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Kebab

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Kebab
BERJAYA
Lula kebab
Origini
IPA[keˈbaːb]
Altri nomikabāb, kebap
Luoghi d'origineTurchia (bandiera) Turchia
Iran (bandiera) Iran
RegioneMedio Oriente
Diffusionemondiale
Dettagli
Categoriapiatto unico
Ingredienti principalipane azzimo, carne (ovina, bovina o avicola), verdure, salse varie
Variantigyros, shawarma

Il kebab[1][2] (pron. [keˈbab][3]; in persiano کَباب, kabab, "carne arrostita"; in turco kebap) è un piatto di origine mediorientale a base di carne di montone o di agnello arrostita, divenuto popolare in tutto il mondo grazie alle migrazioni.

Etimologia e storia

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L'origine del kebab è connessa alla scarsità di combustibile per la cottura in molte aree d'Oriente, che rese complicato cucinare cibi di grandi dimensioni, mentre in città era più facile reperire piccoli pezzi di carne in una macelleria. Il vocabolo 'kebab' è di origine persiana: secondo la tradizione araba, il piatto fu inventato nel Medioevo da soldati persiani che usavano le loro spade per arrostire la carne sul fuoco in campo aperto.

Secondo il viaggiatore Ibn Battuta, il kebab in India durante il Sultanato di Delhi (1206-1526 d.C.) veniva servito non solo nei palazzi reali: anche la gente comune lo consumava durante la prima colazione accompagnandolo con il naan, un pane lievitato e cotto al forno. Una variante più antica del kebab (in greco: obeliskos) è attestata in Grecia dal VIII secolo a.C. negli scritti di Omero e nelle opere classiche di Aristofane, Senofonte e Aristotele.[4]

La cucina turca in età ottomana si diffuse anche nel Mediterraneo, specie nelle popolazioni dell'Africa settentrionale e del Levante, e questa tecnica di cottura fu appresa dalle comunità stanziali che spesso accoglievano quelle nomadi di passaggio.

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Döner kebap a Istanbul

Il döner kebab è probabilmente la varietà di kebab più diffusa in Europa. Il nome è traducibile come "kebab che gira", con riferimento allo spiedo verticale rotante sul quale la carne viene infilzata e fatta abbrustolire, facendola ruotare sull'asse del girarrosto.[5]

La carne (solitamente di agnello, manzo o pollo, più economico, mai di maiale in quanto vietata dall'Islam), tagliata a fettine, viene sagomata e infilzata nello spiedo verticale fino a formare un grosso cilindro rastremato verso il basso alla cui sommità vengono infilate parti grasse che, sciogliendosi e colando, evitano l'eccessivo abbrustolimento ed essiccamento della carne. Lo spiedo viene poi fatto ruotare vicino a una fonte di calore, che una volta consisteva in brace rovente sistemata in griglie disposte verticalmente intorno allo spiedo e che oggi è un'apposita macchina che produce calore tramite resistenze elettriche o bruciatori a gas.

Prima di essere predisposta e cotta, la carne viene condita o marinata; le erbe o le spezie variano a seconda del luogo, e vi si può trovare una vasta gamma di sapori del Mediterraneo: origano, menta, peperoncino, cannella, cumino, coriandolo, aceto, ecc.

Il taglio, a mano a mano che la carne cuoce, si effettua con un movimento che va dal basso verso l'alto, per far sì che il grasso sciolto coli sulla carne, impedendole di diventare troppo secca. Una volta il taglio avveniva con un coltello affilatissimo, mentre ora si esegue quasi sempre facendo scorrere sullo spiedo una macchinetta elettrica con lama rotante che asporta sottili fettine.

La carne affettata viene servita all'interno di panini e piadine o collocata su un piatto. Tradizionalmente per il panino si usa il pane arabo o pan pita. Come condimento si aggiungono verdure miste e varie salse: le più tradizionali sono la harissa piccante, l'hummus (a base di ceci), il tahini (pasta di sesamo) e il tzatziki fatto con yogurt e aglio. Ora i venditori offrono anche salse come la barbecue, la maionese o il ketchup.

In Europa questa specialità ha trovato una particolare diffusione nella città di Berlino grazie a Kadir Nurman, considerato l'inventore del panino comunemente noto come kebab.[6] La capitale tedesca è rinomata per la bontà e l'economicità dei döner.[7] Questo sviluppo è stato favorito dall'elevato numero di immigrati turchi, non solo nella capitale ma in tutta la Germania occidentale, che spesso gestiscono i numerosissimi imbiss ("chiosco").[8]

Dürüm kebab

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Dürüm kebab

Il dürüm kebab (lett. "kebab avvolto") è simile per metodo di cottura e condimento al döner, ma viene, a differenza di questo, servito all'interno di un lavash, un pane sottile più simile a una piadina. Questo formato è popolare soprattutto come cibo da strada, in quanto più facile da maneggiare.

