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Salvatore Ferragamo

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Salvatore Ferragamo nel 1929

Salvatore Ferragamo (Bonito, 5 giugno 1898[1]Fiumetto, 7 agosto 1960[2]) è stato uno stilista e imprenditore italiano[3]. È il fondatore della casa di moda omonima[3].

Era originario di Bonito, un piccolo paese della provincia di Avellino, undicesimo dei quattordici figli di Antonio e Mariantonia Ferragamo. Si dice che la sua passione sia iniziata dopo aver fatto per le sorelle le prime calzature. Dopo aver imparato i primi rudimenti presso il calzolaio del paese e aver compiuto un apprendistato in una calzoleria di Napoli,[3] tornò a Bonito, dove aprì un piccolo negozio in cui produceva scarpe su misura per le signore del posto.[4] Nel 1915 si imbarcò sul transatlantico Stampalia[5] e partì per gli Stati Uniti[3] per raggiungere a Boston la sorella e il cognato. Lì lavorò brevemente per la Plant Shoe Factory, ma poi decise di trasferirsi in California, dove risiedevano altri suoi fratelli.[6]

A Santa Barbara aprì una bottega di riparazione e fabbricazione di scarpe su misura.[3] Lavorò per l'American Film Company e frequentò come uditore le lezioni di Anatomia presso l'University of Southern California.[4]

Il 4 febbraio del 1920 rimase coinvolto in un grave incidente automobilistico e rischiò di perdere la gamba.[7] Poiché le cure ospedaliere non avevano risolto, Ferragamo mise in pratica gli studi di anatomia progettando un cilindro per la trazione e un congegno a vite che ne regola il tiraggio, poi brevettati nel 1921[8] e 1924.[9]

In seguito, nel 1923, raggiunse Hollywood dove aprì l'Hollywood Boot Shop[10] e in poco tempo si guadagnò il nome di "Calzolaio delle stelle" creando scarpe per le star del cinema e per alcuni film.[11]

Nel 1926 ricevette la cittadinanza americana e fondò la sua prima azienda la Ferra-Gamo Incorporated, di cui divenne presidente.[12]

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Palazzo Spini Feroni, sede della Salvatore Ferragamo Spa, Firenze

Dopo undici anni di attività negli Stati Uniti, ritornò in Italia alla fine del 1926 per produrre scarpe artigianali su larga scala da distribuire negli Stati Uniti.[4][13]

A Firenze fonda la Salvatore Ferragamo & Co. con sede in via Mannelli 57.[14] Il primo manifesto pubblicitario e il primo logo Ferragamo furono creati rispettivamente nel 1928 e nel 1930 dal pittore futurista Lucio Venna.[4][15]

Nel 1929 Ferragamo deposita in Italia il brevetto per il cambrione in metallo da inserire a supporto dell’arco del piede, primo di una lunga serie di brevetti per invenzioni nell’ambito delle calzature.[16]

Nel 1933, a causa della inadeguata gestione amministrativa e della crisi mondiale, il Tribunale di Firenze dichiarò il fallimento del calzaturificio Ferragamo. Nello stesso anno Ferragamo riprese le attività, costituendo una nuova azienda a nome di alcuni familiari.[17] Nel 1937 firmò un contratto con Saks Fifth Avenue, nel 1938 aprì un negozio in Old Bond Street a Londra,[18] nel 1939 a Roma in via Condotti e a Milano in via Montenapoleone.[19]

Nel 1937 Ferragamo brevettò la zeppa di sughero, una nuova concezione di tacco rialzato che si estende per tutta la lunghezza della suola. L'idea gli venne dalla carenza di acciaio per la costruzione del cambrione — l'elemento di rinforzo che si trova nella suola, tra il tacco e la pianta — e lo porta a sviluppare un prodotto che unisce comodità e design.[16]

Nel 1940 sposò Wanda Miletti e insieme si trasferirono in una villa rinascimentale fuori Firenze, dove crebbero Fiamma e gli altri cinque figli minori.

