Compitese
Il Compitese (o zona di Còmpito) è un'area geografica della Provincia di Lucca, situata nella zona meridionale del Comune di Capannori. Si estende sul versante nord-est del massiccio del Monte Pisano, affacciata sulla Piana di Lucca e sul cosiddetto Alveo del Lago di Bientina o di Sesto.



Geografia
[modifica | modifica wikitesto]Il Compitese occupa una zona del territorio di Capannori che comprende dieci borghi che storicamente facevano parte del Piviere di Compito ed oggi sono tutti ricompresi nella comunità parrocchiale del Compitese, con oltre dieci chiese, sotto la guida di un parroco e di un coadiutore.
Comprende uno spazio di territorio largo poco meno di un terzo della superficie totale del Comune di Capannori, di cui è la zona con la densità abitativa più bassa. Si tratta di un'area geografica che alterna pianura, colline e bassa montagna.La popolazione totale del Compitese è pari a 7.246 abitanti (dati aggiornati al 2019 dal Comune di Capannori).[1]

Comuni
[modifica | modifica wikitesto]I dieci territori, che attualmente lo compongono, sono: Castelvecchio di Compito, Colle di Compito, Colognora di Cómpito, Massa Macinaia, Pieve di Compito, Ruota, Sant'Andrea di Compito, San Ginese di Compito, San Giusto di Compito e San Leonardo in Treponzio.
Monti
[modifica | modifica wikitesto]Il Monte Pisano si erge a sud-ovest della piana di Lucca e costituisce la maggior parte del territorio compitese.I tratti pianeggianti sono limitati all'alveo dell'antico lago di Sesto, che si estende nella parte orientale. Ospita le migliori sorgenti d'acqua della Lucchesia.
Fiumi
[modifica | modifica wikitesto]Il canale Rogio-Ozzeri, erede del ramo meridionale del fiume storico Auser, raccoglie le acque che arrivano dal Monte Pisano e quelle della piana e le riversa o nel Serchio o nel canale Emissario di Bientina. Il Rio Guappero affluisce a Pontetetto al Canale Ozzeri. Il Rio di Massa, la Visona di Compito, Rio Ralletta e la Visona di Castelvecchio affluiscono al canale Rogio.
Caratteristiche morfologiche, climatiche e ambientali
[modifica | modifica wikitesto]La parziale copertura dai venti del mare, fornita dal massiccio del Monte Pisano, conferisce all'area un particolare microclima semi-umido, che la rende particolarmente adatta alla crescita di alcune specie di piante. È la caratteristica che unifica tutte le frazioni del Compitese.
I numerosi rilevi, che permettono di ottenere un drenaggio ideale dei terreni, ospitano ampie distese di olivi, che hanno sostituito completamente la coltivazione delle vite, per la produzione di un olio con squisite proprietà organolettiche, da sempre vera eccellenza territoriale.
È nel Compitese presente l'unica piantagione italiana di tè, ubicata presso l'Antica Chiusa Borrini a Sant'Andrea.[2]
L'area, che è sostanzialmente un'isola di pace, è oggetto di numerosi eventi a ricorrenza annuale, che celebrano la bontà dei prodotti tipici del territorio, l'olio, pregiato fin dal medioevo, la frutta e gli ortaggi, tra cui il Fagiolo cannellino di san Ginese.

Vanto indubbio della zona, si tiene annualmente dal 1989 a Sant'Andrea e Pieve di Compito, anche con doppi appuntamenti primaverili ed autunnali, la Mostra delle Antiche camelie della Lucchesia, dal vasto assortimento frutto dei molti vivaisti compitesi, che, proprio per quel clima particolare, producono le varietà più rinomate della camelia.[3]
Nell'alveo di Bientina, che i toscani chiamano Padule, storpiando il nome "palude" con un processo di metatesi, dai tempi della bonifica ottocentesca area vocata alla coltivazione dei campi per la produzione agricola, si trova il Lago della Gherardesca, che può considerarsi l'ultimo residuo del lago di Sesto.Ha una

superficie di circa 30 ettari e si estende all'interno di una zona protetta lungo le rotte di migrazione dell'avifauna, ove vige il divieto di caccia. A breve distanza da esso è ubicata l'Oasi del Bottaccio, un'area umida protetta di estrema importanza naturalistica, gestita dal WWF.[4]
Tutto il territorio è solcato da numerosi percorsi di treckking, che si snodano nelle aree collinari e montagnose, ben tutelate dalle leggi paesaggistiche e ben pubblicizzate.[5][6][7]
Estremamente rinomate sono le numerose fonti dislocate su tutto il territorio, che offrono ininterrottamente acqua purissima alla popolazione. Questo efficiente sistema è possibile grazie ai molti ruscelli e rii che discendono dal Monte Serra. Le fonti sono state di recente ristrutturate e dotate di un sistema di disinfezione, la qualità dell'acqua viene monitorata da controlli periodici che ne garantiscono la potabilità.[8]
A riprova di quanto sia radicato il legame tra la comunità compitese e il mondo agreste, nel giugno 2023 le aree ai piedi del monte tra la Pieve e Sant'Andrea, hanno ospitato la prima edizione del Festival del bosco. Per un'intera settimana infatti la zona è stata sede di spettacoli, conferenze, attività di trekking, mercatini enogastronomici e molto altro. L'obiettivo della manifestazione è stato quello di intrattenere gli amanti della natura, degli stili di vita ecosostenibili e del buon cibo locale. Visto il successo che ha riscosso il festival, gli enti organizzatori si sono detti favorevoli a riproporlo anche nei prossimi anni.[9]
Origini del nome
[modifica | modifica wikitesto]Incerta l'origine latina del nome: Riccardo Ambrosini[10][11]e Cesare Sardi[12] lo riferiscono al significato di crocicchio, crocevia, bivio, derivato dal vocabolo latino compĭtum, che, in particolare, secondo il vescovo Cesare Sardi ( Lucca, 18 giugno 1853- Lucca il 22 settembre 1924), starebbe a indicare l'incrocio di via Di Tiglio (oggi ss.439), posto dinanzi all'antico ospedale di San Leonardo, centro nevralgico della zona di Compito.[13] L'Ambrosini accenna anche ad una possibile origine longobarda del nome per un'assonanza ad altri toponimi derivati da nomi personali longobardi (Gumbizo).
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Preistoria e Protostoria
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Risale a 150.000 anni fa la presenza dell'uomo in questa area, testimoniata da schegge, punte, bulini, raschiatoi rinvenuti nella zona di Castelvecchio.[14]
Insediamenti stabili lungo le sponde dell'antico Auser cominciarono a comparire in questa area all'inizio della Media Età del Bronzo a partire dal 1995 gli scavi vennero effettuati nella località subito a nord dell'edificio del Palazzaccio tra questo e via del Porto al Fontanino, su un dosso ora sito sul lato destro del Rogio.[15][16]
Storia antica
[modifica | modifica wikitesto]"A partire dal VII secolo d.C. e fino alla metà circa dell'Ottocento, epoca della bonifica granducale, la vasta zona a oriente di Lucca conosciura sotto la denominazione di padule di Bientina fu occupata da un lago di estensione variabile. Su di esso sono nate molte leggende con una matrice comune, cioè l'esistenza della misteriosa città di Sextum, una volta grande e splendente, poi sepolta nell alveo del lago da una terribile alluvione.Narra un erudito (Farnocchia1806) che •[...] certi antichissimi vestigi di grandi edifizi [... quando le acque del lago sono più basse, si scorgono benissimo, ed i pescatori anche d'oggi, cioè del 1700 circa, sanno alla mente, e per pratica, di essere ora in Piazza alla chiesa e ora in tal luogo».[17]
L'occupazione del territorio del Compitese da parte degli Etruschi è testimoniato da insediamenti rinvenuti sulla riva destra del ramo meridionale dell'Auser, al Chiarone di Capannori, all'altezza di Colle di Compito, dimostrati appartenere all'VIII e VII secolo, epoca cioè ricollegabile alla cultura villanoviana.[18]


Secondo gli storici l'Auser risulta pertanto diventare una delle più importanti vie commerciali per l'espansione degli etruschi verso il nord d'Italia nei secoli VI e V a.C., con una vera e propria esplosione di insediamenti etruschi della piana[19]: abitati sono stati scoperti al Chiarone, Palaiola e in altre zone del Palude.[20]
Ben documentata è l'invasione dei Galli nel 390 a.C., che avrebbe ricacciato oltre Arno gli Etruschi, ottenendo lo spopolamento dei villaggi lungo l'Auser: di ciò avrebbero potuto approfittare gli Apuani, abitualmente abitanti di alture, per occupare i rilievi dei Monti Pisani e forse del Compitese.[20]
Ma l'avanzata delle truppe della Repubblica Romana verso nord era incessante. La data della conquista romana della piana lucchese risale al periodo compreso tra il 265 ed il 220 a.C. come riferito da Tito Livio nel XXI libro.[21] Il console romano Sempronio Longo, inseguito da Annibale durante la seconda guerra punica dopo la sconfitta del Trebbia (218 a.C.), mentre Annibale si unisce ai Liguri, tradizionali avversari dei Romani, si rifugiò a Lucca[22], probabilmente allora già fortificata ed alleata o già avamposto romano.
