Paola Di Cori
Paola Di Cori (Buenos Aires, 1946 – Roma, 6 novembre 2017) è stata una storica, storica della filosofia, saggista e femminista italiana.
Docente in numerose università italiane e straniere, svolse attività di ricerca negli ambiti della storia culturale, della storia delle donne e studi di genere e della teoria della storiografia.[1][2][3]
Tra le fondatrici della rivista Memoria. Rivista di storia delle donne, contribuì a introdurre nel dibattito scientifico italiano la categoria teorica di genere (gender) e a sviluppare una riflessione critica sui rapporti fra femminismo, memoria e scrittura della storia.[2]
Fu inoltre una delle principali studiose e divulgatrici italiane dell'opera dello storico e antropologo francese Michel de Certeau.
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Nata e cresciuta a Buenos Aires e successivamente trasferitasi in Italia, Paola Di Cori si laureò in Filosofia all'Università di Roma "La Sapienza" discutendo una tesi sul socialista utopista Robert Owen.[4]
Iniziò l'attività accademica presso l'Università degli Studi di Urbino "Carlo Bo", svolgendo inizialmente attività di ricerca e insegnamento in ambito etnologico. Dal 1981 divenne ricercatrice confermata di storia contemporanea presso la Facoltà di Sociologia del medesimo ateneo, dove tenne per molti anni gli insegnamenti di Antropologia sociale comparata, Studi culturali e Studi di genere. Successivamente insegnò presso la Facoltà di Lettere dell'Università di Torino e all'Università "La Sapienza" di Roma.[5][6]
Attiva in circuiti di ricerca e di discussione collegati alla storia delle donne e al femminismo italiano e internazionale, trascorse prolungati periodi di studio e insegnamento all'estero.[7] Nell'anno accademico 1982-1983 fu visiting lecturer di Storia del cristianesimo alla Harvard Divinity School e, l'anno successivo, fellow del Center for European Studies della medesima università.
Tra il 1988 e il 1990 fu affiliata all'Institute of Historical Research dell'Università di Londra, mentre nel 1989 e nel 1991 fu rispettivamente visiting scholar alla La Trobe University di Melbourne e all'Università di Sydney. Tra il 1992 e il 2000 ricoprì a più riprese i ruoli di visiting scholar e visiting professor presso l'Università di Buenos Aires.[4]
Nel 1981 partecipò alla fondazione di Memoria. Rivista di storia delle donne, facendone parte come redattrice fino al 1986.[8] Nel corso della sua carriera collaborò attivamente con numerose testate specializzate italiane e internazionali, tra cui Movimento operaio e socialista, Gender & History, Derekh. Dal 2009 fino alla sua scomparsa nel 2017, accompagnò la nascita e lo sviluppo della rivista online inGenere, curando per la piattaforma una fitta serie di recensioni, ritratti culturali e analisi metodologiche.[4][9]
Morì a Roma nel 2017, all'età di settantuno anni, dopo una lunga malattia.[6]
Attività scientifica
[modifica | modifica wikitesto]Storia delle donne e categoria di genere
[modifica | modifica wikitesto]La riflessione di Paola Di Cori si è sviluppata all'incrocio tra storia delle donne, studi di genere, teoria della storiografia e rapporto fra ricerca storica e femminismo. Il suo lavoro si è concentrato sulle modalità in cui i soggetti, le categorie interpretative e le pratiche di produzione del sapere storico vengono costruiti e trasmessi. La sua opera è stata spesso letta come un contributo alla messa in discussione dell'epistemologia storica tradizionale, più che come una circoscritta specializzazione tematica.[3]
A partire dalla seconda metà degli anni ottanta, Di Cori ha contribuito a introdurre nel dibattito italiano la categoria di genere come strumento di analisi storica, partecipando alla diffusione delle elaborazioni teoriche maturate nel contesto statunitense.[3][2][10]
