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Pietro da Mogliano

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Beato Pietro da Mogliano
BERJAYA
 

Religioso

 
NascitaMogliano, 1435
Morte25 luglio 1490
Venerato daChiesa cattolica
Beatificazione10 agosto 1760 da papa Clemente XIII

Beato Pietro da Mogliano, nato Pietro Corradini (Mogliano, 1435Camerino, 25 luglio 1490), è stato un religioso italiano.Frate francescano appartenente al ramo degli Osservanti, fu noto per la sua attività di predicatore e di vicario nel territorio marchigiano e per la direzione spirituale della santa Camilla Battista da Varano.

Beato Pietro, al secolo Pietro Corradini, nacque a Mogliano nella provincia di Macerata, intorno al 1435[1]. Le fonti ritengono che lui appartenesse alla antica famiglia moglianese dei Corradini, tuttavia non si hanno prove sicure sui suoi progenitori[2]. Una tradizione erudita del XVII secolo ritiene che egli fosse stato discendente del celeberrimo condottiero e podestà di Fermo Gentile da Mogliano, ma questa ipotesi è stata smentita dagli studi di padre Ippolito Brandozzi[3]. Lo studioso, infatti, identificò il padre in un certo Mattiozzo, figlio di notaio, individuabile all'interno del catasto pergamenaceo del XV secolo conservato presso l’archivio di Mogliano come Mactiutius ser Iohannis[2]. Infatti, a riprova di ciò, il patronimico Petrus Mactiotii de Mogliano compare all’interno di un documento del 7 marzo 1469, in cui il beato era stato citato in quanto testimone del giuramento dei cittadini di Fabriano incaricati della conservazione della pace cittadina[4]

All’età di tredici anni, secondo la testimonianza della figlia spirituale santa Camilla Battista da Varano, Pietro avrebbe avuto una visione nella quale egli avrebbe visto il mondo sprofondare e "rovinarsi", mentre un piccolo frate – identificato poi da lui come san Francesco – lo salvava conducendolo in una stanza ricolma di tesori e bellezze inimmaginabili[5][6]. L’episodio, da lui confidato solo in punto di morte, preannunciò la sua futura vocazione francescana. Nonostante ciò, egli, ostacolato dai genitori, non riuscì a mettere ad effetto questa sua vocazione in gioventù e continuò ad effettuare i suoi studi nella scuola primaria di Mogliano e secondaria di Fermo[6][4]. Andò a studiare diritto civile e canonico all'Università di Perugia per circa tre anni tra il 1457 ed il 1460 con l'intento di imbracciare la carriera forense[6]. In questo periodo, tuttavia, egli rimase particolarmente affascinato dai discorsi del predicatore francescano Padre Domenico da Leonessa[6][3]. Dopo un periodo di riflessione, decise di seguire la vita di povertà e d'apostolato proposta dai Francescani,seguendo il ramo degli Osservanti. Non si conosce con certezza il luogo in cui Pietro Corradini si preparò al sacerdozio. L’unica fonte che fornisce un’indicazione è lo storico Filippo Camerini,il quale lo colloca presso l’eremo delle Carceri, sul monte Subasio ad Assisi[7].Ordinato sacerdote, si dedicò alla predicazione nelle città dell’Italia centrale. Nel maggio 1464 è documentato ad Amandola e a Sarnano, impegnato nella predicazione della crociata contro i Turchi indetta da papa Pio II.[8] Una nota del Regestum observantiae Cismontanae, datata giugno 1472, lo documenta plausibilmente in Sardegna assieme a Giacomo da Monteprandone dal momento che si ingiunge ai frati «Iacobo et Petro de Marchia» di tornare dall’isola nella loro provincia[9][10]. Il 15 maggio 1472 Corradini venne eletto vicario provinciale di Creta, incarico che mantenne fino al 1475[8]. Nel 1474 si trova a Rodi in visita a due conventi sotto la sua giurisdizione e probabilmente nello stesso anno fece un viaggio verso la Terra Santa[8]. Egli inoltre ricoprì più volte il ruolo di vicario della provincia picena: la prima volta dal 1477 al 1480, la seconda dal 1484 al 1487 e infine la terza dal 1490 fino alla morte[11]. Durante la sua attività di predicatore egli entrò in contatto con Giulio Cesare da Varano, signore di Camerino, e dal 1484 divenne guida spirituale di sua figlia, la santa Camilla Battista,succedendo a Domenico da Leonessa[12]. Il legame tra i due fu particolarmente intenso: infatti Camilla, una volta divenuta clarissa, scrisse alla morte del frate l’opuscolo "Il felice transito del beato Pietro", indirizzato a Elisabetta Gonzaga Montefeltro, duchessa di Urbino.

