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La contessa di Salisbury

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La contessa di Salisbury
Titolo originaleLa Comtesse de Salisbury
BERJAYA
AutoreAlexandre Dumas padre
1ª ed. originale1836
1ª ed. italiana1840
Editio princepsParigi, Dumont, 1839
Genereromanzo
Sottogenereromanzo storico
Lingua originalefrancese
AmbientazioneGuerra dei cent'anni
PersonaggiEdoardo III d'Inghilterra; Alix, contessa di Salisbury; Roberto d'Artois

La contessa di Salisbury (La Comtesse de Salisbury) è un romanzo storico di Alexandre Dumas, pubblicato in francese in forma di feuilleton nel 1836 e raccolto in volume nel 1839.[1][2]

Il romanzo uscì nel feuilleton di La Presse, quotidiano che puntava anche sulla narrativa a puntate per ampliare il numero degli abbonati.[3][4] È considerato uno dei primi esempi del romanzo d'appendice francese e il primo roman-feuilleton di La Presse.[5][6]

La trama intreccia la storia di Edoardo III d'Inghilterra e della contessa di Salisbury con la leggenda sulla fondazione dell'Ordine della Giarrettiera, già presente in testi narrativi e teatrali anteriori a Dumas.[7][2] Harry A. Spurr giudicò il romanzo meno compatto di altre opere di Dumas, mentre gli studi sul feuilleton ne hanno messo in rilievo le sospensioni narrative tra una puntata e l'altra.[8][9][10]

Storia editoriale

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BERJAYA
Alexandre Dumas in un ritratto fotografico di Étienne Carjat.

Il 15 luglio 1836 La Presse pubblicò l'«Introduction à nos feuilletons historiques», poi ripresa come prefazione nella prima edizione in volume.[11] Il contratto con Émile de Girardin riservava a Dumas il feuilleton della domenica mattina per una serie di scene storiche dedicate ai principali regni della storia di Francia a partire da Philippe de Valois.[11]

Il primo episodio uscì il 17 luglio 1836 con il titolo Règnes de Philippe VI de France et d'Édouard III d'Angleterre. 1338-1350. Le vœu du héron; la pubblicazione proseguì ogni domenica fino all'11 settembre 1836, per un totale di otto feuilleton.[11] Gli otto feuilleton formarono i primi sedici capitoli della futura La Comtesse de Salisbury, pari a circa metà del romanzo.[11]

La prima pubblicazione francese in volume uscì a Parigi presso Dumont nel 1839 con il titolo Chroniques de France. La Comtesse de Salisbury.[12] La registrazione coeva nella Bibliographie de la France descrive l'edizione come composta da due volumi in ottavo, per complessive 42 fogli e tre quarti, stampati a Parigi da Dondey-Dupré e pubblicati da Dumont al Palais-Royal.[12] Gli stessi due tomi riprendevano e proseguivano gli episodi usciti su La Presse.[13]

Nello stesso anno uscì a Bruxelles un'edizione non autorizzata di Méline, Cans et Cie, seguita nel 1840 da un'edizione inglese anch'essa non autorizzata.[13] L'opera fu poi continuata e ripubblicata nella versione definitiva in sei volumi, uscita a Parigi nel 1848 presso Alexandre Cadot.[13] Nell'edizione parigina del 1839 figurava già la scena della giarrettiera, posta da Dumas all'origine dell'Ordine della Giarrettiera.[13]

Una traduzione italiana intitolata La contessa di Salisbury uscì a Milano nel 1840, presso la tipografia e libreria Pirotta e C., nella versione di Ferdinando Grillenzoni.[14] Nel 1857 la traduzione di Carlo Zanobi Cafferecci fu pubblicata a Napoli dalla Stamperia del Fibreno con il titolo Edoardo 3.: romanzo storico.[15]

BERJAYA
La contessa di Salisbury e i cavalieri di Edoardo III rendono omaggio a Giovanna di Fiandra, illustrazione tratta da La Bretagne di Jules Janin, 1844.

