Taddea d'Austria
Taddea d'Austria (Bologna, 1523 – Roma, 1562 circa) è stata una nobildonna italiana.
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Taddea (o Thadea) d’Asburgo (o d’Austria) fu una dei quattro figli naturali dell'imperatore Carlo V[1].
Nacque a Bologna agli inizi del 1523 da una relazione tra l’imperatore, allora ventiduenne, e Orsolina della Penna, descritta nelle fonti come molto bella, che l’anno precedente si era recata nelle Fiandre al seguito del marito Valentino dei Cancellieri[2]. La nobildonna, nota anche come la Pennina da Perugia, apparteneva alla famiglia perugina degli Arcipreti della Penna, attestata nelle fonti fin dal Duecento tra i gruppi attivi nella vita cittadina insieme ai Baglioni (famiglia) e ai degli Oddi[3].
Taddea trascorse i primi tredici anni in un monastero nei dintorni di Perugia, senza riconoscimento pubblico[4]. La sua educazione fu affidata a Giovanna di Borgogna, che la seguì per tutta la vita. Nell’inverno tra il 1529 e il 1530, durante la discesa in Italia di Carlo V per ricevere la corona di re d’Italia e imperatore del Sacro Romano Impero da papa Clemente VII, Taddea fu condotta a Bologna per incontrare il padre. Un ulteriore incontro avvenne nello stesso luogo tra la metà di dicembre del 1532 e il febbraio successivo[5].
Nel 1536 Taddea, appena tredicenne, per iniziativa degli zii materni sposò un nobile di Montefalco, Sinibaldo dei Coppeschi (alias de’ Cuppis o de’ Cupis), senza che l’imperatore ne fosse informato. Quando venne a conoscenza del matrimonio, Carlo V espresse il proprio dissenso in lettere indirizzate a Orsolina della Penna, identificata con il nome di «Pennina de Perosa»[6]. È probabile che l’imperatore avesse previsto per la figlia un’unione di rango più elevato, come nel caso della sorellastra Margherita d'Austria, nata dalla relazione con Giovanna van der Gheynst e data in sposa nello stesso anno ad Alessandro de' Medici[7].
Taddea visse tra Montefalco e Roma, dove i de’ Cupis, grazie a Bernardino e a Giovanni Domenico de Cupis, avevano consolidato la loro posizione, mantenendo riservata la sua origine[8]. Rimasta vedova e dopo la morte della madre, e successivamente del padre nel 1558 nel monastero di Yuste, Taddea cerAcò di ottenere il riconoscimento del proprio legame familiare. Nel 1562 si rivolse al fratellastro Felipe II, re di Spagna dal 1556, presentando documenti e testimonianze a sostegno della richiesta. Nella supplica dichiarava di rimettersi al giudizio del sovrano, chiedendo che, se la sua origine fosse stata riconosciuta come vera, ciò fosse considerato un atto dovuto sia davanti a Dio sia davanti agli uomini, esprimendo al tempo stesso la propria soddisfazione per un eventuale riconoscimento[9].
Morì alcuni anni dopo a Roma, senza che la richiesta risulti accolta.
Ascendenza
[modifica | modifica wikitesto]Fonti edite
[modifica | modifica wikitesto]Posto che la veridicità storica della figura di Taddea è stata a lungo oggetto di dubbi e scetticismo da parte dei biografi di Carlo V, è noto che le prime attestazioni documentarie su di lei sono emerse soltanto a partire dalla seconda metà dell’Ottocento. A quell’epoca, infatti, si procedette alla pubblicazione di una grandissima quantità di fonti relative alla storia della monarchia spagnola all’interno di una collana per lungo tempo destinata a una limitata circolazione in ambito internazionale. In particolare, alla fine del volume 88 della Colleción des documentos inéditos para la historia de España, figurano le trascrizioni parziali, e non sempre impeccabili, di un dossier documentario contenente «Varios papeles tocantes a doña Tadea de la Peña, hija natural de Carlos 5º que la tuvo en una señora llamada doña Ursolina de la Peña», conservato presso l’Archivo General de Simancas. Per la definitiva messa a fuoco della vicenda biografica e storiografica relativa a Taddea d’Asburgo si rimanda a Margaritelli, il quale, oltre ad avere pubblicato diversi documenti del dossier documentario di Simancas (in alcuni casi inediti), ha anche condotto una prima ricognizione della bibliografia esistente sull’argomento in lingua spagnola, tedesca, francese e italiana.
