1927) e Counterpoint: The Polyphonic Vocal Style of the Sixteenth Century' (1930), usate ancora oggi per lo studio sulla musica vocale del XVI secolo nei Conservatori e nelle Accademie.
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Nato a nella capitale danese nel 1892, dimostrò un precoce talento musicale all'età di 10 anni, quando fu inizialmente incoraggiato da Häkon Andersen e Paul Hellmuth, sebbene fosse in gran parte autodidatta. Completata la scuola primaria nel 1911, lavorò inizialmente a Elbing e Liegnitz (Germania orientale) come insegnante d'opera e direttore d'orchestra. Trovò impiego a Berlino nel 1914, ma tornò in Danimarca a causa dello scoppio della guerra. A Copenaghen divenne allievo dei rinomati compositori danesi Carl Nielsen e Thomas Laub e studiò musicologia all'Università di Copenaghen con Angul Hammerich. Superò l'esame di organista al Conservatorio Reale Danese di Musica nel 1916. A causa del pensionamento di Hammerich, non c'era nessuno tra i docenti dell'università che potesse esaminare l'opera di Jeppesen; pertanto, presentò la sua tesi all'Università di Vienna, dove fu esaminata da Guido Adler e Jeppesen ottenne il dottorato nel 1922.
Fu organista presso la chiesa di Santo Stefano a Copenaghen dal 1917 al 1932 e presso la chiesa di Holmen dal 1932 al 1947[1]. Insegnò teoria musicale presso la Royal Danish Academy of Music dal 1920 al 1947, facendo anche parte del suo consiglio di amministrazione. Nel 1946, fu nominato professore di musicologia all'Università di Aarhus, dove quattro anni dopo fondò un Istituto di musicologia che diresse fino al 1957[1]. Tra i suoi studenti figurano i compositori Vagn Holmboe, presso la Royal Danish Academy of Music, e Bent Lorentzen, all'Università di Aarhus.
Dopo il suo ritiro nel 1957, Jeppesen risiedette in Italia, il che gli permise di fare diverse scoperte nelle biblioteche italiane che culminarono nel suo magnum opus, La frottola (1968-70), uno studio dettagliato e una bibliografia delle frottole , il genere principale delle canzoni popolari e profane italiane tra la fine del XV e l'inizio del XVI secolo. Dal 1927 fino alla sua morte fu attivo nella International Musicological Society, ricoprendo la carica di presidente dal 1949 al 1952. Dal 1963, inoltre, fu anche membro dell'Accademia dei Lincei.[2]
Opere teoriche
[modifica | modifica wikitesto]- The Style of Palestrina and the dissonance, 1927, revisionata 1946
- Counterpoint: The Polyphonic Vocal Style of the Sixteenth Century, 1930
Note
[modifica | modifica wikitesto]Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Jeppesen, Knud, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- Knud Jeppesen, su lincei.it, Accademia Nazionale dei Lincei.
- (EN) Opere di Knud Jeppesen, su Open Library, Internet Archive.
- (EN) Spartiti o libretti di Knud Jeppesen, su International Music Score Library Project, Project Petrucci LLC.
- (EN) Knud Jeppesen, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.
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