Il 25 settembre 1338, nel palazzo di Westminster, Edoardo III presiede un banchetto con la regina Filippa di Hainaut, il conte di Salisbury, la sua promessa sposa Alix e Roberto d'Artois.[16] Roberto entra nella sala portando un airone, provoca il re davanti ai convitati e dà avvio all'episodio del voto dell'airone.[16] Alla corte inglese Alix è promessa sposa del conte di Salisbury, oltre che confidente della regina Filippa.[17] La giovane, legata al conte da un voto, attende il suo ritorno in Inghilterra dopo il passaggio del nobile in Francia.[17]

Mentre il conte di Salisbury è prigioniero a Parigi, Edoardo dichiara ad Alix il proprio amore.[18] Alix respinge il re richiamando la fedeltà dovuta al marito; Edoardo, deciso a far rientrare il conte in Inghilterra, dispone una lettera per David Bruce e prepara lo scambio del conte di Murray con il conte di Salisbury.[18] Tornato in patria, il conte di Salisbury viene richiamato presto a Londra da Edoardo, che invita anche Alix alle feste di Windsor.[19] Guillaume de Montaigu, ormai morente, avverte Alix del pericolo rappresentato dall'amore del re e le chiede di allontanarsi.[20]

Edoardo torna da Alix e le rinnova la propria passione; la donna gli rivela di essersi avvelenata, gli chiede di riferire al conte di Salisbury le sue ultime parole e muore pronunciando il nome del marito.[21] Dopo la morte di Alix, Edoardo affronta la battaglia di Crécy e l'assedio di Calais, fino agli ultimi giorni del proprio regno.[22][23] Quando il re giace sul letto di morte, il conte di Salisbury si presenta come eremita del castello di Wark e gli concede il proprio perdono.[23] Subito dopo, rivolgendosi ai presenti, annuncia la morte di Edoardo.[23]

Edoardo III d'Inghilterra

Re d'Inghilterra, presiede il banchetto di Westminster, riceve la provocazione di Roberto d'Artois e si innamora di Alix.[16][18]

Alix, contessa di Salisbury

Moglie del conte di Salisbury e confidente della regina Filippa, rifiuta l'amore di Edoardo.[17][18]

Conte di Salisbury

Nobile legato a Edoardo, marito di Alix, prigioniero a Parigi ed eremita del castello di Wark.[17][18][23]

Roberto d'Artois

Nobile francese esiliato, introduce l'episodio del voto dell'airone nel banchetto di Westminster.[16]

Accoglienza e critica

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Nella prima pubblicazione a puntate il romanzo uscì con il titolo Règnes de Philippe VI de France et d'Édouard III d'Angleterre. 1338-1350. Le vœu du héron.[1] Nel 1836 La Presse e Le Siècle portarono a quaranta franchi il prezzo dell'abbonamento annuo, contro gli ottanta franchi dei quotidiani tradizionali; romanzi e novelle nel feuilleton servivano ad aumentare il numero degli abbonati, insieme alla pubblicità.[3][4] In quegli anni La contessa di Salisbury fu uno dei primi roman-feuilleton e il primo pubblicato su La Presse.[5][6][24]

La contessa di Salisbury è stato accostato ai successivi romanzi d'avventura di Dumas per il ritmo del racconto guerriero.[24] I romanzi d'appendice non godevano di buona fama presso la critica letteraria: nel 1839 Charles-Augustin de Sainte-Beuve definì i feuilleton "letteratura industriale" nella Revue des Deux Mondes, attaccando la crescita di una scrittura pensata per il mercato, per i giornali, per la pubblicità e per il nuovo pubblico dei lettori.[25] Nel 1902 Harry A. Spurr giudicò La contessa di Salisbury meno leggibile di altri romanzi di Dumas: dopo un primo capitolo efficace, i personaggi riemergono solo a intervalli in lunghi passaggi storici, con un intreccio tra racconto e storia che gli parve poco riuscito.[8]

La contessa appartiene alla prima fase del romanzo d'appendice francese, collocata tra il 1836 e il 1850 e rappresentata da autori come Eugène Sue, Alexandre Dumas e Honoré de Balzac.[26] In questa fase ricorrono il racconto storico e sociale, l'eroe idealizzato, la pubblicazione a puntate, i riassunti, i contrasti netti fra i personaggi e l'interruzione della scena in un momento di attesa.[26][27] Nel primo capitolo, Le Vœu du Héron, Roberto d'Artois spinge Edoardo III alla guerra contro la Francia richiamando i suoi diritti dinastici sulla corona francese; la puntata si chiude con l'arrivo annunciato di un messaggero dalle Fiandre, senza rivelare il contenuto della notizia.[28][29][30] La formula la suite à demain segnalava il rinvio alla puntata successiva; lo stesso procedimento è stato accostato al taglio del primo capitolo dei Tre moschettieri.[9][10]