1844
Don Miguel Salvá e don Pedro Sainz de Baranda, nell’ambito di una vasta operazione di spoglio di documenti dell’Archivo General de Simancas, prendono visione del dossier documentario riguardante Taddea e producono una parziale trascrizione a fini di studio, che però non viene pubblicata.
1853
Modesto Lafuente pubblica la notizia dell’esistenza presso l’Archivo General de Simancas di documenti relativi a «doña Tadea», figlia naturale di Carlo V e «Ursolina de la Peña, de Peruja, conocida por la Bella Penina» (M. Lafuente, Historia General de España, t. XII, Madrid, Establecimiento tipografico de Mellado, 1853).
1887
Antonio Paz y Meliá cura la pubblicazione delle trascrizioni di don Miguel Salvá e don Pedro Sainz de Baranda del 1844. Nella Introduccion a sua firma, dichiara di non avere avuto il tempo di collazionare tali trascrizioni con gli originali e, di conseguenza, di non aver potuto correggere «los errores que se advertien en las copias echas en 1844» (Marqués de la Fuensanta del Valle, José Sancho Rayón, Francisco de Zabálburu, Collección de documentos inéditos para la historia de España, t. LXXXVIII, Madrid, Miguel Ginesta, Impresor de la Real Casa, 1887, p. XX). La presa visione del fascicolo in originale ha consentito di verificare che, effettivamente, i documenti editi nel 1887 presentano numerosi errori di trascrizione e, soprattutto, che non tutti i documenti di cui si compone il dossier in questione al tempo furono pubblicati.
2017
Nel quadro di una dettagliata ricostruzione storica della vita di Taddea d’Asburgo, si pubblicano i principali documenti del dossier di Simancas (in alcuni casi inediti) comprovanti che la paternità di costei è ascrivibile all’imperatore Carlo V (A. Margaritelli, La figlia segreta di Carlo V, Perugia, Fondazione Guglielmo Giordano, 2017).
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ A. Kohler, Carlo V, Roma, Salerno Editrice, 2005, pp. 85-90.
- ↑ Marqués de la Fuensanta del Valle, José Sancho Rayón, Francisco de Zabálburu, Collección de documentos inéditos para la historia de España, t. LXXXVIII, Madrid, Miguel Ginesta, Impresor de la Real Casa, 1887, p. 515.
- ↑ Marqués de la Fuensanta del Valle, José Sancho Rayón, Francisco de Zabálburu, Collección de documentos inéditos, p. 521; E. Irace (a cura di), Gli Arcipreti della Penna. Una famiglia nella storia di Perugia, Perugia, Deputazione di storia patria per l'Umbria, 2014; S. Tiberini, Dal cespuglio all'albero. Nuovi documenti per la storia della famiglia Arcipreti di Perugia (1034-1416), Perugia, Fabrizio Fabbri editore, 2017.
- ↑ Nella testimonianza rilasciata nel 1561, Elisabetta Baglioni Orsini dichiarò che la neonata fu messa «in uno monasterio nostro» (Marqués de la Fuensanta del Valle, José Sancho Rayón, Francisco de Zabálburu, Collección de documentos inéditos, p. 520.
- ↑ Marqués de la Fuensanta del Valle, José Sancho Rayón, Francisco de Zabálburu, Collección de documentos inéditos, pp. 515-516.
- ↑ A. Margaritelli, La figlia segreta di Carlo V, Perugia, Fondazione Guglielmo Giordano, 2017, pp. 56-57, 64-65 (riproduzione fotografica delle due lettere, rispettivamente datate 13 e 19 aprile 1536.
