Giuseppina di Leuchtenberg
| Giuseppina di Beauharnais | |
|---|---|
di Sofia Adlersparre, olio su tela, 1856 | |
| Regina consorte di Svezia e di Norvegia | |
| In carica | 8 marzo 1844 - 8 luglio 1859 |
| Incoronazione | 28 settembre 1844 |
| Predecessore | Désirée Clary |
| Successore | Luisa dei Paesi Bassi |
| Nome completo | |
| Trattamento | Sua Maestà |
| Altri titoli | |
| Nascita | Milano, Regno d'Italia, 14 marzo 1807 |
| Morte | Stoccolma, Regno di Svezia e Norvegia, 7 giugno 1876 |
| Casa reale |
|
| Padre | Eugenio di Beauharnais |
| Madre | Augusta di Baviera |
| Consorte | Oscar I di Svezia |
| Figli | Carlo XV Gustavo Oscar II Eugenia Augusto |
| Religione | Cattolicesimo |
| Firma | |
Giuseppina di Leuchtenberg (Giuseppina Massimiliana Eugenia Napoleona) (Milano, 14 marzo 1807 – Stoccolma, 7 giugno 1876) fu regina di Svezia e Norvegia dal 1844 al 1859 in qualità di moglie di re Oscar I Bernadotte. Era nipote dell'imperatrice Giuseppina di Francia. Nota per la sua profonda fede cattolica, esercitò una significativa influenza politica durante il regno del marito e si distinse per l'impegno nelle opere di beneficenza e nella promozione della rinascita del cattolicesimo in Svezia e Norvegia. È antenata degli attuali sovrani di Svezia, Norvegia, Danimarca, Belgio e Lussemburgo.
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Giovinezza
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Giuseppina nacque a Milano il 14 marzo 1807, primogenita di Eugenio di Beauharnais e di Augusta di Baviera. Per parte paterna era nipote biologica dell'imperatrice Giuseppina di Francia e adottiva di Napoleone Bonaparte, mentre per parte materna era nipote del re Massimiliano I Giuseppe di Baviera. Discendeva pertanto dalle case di Beauharnais, Tascher de La Pagerie, Wittelsbach, Assia-Darmstadt e Radziwiłł. Fu battezzata con i nomi di Giuseppina Massimiliana Eugenia Napoleona, scelti in onore, rispettivamente, della nonna paterna, l'imperatrice Giuseppina di Francia, del nonno materno Massimiliano I Giuseppe di Baviera, del padre Eugenio di Beauharnais e del padre adottivo di quest'ultimo, Napoleone Bonaparte. Le fu dato il nome di "Giuseppina" su richiesta di Napoleone.[1]
Cresciuta insieme alle tre sorelle e ai due fratelli, il 29 dicembre 1807, pochi mesi dopo la nascita, ricevette il titolo di principessa di Bologna. Il 28 maggio 1813 fu inoltre insignita del titolo di duchessa di Galliera. Trascorse i primi anni dell'infanzia a Milano, dove la famiglia risiedeva a Villa Bonaparte, mentre i mesi estivi venivano trascorsi nella Villa Reale di Monza. Ricevette un'accurata educazione, comprendente lo studio della storia, della matematica e della geografia. Oltre al francese, sua lingua materna, parlava correntemente il tedesco e l'italiano.[2][3][4][5][6]

Nel 1814, in seguito all'abdicazione di Napoleone Bonaparte conseguente al Trattato di Fontainebleau, Eugenio di Beauharnais perse la carica di viceré del Regno d'Italia e la famiglia fu costretta a lasciare la penisola. I Beauharnais si stabilirono quindi in Baviera, patria d'origine della madre di Giuseppina.