Pietro Corradini morì a Camerino il 25 luglio 1490, nel convento di San Pietro in Muralto, dopo tre settimane di malattia[3][12]. Fu assistito dal medico Battista Pucci, dal confratello Francesco di Monteprandone e dalla stessa Camilla da Varano. Secondo la testimonianza della santa, infine, il frate si sarebbe spento in modo così sereno, mormorando i nomi di Gesù e Maria, che uno dei confratelli avrebbe esclamato: «Padre Pietro, tu muori ridendo!»[3].

Culto e Beatificazione

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Il culto di Pietro da Mogliano ebbe inizio subito dopo la sua morte, avvenuta il 25 luglio 1490[13]. Per la grande affluenza di fedeli, infatti, la salma venne esposta in chiesa per la durata di quattro giorni[13][14]. In quel frangente, tuttavia, per evitare che i devoti, secondo l’usanza del tempo, prelevassero frammenti del corpo o della tunica, i frati decisero di deporlo in una cappella sorvegliata giorno e notte da religiosi e laici[15]. Undici mesi dopo la sepoltura nel pavimento della chiesa di San Pietro in Muralto, nel 1491, il corpo venne riesumato e collocato in uno dei suoi muri laterali; vi rimase fino al 1503, quando i Borgia trasferirono gli Osservanti nella chiesa di San Francesco all'interno della cinta muraria e il cadavere venne qui traslato[16].

Nel 1705 il corpo fu nuovamente trasferito all’interno della stessa chiesa, in una cappella dedicata in suo onore.

Nel 1733 Il pellegrinaggio annuale della popolazione moglianese al luogo di sepoltura del beato, tradizione ormai consolidata, nel 1733 registrò circa l'esorbitante numero di circa 1700 partecipanti, pari a più della metà degli abitanti dell’epoca[17]. In tali occasioni i fedeli offrivano doni per implorare la sua intercessione durante epidemie, carestie o altre difficoltà; annualmente veniva inoltre celebrata una festa a lui dedicata.

BERJAYA
Affresco del XVII secolo raffigurante Beato Pietro da Mogliano in atto di benedire la popolazione moglianese presente all'interno del chiostro della chiesa di Santa Colomba a Mogliano

Nel 1736, su petizione dello stesso Comune di Mogliano, venne avviato il processo per l’accertamento del culto ab immemorabili, conclusosi il 10 agosto 1760 con il decreto di papa Clemente XIII che ne confermava la beatificazione ed il culto[18]. Nello stesso anno, nella chiesa di Santa Maria in Piazza venne realizzato un altare in suo onore ed il 7 settembre, Pietro venne proclamato comprotettore della Terra di Mogliano[19]. In tale occasione i cittadini ottennero da Camerino una reliquia del loro concittadino, consistente in un osso dell’avambraccio destro, racchiuso in un reliquiario di metallo argentato a forma di semibusto, oggi conservato presso il Museo di arte sacra di Mogliano.

Il culto, ininterrotto sin dalla morte del frate e accresciuto dalla fama di miracolose guarigioni attribuite alla sua intercessione, ha dato origine anche ad una ampia produzione iconografica soprattutto nell'area del maceratese[20].

In suo onore, inoltre, a Mogliano fu eretto un tempietto, sostituito poi nel 1920 da quello dedicato ai caduti della Prima guerra mondiale, situato poco fuori dalla porta da Capo, nel luogo in cui la tradizione ricorda l’assistenza prestata da Pietro agli appestati durante una pestilenza[18].

I codici di Pietro da Mogliano costituiscono un nucleo di manoscritti in gran parte inediti e poco conosciuti, conservati presso l’Archivio comunale di Mogliano e la Biblioteca comunale della stessa città. Si tratta di opere redatte in latino, ma che presentano anche elementi in volgare. Il primo codice raccoglie tre trattati di carattere ascetico: Ammaestramenti spirituali, I gradi dell’amore e Avvertimenti all’anima devota. Accanto a questi testi è presente anche un’antologia dei Commentari di san Girolamo sui profeti, la cui redazione, come attesta un colophon, fu compiuta a Rodi nel gennaio del 1474[3].