- ↑ A. Kohler, Carlo V, p. 86.
- ↑ M.M. Tuccimei, Genealogia di un palazzo: palazzo de Cupis-Ornani-Tuccimei, in «Nobiltà», n.78-79 (2007), pp. 367-378; G. de Petra, Il palazzo di Cherubino Tempestivi a Montefalco. Storia e Arte in un palazzo gentilizio umbro del XVI secolo, Perugia, Deputazione di Storia patria per l’Umbria, 2013, pp. 11-24.
- ↑ A. Margaritelli, La figlia segreta di Carlo V, pp. 78, 82-87 (trascrizione e riproduzione fotografica del documento).
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- A. Margaritelli, La figlia segreta di Carlo V, Perugia, Fondazione Guglielmo Giordano, 2017, ISBN 978-8-89-416432-9.
- S. Merli, A. Margaritelli, L’imperatore e la bella Pennina, in «Medioevo», n. 249 (ottobre 2017), pp. 46-53.
- S. Tiberini, Dal cespuglio all'albero. Nuovi documenti per la storia della famiglia Arcipreti di Perugia (1034-1416), Perugia, Fabrizio Fabbri editore, 2017.
- E. Irace (a cura di), Gli Arcipreti della Penna. Una famiglia nella storia di Perugia, Perugia, Deputazione di storia patria per l'Umbria, 2014.
- L. Armstrong, Charles Quint (1500-1558). L'indomptable, Flammarion, 2014, ISBN 978-2-08-134652-9.
- G. de Petra, Il palazzo di Cherubino Tempestivi a Montefalco. Storia e Arte in un palazzo gentilizio umbro del XVI secolo, Perugia, Deputazione di storia patria per l’Umbria, 2013.
- M.M. Tuccimei, Genealogia di un palazzo: palazzo de Cupis-Ornani-Tuccimei, in «Nobiltà», n. 78-79 (2007), pp. 367-378.
- A. Kohler, Carlo V, Roma, Salerno Editrice, 2005.
- E. de las Heras Balbás, Mujeres en la vida del emperador Carlos V: Quinto Centenario. Diario Ideal, 2000.
- E. de las Heras Balbás, Mujeres en la vida del emperador, in Carlos V. Rey y Emperador. Selección de artículos en torno al quinto centenario de Carlos V, Ed. Moratín, 2000, pp. 125-133.
- A. Kohler, Karl V. 1500-1558. Eine biographie, München, C.H Beck, 1999, ISBN 3-406-45359-7.
- A. Kohler (a cura di), Quellen zur Geschichte Karls V, Darmstadt, Wissenschaftliche Buchgesellschaft, 1990.
- M.N. Taladriz, Hijas ignoradas de Carlos V, in «Historia y vida», n. 252, anno XXII, marzo 1989, pp. 4-9.
- M. Dugast Rouillé, Les maisons souveraines de l'Autriche: Babenberg, Habsbourg (Habsbourg d'Espagne), Habsbourg-Lorraine (Lorraine),Lyon, Imprimeries réunies, 1967.
- «Aspetti Letterari. Rassegna di lettere, scienze ed arti», fasc. VI, 1935, p. 206.
- Analecta Umbra, in «Bollettino della Regia Deputazione di Storia Patria per l’Umbria, IV (1898), p. 202.
- I. Carini, Gli archivi e le biblioteche di Spagna in rapporto alla storia d’Italia in generale e di Sicilia in particolare, Parte Seconda, Fascicolo III, Palermo, Tipografia “Lo Statuto”, 1897.
- «Revue de Belgique» (1892), pp. 247-248.
- Marqués de la Fuensanta del Valle, J. Sancho Rayón, Francisco de Zabálburu, Collección de documentos inéditos para la historia de España, t. LXXXVIII, Madrid, Miguel Ginesta Impresor de la Real Casa, 1887.
- M. Lafuente, Historia General de España, t. XII, Madrid, Establecimiento tipografico de Mellado, 1853.
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Thadea, la figlia segreta di Carlo V., su thadea.org.
