Tetrazene


I tetrazeni (tetrazèni[1]) sono composti binari di azoto e idrogeno mono insaturi, la cui molecola mostra una catena di quattro atomi di azoto, tra loro uniti da due legami singoli (N−N) e un legame doppio (N=N). La loro formula molecolare è N4H4.[2][3]
A seconda della posizione del doppio legame nella catena, si hanno gli isomeri strutturali 1-tetrazene (HN=N−NH−NH2) e 2-tetrazene (H2N−N=N−NH2); di quest'ultimo esistono due diastereoisomeri (isomeri geometrici), il cis-2-tetrazene e il trans-2-tetrazene.
L'alto numero di atomi d'azoto e l'alto contenuto energetico del loro legame rende tutti i tetrazeni composti altamente esplosivi.

2-tetrazeni
[modifica | modifica wikitesto]Sono isoelettronici con il butadiene dianione, con una struttura planare e tre orbitali molecolari π occupati. Descritti per la prima volta nel 1878 da E. Fischer. Sinteticamente si ottengono comunemente dall'accoppiamento ossidativo di idrazine 1,1-disostituite, mentre il 2-tetrazene H4N4 è stato ottenuto nel 1975 dal 1,1,4,4-tetrakis(trimetilsilil)-2-tetrazene. Alchil- ed aril-2-tetrazeni sono ottenibli partendo dall'ammina corrispondente per N-aminazione e successivo auto accoppiamento ossidativo:
R1R2-NH + BuONO --> R1R2-N-NO --> R1R2-N-NH2 --> R1R2-N-N=N-N-R1R2
Usi
[modifica | modifica wikitesto]Sia gli 1- che i 2-tetrazeni sono spesso sintetizzati e prodotti per essere impiegati negli esplosivi, additivi per combustione, additivi per pirotecnica. In laboratorio per sintesi come fonte di radicali aminilici e prodotti derivati.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Olivetti Media Communication-Enrico Olivetti, DIZIONARIO ITALIANO OLIVETTI, su dizionario-italiano.it. URL consultato l'8 dicembre 2025.
- ↑ Nils Wiberg, Egon Wiberg e Arnold Frederik Holleman, Anorganische Chemie, 103. Auflage, De Gruyter, 2017, p. 786, ISBN 978-3-11-026932-1.
- ↑ Lai-Cai Li, Jing Shang e Jun-Ling Liu, A G3B3 study of N4H4 isomers, in Journal of Molecular Structure: THEOCHEM, vol. 807, n. 1, 1º aprile 2007, pp. 207–210, DOI:10.1016/j.theochem.2006.12.009. URL consultato l'8 dicembre 2025.
- ↑ (EN) PubChem, Tetrazene, su pubchem.ncbi.nlm.nih.gov. URL consultato l'8 dicembre 2025.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]Z. Naturforsch. 57b, 365–376 (2002)