Nel 179 a.C., dopo una decennio di battaglie con risultati alterni, i romani, guidati da Quinto Fulvio Flacco e Aulo Postumio Albino, vinsero gli Apuani-Liguri, e l'anno seguente, il 180 a.C., a valle dei loro territori e proprio per fermarli, fondarono una nuova colonia latina, Luca, nel territorio soggetto a Pisa, città già alleata con Roma. Dopo la conclusione delle ostilità con i Liguri Apuani (155 a.C.) e alla fine della era repubblicana fu trasferita nella pianura lucchese, acquitrinosa e paludosa, una grande quantità di legionari veterani, similmente a quanto documentato per Luni[23].
Come era costume degli antichi romani, le terre strappate ai liguri ed agli etruschi, vennero da prima divise in quadrati, misuranti per lato, nella sua forma classica, 710 metri, corrispondente a 20 actus, quindi di oltre 50 ettari, ovvero 1/2 Kmq., ciascuno dei quali destinato teoricamente ad ospitare cento famiglie di coloni, da cui deriva il nome della tecnica utilizzata " centuriazione". Le terre assegnate ai legionari veterani, come ricompensa per la fedeltà prestata ai generali, costituirono una pianura fertile, costellata da abitazioni coloniche, a presidio delle terre coltivate, ciascuna con l'adozione del modello di domus con atrio, ben documentato negli scavi del Palazzaccio.[24] E' ben documentata[25]una seconda centuriazione, per la quale il prefetto addetto alla divisione dei terreni , L.Memmio C.Galleria, in epoca triumvirale o augustea, assegnò le terre ai veterani delle legioni XXVI e VIII.
Ricchi di reperti furono i siti degli insediamenti dei coloni romani, scoperti sull'Auser, sponda sinistra, nel comune di Porcari ( Fossa nera) e su quella destra di Capannori ( il Palazzaccio in Colognora di Compito). Sul sito del Palazzaccio, posto sul dosso del canale, è dimostrato l'avvicendarsi di culture umane fin dall'età del bronzo ( II millennio a.C.) fino ai giorni nostri, passando per gli etruschi, i romani, i longobardi e tutto il medioevo fino ai giorni d'oggi. Alla fine del millennio (1999) si arrivò alla creazione di una Parco archeologico delle "100 Fattorie romane", per la fruizione di itinerari guidati da professionisti archeologici sulla riva sinistra del Rogio, recentemente rifinanziato.

L'aspetto attuale del paesaggio della piana lucchese, con distribuzione a maglie larghe sul territorio delle case rurali, distanziate l'una dall'altra, prende proprio origine dalla distribuzione delle case coloniche attuata con le centuriazioni romane.[26]
La toponomastica odierna riporta alla colonizzazione romana con significativa frequenza: Colognora (piccola colonia) e Villora, il borgo di San Ginese ora denominato Villa, da villa,ae, Colle di Compito dal latino Collis,is, Pieve di Compito da Plebs, Castelvecchio di Compito da Castrum Veteris, ecc.
Alto Medioevo
[modifica | modifica wikitesto]La nascita del Lago di Sesto (o di Bientina)
[modifica | modifica wikitesto]Dopo il crollo dell'impero romano la piana orientale di Lucca, fino allora sfruttata per la produzione agricola, venne invasa a poco a poco dalle acque dell'Auser, per alcuni motivi concomitanti: prima di tutto perchè nessuno si faceva più carico alle opere di manutenzione per le canalizzazioni, che avevano bonificato il territorio, ed in secondo luogo poichè il fiume Arno aveva innalzato il livello del proprio letto con la ingente deposizione di detriti ed infine giacché le opere di regimentazione dell'Auser messe in atto ai tempi di San Frediano per salvare Lucca dalle continue inondazioni, avevano implementato la portata del ramo orientale dell'Auser, riducendo nel contempo quella del ramo occidentale, che per questo motivo venne denominato Auserculum, cioè piccolo Auser. Ciò significò che le acque del fiume Auser, che fino allora si accumulavano in un abbassamento del suolo di forma triangolare nel territorio di Bientina, stretto tra le Cerbaie, le propaggini del Monte Pisano e l'Isola del lago, presero ad accumularsi in un bacino paludoso ed acquitrinoso, il cosiddetto Lago di Bientina (per i pisani) o di Sesto (per i lucchesi), soggetto a periodiche esondazioni verso nord, che rendevano inabitabili anche i territori limitrofi, fino a divenire il lago maggiore della regione Toscana.[27]
Difficile seguirne lo sviluppo della superficie nei secoli, ma Elena Paderi ha pensato di collegare la presenza dei reperti archeologici di tombe e di altri insediamenti, rinvenuti già a partire degli ultimi anni del secolo XIX, alla assenza in quei luoghi di acque, talché ha dimostrato come in epoca antica, etrusco-romana, il lago si estendesse solo nella sua parte più bassa, racchiusa a sud dell'isola del lago dalle curve ipsometriche di livello 6.[28]
Il lago di Sesto/Bientina ha pertanto occupato l'area orientale del Compitese fino al 1859, anno in cui vennero iniziati i lavori di prosciugamento, che hanno condotto nel secolo XX alla realizzazione di una fertile pianura, che giaceva sul fondo del lago.

La conclusione delle opere di bonifica si ebbe nel 1892. Questo permise agli archeologi di far tornare alla luce tracce degli insediamenti etruschi e poi romani e infine longobardi, che si sono succeduti negli stessi posti nelle varie epoche. Furono scoperte necropoli ( Bernardi 1955 -1957) ed un abitato etrusco nella zona di Bientina ma in seguito vennero alla luce impensabili ritrovamenti soprattutto lungo il percorso del Rogio, ovvero l'antico ramo meridionale dell'Auser, da Colognora di Compito fino a Bientina: Augusto Andreotti nel 1985 aveva scoperto nella Fossa Nera a Porcari, cioè sulla riva sinistra, insediamenti del età del Bronzo, e poi nel 1995 Ciampotrini ed altri confermarono la presenza di abitati presso il Palazzaccio risalenti alla media età del Bronzo.[29] Nel 2005, l'Università della Carolina del Nord ad Asheville e l'Università di New York a Firenze hanno aderito al Progetto ForumUNESCO di 100 fattorie Romane con sede a Lucca. Il fulcro degli scavi UNCA/NYU-Firenze è una fattoria romana situata in una pianura alluvionale conosciuta come palude di Sesto/Bientina a sud-est della città di Lucca al Palazzaccio.[30]
La nascita dell'Abbazia o Badia di Sesto
[modifica | modifica wikitesto]Potendo supplire alla scomparsa delle istituzioni dell'impero romano, acquisirono importanza gli organismi religiosi delle comunità locali, presenti ogni dove, anche nel territorio del Compitum: Pievi, Chiese, Ospedali (xenodochia e hospitalia pauperum et peregrinorum[31]) e Monasteri o Abbazie.