La raccolta di sermoni pronunciati Pietro da Mogliano sono invece raccolti in due codici autografi, provenienti dall’antico convento moglianese di Santa Colomba, dove erano custoditi all’interno di una cassetta lignea insieme a una copia del Felice transito di Camilla Battista da Varano[3].

I sermoni del beato Pietro rappresentano una fonte di grande interesse per lo studio della società contadina del tardo Quattrocento. Essi offrono uno spaccato significativo della vita religiosa e quotidiana dell’epoca, riflettendo le istanze spirituali, morali e sociali che animavano le comunità marchigiane nella seconda metà del XV secolo.

  1. "Del felice transito del Beato Pietro da Mogliano" di Camilla Battista da Varano, pag.89 in cui dice che l’anno di nascita è stato ricavato dal fatto che lo stesso Pietro collocò il proprio ingresso in religione all’età di venticinque anni, in seguito alla predicazione di Domenico da Leonessa a Perugia, datata al 1460.Il dato è stato confermato da frate Francesco di Monteprandone, nipote di Giacomo della Marca e direttore spirituale di Pietro.
  2. 1 2 "Mogliano ed i da Mogliano nella storia" di Delio Pacini pag.359.
  3. 1 2 3 4 5 6 Dizionario Biografico Treccani su Beato Pietro da Mogliano, su treccani.it. URL consultato il 29/09/2025.
  4. 1 2 "Il Beato Pietro da Mogliano Minore Osservante"di Ippolito Brandozzi,pag.13-64.
  5. "Del felice transito del Beato Pietro da Mogliano" di Camilla Battista da Varano,pag.88-92.
  6. 1 2 3 4 "Mogliano ed i da Mogliano nella storia "di Delio Pacini pag.360.
  7. "La vita del Beato Pietro da Mogliano dei PP. Minori Osservanti di San Francesco" di Felice Camerini ,pag.35.
  8. 1 2 3 "Mogliano ed i da Mogliano nella storia" di Delio Pacini ,pag.361.
  9. "Il Beato Pietro da Mogliano Minore Osservante"di Ippolito Brandozzi ,pag.54.
  10. Regestum observantiae Cismontanae pag.168.
  11. "Mogliano ed i da Mogliano nella storia" di Delio Pacini,pag.362-363.
  12. 1 2 "Mogliano ed i da Mogliano nella storia" di Delio Pacini,pag.362.
  13. 1 2 "Mogliano ed i da Mogliano nella storia" di Delio Pacini ,pag.370.
  14. "Del felice transito del Beato Pietro da Mogliano" di Camilla Battista da Varano, pag.105.
  15. "Mogliano ed i da Mogliano nella storia" di Delio Pacini ,pag.371..
  16. "Mogliano ed i da Mogliano nella storia" di Delio Pacini ,pag.372-373.
  17. "Mogliano ed i da Mogliano nella storia" di Delio Pacini ,pag.387.
  18. 1 2 "Mogliano ed i da Mogliano nella storia" di Delio Pacini ,pag.378.
  19. "Mogliano ed i da Mogliano nella storia" di Delio Pacini ,pag.393.
  20. "Mogliano ed i da Mogliano nella storia" di Delio Pacini ,pag.371 nel quale si racconta che la salma del beato aveva miracolosamente una donna affetta sin dalla nascita da cecità.
  • Fernando e Gioia Lanzi, Come riconoscere i santi e i patroni nell'arte e nelle immagini popolari, 2007, Jaca Book
  • Maria Vago, Piccole storie di grandi santi, 2007, Edizioni Messaggero
  • B. Battista da Varano, Il felice transito del beato Pietro da Mogliano, a cura di Adriano Gattucci, Edizioni del Galluzzo, Firenze 2007
  • Delio Pacini, Mogliano ed i da Mogliano nella storia,Andrea Livi Editore, Fermo 2005
  • Felice Camerini, La vita del Beato Pietro da Mogliano dei PP. Minori Osservanti, Camerino 1737
  • Ippolito Brandozzi, Il Beato Pietro da Mogliano Minore Osservante, Roma 1967

Voci correlate

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Collegamenti esterni

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