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Antefissa

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Antefisse triangolari nel Museo Storico della Serbia, Belgrado

L'antefissa (dal latino antefixa, "fissata davanti") è un elemento decorativo che termina le testate degli embrici sui tetti di una struttura, particolarmente comune nei templi o negli edifici sacri di origine greca, etrusco-italica e romana.

Secondo Plinio il Vecchio, fu creata dal vasaio Butade di Sicione[1]. La sua funzione, oltre che decorativa, era anche protettiva: servivano a coprire dalla pioggia le strutture in legno dei tetti, molto comuni in età arcaica. A questo si affiancava un ulteriore scopo apotropaico: per tale motivo la maggior parte delle antefisse ritrovate ritrae Gorgoni, Sileni e altre creature mitologiche ritenute in grado di allontanare il male.

Architettura greca

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Nel mondo greco con questo termine ci si riferisce alla tegola semicilindrica terminale del tetto (in greco antico καλυπτήρ?, kalyptèr), detta anche coppo in italiano. Diffusa sia in legno che in terracotta, l'antefissa si diffonde lentamente in architettura: dapprima di forma triangolare con palmette o spirali, poi semicircolare, successivamente a faccia di Gorgone o Sileno e infine a testa umana o dedalica.[2]

Antefisse di dimensioni maggiori ed raffiguranti Gorgoni, dette gorgoneion, erano molto comuni al centro dei frontoni dei templi Siciliani.

Architettura etrusca

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Nel mondo etrusco l'antefissa assume grande importanza come elemento decorativo dei templi, solitamente in legno. Realizzata in terracotta, nella seconda metà del VI secolo a.C. chiudono nella loro superficie semicilindrica l'estremità dei coppi con teste sia umane sia di Gorgone; poi, tra la fine del VI e per tutto il V secolo a.C, la forma viene perfezionata con l'introduzione di una specie di lingua all'estremità interna per introdursi sotto quella precedente del tetto e da dei fori per i chiodi, allo scopo d'impedirne lo slittamento. Altri tipi sono a cornice traforata o con figure plasticamente formate, sia isolate che in gruppo.[2]

Architettura romana

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Nel mondo romano l'antefissa viene adottata come decorazione di tetti e di edicole. Queste tarde antefisse, di piccole di dimensioni, dapprima assumono la forma di uno scudo con il vertice in alto[2]; successivamente si arricchiscono di forme e decorazioni influenzate dall'arte etrusca.

  1. Plinio il Vecchio, 43, in Naturalis historia, vol. 35.
    «Butade fu il primo a collocare delle maschere sull’orlo esterno della copertura delle tegole; all’inizio chiamò queste prostypa; poi fece anche degli ectypa. Da qui traggono origine anche gli ornamenti sulle sommità dei templi.»
  2. 1 2 3 Treccani, Antefissa, in Enciclopedia Italiana, 1929.

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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  • Antefissa, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
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