Tra gli edifici religiosi dell'area, quello con maggior prestigio e potere nel contado lucchese è stato sicuramente il monastero dell'Abbazia o Badia di Sesto, che Alberto Maria Onori paragona a ragione ad una signoria eclesiatica, per la sua indipendenza dal Vescovo di Lucca.[32] L'edificio, i cui resti si possono vedere oggi nella Villa Ravano-Gabin, sita nel territorio di Castelvecchio, affonda sue radici nell'alto medioevo. Sono stati però ritrovati alcuni reperti risalenti all'età romana nella vigna della Villa. In particolare negli anni 50 del 1900, nel parco annesso alla Badia, emerse una epigrafe latina risalente[33] al I secolo d.C.[34], da cui si evince la probabile datazione dell'insediamento, così come conferma lo stesso G. Ciampoltrini, che riguardo all'iscrizione riferisce di una figura in rilievo che rappresenterebbe una barca. È dunque possibile che la figurazione della barca rammenti le attività di fabri navales, il defunto sarebbe potuto appartenere ad una famiglia impegnata nella costruzione di navi o barche[35]. Attualmente l'epigrafe si trova al Museo Athena di Capannori.[36]
La Abbazia di San Salvatore di Sesto sarebbe stata fondata nel 668 da Salimano, figlio dell'Imperatore Romano d'Oriente, mentre il primo Abate fu Benedetto nel 714: tale origine è raccontata da domnus Benignus de Luca del Massaro[37] e riferita tra qualche dubbio degli stessi estensori negli Annales Camaldolentes Vol.I pagg.357-358[38]. Venne rifondata dalla madre Willa del marchese Ugo II di Toscana[39] nel 996. Un documento scritto, riportato dal Barsocchini nella sua raccolta Memorie e documenti per servire alla storia di Lucca, Tomo V parte II, come documento n. CCLIV, ne attesta comunque l'esistenza nel 796[40][41]. Ottenne vari riconoscimenti imperiali, cioè, quelli di Ottone III nel 986, Enrico II nel 1020, Corrado II nel 1027, Enrico III nel 1053, che la aiutarono a raccogliere un vasto patrimonio territoriale, esteso soprattutto nel Compitese ma che arrivò fino a Volterra ed oltre l'Appennino, nel Parmense. Con la bolla di Sergio IV del 2 dicembre 1010 il monastero aveva ottenuto l’immediata sottomissione alla Santa Sede e l’indipendenza assoluta dalla gerarchia ecclesiastica locale[37].
Le origini del Piviere di Compito
[modifica | modifica wikitesto]Secondo Salvatore Andreucci[42] uno dei primi riferimenti storici alla Pieve del Compitese risale al 983, datazione di un contratto di affitto, riportato dal Barsocchini[43], in cui il Vescovo di Lucca Teudigrimo allivella[44] a Sisemondo, ascendente dei signori di Montemagno di Lucca[45] i terreni della Plebs[46][47]battesimale di Santo Stefano e di San Giovanni Battista di Villora e il possibile ricavato dagli abitanti di 14 villaggi, dalla stessa Pieve dipendenti: Paganico, Colugnola, Collina, Vinelia (Palaiola), Cerpeto, Vivaio, Colle, Tillio, Cumpito, Vico a S.Agostino, Faeto, Massa Macinaia. La dedicazione a San Giovanni Battista fu introdotta per tutte le Pievi dal Vescovo di Lucca Pietro II (dal 896 al 932).[48]
Basso Medioevo
[modifica | modifica wikitesto]La Pieve di San Giovanni Battista e Santo Stefano di Villora rimase tale sicuramente fino al 1026 come attestato nel documento n. 114 del Regestum del Capitolo di Lucca, in cui si dice : "Lignola (Colognora) prope plebem S. Stephani, que dicitur Villula".[49]
In anno imprecisato, sicuramente prima del 1077, anno di pubblicazione della pergamena n.429, in cui si ricorda la nuova Pieve di Compito,[50] la Pieve venne spostata nel borgo attuale di Pieve di Compito, che assunse quindi il titolo di Plebs Sancti Johannis Baptiste de Computo; la chiesa di Villora allora continuò ad esistere come semplice Ecclesia Sancti Stephani de Villora perdendo la dedicazione al Santo Giovanni Battista, che fu trasferito alla nuova Pieve in segno di continuità tra le due Pievi. Questi sono gli inizi storici del Compitese, la Pieve di Compito, cioè il Piviere di Compito.[41]
La vocazione olearia della zona è documentata fin dal secolo XI, quando la misura dei canoni era solitamente stabilita in misure cunpitesi.
in Italia è il fenomeno dell’incastellamento a segnalare l’irrobustimento dell’aristocrazia, che nel Compitese era rappresentata a cavallo tra il primo ed il secondo millennio dalla Signoria Ecclesiastica della Abbazia di Sesto.[51] Il secondo millennio inizia nella lucchesia, più che in altre regioni toscane, con un rinnovata attività commerciale e manifatturiera (seta e lana) e nel Compitese si vede la nascita esplosiva dei castelli[52] nel Piviere di Compito, tutti promossi e controllati dall'Abbazia di Sesto. Le guerre comunali tra i Comuni toscani dilaniarono il territorio, insieme con le carestie e le epidemie. Nel sec. XIV, le incursioni dei Pisani, in particolare delle truppe di Uguccione della Faggiola nel 1313[53], misero a ferro e fuoco tutto il Piviere.
I castelli
[modifica | modifica wikitesto]- Chastellaccio : in Pieve di Compito sorge quello che dovrebbe essere il Castello di Compito, detenuto (tra gli altri) dai Sismondi[54], nobile casato longobardo; venne distrutto all'inizio del XIV secolo, dalle truppe pisane condotte da Uguccione della Faggiola.[55]Rimane il tracciato delle mura ed un fossato, nella boscaglia. Come rileva anche J.A.Quiròs Castillo nel suo "El incastellamento en el territorio de la ciudad de Luca (Toscana)" dobbiamo rilevare che si è spesso fatta confusione tra il Castello di Compito qui situato e quello che sembra esistesse nella frazione di Sant'Andrea di Compito, del quale sopravvive la splendita "Torre di segnalazione".
- Castenuovo (Castri Novi), a Colle di Compito, sito sul Monte Castello (detenuto dalla famiglia Lambercioni e dalla famiglia dei Gallo[54], prima attestazione documentale: anno 1027, diploma di Corrado II[56][57]); il borgo di Colle è stato costruito sui resti del castello.
- Castelvecchio (Castrum Veteris), sito sul colle della frazione omonima di Castelvecchio di Compito (prima attestazione documentale: anno 869[57], detenuto famiglia degli Orlandinghi[54], distrutto nel 1313[53]); rimane un borgo medievale in cima al colle.

- Castello dell'Isola, sito sull'isola con la chiesa di San Benedetto, attestato nell'anno 1027, diploma di Corrado II;[56] Dell'isola e del castello distrtto dai Pisani, non è rimasto nulla se non un sito archeologico da cui sono stati tratti alcuni manufatti.
- Castel Durante (Castrum Durantis) a San Ginese di Compito in località "Castello", fondato dalla Famiglia Duranti[58]; fu distrutto dai Pisani nel 1313[53]; del castello, che probabilmente era a base triangolare come il borgo attuale di "Castello" non rimane che qualche muraglione doppio.
- Castel di Poggio[59] a Collina di San Ginese di Compito, o più probabilmente nella vicina località Al Porto, fondato dalla famiglia Pogginghi[54]. Nulla del castello è stato rintracciato.
- Castello di Ruota, i Nobili da Photori e Ruota furono i signori di questo Castello[54], distrutto l'11 aprile 1397 da lo Strambo da Calci dei Pisani.[60] Rimane qualche muraglione doppio come a Castello di San Ginese di Compito.
Abbazia o Badia di Sesto
[modifica | modifica wikitesto]Nel secolo XI l'Abbazia nel giro di pochi anni munì di fortificazioni quattro luoghi situati nelle sue vicinanze realizzando così : il castello di Compito (a Pieve di Compito), Castelvecchio e Castro Novo de Sesto (a Colle di Compito) e un altro castello sull'isola del lago di Sesto.[61]
Nel basso medioevo l'Abbazia di Sesto perse parte della sua autonomia passando sotto il controllo del Priore di Camaldoli (1115-1118) e nel 1134 sotto il Monastero di San Benedetto Po, Mantova.[37] Nell'Estimo Guinigiano del 1411-1413 vengono ancora censiti i suoi possedimenti nel Piviere di Compito.
La illustrazione n. 302, pag. 324 de "Le illustrazioni delle Croniche nel codice lucchese"[62] ritrae la chiesa ad una navata ed il campanile turrito dell'Abbazia di Sesto il 11 aprile 1397, quando, nelle guerre tra Pisa e Lucca, " Chome le genti di Pisa combateono Chastelvecchio di Compoto quello presero e ruborono e afforsollo."L'episodio è narrato nel Vol.I delle Croniche di Giovanni Sercambi, Lucchese a pag.371.[63]
Piviere di Compito
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1260 il Piviere di Compito, ovvero il territorio dei comuni, che erano sottoposti alla Pieve principale, secondo l'Estimo della Diocesi di Lucca[64], era composto da:
1.Plebs di Compoto, che era a capo della Pieve. 2.Ecclesia S.Andree, 3.Eccl. S.Iusti de Massa Macinaria, 4.Eccl. S. Laurentii de Massa Macinaria, 5.Eccl. S.Stephani de Villore, 6.Eccl. S. Bartholomei de Ruota, 7.Eccl. S.Michaelis de Colognora, 8.Eccl.S.Marie ad Colle, 9.Eccl. S.Petri ad Forcore, 10.Eccl. S.Alexandri de Castro Durantis,11. Eccl.Iohannis ad Colle, 12.Eccl. S. Blasii de Faeto, 13.Eccl. S.Marie ad Ripam, 14.Eccl. S.Michaelis de Compoto, 15.Eccl.S.Columbani, 16.Eccl. S.Peregrini de Colline, 17.Eccl. SS. Johannis et Andree de Castroveteri, 18.Hospitale S.Leonardi, 19.Monasterium S.Andree in Silva, 20.Mon. S.Quirici in Casale, 21.Mon. Michaelis de Guamo, 22.Mon.S.Salvatoris de Cantignano[65].