Il 14 novembre 1817 il re Massimiliano I Giuseppe di Baviera conferì a Eugenio di Beauharnais il titolo di duca di Leuchtenberg e principe di Eichstätt, con il trattamento di Altezza Reale per sé e di Altezza Serenissima per i suoi figli, tra cui Giuseppina. Stabilitasi definitivamente in Germania, la famiglia trascorreva abitualmente gli inverni a Monaco di Baviera e le estati a Eichstätt.[2][3][4][5]
Matrimonio
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Nel 1822 la quindicenne Giuseppina incontrò il suo futuro marito, il principe ereditario Oscar di Svezia, che stava compiendo un viaggio attraverso l'Europa alla ricerca di una consorte. Suo padre, il re Carlo XIV Giovanni di Svezia, aveva predisposto un elenco di possibili candidate: Giuseppina figurava, secondo alcune fonti, al secondo posto, poiché riuniva i legami con le antiche dinastie europee, attraverso la madre, e con la casa di Bonaparte, attraverso il padre, conciliando così, secondo le parole del sovrano, «i nuovi interessi con i vecchi». La prima candidata, la principessa Guglielmina Maria di Danimarca, non suscitò l'interesse del principe. Tra le altre principesse prese in considerazione figuravano Maria Federica d'Assia-Kassel e Maria di Sassonia-Weimar-Eisenach.[2][3][4][5]

Il 23 agosto 1822 Oscar visitò Eichstätt, in Baviera, dove incontrò Giuseppina. I due si innamorarono e, pochi giorni dopo, il principe le chiese di sposarlo. Carlo XIV Giovanni approvò il fidanzamento e la futura principessa iniziò a studiare la lingua svedese. Sebbene fosse una cattolica profondamente devota, acconsentì inoltre a educare i futuri figli secondo la fede luterana, come richiesto dalla legislazione svedese. In virtù del Toleransediktet (Editto di tolleranza) del 1781, che garantiva la libertà di culto agli stranieri residenti nel regno, Giuseppina, al pari della futura suocera la regina Désirée, poté continuare a professare il cattolicesimo. Per i sudditi svedesi, tuttavia, l'abbandono della Chiesa luterana comportava ancora la confisca dei beni e l'esilio dal paese; una normativa analoga era in vigore anche in Norvegia.[2][3][4][5]
Il 22 maggio 1823 Giuseppina sposò per procura il principe ereditario Oscar a Monaco di Baviera. La principessa fu accompagnata all'altare dal padre, Eugenio di Beauharnais, mentre lo sposo venne rappresentato dallo zio di Giuseppina, il principe Carlo di Baviera. Due giorni dopo lasciò la Baviera per raggiungere la Svezia. Il 19 giugno 1823, all'età di sedici anni, fu celebrato il matrimonio ufficiale nella Cattedrale di Stoccolma. Per parte di madre, Giuseppina discendeva dal re Gustavo I di Svezia, circostanza che rese i suoi figli i primi membri della dinastia Bernadotte a discendere anche dalla Casa di Vasa. Oscar apparteneva infatti alla dinastia Bernadotte, di origine francese, il cui capostipite in Svezia, Carlo XIV Giovanni, era salito al trono nel 1818.[2][3][4][5]

Dopo il suo arrivo in Svezia, il suo nome fu adattato alla forma svedese Josefina. Sei giorni più tardi il quarto nome, Napoleona, fu ufficialmente soppresso, poiché il regno aveva recentemente combattuto contro la Francia nelle campagne del 1813-1814. La principessa portò con sé in Svezia numerosi gioielli realizzati a Parigi per la nonna paterna, l'imperatrice Giuseppina, alcuni dei quali sono tuttora indossati dalle regine e dalle principesse della famiglia reale svedese.[2][3][4][5] Dal matrimonio con Oscar nacquero cinque figli:
- Carlo (1826 - 1872), re di Svezia e Norvegia;
- Gustavo (1827 - 1852), duca di Uppland;
- Oscar (1829 - 1907), re di Svezia e Norvegia;
- Eugenia (1830 - 1889), principessa di Svezia e Norvegia;
- Augusto (1831 - 1873), duca di Dalarna.
