Enrico Mino
| Enrico Mino | |
|---|---|
| Nascita | Esino Lario, 10 aprile 1915 |
| Morte | Girifalco, 31 ottobre 1977 |
| Cause della morte | Incidente aereo |
| Dati militari | |
| Paese servito | |
| Forza armata | |
| Arma | Arma del Genio Arma dei Carabinieri |
| Anni di servizio | 1936 - 1977 |
| Grado | Generale di corpo d'armata |
| Guerre | Seconda guerra mondiale |
| Campagne | Campagna del Nordafrica |
| Comandante di | Comandante generale dell'Arma dei Carabinieri |
| Studi militari | Accademia militare di Modena |
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Enrico Mino (Esino Lario, 10 aprile 1915 – Girifalco, 31 ottobre 1977) è stato un generale italiano, comandante generale dell'Arma dei Carabinieri dal 1973 fino alla sua morte avvenuta in un incidente di elicottero.
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Frequentò l'Accademia Militare (Regia Accademia di Artiglieria e Genio di Torino) ottenendo la nomina a sottotenente del Genio il 1' ottobre 1936.[1][2] Partecipò alla seconda guerra mondiale in nordafrica e venne fatto prigioniero in Tunisia nel 1943.[1][2]
Al ritorno dalla prigionia ottenne il grado di maggiore e destinato allo Stato maggiore dell'esercito. Nominato poi colonnello venne destinato al comando NATO del sud Europa.[1][2] Successivamente venne inviato a Madrid come addetto militare presso l'ambasciata italiana in Spagna.[1][2] Nel 1962 ottenne la promozione a generale di brigata e nel 1966 generale di divisione con l'incarico di consigliere militare aggiunto presso la presidenza della Repubblica.[1][2] Dopo la promozione a generale di corpo d'armata (avvenuta il 31 dicembre 1969) venne nominato (dall'8 febbraio 1973) Comandante generale dell'Arma dei Carabinieri,[1] incarico che mantenne fino alla morte avvenuta a seguito di incidente aereo.[2][3]
Fu vittima nella caduta dell'elicottero con il quale si recava in Calabria per compiti di rappresentanza.[1][4] Il velivolo precipitò sul fianco sud-orientale del monte Covello, nei pressi di Girifalco dove è stata intitolata una piazza in suo onore, e con lui scomparvero altri cinque militari:[2] il Col. Francesco Friscia, Comandante della Legione di Catanzaro, il Tenente Colonnello Luigi Vilardo, aiutante di campo del Comandante Generale, il Tenente Colonnello Francesco Sirimarco, Comandante del Centro Elicotteri di Pratica di Mare, il Tenente Francesco Cerasoli, pilota della Base Elicotteri di Vibo Valentia, e il Brigadiere Costantino Di Fede, motorista del Centro Elicotteri di Pratica di Mare.[5][6][7]
Onorificenze
[modifica | modifica wikitesto]Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 3 4 5 6 7 Gen. C.A. Enrico Mino, su carabinieri.it. URL consultato il 20 febbraio 2020.
- 1 2 3 4 5 6 7 Dedicato a due Comandanti “speciali” | Battaglione Trasmissioni Folgore, su btgtrsfolgore.altervista.org, 28 aprile 2020. URL consultato il 16 maggio 2026.
- ↑ Pierdomenico Corte Ruggiero, Ebrahim Raisi ed Enrico Mino, elicotteri e nebbie, su IlSudEst, 27 maggio 2024. URL consultato il 16 maggio 2026.
- ↑ DANIELE DE SALVO, Eroe sconosciuto. Omaggiato il generale Mino, in Il Giorno, 18 maggio 2025. URL consultato il 16 maggio 2026.
- ↑ Morte del generale Mino e segreti italiani, a Pannella disse: "Non prendo più l'elicottero", su La Nuova Calabria. URL consultato il 16 maggio 2026.
- ↑ Armando Pepe, La morte del generale Enrico Mino » Storia Glocale, su Storia Glocale, 10 gennaio 2024. URL consultato il 16 maggio 2026.
- ↑ Lametino7, A 48 anni dalla tragedia a Girifalco l'Arma e la cittadinanza ricordano i Carabinieri caduti a Monte Covello, su il Lametino.it, 31 ottobre 2025. URL consultato il 16 maggio 2026.
- ↑ MINO Gen.C.A. Enrico, su quirinale.it.
Altri progetti
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