Salvatore Bongi a pag.119 del IV volume dell'Inventario del R.Archivio di Stato di Lucca, riporta un catalogo dell'anno 1387 delle Chiese della Plebs di Compito, identico a quello del 1260, aggiungendo gli altari di Santa Maria e San Michaelis alla chiesa di Ruota ed il pro Monasterio S.Spiritus annesso al Monastero di San Quirico.[66]
Nel 1412 il Piviere di Compito era composto dai comuni di:
1.Castelvecchio, 2.Ruota, 3.Borgo S.Agostino, 4.Corpo della Pieve di Compito, 5.S.Michele a Colombaio, 6.S.Pietro a Forcone, 7.S.Mari di Ripa, 8.S.Colombano, 9.S.Andrea di Compito, 10.Castel Durante, 11.De' Colli, 12. Colle, 13.S.Giusto, 14.Pietrogallo, 15. Villora,16.S.Lorenzo di Massa Macinaia, 17. Colognora.[67]

Età moderna e contemporanea
[modifica | modifica wikitesto]In quest'epoca prendono vita alcune ville dei signori di Lucca:
- il Palazzaccio dei Bernardini, sontuosa villa rinascimentale, oggi rustico in rovina, sul Rogio;
- la Villa Altogradi sulle sponde del Rogio,ancora oggi splendida villa privata Adorni-Braccesi, pur essa a Colognora di Compito sul Rogio;
- Villa Orsi, che ospita la mostra delle camelie;
- Ville dei Signori Sesti, con cappellina annessa, a Centoni di San Ginese di Compito
- Villa Ghilarducci, a San Leonardo in Treponzio.
Abbazia o Badia di Sesto
[modifica | modifica wikitesto]Una mappa di epoca moderna, anno 1659, dell'Archivio di Stato di Lucca riporta in prospettiva tridimensionale un complesso edilizio denominato "Case e Chiesa alla Badia"[68], tra cui si erge un grosso campanile turrito ed una Chiesa ad una navata. Invece una "Villa detta Badia", presumibilmente uno degli edifici che anticamente componevano il complesso della Abbazia di Sesto, viene raffigurata nel 1795.[69]

Nel secolo XIX venne costruita sulle rovine del complesso religioso la Villa Della Gherardesca, che ha avuto come altri proprietari le famiglie Ravano, Cambiaso, Poschi, oggi in gran parte coperto da siepi, non lontano dal Lago della Gherardesca. Dell'antica Badia rimane visibile sul lato nord solo parte della torre campanaria.[70] Gli attuali proprietari, i signori Gabin, hanno una azienda agricola nei terreni circostanti.
Il Piviere di Compito
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1539 lo statuto del Comune di Lucca prevedeva un Commissario di Compito per il Piviere.[71]
Nell'Estimo 1547-1561 il Pivierj di Compito risulta composto da n.13 comuni: 1.S.Andrea, 2.Della Pieve, 3.Il borgo S.Agustino, 4.S.Michele a Colombaia, 5. San Frediano, 6.Castel Durante, 7. S.Giusto, 8.San Lorenzo di Massa, 9. Colle, 10.Castel Vecchio, 11.Ruota, 12. S.Maria a Ripa, 13. S.Piero a Forcone.[72]

La Plebs di Compito risulta così composta nell'anno 1587: 1. Ecclesia s.Pellegrini de Colline, 2.Ecclesia s.Adree, 3. Ecclesia s.Justi de Massa Macinaria, 4. Ecclesia s.Laurenti de Massa Macinaria, 5. Ecclesia s. Stefani de Villoria, 6. Ecclesia s.Bartolomei de Ruota, 7. Altare di s.Maria in dicta ecclesia, 8. Altare s.Michaelis in dicta ecclesia, 9. Ecclesia s.Michaelis de Colognora, 10. Ecclesia s.Petri a Forcone, 11. Ecclesia s.Alexandri de Castro Durantis, 12.Ecclesia s.Johannis a Colle, 13. Ecclesia s.Blasi de Facto, 14. Ecclesia s.Marie ad Ripam, 15. Ecclesia s. Micheelis de Computo, 16.Ecclesia s. Columbani, 17. Ecclesia s. Johannis et Andree de Castroveteri, 18. Hospitale s.Leonardi, 19. Monasterium s.Andree in Silva, 20.Monasterium s.Quirici in Casale et pro Monasterio s. Spiritus eidem annexo, 21. Monasterium s.Michaelis de Guamo, 22.Monasterium s. Salvatoris de Cantigano.[73]
L'8 ed il 15 marzo del 1605 la Repubblica di Lucca decretò di inviare un "Commissario Straordinario nel criminale" inizialmente per disciplinare la pesca e poi per gli altri reati; il primo fu Simo Menocchi, che ebbe sede a Colle di Compito per 40 giorni, con giurisdizione su: Pieve S.Paolo, Capannori, Santa Margherita, Colle, Castelvecchio, Tassignano, Badia, Palaiola e Ruota. Il 16 luglio 1632, a causa di risse tra i compitesi e gli abitanti di Calci, venne nominato un altro commissario con giurisdizione criminale per i Comuni di Compito e Massa Macinaia, con sede a Sant'Andrea di Compito. L'8 maggio 1636 venne di nuovo nominato un altro commissario con l'obbligo di residenza a Sant'Andrea di C. con giurisdizione sia penale sia civile sull'intero Piviere.[74]
La vicaria di Compito
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1636, in sostituzione del Piviere, venne istituita la Vicaria di Compito, che comprendeva n.12 comunità, i cui deputati costituivano il Parlamento di Compito, ovvero sia: 1. Compito, 2.Ruota, 3.Colle di Compito, 4. Vorno, 5. Castelvecchio, 6.Massa Macinaia, 7. S.Giusto, 8 Castel Durante, Villora e S.Ginese formanti un sol Comune, 9.Badia di Cantignano. 10. Coselli. 11. S.Leonardo in Treponzio. 12. Colognora di Compito.[75]
Ogni comunità approvò un proprio statuto, contenente norme di organizzazione interna, anche se in tempi diversi. Erano scelti i "governatori" che avevavo il ruolo di convocare e coordinare le riunioni degli uomini rappresentantanti, ogni qual volta fosse necessario per risolvere i problemi, in genere attinenti l'attività agro-patorale, o altre istanze locali, come il corso delle acque dei torrenti e del lago, ecc..[76]
Nel 1685 la Vicaria ricomprende n.9 comunità, di seguito riportate con il rispettivo n.delle teste[77]: Colognora (30); S.Lunardo (18); S.Ginese (68); Castelvecchio (79); Ruota (112); Massa Macinaia (85); S,Giusto (22); Compito (280); Colle (228) per un totale di 913 teste.[78]
Dopo fasi altalenanti, il 1º gennaio 1669 il Commissario di Compito venne annualmente rinnovato ininterrottamente fino al 1802 e Sant'Andrea di Compito ospitò il Palazzo del Commissario. La sua giurisdizione comprendeva le comunità della Vicaria, che con la riforma giudiziaria del 1802 furono sottoposte al Tribunale di Prima Istanza del Circondario del Serchio ossia di Lucca. A Sant'Andrea rimase comunque un giudice di pace fino al 1808[79] e dal 1815 al 1818 un Podestà.[80]
Anche il nuovo Governo provvisorio della Repubblica di Lucca del 1801 confermò la Vicarìa di Compito con le seguenti comunità partecipanti: 1.Badia di Cantignano, 2. San Giusto di Compito, 3.Castel Vecchio,4.S.Leonardo di Compito, 5. Compito Pieve, 6. Coselli, 7. S. Andrea di Compito, 8.Massa Macinaja, 9.Colle di Compito, 10.Ruota, 12. Colognora di Compito, 13.Vorno. 14. S.Ginese di Compito.[81]
Nei primi giorni maggio del 1801 si ebbero episodi di insofferenza verso il nuovo governo. Il commissario Francesco Minutoli riferisce che circa quaranta " male intenzionati" provenienti dalla Pieve di Compito, da Palaiola, da San Ginese e da Colle, " tutti armati si sono portati in questa piazza ed hanno svelto l'abero " " di poi ove c'era l'Albero hanno piantato una croce" gridando "E' viva la Croce, è viva la Religione".[82]
Nel 1823 tutto il Compitese fu inglobato nel Comune di Capannori, ma la Pieve di Compito continuò ad esistere come entità religiosa. Secondo E.Repetti[83]contava questi abitanti:
- anno 1832
- Pieve di Compito ( corpo della pieve): 620
- Sant'Andrea di Compito: 660
- S. Maria di Colle di Compito: 1168
- S. Michele di Colognora di Compito: 191
- San Ginese di Compito: 838
- San Giusto di Compito: 156
- anno 1844
- Pieve di Compito (S. Giovanni Battista): 790
- S. Andrea di Compito: 784
- S. Maria di Colle di Compito: 1406
- S. Michele di Colognora di Compito: 227
- San Ginese di Compito: 986
- San Giusto di Compito: 484
- Sant'Andrea di Castel Vecchio di Compito: 572
