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L'umorismo

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L'umorismo
BERJAYA
Copertina dell'editio princeps de L'umorismo
AutoreLuigi Pirandello
1ª ed. originale1909
Editio princepsCasa editrice Rocco Carabba
Generesaggio
Lingua originaleitaliano

L'umorismo è un saggio di Luigi Pirandello pubblicato per la prima volta nel 1909.

Nel 1908, Pirandello decide di concorrere per il posto di professore ordinario presso il Regio Istituto superiore di Magistero femminile a Roma, dove già insegnava dal 1897. Per l'occasione, l'amico Giovanni Alfredo Cesareo gli consiglia di allestire due volumi di saggi che dimostrino i suoi meriti accademici, paralleli alle sue indiscusse doti di narratore. Pirandello dunque compone L'umorismo e un altro saggio, Arte e scienza, per arricchire la propria bibliografia di testi accademici da allegare alla candidatura da inviare al ministro della Pubblica Istruzione.[1]

Vicenda editoriale

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Pur riportando la dicitura «1908» sul frontespizio, in realtà l'opera è pubblicata per la prima volta a inizio 1909, dall'editore Rocco Carabba di Lanciano.[2.1] Una seconda versione del saggio sarebbe stata pubblicata nel 1920 dalla tipografia Battistelli, con corpose aggiunte incluse da Pirandello per ribattere alle contestazioni mosse da Benedetto Croce al testo del 1909.[2.2]

Nella prima parte del saggio, l'autore esamina le molteplici forme di umorismo che hanno caratterizzato opere letterarie di lingue, epoche e generi diversi. Nella seconda parte, egli offre invece la propria definizione di «umorismo», una passione umana attraverso cui lo scrittore può decostruire la realtà e rivelarne le contraddizioni, facendo affiorare i significati nascosti nel linguaggio verbale e gestuale degli esseri umani, in cui si mimetizzano dolore e caos.[3]

L'umorismo è diviso in due parti, la prima composta di 6 capitoli intitolati e la seconda di 6 capitoli senza titolo.[3]

Prima parte

  • I: La parola «umorismo»
  • II: Questioni preliminari
  • III: Distinzioni sommarie
  • IV: L'umorismo e la retorica
  • V: Ironia comica nella poesia cavalleresca
  • VI: Umoristi italiani

Seconda parte: Essenza, caratteri e materia dell'umorismo

  • I-VI

La studiosa Daniela Marcheschi ha sottolineato come, ne L'umorismo, Pirandello abbia copiato, senza dichiararlo, interi brani di altri autori. Tra gli scrittori vittima di plagio vi sono: Alfred Binet, Gabriel Séailles, Léon Dumont, Gaetano Negri, Giovanni Marchesini, Tullio Massarani e Gaetano Trezza.[4]

  • Pietro Milone, Prefazione, in Luigi Pirandello, L'umorismo, Milano, Garzanti, 2001.
  • Luigi Pirandello, L'umorismo, Milano, Garzanti, 2001.
  • Davide Savio, Nota filologica, in Luigi Pirandello, Saggi, collana Edizione Nazionale dell'Opera Omnia di Luigi Pirandello, vol. 1, Milano, Mondadori, 2022, pp. 675–752.
  • "Caro Pirandello, ti ho beccato a copiare", in ilGiornale.it. URL consultato il 23 giugno 2026.
  1. Pietro Milone, Prefazione, in Luigi Pirandello, L'umorismo, Milano, Garzanti, 2001, p. LVI.
  2. Davide Savio, Nota filologica, in Luigi Pirandello, Saggi, collana Edizione Nazionale dell'Opera Omnia di Luigi Pirandello, vol. 1, Milano, Mondadori, 2022, pp. 675-752.
    1. p. 681.
    2. p. 682.
  3. 1 2 Luigi Pirandello, L'umorismo, Milano, Garzanti, 2001.
  4. "Caro Pirandello, ti ho beccato a copiare", in ilGiornale.it. URL consultato il 23 giugno 2026.

Collegamenti esterni

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