Principessa ereditaria
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L'arrivo di Giuseppina in Svezia fu accolto con grande favore e la principessa ereditaria riscosse fin da subito un notevole successo nell'alta società di Stoccolma, divenendo uno dei membri più popolari della famiglia reale. Insieme al marito intraprese numerosi viaggi attraverso la Svezia e la Norvegia, partecipando ad apparizioni pubbliche volte a rafforzare il prestigio della monarchia. Descritta dai contemporanei come bella, affascinante e colta, impressionò la società svedese anche per la rapidità con cui apprese la lingua del paese. L'artista Fritz von Dardel la descrisse durante un ballo di corte con queste parole: «Quanto alla principessa ereditaria, era bella e dignitosa, forse un po' troppo magra ma molto intelligente e deliziosa per tutti. Nessuno ha nulla da rimproverarle se non la sua religione cattolica». Giuseppina instaurò un rapporto particolarmente stretto con il suocero, il re Carlo XIV Giovanni, circostanza che inizialmente provocò alcune tensioni con la suocera, la regina Désirée. Con il trascorrere degli anni, tuttavia, i rapporti tra le due donne migliorarono sensibilmente.[2][3][4][5]

Cresciuta in una famiglia profondamente cattolica, continuò a praticare la propria fede anche dopo il trasferimento in Svezia. Portò con sé un sacerdote cattolico e partecipava regolarmente alla messa nella cappella privata di corte con l'approvazione della Santa Sede. Pur rimanendo una cattolica devota, riteneva che la carità non fosse soltanto un dovere religioso, ma anche una responsabilità dello Stato. Nel 1837 le sue donazioni contribuirono alla costruzione della prima chiesa cattolica di Stoccolma dopo la Riforma protestante. Favorì inoltre la fondazione delle comunità cattoliche di Göteborg e Kristiania, contribuendo alla graduale rinascita del cattolicesimo in Svezia e Norvegia. Appassionata di arte, cultura, giardinaggio e pittura, incoraggiò in particolare il talento artistico dell'unica figlia, la principessa Eugenia, che divenne una pittrice di rilievo. Durante il periodo in cui fu principessa ereditaria sostenne inoltre economicamente l'artista Sophie Adlersparre.[2][3][4][5]
Il matrimonio con Oscar fu inizialmente considerato felice e dalla loro unione nacquero cinque figli. Tuttavia, le numerose relazioni extraconiugali del principe ereditario segnarono profondamente Giuseppina. Il suo diario costituisce una delle principali fonti per questo periodo della sua vita e descrive con grande sincerità le sofferenze vissute. La relazione più nota di Oscar fu quella con l'attrice Emilie Högquist, durata diversi anni e dalla quale nacquero due figli illegittimi. Giuseppina definì quel periodo della propria esistenza come «una camminata nel fuoco». Nonostante le difficoltà personali, continuò ad accompagnare il marito negli impegni ufficiali, mantenendo sempre un comportamento dignitoso che le valse l'ammirazione e la simpatia dell'opinione pubblica.[2][3][4][5]
Regina di Svezia
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Alla morte di Carlo XIV Giovanni, avvenuta l'8 marzo 1844, Oscar salì al trono con il nome di Oscar I e Giuseppina divenne regina di Svezia e Norvegia, assumendo ufficialmente la forma svedese del nome, Josefina. L'incoronazione ebbe luogo il 28 settembre dello stesso anno. Come regina esercitò una significativa influenza politica e fu la principale consigliera e confidente del marito. In occasione dell'ascesa al trono della coppia reale, la scrittrice e riformatrice Fredrika Bremer osservò che la nuova sovrana «preferisce agire secondo il proprio istinto e la propria volontà» e che, tra i due coniugi, «era senza dubbio considerata la più forte di carattere». Fu inoltre madrina del Principe Imperiale, figlio del suo primo cugino, l'imperatore Napoleone III di Francia. Non potendo presenziare personalmente alla cerimonia, fu rappresentata al battesimo dalla principessa Stéphanie de Beauharnais, sua lontana cugina e granduchessa di Baden dal 1811 al 1818. Josefina fondò Josephinahemmet, una casa di riposo per anziani cattolici meno abbienti, e Konung Oscar I:s Minne, una casa che accoglieva donne a prescindere dalla loro affiliazione religiosa. Entrambe sono tuttora operative come case di riposo.[2][3][4][5]

Negli ultimi anni del regno, la salute di Oscar I peggiorò progressivamente e il sovrano morì nel 1859. A succedergli fu il primogenito della coppia, Carlo XV di Svezia. Giuseppina divenne così regina vedova e perse la diretta influenza politica esercitata durante il regno del marito. Negli anni successivi si dedicò prevalentemente alle opere di beneficenza e compì numerosi viaggi in Europa per visitare i propri familiari. Nel 1872 il figlio Carlo XV morì e a succedergli fu il terzogenito maschio Oscar II. L'anno successivo, nel 1873, morì il suo ultimo figlio Augusto.