Il Compitese restò sotto la giurisdizione lucchese sino all'annessione al Granducato di Toscana avvenuta nel 1848. Nell'anno 1859 si procedette con la bonifica definitiva del Lago di Bientina, grazie all'egregio lavoro di ingegneria idraulica progettato dall'architetto Alessandro Manetti.[55]
Attualmente la zona del Compitese conta dieci parrocchie, che fanno capo alla Comunità parrocchiale del Compitese, la canonica del cui titolare è sita a san Ginese di Compito: la comunità fa parte dell'area pastorale della Piana di Lucca, a sua volta compresa nell'arcidiocesi di Lucca.[84]
Il campo di prigionia di Colle di Compito
[modifica | modifica wikitesto]Nel corso della seconda guerra mondiale, nel luglio 1942, fu istituito il campo di prigionia di Colle di Compito per prigionieri di guerra angloamericani con degli attendamenti e alcune baracche in legno collocate nell’area paludosa del Pollino vicino al lago Gherardesca. La zona fu scelta per il suo isolamento e la vicinanza con la piccola stazione ferroviaria di Colle di Compito sulla linea Lucca-Pontedera. A fine settembre il campo raccoglieva 3970 internati così suddivisi: 2224 inglesi, 1737 sudafricani, 3 mediorientali, 2 indiani, 3 serbi e uno di nazionalità non specificata. Le condizioni di vita erano pessime per l'insalubrità del luogo e l'assenza di strutture adeguate; nel complesso tuttavia le relazioni, anche tra prigionieri, soldati di guardia e popolazione locale, furono buone.[85]
Il 10 settembre 1943, truppe tedesche si presentarono al campo per prenderne controllo. Al rifiuto dei soldati italiani di eseguire l'ordine, i tedeschi risposero uccidendo il capitano Massimo De Felice, il colonnello Vincenzo Cione e il soldato Domenico Mastrippolito. Nella confusione i prigionieri fuggirono in massa disperdendosi nelle campagne, aiutati dalla popolazione locale. Quanto restava del campo fu saccheggiato dagli abitanti della zona.[86]
Il campo fu riattivato a fine 1943 dalla Repubblica Sociale Italiana come luogo di prigionia per internati politici, ebrei e detenuti comuni. Vi furono rinchiuse tra le 250 e le 300 persone. Nel giugno 1944, in seguito ad un mitragliamento aereo, il campo fu definitivamente chiuso e gli internati trasferiti a Bagni di Lucca.[87]
Del campo oggi non rimane traccia alcuna se non una lapide commemorativa collocatavi nel 1993 e un cartello che inserisce il luogo in un percorso della memoria del Comune di Capannori.[88]
Monumenti e luoghi di interesse
[modifica | modifica wikitesto]La zona contava numerosi castelli, ma salvo le vestigia di quello di Castelvecchio, non rimane nulla. Le chiese erano e sono ancora oggi il centro vitale dei borghi.
Villa Altogradi
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Villa Altogradi (oggi Adorni Braccesi, detta anche Villa Magnani) è stata edificata in una posizione leggermente elevata, quasi a controllo degli antichi terreni degli omonimi Conti. E' sita nei pressi del canale del Rogio, quando questo si interseca con l'antico porte delle Murelle, nel territorio di Colognora di Compito.
Risale al XVI secolo ed è classificata a cura del Ministero competente nell'ambito culturale del Rinascimento toscano, essendo vincolata ai sensi della L.R.T. 21 maggio 1980 n.59. Oggi è una villa utilizzata come abitazione privata.
Gli Altogradi, secondo M.Paoli, erano una famiglia lucchese, originaria di San Miniato. Solo nel 1417 Berto di Bartolomeo di Belgrado, che esercitava l'attività di macellaio con i fratelli, ricevette la cittadinanza lucchese da Paolo Guinigi e solo agli inizi del 1500 acquistò il cognome Altogradi. Lelio Altogradi fu un giureconsulto di valore e morì nel 1640. Ebbero un Palazzo anche in Lucca in via dell'Arancio, a pianta di trapezio irregolare.
Area archeologica del Palazzaccio
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L'Area archeologica del Palazzaccio[89] è sita, all'altezza del colle detto Picchio, sul dosso destro del Rogio, ora collocata nel territorio di Colognora di Compito per una nuova ridefinizione dei confini delle frazioni del Comune di Capannori, ma noto nei testi degli storici e degli archeologi per essere appartenuto fin dal medioevo al Comune di San Ginese di Compito.
La villa rurale del Palazzaccio, tuttora esistente ma inagibile, era una villa rinascimentale di proprietà di nobili di Lucca, gli ultimi furono i Bernardini, grossi proprietari terrieri. Sul sito del Palazzaccio, che è leggermente più alto rispetto al piano di campagna circostante, gli insediamenti sono continuativi dall'età del Bronzo medio fino ai giorni d'oggi, fermo restando il fatto che a causa delle frequenti inondazioni il sito era sotto il livello delle acque per lunghi periodi.
Tomba del Rio Valletta
[modifica | modifica wikitesto]Elena Paderi, per dimostrare quanto fosse piccolo il lago di Sesto/Bientina al tempo degli Etruschi, ci informa sulla posizione del ritrovamento della Tomba[90].
"Una tomba etrusca, ritenuta del V secolo a. C., in un luogo molto addentro nell'alveo del Bientina, quasi all'incontro cioè del rio Ralletta colla fossa numero 9," , rinvenuta nel 1892 a mt.1,50 sotto il piano di campagna, a seguito di lavori di sterro del torrente, in comune di Capannori, nel Padule di Colle di Compito.
Anche il Ghirardini[91]ci racconta del prezioso rinvenimento: " Il rio Ralletta che, non suol essere mai privo d'acqua, ne ha in iscarsissima misura nel cuore dell'estate; e in tale condizione esso era, allorchè si dette mano ai lavori di sterro. I quali il dì 27 agosto stavano eseguendosi in un punto discosto circa 400 metri dal canale Rogio e 20 dalla fossa segnata nella pianta della bonifica col numero 9,[92],"[93], che passa attraverso al rio, diretta da oriente ad occidente. "Era una tomba a cremazione a ziro[94], "che impiegava come cinerario un cratere attico a figure rosse, e conteneva un completo di oreficerie", dice il Ciampoltrini. La sua importanza consiste nel fatto che la sua posizione nell'antico lago di Sesto attesta che la superficie del lago in epoca etrusca era alquanto limitata, forse solo alla curva di livello sul mare di 6 mt.,[95] fatto confermato secondo la Paderi dal ritrovamento, nel 1929, di due tombe del solito tipo a ziro, 150 mt a sud della confluenza del Rogio con la fossa Navareccia, illustrate da Biagio Pace, che attribuisce al IV secolo i vasi, e da Vittorio Bernardi, che le riferisce al V-IV secolo a.C., forse d'imitazione etrusca.[96]
Scavi al Chiarone[97]
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L'area del Chiarone, così chiamata presumibilmente perchè il lago-palude di Sesto in quel luogo appariva particolarmente chiaro, era situata lungo l'antico corso del Serchio, nel punto dove il fiume, riceveva da destra l'affluente Visona.
"Si è designato convenzionalmente come Chiarone – dalla denominazione catastale di questo tratto della bonifica del Capannorese – il sito archeologico che occupa il dosso di destra del ramo laterale destro dell’Auser che attraversa la piana (Auser I), in un punto in cui descrive una curva che ne porta il corso, da tendenzialmente nord-sud, a nord-ovest/sud-est. Il ruolo cruciale di quest’area è rispecchiato dalla frequentazione millenaria, dall’Età del Ferro sino alle fasi estreme d’età severiana 7, emersa con l’esplorazione estensiva condotta dalla Soprintendenza Archeologica (di Lucca) negli anni 1987-1990."[98]
Nella piana antistante il borgo e nei campi del "Chiarone", sono state effettuate quattro campagne di scavo (1982-1990) che hanno permesso di trovare vari resti di seguito elencati.
