Antonio Bonfiglio
Antonio Bonfiglio (Messina, 16 gennaio 1895 – Condrò, 1995) è stato uno scultore italiano.
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Nato a Messina nel 1895, fu uno scultore di grande rilievo. Iniziò giovanissimo la sua formazione presso il maestro Saccà, esperto intagliatore del legno della città natale.
Dopo il catastrofico terremoto del 1908, che gli costò la perdita dell’intera famiglia, si trasferì a Catania, dove studiò per quattro anni alla scuola “Arte e Mestieri”, perfezionandosi poi nell’intaglio con il maestro Garuglieri.
Nel 1912 si spostò a Roma per frequentare i corsi di Plastica e Architettura del Museo.
Terminato il servizio militare nella Prima guerra mondiale, nel 1922 ottenne la cattedra di Disegno Architettonico all’Istituto di Belle Arti di Roma, rientrando a Messina nel 1925.
Dal 1928 partecipò senza sosta a numerose esposizioni, tra cui la Quadriennale d’Arte di Roma, mostre sindacali e interregionali, oltre a rassegne internazionali a Barcellona, Atene, Tunisi, Budapest e all’Esposizione Universale di Parigi del 1937. In quegli anni le sue opere iniziarono a circolare ampiamente all’estero, raggiungendo città come New York, Philadelphia, Parigi e Londra[1]. La sua abilità nella modellazione lo portò a distinguersi anche nella lavorazione della creta e del bronzo, come dimostra l’opera Il Cieco, presentata alla XVI Biennale di Venezia.
Nel 1929 ricevette la medaglia d’oro all’Esposizione Nazionale di Reggio Calabria, mentre collaborava alla decorazione del Tribunale di Messina progettato dal celebre architetto Marcello Piacentini. Da quel momento le commissioni di opere pubbliche aumentarono, rendendolo una figura centrale della decorazione architettonica di Messina nel periodo della ricostruzione post-terremoto[2][3].
Tra le sue opere più significative figurano la scultura per il monumento al Milite Ignoto nel Sacrario di Cristo Re (1937), il monumento a Stefano Cutugno, il ritratto di Antonello da Messina a Palazzo Zanca e il bronzo di Colapesce[1], oggi nelle collezioni della Galleria d’Arte Moderna di Messina. Realizzò inoltre monumenti, statue sacre, bassorilievi e numerose opere funerarie, lasciando un’impronta profonda anche a Catania e in tutta la Sicilia.
Nel 1976, seppur anziano, scrive al sindaco di Messina Pino Merlino per proporsi di realizzare per la città in forma gratuita un modello in grande scala della statua di bronzo di Colapesce già realizzata. Ma tale proposta finì in un nulla di concluso[1].
Dopo una lunga carriera, Antonio Bonfiglio morì a Condrò nel 1995[4][5][6].
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 3 Messina, Antonio Bonfiglio e quel Colapesce dimenticato, su letteraemme.it.
- ↑ Antonio Bonfiglio, grande scultore messinese, su cariddiweb.wordpress.com.
- ↑ ARTE ITALIANA DEL '900 Architettura & Arte in Italia durante il Fascismo Bonfiglio Antonio, su artefascista.it.
- ↑ Antonio Bonfiglio scultore del Novecento, su celeste-ots.it.
- ↑ Antonio Bonfiglio | opere in vendita | Galleria d'arte Ottocento, su ottocento.it.
- ↑ Antonio Bonfiglio, su lescalinatedellarte.com.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Antonio Fiannacca, Antonio Bonfiglio: uno scultore messinese dimenticato, Streetlib, 2021, ISBN 979-1220258531