Conclusa la guerra, nel 1947 ricevette a Dallas il premio Neiman Marcus, l’Oscar della moda, e per l’occasione creò il sandalo “Invisibile”, con la tomaia formata da una lenza da pesca in nylon trasparente e tacco a zeppa di legno sagomata a forma di “F” e rivestita di pelle.[20]

Negli anni cinquanta Palazzo Spini Feroni, dove dal 1938 Ferragamo aveva stabilito la sua sede e che aveva poi acquistato nel 1942, divenne meta di attrici del cinema, del jetset internazionale e delle famiglie reali, che venivano nei suoi showroom per ordinare calzature, considerate straordinarie per qualità e inventiva.[4]

Ferragamo è stato talvolta indicato come un visionario, per i suoi disegni che spaziano da creazioni più bizzarre, spesso veri e propri oggetti d'arte di altissimo design, a linee di eleganza più tradizionale, che spesso servirono da ispirazione anche ad altri progettisti della calzatura del suo tempo.[4] Alla morte di Ferragamo, nel 1960, la fama internazionale del marchio non subì flessioni, anzi inaugurò una nuova stagione, grazie alla guida della moglie Wanda (Bonito, 23 dicembre 1921 - Fiesole, 19 ottobre 2018) e dei sei figli Fiamma, Giovanna, Ferruccio, Fulvia, Leonardo e Massimo, che hanno portato avanti sino a oggi l'eredità del fondatore.

BERJAYA Lo stesso argomento in dettaglio: Salvatore Ferragamo (azienda).

La prima società italiana a nome di Ferragamo viene fondata nel 1927 a Firenze e da lui guidata fino alla sua morte, nel 1960. Dopo la sua morte l'azienda è rimasta nelle mani della famiglia: la moglie Wanda ed i sei figli che, raggiunta la maggiore età, hanno ricoperto i ruoli chiave dell'azienda, contribuendo alla sua espansione sia nell'offerta di prodotti che nella distribuzione.

Nel 1995 a Firenze a Palazzo Spini Feroni, Wanda Miletti Ferragamo ha inaugurato il Museo Ferragamo, dedicato all'opera del fondatore. Il 5 dicembre 2006 il museo è stato trasferito nel basamento del palazzo e da allora cura mostre tematiche che, partendo dalla storia di Ferragamo, intercettano argomenti di interesse contemporaneo.[21]

La documentazione prodotta da Salvatore Ferragamo durante la sua carriera imprenditoriale si conserva a Firenze, presso lo stabilimento della Salvatore Ferragamo Spa[22], nel fondo Ferragamo (1927 - )[23] e presso il Museo a lui dedicato[24], nel fondo Ferragamo (1927 - )[25], che riunisce, tra l'altro, più di 15.000 modelli di calzature, con un piccolo nucleo di scarpe provenienti da altri paesi e scarpe storiche, insieme a componenti di calzature, tacchi, forme di legno dei personaggi famosi come Marilyn Monroe, Greta Garbo, Audrey Hepburn; articoli di pelletteria bigiotteria e abbigliamento uomo-donna; arnesi da lavoro; premi; oggettistica varia; opere d'arte realizzate in occasione di eventi o mostre; facsimili di brevetti e brevetti in originale; un nucleo importante di corrispondenza; cartelle stampa; libri sulle tendenze; libri sulla moda; riviste; ritagli di giornali. Oltre a tutto ciò sono conservate immagini e filmati pubblicitari che documentano la storia di Salvatore Ferragamo e numerose campagne pubblicitarie realizzate da importanti fotografi.

Il 12 luglio 2019 il sindaco di Firenze Dario Nardella, insieme alla giunta di Palazzo Vecchio, ha celebrato l'intitolazione ai coniugi Salvatore e Wanda Ferragamo della piazzetta tra Ponte Vecchio, via dei Bardi e via Guicciardini.[26]

Nel 2020 il regista Luca Guadagnino ha diretto il documentario Salvatore - Il calzolaio dei sogni, in cui ha ricostruito l'avventura imprenditoriale di Ferragamo intervistando, tra gli altri, personalità del mondo della moda come Christian Louboutin e Manolo Blahnik e del mondo del cinema come Martin Scorsese [27].