Durante l'inverno tra il 1875 e il 1876 le sue condizioni di salute si deteriorarono progressivamente. Nel maggio 1876 contrasse una polmonite, aggravata da problemi cardiaci, e morì a Stoccolma il 7 giugno dello stesso anno, all'età di sessantanove anni. Secondo la tradizione, le sue ultime parole furono: «Ora torno a casa, sono molto felice». Fu sepolta secondo il rito cattolico, come la suocera, la regina Désirée. Giuseppina è antenata degli attuali sovrani di Svezia, Norvegia, Danimarca, Belgio e Lussemburgo, nonché dell'ultima regina di Grecia, Anna Maria di Danimarca.[2][3][4][5]
Discendenza
[modifica | modifica wikitesto]Dal matrimonio tra Giuseppina e Oscar I di Svezia nacquero:
- Carlo XV e IV di Svezia e Norvegia (1826-1872), sposò Luisa dei Paesi Bassi;
- Gustavo (1827-1852);
- Oscar II di Svezia e Norvegia (1829-1907), sposò Sofia di Nassau;
- Eugenia (1830-1889);
- Augusto (1831-1873), sposò Teresa di Sassonia-Altenburg.
Ascendenza
[modifica | modifica wikitesto]Onorificenze
[modifica | modifica wikitesto]Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Robert Braun (1950). Silvertronen, En bok om drottning Josefine av Sverige-Norge. (Il trono d'argento. Un libro sulla regina Giuseppina di Svezia-Norvegia) Stoccolma: Norlin Förlag AB. (Svedese)
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 (EN) Josefina of Leuchtenberg, su www.kungahuset.se. URL consultato il 1º luglio 2026.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 Josephine Leuchtenberg biography. Wife of Oscar I, King of Sweden and Norway, su biographs.org. URL consultato il 1º luglio 2026.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 (FR) Josephine de Leuchtenberg, in Dictionnaires et Encyclopédies sur 'Academic'. URL consultato il 1º luglio 2026.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 (EN) Sophie, Diary of a Princess - Joséphine of Leuchtenberg, su History of Royal Women, 27 marzo 2018. URL consultato il 1º luglio 2026.
- ↑ (SV) Drottning Josefina, su www.kungligaslotten.se. URL consultato il 1º luglio 2026.
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Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Herman Lindqvist (2006). Historien om alla Sveriges drottningar (in svedese). Norstedts Förlag. ISBN 91-1-301524-9.
- (SV) Lars O. Lagerqvist, Bernadotternas drottningar, Albert Bonniers Förlag AB, 1979, ISBN 91-0-042916-3.
Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Giuseppina di Leuchtenberg
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Giuseppina (regina di Svezia), su sapere.it, De Agostini.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 121145970074032250829 · ISNI (EN) 0000 0000 6153 5544 · BAV 495/290947 · CERL cnp01156447 · LCCN (EN) no98014934 · GND (DE) 136636616 |
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