Pasquale Fosca

Pasquale Fosca (Sora, 1º aprile 1852 – San Paolo del Brasile, 28 maggio 1928) è stato uno scultore italiano.
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Nato a Sora, secondo alcune fonti nel mese di agosto del 1852 anziché aprile,[1] si stabilì a Napoli con la famiglia nel 1860 al seguito del padre, esperto ebanista in cerca di occupazione.[1] Un episodio legato alla sua infanzia riporta che il vescovo Giuseppe Montieri convinse il padre a interrompere gli studi scolastici del giovane nel paese d'origine.[2]
Nonostante una formazione scolastica iniziale frammentaria, tra i tredici e i quattordici anni iniziò a frequentare la Scuola Ginnastico-Militare presso l'ex convento di San Domenico Maggiore. Dimostratosi abile, divenne istruttore dei suoi coetanei a quindici anni; tuttavia, un'infermità fisica gli impedì di proseguire la carriera militare. L'8 settembre 1872 si iscrisse ai corsi serali di disegno dell'Istituto di Belle Arti, passando presto allo studio della scultura e dei gessi.[2] In questo periodo ebbe come compagno di studi Vincenzo Gemito.[1]
Esordì ventenne alla mostra della Promotrice napoletana (1872) con la scultura Uno sguardo compassionevole.[1] Negli anni successivi la sua salute rimase precaria a causa di un'osteomielite, che lo costrinse a cure termali presso Casamicciola. Nel 1878 la sua attività ottenne un significativo riconoscimento con il primo premio all'Esposizione di Palazzo Siracusa a Napoli.[3]
Presso il suo studio in via Pace ebbe contatti con il pittore Peder Severin Krøyer, a cui fornì i primi insegnamenti di scultura.[4]. Dopo aver soggiornato in diverse capitali europee,[5] operò per circa quindici anni a Buenos Aires prima di stabilirsi a San Paolo del Brasile, dove morì nel 1928.[6]
Opere
[modifica | modifica wikitesto]La sua produzione include numerosi ritratti e monumenti pubblici:
- Sora: busti bronzei di Cesare Baronio, Amedeo Carnevale e Vincenzo Simoncelli.
- Opere istituzionali: busto di Giuseppe Garibaldi (Londra) e di Vittorio Emanuele III, quest'ultimo vincitore di concorso e conservato al Palazzo del Quirinale e a Torino.[7]
- Committenze religiose: una statua di san Francesco d'Assisi per Leone XIII e la Mater Redemptoris per la Cattedrale metropolitana di San Paolo in Brasile.[4]
- Collezioni internazionali: il busto di Auguste Dutuit (1884) presso il Petit Palais di Parigi e Il vecchietto di Sora allo Skagens Museum.[3]
Mostre
[modifica | modifica wikitesto]Partecipò regolarmente alle esposizioni della Società Promotrice di Belle Arti “Salvator Rosa” di Napoli, presentando opere in creta, terracotta e bronzo tra cui Il vizio (1876) e Cecilia (1885). A livello nazionale e internazionale espose a:
- Torino (1884, 1902): Esposizione Generale Italiana e Quadriennale d'Arte Decorativa.
- Venezia (1887): Esposizione Nazionale Artistica.
- Londra (1888): Esposizione Italiana.
- Roma (1895, 1903): Mostre della Società Amatori e Cultori di Belle Arti.
Onorificenze
[modifica | modifica wikitesto]Croce di cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia.[8]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 3 4 Giannelli E.
- 1 2 Borrelli N., pp. 3-8
- 1 2 Pasquale Fosca, su MyBlog. URL consultato il Gennaio 2018 (archiviato dall'url originale il 17 gennaio 2018).
- 1 2 Borrelli N., pag. 21
- ↑ Lauri A.
- ↑ Borrelli N., pag. 10. Sperindei S., p.61 n.14 (28 maggio 1928)
- ↑ Borrelli N., pag. 20
- ↑ Borrelli N., pag. 22
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Giannelli Enrico, Artisti napoletani viventi, Napoli, 1916, SBN SBL0473603.
- Borrelli Nicola, Lo scultore Pasquale Fosca, in Rivista Campana, 1923, SBN NAP0225166.
- Sperindei S., Un artista sorano quasi dimenticato: lo scultore Pasquale Fosca (1852-1928), in Lazio Ieri e Oggi, 2007, p. 60-62.
Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Pasquale Fosca
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Profilo di Pasquale Fosca, su tuttosu.virgilio.it, Archivio Virgilio (archiviato dall'url originale il 17 gennaio 2018).