Altre opere sullo stesso tema

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La storia di Edoardo III e della contessa di Salisbury era già stata trattata prima di Dumas in numerose opere narrative e teatrali,[7] come la novella francese La Comtesse de Salisbury, ou l'Ordre de la Jaretière del 1682, la sua traduzione inglese del 1683, la tragedia Édouard III di Gresset del 1740, l'opera teatrale Isabelle de Salisbury di Fabre d'Églantine del 1791 e il romanzo Édouard et Elfride, ou la Comtesse de Salisbury del 1816.[7] Il romanzo di Dumas riprende anche il legame fra Edoardo III, la contessa e la fondazione dell'Ordine della Giarrettiera.[2][31]

In inglese
In italiano
  • La contessa di Salisbury: romanzo storico (TXT), traduzione di Ferdinando Grillenzoni, vol. 1-2, Milano, Tipografia e libreria Pirotta e C., 1840, SBN LO11363898.
  • La contessa di Salisbury: romanzo storico, traduzione di Ferdinando Grillenzoni, Napoli, Gaetano Nobile libraio-editore, 1843, SBN MO10000514.
  • La contessa di Salisbury, traduzione di Gaspare Aureggio, vol. 1-3, Milano, Libreria di Dante, 1856, SBN LO10911285.
  • Edoardo 3.: romanzo storico, traduzione di Carlo Zanobi Cafferecci, vol. 1-4, Napoli, Stamperia del Fibreno, 1857.
In polacco
In spagnolo
  1. 1 2 Moeglin, 2022, p. 227
  2. 1 2 3 Moeglin, 2022, p. 228
  3. 1 2 Jurt, 2013, p. 277
  4. 1 2 Jurt, 2013, pp. 282-283
  5. 1 2 Jurt, 2013, p. 283
  6. 1 2 Cazani Júnior, 2020, p. 178
  7. 1 2 3 Moeglin, 2022, pp. 225-226
  8. 1 2 Spurr, 1902, p. 188
  9. 1 2 Cazani Júnior, 2020, p. 181
  10. 1 2 Cazani Júnior, 2020, p. 186
  11. 1 2 3 4 Jean-Marie Moeglin, Édouard III. Le viol de la comtesse de Salisbury et la fondation de l'ordre de la Jarretière, Paris, Presses Universitaires de France, 2022, pp. 227-228, ISBN 9782130833468.
  12. 1 2 Chroniques de France. La Comtesse de Salisbury. Par Alexandre Dumas (TXT), in Bibliographie de la France, 1839, p. 171. URL consultato il 2 giugno 2026.
  13. 1 2 3 4 Jean-Marie Moeglin, Édouard III. Le viol de la comtesse de Salisbury et la fondation de l'ordre de la Jarretière, Paris, Presses Universitaires de France, 2022, p. 228, ISBN 9782130833468.
  14. Bibliografia italiana (TXT), 1840, p. 235.
  15. Alexandre Dumas, Edoardo 3.: romanzo storico, Napoli, Stamperia del Fibreno, 1857.
  16. 1 2 3 4 Dumas, 1856, t. I, pp. 1-7
  17. 1 2 3 4 Dumas, 1856, t. I, pp. 125-128
  18. 1 2 3 4 5 Dumas, 1856, t. I, pp. 226-230
  19. Dumas, 1856, t. I, pp. 244-245
  20. Dumas, 1856, t. I, pp. 281-282
  21. Dumas, 1861, t. II, pp. 119-128
  22. Dumas, 1861, t. II, pp. 172-181
  23. 1 2 3 4 Dumas, 1861, t. II, pp. 273-276
  24. 1 2 (FR) Marina Bellot, Alexandre Dumas, magnat de la presse, su RetroNews, Bibliothèque nationale de France, 12 maggio 2016.
  25. Sainte-Beuve, 1839, pp. 675-691
  26. 1 2 Cazani Júnior, 2020, pp. 178-179
  27. Cazani Júnior, 2020, p. 180
  28. Cazani Júnior, 2020, pp. 182-183
  29. Cazani Júnior, 2020, p. 183
  30. Cazani Júnior, 2020, p. 184
  31. Moeglin, 2019, pp. 639-668

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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