  1. L'atto di nascita è presente sul Portale Antenati.
  2. Corriere d'Informazione, edizione della notte, Lunedì-Martedì 8-9 agosto 1960, Morto il calzolaio Ferragamo inventore dei tacchi "a spillo"
  3. 1 2 3 4 5 Ferragamo, Salvatore, su treccani.it, Enciclopedia Treccani. URL consultato il 20 giugno 2018 (archiviato il 7 giugno 2016).
  4. 1 2 3 4 5 6 Ferragamo incanta le star e poi conquista i paesi emergenti, su italiaworldwide.wordpress.com, WordPress.com, 4 maggio 2012. URL consultato il 21 giugno 2018 (archiviato il 21 giugno 2018).
  5. The Statue of Liberty & Ellis Island, su heritage.statueofliberty.org. URL consultato il 24 marzo 2026.
  6. Laia Farran Graves, Little Book of Milan Style, ISBN 9781802797848.
  7. Auto races train. Accident results: one dead and three injured, in Los Angeles Times, 5 febbraio 1920.
  8. (EN) Ferragamo Salvatore, Surgical appaliance, US1399606A, 6 dicembre 1921. URL consultato il 24 marzo 2026.
  9. (EN) Ferragamo Salvatore, Apparatus for supporting injured limbs, US1479536A, 1º gennaio 1924. URL consultato il 24 marzo 2026.
  10. Shoe store in Hollywood is in new hands, in Los Angeles Times, 15 aprile 1923.
  11. Ferragamo incanta le star e poi conquista i paesi emergenti, su italiaworldwide.wordpress.com, WordPress.com, 4 maggio 2012. URL consultato il 21 giugno 2018 (archiviato il 21 giugno 2018).
  12. Los Angeles County Incorporation Records (PDF), su nhm.org.
  13. Gaia Rau, Ferragamo e gli anni Venti: una mostra sul "ritorno in Italia", su firenze.repubblica.it, la Repubblica, 18 maggio 2017. URL consultato il 20 giugno 2018 (archiviato il 18 maggio 2017).
  14. (EN) Salvatore Ferragamo - United States - Official Store, su ferragamo.com. URL consultato il 18 gennaio 2017.
  15. Marco Montemaggi e Fabio Severino, Heritage marketing : la storia dell'impresa italiana come vantaggio competitivo, Milano, FrancoAngeli, 2007, p. 154, ISBN 9788846487094, OCLC 799741461.
    «[...] il nome della prima etichetta Ferragamo creata nel 1930 dal pittore futurista Lucio Venna per Salvatore Ferragamo»

    Visualizzazione limitata su Google Libri:Heritage marketing : la storia dell'impresa italiana come vantaggio competitivo, su books.google.it.
  16. 1 2 (ES) Carlo Marco Belfanti e Elisabetta Merlo, Patenting fashion: Salvatore Ferragamo between craftmanship and industry, in Investigaciones de Historia Económica - Economic History Research, vol. 12, n. 2, 1º giugno 2016, pp. 109–119, DOI:10.1016/j.ihe.2015.07.010. URL consultato il 24 marzo 2026.
  17. Chiara Faggella, Salvatore Ferragamo 1898-1960, ISBN 9788892824508.
  18. FashionNetwork com IT, Salvatore Ferragamo festeggia i 75 anni su Old Bond Street a Londra, su FashionNetwork.com, 6 dicembre 2012. URL consultato il 24 marzo 2026.
  19. New Ferragamo boutique, su ELLE, 21 settembre 2013. URL consultato il 24 marzo 2026.
  20. Ferragamo, Salvatore - Enciclopedia, su Treccani. URL consultato il 24 marzo 2026.
  21. M. Alessia Manti, Le scarpe di Ferragamo in mostra: come guardare il mondo dall'alto, su umbria24.it, umbria24, 26 maggio 2011. URL consultato il 21 giugno 2018 (archiviato il 21 giugno 2018).
  22. Ferragamo, Firenze, 1946 -, su SIUSA. Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche. URL consultato il 7 settembre 2018.
  23. fondo Ferragamo, su SIUSA. Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche. URL consultato il 7 settembre 2018.
  24. Museo Salvatore Ferragamo, su SIUSA. Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche. URL consultato il 7 settembre 2018.
  25. fondo Salvatore Ferragamo, su SIUSA. Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche. URL consultato il 7 settembre 2018.
  26. Piazzetta Salvatore e Wanda Ferragamo. L’omaggio di Firenze al brand, su vogue.it. URL consultato il 5 ottobre 2019.
  27. https://www.mymovies.it/film/2020/salvatore-ferragamo-the-shoemaker-of-dreams/, su mymovies.it.
  • Marco Montemaggi e Fabio Severino, Heritage marketing. La storia dell'impresa italiana come vantaggio competitivo, Milano, FrancoAngeli, 2007, p. 154, ISBN 978-88-464-8709-4.
  • Salvatore Ferragamo: Il calzolaio dei sogni, Chora Media, 2023[1]

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