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Oliver Reed

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BERJAYA
Oliver Reed nel 1968

Robert Oliver Reed (Londra, 13 febbraio 1938La Valletta, 2 maggio 1999) è stato un attore britannico.

Attivo dalla fine degli anni cinquanta, vanta un'importante attività di caratterista[1] in film d'avventura e horror della Hammer, tra cui spiccano le pellicole col regista Terence Fisher (Il mostro di Londra, Gli arcieri di Sherwood, L'implacabile condanna) tra il 1960 e il 1961. Fu uno dei protagonisti del cinema inglese degli anni sessanta grazie ai sodalizi con Michael Winner nei film Il complesso del sesso e I ribelli di Carnaby Street, entrambi del 1967, e soprattutto con Ken Russell in Donne in amore (1969) e I diavoli (1971), in cui Reed diede le sue interpretazioni più memorabili, mettendo il suo fisico e il suo volto sanguigno al servizio di ruoli sopra le righe[1].

Reed nacque a Londra nel sobborgo di Wimbledon, figlio secondogenito del giornalista sportivo Peter Reed e di Marcia Beryl Andrews. Aveva un fratello maggiore, David (1936) e un fratellastro Peter (1947). Era nipote del noto regista Sir Carol Reed[1] e dell'attore e impresario teatrale Herbert Beerbohm Tree e cugino dell'attore David Tree. Amante della vita, delle donne e dei pub[2], dal 1959 al 1969 fu sposato con Kate Byrne, dalla quale ebbe un figlio, Mark. Dalla sua lunga relazione con la ballerina Jacqueline Daryl ebbe una figlia, Sarah. Nel settembre del 1985 si sposò con Josephine Burge, con cui visse fino alla morte.

Dopo aver svolto i lavori più disparati[2] esordì al cinema lavorando in diversi classici del cinema dell'orrore prodotti dalla Hammer Film Productions, in cui interpretò ruoli da caratterista. Di questo suo primo periodo, si ricordano le pellicole Il mostro di Londra (1960) e L'implacabile condanna (1961), per la regia di Terence Fisher e Hallucination (1963) di Joseph Losey.

Reed diventò un attore di fama nel periodo della Swinging London degli anni sessanta, grazie ai ruoli nei film di Michael Winner quali Il complesso del sesso (1967), con Orson Welles, e I ribelli di Carnaby Street (1967). Diretto da suo zio Carol Reed, partecipò nel ruolo di Bill Sikes al musical di grande successo Oliver! (1968), candidato a 11 Premi Oscar e vincitore di miglior film e miglior regia nell'edizione degli Oscar 1969.

La sua carriera decollò definitivamente grazie al sodalizio professionale col regista Ken Russell con cui recitò nelle pellicole Donne in amore (1969), I diavoli (1971) e Tommy (1975). Nella sua produzione successiva, si ricorda il ruolo di Athos ne I tre moschettieri (1973) e nei due seguiti del 1975 e del 1989. Molto richiesto per la sua fisicità e l'aspetto burbero[2], continuò a partecipare, come nel periodo d'esordio, a pellicole horror, tra cui sono da ricordare Ballata macabra (1976) e Brood - La covata malefica (1979), quest'ultimo per la regia di David Cronenberg.

L'esistenza di Reed fu segnata dall'abuso di alcool[3][4]; sono dozzine gli aneddoti, anche di colleghi del mondo del cinema[5], che ricordano situazioni ed eventi imbarazzanti e pericolosi causati dal suo alcolismo. Celebri alcune interviste televisive in cui l'attore si presentò visibilmente ubriaco[5], tra cui quella con Des O'Connor e con Johnny Carson durante il The Tonight Show (26 settembre 1975), nel corso della quale Shelley Winters gli versò un bicchiere d'acqua in testa[6], dopo che l'attore aveva affermato che le donne dovrebbero restare in cucina[7].

Reed morì per un improvviso attacco cardiaco all'età di 61 anni, per una scommessa a braccio di ferro e a chi beveva di più[8] con alcuni militari britannici della fregata lanciamissili HMS Cumberland (F85) che era in rada. Reed si trovava in un momento di pausa durante le riprese del film Il gladiatore[1], in cui interpretava il ruolo di "Proximo", a La Valletta, Malta con la moglie Josephine Burge[9] (nata nel 1964) e gli amici in Archbishop Street, in un bar chiamato The Pub.[10] Da allora la proprietaria ha aggiunto la scritta Ollie's Last Pub (L'ultimo pub di Oliver) all'insegna[11]. Alcune scene de Il gladiatore dove è presente il suo personaggio furono perciò completate usando tecniche di computer grafica[1].

Nei titoli di coda de Il Gladiatore è presente una dedica a Reed: "a Oliver Reed, nostro amico, che ci manca moltissimo".[12]

La salma di Reed è stata inumata in Irlanda, come da sua volontà, nel Bruhenny Graveyard di Churchtown, contea di Cork vicino al suo pub preferito, "O'Briens Bar".[13]

BERJAYA
Marcello Mastroianni, Carole André e Oliver Reed in Mordi e fuggi di Dino Risi (1973)

Doppiatori italiani

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Nelle versioni in italiano delle opere in cui ha recitato, Oliver Reed è stato doppiato da:

  1. 1 2 3 4 5 E. Morreale, Scheda di Oliver Reed sull'Enciclopedia Treccani.it, Enciclopedia del Cinema, 2004 - Consultato il 15 ottobre 2015
  2. 1 2 3 Le Garzantine Cinema, vol. 2 Milano, 2003 - p. 965 - Consultato il 20 ottobre 2015
  3. T. Rennell, The vilest man in showbiz: Oliver Reed is portrayed as a lovable rogue, but a new book reveals he was a sadistic drunk who delighted in humiliating his own children MailOnline, 5 luglio 2013 - Consultato il 20 ottobre 2015
  4. The Telegraph, On the razzle with Oliver Reed
  5. 1 2 Goodwin, Cliff. Evil Spirits: The Life of Oliver Reed (2001)
  6. Sellers, Robert (2008). Hellraisers: The Life and Inebriated Times of Burton, Harris, O'Toole and Reed, Preface Publishing, ISBN 1906838364.
  7. Shelly Winters Dumps Her Drink All Over Oliver Reed on The Tonight Show Starring Johnny Carson https://www.youtube.com/watch?v=5S_KI756ycs
  8. (EN) Austin Harvey, The Death Of Oliver Reed, The English Actor Who Collapsed During A Drinking Contest While Filming ‘Gladiator’, su allthatsinteresting.com, 13 febbraio 2025.
  9. (EN) Josephine Burge: The Enduring Partner of Oliver Reed and Her Quiet Strength Behind the Spotlight, su netvol.co.uk, 17 giugno 2025.
  10. (EN) Fiona Galea Debono, "Oliver Reed's death recalled... with drinks.", su timesofmalta.com, 3 maggio 2002.
  11. Insegna di "The Pub", su members.virtualtourist.com. URL consultato il 9 giugno 2011 (archiviato dall'url originale il 15 novembre 2017).
  12. Noel Ceballos, Il gladiatore e il suo attore più mitico, caduto nell'arena e nel dimenticatoio, su GQ Italia, 22 novembre 2024. URL consultato il 4 maggio 2025.
  13. (EN) Dick Hogan, Oliver Reed given a rousing send-off in Cork An explosive life deserves an explosive finale, su irishtimes.com, 17 maggio 1999.

Altri progetti

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Collegamenti esterni

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