Nel 1987, nello stesso fascicolo della Rivista di storia contemporanea che ospitava la prima traduzione italiana del celebre saggio di Joan Wallach Scott Il "genere": un'utile categoria di analisi storica, pubblicò il saggio Dalla storia delle donne a una storia di genere., nel quale sostenne la necessità del passaggio da una storia centrata sulle donne come soggetto a una prospettiva capace di interrogare le relazioni di genere, le costruzioni culturali della differenza sessuale e le categorie interpretative della disciplina storica.[11][12]
Queste riflessioni trovarono ulteriore sviluppo nel saggio Culture del femminismo. Il caso della storia delle donne (1997), dedicato alla formazione della storia delle donne come campo di ricerca, al rapporto fra ricerca storica e pratica politica femminista e alla progressiva affermazione della categoria di genere nella storiografia contemporanea.[13]
Nel 2013 firmò la postfazione Visione critica della storia e femminismo al volume di Joan Wallach Scott Genere, politica, storia, curato da Ida Fazio per Viella in occasione del venticinquesimo anniversario della prima traduzione italiana del saggio sul genere. In questo scritto si soffermò sulla fortuna e sulla persistente difficoltà di traduzione del termine genere/gender nelle diverse lingue - questione emersa con particolare evidenza alla Conferenza mondiale sulle donne di Pechino del 1995 - ed esaminò l'evoluzione del pensiero di Scott verso una valorizzazione della fantasia e delle passioni come elementi della ricerca storica.[14]
Femminismo, memoria e teoria della storia
[modifica | modifica wikitesto]Un'altra linea della sua ricerca ha riguardato il rapporto fra femminismo, tempo, memoria e scrittura della storia. Nell'articolo Silenzi. Neofemminismo e ricerca storica: un incontro mancato (2004) Di Cori analizzò la difficoltà delle storiche femministe italiane nel produrre una storiografia complessiva del movimento di cui molte di esse erano state protagoniste, evidenziando lo scarto fra la legittimazione degli studi sulle donne e la complessa ricostruzione storica del neofemminismo degli anni settanta.[15]
Questi temi sono presenti anche nella raccolta Asincronie del femminismo. Scritti 1986-2011 (2012), che riunisce interventi dedicati alla temporalità della ricerca storica, alla memoria, all'autobiografia, al rapporto fra femminismo e università e alle trasformazioni politiche del presente.[16][2] Nel volume l'autrice sostenne l'importanza di indagare il passato a partire dalle sue discontinuità, dai suoi "non-detti" e da quegli elementi rimasti in forma abbozzata, considerati ancora suscettibili di essere riattivati nel presente. In questa cornice metodologica, Di Cori attribuì un ruolo centrale al desiderio e alle passioni come elementi dell'agire storico, affrontando la temporalità dell'autocoscienza femminista, l'intreccio tra storia e autobiografia e le tensioni tra militanza e istituzione universitaria.[2][17]
Gender Studies e università
[modifica | modifica wikitesto]Di Cori si occupò diffusamente della trasmissione e dell'insegnamento della storia e dei saperi legati alle donne e al genere. Nel volume Insegnare di storia. Appunti sulla didattica universitaria (1999), criticò il modello accademico tradizionale basato sulla passività della lezione frontale e trasmissiva. In questo lavoro l'autrice propose una scarto concettuale dall'insegnare "la storia" (intesa come pacchetto di nozioni oggettive e immutabili) all'insegnare "di storia", al fine di orientare gli studenti a concepire il racconto storico come il prodotto di una costruzione interpretativa e del lavoro intellettuale del ricercatore.
