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Kay Fisker

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Kay Fisker

Kay Fisker FAIA (Frederiksberg, 14 febbraio 1893Copenaghen, 21 giugno 1965) è stato un architetto, designer e docente danese conosciuto soprattutto per i suoi numerosi progetti abitativi, principalmente nell'area di Copenaghen, ed è considerato uno dei principali esponenti del funzionalismo danese.

Istruzione e formazione

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Kay Fisker nacque il 14 febbraio 1893 a Frederiksberg, Copenaghen. I suoi genitori erano il farmacista Asmus Marius Fisker e Petra Louise Jacobsen. Nel 1909 entrò all'Accademia delle belle arti di Copenaghen e, durante gli studi, lavorava presso gli studi di importanti architetti scandinavi come Anton Rosen, Sigurd Lewerentz, Gunnar Asplund e Hack Kampmann.[1]

Nel 1915, in collaborazione con Aage Rafn, Fisker vinse un concorso per la progettazione delle stazioni ferroviarie lungo la linea Almindingen-Gudhjem sull'isola danese di Bornholm.[1]

Dopo la laurea la sua carriera di architetto fu caratterizzata da numerosi progetti residenziali di grande rilevanza. Vestersøhus fu costruito tra il 1935 e il 1939 da Fisker e C. F. Møller. Divenne immediatamente un modello in Danimarca per i blocchi con balconi e finestre a bovindo dell'epoca.[2]

Un edificio chiave nella sua produzione fu l'Università di Aarhus (1931-43), considerato uno dei più importanti esempi di funzionalismo danese, che progettò in collaborazione con C. F. Møller, Povl Stegmann e Carl Theodor Marius Sørensen. Progettò anche l'Accademia danese a Roma.[1] Un progetto residenziale successivo fu il complesso residenziale Dronningegården a Copenaghen.

Dal 1936 al 1963 Fisker fu professore alla Royal Academy e, in qualità di docente del corso di architettura residenziale della scuola, era noto come un professore stimolante con una grande influenza sulla cultura architettonica danese. Nel 1953 e nel 1957 fu professore ospite al Massachusetts Institute of Technology.

Nei suoi scritti Fisker sosteneva l'importanza di un'architettura anonima e senza tempo, piuttosto che di realizzazioni individuali di tendenza. Nell'articolo del 1964 “Personal Worship or Anonymity” (“Venerazione personale o anonimato”),[3] Fisker sottolineava l'importanza che l'ambiente che ci circonda fosse caratterizzato da un insieme, piuttosto che essere costituito semplicemente da una serie di opere individuali e sensazionali. Secondo Fisker l'architettura dovrebbe essere una cornice per uno stile di vita “naturale”, non un fine in sé.

Strutture selezionate

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  • Stazioni ferroviarie, Bornholm (1915–15)
  • Valnøddevænget 10, Helsingør (1918)
  • Complesso residenziale Hornbækhus, Copenaghen (1922)
  • Vodroffsvej 2, Frederiksberg (1929)
  • Università di Aarhus, Aarhus (1932–43)
  • Complesso residenziale Vester Søhus, Copenaghen (in collaborazione con C. F. Møller, 1935–39)
  • Fogedgården, Copenaghen (1943-46)
  • Complesso residenziale Dronningegården, Copenaghen (con Eske Kristensen, 1943–58)
  • Complesso residenziale Voldparken, Copenaghen (con altri, 1945–51)
  • Accademia Danese a Roma, Roma, Italia (1963–65)

Galleria di immagini

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  1. 1 2 3 (DA) Kay Fisker, su denstoredanske.dk, Gyldendal. URL consultato il 19 giugno 2010.
  2. (DA) Architecture, su ambottawa.um.dk, Foreign Ministry of Denmark. URL consultato il 19 giugno 2010 (archiviato dall'url originale il 19 luglio 2011).
  3. (DA) Arkitekten, vol. 66, Internet Archive, 1964, pp. 522-526.
  • Ibler, Marianne: Kay Fisker and the Danish Academy in Rome. Archipress. March 2006. ISBN 978-87-91872-00-6
  • Luca Ortelli, ‘’ Kay Fisker, architetto danese / Kay Fisker, Danish architect , Casabella 957, Mondadori, Milano 2024, pp. 36-109

Altri progetti

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Collegamenti esterni

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