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Fausto Pecorari

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Fausto Pecorari
BERJAYA

Deputato dell'Assemblea Costituente
Durata mandato25 giugno 1946 
31 gennaio 1948
LegislaturaAC
Gruppo
parlamentare
Democrazia Cristiana
Incarichi parlamentari
Vicepresidente dell’Assemblea Costituente
Rappresentante del gruppo Pro Trieste

Dati generali
Partito politicoDemocrazia Cristiana
Professionemedico radiologo

Fausto Pecorari (Trieste, 18 dicembre 1902Trieste, 27 ottobre 1966) è stato un politico italiano.

Studiò Medicina a Padova e si laureò con il massimo dei voti, specializzandosi poi a Bologna in Radiologia, branca della Medicina allora agli inizi, con una tesi sperimentale sulla terapia Roentgen. Dopo un tirocinio presso l'Istituto Pasteur di Parigi, iniziò la sua carriera di medico radiologo presso gli Ospedali Riuniti di cui divenne anche Direttore Generale; avviò anche un prestigioso studio privato, ma dopo la guerra dovette ricominciare tutto daccapo perché i tedeschi gli avevano requisito ogni cosa.

Si sposò nel 1930 con Anna Versolatti. Fin da giovane amò molto il mare e la vela; con la sua imbarcazione Maris Stella e il suo equipaggio esclusivamente familiare, navigò per tutto il Mediterraneo, vincendo anche molte regate sia nell'Adriatico che nel Tirreno. Fu esponente eminente dell'Azione Cattolica triestina e noto studioso della Santa Sindone.

Al campo di Buchenwald: la vicenda di Mafalda di Savoia

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Impegnato fin dall'inizio nel Partito Popolare (e poi nella Democrazia Cristiana, per la quale ricoprì per lunghi anni l'incarico di Assessore all'Igiene e Sanità nel comune di Trieste), durante il fascismo entrò nella Resistenza e fu Tesoriere per il locale CLN. Per questo fu arrestato dai tedeschi nell'agosto 1944[1] e condannato a morte; l'intervento del vescovo di Trieste mons. Santin fece sì che la condanna fosse tramutata in deportazione al campo di Buchenwald, dove rimase fino alla liberazione, lavorando clandestinamente con la resistenza interna e per il sollievo dei malati. Pur nella tragicità della situazione, collaborò con un altro prigioniero, l'abate priore p. Joseph Tyll, che gli consegnava le ostie da distribuire a chi lo desiderava, custodendole segretamente.

All'interno del campo di Buchenwald, seppe che la Principessa Mafalda di Savoia era presente nel campo, nonostante la principessa fosse obbligata a mantenere segreta la sua identità. Opinione del dottore, è che la principessa fosse stata intenzionalmente operata in ritardo, seppur con procedura in sé impeccabile, per provocarne la morte. Il metodo delle operazioni esageratamente lunghe o ritardate era già stato applicato a Buchenwald ed eseguito sempre dalle SS su alte personalità di cui si desiderava sbarazzarsi.

Subito dopo essere rientrato a Trieste, nell'agosto 1945 si recò personalmente a Roma dal regio luogotenente il principe Umberto II di Savoia per comunicargli la triste notizia del decesso per assassinio della sorella, la principessa Mafalda.

Dopo la guerra

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Consultore nazionale, deputato eletto all'Assemblea Costituente, di cui venne nominato vicepresidente[2], presidente del Comitato Nazionale Venezia Giulia e Zara, promotore del gruppo parlamentare "Pro Trieste", fondatore del Comitato per l'assistenza ai profughi giuliani e dalmati e segretario nazionale del Comitato rifugiati, direttore del settimanale "Difesa Adriatica", lavorò con tutte le sue forze per dimostrare l'italianità dell'Istria, portando assieme a De Gasperi una pubblicazione fotografica, da lui composta, al Congresso di Pace di Parigi, ma invano. Promosse la designazione del Friuli-Venezia Giulia come regione a Statuto speciale, su indicazione di Tiziano Tessitori.[1]

Deluso dall'evolversi degli eventi, fiero anticomunista come fu antifascista, entrò in disaccordo con il suo partito e non fu più ricandidato al parlamento italiano, dedicandosi negli anni seguenti alla politica nella sua città natale.

Colpito da tumore, morì il 27 ottobre 1966.

  1. 1 2 Pecorari Fausto, su biografieresistenti.isacem.it, 26 marzo 2021. URL consultato il 17 febbraio 2026.
  2. Alte cariche dello Stato, fra cui il vice-presidente della Costituente Pecorari, rendono omaggio al Milite Ignoto, su Archivio Luce, 5 novembre 1946.

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