Nel 2001 curò con Donatella Barazzetti Gli studi delle donne in Italia. Una guida critica, offrendo una mappatura storica, teorica e istituzionale dei Women's studies in Italia dagli anni settanta alla fine del Novecento ed esaminando l'impatto della prospettiva di genere in discipline quali la sociologia, la storia e la critica letteraria.[18]
Nel saggio Sotto mentite spoglie. Gender studies in Italia (2013) tornò sulla collocazione di questo ambito nell'università italiana, analizzandone il ritardo istituzionale e le resistenze accademiche. Di Cori evidenziò come gli studi di genere avessero dovuto operare "sotto mentite spoglie", in forma di "travestimento" all'interno di materie tradizionali (letteratura, storia, filosofia) per trovare legittimazione nella didattica. Il saggio mise in luce il paradosso di un sistema universitario capace di produrre riflessioni teoriche di alto livello, ma carente di percorsi di studio strutturati, rilevando al contempo le contraddizioni interne alle storiche femministe, divise tra rigore scientifico e impegno politico.[10]
Curatele e mediazione culturale
[modifica | modifica wikitesto]Accanto alla produzione saggistica, Di Cori svolse un'intensa attività editoriale e di mediazione culturale, curando volumi collettanei dedicati alla storia delle donne, alla teoria femminista, agli studi di genere e alla critica culturale. Attraverso tali iniziative contribuì alla circolazione nel contesto italiano di dibattiti storiografici e riflessioni teoriche sviluppatisi in ambito internazionale.
Tra le sue principali curatele figurano Altre storie. La critica femminista alla storia (1996), un'antologia che raccolse e tradusse i testi metodologici di storiche femministe angloamericane e francesi;[19] Generi di traverso (2000, curato con Alice Bellagamba e Marco Pustianaz), volume nato dagli atti del convegno interdisciplinare Gender is as Gender does (1997) che introdusse nel dibattito universitario italiano la ricerca sulla decostruzione delle identità sessuali e culturali;[20] Rovine future. Contributi per ripensare il presente (2010, curato con il sociologo Davide Borrelli), basato sul convegno internazionale Que reste-t-il? (2008), che affrontò in chiave multidisciplinare i concetti di scarto e rovina legandoli alle trasformazioni urbane, alla globalizzazione e alle memorie corporee. [21]
Gli studi su Michel de Certeau
[modifica | modifica wikitesto]Di Cori è stata tra le principali studiose italiane dell'opera dello storico e antropologo gesuita francese Michel de Certeau (1925-1986). Ha inoltre promosso la conoscenza della sua opera attraverso la creazione e cura del sito bibliografico internazionale a lui dedicato (www.micheldecerteau.eu). Curò inoltre con Diana Napoli il numero monografico Michel de Certeau. Il corpo della storia per la rivista Humanitas (2012), traducendone con altri collaboratori il testo Che cos'è un seminario.[22][23]
Nel suo ultimo lavoro, Michel de Certeau. Per il lettore comune, uscito postumo nel 2020 per l'editore Quodlibet, Di Cori analizzò la ricezione critica dell'opera di Certeau nei differenti contesti culturali e linguistici tra l'Europa e le Americhe, mettendone in luce la pluralità disciplinare tra storia del cristianesimo, linguistica, psicoanalisi e antropologia.[24]
Altri interessi di ricerca
[modifica | modifica wikitesto]Oltre agli studi sulla storia delle donne, sul femminismo e su Michel de Certeau, Di Cori si occupò di storia culturale, filosofia e letteratura, con contributi dedicati, tra gli altri, a Giacomo Leopardi, alla filosofa francese Sarah Kofman e alla scrittrice cilena Diamela Eltit[22]. Negli ultimi anni della sua attività si interessò inoltre ai temi delle medical humanities.[25][22]
Opere principali
[modifica | modifica wikitesto]Libri
[modifica | modifica wikitesto]- Paola Di Cori, Insegnare di storia : appunti sulla didattica universitaria, Torino, Trauben, 1999, ISBN 88-87013-39-X.
- Paola Di Cori, Asincronie del femminismo. Scritti 1986-2011, Pisa, ETS, 2012, ISBN 978-88-467-3123-4.