- Tracce di una capanna villanoviana, con i suoi "annessi" (VIII secolo a.C.);
- Una serie di case in legno del VII, VI; nel V secolo a.C., ai margini dell'insediamento più antico, venne edificata una nuova abitazione in legno, a pianta rettangolare, fornita di un ambiente annesso; prossima a questa abitazione è stata rinvenuta una statuetta in bronzo femminile.
- "Una capanna in legno del II secolo a.C., dalla I colonizzazione romana, che prelude all'impianto di una fattoria d'età augustea, che venne infine interamente smantellata e demolita, intorno alla metà del II secolo d.C. (età antonina), per ottenere una vasta superficie consolidata da un compatto livellamento di frammenti di laterizi, pietrame, ceramiche, su cui - verosimilmente - costruire precarie capanne"[99], le cui attività per il sostentamento potevano estendersi alla pesca nel vicino tratto di Auser, come si dedurrebbe dal rinvenimento di pesi da rete in piombo. Nei decenni di passaggio fra II e III secolo d.C. l'area venne abbandonata.[99]
- Le indagini archeologiche condotte nel 1984 hanno individuato una via glareata di epoca romana o preromana. La carreggiata ha una larghezza costante di 3,5m ed il battuto stradale è costituito da ciottoli fluviali costipati e legati da terra e ghiaia. [100]
Chiesa di San Giovanni Battista (Pieve di Compito)
[modifica | modifica wikitesto]Dall'XI secolo diventò Pieve e rappresentò quindi il maggior centro religioso del Piviere, dopo che la Pieve di Santo Stefano e San Giovanni Battista situata in Villora perse importanza.
Dell'antica Pieve, edificio romanico a tre navate, non rimane traccia, perché nel 1728 venne demolita e sostituita da una struttura a croce latina, di una certa imponenza, a tre navate e 12 colonne quadrangolari.[101]

La chiesa di Sant'Andrea di Compito
[modifica | modifica wikitesto]Una chiesa di Sant'Andrea di Compito fu fondata nel 919 in un luogo chiamato "Trebbio ", ovvero Trivio[102][103]; a cavallo del XII e XIII secolo non più in grado di ospitare l’intera popolazione, venne ampliata una prima volta, altre importanti ristrutturazione le subì successivamente, come il campanile che verrà ricostruito a metà dell’800, sulle rovine della vecchia torre.
La chiesa di San Pietro a Forcone, detta Chiesina di Santa Lucia, è la più antica del borgo e nel XVII secolo ormai semi abbandonata e in cattivo stato di conservazione, vide spostare i suoi benefici alla nuova sede parrocchiale di S. Andrea.
Torre di segnalazione (Sant'Andrea di Compito)
[modifica | modifica wikitesto]Nel medioevo completava il complesso sistema difensivo della Repubblica di Lucca. Sul tetto della torre vi fu posto un braciere, che veniva acceso in caso di invasione da parte dei pisani, così un segnale luminoso veniva diretto al Castello di Compito, che a sua volta lo ritrasmetteva alla Torre di Palazzo situata nel centro di Lucca. Così i lucchesi potevano inviare truppe armate nel compitese per arginare in tempo gli attacchi nemici. Vista l'importanza strategica della torre, durante il XV secolo, il signore di Lucca Paolo Guinigi ne comandò la ristrutturazione e lungo la parete frontale venne posta una gabbia metallica, nella quale veniva inserita la testa dei condannati a morte, come avvertimento per altri eventuali fuorilegge.
Palazzo del Commissariato (Sant'Andrea di Compito)
[modifica | modifica wikitesto]Fu sede del Commissario e del Notaio del Piviere di Compito e poi dal 1638 della Vicaria, nonché del Parlamento. Era diviso in due appartamenti al primo piano, di cui uno, quello di levante, occupato dal Commissario. A piano terra vi erano le carceri ed un loggiato. Era di proprietà dei Niccolai di Lucca e il 1754 venne acquistato dalla Repubblica, che nel 1824 lo vendette agli Orsi. Oggi non ha più l'aspetto originario per le ristrutturazioni intervenute.[104]
Nel XVIII secolo, nobili e benestanti lucchesi edificarono a Sant'Andrea di Compito numerose ville lussuose: Villa Orsi, Villa Campetti, Villa Rosa, etc. Gli spettacolari giardini al loro interno, in primavera, ospitano la Mostra delle Antiche Camelie della Lucchesia.[55]
Abbazia di San Salvatore di Sesto (Castelvecchio di Compito)
[modifica | modifica wikitesto]In località La Badia si trova ciò che rimane dell'antica Abbazia imperiale, ovvero i resti di una torre campanaria, incorporata nell'attuale fabbricato, che risale XVII secolo.[105]
Chiesa di San Michele Arcangelo (Colognora di Compito)
[modifica | modifica wikitesto]L'attuale struttura fu edificata nel 1865, sopra un edificio preesistente.[105]
Chiesa di S.Lorenzo (Massa Macinaia)
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1675 fu ristrutturata e dotata di un campanile nuovo, nel ’900 vennero aggiunte le due navate laterali e ristrutturato nuovamente il campanile.[106]
Chiesa di Santa Maria Assunta (Colle di Compito)
[modifica | modifica wikitesto]L’odierna chiesa venne edificata su un precedente fabbricato romanico e nel XVII secolo fu ampliata. Due secoli dopo all'interno del Borghetto, dove esisteva una vecchia edicola, venne costruita un'altra chiesa, il Santuario della Madonna della Consolazione.[106]
Chiesa di San Ginese (San Ginese di Compito)
[modifica | modifica wikitesto]Venne menzionata già nell'anno 844, tuttavia l'attuale edificio risale al 1859, quando fu ricostruita dall'architetto Giuseppe Pardini. Svolgeva anche la funzione di punto di avvistamento sul Lago di Sesto.[107]
Chiesa di San Giusto (S. Giusto di Compito)
[modifica | modifica wikitesto]La prima attestazione sull'edificio di culto di San Giusto si ebbe dopo l'anno mille. La chiesa fu abbattuta e rimpiazzata con una di maggiori dimensioni nel 1864. Anche il suo antico campanile aveva il ruolo di torre controllo e segnalazione durante le guerre tra Lucca e Pisa.[108]
Chiesa di San Bartolomeo (Ruota)
[modifica | modifica wikitesto]La prima documentazione della Chiesa di San Bartolomeo a Ruota risale all'anno 1260.[109]
Casa natale di Don Aldo Mei (Ruota)
[modifica | modifica wikitesto]Don Aldo Mei, parroco di Ruota, fu ucciso dai nazifascisti perché accusato di aver dato rifugio a un ebreo. Oggi il suo atto di resistenza lo rende un punto di riferimento per gli abitanti di Ruota e di tutto il Compitese.[110]
Chiesa romanica e Ospedale di San Leonardo in Treponzio
[modifica | modifica wikitesto]Il complesso è posto all'antico incrocio tra la via Di Tiglio (oggi SS 439) e la antica provinciale.
La Chiesa di San Leonardo in Treponzio venne eretta nell'XI secolo ed è dedicata a Leonardo di Noblac.[111] La prima menzione è datata 30 novembre 1115: si tratta di una donazione di un uliveto " onde i frutti del medesimo [oliveto] servano per uso e vitto dei pellegrini che vanno e vengono ".[112]
Economia
[modifica | modifica wikitesto]Il territorio ha da sempre una particolare vocazione rurale e contadina.
Prodotto d'eccellenza è l'olio d'oliva del Compitese, ricavato dai molteplici uliveti sparsi su tutti i rilievi; In località Pieve di Compito ci sono due oleifici attivi: "Il Frantoio la Visona" che produce ancora con metodi tradizionali e il "Frantoio Sociale del Compitese", il più famoso frantoio della Lucchesia.[113]
L'area occupata dal Padule (denominata sulle mappe alveo di Bientina) è oggi impiegata per la coltivazione intensiva di cereali e per attività legate alla pastorizia, come il pascolo del bestiame.
A Sant'Andrea si trova un'area adibita alla coltivazione di camelie, la quale ospita infatti la famosa Festa delle Camelie, l'evento principale del comprensorio compitese.[114]
Sono oltretutto diffuse anche attività di artigianato, edilizia e industria agroalimentare.