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Şiş kebab

Lo şiş kebab (dove şiş significa "spada" o "spiedino", e reso anche con la grafia anglosassone "shish"[9]) è una varietà di kebab a base di spiedini di montone o agnello.[10] Non si usa perciò il tipico attrezzo caratteristico del döner, ma gli spiedini vengono arrostiti direttamente sulla brace. Ne esistono anche versioni con altri tipi di carne, pollame o pesce.[11] Secondo la ricetta tradizionale, lo şiş kebab e le verdure servite con esso vengono grigliati separatamente, normalmente non sullo stesso spiedo.[12]

Nell'inglese nordamericano, la parola kebab si riferisce in genere allo şiş kebab, al contrario che in Europa, dove con kebab senza altre specificazioni si intende solitamente il döner kebab.

Köfteli kebab

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Il köfteli kebab è un'altra varietà, a base di polpette di carne macinata note come kufta. Le kufta possono essere di carne ovina, bovina o mista, e vengono infilzate in uno spiedino per essere cotte alla brace, e quindi servite all'interno di un panino o in un piatto, e accompagnate da verdure e salse. La salsa tipica del köfteli kebab è a base di yogurt.[13]

Il lula kebab (in armeno: լուլա քյաբաբ; in azero: lülə kabab) è un tipo di kebab costituito da carne macinata di montone o agnello cotta su spiedini. È una specialità della cucina armena,[14] azera,[15] e di altre cucine dei paesi del Caucaso meridionale, ma è diffuso anche nel Medio Oriente e nell'Asia centrale.

Altre varietà regionali

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Vari kebab: şiş tavuk, köfteli kebab e şiş kebab classico
BERJAYA
Kebab fatti in Palestina

In Turchia tra i vari tipi di kebab i più rinomati sono quelli da barbecue, per esempio l'Adana kebabı e l'Urfa kebabı, che prendono nome dalle due località da cui provengono, il primo più piccante, condito con abbondante peperoncino rosso, il secondo riccamente speziato, serviti con focaccine di grano, insalata, cipolle e grano spezzettato cotto e poi asciugato (il bulgur). Entrambi si possono trovare anche avvolti in un lavash (da cui il nome dürüm kebabı, "kebab avvolto"), anche in versione da passeggio, incartati.

Il principe dei kebab è probabilmente però l'Iskender kebabı, creato a Bursa intorno all'anno 1900 da un cuoco che ha trasmesso alla sua creazione il suo nome, Iskender, la cui caratteristica principale è una salsa a base di pomodoro, yogurt e burro fuso. Esistono molte altre versioni, alcune a base di pollo (tavuk kebabı), altre con l'aggiunta di verdure come le melanzane (patlıcanlı kebabı), le cipolle (soğanlı kebabı) o i pomodori (domatesli kebabı), o con le patatine fritte.

  1. kebab, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
  2. Sabatini Colletti, Kebab, su dizionari.corriere.it. URL consultato il 17 novembre 2009.
  3. Luciano Canepari, kebab, in Il DiPI: dizionario di pronuncia italiana, Bologna, Zanichelli, 1999, ISBN 88-08-09344-1.
  4. Dahlia & Marlène, La Cucina Araba, Edizioni REI, 2014, p. 28, ISBN 978-2372970747.
  5. Dahlia & Marlène, La Cucina Araba, Edizioni REI, 2014, p. 28, ISBN 9782372970747.
  6. Germania: morto 'inventore' doner kebab, in ANSA, 26 ottobre 2013. URL consultato il 28 ottobre 2013.
  7. Il «döner kebab» invenzione turco-tedesca, su lagazzettadelmezzogiorno.it.
  8. I migliori 5 döner e dürüm kebab di Berlino, su berlinocacioepepemagazine.com, 2015.
  9. "shish kebab". Oxford English Dictionary (2nd ed.). Oxford University Press. 1989.
  10. Ozcan Ozan, The Sultan's Kitchen: A Turkish Cookbook, Tuttle Publishing, 13 dicembre 2013, ISBN 978-1-4629-0639-0.
  11. Mimi Sheraton, 1,000 Foods To Eat Before You Die: A Food Lover's Life List, Workman Publishing Company, 13 gennaio 2015, p. 1090–, ISBN 978-0-7611-8306-8.
  12. The Real Turkish Shish Kebab Recipe, su barbecuebible.com. URL consultato il 31 dicembre 2024.
  13. Maria Khalifé, The Mezze Cookbook, New Holland Publishers, 2008, p. 73–, ISBN 978-1-84537-978-0.
  14. Stephanie Drescher e Daniela Schulz, Lule kebab, Armenia, su dw.com, 24 maggio 2017. URL consultato il 20 lugòlio 2019 (archiviato il 23 febbraio 2018).
  15. Explore amazing diversity of Azerbaijani food, su azernews.az, 29 agosto 2018. URL consultato il 25 dicembre 2019 (archiviato dall'url originale il 29 agosto 2018).

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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Controllo di autoritàThesaurus BNCF 77700