- Paola Di Cori, Michel de Certeau. Per il lettore comune, Macerata, Quodlibet, 2020, ISBN 978-88-229-0368-6.
Curatele
[modifica | modifica wikitesto]- Paola Di Cori (a cura di), Altre storie. La critica femminista alla storia, Bologna, Clueb, 1996, ISBN 88-8091-304-2.
- Alice Bellagamba, Paola Di Cori, Marco Pustianaz (curatori), Generi di traverso. Culture, storie, narrazioni, Vercelli, Mercurio, 2000, ISBN 88-86960-16-6.
- Paola Di Cori e Donatella Barazzetti (a cura di), Studi delle donne in Italia, Roma, Carocci, 2001, ISBN 88-430-1974-0.
- Paola Di Cori e Clotilde Pontecorvo (a cura di), Parole e silenzi. Scritti per Giacoma Limentani, Torino, Trauben, 2002, ISBN 88-88398-24-4.
- Paola Di Cori e Clotilde Pontecorvo (a cura di), Tra ordinario e straordinario. Modernità e vita quotidiana, Roma, Carocci, 2007, ISBN 978-88-430-4012-4.
- Paola Di Cori e Davide Borrelli (a cura di), Rovine future. Contributi per ripensare il presente, Milano, Lampi di Stampa, 2010, ISBN 978-88-488-1052-4.
- Paola Di Cori, Diana Napoli (a cura di), Michel de Certeau. Il corpo della storia, in Humanitas, n. 4, Brescia, Morcelliana, 2012.
Saggi/Articoli
[modifica | modifica wikitesto]- Paola Di Cori, Dalla storia delle donne a una storia di genere, in Rivista di storia contemporanea, vol. 16, n. 4, 1987, pp. 548-559.
- Paola Di Cori, Donne di destra : approcci storiografici del femminismo, in Democrazia e diritto, vol. 34, n. 1, 1994, pp. 325-340.
- Paola Di Cori, Culture del femminismo. Il caso della storia delle donne, in Storia dell'Italia repubblicana. L'Italia nella crisi mondiale. L'ultimo ventennio, vol. 3.2, Torino, Einaudi, 1997, pp. 803-861.
- Paola Di Cori, Joan Scott. Teorie sul potere e pratiche politiche femministe, in C. Leccardi (a cura di), Tra i generi, Milano, Guerini, 2002, pp. 5-50.
- Paola Di Cori, Silenzi. Neofemminismo e ricerca storica: un incontro mancato (PDF), in Zapruder, n. 5, 2004, pp. 104-107.
- Paola Di Cori, Visione critica della storia e femminismo, in Ida Fazio (a cura di), Genere, politica, storia, Roma, Viella, 2013, pp. 249-304, ISBN 978-88-6728-002-5.
- Paola Di Cori, Sarah Kofman. Filosofa impertinente, scrittrice senza potere, in Lo Sguardo, n. 11, 2013, pp. 351-368.
- Paola Di Cori, Sotto mentite spoglie. Gender studies in Italia, in Cahiers d'études italiennes, n. 16, 2013, pp. 15-37.
- Paola Di Cori, Vitalità dei margini. Spazio e luogo in Michel de Certeau, in Leussein, n. 1-2, 2014.
- Paola Di Cori, Non solo polvere. Soggettività e archivi, in Paola Novaria e Caterina Rocco (a cura di), Archivi delle donne in Piemonte. Guida alle fonti, Torino, 2014, pp. 55-78.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Paola Di Cori, su inGenere. URL consultato il 25 luglio 2026.
- 1 2 3 4 5 Paola Di Cori, Asincronie del femminismo, su Edizioni ETS. URL consultato il 25 luglio 2026.
- 1 2 3 Gender history, su Studi culturali, 31 dicembre 2000. URL consultato il 25 luglio 2026.
- 1 2 3 Paola Di Cori, su Iaph Italia. URL consultato il 25 luglio 2026.