Infrastrutture e trasporti
[modifica | modifica wikitesto]Strade
[modifica | modifica wikitesto]La zona è servita dall'uscita autostradale Capannori. Importanti arterie stradali del territorio compitese sono Via di Tiglio (collega Lucca con Bientina), Via della Pieve, Via di Sant'Andrea, Via di Sottomonte (collega il Compitese alla zona industriale di Guamo), Via di San Ginese, Via di Circonvallazione, Via di Ruota e Via del Cantiere (conduce al Monte Serra).
Ferrovie
[modifica | modifica wikitesto]Il territorio poté usufruire della linea di ferrovia Lucca-Pontedera dal 1928 al 1944. Il Compitese disponeva di ben quattro scali, tra stazioni e fermate. In epoca odierna gli scali più vicini sono quelli della Stazione di Tassignano-Capannori e della Stazione di Lucca.
Galleria d'immagini
[modifica | modifica wikitesto]- Campanile di San Leonardo in Treponzio
- Castelvecchio Alto
- Colle di Compito
- Pieve di Compito
- Chiesa di San Ginese
- Ruota
- Chiesa di Colognora
- Massa Macinaia
- Sant'Andrea di Compito
- Chiesa di San Giusto
- Oasi del Bottaccio
- Lago della Gherardesca
- Il Palazzaccio
- Monti Pisani del Compitese dal lago
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ h Archiviato il 14 agosto 2022 in Internet Archive.g3w - client | CARTOTECA
- ↑ La prima e unica piantagione di tè in Italia è a Lucca, una foglia da 600€ al chilo, su destinazioneterra.com. URL consultato il 1º dicembre 2021.
- ↑ MOSTRA DELLE ANTICHE CAMELIE DELLA LUCCHESIA, su capannori-terraditoscana.org.
- ↑ Franca Lenci, Il Lago della Gherardesca e Oasi del Bottaccio: fra natura e storia, su Scuola di Viaggio, 5 marzo 2019. URL consultato il 1º dicembre 2021.
- ↑ Le 10 escursioni e trekking migliori nei dintorni di Capannori, su komoot.com.
- ↑ I migliori percorsi in Capannori, 583 percorsi, su it.wikiloc.com.
- ↑ Capannori, Lucca : I migliori sentieri, percorsi e passeggiate, su sitytrail.com.
- ↑ La via della buona acqua., su comune.capannori.lu.it.
- ↑ lavocedilucca.it, https://www.lavocedilucca.it/post/7007/in-3.000-alla-prima-edizione-del--festival-del-bosco--del-compitese.php.
- ↑ Riccardo Ambrosini, Lucca ed il suo territorio. Toponomastica, dialettologia critica linguistica, 2006, pp. 151-152.
- ↑ Ambrosini (1926-2008) era professore di Linguistica e Glottologia nell'ateneo pisano alla Facoltà di Lingue. Dal 1991, Ambrosini era presidente dell'Accademia lucchese di Scienze, Lettere e Arti. Ambrosini è morto nella sua casa di San Quirico a Moriano (Lucca).
- ↑ Renzo Sabbatini, SARDI, Cesare, su treccani.it, Treccani - Dizionario Biografico degli Italiani.
- ↑ Cesare Sardi, Vie romane e medioevali nel territorio lucchese, in Atti della Reale Accademia Lucchese, XXXIV - si trova alla Biblioteca Statale e all’Archivio Notarile, ex macelli, Lucca, Tipografia Giusti, 1924, p. 149.
- ↑ Salvatore Andreucci, Il Compitese ed i suoi dòmini, 1966.
- ↑ Daniela Cocchi Genik, Testimonianza preistoriche e protostoriche, in Giulio Ciampoltrini, Michelangelo Zecchini (a cura di), Dimore dell'Auser.
- ↑ Giulio Ciampoltrini, Domenico Barreca e Redazione della Cooperativa Archeologia, Insediamenti dell'Età del Bronzo fra le Cerbaie e l'Auser. Ricerche al Palazzaccio di Capannori e ai Cavi di Orentano, in Giulio Ciampoltrini (a cura di), I segni dell'Auser, giugno 2008.
- ↑ Michelangelo Zecchini, Capannori (Lu) scavi nella fattoria romana del Palazzaccio.
- ↑ VILLAGGI VILLANOVIANI E D’ETÀ ORIENTALIZZANTE SULL’AUSER. LA RIPRESA DELL’OCCUPAZIONE FRA VIII E VII SECOLO A.C., in Gli Etruschi della Piana di Lucca. Forme dell'insediamento fra VIII e V secolo a.C., Lucca, 2007, pp. 19-118.
- ↑ Giulio Ciampoltrini, La piana lucchese fra VIII e V secolo a. C., in Gli Etruschi della Piana di Lucca., pp. 1 e segg..
- 1 2 AA.VV., Vicende Storiche, in Rosella Zanasi (a cura di), i Pivieri di Vorno e di Compito, Capannori, 1998, p. 23.
- ↑ Paolo Mencacci, Lucca le mura, Lucca, 2001, p. 16, posizione: prime righe in alto.
- ↑ Tito Livio, Liber XXI, in Ab urbe condita.
- ↑ Tito Livio Ab Urbe condita Liber XIL, 13
- ↑ Giulio Ciampoltrini, Edilizia rurale tra Valdarno e Valle del Serchio: la colonizzazione etrusca tra VI e V secolo a. C. e le deduzioni coloniali d’età tardorepubblicana, 2011, I segni dell'Auser
- ↑ Giulio Ciampoltrini, LA GRIGLIA DI IGINO. NUOVI MATERIALI PER LA CENTURIAZIONE DI LUCCA.
- ↑ Juan Antonio Quirós Castillo, El incastellamento en el territorio de la ciudad de Luca (Toscana), 1999, p. 139 e segg..«...è possibile che la dispersione della popolazione sia stata caratteristica dell'insediamento già in epoca romana.»
- ↑ Piano di classifica degli immobili , Origini ed evoluzione. (PDF), CONSORZIO DEL PADULE DEL BIENTINA, pp. 6-7.
- ↑ Elena Paderi, Variazioni fisiografiche del Bacino del Bientina e della Pianura Lucchese durante i periodi storici, in Memorie della Reale Società Geografica Italiana, vol.VII - 1932 pp.189-118.
- ↑ https://www.academia.edu/729849/Insediamenti_dellEt%C3%A0_del_Bronzo_fra_le_Cerbaie_e_lAuser_Ricerche_al_Palazzaccio_di_Capannori_e_Ai_Cavi_di_Orentano.
- ↑ Charles Ewell e Laurel Taylor, Excavations at the 'Project of 100 Roman Farms', Lucca, Italy: The 2006-2008 seasons at Palazzaccio (PDF), in The journal of Fasti online.
- ↑ Amedeo Guidugli, La viabilità medioevale nella valle del Serchio e la nascita degli Hospitalia pauperum, in Il cammino del Volto Santo di Lucca: Le strade e gli ospedali per pellegrini nella valle del Serchio in epoca medioevale, Argot edizioni.
- ↑ Onori,Alberto Maria, L'Abbazia di San Salvatore di Sesto ed il Lago di Bientina. Una Signoria Ecclesiastica 1250/1300, Salimbeni, 1984, passim
- ↑ FRILLI M. , 1998, Capannori itinerari archeologici II, pag.18, che suggerisce che la abbazia potrebbe essere sorta sui resti dell'abitato di Sesto, scomparso
- ↑ Segni Dell'auser, Segni dell'Auser: Amici antichi e recenti: epigrafia latina nel territorio di Capannori (amore e morte, fatiche e successi), su Segni dell'Auser, lunedì 10 luglio 2017. URL consultato il 14 ottobre 2025.
- ↑ Giulio Ciampoltrini, Amici antichi e recenti: epigrafia latina nel territorio di Capannori (amore e morte, fatiche e successi), su segnidellauser.blogspot.com. URL consultato il 2 dicembre 2023.
- ↑ Guido Casotti, Al Museo Athena apre una nuova sezione dedicata all’epigrafia, in Noi TV, 7 luglio 1917.
- 1 2 3 Alberto Maria Onori, L'Abbazia di San Salvatore a Sesto ed il lago di Bientina, Firenze, Salimbeni, 1984.
- ↑ Mittarelli e Costadoni (a cura di), Annales Camaldolentes, su play.google.com, I, pp. 357-358.
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- ↑ Antonio Alberti, MONASTERI E CASTELLI SUL MONTE PISANO. INSEDIAMENTI MEDIEVALI IN UN’AREA DI CONFINE (X-XII SECOLO), in Studi di Storia degli Insediamenti in onore di Gabriella Garzella, Enrica Salvatori, p. 159.
- 1 2 Salvatore Andreucci, Il Compitese ed i suoi dòmini, in Giornale storico della Lunigiana e del territorio lucense, 1966, p. 41.
- ↑ Salvatore Andreucci, Santo Stefano di Villora: la primitiva pieve del Compitese oggi scomparsa, in Giornale Storico della Lunigiana e del territorio lucense, vol. 1964, n. 1-3, 1964,, pp. 55-60.
- ↑ Abate Domenico Barsocchini (a cura di), Memorie e documenti per servire alla storia ecclesiastica lucchese, in documento MDLXI, III (tomo V parte III), 983, p. 943.
- ↑ = concedere un fondo con un contratto di livello, di frequente uso nel medioevo.
- ↑ Secondo l'interpretazione della storiografia corrente il meccanismo di formazione dei patrimoni dei nobili era proprio quello del "livello" realizzato dalle gerarchie ecclesiastiche in favore di alcune figure eminenti del territorio.
- ↑ La Plebs o Pievania o Pieve " è una istituzione tipica italiana che costituisce la Chiesa mater attraverso la quale il Vescovo guidava la cristianizzazione del territorio rurale dalla città" come dice J.A.Quiros Castillo, in "El incastellamento en el territorio di Luca" pag. 43 nota 10.
- ↑ Sac. Luigi Nanni, La Parrocchia studiata nei documenti lucchesi dei secoli VIII-XIII, Roma, 1848, pp. 48 e segg.
- ↑ Paolo Tomei, Un nuovo 'polittico' lucchese del IX secolo:il breve de multis pensionibus, in Studi Medioevali, 2012, p. 585.
- ↑ Guido-Parenti, Regesto del Capitolo di Lucca, vol I, p. 42, Roma, 1939
- ↑ Guidi-Parenti, Regesto del Capitolo di Lucca, Roma, 1939, pp. 173-174.
- ↑ Alberto Maria Onori, L'abbazia di San Salvatore a Sesto e il lago di Bientina : una signoria ecclesiastica, 1250-1300, Firenze, Salimbeni Libreria Editrice, 1984.
- ↑ Salvatore Andreucci, Compito ed suoi domini, in Giornale Storico della Lunigiana e del territorio lucense, vol. 1964, p. 42.
- 1 2 3 Giovanni Sercambi, Le Croniche, a cura di Salvatore Bongi, I, p. 120, passo 105-110.
- 1 2 3 4 5 Ser Pietro o Piero di Berto lucchese, Notizie di alcune famiglie e signori di castelli nel territorio di Lucca e dove abitassero, in manoscritto n. 1639 contenuto nella Biblioteca di Stato di Lucca, sec.XVIII.
- 1 2 3 Capannori borghi 4 – Camelie - Vacanze – Turismo – Ville, su contadolucchese.it. URL consultato l'11 marzo 2021.
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- 1 2 Antonio Alberti, MONASTERI E CASTELLI SUL MONTE PISANO. INSEDIAMENTI MEDIEVALI IN UN’AREA DI CONFINE (X-XII SECOLO), in Enrica Salvatori (a cura di), Studi di Storia degli insediameni in onore di Gabriella Garzella, Pisa, Pacini Editore, 2014.
- ↑ Castillo, El incastellamento en el territorio de la ciudad de Luca (Toscana).
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- ↑ Giovanni Sercambi, CCCCXXXIV . COME LI HOMINI DI PISA ARSERO TUCTO CHASTELVECCHIO DI COMPOTO E PARTIRSI ., in Le croniche di Giovanni Sercambi, Lucchese, vol. 1.
- ↑ Trattasi di un Estimo Ecclesiastico, realizzato per tassare il clero lucchese per sostenere le spese di un legato pontificio; il clero chiese aiuto a Papa Alessandro IV, che provvide ad abolire subito la tassa. (tratto dalla prefazione del curatore Pietro Guidi)
- ↑ Pietro Guidi (a cura di), Estimo della Diocesi di Lucca dell'anno 1260, in La decima degli anni 1274-1280 : con carta topografica delle diocesi nel sec. XIII, ms.131.
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- ↑ M. Frilli, Capannori itinerari archeologici, II, Gruppo Archeologico Capannorese, 1998, pp. 18-19.
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- ↑ Salvatore Bongi, Inventario del R. Archivio di Stato in Lucca, fondo Amministrazione delle Comunità soggette e Vicarie (PDF), II, p. 271, faldone 5.
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- ↑ N.B. : le teste sono solo gli uomini dagli anni 14 in su
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- ↑ ToscanaNovecento.
- ↑ Liberation Route Europe.
- ↑ Il campo di concentramento di Colle di Compito.
- ↑ I sentieri della memoria.
- ↑ Il sito è posto attualmente nel territorio di Colognora di Compito a causa di una recente ridefinizione comunale dei confini delle frazioni, ma in tutti i testi che riportano la storia degli scavi è riportata la appartenenza dell'area a San Ginese, attestata dai documenti fin dalla fine del primo millennio, per tutto il medievo al Comune di Casteldurante fino ai giorni nostri.
- ↑ Elena Paderi, Variazioni fisiografiche del bacini di Bientina e della pianura lucchese durante i periodi storici, in Memorie della Reale Società Geografica Italiana, XVII, p. 6 ( della sola pubblicazione), p. 92 della pubblicazione nelle Memorie del RSGI.
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- ↑ Elena Paderi, Le variazioni fisiografiche del bacinio di Bientina e della pianura lucchese durante i periodi storici, in Memorie della Società geografica italiana, vol. 17, 1932, p. 6.
- ↑ Vocabolo derivato dall'arabo " Zir" signicante " grosso orcio". "Si dicono talvolta tombe a ziro le tombe a doglio (o a pìthos) scoperte nella zona di Chiusi, e appartenenti alla prima età etrusca."Treccani.it
- ↑ La curva di livello 6, studiata dalla Paderi, comprenderebbe una area tra Staffoli, sulla sponda est, ed il Tiglio, sulla sponda ovest del lago.
- ↑ Vittorio Bernardi, Archeologia nel Bientina, 1986, p. 43.
- ↑ L'area apparterrebbe al territorio della frazione amministrativa del Comune di Capannori " Alveo del Bientina", è vicina alla centro abitato di Colle di Compito
- ↑ citazione da : Giulio Ciampoltrini (con un contributo di Marcello Cosci e Consuelo Spataro), Gli Etruschi della Piana di Lucca. Forme dell'insediamento fra VIII e V secolo a.C., in Gli Etruschi della Piana di Lucca. La via del Frizzone e il sistema di insediamenti tra VIII e V secolo a.C., Lucca 2007, p.21.
- 1 2 Giulio Ciampoltrini e Susanna Bianchini, Il territorio valdarnese in età romana: una comunità rurale del I e II secolo d.C, (Chiarone di Capannori), su academia.edu.
- ↑ Cosci M., “Dal monte al mare: evoluzioni idrografiche dell’antico fiume Auser”, in Le dimore dell’Auser, Lucca 2005. -Ciampoltrini G., “Vie rurali d’età romana nell’ager Lucensis: nuove acquisizioni”, in Viabilità e insediamenti nell’Italia antica, Atlante Tematico di Topografia Antica, 13, pp. 147-156.
- ↑ Rosella Zanassi (a cura di), I Pivieri di Vorno e di Compito, 1998, p. 104, 105
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- ↑ Barsocchini, Raccolta di documenti per servire alla storia ecclesiastica lucchese, in Momorie e documenti per servire all'istoria del ducato di Lucca, Tomo 4 parte 3. documento XCLXXXVI, p. 102.
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- 1 2 Capannori borghi 1 - Compitese - Vacanze - Turismo - Badia, su contadolucchese.it. URL consultato il 1º dicembre 2021.
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- ↑ CHIESA DI SAN BARTOLOMEO - RUOTA, su capannori-terraditoscana.org.
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- ↑ Bonfiglio notaio, 30-11-1115 Fregionaia, in Archivio di Stato di Lucca, fondo Fregionaia, 1115.
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Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- AA.VV., i Pivieri di Vorno e di Compito, a cura di Rosella Zanasi, Capannori, 1998.
- Salvatore Andreucci, Santo Stefano di Villora: la primitiva pieve del Compitese oggi scomparsa, in Giornale Storico della Lunigiana e del territorio lucense, vol. 1-3, pp. 55-60.
- Salvatore Andreucci, Il Compitese ed i suoi dòmini, in Giornale storico della Lunigiana e del territorio lucense, 1966, pp. 39-43.
- Augusto Mancini, Storia di Lucca, Firenze, Sansoni, 1950.