- ↑ Paola Di Cori, su Leussein. URL consultato il 25 luglio 2026.
- 1 2 Paola Di Cori, le asincronie luccicanti dei corpi, in Il Manifesto, 7 novembre 2017. URL consultato il 25 luglio 2026.
- ↑ Addio a Paola Di Cori, su La società in classe, 6 novembre 2017. URL consultato il 25 luglio 2026.
- ↑ Paola Di Cori, La costruzione interiore (PDF), in Memoria, n. 18, 1986, p. 113-116.
- ↑ Pagine brevi. Paola Di Cori, un’intellettuale femminista (PDF), su ingenere.it. URL consultato il 26 luglio 2026.
- 1 2 Paola Di Cori, Sotto mentite spoglie. Gender studies in Italia, su OpenEdition Journals, 2013. URL consultato il 25 luglio 2026.
- ↑ Paola Di Cori, Dalla storia delle donne a una storia di genere, in Rivista di storia contemporanea, vol. 16, n. 4, 1987, pp. 548-559.
- ↑ Joan W. Scott, la donna che ha inventato il gender, su Società delle Letterate. URL consultato il 25 luglio 2026.
- ↑ Paola Di Cori, Culture del femminismo. Il caso della storia delle donne, in Storia dell'Italia repubblicana. L'Italia nella crisi mondiale. L'ultimo ventennio, vol. 3.2, Torino, Einaudi, 1997.
- ↑ Paola Di Cori, Visione critica della storia e femminismo, in Ida Fazio (a cura di), Genere, politica, storia, Roma, Viella, 2013, pp. 249-304, ISBN 978-88-6728-002-5.
- ↑ Paola Di Cori, Silenzio. Neofemminismo e ricerca storica (PDF), su storieinmovimento.org, 2004. URL consultato il 25 luglio 2026.
- ↑ In ricordo di Paola Di Cori, su StorieInMovimento.org. URL consultato il 25 luglio 2026.
- ↑ Asincronie del femminismo, su Edizioni ETS. URL consultato il 25 luglio 2026.
- ↑ Paola Di Cori, Donatella Barazzetti (a cura di), Gli studi delle donne in Italia : una guida critica, Roma, Carocci, 2001, ISBN 88-430-1974-0.
- ↑ Paola Di Cori (a cura di), Altre storie. La critica femminista alla storia, Bologna, Clueb, 1996, ISBN 88-8091-304-2.
- ↑ Alice Bellagamba, Paola Di Cori, Marco Pustianaz (curatori), Generi di traverso. Culture, storie, narrazioni, Vercelli, Mercurio, 2000, ISBN 88-86960-16-6.
- ↑ Paola Di Cori e Davide Borrelli (a cura di), Rovine future. Contributi per ripensare il presente, Milano, Lampi di Stampa, 2010, ISBN 978-88-488-1052-4.
- 1 2 3 Paola Di Cori, su Quodlibet. URL consultato il 25 luglio 2026.
- ↑ Diario Certiano, su Michel de Certeau. URL consultato il 25 luglio 2026.
- ↑ Paola Di Cori, Michel de Certeau : per il lettore comune, Macerata, Quodlibet, 2020, ISBN 978-88-229-0368-6.
- ↑ Nel ricordo di Paola Di Cori, su La società in classe. URL consultato il 25 luglio 2026.
Voci collegate
[modifica | modifica wikitesto]Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Paola Di Cori, su Goodreads.
- Michel de Certeau. Portale di studi e ricerche bibliografiche, su micheldecerteau.eu, ideato e curato da Paola Di Cori. URL consultato il 26 luglio 2026.
- Pagine Brevi. Paola Di Cori, un'intellettuale femminista (PDF), su inGenere.it, Fondazione Giacomo Brodolini. URL consultato il 26 luglio 2026.
- Profilo autrice e articoli di Paola Di Cori, su inGenere.it.
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